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	<title>Huginn e Muninn &#187; Libri</title>
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	<description>Blog del Centro Studi La Runa</description>
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		<title>Libri su viaggi e guerre</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 20:35:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una breve rassegna di libri su viaggi avventurosi e su guerre, battaglie e biografie di soldati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.libriefilm.com/la-morte-di-napoleone/6261" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-489" style="margin: 10px;" title="la-morte-di-napoleone" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2010/05/la-morte-di-napoleone.jpg" alt="" width="200" height="274" /></a>Continuo (mi pare per la settima volta) ad appuntare in brevi note le ultime letture. Nei quasi due mesi passati dal mio ultimo post, <a title="Libri in ordine sparso" href="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/2010/03/19/libri-in-ordine-sparso/"><em>Libri in ordine sparso</em></a>, ho letto ancora una volta un libro di Simon Leys &#8211; credo il più noto: <a title="La morte di Napoleone" href="http://www.libriefilm.com/la-morte-di-napoleone/6261"><em>La morte di Napoleone</em></a>. So che ne è stato tratto il film <em>I vestiti nuovi dell&#8217;imperatore</em>, diretto da Alan Taylor: la cosa non mi stupisce, perché il breve romanzo sembra proprio scritto per la macchina da presa. Ha una forma impeccabile, e soprattutto presenta il ritratto un po&#8217; impietoso di una fedeltà che diviene astratta e grottesca.</p>
<p>Ho poi letto con interesse il breve saggio di Stefano Fabei <a title="Operazione barbarossa" href="http://www.libriefilm.com/operazione-%c2%abbarbarossa%c2%bb-22-giugno-1941/6824"><em>Operazione Barbarossa</em></a>, recentemente pubblicato da Mursia, che mette bene in luce un fatto storico tanto ineccepibile quanto, come è regola, generalmente negato: l&#8217;attacco sferrato da Hitler alla Russia sovietica fu una scelta obbligata e inevitabile. Stalin preparava contestualmente l&#8217;assalto all&#8217;Europa; nel &#8216;41, la scelta del Führer non avrebbe potuto essere diversa.</p>
<p><a href="http://www.libriefilm.com/tsushima-il-romanzo-di-una-guerra-navale/7209" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-488" style="margin: 10px;" title="tsushima" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2010/05/tsushima-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>Ho poi letto, finalmente, <a title="Tsushima" href="http://www.libriefilm.com/tsushima-il-romanzo-di-una-guerra-navale/7209"><em>Tsushima</em></a> di Frank Thiess, che attendeva da parecchio. La copia a mie mani (una vecchissima edizione Einaudi) era stata letta da mio nonno, cui venne regalata, poi da mio padre, e ora da me. E&#8217; un bel racconto di quella straordinaria battaglia tra la Russia zarista e il Giappone imperiale di cui avevo sempre avuto notizie frammentarie, senza mai informarmi più dettagliatamente. Esiste anche un <a title="La battaglia di Tsushima" href="http://www.video-storia.it/la-battaglia-di-tsushima/112">film sulla battaglia di Tsushima</a>.</p>
<p>Poi sono tornato alla mia gran passione per i temi artici con <em>Esplorazioni polari</em> di Nino Bussoli. Ora devo quindi correggere, almeno in parte, quanto scrivevo in <a title="Libri sui libri" href="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/2010/01/27/libri-sui-libri/"><em>Libri sui libri</em></a> a proposito di <a title="Deserto di ghiaccio" href="http://www.libriefilm.com/deserto-di-ghiaccio/2393"><em>Deserto di ghiaccio</em></a> di Fleming; anche il saggio di Bussoli è molto valido, e copre un arco di tempo maggiore di quello (prende le mosse da Pitea di Marsiglia). Per esempio, Bussoli dedica diverse pagine all&#8217;eroico svernamento artico di Vitus Bering, su cui avevo trovato sinora solo pochissime informazioni.</p>
<p>Dall&#8217;estremo nord sono passato all&#8217;estremo sud, e più precisamente all&#8217;Antartide, leggendo con piacere il libro di Luigi Romersa <a href="http://www.ibs.it/code/9788842541066/romersa-luigi/pianeta-del-silenzio.html?shop=2317"><em>Il pianeta del silenzio</em></a>. E&#8217; il <em>reportage </em>di un viaggio compiuto una cinquantina d&#8217;anni fa dall&#8217;autore, un noto giornalista-inviato, nel continente australe. Romersa, che fu ospite in due basi militari americane, fu uno dei primissimi italiani a raggiungere il Polo Sud geografico.</p>
<p>Ho letto anche <em>La tigre del Wolchow</em> di Rudolf Nowotny, dedicato dall&#8217;autore al suo eroico fratello, asso della Luftwaffe insignito della croce di cavaliere con fronde di quercia, diamanti e spade. Il libro, pubblicato dalle Edizioni del Borghese, è la biografia di un grandissimo ed esemplare pilota.</p>
<p><a href="http://www.libriefilm.com/lettere-a-oelze-1932-1945/77" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-491" style="margin: 10px;" title="Lettere-a-Oelze" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2010/05/Lettere-a-Oelze-191x300.jpg" alt="" width="191" height="300" /></a>Mi hanno incuriosito <em>I verbali di Hitler</em> pubblicati recentemente dalla Libreria Editrice Goriziana; ma avendo da diverso tempo gli <em>Ultimi discorsi</em>, pubblicati dalle Edizioni di Ar, mi son letto questi ultimi. Contengono osservazioni molto interessanti e in alcuni casi profetiche.</p>
<p>Mi sono avvicinato anche a Gottfried Benn, di cui ho letto le <a title="Lettere a Oelze" href="http://www.libriefilm.com/lettere-a-oelze-1932-1945/77"><em>Lettere a Oelze</em></a>. Il libro è curato in modo meticoloso, ma l&#8217;improvvida scelta di Adelphi di pubblicare le note in calce, anziché a pié pagina, rende la lettura faticosa. A questo si aggiunge il fatto che è un epistolario &#8220;tronco&#8221;, poiché contiene le sole missive di Benn e non quelle del suo corrispondente, il che lascia molti ragionamenti (già di per sé non sempre chiari) in forma troppo implicita. Nonostante queste riserve, si trovano parecchie perle di grande bellezza, e anche frequenti riferimenti a tanti autori importanti, da <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> a <a title="Junger" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/ernst-junger">Jünger</a>, da <a title="Hamsun" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/knut-pedersen-hamsun">Hamsun</a> a Nietzsche eccetera.</p>
