Huginn e Muninn

Blog del Centro Studi La Runa



Mese: settembre, 2007

Tema per WordPress YourBlog web2.0 in italiano

26 settembre, 2007 (11:11) | Temi WordPress | Di: admin

Ho nuovamente tradotto (e leggermente modificato) un tema grafico per wordpress. Stavolta si tratta di un tema piuttosto innovativo e con molte possibilità di personalizzazione. In puro stile web 2.0 persino nel nome (YourBlog web2.0), questo tema grafico dai colori prevalentemente chiari è opera di Abhishek Tripathi della Mediawick Digital Solutions. Widget ready, offre la possibilità di personalizzare a piacimento la testata, modificandone l’immagine e i colori attraverso un semplice comando cui si può accedere da wordpress>aspetto. YourBlog web2.0 Anche in questo caso, come per i precedenti temi per WordPress tradotti in italiano, il pacchetto può essere scaricato sia in formato zip sia in rar.

Passi da Il Golem di Gustav Meyrink

24 settembre, 2007 (18:23) | Video | Di: admin

Segnalo un video interessante che ho trovato in modo piuttosto casuale. Si tratta di una lettura di Giancarlo Giannini da Il Golem di Gustav Meyrink. Da quanto si può arguire questo video, presente su youtube, è stato tratto da una serie televisiva trasmessa dal canale FoxCrime e intitolata "Racconti neri".

Il passo delle oche

19 settembre, 2007 (10:09) | Libri, Oggigiorno | Di: admin

Alessandro Giuli, Il passo delle oche E’ uscito da un paio di settimane Il passo delle oche, terzo libro di Alessandro Giuli, dopo Nigredo e Dadafleur. Questa volta si assiste a un cambiamento non soltanto di editore (da piccole case di destra alla colossale marx-azionista-berlusconiana Einaudi) ma anche di genere (dalla poesia e il romanzo alchemico al saggio politologico). Ciò che non è mutato è la caratteristica capacità di Giuli di scrivere e argomentare con un’efficacia derivante dalla frequentazione della filosofia e da un certo gusto per l’ironia.

Le migliori credenziali di questo pamphlet si trovano nella reazione del suo inalberato recensore Angelo Mellone. Costui è uno di quei tanti personaggi giunti in modo misterioso a diffondere su quotidiani e riviste liberal le loro opinioni, che sono una via di mezzo tra l’elogio di Lepanto, “Striscia la notizia” e il programma politico del Likud. Insomma qualcosa di quasi identico alla lievemente instabile e proteiforme identità di Alleanza Nazionale, il partito ricettacolo di una buona (si fa per dire) parte del vecchio Movimento Sociale e di vari frammenti dei partiti antifascisti, organizzati da qualche decennio in più nel lucroso mestiere della politica.

Scrive dunque Mellone sul Giornale del 7 settembre: “quando fai di tutta l’erba un fascio sbocconcellato e non sei Malaparte, devi dare soluzioni, indicare percorsi alternativi restando raso sul terreno della politica e della cultura politica”. Il senso della critica è il seguente: “Come si permette qualcuno di criticare la destra italiana con strumenti culturali? La destra deve occuparsi di politica. E se fare politica per AN significa piazzare qualche valletta in RAI in cambio di “favori” personali, pace. Non parlateci di cultura, lasciate stare Heidegger. Lasciateci quietare. E levatevi da davanti alla televisione. Sta per cominciare Il bagaglino“.

Per dare più peso alla sua critica, Mellone non si risparmia di scrivere che Alessandro Giuli, colui che si permette di criticare la banda Fini & Co., è un giovane appena trentenne, e che qualche anno fa gli aveva anche inviato qualche copia di Kultur sperando in una recensione. Manca poco che aggiunga: “Che sciocco: pensava che mi sarei occupato di una rivista che trattava di Mitteleuropa, esoterismo, letteratura e filosofia”.

Ecco dunque cosa risponde il più diffuso quotidiano dell’area di centro-destra a una delle critiche più precise, impietose e fotografiche che siano state rivolte a quella stessa area da diversi anni a questa parte. La risposta viene spostata, ancora una volta, sul piano semicomico. L’importante è non prendersi mai sul serio. Forse potevano affidare la risposta ad Abatantuono o al Mago Zurlì.

Eppure Giuli mette a nudo senza infingimenti una classe politica di incapaci e arrivisti, di voltagabbana e di mentecatti, tutti riuniti sotto il simbolo biancazzurro che fa tanto Israele. A sinistra non ci sarebbe stata tanta incapacità di fare autocritica. Ma si sa, a destra la cultura non è mai stata benvenuta. Meglio pensare a come accaparrarsi qualche posto redditizio.