Huginn e Muninn

Blog del Centro Studi La Runa



Mese: Marzo, 2009

Ritterkreuz

12 Marzo, 2009 (19:30) | Storia | Di: admin

Ritterkreuz. Copertina del primo numero

Ritterkreuz. Copertina del primo numero

Per la terza volta su queste pagine viene segnalata la nascita di una rivista bimestrale diretta da Max Afiero, dopo Volontari e SGM.

Ritterkreuz – questo il nome della nuova pubblicazione, di cui sono già usciti due numeri – si avvale della collaborazione della quasi totalità degli articolisti di Volontari; come la precedente, è una rivista interamente dedicata alla storia militare della seconda guerra mondiale, con attenzione alle vicende belliche che videro protagoniste le forze dell’Asse e in particolare le divisioni Waffen SS.

Questi i contenuti dei due numeri sinora usciti:

Anno 1 numero 1 Gennaio 2009
Waffen SS in guerra (26a parte) di M.Afiero
RSD: una protezione speciale per il Führer di J.P.Sourd
La Frundsberg nella sacca di Falaise di A.Peruffo
SS-Hauptscharführer Gustav Schreiber di M.Rossi
SS-Obersturmbannführer Christian Tychsen di M.C.Yerger
SS-Infanterie-Regiment 9 ‘Thule’ di M.Linguardo
Un volontario italiano nella 4a divisione SS-Polizei (2a parte) di M.Afiero
Le Armi Anticarro della Waffen SS (2a parte) di S.Canavassi
Ottomar Anton: il fascino del manifesto di Harm Wulf

Anno 1 numero 2 Marzo 2009
Waffen SS in guerra (27a parte) di M.Afiero
RSD: una protezione speciale per il Führer (2a parte) di J.P.Sourd
Landstorm Nederland (1a parte) di M.Afiero
SS-Panzer-Brigade 49 e 51 di C.Caballero Jurado
Eberhard Telkamp di M.C.Yerger
Georg Keppler di M.Linguardo
Le Armi Anticarro della Waffen SS (3a parte) di S.Canavassi
Infanterie Sturmabzeichen di M.Bianchi

Vi sono due modalità per ricevere la rivista: o acquistarla direttamente presso uno dei seguenti centri librari, o associarsi all’omonima associazione, al costo annuale di 40 euro, da versarsi sul conto corrente postale n. 93983450 intestato a Afiero Massimiliano – Via San Giorgio, 15 – 80021 Afragola (NA), oppure comperandola direttamente presso le seguenti sedi:

Editoriale Lupo – Via Ponte a Vicchio, 32 – 50039 Vicchio (Firenze) Tel. 055 849 75 14 – www.editorialelupo.it
Spazio Ritter, Via Maiocchi 28, 20129 Milano Tel. 02 201310 Fax 02 29510499 http://www.ritteredizioni.com/
Libreria Militare, Via Morigi 15, 20123 Milano Tel/Fax 02 89010725 http://www.libreriamilitare.com/
Libreria Zanaboni, C.so Vitt.Em.II, 41 10125 Torino Tel. 011/6505516
Idee in Movimento, Via XX Settembre 13/3 16121 Genova – Tel. 010 566718
Tuttostoria, Casella postale 395 43100 Parma – Fax 0521-290387 – info@tuttostoria.it
Libreria Europa, Via Tunisi 3/a, 00192 Roma Tel. 06 39722159 http://www.libreriaeuropa.it/
Associazione Culturale Raido, Via Sciré 19, 00100 Roma Tel/fax 06 86217334 http://www.raido.it/
Libreria Controcorrente, Via Carlo De Cesare 11, 80132 Napoli Tel. 081 421349 http://www.controcorrentedizioni.it/

Le riviste SGM e Ritterkreuz sono disponibili anche presso la sede della Federazione Provinciale Combattenti della RSI sita in Torino c.so Giulio Cesare 23 bis (orario di apertura sabato dalle ore 15 alle 18).

Il Maestro della Tradizione

9 Marzo, 2009 (23:03) | Autori, Libri | Di: admin

Marco Iacona, Il maestro della Tradizione

Marco Iacona, Il maestro della Tradizione

Già da un paio di mesi è uscito un libro curato da Marco Iacona, che raccoglie quaranta interviste su Julius Evola ad altrettanti scrittori e studiosi che a vario titolo si sono avvicinati al pensiero del filosofo della Tradizione. Come già in passato per La Destra e il ’68, altro libro che Iacona aveva avuto la gentilezza di farmi avere caldo di stampa, ho sprecato l’occasione di scriverne con tempismo; l’ho letto con calma, spesso lasciando passare tra un’intervista e l’altra qualche giorno e altrettanti libri su altri argomenti. Mi trovo quindi per la seconda volta a scriverne (forse) per ultimo, dopo che diverse recensioni sono apparse su quotidiani e riviste. L’unica giustificazione che avrei potuto addurre è quel buon gusto che vorrebbe si evitasse di parlare di cose scritte da sé; ma poiché la infrango, dirò sinceramente che l’intervista al sottoscritto è una delle più insignificanti de Il maestro della Tradizione (Edizioni Controcorrente).

Posso quindi prendermi la libertà di scrivere qualcosa sulle altre; e in particolare di alcune tra quelle che ho trovato più interessanti.

Uno dei contributi più validi è a mio avviso quello di Giovanni Sessa, una persona cortese e di spiccata intelligenza che ebbi occasione di conoscere alcuni anni fa. Sessa dimostra con efficacia, e con quella logica precisa che tradisce la frequentazione abituale della filosofia, i nessi profondi tra il pensiero evoliano e quello di Carlo Michelstaedter, nonché le peculiarità dello sviluppo evoliano.