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		<title>Libri in ordine sparso</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 11:07:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rassegna di libri su vari argomenti, in particolare saggi sui poli terrestri, letteratura e narrativa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Continuo il mio viaggio di Pollicino nelle letture: lascio cadere una nuova pietruzza, per potere ripercorrere in futuro il mio tortuoso itinerario.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;ultimo articolo ho terminato i tre volumi di <em>Fra ghiacci e tenebre</em>. Sia per la durata della lettura, che ha richiesto più di un mese, sia per le faccende private che l&#8217;hanno accompagnata &#8211; piccoli guai di salute &#8211; credo che ricorderò a lungo i dettagli del viaggio avventuroso del Fram tra i ghiacci e quello sulla banchisa artica di Nansen e Johansen.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-meraviglioso-universo-del-grande-nord/7066"><img class="alignleft size-full wp-image-445" style="margin: 10px;" title="grande-nord" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2010/03/grande-nord.jpg" alt="" width="200" height="280" /></a>Ho proseguito con altri tre libri piuttosto omogenei: <em><a title="Il meraviglioso universo del Grande Nord" href="http://www.libriefilm.com/il-meraviglioso-universo-del-grande-nord/7066">Il meraviglioso universo del Grande Nord</a> </em>di Marco Nazarri, <em>Svalbard </em>dell&#8217;Associazione Grande Nord di Torino e <em>Sepolti nei ghiacci </em>di Owen Beattie e John Geiger. Il primo è un volumone fotografico sull&#8217;Artico ricco di interessanti informazioni su ambiente, antropologia, fauna e flora; il secondo è a metà strada tra il saggio e il Baedeker; l&#8217;ultimo riporta i dati di uno studio sulle possibili cause del fallimento della spedizione dell&#8217;<em>Erebus </em>e la <em>Terror </em>di Franklin.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche questa volta ho letto un libro di Borges, la raccolta di racconti fantastici <em>L&#8217;Aleph</em>. Credo costituisca il libro più noto e apprezzato di questo autore, ed è effettivamente fuori dell&#8217;ordinario; ma ritengo che <em><a title="Finzioni" href="http://www.libriefilm.com/finzioni-2/6459">Finzioni</a> </em>sia ancora superiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Simon Leys è riuscito a incuriosirmi a sufficienza, e ho così letto l&#8217;enigmatico romanzo di Victor Segalen <em>René Leys e il mistero del palazzo imperiale</em>. Decisamente insolito nella costruzione e nella trama, rende assai bene l&#8217;atmosfera di luogo ed epoca (Pechino di inizio Novecento).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ho poi letto la tragedia in tre atti <a title="Il mio amico Hitler" href="http://www.libriefilm.com/il-mio-amico-hitler/5814"><em>Il mio amico Hitler</em></a> di <a title="Yukio Mishima" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima">Yukio Mishima</a>, recentemente pubblicata da Guanda (purtroppo con la solita copertina repellente che è il marchio caratteristico di questa casa editrice). È la rappresentazione del preludio all&#8217;inevitabile violenza chirurgica che Hitler dovette esercitare, dopo la nomina a Cancelliere, contro i vertici dell&#8217;<em>SA</em> e l&#8217;ala sinistra del partito.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/la-lunga-notte-di-shackleton/3893" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-444 alignright" style="margin: 10px;" title="la-lunga-notte-di-shackleton" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2010/03/la-lunga-notte-di-shackleton-196x300.jpg" alt="" width="196" height="300" /></a>A <a title="Mishima" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima">Mishima</a> che scrive un testo teatrale si possono ben perdonare certe deformazioni dei fatti e dei personaggi, di cui d&#8217;altra parte era consapevole; altrettanto non si può dire per chi scrive un saggio o una biografia. Così sto leggendo con una buona dose di prevenzione, adesso, <a title="La lunga notte di Shackleton" href="http://www.libriefilm.com/la-lunga-notte-di-shackleton/3893"><em>La lunga notte di Shackleton</em></a> di Mirella Tenderini, in cui ho già trovato un gran numero di imprecisioni piccole e grandi, oltre che refusi di stampa, che inficiano il valore complessivo del libro: sebbene sia scritto con un buono stile e narri una vita molto interessante (il saggio più significativo è certamente <a title="Endurance" href="http://www.libriefilm.com/endurance/3895"><em>Endurance</em></a> di Alfred Lansing, che riguarda però esclusivamente la spedizione antartica di <a title="Ernest Shackleton" href="http://www.centrostudilaruna.it/sud-di-ernest-shackleton.html">Shackleton</a> più nota) i troppi errori lasciano un dubbio latente su quel che si legge, anche quando è corretto.</p>
<p style="text-align: justify;">Una quindicina di anni fa andai ad assistere a Camogli alla  presentazione de <em>Il popolo, la decadenza e gli déi</em> di <a title="Jean Cau" href="http://www.centrostudilaruna.it/jean-cau.html">Jean Cau</a>; ne  parlava Maurizio Cabona. Ascoltandolo mi era sorta una gran curiosità,  ma purtroppo non avevo in tasca soldi sufficienti per comperare il  libro, e così vi dovetti rinunciare. Per anni mi è tornato in mente, ma  solo un paio di mesi fa finalmente l&#8217;ho trovato casualmente e sono  diventato proprietario di una sua copia. Lo si legge quasi d&#8217;un fiato, è  molto ben scritto ed altrettanto politicamente scorretto. Ottima anche  l&#8217;introduzione di <a title="Alain de Benoist" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/alain-de-benoist">Alain de  Benoist</a>.</p>
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		<title>Libri sui libri</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 15:22:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una carrellata di metaletture, cioè di libri che parlano di altri libri e inducono l'interesse per nuove letture.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Complice una forzata immobilità, in questi ultimi giorni ho letto alcuni libri; per lo più sono state metaletture, libri cioè talmente ricchi di riferimenti ad altri libri che anziché spegnere la voglia di leggere l&#8217;hanno ulteriormente alimentata. È un circolo &#8211; virtuoso o vizioso che sia &#8211; che alle volte porta sorprendentemente, per vie del tutto diverse, a ripercorrere tratti già familiari: mi è capitato più di una volta di ritrovare, in autori distanti per nazionalità, epoca e visione del mondo riflessioni analoghe su altri autori o libri. In particolar numero, chissà poi perché, su Poe e Simenon.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/deserto-di-ghiaccio/2393" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-431" style="margin: 10px;" title="deserto-di-ghiaccio" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2010/01/deserto-di-ghiaccio-181x300.jpg" alt="" width="181" height="300" /></a>Dal mio ultimo post ho terminato <a title="Deserto di ghiaccio" href="http://www.libriefilm.com/deserto-di-ghiaccio/2393"><em>Deserto di ghiaccio</em></a> di Fergus Fleming. E&#8217; il più bel libro, tra quelli che abbia letto sinora, sulla storia dell&#8217;esplorazione artica. Tutte le altre raccolte erano parziali e poco organiche: per lo più il metodo seguito dagli altri autori che hanno affrontato l&#8217;argomento è stato quello di soffermarsi su alcuni dei viaggi principali, in alcuni casi inframmezzando al resoconto citazioni dei diari dei protagonisti. Noto, tra l&#8217;altro, che tale è il metodo seguito anche da Franco Brevini nel suo recente <a title="La sfinge dei ghiacci" href="http://www.libriefilm.com/la-sfinge-dei-ghiacci/6443"><em>La sfinge dei ghiacci</em></a>, pubblicato sul finire dell&#8217;anno scorso da Hoepli; quel saggio comunque riguarda solo l&#8217;esplorazione italiana dell&#8217;Artico. Nel libro di Fleming la storia invece non è a comparti stagni; si seguono lo sviluppo delle teorie scientifiche e quello delle tecniche di sopravvivenza e di trasporto, sono messe in luce le personalità, spesso bizzarre e quasi sempre eroiche dei protagonisti; e nonostante l&#8217;autore sia un anglosassone ha una discreta conoscenza anche delle esplorazioni europee, compresa quella del Duca degli Abruzzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho continuato ad alimentare l&#8217;interesse per il Nord con <em>Alla ricerca dei naufraghi dell&#8217;«Italia»</em> di G. Albertini:  l&#8217;«Italia» è il dirigibile di Nobile che si schiantò sulla banchisa polare nel &#8216;28. Albertini era un ufficiale degli Alpini incaricato delle ricerche nelle Spitzbergen orientali. Percorse un lungo itinerario su sci e slitte trainate da cani con un piccolo gruppo di uomini, e scattò diverse belle fotografie che vennero poi inserite nel volume. La vicenda in se stessa non ha molto di straordinario, ma è narrata in modo piacevole.