Il Christo-Serpente. Cristianesimo e misteri antichi. Parte II

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8 Risposte

  1. paolo 2 ha detto:

    Salve Musashi,
    complimenti per questi articoli interessanti che sta proponendo … la invito a proseguire, magari scrivendo anche qualcosa sulla reincarnazione in ambito cristiano e, più avanti, qualche articolo sui principi fondamentali della gnosi, e poi in particolare della gnosi cristiana e delle sue correnti, dato che in giro se ne leggono di tutti i colori, e c’è bisogno di qualche punto fermo … Sarebbe anche interessante analizzare le tracce dell’antica gnosi ancora presenti in alcune confessioni cristiane (ortodossa, copta, ecc.).
    Alla luce di quanto da lei esposto (e in attesa degli altri articoli), se si volesse riassumere al massimo, si potrebbe dire che gli aspetti che ricollegano la figura e le predicazione di Gesù all’ambito ebraico andrebbero letti in questi termini: (…) segue

  2. paolo 2 ha detto:

    1) in alcuni casi come frutto delle alterazioni posteriori che i vangeli (nonché altri testi come le lettere paoline, ecc.) avrebbero subito per renderli “compatibili”, sia letteralmente che dottrinariamente, con l’AT e con le profezie ebraiche della corrente ebionita.
    Ma quindi, mi chiedevo: i molteplici passi in cui Gesù si ricollega al vecchio testamento, compresi i riferimenti ai tratti dell’AT in cui si profetizzavano le varie fasi del Calvario [un banale esempio fra tutti: “questo infatti avvenne perché si adempisse la scrittura: ‘non gli sarà spezzato alcun osso’ (Es 12,46)”, ecc ecc], sono da ritenere tutti spuri? E anche, in particolare, tutti i casi in cui Gesù si autodefinisce “figlio dell’uomo” (espressione che mi ha sempre lasciato un po’ interdetto), stando a quanto da Lei esposto (nell’AT il messia figura come re consacrato ma umano, senza alcun tratto divino di Soter sovrannaturale, per cui non sarebbe in alcun modo rapportabile al Christo del Cristianesimo), sarebbero frutto di alterazioni? (…) segue

  3. paolo 2 ha detto:

    2) in altri casi come “copertura” puramente esteriore, nel senso che la religione ebraica ed i suoi linguaggi avrebbero rappresentato un rivestimento esterno, appunto essoterico, più o meno necessario anche per ragioni di contesto, di sopravvivenza, a fronte di un contenuto esoterico estraneo alla tradizione ebraica.

    E’ corretta quest’interpretazione?
    Volevo poi chiederle un suggerimento su qualche testo che sia chiaro e soprattutto dottrinariamente corretto, sulla gnosi cristiana. Sulle fonti, credo che i vangeli gnostici e le apocalissi gnostiche della Adelphi, curate da Luigi Moraldi, siano buone, Lei stesso le ha spesso citate.
    Conosce il libro “La Gnosi Cristica integrale” edita da Victrix Edizioni? Dalla scheda (http://www.victrix.it/HOME_PAGE/elenco_collane_e_volumi/saturnia_regna/Gnosi_cristica.aspx ) che ricostruisce i contenuti e dall’indice sembrerebbe un buon testo, ma vorrei un suo parere al riguardo.

    Grazie e cordiali saluti

  4. Musashi ha detto:

    Sostanzialmente Lei ha riassunto bene il mio punto di vista.
    Quanto alle sue osservazioni direi che quando Gesù parla di "figlio dell'Uomo" si riferisce all'Uomo iniziaticamente parlando (cioè al grado di adeptato, quello che il taoismo chiama Renjen = Uomo Reale, prima fase o dell'opera al Bianco). Cioè non parla di se stesso se non come "esempio" . In ciò presupponendo che la narrazione evangelica sia appunto esemplare. Questo ovviamente è incompatibile col dottrinario cristiano ufficiale che invece considera la vicenda narrata un fatto unico nella storia!
    Tuttavia la mia ipotesi è perfettamente compatibile con l'uso ebraico dell'espressione "figlio dell'uomo".
    Ogni contraddizione cade se ci si rifà alla nozione gnostica della distinzione fra il Gesù uomo (era un adepto, un chrestos, un unnefer, un "giustificato", uno addivenuto alla "piccola resurrezione" ma pur sempre ancora "uomo") ed il Logos cioè il Principio christico che in lui si manifestò per tre anni.

    Quanto alla scuola "dell'acciocche fosse adempiuto" ho gia esposto come secondo alcuni scrittori gnostici quei passi sarebbero stati aggiunti per compiacere la fazione filoebraica. Rimando in particolare al mio articolo su Marcione.

    nei prossimi sviluppi di questo saggio breve accennerò ancora qualcosa sulla metempsicosi, sebbene questa abbia un ruolo abbastanza marginale rispetto al focus dello scritto.

