Huginn e Muninn

Blog del Centro Studi La Runa



Mese: maggio, 2007

Biografia di Rudolf Steiner

25 maggio, 2007 (22:12) | Autori, Libri | Di: admin

E’ appena uscita una biografia di Rudolf Steiner, il fondatore dell’antroposofia. Di lui Julius Evola aveva scritto, in Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo: “In realtà, l’attività dello Steiner è stata rimarchevole. Si può dire che non vi è disciplina – dalla medicina alla teologia, dall’arte alla scienza naturale, dalla storia alla sociologia, dalla biologia alla cosmologia – in cui egli non abbia cercato di dire la sua parola. Il numero delle conferenze da lui tenute è inverosimile. D’altra parte lo Steiner non presenta propriamente i caratteri di un medium o di uno squilibrato. Sotto certi aspetti, può anzi dirsi che egli pecca nel senso opposto, cioè di uno spirito scientifico-sistematico ad ogni costo. Se molte fra le sue concezioni non stanno meno nel fantastico di quelle teosofistiche, pure, a differenza di queste, si può dire con Shakespeare che “in tale pazzia vi è molto metodo”. […]. Si può riconoscere che lo Steiner ha dato qua e là dei criteri di discriminazione che sono validi (per quanto né nuovi, né proprii al solo Occidente postcristiano, come egli suppone) e che possono essere utilizzati con piena indipendenza dal resto: dall'”evoluzione”, dalla rincarnazione, dal Cristo ormai operante in noi dopo aver agito magiamente sull'”Anima della Terra” col suo sangue versato sul Golgota, dagli ideali di collettività mistica e dell’inevitabile “amore”, che qui diviene addirittura lo scopo del presente ciclo sulla terra, e via dicendo”. Nel complesso Evola riconosce meriti notevoli a Rudolf Steiner, pur rimarcando gli aspetti fallaci della sua dottrina. Da parte mia credo che la lettura della biografia di Steiner sia comunque interessante, trattandosi di un personaggio veramente notevole.

Ecco la scheda del libro: Rudolf Steiner. La sua vita, il suo pensiero Studioso di Goethe, filosofo, esoterista, ottimo scrittore e prolifico conferenziere, Rudolf Steiner fu discepolo di Helena Petrovna Blavatsky e membro della Società Teosofica, prima di fondare la Società Antroposofica Universale, nata per promuovere i principi della cosiddetta Scienza dello Spirito. Cristiano mistico eterodosso in attesa del ritorno di Cristo, convinto che ogni essere umano attraversi una serie di reincarnazioni e che accanto a noi viva un mondo occulto, creò una nuova pedagogia e un metodo per curare le persone con handicap mentali, inventò un sistema di agricoltura biologica e biodinamica, ideò l’euritmia, un’arte del movimento in grado, attraverso forme, gesti e movimenti, di rendere visibile «l’invisibile» (suoni e forme del linguaggio, stati d’animo, concetti archetipici), e rivoluzionò l’arte di costruire progettando i due Goetheanum a Dornach in Svizzera. Fu un illuminato? uno squilibrato? un ciarlatano? O forse, più semplicemente, un riformatore con una sua visione generale della società? Christian Bouchet – già autore di diverse biografie di «maestri spirituali » – risponde con chiarezza a questa domanda, rendendo giustizia a un uomo di cui si parla spesso, ma che rimane poco conosciuto ed è sovente frainteso. Dopo aver ricostruito le tappe salienti della sua vita, Bouchet analizza le influenze che lo hanno segnato e descrive dettagliatamente il suo sistema di pensiero. Nell’ultima parte, poi, stila l’inventario dell’importante eredità steineriana, tuttora visibile e assolutamente vitale.

