I capelli biondi nella Grecia antica

E’ stato Reche a osservare che mai i Greci avrebbero adoprato la parola “arcobaleno” (iris) per designare l’iride della pupilla (come i Tedeschi: Regenbogenhaut = iride) se avessero avuto occhi scuri. Solo un popolo con occhi azzurri, o grigi, o verdi può chiamare l’occhio “arcobaleno”: il prisco ceppo degli Elleni apparteneva perciò alla razza nordica.

Apollo
Apollo del Belvedere. Particolare.

Frequenti nelle fonti greche sono gli aggettivi xanthòs e xoutòs “biondo”, pyrrhòs “fulvo” e chrysoeidés “aureo”, riferiti ai capelli di uomini o Dei, aggettivi che corrispondono perfettamente al latino flavus, fulvus e auricomus. Diffuse anche espressioni come chrysokàrenos “testa bionda”, o chrysokóme “chioma d’oro”. Lo stesso progenitore degli Ioni e degli Achei sarebbe stato Xoutòs, “il biondo”, fratello di Doro e figlio di Elleno, mitico capostipite della stirpe greca. Che xanthòs significhi veramente “biondo” è rilevabile da Pindaro che chiama xanthos il leone, Bacchilide il colore del grano maturo (III, 56) mentre Platone nel Timeo (68 b) ci spiega che xanthòs (il giallo) si ottiene mescolando “lo splendente col rosso e col bianco” e Aristotele (Dei colori, I, I) afferma che il fuoco e il sole van detti xanthòs.

Che i bambini dei Germani ai Greci già snordizzati apparissero “canuti” non sorprenderà se si tiene presente quel biondo platino quasi bianco di cui sono spesso i capelli dei bambini di pura razza nordica. Il significato di xanthòs come “biondo” ci è dato da qualunque dizionario greco. Come è stato spesso notato, gli eroi e gli dei d’Omero sono biondi: Achille, modello dell’eroe acheo, è biondo come Sigfrido, biondi sono detti Menelao, Radamante, Briseide, Meleagro, Agamede, Ermione. Elena, per cui si combatte a Troia, è bionda, e bionda è Penelope nell’Odissea. Peisandro, commentando un passo dell’Iliade (IV, 147), descrive Menelao xanthokòmes, mégas én glaukòmmatos “biondo, alto e con gli occhi azzurri”.

Karl Jax ha osservato che tra le dee e le eroine d’Omero non ce n’è una che abbia i capelli neri. Odisseo è l’unico eroe omerico bruno, ma l’abitudine a ritrarre gli eroi biondi è così forte che in due passi dell’Odissea (Xlll, 397, 431) anche lui è detto xanthòs. E, d’altronde, Odisseo si differenzia anche per i suoi caratteri psicologici, segnatamente per la sua astuzia: Gobineau vedeva in lui l’eroe “nella cui genealogia il sangue dei guerrieri achei si è fuso con quello di madri cananee”. In genere però, il disprezzo dei Greci d’epoca omerica per il tipo levantino, è scolpita dal loro disprezzo per i Fenici, bollati come “uomìni subdoli”, “arciimbroglioni” (Iliade XIX, 288). Tra gli dei omerici, Afrodite è bionda, come pure Demetra. Atena è, per eccellenza, “l’occhicerulea Atena”. Il termine adoperato è glaukopis, che certo è in relazione anche col simbolismo della civetta, sacra alla dea (glaux = civetta: occhi scintillanti, occhi di civetta), ma che in senso antropomorfico vale “occhicerulea”: Aulo Gellio (Il, 26, 17) spiega glaucum con “grigio-azzurro” e traduce glaukopis con caesiadie Himmelbluaugige“. Pindaro completa il ritratto omerico della dea chiamandola glaukopis e xanthà. Apollo è phoibos “luminoso, raggiante” e anche xoutòs. Era, sposa di Zeus e modello della matrona ellenica, è leukòlenos, “la dea dalle bianche braccia”, tipico tratto della bellezza femminile della razza nordica.

Acropoli, Atene.
Acropoli, Atene.

