Huginn e Muninn

Blog del Centro Studi La Runa



Categoria: Nord

Nord e tutto ciò che è Settentrione

Omero a Toija

9 luglio, 2007 (18:16) | Manifestazioni, Nord | Di: admin

Lo scorso 6 aprile avevo segnalato un seminario su Omero nel Baltico, organizzato dall’Università Roma Tre. Adesso, a ulteriore riprova della crescente diffusione della rivoluzionaria tesi di Felice Vinci, vengo a sapere che anche in Finlandia è in programma un ampio seminario sulla tesi dell’ingegnere romano, che riconduce l’origine dei poemi omerici alle regioni del nord Europa. logo2.png Ecco un estratto del programma, che si può leggere nella versione completa sul sito internet kiskoseura: INTERNATIONAL SEMINAR Toija, Finland, 10 August 2007 Toija and the roots of European civilization Scientific workshop chaired by Giuliana Bendelli (University of Milan) The workshop takes place in Toija in South-western Finland, where the oldest traces of human habitation have been found in Finland. The workshop aims at discussing the theory expounded by Felice Vinci in Omero nel Baltico, a book (translated into English with the title Baltic Origins of Homer’s Epic Tales: The Iliad, the Odyssey, and the Migration of Myth) in which the author assumes that the real scene of the Iliad and the Odyssey can be identified, not in the Mediterranean Sea where it proves to be undermined by many incongruities, but in the north of Europe. The sagas that gave rise to the two poems came from the Baltic regions, where the Bronze age flourished in the 2nd millennium BC, and many Homeric places, such as Troy and Ithaca, can still be identified. The blond seafarers who founded the Mycenaean civilization in the 16th century BC brought these tales from Scandinavia to Greece after the decline of the “climatic optimum”. There they rebuilt their original world, where the Trojan War and many other mythological events had taken place. The memory of the heroic age and the feats performed by their ancestors in their lost homeland was preserved and handed down to the following ages through many generations. This oral tradition was given a written form in the VIII Century BC, when alphabetical symbols were introduced into Greece. Vinci’s theory proposes a different perspective on Homeric geography and has suggested to a group of scientists of the University of Pavia (Italy), who have been studying archaeological material by means of multi-analytical techniques, the chance of carrying out multidisciplinary research in order to verify this challenging hypothesis. Such research is led by Professor Bruno Messiga, a geologist who is also the Director of CISRiC (Inter-departmental Centre of Studies and Research for the Conservation of Cultural Heritage). Workshop programme 13.00 Giuliana Bendelli (University of Milan) The slow melting of the “Hibernated” Ulysses 13.30 Felice Vinci (Author of Omero nel Baltico) Homer in the Baltic 14.00 Piero Boitani (University of Rome) The Shadow of Ulysses 15.00 William Mullen (University of New York) Vinci’s Homotopes: Clusters and Analogies 15.30 Ilze Rumniece (University of Riga) The Greek "kouretes" and the Baltic "kuri" 16.00 Giacomo Tripodi (University of Messina) Considerations on Charybdis 16.30 Federico Di Trocchio (University of Rome) New Ideas and their Destiny: An historical overview 17.00 Alessandra Giumlia-Mair (archaeologist) Bronze Age in Northern Europe: ores and metal objects 17.30 Final panel chaired by Professor Bruno Messiga and Professor Maria Pia Riccardi, geologists at the University of Pavia (Italy), who discuss the importance and opportunity of further investigating the theory with the cooperation of local experts. This hypothesis has already aroused a worldwide interest: in 2004, the Academy of Science of Saint Petersburg presented the Russian version of Vinci’s book; in 2005, an English version was published in America and the book, whose title is Baltic Origins of Homer’s Epic Tales: The Iliad, the Odyssey, and the Migration of Myth, appears in the current syllabus of the upper level "Homer" course at Bard College, New York. Many are the scholars who have already expressed their favourable opinions and several are the Italian University Departments of Classics which have invited the author to expound his theory: Vinci held a series of lectures at the Faculty of Arts of the University of Rome “La Sapienza” within the course of geography whose title was “The travel and the myth”. As one can easily understand, the approach needs to be interdisciplinary and all scholars ought to offer their expertise in order to scientifically test such hypothesis. The final aim is to highlight those aspects of the European Bronze Age which can provide a meaningful contribution to identify the origins of European culture and to detect with more precision the contacts between the different areas of Europe at that time. This proves to be a propitious occasion for European scholars to compare their data available so far and, maybe, to draw some shared conclusions. Starting from the available data, the project aims to collect them systematically and to further investigate the Bronze Age in Northern Europe by highlighting the possible cultural links such as the transfer of knowledge and technologies at that time. We know that commercial exchanges took place along precise ways such as the well known trade of Baltic amber developed on the River Vistula’s course, and it would be interesting to understand what were the other aspects of material and non-material cultures involved. The research project would involve: 1) the study of metals, the technology employed to work them and their places of origin 2) a deeper study of European literature and history in order to identify the cultural setting of the Homeric texts 3) the archaeological excavation of Baltic and North-Atlantic cairns. The areas which are particularly interesting are the Salo area in Finland and the Kleppe area in Norway

