Huginn e Muninn

Blog del Centro Studi La Runa



Mese: Aprile, 2007

Conferenza su Adriano Romualdi

11 Aprile, 2007 (16:08) | Autori, Manifestazioni | Di: admin

Conferenza su Adriano Romualdi Domenica 29 aprile 2007, alle ore 16:00, si terrà a Genova (Via Mascherpa 34 r – zona Foce) una conferenza su Adriano Romualdi. Il titolo dell’incontro è "Le prospettive di una Tradizione europea nel pensiero di Adriano Romualdi". Sono stato invitato a tenere una breve relazione. Parleranno anche i prof. Renato del Ponte ed Ernesto Roli. La manifestazione è organizzata dal Circolo "Idee in Movimento", l’ingresso è libero.

Seminario su Omero nel Baltico

6 Aprile, 2007 (10:49) | Libri, Manifestazioni, Nord | Di: admin

Ricevo da una newsletter il seguente comunicato.

UNIVERSITA’ ROMA TRE

Facoltà di Scienze della Formazione

Dipartimento di Scienze dell’Educazione

Sociologia dei processi culturali

Sociologia della religione

Laboratorio Pluralismo Culturale

Prof.ssa Carmelina Chiara Canta

Progetto del Laboratorio Pluralismo Culturale (PLUC)

Prof.ssa Carmelina Chiara Canta

Primo Seminario Contaminazioni culturali tra il Mediterraneo ed il Baltico: il caso di Ulisse

Interviene Dott. Ing. FELICE VINCI

Presiede CARMELINA CHIARA CANTA

Riflessioni a proposito del libro di FELICE VINCI, Omero nel Baltico, edizione Palombi, Roma, 2003

GIOVEDI’ 19 APRILE 2007 ORE 15:30-18:30 PIAZZA DELLA REPUBBLICA, 10 Aula 4

IL SEMINARIO E’ VALIDO AI FINI DEL TIROCINIO INTERNO DEGLI STUDENTI

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA Dott.ssa Marinella Pepe Via di Castro Pretorio, 20 – tel 0649229232 e-mail: marinella.pepe@uniroma3.it

Breve scheda del libro Omero nel Baltico e dell’autore

<< Il reale scenario dell’Iliade e dell’Odissea è identificabile non nel Mar Mediterraneo, dove dà adito ad innumerevoli incongruenze, ma nell’Europa settentrionale. Le saghe che hanno dato origine ai due poemi provengono dal Baltico e dalla Scandinavia, dove nel II millennio a.C. fioriva una splendida età del bronzo e dove sono tuttora identificabili molti luoghi omerici, fra cui Troia e Itaca; le portarono in Grecia, in seguito al tracollo dell’Optimum climatico, i grandi navigatori che nel XVI secolo a.C. fondarono la civiltà micenea: essi ricostruirono nel Mediterraneo il loro mondo originario, in cui si erano svolte la guerra di Troia e le altre vicende della mitologia greca, e perpetuarono di generazione in generazione, trasmettendolo poi alle epoche successive, il ricordo dei tempi eroici e delle gesta compiute dai loro antenati nella patria perduta.>>

Felice Vinci è un ingegnere nucleare con una profonda formazione negli studi di classici latini e greci. Vive a Roma. Dal 1992 ha avviato la sua ricerca sulle origini nordiche della mitologia greca, e l’ha esposta in successive edizioni del volume Omero nel Baltico (Fratelli Palombi, IV edizione, 2004). Nel 2002 e 2005 l’autore ha presentato la tesi esposta nel libro in due convegni internazionali tenutisi rispettivamente presso l’Università di Vancouver e l’Università di Riga (Dipartimento di Filologia Classica). Nel 2004 ha presentato l’edizione russa del libro all’Accademia delle Scienze di San Pietroburgo. Nell’aprile 2005 ha svolto un seminario in due lezioni presso il Dipartimento di Geografia della Facoltà di Lettere dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’ambito di un corso, intitolato “Il mare: mito e letteratura”, tenuto dal Prof. Gianfranco Bussoletti (Omero nel Baltico è stato indicato fra i testi d’esame). Infine, il libro è stato tradotto in inglese e pubblicato nel 2005 in USA da una casa editrice americana con titolo The Baltic Origins of Homer’s Epic Tales. The Iliad, the Odyssey, and the Migration of Myth. Il Bard College di New York ha adottato l’edizione americana del libro come testo per il corso di studi omerici 2007, nel corso del quale saranno tenute tre lezioni specifiche sull’argomento. Il Prof. William Mullen, del Department of Classics del Bard College di New York, ha scritto: “It is hard to overstate the impact, both scholarly and imaginative, of Vinci’s compellingly argued thesis…. Scholars will be rethinking Indo-European studies from the ground up and readers of Homer’s epics will enter fresh realms of delight as they look anew at the world in which Homer’s heroes first breathed and moved”.