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/langelo-il-capodoglio/6263" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-432" style="margin: 10px;" title="angelo-e-capodoglio" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2010/01/angelo-e-capodoglio.jpg" alt="" width="200" height="281" /></a>Dopo la mia consueta pausa con un Maigret (<a title="Il ladro di Maigret" href="http://www.libriefilm.com/il-ladro-di-maigret/6231"><em>Il ladro di Maigret</em></a>) le vere e proprie metaletture sono iniziate con <a title="L'angelo e il capodoglio" href="http://www.libriefilm.com/langelo-il-capodoglio/6263"><em>L&#8217;angelo e il capodoglio</em></a> di Simon Leys. Un libro curioso, che come recita il sottotitolo verte &#8220;sulla calligrafia, la letteratura e l’arte della traduzione&#8221;. La maggior parte degli scritti eterogenei che costituiscono il volume verte su cose cinesi (l&#8217;autore è un celebre sinologo, traduttore di Confucio), ma anche su Balzac, Simenon, Dana, Stevenson, Chesterton e Lawrence. Leys è un uomo intelligente, e nelle sue frasi non manca mai un&#8217;osservazione meritevole di interesse.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/prologhi-con-un-prologo-ai-prologhi/454" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-429" style="margin: 10px;" title="prologhi" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2010/01/prologhi-185x300.jpg" alt="" width="185" height="300" /></a>Lo stesso si può dire per Borges. Ho letto in questi ultimi giorni i suoi <em><a title="Prologhi" href="http://www.libriefilm.com/prologhi-con-un-prologo-ai-prologhi/454">Prologhi</a> </em>(Adelphi), scritti nell&#8217;arco di un cinquantennio, pubblicati in apertura di libri assai diversi; il numero maggiore riguarda la letteratura argentina classica, che ignoro completamente. Poiché anche in Borges non mancano mai osservazioni intelligenti e una nutrita documentazione, mi hanno stupito non poco la superficialità e persino l&#8217;ottusità con cui Borges liquida il fascismo e il nazismo, che a suo dire sarebbero null&#8217;altro che il  truce e deprecabile risultato delle idee di Carlyle. Neanche i migliori autori si possono accogliere senza riserve.</p>
<p style="text-align: justify;">Un lettura importante è stata <a title="La capanna nella vigna" href="http://www.libri-novita.it/2009/11/20/la-capanna-nella-vigna/"><em>La capanna nella vigna</em></a> di <a title="Ernst Juenger" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/ernst-junger">Ernst Jünger</a>, pubblicato recentemente da Guanda. Anche se questa casa editrice pubblica i libri con le copertine più orribili dell&#8217;intero panorama editoriale europeo alcuni testi sono di grande interesse. Il diario jüngeriano degli anni dell&#8217;occupazione conferma entrambe le cose. La prima e più banale considerazione che si può trarre è che quell&#8217;occupazione non è ancora cessata; il sigillo con cui <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/ernst-junger"  class="alinks_links" onclick="return alinks_click(this);" title="Jnger"  rel="external">Jünger</a> aveva chiuso il precedente diario <em>Irradiazioni</em>, &#8220;Terra vinta ci dona le stelle&#8221;, non si è lontanamente realizzato. Ma nelle pagine di questo libro si precisano le posizioni di Jünger nei confronti del Reich e di tanti suoi protagonisti, e persino il giudizio su alcuni protagonisti &#8211; Hitler e Goebbels in particolare &#8211; si fa più articolato e assai meno banale di quanto non apparisse dai diari del tempo di guerra.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-duca-dellavventura/5959" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-434" style="margin: 10px;" title="il-duca-dellavventura" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2010/01/il-duca-dellavventura.jpg" alt="" width="200" height="228" /></a>Ho letto anche <a title="Il Duca dell'Avventura" href="http://www.libriefilm.com/il-duca-dellavventura/5959"><em>Il Duca dell&#8217;avventura</em></a> di Reinhold Messner (in realtà la maggior parte dei testi è di Roberto Mantovani). Avevo già accennato a quel libro poco prima che uscisse, in <a title="Alla fine è arrivato Messner" href="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/2009/09/15/alla-fine-e-arrivato-messner/"><em>Alla fine è arrivato Messner</em></a>. E&#8217; davvero una bella biografia per immagini del Duca degli Abruzzi, che restituisce un ritratto completo di quell&#8217;uomo coraggioso e dalle grandi capacità. Sono particolarmente suggestive,  oltre alle immagini relative alla spedizione polare, quelle scattate nel 1909 da Vittorio Sella nel Karakorum.</p>
<p style="text-align: justify;">Da una decina di giorni ho iniziato la lettura di un libro straordinario di cui mi ero messo alla caccia da circa un anno, e che finalmente sono riuscito a procurarmi a un prezzo ragionevole.  E&#8217; un libro in tre volumi pubblicato nel 1897, <a title="Fra ghiacci e tenebre" href="http://www.centrostudilaruna.it/fra-ghiacci-e-tenebre-di-fridtjof-nansen.html"><em>Fra ghiacci e tenebre</em></a> di Fridtjof Nansen, Otto Sverdrup, Hjalmar Johansen e B. Nordhal, e costituisce il resoconto della celebre spedizione polare norvegese del 1893-1896. Mi rendo conto di come possa suonare strano che un testo su un argomento così insolito desti un interesse tanto vivo; io stesso sino a qualche anno fa probabilmente avrei ignorato questo libro se lo avessi scovato su una bancarella o in una libreria antiquaria. Però le passioni sono difficilmente giustificabili; in definitiva, credo che quella per i <a title="Viaggi polari" href="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/2009/05/08/viaggi-polari/">viaggi polari</a> risponda a una nostalgia delle origini e al desiderio di leggere avventure reali.</p>
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		<title>Libri alla rinfusa</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 11:49:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rassegna e brevi recensioni di una quindicina di libri vecchi e nuovi su vari argomenti
