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	<title>Huginn e Muninn &#187; Nord</title>
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	<description>Blog del Centro Studi La Runa</description>
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		<title>Libri in ordine sparso</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 11:07:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rassegna di libri su vari argomenti, in particolare saggi sui poli terrestri, letteratura e narrativa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Continuo il mio viaggio di Pollicino nelle letture: lascio cadere una nuova pietruzza, per potere ripercorrere in futuro il mio tortuoso itinerario.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;ultimo articolo ho terminato i tre volumi di <em>Fra ghiacci e tenebre</em>. Sia per la durata della lettura, che ha richiesto più di un mese, sia per le faccende private che l&#8217;hanno accompagnata &#8211; piccoli guai di salute &#8211; credo che ricorderò a lungo i dettagli del viaggio avventuroso del Fram tra i ghiacci e quello sulla banchisa artica di Nansen e Johansen.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-meraviglioso-universo-del-grande-nord/7066"><img class="alignleft size-full wp-image-445" style="margin: 10px;" title="grande-nord" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2010/03/grande-nord.jpg" alt="" width="200" height="280" /></a>Ho proseguito con altri tre libri piuttosto omogenei: <em><a title="Il meraviglioso universo del Grande Nord" href="http://www.libriefilm.com/il-meraviglioso-universo-del-grande-nord/7066">Il meraviglioso universo del Grande Nord</a> </em>di Marco Nazarri, <em>Svalbard </em>dell&#8217;Associazione Grande Nord di Torino e <em>Sepolti nei ghiacci </em>di Owen Beattie e John Geiger. Il primo è un volumone fotografico sull&#8217;Artico ricco di interessanti informazioni su ambiente, antropologia, fauna e flora; il secondo è a metà strada tra il saggio e il Baedeker; l&#8217;ultimo riporta i dati di uno studio sulle possibili cause del fallimento della spedizione dell&#8217;<em>Erebus </em>e la <em>Terror </em>di Franklin.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche questa volta ho letto un libro di Borges, la raccolta di racconti fantastici <em>L&#8217;Aleph</em>. Credo costituisca il libro più noto e apprezzato di questo autore, ed è effettivamente fuori dell&#8217;ordinario; ma ritengo che <em><a title="Finzioni" href="http://www.libriefilm.com/finzioni-2/6459">Finzioni</a> </em>sia ancora superiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Simon Leys è riuscito a incuriosirmi a sufficienza, e ho così letto l&#8217;enigmatico romanzo di Victor Segalen <em>René Leys e il mistero del palazzo imperiale</em>. Decisamente insolito nella costruzione e nella trama, rende assai bene l&#8217;atmosfera di luogo ed epoca (Pechino di inizio Novecento).</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ho poi letto la tragedia in tre atti <a title="Il mio amico Hitler" href="http://www.libriefilm.com/il-mio-amico-hitler/5814"><em>Il mio amico Hitler</em></a> di <a title="Yukio Mishima" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima">Yukio Mishima</a>, recentemente pubblicata da Guanda (purtroppo con la solita copertina repellente che è il marchio caratteristico di questa casa editrice). È la rappresentazione del preludio all&#8217;inevitabile violenza chirurgica che Hitler dovette esercitare, dopo la nomina a Cancelliere, contro i vertici dell&#8217;<em>SA</em> e l&#8217;ala sinistra del partito.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/la-lunga-notte-di-shackleton/3893" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-444 alignright" style="margin: 10px;" title="la-lunga-notte-di-shackleton" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2010/03/la-lunga-notte-di-shackleton-196x300.jpg" alt="" width="196" height="300" /></a>Ho cambiato decisamente argomento con <a title="La lunga notte di Shackleton" href="http://www.libriefilm.com/la-lunga-notte-di-shackleton/3893"><em>La lunga notte di Shackleton</em></a> di Mirella Tenderini, una biografia molto ben scritta di un esploratore antartico dalla vita estremamente interessante (avevo letto precedentemente <a title="Endurance" href="http://www.libriefilm.com/endurance/3895"><em>Endurance</em></a> di Alfred Lansing, che riguarda però esclusivamente la spedizione antartica di <a title="Ernest Shackleton" href="http://www.centrostudilaruna.it/sud-di-ernest-shackleton.html">Shackleton</a> più nota, quella che portò al naufragio della nave omonima).</p>
<p style="text-align: justify;">Una quindicina di anni fa andai ad assistere a Camogli alla  presentazione de <em>Il popolo, la decadenza e gli déi</em> di <a title="Jean Cau" href="http://www.centrostudilaruna.it/jean-cau.html">Jean Cau</a>; ne  parlava Maurizio Cabona. Ascoltandolo mi era sorta una gran curiosità,  ma purtroppo non avevo in tasca soldi sufficienti per comperare il  libro, e così vi dovetti rinunciare. Per anni mi è tornato in mente, ma  solo un paio di mesi fa finalmente l&#8217;ho trovato casualmente e sono  diventato proprietario di una sua copia. Lo si legge quasi d&#8217;un fiato, è  molto ben scritto ed altrettanto politicamente scorretto. Ottima anche  l&#8217;introduzione di <a title="Alain de Benoist" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/alain-de-benoist">Alain de  Benoist</a>.</p>
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		<title>Libri sui libri</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 15:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una carrellata di metaletture, cioè di libri che parlano di altri libri e inducono l'interesse per nuove letture.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Complice una forzata immobilità, in questi ultimi giorni ho letto alcuni libri; per lo più sono state metaletture, libri cioè talmente ricchi di riferimenti ad altri libri che anziché spegnere la voglia di leggere l&#8217;hanno ulteriormente alimentata. È un circolo &#8211; virtuoso o vizioso che sia &#8211; che alle volte porta sorprendentemente, per vie del tutto diverse, a ripercorrere tratti già familiari: mi è capitato più di una volta di ritrovare, in autori distanti per nazionalità, epoca e visione del mondo riflessioni analoghe su altri autori o libri. In particolar numero, chissà poi perché, su Poe e Simenon.