Bianche braccia, piedi d’argento, dita rosate, e altri caratteristici aggettivi che rimandano a un colorito chiaro, sono frequenti nei poemi omerici. Anche Esiodo ci parla d’eroi e di dei biondi: biondo è Dioniso, bionda Arianna, bionda Iolea. La connessione dei canoni estetici d’età arcaica con l’ideale nordico si ricava anche dall’importanza attribuita all’altezza: kalos kai mégas sono due aggettivi che van sempre insieme. Nella descrizione di Nausicaa e di Telemaco nell’Odissea, si sente che l’alta statura è quasi sinonimo di nobile nascita. E’ lo stesso modo di sentire del nostro Medioevo, che ha dipinto tutte le donne bionde e che poneva come condizione della loro bellezza la grandezza della persona (“grande, bianca e fina”), anch’esso per l’influenza d’una aristocrazia d’origine nordica, germanica. In epoca classica, nomi come Leukéia, Leukothea, Leukos, Seleukos (da leukòs “Bianco”) alludono al colorito chiaro, così come Phrynos e Phryne a pelli bianche e delicate, come anche i nomi Miltos, Miltìades, e Milto. Galatéia (da gàla-gàlaktos =latte) è “quella dalla pelle di latte”. Rhodope e Rhodopìs quelle dalla “pelle di rosa”. Non rari i nomi Xanthòs, Xuthìas, Xanthà, come anche Phyrros “fulvo” (da pur = fuoco) e Pyrrha sposa di Deucalione e mitica progenitrice del genere umano.

Verosimilmente le stirpi doriche, ultime venute dal settentrione, e in particolare gli Spartiati, rigorosamente separati dal popolo, dovettero serbare a lungo caratteri nordìci. Ancora nel V secolo, Bacchilide loda le “bionde fanciulle della Laconia”; due secoli prima Alcmane, nel famoso frammento (54) aveva cantato la fanciulla spartana Agesicora “col capo d’oro fino e dal volto d’argento”. Anche le abitudini sportive delle Spartane, il loro costume di fare ginnastica insieme con gli uomini, ci parlano d’una femminilità acerba e atletica che meglio s’immagina in fanciulle di razza nordica che in quelle di razza mediterranea. Eustazio, (IV, 141) vescovo di Salonicco, commentando un passo dell’Iliade, ricordava come la biondezza avesse fatto parte dell’essere spartano. La cosiddetta “fossa dei Lacedemoni” ci ha restituito gli scheletri di 13 Spartani appartenenti alla guarnigione messa in Atene alla fine della guerra del Peloponneso: tre sono quelli di uomini molto alti (1,85; 1,83; 1,78), gli altri di statura superiore alla media, il più piccolo misura 1,60. Breitinger, che ha studiato questi resti scheletrici, rinviene in essi, “almeno una forte impronta nordica”. Ricorderemo che Senofonte segnalava l’alta statura dei Spartani.

Anche le stirpi ioniche, nonostante risiedessero da più tempo sulle rive del Mediterraneo – fatto che aveva condotto a una notevole mescolanza dell’elemento nordico con quello occidentale-mediterraneo – dovettero serbare, specie nell’aristocrazia, un certo ideale nordico. Nel cimitero del Dypilon, in età geometrica, si nota un incremento di brachicefali centroeuropei a spese dei dolicocefali mediterranei. Non si dimentichi che il geometrico nasce in Attica, esattamente come il gotico nasce in Francia, e così come sarebbe incauto affermare che la Francia non sia stata germanizzata solo perché la lingua è rimasta latina, così sarebbe azzardato sostenere che la migrazione dorica non abbia penetrato l’Attica. Nel VII secolo Solone ci parla d’un Crizia – antenato di Platone – coi capelli biondi, xantothrix, e Platone stesso nel Liside e nella Repubblica ci parla della biondezza come qualcosa di non particolarmente raro. I tragici d’età classica, e particolarmente Euripide, ci mostrano una quantità d’eroi e d’eroine bionde. Nelle Coefore di Eschilo (v. 176, 183, 205) la bionda Elettra rinviene un capello biondo presso il sepolcro del padre, e, poco più in là, ravvisa un’orma del piede particolarmente grande e ne deduce che debba trattarsi di suo fratello. Ridgeway per primo suppose che la saga d’Elettra serbasse un’eco della contrapposizione d’una aristocrazia nordica molto più alta delle plebi mediterranee . Nell’Elettra di Euripide (v. 505 e sgg.) apprendiamo che la biondezza è caratteristica degli Atridi, e nell’Ifigenia in Tauride Ifigenia (52/53) ricorda il padre Agamennone “col crine biondo ondeggiante sul capo”. Lo stesso Euripide ci mostra biondi Eracle, Medea, Armonìa.

Il Sieglin ha notato che nei livelli dell’Acropoli inferiori alla distruzione persiana si trovano costantemente statue con capelli dipinti d’ocra gialla o rossa e occhi in verde pallido: è noto il famoso “efebo biondo”. In genere, in tutta l’epoca classica, si mantenne l’usanza di dipingere di biondo i capelli delle statue: Filostrato, nel suo libro sulla pittura (Eikones), scrive che “la pittura dipinge un occhio grigio, l’altro azzurro o nero, i capelli gialli, o rossi, o fulvi”.