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi tempi ho preso l&#8217;abitudine di scrivere su questo blog un breve promemoria degli ultimi libri letti. Il senso di questi articoli periodici è di lasciarmi alle spalle riferimenti utili alla memoria e forse indicazioni utili a qualcun altro. A parte certi argomenti ricorrenti, il percorso ricorda la camminata di un ubriaco, con oscillazioni paurose tra temi diversi. Rinnovo oggi l&#8217;usanza dopo due mesi e mezzo da <em><a title="Avventure per mare" href="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/2009/10/01/avventure-per-mare/">Avventure per mare</a></em> &#8211; fatta salva l&#8217;eccezione del post su <a title="Felice Bellotti" href="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/2009/11/23/felice-bellotti/">Felice Bellotti</a>.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-415" style="margin: 10px;" title="novelle-asiatiche" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/12/novelle-asiatiche-180x300.jpg" alt="novelle-asiatiche" width="180" height="300" />In ottobre ho terminato il Gobineau letterario con le <em>Novelle asiatiche</em>, pubblicate da Guida. Come è noto, l&#8217;autore del monumentale <em>Saggio sull&#8217;ineguaglianza delle razze umane</em> è stato anche uno scrittore di prim&#8217;ordine, considerato tra i massimi rappresentanti della letteratura francese dell&#8217;Ottocento. La raccolta pubblicata da Guida contiene alcune novelle altrimenti irreperibili in italiano. Purtroppo mi pare di capire che il romanzo di Gobineau più noto agli studiosi (<em>Les Pléiades</em>) non sia mai stato tradotto.</p>
<p>Successivamente ho letto due libri di John Fante, appartenenti alla &#8220;tetralogia di Arturo Bandini&#8221; (<a title="La strada per Los Angeles" href="http://www.libriefilm.com/la-strada-per-los-angeles/5599"><em>La strada per Los Angeles</em></a> e <a title="Sogni di Bunker Hill" href="http://www.libriefilm.com/sogni-di-bunker-hill/5622"><em>Sogni di Bunker Hill</em></a>), avendo già letto in estate <a title="Chiedi alla polvere" href="http://www.libriefilm.com/chiedi-alla-polvere-2/5639"><em>Chiedi alla polvere</em></a>. Sono effettivamente tutti molto e palesemente hamsuniani, come aveva notato Roberto Alfatti Appetiti in un <a title="Articolo di Roberto Alfatti Appetiti" href="http://www.centrostudilaruna.it/knut-hamsun-il-poeta-dell%e2%80%99irremovibile-forza.html">articolo</a> che avevo ripreso sul sito; è stato questo stile a farmi incuriosire di Fante.</p>
<p>Poi sono tornato ai viaggi avventurosi con un libro di D. Robertson, <em>Più forti del mare</em>, che ha la copertina dipinta da Ferenc Pinter (l&#8217;autore delle celebri immagini di Maigret modellato su Gino Cervi nella collana Mondadori degli anni &#8216;60-&#8217;70). E&#8217; la storia veritiera, narrata da uno dei protagonisti, di un incredibile naufragio: uno yacht affondato dalle orche al largo dalle Galapagos; e di un ancor più incredibile viaggio, durato oltre due mesi, dei cinque membri dell&#8217;equipaggio, sino al salvataggio.</p>
<p>Successivamente ho letto una piccola curiosità per bibliofili, <em>Il segreto del Polo Nord </em>di E. Lemarchand, pubblicato intorno al 1880. Una sorta di racconto fantastico alla Jules Verne che risente fortemente dell&#8217;idea in voga sino a metà ottocento, portata in auge dal geografo August Petermann e declinata ufficialmente solo all&#8217;inizio del ventesimo secolo: in sostanza, sarebbe esistito un Mare Artico navigabile e libero dai ghiacci, nel quale, forse, si sarebbe potuta anche trovare una terra ospitale. La vicenda narra di una nave che, superata la cintura dei ghiacci artici, raggiunge un&#8217;isola abitata da coloni islandesi lì giunti alcuni secoli prima; si tratta di una terra abitabile perché temperata dalla corrente del Golfo. Un racconto curioso e in un certo senso evocativo (la memoria o la nostalgia di un&#8217;Ultima Thule perduta, un po&#8217; come nel <a title="Thule" href="http://www.libriefilm.com/thule-il-sole-ritrovato-degli-iperborei/2607"><em>Thule</em></a> di Mabire) che qualche editore potrebbe anche pensare di riproporre.</p>
<p>Poi, dopo un giallo (<a title="La pazienza di Maigret" href="http://www.libriefilm.com/la-pazienza-di-maigret/5461"><em>La pazienza di Maigret</em></a>) ho letto <em>Otto Sverdrup </em>di G. Catone. Non è l&#8217;intera biografia del grande esploratore norvegese, ma il racconto della sola esplorazione della Groenlandia a bordo del Fram immediatamente successiva al ritorno dalla celebre spedizione con Nansen. Incidentalmente mi sono accorto che a Oslo esiste un intero <a title="Museo Fram" href="http://fram.museum.no/">museo dedicato al Fram</a>, e alle principali spedizioni compiute a bordo di esso da di Otto Sverdrup, <a title="Fridtjof Nansen" href="http://www.centrostudilaruna.it/fra-ghiacci-e-tenebre-di-fridtjof-nansen.html">Fridtjof Nansen</a> e Roald Amundsen.</p>
<p>Ancora una volta mi sono reso conto che l&#8217;aspetto esteriore di un libro può trarre in inganno. Copertina e caratteri possono far pensare a un romanzo popolare, sentimentale o fanciullesco e il testo rivelarsi invece ben scritto e interessante. E&#8217; il caso di <em>Nel regno dei ghiacci</em> di K. Lutgen, che narra di un avventuroso salvataggio in Alaska.</p>
<p>Dopo quello, passato <em>Oltre l&#8217;estrema Tule</em> di <a title="Felice Bellotti" href="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/2009/11/23/felice-bellotti/">Felice Bellotti</a>, su cui ho già scritto, ho letto il breve <a title="Dialogo sul potere" href="http://www.libriefilm.com/dialogo-sul-potere/171"><em>Dialogo sul potere</em></a> di Carl Schmitt, che rivela anche in questo caso la sorprendente lucidità del politologo tedesco, confermando il peso enorme del metodo dialettico, da Fichte ed Hegel in avanti, sui pensatori germanici. In certi casi è un influenza più rarefatta, in altri &#8211; come in questa intervista &#8211; più evidente.</p>
<p><a href="http://www.libriefilm.com/lumore-lonore-lorrore-saggi-sulla-cina/4773" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-420" style="margin: 10px;" title="umore-onore-orrore" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/12/umore-onore-orrore.jpg" alt="umore-onore-orrore" width="200" height="283" /></a>La deviazione dai temi artici che mi appassionano in questi tempi è proseguita con una vecchia edizione della <em>Storia dell&#8217;eternità</em> di Jorge Luis Borges, in cui sono riuniti vari articoli, alcuni dei quali avevo già letto in altri libri (per esempio uno molto bello sulle <em>kenningar</em>, che mi pare sia compreso anche in <em>Sette notti</em>) e con <a title="L'umore, l'onore, l'orrore" href="http://www.libriefilm.com/lumore-lonore-lorrore-saggi-sulla-cina/4773"><em>L&#8217;umore, l&#8217;onore, l&#8217;orrore</em></a> del sinologo belga Simon Leys, pubblicato da Irradiazioni come diversi altri suoi libri, la cui interessante lettura mi ha indotto ad acquistare <em>René Leys o il mistero del palazzo imperiale</em> di Victor Segalen, che mi riservo di leggere l&#8217;anno prossimo.</p>