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/deserto-di-ghiaccio/2393" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-431" style="margin: 10px;" title="deserto-di-ghiaccio" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2010/01/deserto-di-ghiaccio-181x300.jpg" alt="" width="181" height="300" /></a>Dal mio ultimo post ho terminato <a title="Deserto di ghiaccio" href="http://www.libriefilm.com/deserto-di-ghiaccio/2393"><em>Deserto di ghiaccio</em></a> di Fergus Fleming. E&#8217; il più bel libro, tra quelli che abbia letto sinora, sulla storia dell&#8217;esplorazione artica. Tutte le altre raccolte erano parziali e poco organiche: per lo più il metodo seguito dagli altri autori che hanno affrontato l&#8217;argomento è stato quello di soffermarsi su alcuni dei viaggi principali, in alcuni casi inframmezzando al resoconto citazioni dei diari dei protagonisti. Noto, tra l&#8217;altro, che tale è il metodo seguito anche da Franco Brevini nel suo recente <a title="La sfinge dei ghiacci" href="http://www.libriefilm.com/la-sfinge-dei-ghiacci/6443"><em>La sfinge dei ghiacci</em></a>, pubblicato sul finire dell&#8217;anno scorso da Hoepli; quel saggio comunque riguarda solo l&#8217;esplorazione italiana dell&#8217;Artico. Nel libro di Fleming la storia invece non è a comparti stagni; si seguono lo sviluppo delle teorie scientifiche e quello delle tecniche di sopravvivenza e di trasporto, sono messe in luce le personalità, spesso bizzarre e quasi sempre eroiche dei protagonisti; e nonostante l&#8217;autore sia un anglosassone ha una discreta conoscenza anche delle esplorazioni europee, compresa quella del Duca degli Abruzzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho continuato ad alimentare l&#8217;interesse per il Nord con <em>Alla ricerca dei naufraghi dell&#8217;«Italia»</em> di G. Albertini:  l&#8217;«Italia» è il dirigibile di Nobile che si schiantò sulla banchisa polare nel &#8217;28. Albertini era un ufficiale degli Alpini incaricato delle ricerche nelle Spitzbergen orientali. Percorse un lungo itinerario su sci e slitte trainate da cani con un piccolo gruppo di uomini, e scattò diverse belle fotografie che vennero poi inserite nel volume. La vicenda in se stessa non ha molto di straordinario, ma è narrata in modo piacevole.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/langelo-il-capodoglio/6263" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-432" style="margin: 10px;" title="angelo-e-capodoglio" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2010/01/angelo-e-capodoglio.jpg" alt="" width="200" height="281" /></a>Dopo la mia consueta pausa con un Maigret (<a title="Il ladro di Maigret" href="http://www.libriefilm.com/il-ladro-di-maigret/6231"><em>Il ladro di Maigret</em></a>) le vere e proprie metaletture sono iniziate con <a title="L'angelo e il capodoglio" href="http://www.libriefilm.com/langelo-il-capodoglio/6263"><em>L&#8217;angelo e il capodoglio</em></a> di Simon Leys. Un libro curioso, che come recita il sottotitolo verte &#8220;sulla calligrafia, la letteratura e l’arte della traduzione&#8221;. La maggior parte degli scritti eterogenei che costituiscono il volume verte su cose cinesi (l&#8217;autore è un celebre sinologo, traduttore di Confucio), ma anche su Balzac, Simenon, Dana, Stevenson, Chesterton e Lawrence. Leys è un uomo intelligente, e nelle sue frasi non manca mai un&#8217;osservazione meritevole di interesse.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/prologhi-con-un-prologo-ai-prologhi/454" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-429" style="margin: 10px;" title="prologhi" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2010/01/prologhi-185x300.jpg" alt="" width="185" height="300" /></a>Lo stesso si può dire per Borges. Ho letto in questi ultimi giorni i suoi <em><a title="Prologhi" href="http://www.libriefilm.com/prologhi-con-un-prologo-ai-prologhi/454">Prologhi</a> </em>(Adelphi), scritti nell&#8217;arco di un cinquantennio, pubblicati in apertura di libri assai diversi; il numero maggiore riguarda la letteratura argentina classica, che ignoro completamente. Poiché anche in Borges non mancano mai osservazioni intelligenti e una nutrita documentazione, mi hanno stupito non poco la superficialità e persino l&#8217;ottusità con cui Borges liquida il fascismo e il nazismo, che a suo dire sarebbero null&#8217;altro che il  truce e deprecabile risultato delle idee di Carlyle. Neanche i migliori autori si possono accogliere senza riserve.</p>
<p style="text-align: justify;">Un lettura importante è stata <a title="La capanna nella vigna" href="http://www.libri-novita.it/2009/11/20/la-capanna-nella-vigna/"><em>La capanna nella vigna</em></a> di <a title="Ernst Juenger" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/ernst-junger">Ernst Jünger</a>, pubblicato recentemente da Guanda. Anche se questa casa editrice pubblica i libri con le copertine più orribili dell&#8217;intero panorama editoriale europeo alcuni testi sono di grande interesse. Il diario jüngeriano degli anni dell&#8217;occupazione conferma entrambe le cose. La prima e più banale considerazione che si può trarre è che quell&#8217;occupazione non è ancora cessata; il sigillo con cui <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/ernst-junger"  class="alinks_links" onclick="return alinks_click(this);" title="Jnger"  rel="external">Jünger</a> aveva chiuso il precedente diario <em>Irradiazioni</em>, &#8220;Terra vinta ci dona le stelle&#8221;, non si è lontanamente realizzato. Ma nelle pagine di questo libro si precisano le posizioni di Jünger nei confronti del Reich e di tanti suoi protagonisti, e persino il giudizio su alcuni protagonisti &#8211; Hitler e Goebbels in particolare &#8211; si fa più articolato e assai meno banale di quanto non apparisse dai diari del tempo di guerra.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-duca-dellavventura/5959" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-434" style="margin: 10px;" title="il-duca-dellavventura" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2010/01/il-duca-dellavventura.jpg" alt="" width="200" height="228" /></a>Ho letto anche <a title="Il Duca dell'Avventura" href="http://www.libriefilm.com/il-duca-dellavventura/5959"><em>Il Duca dell&#8217;avventura</em></a> di Reinhold Messner (in realtà la maggior parte dei testi è di Roberto Mantovani). Avevo già accennato a quel libro poco prima che uscisse, in <a title="Alla fine è arrivato Messner" href="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/2009/09/15/alla-fine-e-arrivato-messner/"><em>Alla fine è arrivato Messner</em></a>. E&#8217; davvero una bella biografia per immagini del Duca degli Abruzzi, che restituisce un ritratto completo di quell&#8217;uomo coraggioso e dalle grandi capacità. Sono particolarmente suggestive,  oltre alle immagini relative alla spedizione polare, quelle scattate nel 1909 da Vittorio Sella nel Karakorum.</p>
