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Il Santo Graal

26 gennaio, 2009 (19:48) | Libri | Di: admin

Esce un nuovo libro di Nuccio D’Anna:

Il Santo Graal. Mito e realtà (Archè – Edizioni PiZeta, pp. 270).

Indice:

Prefazione
1. L’eredità arcaica e il monachesimo celtico
2. Merlino e Arthur
3. Le chansons de geste e il ciclo arthuriano
4. Chrétien de Troyes e i miti celtici
5. Il corteo e la liturgia del Graal
6. Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo
7. La Coppa e la Lancia
8. La Tavola Rotonda
9. La sede del Graal
10. Il Re Pescatore
11. Il regno del “prete Gianni”
12. Wolfram von Eschembach e i Custodi del Graal

In questo documentatissimo studio l’Autore si propone essenzialmente lo scopo di restituire la simbolica, arcana immagine del Graal, mondata dall’incredibile quantità di notizie fantasiose – se non più o meno volutamente distorte – in circolazione ormai da anni. Sulla base dell’analisi della vasta letteratura sull’argomento, opera di insigni studiosi italiani e stranieri, Nuccio D’Anna risale dapprima alle radici del “mito” del Graal, vale a dire alla civiltà antico-celtica dell’isola di Avallon, l’Inghilterra, dove si produsse l’osmosi fra la tradizione druidica e la tradizione cristiana la quale, a poco a poco, assorbì la prima conservandone tuttavia alcuni aspetti peculiari. Nel successivo excursus lungo l’età medievale, emerge l’alto rilievo che la spiritualità cistercense e cluniacense ebbe nella società del tempo; spiccano le figure di due sovrani illuminati, il plantageneto Enrico II e la sua potentissima sposa Eleonora d’Aquitania; appaiono tre enigmatici autori – Chrétien de Troyes, Robert de Boron e Wolfram von Eschenbach – i quali, cantando le gesta di re Artù, del mago Merlino e dei cavalieri della Tavola Rotonda, introdussero la leggenda del Graal, il “sacro calice” che, secondo la tradizione, Cristo usò nell’Ultima Cena o, stando a un’altra versione, il vaso in cui Giuseppe d’Arimatea raccolse il sangue di Cristo. Nell’esplorazione della “leggenda”, l’Autore ne coglie altri pregnanti elementi simbolici – quali il “Re Pescatore” e il favoloso regno del “prete Gianni”, oltre a sorprendenti accostamenti, come la misteriosa città di Sarraz, sede del Graal ed evidente legame con la tradizione islamica – ma anche, e soprattutto, l’immensa struttura, che fa risaltare il Santo Graal quale punto centrale della Storia della Salvezza.

==Nuccio D’Anna è uno storico delle religioni attento al mondo classico sul quale, fra gli altri, ha scritto: Il Neoplatonismo (Il Cerchio, 1989); Il dio Giano (SeaR, 1992); La Disciplina del Silenzio. Mito, mistero ed estasi nell’antica Grecia (Il Cerchio,1995); Il Divino nell’Ellade (Ecig, 2004); Il Gioco Cosmico. Tempo ed eternità nell’antica Grecia (Mediterranee, 2006); Mistero e Profezia. La IV egloga di Virgilio e il rinnovamento del mondo (Lionello Giordano, 2007); Publio Nigidio Figulo. Un pitagorico a Roma (Archè, 2008).
Ha anche studiato alcune correnti mistico-estatiche medievali: La Sapienza nascosta (I Libri del Graal, 2001); Il Segreto dei Trovatori (Il Cerchio, 2005); Il monachesimo celtico. Una spiritualità primordiale (in stampa).

Distribuzione:
LIBRERIA ASEQ, Via dei Sediari 16, Roma; tel. 06 6868400
EDIZIONI ARCHE’, Via Troilo 2, Milano, tel./fax 02 89409525
EDIZIONI PIZETA, Via R. Morandi 28/B, San Donato MI; tel. 02 5278368; fax 02 700438433

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