<p>Ma alla fine è riemerso il richiamo del nord, e sono tornato sull&#8217;argomento con <em>Silenzio bianco </em>di Maner Lualdi, che è la cronaca di un viaggio un po&#8217; bizzarro compiuto da italiani, negli anni &#8216;50, con un piccolo aereoplano da turismo sui ghiacci ove si consumarono le tragedie del dirigibile Italia e di Amundsen. Poi, il bel volume illustrato <em>Zemlya Frantsa Josifa</em> a cura dell&#8217;Associazione Grande Nord di Torino: imprese avventurose anche in questo caso. Il volume narra la bella spedizione di sei italiani e due russi che nel 1994 si recarono alla Terra di Francesco Giuseppe sulle orme dei grandi esploratori del passato, e in particolare su quelle del Duca degli Abruzzi, del cui accampamento nell&#8217;isola del principe Rodolfo trovarono diversi resti e testimonianze, che ora sono stati trasferiti al museo della montagna di Torino.</p>
<p>Due giorni fa ho iniziato <a title="Deserto di ghiaccio" href="http://www.libriefilm.com/deserto-di-ghiaccio/2393"><em>Deserto di ghiaccio. Storia dell&#8217;esplorazione artica</em></a> di Fergus Fleming, davvero ben scritto. Ne lascerò traccia prossimamente, al prossimo aggiornamento delle mie letture.</p>
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		<title>Felice Bellotti</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 11:44:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un autore dimenticato di reportage e libri di viaggio che fu giornalista e militò nelle Waffen SS]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ho letto negli ultimi giorni, con interesse crescente, un libro di Felice Bellotti intitolato <em>Oltre l&#8217;estrema Tule</em>. E&#8217; un cartonato, pubblicato nel 1966 dalle Edizioni La Scuola. Sin dalla prima pagina mi ha colpito favorevolmente la qualità dello scrivere: ottima costruzione della frase, proprietà di linguaggio, precisione e brevità.</p>
<p style="text-align: justify;">Via via però la lettura si faceva più coinvolgente: nel corso dell&#8217;ultimo anno avevo già letto decine di libri sull&#8217;Artide (viaggi, esplorazioni, caratteristiche geografiche etc.) ma nessuno così ben costruito. Il volume che adesso avevo in mano alternava ricordi e impressioni dell&#8217;autore, descrizioni storico-geografiche, racconti più o meno immaginari di vite di uomini e  animali, episodi di navigazione dei pescatori di merluzzo e soggiorni presso i lapponi.</p>
<p style="text-align: justify;">Intorno alla pagina 130 ho trovato la citazione di un articolo semisconosciuto di <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> (<em>Il mistero del Cromagnon</em>); mi è parso il chiaro segno di una speciale simpatia con l&#8217;autore. Parlando del blocco sovietico, l&#8217;autore usava parole di fuoco. Riferendosi ai popoli nordici, era pieno di ammirazione e stupore. Dal libro si arguiva che l&#8217;autore aveva fatto il corrispondente durante la guerra russo-finlandese; ricordavo che su quello stesso fronte aveva operato un altro giornalista di nome Indro Montanelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi verso la fine Bellotti, riferendosi alla Norvegia, scriveva pressappoco: &#8220;ho iniziato a conoscere questi luoghi da ragazzo, leggendo i libri di <a title="Hamsun" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/knut-pedersen-hamsun">Hamsun</a> e Andersen, che mi hanno messo nel cuore un amore per il Nord che non mi ha più lasciato per tutta la vita&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma un libro che, pur non raccontando una singola vicenda, sa rendersi coinvolgente come un romanzo, riuscendo particolarmente a far leva su chi abbia una certa <em>visione del mondo</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Così, spinto dalla curiosità ho effettuato qualche ricerca sull&#8217;autore, per rendermi conto che Felice Bellotti, omonimo di un famoso traduttore ottocentesco dei classici greci al quale sono dedicate piazze e vie in tutta Italia, è stato autore di una decina di libri &#8220;di viaggio&#8221;:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Prodigioso Congo</em>, 1952 (tradotto in inglese nel 1954 e in francese nel 1956)<img class="alignright size-full wp-image-395" title="grande-nord" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/11/grande-nord.jpg" alt="grande-nord" width="240" height="331" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Grande Nord</em>, Eli, 1954 (tradotto in inglese nel 1957 e in francese nel 1960)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Formosa. Isola dai due volti</em>, Cino Del Duca, 1958 (tradotto in francese nel 1959)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Cittadella di Allah. Viaggio nell&#8217;Arabia Saudita</em>, Cino Del Duca, 1960 (tradotto l&#8217;anno successivo in francese)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Terra Maya</em>, Leonardo da Vinci, 1963 (tradotto in spagnolo nel 1966)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Alaou Haiti</em>, ed. Leonardo Da Vinci, 1964</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il paese della Bibbia</em>, 1965</p>
<p style="text-align: justify;"><em>I Beduini</em>, Cino del Duca, 1965</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Avventura in Yemen</em>, ed. Cino del Duca, 1966</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Australia nuova America</em>, Cino del Duca, 1967</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Agli antipodi</em>, La Scuola, 1969</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-408" style="margin: 10px;" title="repubblica-di-mussolini" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/11/repubblica-di-mussolini.jpg" alt="repubblica-di-mussolini" width="222" height="306" />Felice Bellotti aveva inoltre pubblicato <em>XXVIII Ottobre, divisione d&#8217;assalto</em> (<span dir="ltr">Società nazionale editrice propaganda, 1937</span>); <em>Arabi contro Ebrei in Terrasanta</em> (O. Marangoni, 1939, Volume 13 di <em>Vita dei popoli, collana di viaggi, esplorazioni ed inchieste</em>); <em>Germania chiama Europa</em> (Rusconi e Paolazzi, 1956); e, nel 1947, <em>La repubblica di Mussolini</em> (ed. Zagara), un libro sulla RSI. Dopo poco ho scoperto che così come il libro sul Nord era il frutto di viaggi ripetuti e di conoscenza diretta, allo stesso modo Bellotti l&#8217;epopea del fascismo repubblicano l&#8217;aveva vissuta da protagonista. Non solo: aveva portato sul bavero le doppie rune e per la precisione era stato <em>Sturmbannführer </em>nella Waffen SS, con l&#8217;incarico di ispettore generale delle forze armate italiane (sigla: <em>Gen Inspek der Ital Waf Verb</em>). Stando a quanto riportano <a title="Harm Wulf" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/harm-wulf/">Harm Wulf</a> e altre fonti, aveva fondato e diretto <em>Avanguardia</em>, il mensile della SS Italiana; prima della guerra, aveva fatto il giornalista per <em>Il Regime Fascista </em>e per <em>La Stampa</em>: due quotidiani su cui, nella stessa epoca, aveva scritto anche <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Già negli anni &#8216;30 aveva preso parte alla campagna d&#8217;Etiopia (Angelo Del Boca, <span dir="ltr"><em>Gli italiani in Africa orientale, Volume 2</em>, pp. 397 e 492): presumo che il libro sulla XXVIII Ottobre ne sia il resoconto.<br />
</span>