<p style="text-align: justify;">Da una decina di giorni ho iniziato la lettura di un libro straordinario di cui mi ero messo alla caccia da circa un anno, e che finalmente sono riuscito a procurarmi a un prezzo ragionevole.  E&#8217; un libro in tre volumi pubblicato nel 1897, <a title="Fra ghiacci e tenebre" href="http://www.centrostudilaruna.it/fra-ghiacci-e-tenebre-di-fridtjof-nansen.html"><em>Fra ghiacci e tenebre</em></a> di Fridtjof Nansen, Otto Sverdrup, Hjalmar Johansen e B. Nordhal, e costituisce il resoconto della celebre spedizione polare norvegese del 1893-1896. Mi rendo conto di come possa suonare strano che un testo su un argomento così insolito desti un interesse tanto vivo; io stesso sino a qualche anno fa probabilmente avrei ignorato questo libro se lo avessi scovato su una bancarella o in una libreria antiquaria. Però le passioni sono difficilmente giustificabili; in definitiva, credo che quella per i <a title="Viaggi polari" href="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/2009/05/08/viaggi-polari/">viaggi polari</a> risponda a una nostalgia delle origini e al desiderio di leggere avventure reali.</p>
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		<title>Felice Bellotti</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 11:44:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un autore dimenticato di reportage e libri di viaggio che fu giornalista e militò nelle Waffen SS]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ho letto negli ultimi giorni, con interesse crescente, un libro di Felice Bellotti intitolato <em>Oltre l&#8217;estrema Tule</em>. E&#8217; un cartonato, pubblicato nel 1966 dalle Edizioni La Scuola. Sin dalla prima pagina mi ha colpito favorevolmente la qualità dello scrivere: ottima costruzione della frase, proprietà di linguaggio, precisione e brevità.</p>
<p style="text-align: justify;">Via via però la lettura si faceva più coinvolgente: nel corso dell&#8217;ultimo anno avevo già letto decine di libri sull&#8217;Artide (viaggi, esplorazioni, caratteristiche geografiche etc.) ma nessuno così ben costruito. Il volume che adesso avevo in mano alternava ricordi e impressioni dell&#8217;autore, descrizioni storico-geografiche, racconti più o meno immaginari di vite di uomini e  animali, episodi di navigazione dei pescatori di merluzzo e soggiorni presso i lapponi.</p>
<p style="text-align: justify;">Intorno alla pagina 130 ho trovato la citazione di un articolo semisconosciuto di <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> (<em>Il mistero del Cromagnon</em>); mi è parso il chiaro segno di una speciale simpatia con l&#8217;autore. Parlando del blocco sovietico, l&#8217;autore usava parole di fuoco. Riferendosi ai popoli nordici, era pieno di ammirazione e stupore. Dal libro si arguiva che l&#8217;autore aveva fatto il corrispondente durante la guerra russo-finlandese; ricordavo che su quello stesso fronte aveva operato un altro giornalista di nome Indro Montanelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi verso la fine Bellotti, riferendosi alla Norvegia, scriveva pressappoco: &#8220;ho iniziato a conoscere questi luoghi da ragazzo, leggendo i libri di <a title="Hamsun" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/knut-pedersen-hamsun">Hamsun</a> e Andersen, che mi hanno messo nel cuore un amore per il Nord che non mi ha più lasciato per tutta la vita&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma un libro che, pur non raccontando una singola vicenda, sa rendersi coinvolgente come un romanzo, riuscendo particolarmente a far leva su chi abbia una certa <em>visione del mondo</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Così, spinto dalla curiosità ho effettuato qualche ricerca sull&#8217;autore, per rendermi conto che Felice Bellotti, omonimo di un famoso traduttore ottocentesco dei classici greci al quale sono dedicate piazze e vie in tutta Italia, è stato autore di una decina di libri &#8220;di viaggio&#8221;:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Prodigioso Congo</em>, 1952 (tradotto in inglese nel 1954 e in francese nel 1956)<img class="alignright size-full wp-image-395" title="grande-nord" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/11/grande-nord.jpg" alt="grande-nord" width="240" height="331" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Grande Nord</em>, Eli, 1954 (tradotto in inglese nel 1957 e in francese nel 1960)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Formosa. Isola dai due volti</em>, Cino Del Duca, 1958 (tradotto in francese nel 1959)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Cittadella di Allah. Viaggio nell&#8217;Arabia Saudita</em>, Cino Del Duca, 1960 (tradotto l&#8217;anno successivo in francese)</p>
<p><em>Terra Maya</em>, Leonardo da Vinci, 1963 (tradotto in spagnolo nel 1966)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Alaou Haiti</em>, ed. Leonardo Da Vinci, 1964</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il paese della Bibbia</em>, 1965</p>
<p style="text-align: justify;"><em>I Beduini</em>, Cino del Duca, 1965</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Avventura in Yemen</em>, ed. Cino del Duca, 1966</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Australia nuova America</em>, Cino del Duca, 1967</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Agli antipodi</em>, La Scuola, 1969</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-408" style="margin: 10px;" title="repubblica-di-mussolini" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/11/repubblica-di-mussolini.jpg" alt="repubblica-di-mussolini" width="222" height="306" />Felice Bellotti aveva inoltre pubblicato <em>XXVIII Ottobre, divisione d&#8217;assalto</em> (<span dir="ltr">Società nazionale editrice propaganda, 1937</span>); <em>Arabi contro Ebrei in Terrasanta</em> (O. Marangoni, 1939, Volume 13 di <em>Vita dei popoli, collana di viaggi, esplorazioni ed inchieste</em>); <em>Germania chiama Europa</em> (Rusconi e Paolazzi, 1956 e poi 1961); e, nel 1947, <em>La repubblica di Mussolini</em> (ed. Zagara), un libro sulla RSI. Dopo poco ho scoperto che così come il libro sul Nord era il frutto di viaggi ripetuti e di conoscenza diretta, allo stesso modo Bellotti l&#8217;epopea del fascismo repubblicano l&#8217;aveva vissuta da protagonista. Non solo: aveva portato sul bavero le doppie rune e per la precisione era stato <em>Sturmbannführer </em>nella Waffen SS, con l&#8217;incarico di ispettore generale delle forze armate italiane (sigla: <em>Gen Inspek der Ital Waf Verb</em>). Stando a quanto riportano <a title="Harm Wulf" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/harm-wulf/">Harm Wulf</a> e altre fonti, aveva fondato e diretto <em>Avanguardia</em>, il mensile della SS Italiana; prima della guerra, aveva fatto il giornalista per <em>Il Regime Fascista </em>e per <em>La Stampa</em>: due quotidiani su cui, nella stessa epoca, aveva scritto anche <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Già negli anni &#8217;30 aveva preso parte alla campagna d&#8217;Etiopia (Angelo Del Boca, <span dir="ltr"><em>Gli italiani in Africa orientale, Volume 2</em>, pp. 397 e 492): presumo che il libro sulla XXVIII Ottobre ne sia il resoconto.