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	<title>Huginn e Muninn &#187; Storia</title>
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	<description>Blog del Centro Studi La Runa</description>
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		<title>Michele Menechini</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 10:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oggigiorno]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<description><![CDATA[La tragica morte del maresciallo della Guardia Forestale Michele Menechini, ucciso dai partigiani il 23 giugno 1944]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright size-medium wp-image-478" title="Old_man_riding_bicycle_by_Ixion_TdC" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2010/04/Old_man_riding_bicycle_by_Ixion_TdC-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />23 giugno 1944. </strong>E&#8217; una bella giornata d&#8217;estate, a dispetto dei giorni tragici della guerra. Un uomo mutilato, vestito con la divisa della Guardia Forestale, pedala in bicicletta. Davanti alla sella tiene, in equilibrio instabile, la figlioletta, una bambina piccola. Passa dalla Costa del Canale, una località dell&#8217;entroterra chiavarese, in comune di Mezzanego, sta tornando a Borzonasca dove abita e lavora.</p>
<p>Un uomo in borghese esce dalla macchia. Ha un fucile mitragliatore. Non visto, spara una rapida raffica alle spalle dell&#8217;uomo in divisa, poi scappa da dove è venuto. I partigiani sono odiati dalla popolazione civile; quindi non si attarda a infierire sul mutilato agonizzante.</p>
<p>Poche ore dopo il maresciallo Michele Menechini, eroe della Grande Guerra, muore all&#8217;ospedale di Chiavari. La figlia Maria scampa miracolosamente.</p>
<p><strong>23 febbraio 2010</strong>, sessantasei anni dopo. Una celebrazione semplice. La nuova caserma della Guardia Forestale di Lavagna viene dedicata alla memoria di Michele Menechini. Alla presentazione, oltre alle autorità civili e religiose prende parte la figlia Maria. Poche, sobrie e toccanti parole. Sembra quasi che una giustizia, postuma, sia finalmente intervenuta a pacificare i cuori.</p>
<p><strong>22 marzo 2010. </strong>L&#8217;ANPI Tigullio dà avvio a un&#8217;atroce campagna per far cambiare l&#8217;intitolazione della caserma. Il ragionamento è il seguente: Menechini indossava una divisa, era un fascista &#8211; e per di più un fascista repubblicano: non è ammissibile che un edificio pubblico possa essere dedicato a un fascista. Il <em>Secolo XIX</em>, il quotidiano locale, dedica tutti i giorni, per oltre un mese, intere pagine allo &#8220;scandalo&#8221;. Non un&#8217;unica volta si cura di indagare giornalisticamente i fatti (chi fosse Menechini, perché gli sia stata intitolata la caserma, come sia morto); l&#8217;importante è appoggiare la campagna di linciaggio promossa dall&#8217;ANPI. D&#8217;altra parte, è stato lo storico <em>par excellence </em>del resistenzialismo nostrano a dire che si fa così, e i giornalisti si mettono sull&#8217;attenti: che bisogno c&#8217;è di approfondire? Giorgio Getto Viarengo ha proclamato: <em>quello era un fascista, togliete l&#8217;intitolazione della caserma</em>. L&#8217;ANPI inzia a raccogliere le firme per far cambiare dedicatario alla caserma. Tutti si inchinano immediatamente al <em>diktat</em>.</p>
<p>Viene quindi il turno di individui &#8211; se possibile &#8211; ancora più miseri. Deputati, consiglieri regionali, tutti fanno a gara a chi per primo aderisca alla campagna dell&#8217;ANPI. Sgomitano, per arrivare primi. Non può mancare, ovviamente, quello che guida contromano in autostrada (Claudio Burlando); non esita ad aderire la ex DC, ex PDL, oggi UDC, domani chissà, Gabriella Mondello; manco a dirlo, poi, tutta la variegata fauna di politicanti di sinistra, e da ultimo tal Roberto Levaggi, del PDL, veterano di tante memorabili trombature politiche.</p>
<p>Una dichiarazione rende bene l&#8217;idea del ragionamento. E&#8217; di Aurora Pittau, consigliere lavagnese all&#8217;istruzione: «Quando ci è stato annunciato che la caserma sarebbe stata intitolata a  Menechini non conoscevamo il profilo politico di  quest’uomo; in caso contrario, avremmo subito preso posizione». In altre parole: un mutilato ed eroe della grande guerra, ucciso in modo così barbaro davanti alla figlia, merita certamente la intitolazione. Ma, ovviamente, purché non sia un fascista.</p>
