Hermann Hendrich

Copertina rigida, 104 pagine, numerose illustrazioni a colori e bianco e nero. Testo in tedesco ed inglese, Selbstverlag Werdandi, 2001. IBSN 3-00-008228-X

Questo bel libro è frutto dell’entusiasmo e della passione di una persona. Qualche anno fa, Elke Rohling ebbe l’idea di formare un’organizzazione no-profit per raccogliere e diffondere il lavoro artistico del pittore tedesco Hermann Hendrich e per preservare i suoi templi dell’arte totale per le generazioni future. Il risultato di questo impegno è stata l’associazione culturale Nibelungenhort che ha prodotto questo libro, un CD dallo stesso titolo e un grosso sforzo per diffondere l’opera di Hendrich.

Insieme a Fidus, Franz Stassen, e Ludwig Fahrenkrog, Hermann Hendrich fece parte di quel gruppo di artisti e pittori che furono fortemente ispirati dall’idea wagneriana del Gesamtkunstwerk. Essi condivisero la passione per l’eredità germanica trasmessa dalle fiabe e dalle saghe dell’Edda che influenzò molti movimenti mistici, esoterici ed artistici del tempo. Presero parte a quella temperie culturale che, anche attraverso la pittura simbolista, la letteratura sull’idea della natura mistica, e i movimenti della riforma della vita, cercarono di ricreare un nuovo paganesimo alla fine del 1800.

In contrasto con le precise linee Art Nouveau di Stassen, Hendrich scelse una tecnica più espressionista che seppe magistralmente rappresentare leggende e paesaggi impregnati di misticismo. Spesso le sue figure sfumano e divengono parte stessa del paesaggio nella sua inscindibile totalità. Il suo ritratto di Odino nella luce del tramonto degli Dei ci mostra un Dio solo, avvolto dalle tenebre, mentre i fuochi del Ragnarök brillano distanti. In contrasto con i piani grandiosi ma mai realizzati di Fidus e Fahrenkrog per la creazione di templi architettonici, Hendrich riuscì a realizzare le sue idee per dare alla sua arte una sede stabile e pubblica: il Nibelungenhalle di Königswinter e il Walpurgishalle di Thale sono i due esempi più conosciuti e famosi.

Per aumentare la diffusione del libro il prezzo è, per un libro d’arte con molte illustrazioni a colori e bianco e nero, assai contenuto. I testi sono in tedesco ed inglese. Nel volume sono presenti in separati capitoli i progetti architettonici che coinvolsero l’artista, un’esaustiva carrellata sui suoi quadri più famosi, una biografia e bibliografia completa ed un autoritratto biografico scritto dallo stesso artista. Speriamo che la visione di questo libro spinga al Wanderlust verso i templi di Hendrich coloro che volessero rendere omaggio al suo eccezionale lavoro artistico.

Alla fine del XVIII secolo e negli anni seguenti molti circoli artistici furono caratterizzati dall’egemonia di una visione puramente razionalista del mondo, che comportava da un lato la rottura e la perdita dei valori religiosi e dall’altra una carenza nella comprensione integrale della realtà. La vita moderna con la sua crescente meccanizzazione, il rapido traformarsi dei valori e degli stili di vita, che si manifestavano anche con la diffusione di nuove concezioni metafisiche e religiose, segnavano dei profondi cambiamenti che erano particolarmente evidenti nell’arte e nella letteratura di quel periodo. Bernahard Juchmann descriveva così questa atmosfera nella sua introduzione del libro di presentazione del “Halle Deutscher Sagenring”: “L’inquietudine e la frenesia della nostra epoca in cui le forze ferree della meccanizzazione distruggono molti luoghi dell’arte offriamo con le opere di Hendrich un eremo in cui le giovani generazioni possano dedicarsi alla riflessione e alla memoria nella contemplazione”.

Una delle reazioni a questo crescente senso d’incertezza – un senso di minaccia provocato dalle rapide trasformazioni – fu l’interesse per la mistica. Al cambio del secolo nel mondo dell’arte si manifestò una simultanea tendenza a ritornare ai temi del Romanticismo e specialmente alla ripresa dell’interesse per il sacro, il mito, le antiche saghe. In questo spirito si può comprendere il lavoro artistico di Hermann Hendrich. La sua opera è ispirata dal neoromanticismo e dal simbolismo che manifestò le sua vitalità alla fine del XIX secolo. I suoi dipinti sono spesso caratterizzati dallo sforzo costante di non rappresentare solo l’immagine oggettiva del soggetto ma anche la sua verità nascosta, esoterica che si rivela allo stesso artista attraverso il percorso contemplativo.