<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;">Dalla seconda metà del settembre 1943, comunque, Felice Bellotti e Cesare Rivelli fecero i programmi italiani per Radio Monaco, ancor prima della proclamazione della Repubblica Sociale. Radio Monaco fu una sorta di &#8220;governo via etere&#8221;, come scrive  Annino Vitale in <a title="Cronistoria della Radio" href="http://www.bclnews.it/html/vitale95.htm"><em>Cronistoria della Radio dal 1938 al 1945</em></a>. Poiché Bellotti operò a Radio Monaco nei giorni immediatamente successivi alla liberazione del Duce da parte di Otto Skorzeny, mi sembra persino plausibile ipotizzare che fosse presente all&#8217;arrivo di Mussolini in Germania, insieme a Vittorio Mussolini e a <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola"  class="alinks_links" onclick="return alinks_click(this);" title="Evola"  rel="external">Evola</a>. Stando alle ricerche di Massimo Zannoni (pubblicate in <em>Acta</em>, bimestrale pubblicato dalla Associazione Culturale Istituto Storico della RSI, n. 47/gennaio-marzo 2002), anche durante la Repubblica Sociale Bellotti inoltre lavorò al giornale della Radio repubblicana diretta da Pavolini, coadiuvato da Giovanni Preziosi e Vittorio Mussolini.</p>
<p style="text-align: justify;">A quanto pare Bellotti ebbe un ruolo nella liberazione di Indro Montanelli dal carcere di San Vittore (<a href="http://isolaspleen.splinder.com/archive/2007-08"><em>vedi</em></a>); forse memore del periodo vissuto insieme a raccontare l&#8217;esperienza di ghiaccio e fuoco nelle trincee della Finlandia. Queste vicende pare siano ricostruite nel libro di Renata Broggini <a title="Passaggio in Svizzera" href="http://www.libriefilm.com/passaggio-in-svizzera-lanno-nascosto-di-indro-montanelli/6183"><em>Passaggio in Svizzera. L&#8217;anno nascosto di Montanelli</em></a>. Ancor più precisa la ricostruzione del ruolo di Bellotti in una lettera del lettore Riccardo Lazzeri al settimanale <em>il Domenicale</em> del 6 settembre 2003: &#8220;Il maresciallo Graziani, su preghiera di Donna Ines, telefonò a Guido Buffarini-Guidi a Maderno, il quale diede il nullaosta per la liberazione di Montanelli al giornalista Felice Bellotti. Questi lo portò al questore Ulderico de Luca e fece liberare Montanelli dal carcere di San Vittore, portandolo a Garbagnate con un ordine fittizio di trasferimento in data 1° agosto 1944, da dove, accompagnato dal commissario Osteria della polizia politica, giungerà a Stabio, in Svizzera, il 14 dello stesso mese. Tutto questo sopra verrà confermato dallo stesso Felice Bellotti in un articoo comparso sul <em>Roma </em>di Napoli nel dicembre 1959..&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel dopoguerra Bellotti aveva subito i comuni processi e le comuni persecuzioni; ne restano tracce sparse nel sito dell&#8217;<a title="Archivio di Stato di Milano" href="http://archiviodistatomilano.it/uploads/patrimonio/koch_01_CAS%20Milano%20%281946%29%20-%20Processo%20Koch%20-%20inventario.pdf">Archivio di Stato di Milano</a>. Poi era passato a scrivere <em>reportage</em> di viaggi esotici sul settimanale <em>Tempo</em>. Non sono riuscito a trovare la data di morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarei molto lieto se qualcuno tra i lettori fosse in grado di darmi ulteriori informazioni su questo interessantissimo personaggio.</p>
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		<title>Sulla rotta di Nordenskjöld</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 08:58:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Due navi commerciali salpano da Vladivostok per compiere a ritroso il passaggio a Nord Est attraverso lo stretto di Bering]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_346" class="wp-caption alignleft" style="width: 233px"><img class="size-medium wp-image-346" title="nordenskjold" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/08/nordenskjold-223x300.jpg" alt="Otto Nordenskjöld, (Hesselby, 6 dicembre 1869 – Göteborg, 2 giugno 1928)" width="223" height="300" /><p class="wp-caption-text">Otto Nordenskjöld, (Hesselby, 6 dicembre 1869 – Göteborg, 2 giugno 1928)</p></div>
<p>Non so quanto sia affidabile questo breve scampolo di notizia pubblicata oggi dal &#8220;Corriere della Sera&#8221;:</p>
<p><em>&#8220;È la prima volta da quando esiste la moderna marina commerciale che sia il passaggio a Nord-ovest (nell&#8217;artico canadese) che quello a Nord-est (Siberia) sono percorribili contemporaneamente&#8221;</em></p>
<p>Poiché per natura sono molto scettico riguardo quel che scrivono i quotidiani e i libri di <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-contemporanea"  class="alinks_links" onclick="return alinks_click(this);" title="Storia contemporanea"  rel="external">storia contemporanea</a>, dubito un po&#8217; anche di questa rivelazione sui due passaggi aperti contemporaneamente; chi ci prova, per esempio, che quando nel 1905  Amundsen fece il passaggio a Nord Ovest quello di Nord Est fosse chiuso? D&#8217;altra parte, non è molto chiaro cosa intenda l&#8217;articolista con &#8220;Da quando esiste la moderna marina commerciale&#8221;.</p>
<p>Ad ogni modo, ammesso per inconcesso che il giornale sia affidabile, è interessante la seconda parte dell&#8217;articolo:</p>
<p>&#8220;La Russia ha concesso venerdì scorso il permesso di transito a due navi della compagnia di navigazione tedesca Beluga, la <span style="font-style: italic;">Fraternity </span>a la <span style="font-style: italic;">Foresight</span>. I due cargo sono salpati dal porto russo di Vladivostok, diretti verso lo stretto di Bering&#8221;.</p>
<p>Percorreranno quindi a ritroso la rotta di Nordenskjöld, che dovette svernare nel mare artico prima di riuscire a doppiare lo stretto e raggiungere l&#8217;Alaska.</p>