Atena Lemnia, attribuita a Fidia
Atena Lemnia, attribuita a Fidia

Anche la grande Athena Parthenos che sorgeva accanto al Partenone era bionda, ed è stato osservato che l’arte crisoelefantina sorge per ritrarre un’umanità fondamentalmente chiara. Il tipo ritratto dalla plastica ellenica è essenzialmente nordico: “Nelle figure maschili, la grandezza d’animo (megalopsychìa) d’un tipo umano superiore e capace d’una contemplatività spassionata, in quelle femminili il nobile ritegno, l’acerba e pudica ritrosia d’un’anima nobile di razza nordica”. Anche le statuette di Tanagra, analizzate dal Sieglin, si rivelano bionde al 90%, il che non ci sorprenderà gran ché se Eraclido Critico ancora nel III secolo scriveva delle donne della beotica Tebe: “Sono per la grandezza dei corpi, l’andatura e i movimenti, le donne più perfette dell’Ellade. Hanno capelli biondi che portano annodati sul capo” (Bios Hellados, 1, 19).

Una particolare biondezza delle tebane non meraviglia se si considera la penetrazione tracia nell’area eolica, successiva alla migrazione dorica e connessa all’introduzione della cavalleria, le cui tracce linguistiche si avvertono anche oltre l’Adriatico, tra gli Iapigi. Teodorida di Siracusa (Antologia Palatina, VII, 528 e) ci descrive le fanciulle della beotica Larissa che si tagliano le bionde chiome per la morte d’una concittadina. Anche la colonizzazione eolica avrà diffuso caratteri nordici se si pensa che Saffo chiama la figlia Cleide chryseos (frammento 82). La stessa Saffo è chiamata da Alceo (framm. 63) ioplokos, “col crine di viola”, che viene comunemente tradotto “bruna”. In realtà, come ha mostrato il Sieglin, prima del IV secolo, epoca che segna il disseccamento dell’Ellade e la scomparsa dei boschi, in Grecia esisteva solo la specie gialla della viola (viola biflora), quella stessa che oggi cresce in Baviera e in Tirolo. Ióplokos va tradotto perciò con “bionda”: che Saffo fosse “piccola e nera” (mikrà kai mélaina) è una tarda leggenda.

Che anche la grecità di Sicilia avesse con sé caratteri nordici potrebbero suggerirlo quelle fonti che ci descrivono Dionigi, tiranno di Siracusa, biondo e con le lentiggini. In genere, la menzione di tanti biondi tra le figure d’un certo rango, convalida l’idea del Sieglin che blond galt als vornehm. In genere, nel V secolo la biondezza doveva esser ancora sentita come qualcosa di tipico per il vero elleno se Pindaro, nella nona Ode Nemea (v. 17), rivolto agli Argivi presenti, celebra i “biondi Danai”. D’altronde. ancora Callimaco (Inni V, 4), due secoli dopo, poteva esortare le donne di Argo: “affrettatevi, affrettatevi o bionde pelasghe!”. Bacchilide, nell’ode a un vincitore degli stessi giochi nemei, loda i mortali, uomini dell’Ellade tutta, che “con la triennale corona velano le teste bionde”. Lo stesso Bacchilide, in un frammento (V, 37 e sgg.), menziona dei “biondi vincitori” xanthotricha nikasanta.

La grande arte classica, che data da questo secolo, ha ritratto quel tipo alto, con tratti fini e regolari, che è proprio della razza nordica, e quale oggi si può trovare compattamente solo in alcune regioni contadine della Svezia. Anche la razza mediterranea ha tratti regolari, ma è di piccola statura, e quell’impronta più fiera, quel modellato più energico del naso e del mento che fanno la fisionomia classica, sono da ricondursi alla razza nordica: “Ancora Aristotele scrive nella sua Etica Nicomachea che per la bellezza si richiede un corpo grande, di un corpo piccolo sì può dire che sia grazioso e ben fatto ma non propriamente bello. Questo corpo piccolo e grazioso è essenzialmente quello mediterraneo, come appare a uomini di sentire nordico. Per la sensibilità nordica il contenuto fisico e spirituale della razza mediterranea non è sufficiente ad attingere la vera ‘bellezza’, perché qui per la bellezza si richiede una certa gravità interiore, una grandezza d’animo che dai Greci di sensibilità nordica fu sintetizzata nel concetto della megalopsychìa… La figura mediterranea agli occhi dell’uomo nordico apparirà sempre troppo leggera e troppo inconsistente perché i suoi tratti fisici siano ammirati come “belli”.

Prassitele, Afrodite Cnidia. Glyptothek, Monaco (Germania).
Prassitele, Afrodite Cnidia. Glyptothek, Monaco (Germania).