<p>Non ho dubbi che, tanto per cambiare, le cose andranno per il peggio e i partigiani l&#8217;avranno vinta ancora una volta. La caserma probabilmente verrà intitolata a qualcun&#8217;altro, magari proprio all&#8217;assassino di Menechini, che certamente dopo la guerra sarà stato coperto di quelle medaglie-patacca che i partigiani si sono autoattribuiti a tonnellate.</p>
<p>Alla fine, è sempre una questione di stile. Che sguazzino pure nel fango, loro.</p>
<p><a href="http://www.atuttadestra.net/?p=12807">Un altro articolo su questo caso.</a></p>
<p>Aggiornamento del 29 marzo 2011: sul sito Italia RSI sono presenti alcune note sulla morte dell&#8217;Aiutante Michele Menechini: <a href="http://www.italia-rsi.org/genova-rsi/caduti/genovarsicaduti_m.htm">http://www.italia-rsi.org/genova-rsi/caduti/genovarsicaduti_m.htm</a></p>
<p>Il nominativo è presente anche nell&#8217;archivio dei caduti e dispersi della Repubblica Sociale Italiana <a href="http://www.inilossum.eu/cadutiRsi_search.asp">http://www.inilossum.eu/cadutiRsi_search.asp</a></p>
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		<title>Monografia sugli Indoeuropei</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 10:43:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Demoule]]></category>
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		<category><![CDATA[Renfrew]]></category>

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		<description><![CDATA[Un corposo dossier monografico della rivista Archéologie dedicato agli studi indoeuropei, la cui cura purtroppo è stata affidata a un incompetente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full  wp-image-458" style="margin: 10px;" title="dossier-indo-européens" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2010/04/dossier-indo-européens.jpg" alt="" width="220" height="288" />Circa tre settimane fa ho appreso che il numero 338 (marzo-aprile 2010) del bimestrale &#8220;Dossiers d&#8217;Archéologie&#8221; è stato interamente consacrato agli <a title="Indoeuropei" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">Indoeuropei</a>. Ne ho ordinato una copia alla casa editrice (<a href="http://www.faton.fr">Faton</a>) e l&#8217;ho ricevuta in tempi abbastanza rapidi; eccone ora un breve resoconto.</p>
<p>Ovviamente una rivista che affronta il tema in meno di 100 pagine, occupate per la maggior parte da immagini, non può avere che un taglio divulgativo. Questo non implica necessariamente un giudizio negativo; purtroppo però la cura del <em>dossier </em>è stata affidata a Jean-Paul Demoule, un autentico facinoroso, che occupa la maggior parte dello spazio in lamentele contro i malvagi nazisti che si sono occupati di <a title="Jean Haudry" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">studi indoeuropei</a> e nel gettare discredito su <a title="Jean Haudry" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/jean-haudry/">Jean Haudry</a>, non certo per i suoi studi scientifici ma per aver figurato nel Comitato Scientifico del Front National; non manca poi lo scandalo per la <em>Nouvelle Droite</em>, che dagli anni &#8217;70 si permette di trattare questo tema con costanza. A tutto questo il dolce e buon Demoule contrappone gli studi seri, quelli concentrati intorno al <em>Journal of Indo-European Studies. </em>Effettivamente si tratta di una rivista prestigiosa; purtroppo però &#8211; ironia della sorte &#8211; Demoule non si è reso conto che quella pubblicazione ha annoverato tra i suoi collaboratori proprio il diabolico fondatore della <em>Nouvelle Droite</em>, <a title="Alain de Benoist" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/alain-de-benoist/">Alain de Benoist</a>. Ad ogni modo, per farsi un&#8217;idea di quale misera sommatoria di pettegolezzi e maldicenze siano gli studi <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei"  class="alinks_links" onclick="return alinks_click(this);" title="Indoeuropei"  rel="external">indoeuropei</a> secondo la prospettiva di Jean-Paul Demoule, è sufficiente leggere questo suo sconcertante articolo: <a title="Destin et usages des Indo-Européens" rel="nofollow" href="http://www.anti-rev.org/textes/Demoule99a/"><em>Destin et usages des Indos-Européens</em></a> (<em>sic</em>).</p>