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		<title>Viaggi polari</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 14:41:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le mie recenti letture su viaggi polari ed esplorazioni avventurose]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-269" style="margin: 10px;" title="polo-nord" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/05/polo-nord.jpg" alt="polo-nord" width="360" height="238" />Domenica scorsa è andata in onda sull&#8217;<a title="L'Argonauta" href="http://www.radio.rai.it/radio1/argonauta/view.cfm?Q_EV_ID=285116">Argonauta</a> (trasmissione settimanale di radiorai diretta da <a title="Gianfranco de Turris" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/gianfranco-de-turris">Gianfranco de Turris</a>) una mia breve recensione de <a title="La stella polare nel mare artico" href="http://www.ibs.it/code/9788887321104/luigi-amedeo-di-savoia/stella-polare-nel.html"><em>La Stella polare nel mare artico</em></a>, resoconto del viaggio avventuroso compiuto dal Duca degli Abruzzi nel 1899-1900, con meta il Polo Nord. Ho parlato per circa un minuto. La spedizione su slitte, guidata dal comandante Cagni, raggiunse gli 86° 34&#8242; di latitudine Nord il 25 aprile 1900: mai nessun uomo prima di allora si era spinto tanto a settentrione. La spedizione ispirò molti autori (Pascoli e Salgari per citarne un paio).</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema ha iniziato ad appassionarmi circa sei mesi fa. Lessi quasi per caso <a title="Gli orrori dei ghiacci e delle tenebre" href="http://www.libriefilm.com/gli-orrori-dei-ghiacci-e-delle-tenebre/3789"><em>Gli orrori dei ghiacci e delle tenebre</em></a> di <a title="Christoph Ransmayr" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/christoph-ransmayr">Christoph Ransmayr</a>, che è relativo a una spedizione precedente di circa venticinque anni, quella austroungarica di Payer e Weyprecht (che scoprirono l&#8217;<a title="Arcipelago della Terra di Francesco Giuseppe" href="http://www.video-viaggi.com/larcipelago-di-francesco-giuseppe/149">arcipelago della Terra di Francesco Giuseppe</a>). Poi per me è stata la volta della <em>Stella polare nel mare artico</em>, trovata nella seconda edizione del 1902 su una bancarella. Il tema delle esplorazioni ha cominciato ad appassionarmi; ho letto una biografia del Duca degli Abruzzi (di Gigi Speroni), il <a href="http://www.ibs.it/code/9788854003385/de-filippi-filippo/duca-degli-abruzzi.html">resonconto</a> del viaggio himalayano del Duca degli Abruzzi scritto da Filippo de Filippi, un&#8217;asettica <em>Storia dell&#8217;Antartide</em> scritta da un certo Frank negli anni &#8217;50, poi il libro di Alfred Lansing sul naufragio dell&#8217;<a title="Endurance" href="http://www.libriefilm.com/endurance/3895">Endurance</a> e la vicenda di <a title="Shackleton" href="http://www.centrostudilaruna.it/sud-di-ernest-shackleton.html">Shackleton</a> di cui sapevo solo per l&#8217;omonima canzone di Battiato, e poi ancora la storia tragica di Scott narrata benissimo da <a title="Stefan Zweig" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/stefan-zweig">Zweig</a> in <a title="Momenti fatali" href="http://www.libriefilm.com/momenti-fatali/654"><em>Momenti fatali</em></a>. In questi giorni ho terminato la lettura di un&#8217;altra terribile spedizione artica, quella della Karluk nel 1913-14 (<em>Prigionieri dei ghiacci</em> di Jennifer Niven).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma soprattutto, ho messo da parte diversi libri per le settimane a venire: <a title="Nella terra della morte bianca" href="http://www.libriefilm.com/nella-terra-della-morte-bianca/4476"><em>Nella terra della morte bianca</em></a> di Albanov, <em>Il mio volo polare</em> di Roald Amundsen, la biografia dello stesso Amundsen scritta da Quilici, un libro sull&#8217;Alaska e varie altre cose su naufragi, svernamenti, viaggi polari ed esplorazioni. Se leggessi un po&#8217; meglio (anzi parecchio meglio) il tedesco mi piacerebbe affrontare anche il romanzo <a title="Nebelheim" href="http://www.nebelheim.com/"><em>Nebelheim</em></a> di cui ho visto un bel video di presentazione.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Aggiornamento: due link interessanti -&gt; <a title="Viaggi polari" href="http://www.viaggipolari.it/">Viaggi polari</a> e <a title="Circolo polare" href="http://www.circolopolare.com/">Circolo polare</a>.</p>
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		<title>Colombo dell&#8217;era glaciale</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 08:55:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un film in DVD realizzato da Discovery Channel ricostruisce l'ipotetica vicenda di una famiglia vissuta circa 17000 anni fa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_249" class="wp-caption alignleft" style="width: 285px"><img class="size-medium wp-image-249" title="ice-age-columbus" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/04/ice-age-columbus.jpg" alt="Ice Age Columbus" width="275" height="275" /><p class="wp-caption-text">Ice Age Columbus</p></div>
<p>Riprendo una segnalazione da <a href="http://euro-synergies.hautetfort.com/">Euro-Synergies</a>, che a propria volta la riprende da <a href="http://ca.altermedia.info/general/when-canada-was-under-1-mile-of-ice-europeans-arrived_4130.html">Altermedia Canada</a>.</p>
<p>Si tratta di un film di due ore, pubblicato in DVD ad alta definizione da Discovery Channel, che ricostruisce l&#8217;ipotetica vicenda di una famiglia vissuta circa 17000 anni fa. Viene narrata una delle più importanti migrazioni della storia umana, quella cioè che portò l&#8217;uomo bianco a colonizzare l&#8217;America. La migrazione sarebbe avvenuta sopra la spessa coltre gelata che avrebbe coperto buona parte dell&#8217;Atlantico Settentrionale.</p>
<p>Il film, come rilevato da Altermedia Canada, sembra porre quale presupposto scientifico l&#8217;<em>ipotesi solutreana</em> (si veda la relativa <a rel="nofollow" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Solutrean_hypothesis">pagina di wikipedia</a>), secondo la quale esisterebbe una precisa correlazione tra la cultura paleolitico-solutreana nell&#8217;Europa occidentale e la successiva cultura Clovis nordamericana.</p>
<p>Il filmato fa ampio ricorso agli effetti speciali e pare, dalle recensioni che se ne leggono, discretamente riuscito.</p>
<p>All&#8217;indirizzo <a href="http://store.discovery.com/detail.php?a=DSC-59637">http://shopping.discovery.com/detail.php?a=DSC-59637#tabs</a> se ne può vedere l&#8217;anteprima.</p>
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		<title>La riscoperta di Hamsun</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 15:52:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una nuova stagione di successo in Norvegia per le opere di Knut Hamsun]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img class="size-medium wp-image-210" title="hamsun-seppia" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/03/hamsun-seppia.jpg" alt="Knut Hamsun (Vågå, 4 agosto 1859 – Nørholm, 19 febbraio 1952)" width="221" height="288" />
<p>A quanto pare, in Norvegia il nome di <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/knut-pedersen-hamsun"  class="alinks_links" onclick="return alinks_click(this);" title="Knut Hamsun"  rel="external">Knut Hamsun</a> sta tornando a essere considerato come quello di un grande personaggio della nazione. Così, dopo decenni di ostracismo ideologico &#8211; Hamsun rimase germanofilo sino alla morte, avvenuta da ultranovantenne nel 1952 &#8211; in occasione del 150esimo anniversario della nascita sono in corso numerose manifestazioni ufficiali di ricordo. Inoltre gli verrà dedicata una statua.</p>
