Huginn e Muninn

Blog del Centro Studi La Runa



Categoria: Oggigiorno

Notizie e fatti di attualità

Sulla caccia

27 marzo, 2009 (19:22) | Oggigiorno | Di: admin

Capita raramente di leggere qualcosa di condivisibile su un quotidiano; oggi mi è accaduto.

Tale è lo stupore, che riporto il testo di quel che ho trovato: una lettera sulla caccia inviata a Sergio Romano da un lettore che mi pare dotato sia di buon senso sia di cultura.

Caro Romano,

un lettore le ha scritto che i cacciatori definiscono la loro pratica «uno sport». Da parecchio tempo non lo è più. La caccia infatti, così come è oggi, è solo un’attività per la gestione di quel patrimonio comune che è la fauna selvatica. Non condivido nemmeno la risposta che lei ha dato al lettore, quando sostiene che tra il «macello di un bove e l’abbattimento del cinghiale» non ci sia differenza. La differenza è negli stessi termini che lei ha usato: «macello» e «abbattimento». Dietro l’uccisione di un bove non c’è altro che un cruento atto materiale, banale e quotidiano, che trasforma una creatura in filetti, fese e coda alla vaccinara.

Nell’abbattimento di un cinghiale c’è invece un universo di cultura che va dai concerti per corni di Haydn e Rossini alle pagine di Tolstoi, Turgenev e Hemingway, dalle pitture rupestri dei nostri antenati cavernicoli agli arazzi Gobelin e ai quadri del Domenichino. A volte la cultura venatoria copre anche il versante religioso.
L’invocazione «Viva Maria!» echeggia in Maremma ogni volta che i cacciatori abbattono un cinghiale.

La tradizionale messa di Sant’Uberto alla quale i cacciatori possono assistere con cani e fucili, mantenendo in testa il cappello, è un altro esempio. Sono giunti anche da noi, dalle foreste del Centro Europa, le usanze pagane di esorcismo della morte. È il rito germanico del Waidmannsheil, e l’offerta del rametto insanguinato al cacciatore responsabile dell’abbattimento, come una richiesta di perdono all’animale sacrificale trasformato per un attimo in divinità silvana. Questa è la differenza.

Bruno Modugno

Civiltà americana

13 marzo, 2009 (16:57) | Oggigiorno, Ovest | Di: admin

Una delle ultime notizie dalla civiltà dei fumetti d’oltreoceano, che leggo su un’agenzia pubblicata oggi:

“(ANSA) – WASHINGTON, 13 MAR -Un soldato armato che indossava costume e maschera da Joker, il cattivo dell’ultimo film di Batman, e’ stato ucciso dalla polizia.

L’episodio e’ avvenuto a Shenandoah National Park, in Virginia, al termine di un inseguimento.

L’uomo, Christopher Lanum, era sospettato di aver aggredito e accoltellato un compagno d’armi a Fort Eustis, sempre in Virginia, dove prestava servizio militare.

Per questo la polizia lo stava inseguendo.

Sconosciute le ragioni per cui indossava il costume”.

Deliri antirazzisti

7 marzo, 2009 (11:14) | Facile ironia, Oggigiorno | Di: admin

Franco Frattini esibisce il suo certificato di antirazzismo

Franco Frattini esibisce il suo certificato di antirazzismo

L’antirazzismo è divenuto un dogma talmente sacro che ormai gli uomini politici, i principali adoratori di questo feticcio politicamente corretto, arrivano al punto di accusarsi l’un l’altro di non essere sufficientemente antirazzisti. Dopo aver creato figure giuridiche senza precedenti nella civiltà occidentale, come il reato di “odio razziale”, dopo aver vietato e punito la ricerca storica (perché non si sa mai, potrebbe portare anch’essa all’”odio razziale”), dopo aver inserito lo psicoreato tra i pilastri di questa edenica società da Grande Fratello, li si può ora osservare mentre inveleniti dall’odio antirazzista si lanciano turpi accuse tra loro.

A quanto si può leggere, per esempio sul Corriere, Stati Uniti, Canada e l’immancabile, servizievole Italia si sono ritirate dalla Conferenza (manco a dirlo, antirazzista) di Durban (Durban II) perché quest’ultima a quanto pare non è sufficientemente esplicita contro il pericolo dell’antisemitismo.In altre parole l’antirazzismo sarebbe un concetto troppo generico, che può andar bene per tutelare anche i boscimani o gli eschimesi, mentre c’è da difendere dal pericolo razzista gente ben più importante di questi popoli marginali.

La logica bizzarra di questo fanatismo antirazzista è ineccepibile…

Altri stati che normalmente sono in prima linea nel prostrarsi ai diktat israeliani, come la Francia e il Vaticano, a quanto pare invece parteciperanno alla conferenza. Probabilmente per farla diventare “antirazzista” sul serio.

Il risultato della decolonizzazione

16 gennaio, 2009 (16:22) | Oggigiorno, Sud | Di: admin

Riporto due agenzie pubblicata oggi dall’ANSA, relative allo Zimbabwe:

Zimbabwe: banconota da 100 trilioni
Inflazione al 231 milioni per cento annui

(ANSA) – NAIROBI, 16 GEN – La Banca centrale dello Zimbabwe si accinge ad introdurre una banconota da 100 trilioni (100.000 miliardi) di dollari dello Zimbabwe. Al cambio reale la banconota varra’ 33 dollari Usa. Lo rende noto Radio Nairobi. L’inflazione dello Zimbabwe non e’ neanche piu’ valutabile (l’ultimo dato, riferito al giugno scorso, la indicava a 231 milioni per cento annui), i prezzi raddoppiano ogni giorno, anche se c’e’ poco o nulla da comprare.