La teoria etnonazionalista

22 maggio, 2007 (21:50) | Libri | Di: admin

Da pochi giorni è stato pubblicato un nuovo libro sull’etnonazionalismo, che uno dei quattro autori mi ha pregato di segnalare. Lo faccio ben volentieri, anche perché tutti e quattro hanno pubblicato loro contributi anche sul sito del Centro Studi La Runa. * * * Orizzonti del Nazionalismo Etnico Pensiero Etnonazionalista e Idea Völkisch Orizzonti del nazionalismo etnico Effepi Edizioni, pagg. 144 Euro 16,00 Maggio 2007 IL LIBRO – Nel testo, vera guida dogmatica al Pensiero Etnonazionalista ed all’Idea Völkisch, si affermano quali debbano essere le “linee guida” che ogni “Soldato politico” etnonazionalista, per essere definito e considerato tale, debba seguire. Il Pensiero Etnonazionalista Völkisch assurge al ruolo di nuovo paradigma etno-identitario di cui la Volksgemeinschaft, la Comunità di Sangue, ne diviene il cardine. Il Popolo rappresenta la Comunità di Sangue: il concetto di Razza e d’ereditarietà, le nozioni derivate dalle ancestrali tradizioni degli Avi. Una comunità di popolo che vuole proteggere e favorire i valori radicati nell’individuo che accetterà ed accoglierà l’atavica eredità atropo-razziale, etno-culturale e storico-politica per riacquistarne ed attualizzarne i Valori fondanti l’identità etnonazionale. Questo paradigma consiste dunque in una riscoperta e riproposizione del concetto di Sangue e Suolo, Razza e Patria, Etnia e Stato. DAL TESTO – “ Il non facile compito che gli autori del libro si sono proposti è quello di “illustrare” e “spiegare”, nella maniera più completa ed organica possibile, la Weltanschauung che sta alla base del pensiero Etnonazionalista Völkisch. Illustrare, pertanto, quale sia, la particolarità metapolitica dell’Etnonazionalismo Völkisch, che gli conferisce una costante attualità, in quanto Idea-Forza in grado di fornire sempre serie e concrete soluzioni politico-culturali capaci di ovviare ai mali che da troppo tempo affliggono l’Europa tutta. Difendere ad ogni costo le Identità etnico-razziali e le ancestrali Tradizioni delle Piccole Patrie europee dalla Sovversione politico-culturale e spirituale che le minaccia. Riaffermare con forza la volontà di ritornare pienamente padroni sulle nostre terre. Rendere edotti e consapevoli i Giovani d’Europa di appartenere a comunità etnico-nazionali antichissime aventi nei Popoli Indoeuropei i nobili padri fondatori. Vigilare, custodire, ricordare le ataviche Tradizioni di quell’Europa Aria che diede vita alle nostre Nazioni di Sangue e Suolo. Salvaguardare l’immenso ed unico patrimonio razziale, etnico, culturale, storico, linguistico ed ambientale delle nostre millenarie Heimat.” GLI AUTORI – Federico Prati, Silvano Lorenzoni, Flavio Grisolia e Harm Wulf . INDICE DELL’OPERA – Premessa – Pensiero Etnonazionalista e Idea Völkisch – Immigrazione allogena, massoneria e mondialismo capitalista – Bibliografia essenziale. Ordinabile presso: Effepi Edizioni effepiedizioni@hotmail.com tel 338 919 5220

Intervista a Evola

22 maggio, 2007 (17:10) | Autori, Video | Di: admin

Su youtube è pubblicato il video di un’intervista in francese a Julius Evola sulla sua esperienza dadaista. Dato che credo si tratti dell’unico filmato esistente di Evola, mi pare importante segnalarlo. A quanto mi risulta il video costituisce lo spezzone di un DVD realizzato da Maurizio Murelli (delle Edizioni Barbarossa) dal titolo Evola: dalla trincea a Dada.

Gianni Minà

17 maggio, 2007 (10:36) | Facile ironia, Libri, Oggigiorno | Di: admin

Gianni Mina, Politicamente ScorrettoIn libreria mi è capitato di vedere l’ultima opera di Gianni Minà. Non avrei potuto evitare di imbattermi in quel libro, perché era esposto con gran profusione di copie in vetrina e ammonticchiato all’ingresso, come si usa fare per gli importanti “bestseller”: cioè per quel genere di libri che normalmente dopo qualche mese nessuno ricorda più.

Questo Gianni Minà è uno di quei personaggi che imperversano sugli schermi televisivi da decenni. Quando ero bambino piccolo non passavo molto tempo davanti al televisore, ma ricordo bene questo Gianni Minà. Mi ricordo di lui e di un altro personaggio che gli assomigliava, il Supertelegattone. Quando c’erano loro, il divertimento dei cartoni animati era finito.