Sul sito sono pubblicate le seguenti recensioni di Omero nel Baltico: Recensione di Alberto Lombardo Recensione di Alfonso Piscitelli Recensione di Carlo Terracciano

Giuliano imperatore

4 Aprile, 2007 (16:34) | Religione, Storia | Di: admin

La rubrica della posta sul Corriere della Sera è affidata a Sergio Romano. La seguo regolarmente e vi trovo spesso delle analisi lucide e condivisibili.

Ho trovato particolarmente interessante la risposta che Romano ha fornito oggi a un lettore. Si parla dell’imperatore Giuliano e della sua politica religiosa. La riporto qui di seguito, con tanto di link alla fonte originale:

Giuliano, l’imperatore che restaurò il paganesimo

Ho letto commenti secondo cui Ratzinger avrebbe paragonato l’Europa a Giuliano l’Apostata. Sarebbe un bel complimento. Quel nipote di Costantino era un sovrano mite e tollerante verso tutte le credenze, che morì in battaglia. Certamente diffidò della nuova religione che arrivava dalla Galilea con seguaci che si abbandonavano al fanatismo e fece di tutto per restituire alla fede pagana i fasti di un tempo senza riuscirci. Non perseguitò i cristiani, cosa che non impedì ai suoi detrattori di calunniarlo sino ai giorni nostri. La nuova Europa lo ha tra i suoi ispiratori: di questo potremmo solo essere fieri. Filippo Testa Caro Testa, la definizione di «apostata», che il cristianesimo ha incollato al nome di Giuliano, è certamente ingiusta. Fu un filosofo, un generale, un tenace riformatore, un restauratore della paganità e per molti aspetti una delle personalità più affascinanti del mondo antico. Fu anche un personaggio drammatico, segnato dall’ambiguità della sua vita e dall’ambivalenza della sua carriera politica e militare.

Era figlio del fratellastro di Costantino, l’imperatore che riconobbe il primato del cristianesimo sugli altri culti dell’impero, ma ne rovesciò la politica religiosa. Perdette il padre in una sorta di epurazione diretta dall’imperatore Costanzo II, ma dovette a quest’ultimo la vita, un tranquillo esilio in Cappadocia e più tardi una brillante carriera politico-militare. Fu educato secondo i principi della religione cristiana e fu ordinato «lettore» delle Sacre Scritture. Ma si «convertì» al paganesimo e dedicò buona parte della sua vita alla restaurazione degli antichi culti. Fu condottiero di eserciti e vincitore di memorabili battaglie, soprattutto contro le tribù franche e germaniche, ma preferì considerarsi filosofo e coltivò l’amicizia dei più intelligenti pensatori neoplatonici del suo tempo. Gli inizi della sua politica pagana coincidono con la conquista del trono imperiale. Giuliano era sul Reno con il suo esercito quando Costanzo, geloso dei suoi successi e della sua popolarità, gli ordinò di mandare in Oriente una parte delle sue truppe. Ma i soldati si ammutinarono e lo proclamarono Augusto. Pochi mesi dopo, mentre Giuliano marciava verso Costantinopoli, la morte di Costanzo gli spianò la strada e gli dette il potere.

Come lei osserva, caro Testa, la restaurazione del paganesimo avvenne senza persecuzioni nell’ambito di una politica che garantiva tolleranza per tutti i culti dell’impero. Ma Giuliano privò le chiese dei sussidi statali, restituì la terra confiscata ai templi pagani, nominò sacerdoti pagani nelle province imperiali, antepose i pagani ai cristiani nella distribuzione delle cariche pubbliche. Gli aspetti più visibilmente partigiani della sua politica furono due: la maggiore severità di cui dette prova verso i cristiani in occasione di qualsiasi disordine confessionale, e l’ordine con cui vietò ai maestri cristiani l’insegnamento dei classici. Morì nel marzo 363. Era ad Antiochia in Siria quando decise di marciare contro i persiani. Vi furono battaglie fortunate nelle quali Giuliano dette prova del suo coraggio. Ma nei pressi di Ctesifone, la città babilonese sul Tigri che era allora capitale dell’impero persiano, fu ferito a morte durante un piccolo scontro e morì. Si racconta che abbia trascorso gli ultimi momenti della sua vita parlando di filosofia con i pensatori neoplatonici che portava con sé durante le sue spedizioni. Aveva 32 anni.

Non so se possa essere considerato, come lei scrive, «ispiratore della nuova Europa». Ma la sua vita, le sue passioni e le sue contraddizioni appartengono alla nostra storia e dimostrano quanto numerose e intrecciate siano le radici dell’Europa.