<p>Se si espungono i ben tre articoli carichi di furore ideologico di Demoule, il resto della rivista è interessante: vi sono ospitate anche tesi difficilmente condivisibili, ma documentate e non frutto di pura e semplice propaganda antifascista. In particolare, vengono giustapposti due articoli di James Mallory e Colin Renfrew: come noto, il primo ha sviluppato l&#8217;ipotesi di Marija Gimbutas sull&#8217;<em>Urheimat </em>&#8220;kurganica&#8221;, il secondo ha sostenuto, in <em>Archaeology and Language: The Puzzle of Indo-European Origins</em>, quella dell&#8217;origine agriculturale-anatolica. Mallory inoltre è animatore del già citato <em><a title="JIES" href="http://www.jies.org/">JIES</a> </em>ed ha all&#8217;attivo la pubblicazione di due libri importanti, <em>In search of the Indo-Europeans</em>, che ripercorre le principali tesi sulla localizzazione della protopatria, e l&#8217;imponente <em>Encyclopedia of Indo-European Culture</em>.</p>
<p>Stranamente il bizzarro curatore, nemico giurato dell&#8217;indoeuropeistica &#8220;sulfurea&#8221;, riesce a sopportare che si menzionino gli studi di Dumézil. Il contributo sul tema è di Daniel Dubuisson, che presenta le linee generali del grande studioso di mitologia e linguistica indoeuropee. Lingua e cultura sono le due branche principali degli <a title="Studi indoeuropei" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">studi indoeuropei</a>, che si suddivono poi in sottobranche innumerevoli: dal folklore all&#8217;archeologia, dalla fonetica alla genetica. In ambito più linguistico sono i due contributi di G. Bergounioux <em>La langue des Indo-Européens?</em> e K. Kristiansen <em>La diffusion préhistorique des langues indo-européennes</em>; riguarda invece tutt&#8217;altra questione &#8211; assai più spinosa &#8211; l&#8217;articolo su <em>Indo-Européens et anthropologie biologique</em> di E. Crubézy, B. Ludes e C. Keyser. I tre studiosi sostengono una provenienza centro-europea degli Indoeuropei in base a recenti esami del DNA. Segnalo infine un articolo di R. Nicolaï dal titolo <em>De l&#8217;arbre généalogique à la saisie du contact des langues</em>, che segnala come il modello &#8220;ad albero&#8221;, spesso utilizzato in passato per spiegare le ipotesi di successive diramazioni delle nazionalità indoeuropee, sia oggi svalutato nella teoria nonostante la sua evidente utilità pratico-didattica.</p>
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		<title>Conferenza sui Volontari</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 10:28:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una conferenza di Massimiliano Afiero presso la sede di Raido a Roma sui volontari europei nelle Waffen SS]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo che sabato prossimo <a title="Max Afiero" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/massimiliano-afiero">Max Afiero</a> terrà una conferenza presso la sede di Raido a Roma suli volontari europei nelle Waffen SS (era prevista la presenza in qualità di correlatore di Ferdinando Gandini). Di seguito il comunicato:</p>
<p>* * *</p>
<p><em>Volontari<a href="http://www.raido.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=87&amp;Itemid=144"><img class="alignright size-medium wp-image-361" title="volontari" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/09/volontari-211x300.jpg" alt="volontari" width="211" height="300" /></a></em></p>
<p><em>L&#8217;epopea dei combattenti europei nelle Waffen SS</em></p>
<p>Intervengono Massimiliano Afiero e Ferdinando Gandini</p>
<p>La conferenza <em>Volontari </em>si terrà presso la sede della Delegazione Romana dell&#8217;Istituto, sita in Via Scireè 21/23 Roma.<br />
Il tema trattato sarà il contributo dato dai volontari Italiani nelle Waffen SS, in particolare verrà presentato il nuovo lavoro dello storico Massimo Afiero sulle azioni belliche di quella che divverrà una armata pan europea.<br />
Purtroppo per un improvviso malone non potremmo avere l&#8217;onore di ospitare, il Signor Gandini unico volontario Italiano nella divisione Leibstandarte, nonchè testimone e partecipante ai combattimenti della sacca dei Cherkassy, dello sbarco di Normandia e in parte delle Ardenne.<br />
Verrà comunque proiettato una sua intervista che i membri della Delegazione hanno preparato appositamente per l&#8217;evento.</p>