Nordiche sono la metriótes, la misurata dignità, la enkrateia, la padronanza di sé, la sofrosyne, la coscienziosa ragionevolezza, in cui lo spirito greco ravvisò la sua essenza profonda. L’apollineo e il dionisiaco, questi due poli della civiltà ellenica esplorati da Nietzsche, altro non sono che l’anima nordica delle élites indoeuropee e la sensibilità spumeggiante delle plebi mediterranee.

Dionisiaco è l’entusiastico, lo spumeggiante, il piacere chiassoso e l’indomita ferocia dell’antico Mediterraneo; apollineo il tono sublime, la saggia ponderazione, la pronta decisione del Nord. Ma è proprio nel V secolo, estremo equilibrio dello spirito greco, che la bilancia s’inclina. La crisi delle aristocrazie maturava già da almeno un secolo e Teognide – che in un frammento ricorda la sua gioventù, quando “i biondi riccioli gli cadevan dal capo” – aveva già maledetto la mescolanza del sangue, rovina delle antiche schiatte. Il ceto dirigente ateniese andava incontro alla snordizzazione per l’afflusso di sangue meteco, plebeo, levantino. La conseguenza ne era il volgersi dei migliori ateniesi al modello spartano. Senofonte addirittura si trasferì a Sparta. Platone laconeggiava nella sua Repubblica, dove l’élite dei capi è educata come gli Spartiati, e dove il nuovo stato poggia sull’eugenetica (unire i migliori ai migliori, sopprimere i minorati, etc.) sì che l’ideale finale si configura come allevamento di fanciulli secondo il modello dell’uomo perfetto, e guida dello Stato da parte di un gruppo scelto per un tale compito.

Eretteo, Atene. Cariatide. Particolare
Eretteo, Atene. Cariatide. Particolare

Ma anche Sparta non superò indenne il conflitto peloponnesiaco, che ferì a morte la sua nobiltà guerriera non meno di quel che la seconda guerra mondiale non abbia logorato quella tedesca. E’ un fatto facilmente constatabile che all’eliminazione del sangue più nobile – e da parte lacedemone era il sangue, preziosissimo, dei nordici Spartiati – abbia considerevolmente contribuito la guerra del Peloponneso. Alla battaglia di Leuttra, gli Spartiati finirono col dissanguarsi completamente, sì che quello spartano poteva rispondere ai soldati tebani entrati in Sparta che chiedevano “Dove sono dunque gli Spartani”: “Non ve ne sono più, se no voi non sareste qui adesso”. Il IV secolo è ancora un’epoca di splendore. Ma c’è nella sua luce qualcosa di più caduco e raffinato che sta come la grazia morbida dell’Hermes di Prassitele alle figure acerbamente eroiche dell’arcaismo e a quelle maturamente solari del secolo V. In esso è l’elemento mediterraneo che torna a parlare. In tutti questi caratteri, è stata giustamente ravvisata la presenza di una specie umana più leggera e più leggiadra.

Di fronte a un’Ellade così fortemente snordizzata, non meraviglia che alla fine del IV secolo l’egemonia sia passata alle regioni periferiche, alla Macedonia. I Macedoni, consanguinei dei Dori, il cui nome dovrebbe significare “gli alti”, dovevano conservare, accanto a una monarchia e a un contadinato patriarcali, l’acerbità nordica delle origini. Alessandro, coi suoi occhi azzurri scintillanti, con la pelle così rosea e delicata che lo si poteva vedere arrossire anche sul petto, è una figura nordica. I Macedoni costituirono l’estrema riserva della grecità, che permise nella fase declinante della sua cultura – di espandere la sua civilizzazione per tutto l’Oriente. Una certa fisionomia nordica dovette conservarsi a lungo nell’aristocrazia macedone. Stratonica, figlia di Demetrio Poliorcete e moglie di Seleuco I, era bionda, biondo era Tolomeo Filadelfo, come pure la sorella Arsinoe, “simile all’aurea Afrodite”. In tutta l’epoca ellenistica, l’ideale femminile continuò ad incentrarsi sulla xanthótes, sulla biondezza. Ce lo ricordano i poeti (Apollonio Rodio, l’Antologia Palatina etc.), il famoso epigramma “Eros ama lo specchio e i biondi capelli”, come pure il fatto che tutte le etere d’alto rango d’epoca ellenistica (Doride, Calliclea, Rodoclea, Lais) erano bionde. La frase… ‘i signori preferiscono le bionde’ vale anche per il mondo maschile delle città ellenistiche.