<p>Io ho scoperto questo autore solo l&#8217;anno scorso; naturalmente &#8220;scoperto&#8221; in senso strettamente personale. Di lui aveva detto Thomas Mann: &#8220;Mai il Premio Nobel<em> (che Hamsun vinse nel 1920) </em>fu conferito a scrittore più meritevole&#8221;; Gide lo accostò a Dostoevskj, &#8220;sebbene Hamsun sia probabilmente più sottile del maestro russo&#8221;; Isaac Singer affermò che Hamsun &#8220;è il padre della scuola moderna di letteratura in ogni aspetto: nella sua soggettività, nell&#8217;impressionismo, nell&#8217;uso della retrospettiva, nel liricismo. Tutta la letteratura moderna del ventesimo secolo deriva da Hamsun&#8221;.</p>
<p>Dopo il primo libro (una raccolta della UTET degli anni sessanta), che avevo letto incuriosito dal lusinghiero giudizio espresso da <a title="Adriano Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Adriano Romualdi</a>, ho letteralmente divorato tutto quello che è stato tradotto di lui in italiano; purtroppo la maggior parte dei suoi libri non sono più in commercio, e questo limita la sua conoscenza per lo più alle due opere più famose, <em>Pan </em>e <em>Fame</em>, che sono pubblicate da Adelphi, mentre non sono più disponibili nelle librerie opere come <em>Il risveglio della Terr</em>a, <em>Vagabondi</em>,<em> Misteri</em>,<em> Vittoria </em>o <em>L&#8217;estrema gioia</em>.</p>
<p>Riporto di seguito un articolo sull&#8217;attuale <em>repechage</em> norvegese uscito il mese scorso sul <em>New York Times</em>, che parla al proposito di <em>Reconciliation Therapy</em>. E&#8217; significativo che anche in quel paese le parole piene di astio e risentimento vengano dagli individui in assoluto più spregevoli: i politici.</p>
<p><em><strong>Norwegian Nobel Laureate, Once Shunned, Is Now Celebrated</strong><br />
By WALTER GIBBS<br />
Published: February 27, 2009</em></p>
<p><em>OSLO — It’s all you would expect of a national jubilee: street theater, brass bands, exhibitions and commemorative coins. A statue is to be unveiled, and a $20 million architectural gem of a museum is under construction.</em></p>
<p><em>Yet the honoree is not a war hero, nor even a patriot. It is the Norwegian novelist Knut Hamsun, who welcomed the brutal German occupation of Norway during World War II and gave his Nobel Prize in Literature as a gift to the Nazi propaganda minister, Joseph Goebbels. Hamsun later flew to meet Hitler at Hitler’s mountain lair in Bavaria.</em></p>
<p><em>Why the festivities, then? Call it reconciliation therapy, or a national airing out.</em></p>
<p><em>Hamsun died in 1952 at 92, shunned by his countrymen and heavily fined for his spectacular wartime betrayal. But as the author of revered novels like “Hunger,” “Pan” and “Growth of the Soil,” Hamsun has remained on school reading lists and in the hearts of many Norwegians.</em></p>
<p><em>“We can’t help loving him, though we have hated him all these years,” said Ingar Sletten Kolloen, author of “Dreamer &amp; Dissenter,” a Hamsun biography. “That’s our Hamsun trauma. He’s a ghost that won’t stay in the grave.”</em></p>
<p><em>With the passage of time, however, Hamsun packs less of a fright. Several years ago King Harald V of Norway set off debate just by quoting a snippet of Hamsun’s prose in a speech. Last week, by contrast, Queen Sonja opened a yearlong, publicly financed commemoration of Hamsun’s 150th birthday called Hamsun 2009. Fanfare, musical comedy and a jovial outdoor crowd of several hundred greeted the occasion, and the queen spent a highly symbolic half-hour with Hamsun family members at the National Library. Together they viewed the author’s handwritten manuscripts.</em></p>
<p><em>“I hope there can be forgiveness soon,” Hamsun’s grandson Leif Hamsun, 66, said afterward. “It feels like there’s a healing taking place.”</em></p>
<p><em>But some still see nothing to celebrate — not the man, not the books.</em></p>
<p><em>“Hamsun wrote great novels, but they are completely overshadowed by his behavior as a Hitler lackey,” said Jo Benkow, 84, a former president of the Norwegian parliament. “At least for my generation, it’s outrageous to give more honors. He won the Nobel Prize in 1920. That should be enough.”</em></p>
<p><em>Mr. Benkow, who is Jewish, fled across the Swedish border in 1942 to avoid deportation to the prison camps in Poland, where more than 700 Norwegian Jews were killed. But as the war generation has dwindled, so has the collective ill will. Even some formerly uncompromising voices here have softened.</em></p>
<p><em>In 2001 a prominent wartime resistance leader, Gunnar Sonsteby, helped defeat a proposal to name a street in Oslo after Hamsun. Norway should dissolve parliament and declare a dictatorship first, he said. But he now says that commemorating Hamsun is acceptable, as long as his literary talent and his dark side receive equal focus.</em></p>
<div id="attachment_209" class="wp-caption alignright" style="width: 300px"><img class="size-medium wp-image-209" title="hamaroy" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/03/hamaroy-290x300.jpg" alt="La casa di Hamsun ad Hamaroy" width="290" height="300" /><p class="wp-caption-text">La casa di Hamsun ad Hamaroy</p></div>
<p><em>That double-barreled approach was evident in Oslo last week. One of the largest framed items at the National Library was the May 7, 1945, edition of a collaborationist newspaper whose lead article on Hitler’s death was by Knut Hamsun. As most collaborators lay low, preparing alibis, Hamsun wrote, “He was a warrior, a warrior for mankind, and a prophet of the gospel of justice for all nations.”</em></p>
<p><em>Queen Sonja, leaving the exhibition, said only, “I think we’ll have to keep two thoughts in our head at the same time.”</em></p>
<p><em>After the war a court-appointed psychiatrist found Hamsun too “diminished” from age, deafness and a stroke to undergo prosecution for treason, but a civil court confiscated much of his fortune. A period of weak book sales followed, and some Norwegians tossed Hamsun’s collected works over his garden fence. Yet this former “poet chieftain” of his country soon returned to the best-seller list with “On Overgrown Paths,” his postwar apologia. He has remained one of the top-selling Norwegian authors at home and abroad.</em></p>
<p><em>In the United States the translator Sverre Lyngstad has contributed to a modest Hamsun resurgence with new English-language editions of Hamsun’s more luminous works, including his 1890 breakthrough novel, “Hunger.” The self-conscious protagonist of “Hunger” signals the arrival of European modernist literature by trying, at one point, to eat his own index finger.</em></p>