</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla seconda metà del settembre 1943, comunque, Felice Bellotti e Cesare Rivelli fecero i programmi italiani per Radio Monaco, ancor prima della proclamazione della Repubblica Sociale. Radio Monaco fu una sorta di &#8220;governo via etere&#8221;, come scrive  Annino Vitale in <a title="Cronistoria della Radio" href="http://www.bclnews.it/html/vitale95.htm"><em>Cronistoria della Radio dal 1938 al 1945</em></a>. Poiché Bellotti operò a Radio Monaco nei giorni immediatamente successivi alla liberazione del Duce da parte di Otto Skorzeny, mi sembra persino plausibile ipotizzare che fosse presente all&#8217;arrivo di Mussolini in Germania, insieme a Vittorio Mussolini e a <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola"  class="alinks_links" onclick="return alinks_click(this);" title="Evola"  rel="external">Evola</a>. Stando alle ricerche di Massimo Zannoni (pubblicate in <em>Acta</em>, bimestrale pubblicato dalla Associazione Culturale Istituto Storico della RSI, n. 47/gennaio-marzo 2002), anche durante la Repubblica Sociale Bellotti inoltre lavorò al giornale della Radio repubblicana diretta da Pavolini, coadiuvato da Giovanni Preziosi e Vittorio Mussolini.</p>
<p style="text-align: justify;">A quanto pare Bellotti ebbe un ruolo nella liberazione di Indro Montanelli dal carcere di San Vittore (<a href="http://isolaspleen.splinder.com/archive/2007-08"><em>vedi</em></a>); forse memore del periodo vissuto insieme a raccontare l&#8217;esperienza di ghiaccio e fuoco nelle trincee della Finlandia. Queste vicende pare siano ricostruite nel libro di Renata Broggini <a title="Passaggio in Svizzera" href="http://www.libriefilm.com/passaggio-in-svizzera-lanno-nascosto-di-indro-montanelli/6183"><em>Passaggio in Svizzera. L&#8217;anno nascosto di Montanelli</em></a>. Ancor più precisa la ricostruzione del ruolo di Bellotti in una lettera del lettore Riccardo Lazzeri al settimanale <em>il Domenicale</em> del 6 settembre 2003: &#8220;Il maresciallo Graziani, su preghiera di Donna Ines, telefonò a Guido Buffarini-Guidi a Maderno, il quale diede il nullaosta per la liberazione di Montanelli al giornalista Felice Bellotti. Questi lo portò al questore Ulderico de Luca e fece liberare Montanelli dal carcere di San Vittore, portandolo a Garbagnate con un ordine fittizio di trasferimento in data 1° agosto 1944, da dove, accompagnato dal commissario Osteria della polizia politica, giungerà a Stabio, in Svizzera, il 14 dello stesso mese. Tutto questo sopra verrà confermato dallo stesso Felice Bellotti in un articoo comparso sul <em>Roma </em>di Napoli nel dicembre 1959..&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel dopoguerra Bellotti aveva subito i comuni processi e le comuni persecuzioni; ne restano tracce sparse nel sito dell&#8217;<a title="Archivio di Stato di Milano" href="http://archiviodistatomilano.it/uploads/patrimonio/koch_01_CAS%20Milano%20%281946%29%20-%20Processo%20Koch%20-%20inventario.pdf">Archivio di Stato di Milano</a>. Poi era passato a scrivere <em>reportage</em> di viaggi esotici sul settimanale <em>Tempo</em>. Non sono riuscito a trovare la data di morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarei molto lieto se qualcuno tra i lettori fosse in grado di darmi ulteriori informazioni su questo interessantissimo personaggio.</p>
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		<title>Il cammino del cinabro</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 16:09:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pubblicata l'edizione in lingua inglese dell'autobiografia di Julius Evola, con il titolo The Path of Cinnabar.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-382" style="margin: 10px;" title="cammino" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/10/cammino-214x300.jpg" alt="cammino" width="214" height="300" />Tra i libri di <a title="Julius Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Julius Evola</a>, quello probabilmente più introvabile è <em>Il cammino del cinabro</em>. L&#8217;autobiografia evoliana, pubblicata per la prima e unica volta da Scheiwiller nel 1963, è diventata una rarità molto richiesta, al punto che è difficile a trovarsi anche nelle librerie antiquarie, e le rare copie che vengono messe in asta su eBay raggiungono spesso prezzi di aggiudicazione ragguardevoli.</p>
<p>Mi risulta però che da tempo è in preparazione la nuova edizione: è comprensibile che il lavoro richieda parecchio tempo, per aggiustare le varie sviste che l&#8217;autore aveva disseminato nel libro, scrivendolo &#8220;a braccio&#8221; (date sbagliate, riferimenti imprecisi etc.), e anche tenendo conto della mole imponente di studi e lavori di e su <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> usciti nel corso degli ultimi quarant&#8217;anni.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.amazon.com/gp/product/1907166025?ie=UTF8&amp;tag=centrostudilarun&amp;linkCode=as2&amp;camp=1789&amp;creative=9325&amp;creativeASIN=1907166025"><img class="alignright size-full wp-image-383" title="path-of-cinnabar" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/10/path-of-cinnabar.jpg" alt="path-of-cinnabar" width="240" height="240" /></a>E&#8217; però uscita in questi giorni l&#8217;edizione inglese &#8211; <em>rectius</em>, nordamericana &#8211; sotto il titolo <a rel="nofollow" href="http://www.amazon.com/gp/product/1907166025?ie=UTF8&amp;tag=centrostudilarun&amp;linkCode=as2&amp;camp=1789&amp;creative=9325&amp;creativeASIN=1907166025"><em>The Path of Cinnabar: An Intellectual Autobiography</em></a>, pubblicata da Integral Tradition Publishing.</p>
<p>Credo si tratti della seconda traduzione del libro in una lingua straniera; era già uscita diversi anni fa quella francese, e non me ne risultano altre.</p>
<p>Il libro è disponibile sia in brossura sia cartonato; quella che segue è la presentazione editoriale:</p>
<p><em>&#8220;<a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola"  class="alinks_links" onclick="return alinks_click(this);" title="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola"  rel="external">Julius Evola</a> was a renowned Dadaist artist, Idealist philosopher, critic of politics and Fascism, &#8216;mystic,&#8217; anti-modernist, and scholar of world religions. <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola"  class="alinks_links" onclick="return alinks_click(this);" title="Evola"  rel="external">Evola</a> was all of these things, but he saw each of them as no more than stops along the path to life&#8217;s true goal: the realisation of oneself as a truly absolute and free individual living one&#8217;s life in accordance with the eternal doctrines of the Primordial Tradition. Much more than an autobiography, The Cinnabar Path in describing the course of Evola&#8217;s life illuminates how the traditionally-oriented individual might avoid the many pitfalls awaiting him in the modern world. More a record of Evola&#8217;s thought process than a recitation of biographical facts, one will here find the distilled essence of a lifetime spent in pursuit of wisdom, in what is surely one of his most important works&#8221;.</em></p>
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		<title>Avventure per mare</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 14:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alfredo Chiappori]]></category>
		<category><![CDATA[John Nicol]]></category>
