Omero nel Baltico – le ultime notizie
Ancora una volta torno a scrivere sul blog per parlare dell’opera di Felice Vinci.
L’ingegnere romano, autore di Omero nel Baltico, mi ha comunicato alcune ultime novità che riguardano la sua importante scoperta dell’origine e ambientazione nordica dei poemi omerici.
A luglio avevo annunciato il convegno internazionale che si sarebbe tenuto il mese successivo in Finlandia dal titolo Tojia e le radici della civiltà europea (Toija è l’attuale nome della città finlandese che, secondo la ricostruzione di Vinci, avrebbe costituito l’Ilio baltica). Ora si possono leggere dettagliate notizie sul convegno sul sito ufficiale dello stesso.
Di recente anche uno dei più importanti quotidiani svedesi, lo Svenska Dagbladet, ha dedicato alla rivoluzionaria tesi di Vinci un ampio articolo a firma di Per Högselius, membro della Royal Society svedese.
Infine una notizia che riguarda direttamente i lettori italiani. Anche il quotidiano dell’intellighentzia radical-chic nostrana si è degnato di parlare di Omero nel Baltico, e lo ha fatto con un articolo insolitamente equilibrato e ben scritto, dal titolo Odissea nel Baltico. Tra l’altro vi si legge:
Negli Usa, è stato adottato come testo al Bard College di New York. “Gli studiosi dovrebbero ripensare le loro ipotesi circa la diffusione delle popolazioni indoeuropee“, ha dichiarato al convegno di Toija il professor William Mullen, del dipartimento di studi classici di quell’ateneo, che ha seguito le rotte indicate nel saggio di Vinci a bordo di una barca a vela.
Voglio infine segnalare un video su Omero nel Baltico, pubblicato su youtube:
Aggiornamento dell’indomani:
Domattina, sabato 26, attorno alle 9,30-10 Felice Vinci verrà intervistato su Radiodue (il vecchio “secondo programma” della radio), nell’ambito della rubrica “L’altro lato”.
Commenti
Commento di SpiritInTheNight
Ora: 21 marzo 2010, 13:47
Saluti. Volevo segnalare ai sostenitori della “teoria baltica” una piccola obiezione tra le tante che mi è venuta in mente. Felice Vinci (di cui ho letto il libro, interessante e ben scritto) sostiene che il sito della Troia omerica sarebbe il villaggio di Kavasto, vicino a Toija. Tale nome come mi pare si dice anche nell’ articolo, non “avrebbe senso in lingua finnica”, e alluderebbe (kav- asty) a un’ antica “città bruciata”.
Però, se perdete 5 minuti del vostro tempo ad osservare la Finlandia meridionale su google maps, scoprite che il nome Kavasto è tutt’ altro che raro, nel senso che ci sono anche Kuivasto, Koivisto, e (mi pare) Keivasto! Inoltre, vorrei proporre un’ etimologia meno accattivante ma più verosimile. La Finlandia è stata per secoli dominata dalla Svezia. In svedese “kvast” (toh) può voler dire “scopa” o anche “mazzo di fiori”: e se tutti i vari Kavasto (e soci) della Finlandia del Sud fossero delle “Villa fiorita” invece che residui della rocca di Troia?
Commento di gian paolo cardelli
Ora: 26 aprile 2010, 11:21
Pur non essendo un esperto del settore, ho trovato la tesi di Vinci molto coerente, soprattutto se rapportata al contesto generale che propone (una cultura religiosa basata sul Sole, comune a tutte le civilta’ indoeuropee puo’ essere in effetti spiegata solo se l’origine e’ comune e se il Sole viene visto nel modo in cui si puo’ vedere solo all’estremo nord europeo) ed all congruenze geografiche che propone. Tra l’altro ho notato che molte critiche alla teoria si basano sui toponimi, che l’autore stesso considera soltanto una “ciliegina sulla torta” agli altri argomenti riportati, ed alla faccenda della veridicita’ dell’Odissea, che anche qui l’autore descrive come un romanzo apologetico della figura di Ulisse e non come una storia realmente accaduta (chi puo’ realmente resistere per giorni a mollo nell’Oceano Atlantico?); molti critici invece sembrano ignorare cosa Vinci pensa dell’origine del secondo poema omerico.
Penso che, invece di affossarsi su toponimi ed intenzioni dei vari personaggi descritti nei due poemi, bisognerebbe concentrarsi sulla congurenza geografica della tesi,estesa anche all’origine delle figure divine descritte (perche’, per esempio, ignorare volutamente che i Monti dell’Olimpo omerici sono eglio rappresentati dalla conformazione del massiccio finlandese/svedese che non dal singolo monte greco, ovvero perche’ voler per forza ricondurre tutto a simbolismi creati NON dall’autore, ma dai vari interpreti postumi anche di diversi secoli?). Certo: se venisse trovata la tomba di Omero tutto si risolverebbe, ma proprio perche’ nessuno ha la certezza persino dell’esistenza del poeta ritengo che escludere una tesi alquanto coerente se scremata delle considerazioni letterarie che invece continuano ad essere messe prima dei riscontri fisici mi pare un grosso azzardo.

Commento di Alberto Majrani
Ora: 7 luglio 2008, 15:14
Un importante corollario alla teoria vinciana è questo saggio appena uscito:
Alberto Majrani
Ulisse, Nessuno, Filottete
Prefazione di Giulio Giorello
Edizioni Logisma
Fu proprio Ulisse a compiere la strage dei Proci, oppure Telemaco si fece aiutare da qualcun altro? Chi poteva essere veramente il misterioso straniero, giunto a Itaca dopo vent’anni e che nessuno era in grado di riconoscere? Una attenta lettura dell’Odissea ci rivela la miriade di indizi lasciati da Omero per la sorprendente soluzione. Ulisse non era… Ulisse, ma il migliore degli arcieri achei: Filottete! Con questa chiave, il poema omerico assume improvvisamente una logica e una coerenza che nessuno prima d’ora aveva mai neanche sospettato.
E le sorprese non finiscono qui! Per saperne di più, consultate il sito internet http://www.filottete.it
Cordiali saluti
Alberto Majrani