Ho sempre associato Gianni Minà al grigiore, alle giornate di pioggia, ai cartoni animati finiti, alle lezioni da studiare e ai compiti da fare. Oggi fortunatamente il Supertelegattone credo che sia scomparso, Minà ogni tanto lo vedo ancora, sempre uguale, con quel suo fastidioso biascichio delle parole. Adesso ha scritto un libro, ma mi immagino che gli sciagurati che si metteranno a leggerlo si sentiranno ronzare nella testa la voce di Gianni Minà.

Sicuramente ci saranno tante cose ridicole nel libro, a giudicare da come si presenta.In copertina si vede l’autore, in posa da comandante guerrigliero ma un po’ fiacco, di quelli capaci tutt’al più di indicare agli amici pensionati la direzione del bar per andare a farsi una partita di scopone. Nella fotografia si è fatto un po’ scompigliare i capelli dal vento. Fa tanto Che Guevara. Ma la cosa veramente più ridicola è il titolo.

Ancora una maledizione

11 maggio, 2007 (11:41) | Libri | Di: admin

Spesso le scoperte archeologiche vengono accomunate a misteriose "maledizioni". Accadde all’epoca di alcuni ritrovamenti di tombe di faraoni in Egitto, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, ed è accaduto innumerevoli volte in letteratura. Quello dell’archeologo o dello storico che si imbatte in orribili verità sepolte è un autentico topos letterario, che in Lovecraft ha il suo più tipico esempio.

In questi giorni mi è capitato tra le mani un libro che, a metà strada tra l’approccio letterario e quello giornalistico, riproietta la classica "maledizione" sulla scoperta archeologico dell’Uomo di Similaun, la mummia conosciuta come Oetzi. Ecco di seguito la scheda editoriale. La maledizione di Ötzi, la mummia dei ghiacci

AUTORE: Sabroux J. , Benhamou G.

La maledizione di Ötzi, la mummia dei ghiacci COLLANA: Uomini, storia e misteri PAGINE: pp. 224 ILLUSTRAZIONI: ill. 8 col. FORMATO: cm. 14×21 PREZZO: € 19,00 ISBN: 978-88-7136-254-0

IL LIBRO

Il 19 settembre 1991, a 3200 metri di altitudine, al confine tra Alto Adige e Tirolo, una coppia di escursionisti tedeschi scopre un corpo mummificato intrappolato nel ghiaccio. Subito si pensa ai resti di qualche alpinista scomparso nel corso dei decenni precedenti. Ma presto si fa strada una verità stupefacente: Ötzi – così verrà battezzata la mummia – è un uomo del Neolitico. E accanto a lui stanno gli oggetti che usava quotidianamente, i suoi vestiti e anche le sue «medicine». Archeologi, patologi, medici e biochimici di due paesi, l’Austria prima e l’Italia poi, si mettono al lavoro (non senza contrasti e aspre rivalità) e compiono scoperte sorprendenti sulla vita di quest’epoca remota. Non solo. Scoprono che Ötzi è stato assassinato: ha una mano ferita e qualcuno l’ha colpito alla schiena con una freccia. Chi è stato? E perché? A questi misteri presto se ne aggiungono altri. Negli anni successivi al ritrovamento, sette delle persone che si sono avvicinate alla mummia muoiono. I giornali incominciano a parlare della «maledizione di Ötzi». In questo reportage esemplare Guy Benhamou e Johana Sabroux ripercorrono tutta l’appassionante vicenda, ricostruendo nel dettaglio gli studi eseguiti sul corpo della mummia e sugli oggetti che le appartenevano, la sfida scientifica rappresentata dal problema della sua conservazione, l’indagine «poliziesca» sulla sua morte violenta. E naturalmente anche la serie di morti che ha decimato in breve tempo la piccola comunità che attorno a Ötzi si era creata. Senza mai dimenticare che questo preziosissimo «reperto» archeologico e antropologico è stato, molto tempo fa, un uomo, e come tale va rispettato.

L’AUTORE

 

GUY BENHAMOU, giornalista, collaboratore della rivista «Le Point», è autore di Pour solde de tout compte, Arnaud Montebourg, l’ambition à tout prix, Le Pacte.

JOHANA SABROUX è giornalista. Ha collaborato con Radio-France e «Libération».