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		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Una serie di libri su avventure per mare, naufragi, esplorazioni e svernamenti su isole]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ormai ho preso l&#8217;abitudine di segnalare ogni tanto alcuni libri che mi capita di leggere. Forse mi servirà, in futuro, per tenere traccia degli itinerari percorsi. La serie di letture degli ultimi mesi sui <a title="viaggi polari" href="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/2009/05/08/viaggi-polari/">viaggi polari</a> e sui <a title="viaggi oceanici" href="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/2009/07/21/viaggi-oceanici/">viaggi oceanici</a> è proseguita con qualche altro testo interessante.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/la-follia-del-mare/4212" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-364" style="margin: 10px;" title="follia-del-mare" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/10/follia-del-mare.jpg" alt="follia-del-mare" width="200" height="301" /></a>Anzitutto, ho voluto riprendermi dalla delusione del libro di Coloane <em>Naufragi </em>(sulla quale avevo scritto <a title="Elogi smisurati" href="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/2009/06/02/elogi-smisurati/"><em>Elogi smisurati</em></a>). Ho letto così <a title="La follia del mare" href="http://www.libriefilm.com/la-follia-del-mare/4212"><em>La follia del mare</em></a> di <a title="Alfredo Chiappori" href="http://www.alfredochiappori.it/">Alfredo Chiappori</a> (Edizioni Mursia). L&#8217;autore è più conosciuto per la sua attività di disegnatore e di illustratore che per quella di scrittore; ha seguito nella compilazione del suo libro l&#8217;identico metodo di Coloane. Ha cioè trovato un catalogo ottocentesco di naufragi celebri (una bella edizione in tre volumi ripubblicata sul finire degli Anni &#8216;60 dalle Edizioni Martello) e ne ha elaborato in una forma nuova il racconto dei più interessanti. Il risultato è decisamente migliore rispetto a quello ottenuto dal tanto incensato Coloane; lo stile di Chiappori è decisamente meno autocelebrativo e più attento al racconto e al linguaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra terrificante vicenda di naufragio &#8211; una delle più celebri della storia, quanto quella del Titanic o dell&#8217;Andrea Doria &#8211; è quella della fregata Méduse; ha ispirato anche il celebre quadro di Gericault. Ho letto anche in questo caso il testo che probabilmente è il principale sull&#8217;argomento, di G. Bordonove (<em>Il naufragio della Méduse</em>; è anch&#8217;esso stato ripubblicato da Mursia). E&#8217; scritto bene e ricostruisce con molti particolari le biografie di tutti i principali protagonisti prima e dopo il disastro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/la-zattera-di-ghiaccio/5568" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-365" style="margin: 10px;" title="zattera-di-ghiaccio" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/10/zattera-di-ghiaccio.jpg" alt="zattera-di-ghiaccio" width="200" height="330" /></a>Un naufragio sotto forma di romanzo, o meglio di racconto, è <a title="La zattera di ghiaccio" href="http://www.libriefilm.com/la-zattera-di-ghiaccio/5568"><em>La zattera di ghiaccio</em></a> di Rudolfs Blaumanis (Edizioni Sellerio). Ambientato sulle coste del Baltico, racconta in modo semplice e &#8220;naturalistico&#8221; la disgrazia occorsa a un piccolo gruppo di  pescatori, che si accorgono troppo tardi che il ghiaccio sul quale stanno pescando si è staccato da terra e sta andando alla deriva. Qualcuno morirà, qualcuno si salverà, di altri non sarà dato conoscere la fine.</p>
<p style="text-align: justify;">Con una discreta sorpresa mi è piaciuto anche un libro pubblicato dalle Edizioni de Il Manifesto: <em>Vita e avventure di un marinaio scozzese</em> di John Nicol. L&#8217;autore visse a cavallo tra settecento e ottocento, traversò più volte tutti i mari del mondo e riporta molte osservazioni interessanti su luoghi, costumi, episodi. Prese parte onorevolmente a varie campagne militari (guerra di secessione americana, battaglia di Abukir ecc.) e non mi spiego cosa possa aver spinto a pubblicarlo i redattori della Manifestolibri. John Nicol ha un forte amor di patria e un profondo rispetto della disciplina e dei suoi superiori; inoltre è profondamente religioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro bel racconto della vita di mare attraverso gli occhi e la penna di un semplice marinaio mi ha fatto conoscere un po&#8217; meglio l&#8217;avventura di Otto Nordenskjöld, protagonista di un celebre passaggio a Nord Est. L&#8217;autore è anonimo &#8211; o meglio i suoi dati non vengono riportati nell&#8217;edizione italiana, che è anche priva di data di pubblicazione; figura invece come traduttrice e curatrice una certa Mara Fabietti e il libro ha per titolo semplicemente <em>Nordenskjöld</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Piuttosto arzigogolato nel linguaggio è il <em>Viaggio di Franklin al Nord Ovest</em>. E&#8217; un testo ottocentesco ristampato (un po&#8217; frettolosamente) dalle Edizioni Ecig di Genova. Il viaggio in questione non è quello tragico e famoso in cui il comandante Franklin perse la vita tra i ghiacci, ma un&#8217;altra avventura precedente di qualche anno, nella quale trovarono la morte diversi membri della spedizione. Sorpassate le difficoltà iniziali si lascia leggere, ed è ricco di curiose informazioni sulla vita e i costumi delle popolazioni indigene dei Territori del Nord Ovest.</p>
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		<title>Alla fine è arrivato Messner</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 17:17:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
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		<category><![CDATA[simon leys]]></category>

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		<description><![CDATA[In uscita un libro di Reinhold Messner sulla vita avventurosa di Luigi Amedeo di Savoia, Duca degli Abruzzi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un post su questo blog di qualche tempo fa, <a title="Viaggi oceanici" href="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/2009/07/21/viaggi-oceanici/"><em>Viaggi oceanici</em></a>, citavo una frase di Simon Leys in cui mi sono ritrovato appieno:</p>
<p><em>“Da diciotto anni accarezzavo l’idea di scrivere la storia del naufragio del Batavia. Mi sono procurato quasi tutto ciò che si pubblicava sul soggetto; poi, ho effettuato un soggiorno alle isole Houtman Abrolhos, sito del naufragio [...]. Alla fine, è arrivato Mike Dash. Con il suo </em><em>Batvia’s Graveyard</em>,<em> quest’ultimo autore ha veramente colpito nel segno – e non mi resta più nulla da dire”.</em></p>
<p>Quella sensazione mi è piuttosto familiare. Più di una volta ho raccolto per passione tutto il materiale possibile su certi argomenti; poi, un&#8217;alchimia di pigrizia, l&#8217;idea di incompletezza delle fonti, la mole del lavoro necessario mi hanno fatto accantonare i progetti di uno studio sistematico, rinviando il tutto a un momento migliore. Sino a che, talvolta, è arrivato qualcun altro che ha colpito nel segno, e non mi è restato più nulla da dire.</p>