<p>E&#8217; gradita la prenotazione allo 06/86217334</p>
<p><a href="http://www.raido.it">RAIDO</a><br />
Via Scirè, 21/23<br />
00199 &#8211; Roma</p>
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		<title>Alla fine è arrivato Messner</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 17:17:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
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		<category><![CDATA[simon leys]]></category>

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		<description><![CDATA[In uscita un libro di Reinhold Messner sulla vita avventurosa di Luigi Amedeo di Savoia, Duca degli Abruzzi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un post su questo blog di qualche tempo fa, <a title="Viaggi oceanici" href="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/2009/07/21/viaggi-oceanici/"><em>Viaggi oceanici</em></a>, citavo una frase di Simon Leys in cui mi sono ritrovato appieno:</p>
<p><em>“Da diciotto anni accarezzavo l’idea di scrivere la storia del naufragio del Batavia. Mi sono procurato quasi tutto ciò che si pubblicava sul soggetto; poi, ho effettuato un soggiorno alle isole Houtman Abrolhos, sito del naufragio [...]. Alla fine, è arrivato Mike Dash. Con il suo </em><em>Batvia’s Graveyard</em>,<em> quest’ultimo autore ha veramente colpito nel segno – e non mi resta più nulla da dire”.</em></p>
<p>Quella sensazione mi è piuttosto familiare. Più di una volta ho raccolto per passione tutto il materiale possibile su certi argomenti; poi, un&#8217;alchimia di pigrizia, l&#8217;idea di incompletezza delle fonti, la mole del lavoro necessario mi hanno fatto accantonare i progetti di uno studio sistematico, rinviando il tutto a un momento migliore. Sino a che, talvolta, è arrivato qualcun altro che ha colpito nel segno, e non mi è restato più nulla da dire.</p>
<p>Oggi mi è capitato di rivivere la medesima sensazione. Ho appreso che il 6 ottobre prossimo uscirà un nuovo libro di <a title="Reinhold Messner" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/reinhold-messner">Reinhold Messner</a> su un tema già ampiamente trattato in passato, su cui progettavo da tempo di scrivere qualcosa anch&#8217;io. Certo, la mole di monografie già uscite è notevole; ma avrei davvero voluto mettere insieme il lavoro definitivo.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-355" title="duca-degli-abruzzi" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/09/duca-degli-abruzzi.jpg" alt="duca-degli-abruzzi" width="200" height="247" />Invece, l&#8217;uscita di <a href="http://www.libriefilm.com/il-duca-dellavventura/5959"><em>Duca dell&#8217;avventura</em></a> (per Electa Mondadori) farà certamente terra bruciata. L&#8217;importanza dell&#8217;autore, che renderà omaggio a uno dei grandi protagonisti dell&#8217;alpinismo eroico del passato, lo renderà indubitabilmente un testo di riferimento.</p>
<p>La vita del Duca degli Abruzzi è l&#8217;ideale per un biografo. Come recita la scheda del libro di  Messner di prossima uscita, fu &#8220;<em>un uomo che, tra l’Ottocento e il Novecento, fu capace di viaggiare nei 5 continenti compiendo mirabili imprese e straordinarie scalate &#8212; Con documentazioni d’archivio e fotografie, Messner fa rivivere il fervore del’avventura che animò uno dei più grandi esploratori di tutti i tempi</em>&#8220;.</p>
<p>Tra le grandi imprese non vi è soltanto il celebre viaggio della Stella polare nel mare artico. Vi sono le leggendarie ascensioni sul Monte Bianco, sul Sant&#8217;Elia in Alaska, del Ruwenzori, nel Karakorum; il comando della Marina italiana nella prima guerra mondiale; la fondazione del villaggio che portava il suo nome in Etiopia. Una vita avventurosa sin dal principio &#8211; suo padre fu deposto dal trono di Spagna quando il Duca aveva pochi giorni di vita; all&#8217;età di sei anni era già mozzo nella marina militare.</p>
<p>Un personaggio straordinario di cui è persino normale che si sia persa la memoria in tempi come gli attuali, nei quali si preferisce ricordare Michael Jackson o Mike Bongiorno.</p>