Wilhelm Sieglin, che si è preso la pena di andare a scovare tutti i passi delle fonti greche dove si parli del colore degli occhi e dei capelli, ha potuto dimostrare che dei 121 personaggi della storia greca di cui gli autori ci descrivono i caratteri fisici, 109 sono biondi, e solo 13 bruni. Lo stesso Sieglin ha raccolto le descrizioni dei personaggi della mitologia: delle divinità, 60 hanno capelli biondi, e solo 35 capelli scuri (di cui 29 numi del mare o degli inferi); degli eroi delle saghe, 140 sono biondi e 18 han capelli neri; dei personaggi poetici, 41 biondi e 8 neri. Da tutto ciò sarebbe eccessivo dedurre che in tutte le epoche della storia greca i biondi siano stati in così schiacciante maggioranza. Certo è però che erano numerosi e, soprattutto, davano il tono alla classe dirigente.

Apollo di Fidia. Particolare. Museo del Louvre, Parigi.
Apollo di Fidia. Particolare. Museo del Louvre, Parigi.

Che un certo ideale nordico contrassegnasse il vero elleno fino ai tempi più tardi, potrebbe confermarlo questa notizia del medico ebreo Adimanto, vissuto all’epoca dell’Impero Romano. Egli scrive (Physiognomikà, 11, 32): “Quegli uomini di stirpe ellenica o ionica che si son conservati puri, sono di statura abbastanza alta, robusti, di corporatura solida e dritta, con pelle chiara e biondi… La testa è di media grandezza, la pelosità corporea inclinante al biondo, fine e delicata, il viso quadrato, gli occhi chiari e lucenti … “. E tuttavia, il romano Manilio ormai ascriveva i Greci alle coloratae gentes. Con la scomparsa della biondezza naturale, erano divenuti di moda i mezzi artificiali di colorazione dei capelli, i xanthìsmata. Il verbo xanthìzestai, “tinger di biondo”, passò ad indicare l’adornarsi, il “farsi belli” per eccellenza. Ma non eran questi mezzi che potevano arrestare il processo di snordizzazione del mondo ellenico. Il tipo dell’elleno si avviava ormai ad estinguersi. Ad esso succedeva il graeculus, lo schiavo astuto o lo scaltro retore, il trafficante o la guida turistica, segnato dal marchio di quella furbizia levantina che lo fecero sentire dai Romani come “inferiore”.

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Tratto dal libro Gli Indoeuropei. Origini e migrazioni, Edizioni di Ar, Padova 1978. Pubblicato sul sito http://scicli.splinder.com/

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36 Risposte

  1. Christos
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    per Gothelm: per inizio, puoi vedere lavori un pò più vecchi di Aris Poulianos sulla origine dei ellenici.
    Per chi invece ha posto falsità sulle origini dei moderni Greci, informo e metterò a disposizione documentazione seria e affidabile che documenta che il 99% del DNA dei greci moderni è identico a quello dei greci arcaici, come peraltro che i greci moderni non sono ne tedeschi ne uni ne slavi ne cinesi, ma puri discendenti (geneticamente e culturalmente) dei greci arcaici. Nei 6 precedenti secoli non conveniva essere Greco, era difficile dichiararsi Greco prima di tutto perché si pagavano alte tasse, per la mancanza di diritti politici e umani e della possibilità di essere massacrati senza alcuna ragione. In questi secoli, chi era poco convinto di essere Greco o non puro, cambiava nazionalità. Quelli rimasti oggi Greci (nel 1821 solo 1 millione di persone), state tranquilli che sono veri discendenti di Socrate. In modo simile puri discendenti lo sono i ebrei (discendenti di antichi ebrei), i cinesi (discendenti di antichi cinesi) ecc, ma a nostro onore solo noi Greci siamo cosi invidiati da gente di strana estrazione e origine che vogliono entrare per forza nella nostra storia. Sono miserabili e ridicoli. Quardate ad es i pseudomacedoni slavorom del FYROM; cercano di convincere il mondo (e loro stessi) di essere greci macedoni! Sarebbe meglio per loro e per altri simili, di accettare la loro vera identità e di essere contenti e fieri di quello che veramente sono.

  2. ILLYRIAN KING
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    Per Christos..Ma quanto siete ridicoli voi ‘greci’con le vostre teorie assurde,ma mi spieghi come mai nel 1821 90 su 100 eroi della rivoluzione greca erano arvaniti.? Dove erano i greci durante tutto il Medioevo,? Quando l’intera Europa era nel pieno dell’Illuminismo e prosperità,me lo spieghi tu questo buio totale?,Adoro i tedeschi perché sanno di aver sbagliato nel creare il vostro fantomatico stato a tavolino nel 1821, sperando di trovare gli elleni, e invece trovarono gli arvaniti con fustanella e plis, per questo ora quasi tutti gli studiosi tedeschi stanno riscrivendo la storia dei balkani, LA VERITÀ NON SÌ INVENTA, SÌ CERCA. ricordatelo bene.?

