Huginn e Muninn

Blog del Centro Studi La Runa



Mese: ottobre, 2007

Film ispirato a Fame di Knut Hamsun

23 ottobre, 2007 (11:06) | Autori, Video | Di: admin

Su youtube è possibile osservare il trailer di un recente film ispirato al romanzo Fame dello scrittore norvegese Knut Hamsun, ambientato però, anziché nella Cristiania di fine ‘800, nella Los Angeles contemporanea. Il film si intitola proprio Hunger (in inglese, fame).

A quanto leggo il film è stato ufficialmente selezionato per un festival che si chiama Cambofest 2007.

Sebbene il film appaia discretamente promettente, mi sento di consigliare ben più caldamente la lettura del romanzo di Hamsun, che a detta di molti critici fu il libro che gli valse il Premio Nobel per la Letteratura nel 1920 (epoca in cui il premio veniva ancora attribuito secondo criteri di valore).

Elementare, Watson

17 ottobre, 2007 (21:11) | Facile ironia, Oggigiorno | Di: admin

James WatsonIl premio Nobel per la medicina James Watson è l’ultimo bersaglio dei periodici anatemi e crucifige che la variopinta (ma ben organizzata) banda di politici, giornalisti, femministe, terzomondisti, fricchettoni e radical-chic periodicamente lancia contro tutti coloro che non si uniscono al coro politicamente corretto, egalitario e pacifista che pare essere divenuto obbligatorio cantare al giorno d’oggi.

La notizia, ripresa con grande profluvio di commenti scandalizzati dai media mondiali, è la seguente (cito dal Corriere della Sera):

“Una serie di affermazioni decisamente controverse. E che da molte parti gli valgono l’esplicita accusa di razzismo. Per lo scopritore della struttura del Dna, lo scienziato e premio Nobel nel 1962 per la medicina, James Watson, 79 anni, i neri africani sono meno intelligenti dei bianchi occidentali. Affermazione che ha suscitato polemiche e condanne nel Regno Unito alla vigilia del suo arrivo a Londra per la presentazione del suo libro «Avoid boring people. Lessons from a life in science». Lo riporta il quotidiano britannico The Independent. Watson si dice pessimista «Per le prospettive del continente africano, dal momento che tutte le nostre politiche sociali si basano sul fatto che la loro intelligenza sia pari alla nostra, mentre tutti i test lo smentiscono»”.

A quanto pare, l’essersi riferito ai noti test del QI non è accettabile. Per la banda di cui si diceva prima, infatti, non soltanto la convivenza è un dovere cui è vietato opporsi. L’eguaglianza tra gli uomini non può più limitarsi ai diritti, alla sfera cioè in cui l’uomo può intervenire. Laddove la natura, per ragioni ai loro occhi profondamente ingiuste, semina differenze, queste vanno negate. Non si deve parlarne. Sulle differenze intellettive non bisogna proferire parola.

E’ piuttosto singolare, comunque, che nessuno si scandalizzi quando si parla di altre differenze, più prettamente fisiche. Se durante una gara d’atletica un cronista afferma un’evidenza lapalissiana quanto quella del Nobel Watson, e cioè che gli atleti di colore normalmente eccellono nelle competizioni di corsa, nessuno pare farci caso. Che i migliori scattisti siano d’origine centrafricana, o i fondisti etiopica, non desta stupore. Scoccia però di più, ai politcamente corretti, constatare che i popoli di colore non trionfano praticamente mai nel nuoto.

E’ piuttosto evidente che queste differenze hanno ragioni fisiche. Però la mentalità comune verso i popoli di altre origini spinge ad assumere nei loro confronti un atteggiamento paternalistico-protettivo, per il quale, per esempio, i dati dei test cui accenna Watson non vanno divulgati (ma ai tempi di internet è piuttosto agevole documentarsi comunque). Il solo farvi cenno costituisce tout court razzismo e discriminazione.

Sul sito del quotidiano buonista per eccellenza, la Repubblica, si trova qualche ulteriore informazione. Si legge per esempio che un tale Keith Vaz, parlamentare laburista, ha affermato che “è triste vedere un uomo di scienza di questo livello abbandonarsi a commenti senza alcun fondamento scientifico e così offensivi che, sono sicuro, la comunità scientifica respingerà in quanto pregiudizi personali del dr. Watson”.

E’ come se Vladimir Luxuria ci desse lezioni di astrofisica o Pannella pretendesse di confutare Einstein. Verrebbe da dire: ma pensate a fare il vostro mestiere. Peccato che non ne abbiano uno.

Versione aggiornata di Categories Autolink

8 ottobre, 2007 (11:32) | Plugin WordPress | Di: admin

Ho rilasciato una nuova versione aggiornata del plugin per WordPress Categories Autolink, che genera automaticamente i link verso le categorie quando esse sono nominate all’interno di pagine o articoli del blog.

La nuova versione funziona sull’ultima release di WordPress, la 2.3.

A questa pagina si possono scaricare entrambe le versioni del plugin in formato zip, sia quella funzionante con le versioni sino alla 2.2, sia quella compatibile con le versione da 2.3 in avanti.

Tema 1024px-10 in italiano

5 ottobre, 2007 (17:25) | Temi WordPress | Di: admin

Ho tradotto un altro tema per wordpress in italiano.