Nonostante il considerevole successo raggiunto alla fine del secolo scorso Hermann Hendrich sembra esser stato completamente dimenticato dal mondo dell’arte tedesca contemporanea. Nella maggior parte delle enciclopedie dell’arte il suo nome non è nemmeno menzionato e, quando lo è, le informazioni riportate sono spesso incomplete o completamente errate. In aggiunta a ciò non è disponibile in commercio nessuna monografia sul suo lavoro. Solo in pochissime pubblicazioni vengono mostrati i suoi dipinti: una selezione degli artisti della regione tedesca dello Harz o lo splendido lavoro antologico dedicato al riscontro artistico dell’opera di Richard Wagner (J. Mota- M. Infesta, Das Werk Richard Wagners im Spiegel der Kunst, Grabert Verlag 1995 grabert.verlag@t-online.de). Ma nessuna di queste pubblicazioni va oltre una presentazione generica. Oltre ai due famosi templi dell’arte, il Nibelungenhalle di Königswinter e il Walpurgishalle di Thale in cui i suoi affascinanti dipinti sono accessibili al pubblico, solo una strada a Berlino (Heringer Strasse che porta alla Hendrichplatz) ed una targa sulla sua casa natale di Heringen ricordano il pittore. Conseguentemente a ciò, dalla sua morte, la ricca produzione artistica di Hendrich non ha avuto il meritato riconoscimento. Il lavoro non si esaurisce ai dipinti ad olio e agli acquarelli ma comprende i grandi dipinti per cui furono costruiti i templi, testimonianze viventi della sua immensa passione per la mitologia germanica e per il Romanticismo.

Questo libro è la prima monografia completa dedicata all’artista dalla sua morte nel 1931 e cerca di riportare su Hendrich l’attenzione del pubblico. Nonostante le accurate ricerche sulla vita e le opere di Hendrich molti aspetti rimangono sconosciuti. Un numero considerevole dei suoi dipinti fu distrutto durante l’ultima guerra; molti dei suoi dipinti giovanili furono esposti e venduti negli USA e non se ne conosce più la localizzazione. Un indice completo delle opere mancanti non è stato compilato: nel testo abbiamo inserito un indice temporaneo e presumibilmente incompleto. Malgrado queste circostanze si sono elencate le opere principali ma anche la biografia resta incompleta. I registri civili dei luoghi dove Hendrich ha vissuto spesso non hanno fornito informazioni utili e molti documenti sono stati distrutti dalla guerra. Anche in mancanza di dati concreti si è cercato di fare un lavoro biografico nella maniera più accurata possibile, ma errori non possono essere esclusi. Per quanto riguarda i dipinti si è cercato di farne un elenco completo, elencando anche gli schizzi da cui provengono. Hendrich faceva molti schizzi che spesso diventavano un quadro solo quando i disegni erano diventati popolari sulle riviste o nelle esposizioni.

La sua ossessione per la pittura ci è mostrata dal fatto che spesso egli usava la tela sui due lati, specie quando l’ispirazione lo portava a rappresentarsi una variazione del soggetto che stava dipingendo. Molte informazioni di questo libro sono state fornite da persone che hanno conosciuto personalmente Hendrich. L’uso di queste fonti ha comportato il problema che molte di queste erano in rapporti di stretta amicizia con l’artista o erano ferventi ammiratori dell’opera di Richard Wagner come lo era lo stesso Hendrich. Spesso essi trovavano nei lavori di Hendrich il riflesso di uno stato ideale dell’essere e così il loro giudizio perdeva di oggettività.

L’idea di questo libro su Hendrich è nata dal desiderio di avere e fornire ad altri maggiori informazioni sull’artista dopo la visita dei famosi templi dell’arte il Nibelungenhalle di Königswinter e il Walpurgishalle di Thale. L’intenzione del libro è quella di costruire un ponte tra la passata popolarità dell’artista e l’attuale stato di assoluta dimenticanza della sua opera nei tempi moderni, in cui da un lato il suo nome affonda sempre più nell’oblio e da un altro lato si assiste ad una forte tendenza verso il ritorno ai valori del passato e alla riscoperta delle proprie radici culturali, che possono riconoscersi anche attraverso i lavori di Hendrich. Questo lavoro non vuole essere un lavoro accademico. Sarebbe meglio considerarlo una prima traccia, un’introduzione ad un lavoro artistico che sarà sempre più difficile da trovare ed ammirare: sappiano, quanti avranno la possibilità di contemplare questi dipinti nella tranquillità della riflessione, quanti duri sforzi di ricerca è costato.

Indice: Prefazione, H. Hendrich, il suo lavoro, il Walpurgishalle di Thale, il Nibelungenhalle di Königswinter, la sala Hendrich nella casa Kehden a Kiel, la Halle Deutscher Sagenring nel Burg an der Wupper, H. Hendrich la mia vita e il mio lavoro, indice, bibliografia.

Il costo del libro comprese le spese di spedizione è di 25 euro da inviare a: Werdandi Selbstverlag, Postfach 1231, D – 48727 Billerbeck, E-Post: ElkeRohling@aol.com http://www.nibelungen-hort.de.

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