  3. christos
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    La verità è verità, non si inventa e neanchè c’e bisogno di cercarla tanto. Le cose che mi chiedi te le posso spiegare, se cerchi la verità e hai intenzioni oneste, ma non posso scrivere libri sul web per convincere persone che scrivono sul web per oddio o solo per fare propaganda nazionalista del loro paese di origine (ho visto le cose che scrivi in altri siti web). Prima di tutto, è più che esagerata e ridicola la frase “90 su 100″ erano arvaniti”. E lo potresti chiedere a loro stessi, se oggi ancora vivi, a questi eroi: ti avrebbero risposto che non sono ellenici ma i Ellenici! e per la loro origine ellenica e religione cristiana hanno versato il loro sangue nella rivoluzione Ellenica del 1821. Ricorda bene che Arvaniti non significa albanesi o turcalbanesi come italioti (ellenici della Magna Grecia) non significa italiani. E’ vero che diversi eroi ellenici erano di origine Arvanita. L’Imperatore Bizantino-Ellenico Palaiologos aveva spostato circa 10000 abitanti dal Despotato Ellenico-Bizantino dell’ Epiro in Biozia. Questa popolazione, una parte di origine ellenica epirota e altri di origine illirica pura (ma non albanese o meglio turcalbanese) e altri ancora successivamente giunti in Tessalia dall’ Epiro, ex militanti del valoroso Castrioti “Skenderberg” (metà illirico e metà ellenico epirota) erano ovviamente cristiani, e usavano il dialetto della regione di origine, oltre all’ ellenico. Sempre hanno dichiarato di essere fieri e consapevoli delle loro origini: elleniche o illiriche. E Castrioti, gran eroe dell’odierna Albania in mancanza di altri, non ha nulla a che fare con essa. Lui ha difeso i cristiani dei Balcani contro l’invasione musulmana turca. Oggi sarebbe sicuramente contrario alla sua proclamazione di Eroe Nazionale di un paese islamico.
    A Pindos oggi trovi anche qualcuno con dialetto latinofono ma di pura origine ellenica: nel passato questi ellenici avevano servito nell’ impero romano come legeonari o guardie delle dogane “akrites” dell’ impero romano, latinizzandosi di lingua ma non di etnia. La fustanella “rigata” è un ambito di origine romana. Anch io parlo italiano ogni giorno, ma sono di origine ellenica. E i Arvaniti, per la stragrande maggioranza sono Ellenici.
    Per quanto riguarda dove erano i Greci durante il Medioevo, non c’e bisogno che rispondo Io, basta andare in qualsiasi Libreria , (visto che nel tuo paese di origine durante il comunismo c’era completo buio culturale e di informazione), e comprare un buon libro sulla storia dell’ impero di Bisanzio(dopo il 4 -5 secolo ellenizzato completamente). Leggi lo e capirei il fatto che grazie ai Bizantini e ai Greci del medioevo recente oggi esiste una civiltà occidentale e grazie anche a loro oggi tu hai la possibilità di usare l’internet, se non erano mai esistiti in quelli secoli a difendere per secoli il cristianesimo e i valori Ellenici occidentali, oggi Io e te, altro che sul internet, dalla mattina alla sera in pieno primitivismo e completa ignoranza stavamo a pregare “Allah, Allah”. Prima dell’illuminismo e dopo la caduta di Costantinopoli, molti intellettuali Ellenici del mondo Bizantino hanno immigrato in Italia e in altri Paesi Europei, portando la luce della loro tradizione, valori e cultura e trasmettendo l’eredità della Grecia antica classica nei paesi di destinazione. Vai a vedere qualche mostra di El Greco (Domenico Theotokopoulos) in Italia o Spagna. Se hai dubbi, gran parte di quello che sappiamo oggi su scrittori, filosofi, artisti dell’ Ellade classica, è solo merito dei monaci Ellenici del Bisanzio.
    Peraltro, nel tuo paese di origine specialmente a Saranta, c’e una minoranza etnica: chiedi a loro di che etnia sono. Lo sai benissimo che cosa risponderanno: sono semplicemente Ellenici. Per essere chiaro, non ho nessun problema o pregiudizio per i Albanesi di oggi, tuttaltro. Tuttavia, l’ Albania anche se abitata da molti secoli (prima da Illirici e successivamente dal mix di turcoalbanesi e di alcuni cattolici albanesi misti del nord) per motivi prevalentemente storici-politici non hanno potuto fin oggi far emergere una civiltà degna di nota, speriamo lo farà nel futuro. Se hai una diversa opinione riporta il nome di 5 filosofi, 5 artisti, e di 5 scrittori o di 5 benefattori dell’umanità e posso cambiare opinione. La stessa cosa è successo nei 4 secoli di buio culturale in Grecia (come in Albania) durante l’occupazione turca 1453-1800. Per il resto, io personalmente non sono ne arvanita, ne cinese, ne albanese, ne tedesco. Nel bene o nel male sono un Ellenico.
    E infine ricorda di non addorare tanto i tedeschi: a tavolino nel 1821 hanno fatto solo i loro interessi. Hanno solo rallentato e limitato, a loro interesse l’ espansione e la restaurazione dello stato Ellenico e la rivoluzione. E non sperare che nei Balcani hanno oggi migliori intenzioni anche per il tuo paese…, faranno solo i loro interessi e scordati le idee della Grande Albania nazionalista.