    Circa sopravvivenze gnostiche nelle attuali chiese cristiane va detto che queste riguardano soprattutto la liturgia, essendo la dottrina in buona parte già corrotta e compromessa anche nelle chiese orientali, dato che comunque hanno intrapreso la via dell'exoterismo.
    Infatti purtroppo anche la chiesa copta ha seguito l'imposizione costantiniana del concilio di Nicea.
    Tuttavia si è spaccata su Calcedonia e dunque le chiese orientali, copta, siro-antiochena, indiana-malankarita, armena ecc. sono monofisite cioè riconoscono solo la natura divina del Cristo, negando quella umana e questo è una sopravvivenza della distinzione gnostica fra Cristo (Eone) e il suo "avatar" umano.
    I greco ortodossi si staccano dalla "Grande Chiesa" ancora più tardi ma in realtà erano gia profondamente divisi sulla dottrina. La distinzione è soprattutto a livello trinitario, poiche l'idea della trinità greca segue un impianto metafisico plotiniano il che è molto sospetto per i cattolici poiche il sistema di plotino non è creazionista ma interamente emanzionista, quindi i cattolici non amarono concedere troppo al platonismo.
    I cattolici invece modificarono con delle falsificazioni il testo del credo di Nieca in materia di Trinità. Ciò avvenne per atto unilaterale della Chiesa Latina al concilio di Toledo (VII secolo) contro gli ariani spagnoli.
    Poiche queste modifiche furono atto unilaterale dei cattolici romani (latini), non concordato con le altre chiese, e in aperta modifica del testo di un precedente concilio, ne segue che i cattolici sono, dal VII settimo secolo, degli APOSTATI e degli SCISMATICI. I greco-ortodossi hanno tuttavia pazientato fino al 1054, con lo strappo definitivo. Tuttavia la manipolazione che contraffece persino il testo di Nieca è tutta nella dottrina cattolica, che così diventa scismatica rispetto anche alla "cattolica" Chiesa Nicena del III secolo.
    Se la cosa interessa ho approfondito questo nelle note ad un articolo di Sudbury sulla Trinità http://www.centrostudilaruna.it/essere-cristiani-

    Infine ricordo che anche gli ortodossi, pur non essendo formalemtne monofisiti, nell'iconografia esaltano il Cristus triumphans mentre l'iconografia cattolica è quella del Cristus patiens o crocefisso, quello che tanto aborrivano i Templari (ordine gnostico) i quali appunto dovevano esecrare il crocifisso nei loro rituali segreti.
    Ciò perche il Cristo Pantocratore ortodosso, tutto sommato, è di nuovo in sentore di monofisimo, lasciando decadere gli aspetti umani di Gesù, ed enfatizzando il Cristo. Di nuovo si può pensare ad una sopravvivenza di una idea esoterica degli Gnostici.

    Quanto al testo citato nel link non lo conosco direttamente, non l'ho letto mi era invece capitato di sentirne il titolo. Mi sembra sia pubblicato da ambienti vicini al Movimento Tradizionale Romano.
    Non saprei valutarne il valore, non avendolo letto.
    Diciamo che io in genere consiglio la lettura di Jonas o di Mead, ma gli studi sulla Gnosi si vanno sempre più ampliando.
    Quanto a Puech ricordo che è un buon filologo, tuttavia si tratta di un sacerdote cattolico, quindi il suo è un punto di vista da conoscere, ma sicuramente di "parte" e scontato.

  5. paolo 2 ha detto:

    La ringrazio, Musashi, per la sua risposta esauriente. Per quanto riguarda Luigi Moraldi mi conferma la bontà delle opere da lui curate (cui aggiungere anche “Pistis Sophia”, “testi gnostici”, ecc.) ? Ah, dimenticavo: volevo sapere se esistono in commercio delle versioni “alternative” dei vangeli cd. canonici, strutturate cioè secondo quelle che per gli studiosi gnostici potrebbero essere delle ricostruzioni affidabili, depurate delle eventuali alterazioni successivamente apportate, magari col testo greco a fronte e con dei commenti sui significati interni delle espressioni normalmente interpretate in chiave banalmente letterale.
    Ancora grazie e saluti

  6. Musashi ha detto:

    i testi curati da Moraldi sono filologicamente ben ricostruiti e anche i commenti sono di alto livello.
    Per le versioni "alternative" degli stessi vangeli canonici, non solo non v'è nulla di edito e curato, ma diciamo sono stati fatti sparire, ammesso -come io credo-che esistessero da già prima del concilio di Nicea.
    Delle versioni alternative marcionite rimangono solo le dieci lettere paoline facenti parte dell' "apostolicon" di Marcione ma il testo (in greco) non è stato sottoposto ad edizioni critiche destinate alla stampa ma solo per ambienti attinenti alla ricerca accademica.

    Se è interessato La rimando agli studi di Harnack e all'opera di Detering. Ve ne è una versione inglese "the falsified Paul": in pratica sono i rimandi bibliografici del mio precedente articolo.
    In compenso Harnack (che però non crede nella priorità di Marcione) è tradoto nella nostra lingua.

    Di più al momento non vi è…

  7. Musashi ha detto:

    Ulteriori suggerimenti bibliografici potrebbero essere, per la Gnosi in generale:

    -Vie gnostiche all'immortalità, G. Casadio (Morcelliana). La casa editrice è cattolica ma il testo è filologicamente aderente allo stato attuale degli studi. Inoltre l'autore ha una buona comprensione dei temi trattati, in termini metafisici.

    -Gnosi.Nostalgia della Luce (Mimesis) con scritti di più autori tra i quali C. Bonvecchio.

    per chi ha padronanza con la lingua inglese:
    -Gnosis, di Kurt Rudolph

  8. Musashi ha detto:

    Mi è venuto in mente che potrei aggiungere a questa lista di testi- soprattutto centrati sulla ricostruzione dello gnosticismo cristiano in termini di "storia delle religioni"- un testo recente che tiene conto del suo aspetto metafisico, visto cioè secondo la prospettiva della Philosophia Perennis (o Tradizione Universale se vogliamo), in particolare svelandone le analogie con il pitagorismo,la cabala, la metafisica hindu e quella buddhista: si tratta dell' "Evangelo di Verità", autore Roberto Fantechi.
    E' un commento dal punto vista esoterico -il più importante poi per non fare dell'accademismo sterile- al Vangelo di Verità di scuola valentinana.
    Buona lettura.

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