Questa volta si tratta di 1024px-10 di Andreas Viklund, un tema molto semplice e leggero in termini di carico di lavoro per il server. Il risultato è una maggiore velocità di risposta di WordPress.

Screenshot del tema per WordPress 1024px

Ha una sola sidebar sulla sinistra e colori ben differenziati: sfondo in bianco, testo in nero e links in azzurro. Questo rende agevole la lettura dei testi ed è quindi particolarmente indicato per quei siti e blog che hanno più testi che immagini, video, animazioni eccetera. A ciò si aggiunge che è widget ready, ossia è già predisposto per l’uso dei widget che sono stati introdotti solo recentemente in WordPress.

Anche questo tema è disponibile gratuitamente per il download, sia in formato zip sia in formato rar.

 

Gli indiani e il nazismo

4 ottobre, 2007 (11:12) | Est, Libri, Storia | Di: admin

Ho ricevuto stamattina da Max Afiero la segnalazione del Suo ultimo libro, il secondo della collana 1939-1945 delle Edizioni Marvia dopo Il battaglione sciatori norvegesi delle Waffen SS.

Questo nuovo studio si intitola Indische Freiwilligen Legion der Waffen SS. La Legione SS indiana di Subhas Chandra Bose (112 pagine, formato 17×24, oltre 140 immagini b/n e a colori) e costa 16 euro.

Indische Freiwilligen Legion der Waffen SS

Riporto alcuni passi dall’introduzione del libro, opera dello stesso Afiero:

"Tra le formazioni volontarie straniere inquadrate nelle forze armate tedesche, la Legione Indiana di Subhas Chandra Bose, riveste sicuramente un posto di primo piano, non tanto per la combattività e l’eroismo dei volontari indiani dimostrato in battaglia, ma per la natura stessa dell’unità, per il suo esotismo e la sua originalità: vedere degli asiatici in uniforme tedesca costituì già di per sé un fatto eccezionale.

Formata per essere impegnata sul fronte asiatico contro gli inglesi, la Legione finì per svolgere un ruolo prettamente propagandistico, a causa dell’evolversi della situazione militare a sfavore dei tedeschi. Quando fu chiaro che sarebbe stato impossibile trasferirla in blocco nel sud-est asiatico venne trasferita prima in Olanda e poi in Francia per essere impegnata nella costruzione di opere difensive lungo la costa. Hitler in persona non ebbe mai parole di encomio per i volontari indiani neanche quando il Reichsführer Himmler li trasferì nelle sue Waffen SS. Sul finire della guerra il Führer arrivò addirittura ad ordinarne il disarmo per poter equipaggiare altre formazioni tedesche. I volontari indiani si arruolarono con la ferma intenzione di lottare per l’indipendenza del proprio paese, oppresso da centinaia di anni, dalla corona britannica ed accettarono, pur malvolentieri, di restare in Europa per tenere viva la fiamma della rivolta indiana e dell’odio anti-inglese.

Soldati di propaganda, ma che furono addestrati egregiamente dai tedeschi e che alla prova del fuoco, durante la ritirata dalla Francia al seguito della 1a Armata tedesca, seppero farsi valere battendosi bene contro i partigiani e le forze alleate. Da ricordare che una compagnia della Legione fu trasferita in Italia per essere impegnata contro le forze alleate ritrovandosi coinvolta suo malgrado anche in azioni contro le forze partigiane.

Nella storia dell’India l’azione di Subhas Chandra Bose è stata fondamentale per la libertà stessa del paese e la sua indipendenza dal giogo britannico. Per anni la storiografia ufficiale mondiale aveva indicato in Gandhi l’unico promotore della cacciata degli inglesi dall’India, mentre invece furono proprio i nazionalisti di Bose e la loro rivolta armata contro l’impero britannico a far decidere definitavamente agli inglesi di dover abbandonare il paese. Bose lottò sempre per il suo paese, la sua alleanza con l’Asse fu solo ed esclusivamente votata alla libertà del suo popolo ed è per questa ragione che oggi Bose in India è considerato un eroe nazionale, mentre in Europa é ancora considerato solo come uno dei tanti ‘collaborazionisti’ al soldo di Hitler e del Nazionalsocialismo.

Sul finire della guerra Bose arrivò addirittura a pensare ad un appoggio della Russia sovietica per continuare la lotta per l’indipendenza dell’India.

I legionari indiani, dopo essersi ritirati dalla Francia, restarono in Germania fino al termine della guerra quando tentarono di trovare rifugio in Svizzera. Intercettati dalle forze alleate lungo il confine, la maggior parte di loro venne consegnata agli inglesi, mentre tra quelli che finirono nella mani dei francesi (una trentina) finì giustiziata senza alcuna ragione. Accusati di aver commesso crimini contro la popolazione civile francese, nel dopoguerra tutti i processi intentati contro gli ufficiali tedeschi della Legione si conclusero per mancanza di prove, grazie anche alle testimonianze degli amministratori civili francesi dell’epoca. Un’altra brutta pagina della storiografia ufficiale che da sempre tende a nascondere la verità storica e a focalizzare l’attenzione sui crimini di guerra altrui".