  4. ILLYRIAN KING
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    Christos,,Starei qua per ore a risponderti,e con molto piacere anche,ma se tu già dalle prime righe mi incominci mettendo di mezzo la religione, allora perdo un pò la passione nel risponderti,ma cmq eccomi qua!,Tanto per iniziare ti dico che sono cattolico e amante della verità,sulle mie origini, vengo dalle famose alpi dinariche.li dove abita la popolazione più alta al mondo e dove la maggioranza ha gli occhi chiari!! io potrei benissimo ‘pretendere’ di discendere dagli antichi ‘greci’ dove secondo la loro teoria queste caratteristiche rappresentarono la perfezione, ma non ne vedo la ragione perchè prima dei greci erano e pelasgi famosi per la loro statura e per le divinità saccheggiate poi dai greci.Tu sai bene se avrai letto, che nell’antichità tutto si poteva fare a livello culturale tranne imparare,pensare,diffondere la lingua albanese,questo perchè c’era il patto tra gli ottomani e la chiesa ortodossa greca nell’impedire qualsiasi forma culturale in lingua albanese.Ma tu cmq nn ne vuoi sapere di questa cosa e vai diritto e inventi il termine ‘turcoalbanesi’ sapendo bene che quei pochi turchi potevano benissimo parlare il turco ovunque essi andarono nn avevano alcun bisogno di imparare la lingua albanese o di assimilarsi,fai questo solo perchè è l’unico argomento rimasto,nn solo per voi greci ma anche per i serbi,montenegrini i moderni macedoni. Perchè sai bene come è la vera verità,esempio se vado io che sono albanese a Janina o Follorina come turista e faccio le foto ai monumenti e le autorità greche vengono a sapere mi dichiarano ‘persona nn gratta’ comemai?!cos’hanno da temere.cmq di tutto questo nn mi stupisco sai, sapendo come e stato creata la vostra identità nazionale. In uno delle sue dichiarazioni un vostro grande scrittore,storico,filosofo e soprattutto coerente dell’università di Atene Nikos Dimou scrisse: ”’Noi parlavamo albanese e ci chiamavamo bizantini,tutto questo orgoglio greco ebbe inizio per mano di Johann Winckelmann per poi seguire con Goethe,Victor Hugo e Delacroix i quali studiando la storia antica si fecero convincere che tutti quei valori,usi,costumi e popolazioni erano rimaste inalterate come allora anche se si trattava di 2000 e passa di anni prima, ci presero e ci dissero,voi siete elleni diretti discendenti di Platone e Socrate,e cosi fu, ma quando una nazione piccola e povera ha un peso simile è destinata ad essere malata in eternità.”’. Cmq non sapevo che le nazioni si creano quando più ‘pecore’ si mettono insieme con gli stessi odi e rancori e negando il passato prossimo.!!, Chiudo elencandoti alcuni dei grandi uomini arvaniti della rivoluzione greca anche se ti sarà difficile digerire questo fatto, si sa la vostra storiografia tende sempre a colorare i nomi e i cognomi albanesi con il suffisso os..is per poi dire erano greci! ( Gjeorgjio Kundurioti, Kiço Xhavella, Andoni Kryezi, Teodor (Bythgura) Kollokotroni, Marko Boçari, Noti Boçari, Kiço Boçari, Laskarina Bubulina, Anastas Gjirokastriti, Dhimitër Vulgari, Kostandin Kanari, Gjeorgjio (Llalla) Karaiskaqi, Odise Andruço, Andrea Miauli, Teodor Griva, Dhimitër Plaputa, Nikolao Kryezoti, Athanasio Shkurtanioti, Hasan Bellushi, Tahir Abazi, Ago Myhyrdani, Sulejman Meto, Gjeko Bei, Myrto Çali, Ago Vasiari,).Teodor Pangallo presidente della grecia1925-1926 con sangue albanese fece una dichiarazione davanti alle Nazioni Unite a Ginevra e disse”LA REPUBBLICA DELLA GRECIA CONOSCEVA LA POPOLAZIONE ALBANESE CHE VIVEVA IN GRECIA E NON LI CONSIDERAVA PIù MUHAMEDANE DI ETNIA TURCA E CHE LA TEORIA CHE GLI ALBANESI ORTODOSSI SONO GRECI è SBAGLIATO PERCIò, HO PRESO LE DOVUTE CONTROMISURE NEL DISFARE TUTTI QUEI GRUPPI VORIO-EPIRIOTI CHE ALIMENTAVANO QUESTA IDEA.(questa e stata pubblicata nel periodo delle provocazioni nell’agosto 1949 sul giornale ‘Akropolis’ ristampata nel 1974 nella raccolta di Teodor Pangallo secondo volume 1925-1952 pagina 111-115). ah dimenticavo mi hai fatto ridere quando hai detto che ‘FUSTANELLA’ era romana,potevi benissimo pretendere il diritto d’autore pure su questo pezzo di storia albanese l’avete modificato da 60 a 200 pieghe,la coscienza qua e la si sta svegliando pian piano e meno male perchè non e bello pure per voi, creare la storia con delle cover, di quello che era pure albanese dai tempi di Dodona,se mi rispondi e ci metti di mezzo la religione ancora vuoldire che la tua cultura è annebbiata.