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		<title>Non aveva tutti i torti&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 15:52:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblicati colloqui inediti di Hitler con il suo Stato maggiore durante la seconda guerra mondiale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-350 alignright" style="margin: 10px;" title="Keitel-Hitler20conf" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/09/Keitel-Hitler20conf-300x199.jpg" alt="Keitel-Hitler20conf" width="300" height="199" />Oggi il <em>Corriere della Sera</em> ha pubblicato, sia nell&#8217;edizione cartacea sia in quella online, la notizia che sono stati pubblicati (o in corso di stampa) da parte della Libreria Editrice Goriziana inediti colloqui militari di Hitler con lo Stato maggiore. Un&#8217;intera pagina riporta alcuni passi delle conversazioni, relativi al 25 luglio &#8217;43 e in particolare alla posizione dell&#8217;Italia.</p>
<p>Quasi che fosse una notizia, il <em>Corriere </em>riporta come titolo di questi estratti questa citazione (tra l&#8217;altro differente dal testo dei colloqui): &#8220;<em><strong>Quella marmaglia ci tradirà</strong></em>&#8220;.</p>
<p>Il titolo è evidentemente volto a creare indignazione nel lettore; eppure non capisco cosa ci sia di scandaloso. E&#8217; esattamente quello che è successo in capo a un mese e mezzo. Evidentemente Hitler aveva capito immediatamente cosa bolliva in pentola e con che razza di alleati aveva a che fare.</p>
<p>Ad ogni modo, se i colloqui sono rimasti indenni da falsificazioni postume (cosa possibile) credo si tratti di un documento estremamente interessante.</p>
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		<title>Questione di gusti</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 09:42:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Corte di Cassazione definisce incredibilmente come legittimo atto di guerra l'attentato di Via Rasella]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_320" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><img class="size-full wp-image-320" title="rasella1" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/07/rasella1.jpg" alt="rasella1" width="180" height="250" /><p class="wp-caption-text">L&#39;attentato dinamitardo in Via Rasella</p></div>
<p>La repubblica democratica e antifascista continua a precipitare lungo la china della sua abiezione.</p>
<p>Una sezione penale della Corte di Cassazione ha recentemente depositato una sentenza che, stravolgendo la verità storica e  le precedenti sentenze di primo grado e d&#8217;appello su un caso di presunta diffamazione, ha affermato che  definire i gappisti protagonisti dell&#8217;eccidio di Via Rasella &#8220;massacratori di civili&#8221; non sta bene. Quella gente, a dire della Cassazione, avrebbe compiuto una &#8220;legittima azione di guerra&#8221; contro il nemico occupante. Peccato che, dal punto di vista strettamente giuridico, il nemico occupante si trovava al Sud, e portava l&#8217;uniforme americana.</p>
<p>Ad ogni modo, per la Cassazione gli autori dell&#8217;attentato dinamitardo non possono nemmeno essere definiti &#8220;massacratori&#8221;. Si deve chiamarli &#8220;partigiani&#8221;. La Cassazione infatti ritiene che questo secondo termine sia meno offensivo del primo, forse persino elogiativo. Evidentemente, è una questione di gusti.</p>
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		<title>Nuovo libro di Max Afiero</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 16:42:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[afiero]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[max afiero]]></category>
		<category><![CDATA[seconda guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[waffen ss]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo volume di un libro di Massimiliano Afiero intitolato Storia delle Waffen SS.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Massimiliano Afiero" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/massimiliano-afiero"><img class="alignright size-full wp-image-306" style="margin: 10px;" title="waffen-ss-in-guerra" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/06/waffen-ss-in-guerra.jpg" alt="waffen-ss-in-guerra" width="250" height="349" />Max Afiero</a>, instancabile autore di saggi di <a title="storia militare" href="http://www.libriefilm.com/category/generi/storia/storia-militare">storia militare</a> della seconda guerra mondiale, mi ha segnalato l&#8217;uscita del suo ultimo lavoro, che mi pare di comprendere riunisca gli articoli da lui pubblicati prima su <a title="Volontari" href="http://www.centrostudilaruna.it/volontari.html"><em>Volontari</em></a> e successivamente su <a title="Ritterkreuz" href="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/2009/03/12/ritterkreuz/"><em>Ritterkreuz</em></a> sotto il titolo <em>Storia delle Waffen SS</em>.</p>