La terra cava

5 giugno, 2007 (15:45) | Nord | Di: admin

La teoria della terra cava ha una storia molto lunga. A esaminarla oggi ci si imbatte in un complicato affastellamento di varianti e modifiche, in cui si trovano UFO e nazisti, Welteislehre e Umberto Eco, studiosi di prestigio, come Edmund Halley, e ciarlatani di ogni genere. Oggi ho trovato una curiosa notizia sull’edizione online del Corriere della Sera. Un fisico di nome Brooks Agnew, persuaso della bontà della tesi, starebbe organizzando per l’anno prossimo una spedizione al Polo Nord alla ricerca del tanto discusso "passaggio" verso il mondo interno. Terra cava Tra le altre cose sul sito del Corriere è stata pubblicata la bella immagine che ho inserito anche qui a lato, che rappresenta una mappa della terra cava. Non ho idea sull’autore e l’epoca di composizione. Il sito ufficiale della spedizione è Voyage to Our Hollow Earth

Seminario su Omero nel Baltico

6 aprile, 2007 (10:49) | Libri, Manifestazioni, Nord | Di: admin

Ricevo da una newsletter il seguente comunicato.

UNIVERSITA’ ROMA TRE

Facoltà di Scienze della Formazione

Dipartimento di Scienze dell’Educazione

Sociologia dei processi culturali

Sociologia della religione

Laboratorio Pluralismo Culturale

Prof.ssa Carmelina Chiara Canta

Progetto del Laboratorio Pluralismo Culturale (PLUC)

Prof.ssa Carmelina Chiara Canta

Primo Seminario Contaminazioni culturali tra il Mediterraneo ed il Baltico: il caso di Ulisse

Interviene Dott. Ing. FELICE VINCI

Presiede CARMELINA CHIARA CANTA

Riflessioni a proposito del libro di FELICE VINCI, Omero nel Baltico, edizione Palombi, Roma, 2003

GIOVEDI’ 19 APRILE 2007 ORE 15:30-18:30 PIAZZA DELLA REPUBBLICA, 10 Aula 4

IL SEMINARIO E’ VALIDO AI FINI DEL TIROCINIO INTERNO DEGLI STUDENTI

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA Dott.ssa Marinella Pepe Via di Castro Pretorio, 20 – tel 0649229232 e-mail: marinella.pepe@uniroma3.it