Intorno ai temi dell’Evola strettamente filosofico ruotano diverse interviste; tra queste, degli spunti assai utili per ulteriori sviluppi di studi si possono trarre da quella a Francesco Saverio Festa. Una frase in particolare merita di essere citata: “…se, per caso, si fosse sottoposto il “pensiero magico” evoliano agli strumenti della filosofia analitica, non ne sarebbe rimasta pietra su pietra da un punto di vista strettamente logico-conseguenziale”.

Credo che in molti tra i lettori di Evola abbiano avuto questa “sensazione”. L’intervistato aggiunge però che “va detto altresì che non è affatto necessario che tale forma di “pensiero magico” debba esser sottoposto a simile trattamento, in quanto l'”idealismo magico” evoliano presenta comunque alcune caratteristiche significative sia dal punto di vista della “paradossalità” del punto di partenza, sia dal punto di vista di un tentativo di fuoriuscita dall’idealismo di marca gentiliana”.

Mi pare che queste considerazioni possano costituire un ottimo punto di partenza per “onorare e rinnegare il maestro” (cito un’espressione contenuta in un altro libro di interviste su Evola, di alcuni decenni più vecchio), per trarre lo slancio per ulteriori superamenti.

Altre interviste che ho trovato di particolare interesse sono quelle a Renato del Ponte, Nuccio d’Anna, Stefano Arcella e Alain de Benoist. Riguardano argomenti diversi (il Gruppo di Ur, l’interpretazione delle religioni orientali in generale e del buddhismo in particolare, il rapporto di Evola con la politica). Gli intervistati sono profondi conoscitori – tra l’altro – dei rispettivi temi e hanno il pregio di aver lungamente abbinato ricerca a riflessione.

Per lo stesso motivo consiglieri la lettura del brano di Marino Freschi, che porta argomenti a sostegno di una lettura parallela di Evola e Jünger; idea che a mi trova pienamente concorde, e che anzi credo sia un ottimo mezzo per meglio comprende entrambi gli autori (penso a certe analogie tra Orientamenti e Il Trattato del Ribelle o tra Cavalcare la tigre ed Eumeswil). O quella a Primo Siena, per la ricchezza di aneddoti e informazioni, o ancora quella ad Hans Thomas Hakl, sempre rigoroso nelle sue preziose ricerche.

Concludo con un plauso sincero a Marco Iacona per la fatica che si è sobbarcato e per la notevole capacità dimostrata nel porre sempre le “domande giuste” alle “persone giuste”. Un lavoro non da poco, nel caso di Evola: richiede la padronanza di una quantità di temi pressoché sterminata.

* * *

La scheda del libro:
Marco Iacona, Il Maestro della Tradizione. Dialoghi su Julius Evola, Edizioni Controcorrente, Napoli 2008, 432 pagine.

Interviste a: Giano Accame, Stefano Arcella, Mario Bernardi Guardi, Claudio Bonvecchio, Pietrangelo Buttafuoco, Franco Cardini, Francesco Coniglione, Vitaldo Conte, Nuccio D’Anna, Alain de Benoist, Renato del Ponte, Piero Di Vona, Massimo Donà, Richard Drake, Piero Fenili, Francesco Saverio Festa, Marino Freschi, Francesco Germinario, Fausto Gianfranceschi, Joscelyn Godwin, Hans Thomas Hakl, Gian Franco Lami, Alberto Lombardo, Andrea Marcigliano, Manfredi Martelli, Aldo A. Mola, Adolfo Morganti, Claudio Mutti, Claudio Risé, Marco Rossi, Jeffrey T. Schnapp, Giovanni Sessa, Manlio Sgalambro, Primo Siena, Annalisa Terranova, Francesco Tomatis, Nicola Toraldo Serra, Marcello Veneziani, Francesco Zambon, Stefano Zecchi. Prefazione di Gianfranco de Turris.

Deliri antirazzisti

7 Marzo, 2009 (11:14) | Facile ironia, Oggigiorno | Di: admin

Franco Frattini esibisce il suo certificato di antirazzismo

Franco Frattini esibisce il suo certificato di antirazzismo

L’antirazzismo è divenuto un dogma talmente sacro che ormai gli uomini politici, i principali adoratori di questo feticcio politicamente corretto, arrivano al punto di accusarsi l’un l’altro di non essere sufficientemente antirazzisti. Dopo aver creato figure giuridiche senza precedenti nella civiltà occidentale, come il reato di “odio razziale”, dopo aver vietato e punito la ricerca storica (perché non si sa mai, potrebbe portare anch’essa all'”odio razziale”), dopo aver inserito lo psicoreato tra i pilastri di questa edenica società da Grande Fratello, li si può ora osservare mentre inveleniti dall’odio antirazzista si lanciano turpi accuse tra loro.

A quanto si può leggere, per esempio sul Corriere, Stati Uniti, Canada e l’immancabile, servizievole Italia si sono ritirate dalla Conferenza (manco a dirlo, antirazzista) di Durban (Durban II) perché quest’ultima a quanto pare non è sufficientemente esplicita contro il pericolo dell’antisemitismo.In altre parole l’antirazzismo sarebbe un concetto troppo generico, che può andar bene per tutelare anche i boscimani o gli eschimesi, mentre c’è da difendere dal pericolo razzista gente ben più importante di questi popoli marginali.

La logica bizzarra di questo fanatismo antirazzista è ineccepibile…

Altri stati che normalmente sono in prima linea nel prostrarsi ai diktat israeliani, come la Francia e il Vaticano, a quanto pare invece parteciperanno alla conferenza. Probabilmente per farla diventare “antirazzista” sul serio.