<p>Il libro si intitola <em>Waffen SS in guerra </em>e quella che segue è la scheda editoriale.</p>
<p><em>Waffen SS in guerra<br />
Volume 1: 1939-1943</em></p>
<p>244 pagine, copertina a colori, Formato 21&#215;29 (A4)<br />
Centinaia di foto e mappe in B/N. Prezzo: 30,00 euro</p>
<p>Le battaglie combattute dai reparti Waffen SS dal 1939 al 1943, dalla campagna di Polonia, alla Francia, Balcani, fronte dell&#8217;est, con ampi e dettagliati resoconti sulle varie divisioni e con numerose testimonianze dei protaganisti direttamente dai campi di battaglia. Il tutto corredato da centinaia di foto, in larga parte inedite, provenienti da collezioni private e da archivi pubblici, che accompagnano il lettore nella trattazione degli eventi. Seguiranno altri volumi sugli anni successivi, tra il 1943 ed il 1945.</p>
<p>Il libro può essere acquistato tramite il servizio librario di <a title="Raido" href="http://www.raido.it/index.php?page=shop.product_details&amp;category_id=8&amp;flypage=shop.flypage&amp;product_id=1639&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=1&amp;vmcchk=1&amp;Itemid=1">Raido</a>.</p>
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		<title>Ancora sulla tirannide democratica: il caso Sylvia Stolz</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 12:15:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oggigiorno]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[revisionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Sylvia Stolz]]></category>

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		<description><![CDATA[Il caso aberrante della condanna dell'Avvocato Sylvia Stolz, rea di avere difeso lo storico revisionista Ernst Zuendel]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_291" class="wp-caption alignleft" style="width: 291px"><img class="size-full wp-image-291" title="stolz" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/06/stolz.jpg" alt="L'avvocato Sylvia Stolz" width="281" height="180" /><p class="wp-caption-text">L&#39;avvocato Sylvia Stolz</p></div>
<p>Ricevo la segnalazione di un importante convegno sulla legiferazione repressiva della libertà di ricerca storica, che riproduco integralmente di seguito. Al centro delle relazioni sta il caso incredibile dell&#8217;Avvocato tedesco Sylvia Stolz, incarcerata per avere difeso Ernst Zündel in un processo penale.</p>
<p>La condanna di Sylvia Stolz è il segno inequivocabile dell&#8217;abrogazione di millenni di civiltà giuridica europea, in nome della lotta contro la ricerca storica e il revisionismo. Si è infatti arrivati al punto di condannare non soltanto gli storici revisionisti per i risultati scomodi e destabilizzanti delle loro ricerche e dei loro studi, ma persino i legali che hanno l&#8217;ardire di difenderli.</p>
<p>* * *</p>
<p>Convegno dello IEMASVO e del Comitato 21 e 33</p>
<p>SABATO 20 GIUGNO ore 9,30<br />
Palazzo di Giustizia di Roma &#8211; Piazza Cavour, Aula Della Torre</p>
<p><strong>SYLVIA STOLZ E GLI ALTRI</strong></p>
<p><em>Leggi antinegazioniste, leggi memoriali, mandato di cattura europeo, decisioni-quadro e direttive Ue: l&#8217;Europa sta entrando nel tunnel di un nuovo totalitarismo?</em></p>
<p>Saluti<br />
Vincenzo CARBONE<br />
Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione</p>
<p>Claudio MOFFA<br />
Master Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente, Presidente provvisorio del Comitato 21 e 33<br />
L&#8217;arrembaggio alla storia e alle libere opinioni</p>
<p>Ludwig BOCK<br />
Avvocato penalista, difensore di Sylvia Stolz<br />
Oltre ogni limite: l&#8217;allucinante caso dell&#8217;avv. Sylvia Stolz</p>
<p>Eric DELCROIX<br />
Avvocato penalista, difensore di Robert Faurisson<br />
Il caso Faurisson: 27 anni di una inquietante cronaca giudiziaria</p>
<p>Nino MARAZZITA<br />
Avvocato penalista<br />
Il delitto d&#8217;opinione: verso una nuova Inquisizione?</p>
<p>Rosario PRIORE<br />
Giudice<br />
Il mandato di cattura europeo e le Costituzioni nazionali</p>