Breve scheda del libro Omero nel Baltico e dell’autore

<< Il reale scenario dell’Iliade e dell’Odissea è identificabile non nel Mar Mediterraneo, dove dà adito ad innumerevoli incongruenze, ma nell’Europa settentrionale. Le saghe che hanno dato origine ai due poemi provengono dal Baltico e dalla Scandinavia, dove nel II millennio a.C. fioriva una splendida età del bronzo e dove sono tuttora identificabili molti luoghi omerici, fra cui Troia e Itaca; le portarono in Grecia, in seguito al tracollo dell’Optimum climatico, i grandi navigatori che nel XVI secolo a.C. fondarono la civiltà micenea: essi ricostruirono nel Mediterraneo il loro mondo originario, in cui si erano svolte la guerra di Troia e le altre vicende della mitologia greca, e perpetuarono di generazione in generazione, trasmettendolo poi alle epoche successive, il ricordo dei tempi eroici e delle gesta compiute dai loro antenati nella patria perduta.>>

Felice Vinci è un ingegnere nucleare con una profonda formazione negli studi di classici latini e greci. Vive a Roma. Dal 1992 ha avviato la sua ricerca sulle origini nordiche della mitologia greca, e l’ha esposta in successive edizioni del volume Omero nel Baltico (Fratelli Palombi, IV edizione, 2004). Nel 2002 e 2005 l’autore ha presentato la tesi esposta nel libro in due convegni internazionali tenutisi rispettivamente presso l’Università di Vancouver e l’Università di Riga (Dipartimento di Filologia Classica). Nel 2004 ha presentato l’edizione russa del libro all’Accademia delle Scienze di San Pietroburgo. Nell’aprile 2005 ha svolto un seminario in due lezioni presso il Dipartimento di Geografia della Facoltà di Lettere dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’ambito di un corso, intitolato “Il mare: mito e letteratura”, tenuto dal Prof. Gianfranco Bussoletti (Omero nel Baltico è stato indicato fra i testi d’esame). Infine, il libro è stato tradotto in inglese e pubblicato nel 2005 in USA da una casa editrice americana con titolo The Baltic Origins of Homer’s Epic Tales. The Iliad, the Odyssey, and the Migration of Myth. Il Bard College di New York ha adottato l’edizione americana del libro come testo per il corso di studi omerici 2007, nel corso del quale saranno tenute tre lezioni specifiche sull’argomento. Il Prof. William Mullen, del Department of Classics del Bard College di New York, ha scritto: “It is hard to overstate the impact, both scholarly and imaginative, of Vinci’s compellingly argued thesis…. Scholars will be rethinking Indo-European studies from the ground up and readers of Homer’s epics will enter fresh realms of delight as they look anew at the world in which Homer’s heroes first breathed and moved”.

Sul sito sono pubblicate le seguenti recensioni di Omero nel Baltico: Recensione di Alberto Lombardo Recensione di Alfonso Piscitelli Recensione di Carlo Terracciano

