Il figlio di due madri: il realismo magico di Bontempelli

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2 Risposte

  1. Adelin ha detto:

    Il realismo magico di Bontempelli è capace di connettersi con i filoni della spiritualità mistica orientale millenaria e va oltre i limiti nei quali è stato relegato dalla critica ortodossa occidentale. La sua visionarietà lo porta a sondare stati di coscienza che non hanno pareti, non sono limitati a schemi predefiniti e canonizzati: Bontempelli sa “volare e” sa “vedere” e importa questa sua visionarietà anche in quadri che solo in apparenza risultano i suoi limiti. Plaudo a quello che mi ha insegnato questo “Visionario” e ringrazio Lei, gentile Autore, che lo ha qui riproposto in una chiave di lettura di largo respiro, a

    • Davide ha detto:

      La magia piu’ onirica di Bontempelli mista alla realta’ piu’ scura, ombrosa, sensuale, faticosa, raggiunge il suo apogeo nell’opera magnifica “L’amante fedele”.
      Questa, dopo tanti salti alternati tra il nostro mondo e “l’altro”, disegna una catarsi completamente immaginifica con la lunga storia finale, l’episodio di Madina
      che diviene acqua pur di rimanere natura, prima e dopo l’umanita’. Una bellezza ed una tristezza, perche’ e’ un mondo che purtroppo non appartiene
      davvero a noi umani, possiamo solo narrarlo. “mi sentii come cadere da un cielo lontano”

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