<p>Presiede<br />
Alessandro CASSIANI<br />
Presidente dell&#8217;Ordine degli Avvocati</p>
<p><em>L&#8217;avvocato Sylvia Stolz si trova attualmente in prigione in Germania, condannata a 3 anni e mezzo e interdetta dalla professione per 5 anni, per aver difeso con argomentazioni &#8220;negazioniste&#8221; il &#8220;negazionista&#8221; Ernest Zuendel. Si tratta del caso limite della cupa e semisconosciuta diffusione delle leggi liberticide in Europa, a partire dall&#8217;approvazione in Francia, nel 1990, della legge Fabius-Gayssot. &#8230;<br />
</em></p>
<p>Posti limitati. Per prenotazioni info@mastermatteimedioriente.it oppure hli@hli.fr</p>
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		<title>Ritterkreuz</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/2009/03/12/ritterkreuz/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 18:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[massimiliano afiero]]></category>
		<category><![CDATA[ritterkreuz]]></category>
		<category><![CDATA[seconda guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[waffen ss]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione della rivista bimestrale di storia della seconda guerra mondiale diretta da Massimiliano Afiero]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_192" class="wp-caption alignright" style="width: 211px"><img class="size-medium wp-image-192" title="ritterkreuz" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/03/ritterkreuz-201x300.jpg" alt="Ritterkreuz. Copertina del primo numero" width="201" height="300" /><p class="wp-caption-text">Ritterkreuz. Copertina del primo numero</p></div>
<p>Per la terza volta su queste pagine viene segnalata la nascita di una rivista bimestrale diretta da <a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/massimiliano-afiero">Max Afiero</a>, dopo <a href="http://www.centrostudilaruna.it/volontari.html">Volontari</a> e <a href="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/2008/07/31/una-rivista-sulla-seconda-guerra-mondiale/">SGM</a>.</p>
<p><em>Ritterkreuz</em> &#8211; questo il nome della nuova pubblicazione, di cui sono già usciti due numeri &#8211; si avvale della collaborazione della quasi totalità degli articolisti di Volontari; come la precedente, è una rivista interamente dedicata alla storia militare della seconda guerra mondiale, con attenzione alle vicende belliche che videro protagoniste le forze dell&#8217;Asse e in particolare le divisioni Waffen SS.</p>
<p>Questi i contenuti dei due numeri sinora usciti:</p>
<p><strong>Anno 1 numero 1 Gennaio 2009</strong><br />
Waffen SS in guerra (26a parte) di M.Afiero<br />
RSD: una protezione speciale per il Führer di J.P.Sourd<br />
La Frundsberg nella sacca di Falaise di A.Peruffo<br />
<a title="Gustav Schreiber" href="http://www.centrostudilaruna.it/ss-hauptscharfuhrer-gustav-schreiber.html">SS-Hauptscharführer Gustav Schreiber</a> di M.Rossi<br />
SS-Obersturmbannführer Christian Tychsen di M.C.Yerger<br />
SS-Infanterie-Regiment 9 &#8216;Thule&#8217; di M.Linguardo<br />
Un volontario italiano nella 4a divisione SS-Polizei (2a parte) di M.Afiero<br />
Le Armi Anticarro della Waffen SS (2a parte) di S.Canavassi<br />
Ottomar Anton: il fascino del manifesto di Harm Wulf</p>
<p><strong>Anno 1 numero 2 Marzo 2009</strong><br />
Waffen SS in guerra (27a parte) di M.Afiero<br />
RSD: una protezione speciale per il Führer (2a parte) di J.P.Sourd<br />
Landstorm Nederland (1a parte) di M.Afiero<br />
SS-Panzer-Brigade 49 e 51 di C.Caballero Jurado<br />
Eberhard Telkamp di M.C.Yerger<br />
Georg Keppler di M.Linguardo<br />
Le Armi Anticarro della Waffen SS (3a parte) di S.Canavassi<br />
Infanterie Sturmabzeichen di M.Bianchi</p>
<p>Vi sono due modalità per ricevere la rivista: o acquistarla direttamente presso uno dei seguenti centri librari, o associarsi all&#8217;omonima associazione, al costo annuale di 40 euro, da versarsi sul conto corrente postale n. 93983450 intestato a Afiero Massimiliano – Via San Giorgio, 15 – 80021 Afragola (NA), oppure comperandola direttamente presso le seguenti sedi:</p>
<p>Editoriale Lupo &#8211; Via Ponte a Vicchio, 32 &#8211; 50039 Vicchio (Firenze) Tel. 055 849 75 14 &#8211; www.editorialelupo.it<br />
Spazio Ritter, Via Maiocchi 28, 20129 Milano Tel. 02 201310 Fax 02 29510499 http://www.ritteredizioni.com/<br />