Mabire su Thule

3 aprile, 2007 (09:41) | Libri, Nord | Di: admin

Ho da pochi giorni terminato l’edificante lettura del libro di Jean Mabire Thule. Il sole ritrovato degli iperborei, pubblicato dalle Edizioni l’Età dell’Acquario. Conto di scriverne una recensione per il sito appena avrò un po’ di tempo. Per il momento mi limito a riportarne la scheda di presentazione, che fornisce un quadro abbastanza preciso dei contenuti: «Se gli uomini desiderano ritrovare un giorno il mondo degli iperborei e divenire simili agli dèi, è verso Nord che devono spiegare le loro vele e agitare i loro remi. Laddove il Settentrione e l’Occidente si incontrano, il sole non tramonta.» Partire per Thule non significa soltanto navigare verso l’isola misteriosa che gli antichi avevano consacrato terra dell’origine e della saggezza, ma anche scoprire, al di là del mondo conosciuto, il segreto stesso della vita. Navigare verso Nord vuol dire ritrovare il segno primitivo del Sole e la fede dei nostri più lontani antenati, gli iperborei. Il percorso che Jean Mabire racconta in queste pagine non è un semplice viaggio, ma una vera e propria ricerca, profonda e personale, di Thule e delle nostre origini. Accompagnando Pitea di Marsiglia verso un paese che, per lui, non può che essere l’Islanda, l’autore tenta di risolvere il grande mistero del nostro mondo: l’Atlantide. Senza esitare, egli situa il continente scomparso nel luogo dove sorge un’altra isola sacra, Helgoland; e sempre seguendo le orme di Pitea, che diventa il suo fidato timoniere, ripercorre le tappe salienti della nostra civiltà, i momenti cruciali della nostra storia, e descrive l’evoluzione della coscienza religiosa occidentale, che ci ha progressivamente allontanato dai nostri antenati nordici. Ma l’universo di Atlantide e di Iperborea non è sparito in seguito a qualche cataclisma cosmico. Lo spirito di Thule continua a vivere nei segreti degli ordini cavallereschi o dei gruppi iniziatici, il più misterioso dei quali è senza dubbio la famosa Società Thule, che svolse un ruolo di grande importanza nella vicenda della rivoluzione di Monaco del 1919, e che raccolse attorno a sé un gruppo eterogeneo di individui, tra cui Hitler e altri futuri gerarchi nazisti. C’è anzi chi sostiene che il nazismo nasca da lì. Ma è vero il contrario: fu proprio il nazismo a perpetrare ai danni di Thule l’ultimo tradimento. Jean Mabire ne rivela qui i segreti, ricostruendo i caratteri essenziali del paganesimo nordico e rievocando l’aspra lotta tra il Martello di Thor e la Croce di Cristo.

Pensiero e memoria

20 marzo, 2007 (16:13) | Nord, Questo blog | Di: admin

crowQuesto è il primo post del blog Huginn e Muninn. Era da tempo che volevo implementare il sito del Centro Studi La Runa con uno strumento maggiormente interattivo. Si fa infatti un gran parlare, da tempo, di web 2.0, alludendo alla maggiore interattività di internet, ossia al fatto che gli utenti sono divenuti gli attori dello sviluppo della rete. Ho quindi deciso di aggiungere al sito statico, che ovviamente continuerà a essere ampliato con costanza, questo nuovo strumento, rivolto all’interazione con i visitatori. Prossimamente vorrei inoltre aggiungere al dominio centrostudilaruna.it un forum di discussione.

Questo blog viene sviluppato attraverso la piattaforma wordpress e il suo template grafico è opera di Andreas Viklund, un giovane e brillante webdesigner svedese. Mi ripropongo principalmente di commentare “in diretta” i fatti quotidiani, ma anche segnalare libri, film, articoli eccetera. Inoltre vorrei lasciare una sorta di “traccia di Pollicino” riguardo lo sviluppo del sito. Per questo motivo probabilmente dedicherò alcuni post a questioni di tipo informatico.

I nomi di Huginn e Muninn sono ispirati alla mitologia nordica, e a quella norrena in particolare. Così riporta la voce loro dedicata di wikipedia:

“Huginn e Muninn sono due corvi presenti nella mitologia norrena, associati al dio Odino. Huginn e Muninn viaggiano per il mondo portando notizie e informazioni al loro padrone. Odino li fa uscire all’alba per raccogliere informazioni e ritornano alla sera, siedono sulle spalle del dio e gli sussurrano le notizie nelle orecchie. È da questi corvi che deriva il kenning dio-corvo che rappresenta Odino. Entrambi i nomi dei corvi derivano dall’antico norreno, Huginn significa pensiero mentre Muninn memoria. Così è detto nel poema eddico Grímnismál, al XX canto:

(NON)

« Huginn ok Muninn fliúga hverian dag iörmungrund yfir; óumk ek of Hugin at hann aptr ne komit, þó siámk meirr um Munin.»

(IT)

« Huginn e Muninn volano ogni giorno alti intorno alla terra. Io ho timore per Huginn che non ritorni; ma ho ancora più timore per Muninn.»