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	<title>Huginn e Muninn &#187; Linguistica</title>
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	<description>Blog del Centro Studi La Runa</description>
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		<title>La rinascita dell&#8217;indoeuropeo</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 21:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linguistica]]></category>
		<category><![CDATA[dnghu]]></category>
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		<description><![CDATA[La rinascita della lingua indoeuropea propugnata dalla Fondazione Dnghu]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-112 alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="dnghu_6" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2008/09/dnghu_6.gif" alt="Dnghu" width="180" height="60" /></p>
<p style="text-align: justify;">A Badajoz, una città spagnola vicina al confine portoghese, ha sede il Gruppo Dnghu. In protoindoeuropeo questa parola significa &#8220;lingua&#8221; (cfr. l&#8217;inglese <em>tongue </em>o l&#8217;italiano <em>lingua</em>). L&#8217;obiettivo di Dnghu è la vera e propria rinascita della lingua indoeuropea, oltre i ristretti confini della specializzazione accademica e filologica. A lungo termine, Dnghu si propone di fare dell&#8217;<a href="http://www.centrostudilaruna.it/indoeuropei.html"  class="alinks_links" onclick="return alinks_click(this);" title="indoeuropeo"  rel="external">indoeuropeo</a> la lingua ufficiale dell&#8217;Unione Europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Dnghu è una Fondazione, ed è finanziata da un&#8217;istituzione spagnola privata educativa (Biblos); il suo lavoro è sostenuto dai professori dell&#8217;Università di Extremadura. Inoltre il governo regionale di Extremadura attualmente sta studiando se costituire un fondo per Dnghu ed i relativi progetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Scorrendo le pagine del <a title="Dnghu" href="http://dnghu.org" target="_blank">sito di Dnghu</a> si può trarre una prima idea del grosso lavoro che è già stato fatto sinora.</p>
<div id="attachment_114" class="wp-caption alignleft" style="width: 188px"><img class="size-medium wp-image-114" title="grammar" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2008/09/grammar.jpg" alt="Karlos Kuriaki, A Grammar of Modern Indo-European" width="178" height="227" /><p class="wp-caption-text">Karlos Kuriaki, A Grammar of Modern Indo-European</p></div>
<p style="text-align: justify;">In primo luogo, è stata pubblicata una significativa <em>Grammatica dell&#8217;Indoeuropeo Moderno</em> (<em>A Grammar of Modern Indo-European</em>), a cura di Carlos Quiles (in indoeuropeo, Karlos Kuriaki), già inviata gratuitamente a numerosissime biblioteche pubbliche e universitarie: si può anche vedere una <a title="Mappa della distribuzione della Grammatica indoeuropea" href="http://dnghu.org/Indo-European/indo-european-language-map/" target="_blank">mappa della distribuzione</a>. Si tratta di un <em>work in progress</em>, recentemente aperto alla collaborazione degli studiosi. E&#8217; un lavoro molto accurato, che affianca a un&#8217;ampia introduzione storico-linguistica di carattere generale la grammatica vera e propria dell&#8217;indoeuropeo ricostruito negli ultimi due secoli.</p>
<p style="text-align: justify;">La Fondazione ha inoltre meritoriamente messo a disposizione per il <em>download </em>in formato PDF alcuni testi capitali della linguistica indoeuropea, primo fra tutti il celebre <em>Dizionario etimologico dell&#8217;indoeuropeo</em> di Julius Pokorny, una fonte datata, ma tutt&#8217;oggi insuperata, per lo studio dell&#8217;indoeuropeo. Si possono inoltre scaricare liberamente altri testi, tra cui la favola-filastrocca di Schleicher, e persino passi biblici tradotti in indoeuropeo.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre l&#8217;associazione si ripromette di organizzare incontri, convegni, presentazioni per fare conoscere e diffondere il progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Per concludere, riporto la traduzione di un breve passo dalla <em>Prefazione </em>alla <em>Grammatica</em> di Quiles:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Ciò che sappiamo è che l&#8217;idea di rivivificare il protoindoeuropeo come lingua moderna per l&#8217;Europa e organizzazioni internazionali non è pazzia, non è qualcosa di nuovo, che non significa una rivoluzione &#8211; come l&#8217;uso dello spanglish, del syndarin o dell&#8217;interlingua &#8211; né un involuzione &#8211; come il regionalismo, il nazionalismo, o il ritorno al predominio del francese, del tedesco o del latino &#8211; ma semplicemente una delle varie maniere in cui la politica linguistica dell&#8217;Unione Europea si può evolvere, e forse una maniera per unire popoli diversi e dalle diverse culture, lingue e <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione"  class="alinks_links" onclick="return alinks_click(this);" title="Religioni"  rel="external">religioni</a> (dall&#8217;America all&#8217;Asia orientale) a causa della mancanza di metodi stabili di comunicazione. Questa sola piccola possibilità è sufficiente, per noi, per &#8220;perdere&#8221; alcuni anni nel tentativo di fare del nostro meglio per fare del (proto)indoeuropeo una lingua più utilizzabile e conosciuta possibile&#8221;.</em></p>
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