Libreria Militare, Via Morigi 15, 20123 Milano Tel/Fax  02 89010725 http://www.libreriamilitare.com/<br />
Libreria Zanaboni, C.so Vitt.Em.II, 41 10125 Torino Tel. 011/6505516<br />
Idee in Movimento, Via XX Settembre 13/3 16121 Genova &#8211; Tel. 010 566718<br />
Tuttostoria, Casella postale 395 43100 Parma &#8211; Fax 0521-290387 &#8211; info@tuttostoria.it<br />
Libreria Europa, Via Tunisi 3/a, 00192 Roma Tel. 06 39722159 http://www.libreriaeuropa.it/<br />
Associazione Culturale Raido, Via Sciré 19, 00100 Roma Tel/fax 06 86217334  http://www.raido.it/<br />
Libreria Controcorrente, Via Carlo De Cesare 11, 80132 Napoli Tel. 081 421349 http://www.controcorrentedizioni.it/</p>
<p><em>Le riviste SGM e Ritterkreuz sono disponibili anche presso la sede della Federazione Provinciale Combattenti della RSI sita in Torino c.so Giulio Cesare 23 bis (orario di apertura sabato dalle ore 15 alle 18).</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Jean Haudry sull&#8217;iconografia indoeuropea</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/2008/12/13/jean-haudry-sull-iconografia-indoeuropea/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 13:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[iconografia]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Haudry]]></category>
		<category><![CDATA[Terre et Peuple]]></category>

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		<description><![CDATA[Filmato in tre parti di una conferenza del prof. Jean Haudry organizzata dall'Associazione Terre et Peuple nel febbraio 2008.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Filmato in tre parti di una conferenza del prof. <a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/jean-haudry">Jean Haudry</a> organizzata dall&#8217;Associazione Terre et Peuple nel febbraio 2008.</p>
<p>La conferenza costituisce una sintesi dei risultati delle ricerche del prof. Haudry sul tema &#8220;Elementi di un&#8217;iconografia indoeuropea&#8221;.</p>
<p>Il prof. Haudry è un linguista, fondatore dell&#8217;Istituto di <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">Studi indoeuropei</a> di Lione.</p>
<div><object width="480" height="289"><param name="movie" value="http://dailymotion.alice.it/swf/k7ibzuy9EgD89mxV52&#038;colors=background:DEDEDE;&#038;related=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://dailymotion.alice.it/swf/k7ibzuy9EgD89mxV52&#038;colors=background:DEDEDE;&#038;related=0" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="289" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always"></embed></object><br /><b><a href="http://dailymotion.virgilio.it/video/x4t9uc_iconographie-indoeuropenne-jean-hau_school">Iconographie Indo-Européenne &#8211; Jean HAUDRY &#8211; 1</a></b><br /><i>Caricato da <a href="http://dailymotion.virgilio.it/j_lugh">j_lugh</a></i></div>
<div><object width="480" height="288"><param name="movie" value="http://dailymotion.alice.it/swf/k1I1WC25XprvxUy4my&#038;colors=background:DEDEDE;&#038;related=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://dailymotion.alice.it/swf/k1I1WC25XprvxUy4my&#038;colors=background:DEDEDE;&#038;related=1" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="288" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always"></embed></object><br /><b><a href="http://dailymotion.virgilio.it/video/x4u1di_iconographie-indoeuropenne-jean-hau_school">Iconographie Indo-Européenne &#8211; Jean HAUDRY &#8211; 2</a></b><br /><i>Caricato da <a href="http://dailymotion.virgilio.it/j_lugh">j_lugh</a></i></div>
<div><object width="480" height="288"><param name="movie" value="http://dailymotion.alice.it/swf/k4CGImodu1qduUypce&#038;colors=background:DEDEDE;&#038;related=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://dailymotion.alice.it/swf/k4CGImodu1qduUypce&#038;colors=background:DEDEDE;&#038;related=1" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="288" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always"></embed></object><br /><b><a href="http://dailymotion.virgilio.it/video/x4vr62_iconographie-indoeuropenne-jean-hau_school">Iconographie Indo-Européenne &#8211; Jean HAUDRY &#8211; 3</a></b><br /><i>Caricato da <a href="http://dailymotion.virgilio.it/j_lugh">j_lugh</a></i></div>
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