<p><em>Instead of merely narrating events, Hamsun peels away layers from his unnamed character’s flickering psyche. With typical bombast the young Hamsun declared at the time that he had outwritten Dostoyevsky and annihilated the social realism of Ibsen.</em></p>
<p><em>The author Isaac Bashevis Singer basically agreed. “The whole school of fiction in the 20th century stems from Hamsun,” Singer wrote in 1967, citing in particular “his subjectiveness, his fragmentariness, his use of flashbacks, his lyricism.”</em></p>
<p><em>In “Pan” and “Mysteries” Hamsun continued writing in this fathomless new way. But in 1898 came a simple, poetic love story, “Victoria,” and by middle age Hamsun had actually turned anti-modern. “Growth of the Soil” (1917) is an Old Testament-style portrayal of stolid mountain dwellers. Goebbels was so fond of its blood-and-soil ethos that he had a special edition printed for German soldiers in the field.</em></p>
<p><em>Many readers today, however, agree that the crude, reactionary impulses displayed by Hamsun during World War II are scarcely evident in his novels, the last of which appeared in 1936, when he was 77.</em></p>
<p><em>As part of Norway’s continuing celebration, Hamsun’s publisher, Gyldendal, is rolling out a new “Collected Works” in Norwegian. Its 27 volumes contain more than 30 novels, as well as essays and travelogues, including at least one that reveals an early racist streak in Hamsun that may surprise readers of his mature works.</em></p>
<p><em>The Hamsun 2009 festivities are supposed to peak on the honoree’s birthday, Aug. 4. On that day a new six-story Hamsun Center is scheduled to open in Hamaroy, where Hamsun grew up, north of the Arctic Circle. Resembling a large black cube, the structure was designed by the New York-based Steven Holl Architects to house both a museum and an assembly hall. Around the same time the sculptor Skule Waksvik plans to unveil Norway’s first statue of Hamsun.</em></p>
<p><em>It will be in bronze, he says — and larger than life.</em></p>
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		<title>Nordwand</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 09:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un film sulla fallita scalata della parete Nord dell'Eiger]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto il trailer promozionale di un film uscito in Germania da un paio di mesi. Mi pare che potrebbe essere interessante, ma ovviamente, non avendolo visto, non posso garantire.</p>
<p>Eccone una breve scheda che ho letto su <a href="http://www.montagna.tv">montagna.tv</a>:</p>
<p>&#8220;<em>Due ragazzi che sognano, con una scalata, di diventare eroi del Terzo Reich e vincere una medaglia olimpica. Ma non è una scalata qualunque. Devono vincere uno dei più terribili mostri sacri dell&#8217;alpinismo: la parete Nord dell&#8217;Eiger, che ha già portato diversi scalatori alla morte. Un destino che, purtroppo, attende anche loro. La cordata, infatti, viene distrutta  pezzo dopo pezzo da scariche e valanghe. L&#8217;ultimo di loro muore di gelo e sfinimento a tre metri dalla mano dei soccorsi, che gli alpinisti avevano inizialmente rifiutato pensando di trovarsi vicino alla salvezza. E&#8217; tragica e appassionante la storia di Toni Kurz e Andi Hinterstoisser, protagonisti di &#8220;Nordwand&#8221;, pellicola in uscita a ottobre nei cinema tedeschi. E che, si spera, sbarcherà presto in Italia.</em>&#8220;.</p>
<p>Il <a title="Nordwand" href="http://www.nordwand-film.de/">sito ufficiale</a> del film non permette di capire se si tratti di una scontata melensaggine sentimentale e/o antinazista, se viceversa sia un bel film di avventura e montagna o, infine, se giochi in precario equilibrio tra i due opposti.</p>
<p>Qualcuno lo ha visto e sa darmene un giudizio?</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/xbbXWyI2AqE&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/xbbXWyI2AqE&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Omero nel Baltico in prima serata televisiva</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 17:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presentazione di una puntata di Voyager condotto da Sandro Giacobbo dedicata a Omero nel Baltico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a title="Felice Vinci" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/felice-vinci"><img class="alignleft size-medium wp-image-123" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="voyager" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2008/11/voyager-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" />Felice Vinci</a> mi comunica che mercoledì 19 novembre, alle ore 21, andrà in onda in TV su RaiDue una puntata di Voyager che sarà in buona parte dedicata a &#8220;<a href="http://www.ibs.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&#038;isbn=8876212515">Omero nel Baltico</a>&#8221; (di cui è appena uscita la 5^ edizione).</p>
<p style="text-align: justify;">In linea di massima i contenuti della trasmissione, per ciò che è dato saperne, saranno i seguenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Nell&#8217;agosto scorso sono stato con Roberto Giacobbo, presentatore di &#8220;Voyager&#8221;, e con una troupe di RaiDue a fare riprese nell&#8217;area di Toija (in Finlandia meridionale, 100 km ad ovest di Helsinki), dove secondo la mia ricostruzione sorgeva la Troia omerica. Giacobbo ha presentato la teoria e i luoghi; a me è stata fatta un&#8217;intervista, sullo sfondo di Toija. Sono state effettuate riprese anche nella vicina località di Aijala, a qualche km da Toija verso il mare, che corrisponde all&#8217;omerica &#8220;aigialos&#8221;, la &#8220;spiaggia&#8221; dove gli Achei approdarono, spiaggiarono le navi e costruirono il loro campo fortificato; poi nella zona di Kavasto, 1 km ad est di Toija, un&#8217;area collinare corrisponde in modo straordinario alla Troia omerica, come confermato dagli studiosi di vari Paesi che nel 2007, al termine di un convegno scientifico internazionale dedicato alla mia teoria, hanno fatto un sopralluogo in quel sito (&#8220;Kavasto&#8221; in finnico non vuol dire nulla, mentre in greco antico significa la &#8220;città incendiata&#8221;). Sono stati anche ripresi i due fiumi della zona, i cui percorsi ricalcano esattamente gli omerici Scamandro e Simoenta, ed alcuni tumuli dell&#8217;età del bronzo presenti nei dintorni &#8211; in quell&#8217;area sono numerosissimi &#8211; la cui struttura e collocazione rispetto al mare coincidono con le descrizioni dell&#8217;Iliade. Altre notizie sono su un colorito articolo riportato dal sito italo-finnico  <a href="http://www.larondine.fi:80/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=272&amp;Itemid=1" target="_blank">http://www.larondine.fi:80/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=272&amp;Itemid=1</a><br />
