Questione di gusti

L'attentato dinamitardo in Via Rasella
La repubblica democratica e antifascista continua a precipitare lungo la china della sua abiezione.
Una sezione penale della Corte di Cassazione ha recentemente depositato una sentenza che, stravolgendo la verità storica e le precedenti sentenze di primo grado e d’appello su un caso di presunta diffamazione, ha affermato che definire i gappisti protagonisti dell’eccidio di Via Rasella “massacratori di civili” non sta bene. Quella gente, a dire della Cassazione, avrebbe compiuto una “legittima azione di guerra” contro il nemico occupante. Peccato che, dal punto di vista strettamente giuridico, il nemico occupante si trovava al Sud, e portava l’uniforme americana.
Ad ogni modo, per la Cassazione gli autori dell’attentato dinamitardo non possono nemmeno essere definiti “massacratori”. Si deve chiamarli “partigiani”. La Cassazione infatti ritiene che questo secondo termine sia meno offensivo del primo, forse persino elogiativo. Evidentemente, è una questione di gusti.