Zimbabwe: colera, oltre 2. 200 morti
Dati Onu, piu’ di 42mila le persone colpite dall’epidemia

(ANSA) – GINEVRA, 16 GEN – Il bilancio dell’epidemia di colera in Zimbabwe e’ salito a 2.225 morti. Il numero di persone colpite dallo scoppio dell’epidemia in agosto e’ ora a 42.675, secondo gli ultimi dati dell’Onu. La malattia non e’ ancora sotto controllo, i dati segnalano 1.550 e 104 morti tra il 13 ed il 14 gennaio. Nel Paese le infrastrutture sociali, economiche, sanitarie ed idriche sono al collasso.

La tirannide democratica

23 dicembre, 2008 (17:17) | Manifestazioni, Oggigiorno | Di: admin

Esiste un preciso legame tra tirannide e democrazia. La prima è la più precisa e compiuta espressione della seconda; o meglio, la depurazione della seconda da certe scorie retoriche. Vi sono diversi esempi al riguardo, da Atene a Firenze, sino al Terrore Giacobino; ma la migliore spiegazione è tuttora quella di Platone:

“La tirannide nasce da una trasformazione della democrazia (562a). La transizione della democrazia in tirannide è dovuta, come nel caso dell’oligarchia, proprio al bene dominante che è perseguito in quel regime. L’oligarchia va in rovina per l’avidità di denaro, e la democrazia a causa dell’eccessiva libertà. La libertà democratica – e qui Socrate sta criticando l’Atene a lui contemporanea – è una libertà senza princìpi e senza autocontrollo: «alla fine non si danno più pensiero né delle leggi scritte né di quelle non scritte, affinché nessuno sia loro padrone in nessun modo» (563d).”

Riporto ora un comunicato ufficiale della Fondazione Evola.

CRONACHE DI UN PAESE NORMALE
Nell’anno di grazia 2008, 63mo dalla fine della guerra, 60mo dalla promulgazione della Costituzione repubblicana che garantisce il diritto di esprimere il proprio pensiero liberamente, 60mo dalle elezioni che sconfissero il Fronte popolare socialcomunista, e primo anno del terzo governo di centrodestra nell’arco di 14, ancora avviene che certe forze politiche di sinistra (non solo estrema, ma purtroppo anche moderata, “riformista”) riescano ad impedire che si parli in un contesto istituzionale (in questo caso il comune di Buccinasco, in provincia di Milano) di un filosofo italiano a loro non gradito: Julius Evola, accampando i pretesti più assurdi e grotteschi. Per evitare eventuali manifestazioni di facinorosi, seguendo anche le indicazioni della Prefettura, la tavola rotonda sulla filosofia evoliana è stata rimandata.

C’è da rallegrarsi per il livello della democrazia italiana, per la maturazione della Sinistra nel suo complesso e per gli orizzonti di libertà che ci si prospettano in un Paese dove non passa giorno che l’attuale presidente del consiglio non venga accusato di conculcare la libertà di stampa, di imbavagliare giornali e televisioni! Una follia, ma così vanno le cose: ha ragione chi strilla di più, chi minaccia, di prospetta manifestazioni di piazza non solo per esprimere il proprio dissenso, ma per impedire che venga espresso il pensiero altrui.

In certe regioni italiane quel che non è gradito alla Sinistra non ha diritto di espressione. Non Giampaolo Pansa che ha raccontato verità sgradite aulla “lotta di liberazione”, non Antonio Carioti che ha scritto un libro sulla nascita del MSI e il neofascismo degli anni Cinquanta, non chi voleva parlare di Julius Evola, un nome ancora tabù per politici ed agitatori di Sinistra certamente demagogici e ignoranti, che vedono Evola ancora con le lenti deformanti dell’ideologia e ignorano veramente quello che egli fu, attingendo per le loro informazioni soltanto alle fonti faziose che a loro fanno più comodo.

Il fatto più preoccupante, però, è che nessuno si è indignato perché è stata impedita una libera espressione di pensiero, nessuno ha scritto articoli di condanna, nessuno ha denunciato con forza questa deriva. Insomma, se qualche comune o università ospita e dà la parola a un dichiarato assassino delle Brigate Rosse nessun problema, ma se si vuole affrontare la filosofia di Julius Evola allora i problemi ci sono, e insormontabili.

Fondazione “Julius Evola

Personalmente non trovo granché di strano nel fatto che la sede locale di Rifondazione Comunista, l’associazione dei partigiani del Comune di Buccinasco e altri simili enti pubblici o parapubblici siano riusciti a impedire un convegno su Evola. Al tempo stesso, credo che questo fatto nuocia a loro assai più che a chi avrebbe voluto ascoltare le relazioni degli studiosi. E non mi riferisco al danno di “immagine” – quasi ci fosse una qualche immagine da difendere. Mi pare infatti che ogni piccolezza, ogni miseria, ogni accanimento vile colpiscano più gli autori dei gesti che le vittime. E non riesco, comunque, a gioirne: mi dispiace sinceramente per loro.