Mi ha colpito favorevolmente, in particolar modo, l’ultimo passaggio della risposta di Romano. Nell’agosto 2004 lo avevo intervistato per la Padania, quotidiano col quale all’epoca collaboravo, a proposito di un libro da lui dedicato all’Europa e alla sua identità. Tra le altre cose gli avevo domandato quali riferimentiSergio Romano, Europa. Storia di un'idea culturali del passato possano valere per delineare positivamente l’identità europea.

La risposta era stata: Bisogna aver presente da una parte l’impero, come riferimento nell’immaginario anche di popolazioni che storicamente non appartennero a quello romano; e dall’altra la cristianità, che dall’impero rilevò alcune forme e tradizioni (come la definizione del papa quale pontifex maximus, originariamente attributo del rex romano). Al crollo dell’impero romano nacquero, per “vie parallele”, molte delle attuali nazionalità europee: sulla loro genesi un ruolo determinante fu giocato dai monaci e dalle loro conversioni. Ma in un discorso sull’identità europea non si può dimenticare di menzionare altre culture che hanno inciso sulla storia d’Europa, come quella islamica e quella ebraica, almeno sino alla nascita del moderno stato laico.

Oggi Romano annovera anche le radici pagane dell’Europa. Mi pare un’ottima inclusione. * * * Sul sito sono pubblicati quattro articoli di Claudio Mutti sull’imperatore Giuliano:

Unus Deus. Giuliano e il monoteismo solare

Giuliano e gli eroi

Giuliano e la Mater deorum

La paideia secondo Giuliano

Negli U.S.A. non sono tutti imbecilli

4 Aprile, 2007 (10:44) | Ovest, Video | Di: admin

Eppure questo video dimostra inequivocabilmente come nella gran maggioranza lo siano. Negli Stati Uniti ci sono università che sfornano ottime menti, ma l’americano medio ha una cultura corrispondente a quella che in Europa ha uno studente di sette-otto anni. Il video dura più di cinque minuti, ma vale la pena di spenderli.

Mabire su Thule

3 Aprile, 2007 (09:41) | Libri, Nord | Di: admin

Ho da pochi giorni terminato l’edificante lettura del libro di Jean Mabire Thule. Il sole ritrovato degli iperborei, pubblicato dalle Edizioni l’Età dell’Acquario. Conto di scriverne una recensione per il sito appena avrò un po’ di tempo. Per il momento mi limito a riportarne la scheda di presentazione, che fornisce un quadro abbastanza preciso dei contenuti: «Se gli uomini desiderano ritrovare un giorno il mondo degli iperborei e divenire simili agli dèi, è verso Nord che devono spiegare le loro vele e agitare i loro remi. Laddove il Settentrione e l’Occidente si incontrano, il sole non tramonta.» Partire per Thule non significa soltanto navigare verso l’isola misteriosa che gli antichi avevano consacrato terra dell’origine e della saggezza, ma anche scoprire, al di là del mondo conosciuto, il segreto stesso della vita. Navigare verso Nord vuol dire ritrovare il segno primitivo del Sole e la fede dei nostri più lontani antenati, gli iperborei. Il percorso che Jean Mabire racconta in queste pagine non è un semplice viaggio, ma una vera e propria ricerca, profonda e personale, di Thule e delle nostre origini. Accompagnando Pitea di Marsiglia verso un paese che, per lui, non può che essere l’Islanda, l’autore tenta di risolvere il grande mistero del nostro mondo: l’Atlantide. Senza esitare, egli situa il continente scomparso nel luogo dove sorge un’altra isola sacra, Helgoland; e sempre seguendo le orme di Pitea, che diventa il suo fidato timoniere, ripercorre le tappe salienti della nostra civiltà, i momenti cruciali della nostra storia, e descrive l’evoluzione della coscienza religiosa occidentale, che ci ha progressivamente allontanato dai nostri antenati nordici. Ma l’universo di Atlantide e di Iperborea non è sparito in seguito a qualche cataclisma cosmico. Lo spirito di Thule continua a vivere nei segreti degli ordini cavallereschi o dei gruppi iniziatici, il più misterioso dei quali è senza dubbio la famosa Società Thule, che svolse un ruolo di grande importanza nella vicenda della rivoluzione di Monaco del 1919, e che raccolse attorno a sé un gruppo eterogeneo di individui, tra cui Hitler e altri futuri gerarchi nazisti. C’è anzi chi sostiene che il nazismo nasca da lì. Ma è vero il contrario: fu proprio il nazismo a perpetrare ai danni di Thule l’ultimo tradimento. Jean Mabire ne rivela qui i segreti, ricostruendo i caratteri essenziali del paganesimo nordico e rievocando l’aspra lotta tra il Martello di Thor e la Croce di Cristo.