</em>
</p>
<p style="text-align: justify;"><em> Inoltre, un&#8217;altra </em><em>troupe di Raidue-Voyager ha effettuato riprese nell&#8217;area del famoso gorgo del Maelstrom, nelle isole Lofoten (Norvegia settentrionale), i cui luoghi &#8211; già di per sé estremamente suggestivi &#8211; coincidono in maniera incredibile con l&#8217;omerico gorgo di Cariddi (&#8220;che tre volte al giorno assorbe l&#8217;acqua e tre la risputa&#8221;): Omero parla di una costa dirupata, altissima, davanti a cui vi è uno scoglio allungato, parallelo alla costa stessa, da cui è separato da uno stretto corridoio marino largo &#8220;un tiro di freccia&#8221; (circa 50-60 metri), in cui s&#8217;infila la nave di Ulisse per ripararsi dal terribile gorgo che la grande marea dell&#8217;Atlantico genera periodicamente nel mare aperto, al di là dello scoglio. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a rel="nofollow" href="http://www.ibs.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&#038;isbn=8876212515"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../../immagini/omeronelbaltico.bmp" border="0" alt="Felice Vinci, Omero nel Baltico" width="95" height="134" /></a>La </em><em>troupe di Raidue ha percorso in barca questo corridoio tra la costa e l&#8217;isolotto ed ha filmato tutto il tragitto, perfettamente identico a quello descritto dall&#8217;</em><em>Odissea.  Non solo: ha filmato anche una grotta lì davanti, con resti preistorici all&#8217;interno, che corrisponde alla &#8220;grotta di Scilla&#8221;, orientata precisamente come la descrive Omero (al riguardo, è prevista anche un&#8217;intervista al geografo Franco Michieli, che ha fotografato la grotta e la ha collegata alla &#8220;mia&#8221; Scilla omerica in un eccezionale servizio apparso sulla &#8220;Rivista della Montagna&#8221; nell&#8217;ottobre 2007). Il tempo bello, raro da quelle parti, ha favorito le riprese, pertanto c&#8217;è da aspettarsi uno spettacolo estremamente suggestivo, oltre che assolutamente inedito (è la prima volta al mondo che l&#8217;area del Maelstrom viene filmata per trovarne le corrispondenze, oggettivamente stupefacenti, con la Cariddi omerica). I due scenari, quello di Toija-Troia e quello del Maelstrom-Cariddi, saranno i veri protagonisti di questa puntata di Voyager incentrata su </em><em>Omero nel Baltico&#8221;. </em></p>
<p>Alcuni ulteriori dettagli, noto, sono già disponibili sul <a rel="nofollow" href="http://www.voyager.rai.it/category/0,1067207,239-1080868,00.html">sito di Voyager</a>.</p>
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		<title>Omero nel Baltico &#8211; le ultime notizie</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 16:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ancora una volta torno a scrivere sul blog per parlare dell&#8217;opera di Felice Vinci. L&#8217;ingegnere romano, autore di Omero nel Baltico, mi ha comunicato alcune ultime novità che riguardano la sua importante scoperta dell&#8217;origine e ambientazione nordica dei poemi omerici. A luglio avevo annunciato il convegno internazionale che si sarebbe tenuto il mese successivo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta torno a scrivere sul blog per parlare dell&#8217;opera di <a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/felice-vinci" title="Felice Vinci">Felice Vinci</a>.</p>
<p>L&#8217;ingegnere romano, autore di <a href="http://www.ibs.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&#038;isbn=8876212515" title="Omero nel Baltico" rel="nofollow"><em>Omero nel Baltico</em></a>, mi ha comunicato alcune ultime novità che riguardano la sua importante scoperta dell&#8217;origine e ambientazione nordica dei poemi omerici.</p>
<p>A luglio avevo annunciato il <a href="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/2007/07/09/omero-a-toija/" title="Convegno internazionale su Omero nel Baltico">convegno internazionale</a> che si sarebbe tenuto il mese successivo in Finlandia dal titolo <em>Tojia e le radici della civiltà europea</em> (Toija è l&#8217;attuale nome della città finlandese che, secondo la ricostruzione di Vinci, avrebbe costituito l&#8217;Ilio baltica). Ora si possono leggere dettagliate notizie sul convegno sul <a href="http://www.kiskoseura.fi/troija/english/seminar.html" title="kiskoseura.fi" rel="nofollow">sito ufficiale</a> dello stesso.</p>
<p>Di recente anche uno dei più importanti quotidiani svedesi, lo <a href="http://www.svd.se/" title="Svenska Dagbladet" target="_blank" rel="nofollow"><em>Svenska Dagbladet</em></a>, ha dedicato alla rivoluzionaria tesi di Vinci un ampio <a href="http://www.svd.se/kulturnoje/nyheter/artikel_731671.svd" title="Tänk om Ithaka låg i Östersjön" target="_blank" rel="nofollow">articolo</a> a firma di Per Högselius, membro della <em>Royal Society</em> svedese.</p>
<p>Infine una notizia che riguarda direttamente i lettori italiani. Anche il quotidiano dell&#8217;<em>intellighentzia </em>radical-chic nostrana si è degnato di parlare di <a href="http://www.ibs.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&#038;isbn=8876212515" title="Omero nel Baltico" rel="nofollow"><em>Omero nel Baltico</em></a>, e lo ha fatto con un articolo insolitamente equilibrato e ben scritto, dal titolo <a href="http://viaggi.repubblica.it/articolo/odissea-nel-baltico/186581" title="Odissea nel Baltico" target="_blank" rel="nofollow"><em>Odissea nel Baltico</em></a>. Tra l&#8217;altro vi si legge:</p>
<p><em>Negli Usa, è stato adottato come testo al Bard College di New York. &#8220;Gli studiosi dovrebbero ripensare le loro ipotesi circa la diffusione delle <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">popolazioni indoeuropee</a>&#8220;, ha dichiarato al convegno di Toija il professor William Mullen, del dipartimento di studi classici di quell’ateneo, che ha seguito le rotte indicate nel saggio di Vinci a bordo di una barca a vela.</em></p>
<p>Voglio infine segnalare un video su Omero nel Baltico, pubblicato su youtube:</p>
<p><object height="355" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/y_e180wFyMA&amp;rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/y_e180wFyMA&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"></embed></object></p>
<p><em>Aggiornamento dell&#8217;indomani:</em><br />
Domattina, sabato 26, attorno alle 9,30-10 Felice Vinci verrà intervistato su Radiodue (il vecchio &#8220;secondo programma&#8221; della radio), nell&#8217;ambito della rubrica &#8220;L&#8217;altro lato&#8221;.</p>
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