<p>Oggi mi è capitato di rivivere la medesima sensazione. Ho appreso che il 6 ottobre prossimo uscirà un nuovo libro di <a title="Reinhold Messner" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/reinhold-messner">Reinhold Messner</a> su un tema già ampiamente trattato in passato, su cui progettavo da tempo di scrivere qualcosa anch&#8217;io. Certo, la mole di monografie già uscite è notevole; ma avrei davvero voluto mettere insieme il lavoro definitivo.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-355" title="duca-degli-abruzzi" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/09/duca-degli-abruzzi.jpg" alt="duca-degli-abruzzi" width="200" height="247" />Invece, l&#8217;uscita di <a href="http://www.libriefilm.com/il-duca-dellavventura/5959"><em>Duca dell&#8217;avventura</em></a> (per Electa Mondadori) farà certamente terra bruciata. L&#8217;importanza dell&#8217;autore, che renderà omaggio a uno dei grandi protagonisti dell&#8217;alpinismo eroico del passato, lo renderà indubitabilmente un testo di riferimento.</p>
<p>La vita del Duca degli Abruzzi è l&#8217;ideale per un biografo. Come recita la scheda del libro di  Messner di prossima uscita, fu &#8220;<em>un uomo che, tra l’Ottocento e il Novecento, fu capace di viaggiare nei 5 continenti compiendo mirabili imprese e straordinarie scalate &#8212; Con documentazioni d’archivio e fotografie, Messner fa rivivere il fervore del’avventura che animò uno dei più grandi esploratori di tutti i tempi</em>&#8220;.</p>
<p>Tra le grandi imprese non vi è soltanto il celebre viaggio della Stella polare nel mare artico. Vi sono le leggendarie ascensioni sul Monte Bianco, sul Sant&#8217;Elia in Alaska, del Ruwenzori, nel Karakorum; il comando della Marina italiana nella prima guerra mondiale; la fondazione del villaggio che portava il suo nome in Etiopia. Una vita avventurosa sin dal principio &#8211; suo padre fu deposto dal trono di Spagna quando il Duca aveva pochi giorni di vita; all&#8217;età di sei anni era già mozzo nella marina militare.</p>
<p>Un personaggio straordinario di cui è persino normale che si sia persa la memoria in tempi come gli attuali, nei quali si preferisce ricordare Michael Jackson o Mike Bongiorno.</p>
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		<title>Non aveva tutti i torti&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 15:52:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
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		<category><![CDATA[seconda guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[stato maggiore]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicati colloqui inediti di Hitler con il suo Stato maggiore durante la seconda guerra mondiale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-350 alignright" style="margin: 10px;" title="Keitel-Hitler20conf" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/09/Keitel-Hitler20conf-300x199.jpg" alt="Keitel-Hitler20conf" width="300" height="199" />Oggi il <em>Corriere della Sera</em> ha pubblicato, sia nell&#8217;edizione cartacea sia in quella online, la notizia che sono stati pubblicati (o in corso di stampa) da parte della Libreria Editrice Goriziana inediti colloqui militari di Hitler con lo Stato maggiore. Un&#8217;intera pagina riporta alcuni passi delle conversazioni, relativi al 25 luglio &#8216;43 e in particolare alla posizione dell&#8217;Italia.</p>
<p>Quasi che fosse una notizia, il <em>Corriere </em>riporta come titolo di questi estratti questa citazione (tra l&#8217;altro differente dal testo dei colloqui): &#8220;<em><strong>Quella marmaglia ci tradirà</strong></em>&#8220;.</p>
<p>Il titolo è evidentemente volto a creare indignazione nel lettore; eppure non capisco cosa ci sia di scandaloso. E&#8217; esattamente quello che è successo in capo a un mese e mezzo. Evidentemente Hitler aveva capito immediatamente cosa bolliva in pentola e con che razza di alleati aveva a che fare.</p>
<p>Ad ogni modo, se i colloqui sono rimasti indenni da falsificazioni postume (cosa possibile) credo si tratti di un documento estremamente interessante.</p>
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		<title>Plichi inattesi</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 15:24:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[il ponte vecchio]]></category>
		<category><![CDATA[terra di mezzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Un libro scritto dalla Dea Brigit in persona, intitolato Terra di Mezzo, che contiene una raccolta di articoli decisamente controcorrente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/terra-di-mezzo/5760" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-340" style="margin: 10px;" title="terra-di-mezzo" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2009/08/terra-di-mezzo-199x300.jpg" alt="terra-di-mezzo" width="199" height="300" /></a>Circa un anno e mezzo fa ricevetti un misterioso pacchetto postale. Lo aprii e trovai che il contenuto era l&#8217;opera sulfurea di un autore a dir poco scomodo. Si trattava di Satana in persona. L&#8217;inquietante <a title="Liturgia infernale" href="http://www.libriefilm.com/liturgia-infernale/5949"><em>Liturgia infernale</em></a> mi aveva lasciato uno strano senso di ansia; avevo pensato di esorcizzare l&#8217;inatteso regalo scrivendo su questo blog<em> </em><a title="diavolerie" href="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/2008/02/05/diavolerie/"><em>Diavolerie</em></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei giorni scorsi, mi è capitato tra le mani un altro pacchetto anonimo. Questa volta il mittente è una dea celtica, il cui ruolo simbolico &#8211; a detta di alcuni ben informati &#8211; sarebbe stata assunto, col cristianesimo, da Santa Brigida. Anche la dea Brigit ha scritto un libro, intitolato <a title="Terra di Mezzo" href="http://www.libriefilm.com/terra-di-mezzo/5760"><em>Terra di Mezzo</em></a>; il mio stupore è stato enorme quando, aperta la prima pagina, ho letto il mio nome e cognome nel titolo del primo capitolo. Non mi raccapezzavo: il libro si apre proprio con un capitolo dedicato al mio piccolo saggio <em><a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola"  class="alinks_links" onclick="return alinks_click(this);" title="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola"  rel="external">Julius Evola</a>, gli evoliani e gli antievoliani</em>. Essere recensiti da un giornalista su un quotidiano o una rivista è piacevole; ricevere una recensione in un libro da una divinità lo è ancora di più.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad ogni modo le sorprese non si sono fermate qui. Via via che proseguivo nella lettura dei trentasei capitoli continuavo a imbattermi in temi  autori e libri straordinariamente familiari. Dalla storia alla letteratura, dalla critica della società contemporanea all&#8217;archeologia, quasi tutti i temi richiamo quelli trattati più o meno ampiamente sul sito.</p>
<p style="text-align: justify;">La quarta di copertina reca una famosa massima di Heidegger, che secondo me esprime speranza: <em>&#8220;Ormai solo un dio ci può salvare&#8221;</em>. Se questo è esatto, è confortante che i Numi volgano il loro sguardo benevolo.</p>
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