Elementare, Watson
Il premio Nobel per la medicina James Watson è l’ultimo bersaglio dei periodici anatemi e crucifige che la variopinta (ma ben organizzata) banda di politici, giornalisti, femministe, terzomondisti, fricchettoni e radical-chic periodicamente lancia contro tutti coloro che non si uniscono al coro politicamente corretto, egalitario e pacifista che pare essere divenuto obbligatorio cantare al giorno d’oggi.
La notizia, ripresa con grande profluvio di commenti scandalizzati dai media mondiali, è la seguente (cito dal Corriere della Sera):
“Una serie di affermazioni decisamente controverse. E che da molte parti gli valgono l’esplicita accusa di razzismo. Per lo scopritore della struttura del Dna, lo scienziato e premio Nobel nel 1962 per la medicina, James Watson, 79 anni, i neri africani sono meno intelligenti dei bianchi occidentali. Affermazione che ha suscitato polemiche e condanne nel Regno Unito alla vigilia del suo arrivo a Londra per la presentazione del suo libro «Avoid boring people. Lessons from a life in science». Lo riporta il quotidiano britannico The Independent. Watson si dice pessimista «Per le prospettive del continente africano, dal momento che tutte le nostre politiche sociali si basano sul fatto che la loro intelligenza sia pari alla nostra, mentre tutti i test lo smentiscono»”.
A quanto pare, l’essersi riferito ai noti test del QI non è accettabile. Per la banda di cui si diceva prima, infatti, non soltanto la convivenza è un dovere cui è vietato opporsi. L’eguaglianza tra gli uomini non può più limitarsi ai diritti, alla sfera cioè in cui l’uomo può intervenire. Laddove la natura, per ragioni ai loro occhi profondamente ingiuste, semina differenze, queste vanno negate. Non si deve parlarne. Sulle differenze intellettive non bisogna proferire parola.
E’ piuttosto singolare, comunque, che nessuno si scandalizzi quando si parla di altre differenze, più prettamente fisiche. Se durante una gara d’atletica un cronista afferma un’evidenza lapalissiana quanto quella del Nobel Watson, e cioè che gli atleti di colore normalmente eccellono nelle competizioni di corsa, nessuno pare farci caso. Che i migliori scattisti siano d’origine centrafricana, o i fondisti etiopica, non desta stupore. Scoccia però di più, ai politcamente corretti, constatare che i popoli di colore non trionfano praticamente mai nel nuoto.
E’ piuttosto evidente che queste differenze hanno ragioni fisiche. Però la mentalità comune verso i popoli di altre origini spinge ad assumere nei loro confronti un atteggiamento paternalistico-protettivo, per il quale, per esempio, i dati dei test cui accenna Watson non vanno divulgati (ma ai tempi di internet è piuttosto agevole documentarsi comunque). Il solo farvi cenno costituisce tout court razzismo e discriminazione.
Sul sito del quotidiano buonista per eccellenza, la Repubblica, si trova qualche ulteriore informazione. Si legge per esempio che un tale Keith Vaz, parlamentare laburista, ha affermato che “è triste vedere un uomo di scienza di questo livello abbandonarsi a commenti senza alcun fondamento scientifico e così offensivi che, sono sicuro, la comunità scientifica respingerà in quanto pregiudizi personali del dr. Watson”.
E’ come se Vladimir Luxuria ci desse lezioni di astrofisica o Pannella pretendesse di confutare Einstein. Verrebbe da dire: ma pensate a fare il vostro mestiere. Peccato che non ne abbiano uno.

Commento di Belfigor
Ora: 26 ottobre 2008, 23:46
E’ giusto essere diversi : se fossimo tutti uguali saremmo magari tutti maschietti a stò mondo (magari a Luxuria andrebbe anche bene : ma a me NO ! ).
Inoltre : essere più o meno intelligenti serve a ben poco : nel DNA trovi delle basi che ognuno può trasformare ( nel tempo ) … ma mettiamo che tu sei intelligente (tanto intelligente) però sei anche pirlotto e scansafatiche : il primo pirla che passa ti supererà in qualsiasi cosa. Quindi che non è un discorso di razzismo ma di basi trasmesse nel DNA : che non restano una legge fissa : chiunque le può trasformare : basta avere grinta e buona volontà.
Quanti non parevano bravi calciatori, bravi scienziati (einstein stesso a scuola faceva pena..), bravi scrittori, ecc.. eppure sono divenuti celebri e hanno compiuto grandi cose !
E quanti “intelligentoni” hanno fatto delle grandi figuracce da “vere schiappe” ? ! Tanti.
Tralasciando i soliti fricchettoni radical-sinistroid- chic-pirloid-fals-buonist-magnoni: qui si parlava DI UNA AFFERMAZIONE SCIENTIFICA CHE NON PREGIUDICA NULLA E NESSUNO.
Personalmente penso che chi è Nero “non è meno intelligente” ma, per motivi climatici – culturali – stili di vita antica, è molto “meno abituato” al ritmo moderno : tutto qui (secondo me) questa “piccola differenza riscontrabile nel DNA” : ma dategli 50 – 100 anni di lavoro in città tipo Milano , Torino, ecc … e vedrete come si auto-modifica il DNA dei loro figli e nipoti ! PROVARE PER CREDERE
Da qui però : occhio a non scadere / confondere / generalizzare : è facile partire con un discorso scientifico .. e poi infarcirlo di mille minchiate. Bisogna essere molto chiari in queste cose : anche se provate scientificamente.
E non bisogna colpevolizzare gli altri o appesantirgli le cose “inutilmente” : ognuno di noi (seppur diverso da chi gli stà di fianco) ha in sè le capacità di fare tutto, di più e meglio.
Sfatiamo i Miti : un Bianco messo nella Jungla o muore o diventa un atleta della sopravvivenza al pari di qualsiasi Nero.
http://belfigo.wordpress.com/su-marte-ce-candeggina/