  5. Christos
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    Per il ki. Le assurdità che riporti non interessano e sono fuori argomento da questo blog. Tra i nomi di eroi Greci che riporti o sono inesistenti o inventati da circoli nazionalisti albanesi. I restanti sono tutti Ellenici puri. Dopo Skenderbeg la Albania è abitata da popolazione di bassa statura, testa grande e arti corti. Alti e altissimi sono i Serbi compressi i slavi di MOntenegro e i Croati. Scrivi le tue assurdità nei vostri blog nazionalisti, non interessano ne a me ne a nessun altro. In Grecia sono benvenuti tutti, liberi di fare foto turistiche, eccetto naturalmente a persone che mancano di rispetto alle leggi, ladri, criminali ecc. In Albania vivono oggi Albanesi ortodossi e Greci ortodossi (vorioepiroti). Ricorda inoltre che in comunità europea l Albania non entrerà mai come la Turchia, non perché si oppone la Grecia, ma i tuoi addorati tedeschi e francesi, che conoscono la verità…

  6. ILLYRIAN KING
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    Os..Is Niente, è inutile sprecare tempo con tutte quelle persone che hanno subito un lavaggio mentale per mano della religione,è come parlare con i talebani,hai presente?! Cmq tutti quegli eroi arvaniti sopraelencati sono una piccolissima parte,e la fonte di questo materiale non lo presa in nessun tipo di blog albanese,mi è bastato vedere il documentario sulla rivoluzione greca ”le legende nazionali” fatto da un vostro canale televisivo sky. Se passiamo ancora sulle tematiche di assimilazione sulla base della religione, ti ricordo gli ultimi esempi del 21esimo secolo: Pirro Dhima (Pirros Dymas), Sotir Nini( Sotiris Ninis),,Gjergji Kone( Panagiotis Kone),,ma se questi erano di etnia greca perchè mai dovevano ‘albanesizzare’ i loro nomi o cognomi sapendo bene che in Albania ti puoi fare chiamare come vuoi,perchè non esiste questo assurdo complesso di adattare il nome e cognome come in Grecia.Dovresti capire che la Penisola Balcanica sarà sempre un secondo Medio Oriente affinchè gli Albanesi non acquisteranno tutti i loro diritti ovunque essi si trovano sparsi nella Penisola Illirica.Non dovresti cambiare il verso del discorso passando dall’Unione Europea,il tema di questo blog starebbe scomodo al 70% dei ‘greci’ moderni che sono anni luce lontani dagli elleni sia per caratteristiche fisiche che culturali,anche quei pochi individui di carnagione bianca sono arvaniti, e quella poca tolleranza interculturale vi viene imposta dalla benedetta Unione Europea,ormai viviamo in un mondo globalizzato e sviluppato tecnologicamente dove le notizie su un fatto, vengono da più fonti e meno male,perciò resta a noi la curiosità di sapere la vera verità o no,ormai non si tratta più di vincitori che scrivono la storia, e di perdenti che restano a guardare,,adesso abbiamo a che fare con 2 categorie ben distinte: ”’I CONVINTI DI MENZOGNE STORICHE E GLI AMANTI DELLA VERA STORIA”’ Chiudo con la dichiarazione dello storico tedesco Jacop Philipp Fallmerayer che fece delle ricerche sugli elleni di quel periodo (1857-1860 ‘Das albanesische elementi in Greichenland’). ””SE CHIAMIAMO GRECIA ‘LA NUOVA ALBANIA’ ABBIAMO COLTO L’ESSENZA DELLA TEORIA””.Ma mi stavo chiedendo come mai Aristotele non accettò mai di essere cittadino di Atene,ma preferi vivere da ‘meteco’ cioè straniero.

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