Germania e Italia, storia di un amore impossibile

Francesco Lamendola

Francesco Lamendola, laureato in Lettere e Filosofia, insegna in un liceo di Pieve di Soligo, di cui è stato più volte vice-preside. Si è dedicato in passato alla pittura e alla fotografia, con diverse mostre personali e collettive. Ha pubblicato una decina di libri e oltre cento articoli per svariate riviste. Tiene da anni pubbliche conferenze, oltre che per varie Amministrazioni comunali, per Associazioni culturali come l’Ateneo di Treviso, l’Istituto per la Storia del Risorgimento; la Società “Dante Alighieri”; l'”Alliance Française”; L’Associazione Eco-Filosofica; la Fondazione “Luigi Stefanini”. E’ il presidente della Libera Associazione Musicale “W.A. Mozart” di Santa Lucia di Piave e si è occupato di studi sulla figura e l’opera di J. S. Bach.

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126 Risposte

  1. Alberto Pento ha detto:

    Se pareba boves,

    alba pratalia araba,

    alo versorio teneba

    et negro semen seminaba

    Questi versi sono di area veneta, ma non sono né latino, né veneto, come la più tarda lingua del Goldoni … sono solo varianze linguistiche che testimoniano di una certa area etnolinguistica e di una certa fase storica.

    Vede Musashi le matrici producono soltanto copie come li stampi delle carozzerie delle automobili o come quelle delle banconote … le lingue sono tutt'altra cosa.

    Il latino non è la lingua madre o matrice di nesun'altra lingua se non di se stessa.

    Le lingue non generano, non sono organismi viventi, sono solo facoltà degli organismi viventi le cui lingue si influenzano e si continuano modificandosi lungo i secoli, i millenni a seconda di come si mescolano gli individui.

    Non è mai esistito un momento storico in cui tutti gli uomini della cosidetta Europa Romanza abbiano parlato contemporaneamente anche solo per un secondo la stessa lingua o la lingua latina … è semplicemente assurdo supporlo e porre questa assurda supposizione alla base delle lingue dette erroneamente neolatine e romanze ma le assurdita sono caratteristiche dei dogmi e delle ideologie, nonchè dei regimi statuali totalitari e castuali.

    Nessuna lingua erroneamente detta neolatina o romanza è mai iniziata dal latino, affermarlo è semplicemene dire una insemenza un'idiozia.

    Etimologia, lejende, teoria romanxa e romanixasion
    http://www.raixevenete.com/forum_raixe/topic.asp?…
    http://www.centrostudilaruna.it/forum/viewtopic.p

    Teoria dela Seitanza
    http://www.raixevenete.com/forum_raixe/topic.asp?…
    http://www.continuitas.org/index.html
    http://www.continuitas.org/textsauthor.html
    http://www.continuitas.org/textsauthor.html#aline

    Senturiasion, centuriazioni
    http://www.raixevenete.com/forum_raixe/topic.asp?… http://www.centrostudilaruna.it/forum/viewtopic.p

    Orijne d. lenga veneta–origine d. lingua veneta
    http://www.raixevenete.com/forum_raixe/topic.asp?…

    Fonetica e fonologia- Fonetega e fonoloja venete
    http://www.raixevenete.com/forum_raixe/topic.asp?…

  2. Musashi ha detto:

    Tutti i popoli dell' ecumene romano parlavano latino, e tutti contemporaneamente, sia pure con varianti o accenti locali, o almeno questa uniformità era ormai pressochè totale nell'età imperiale. Conviene su questo o è un mito imposta dai regimi totalitari anti-veneti?

    Poi, in seguito per effetto e in seguito alle invasioni barbariche specialmente, fu introdotto un ulteriore elemento di novità con la presena di nuovi elementi germanici e sono sorte ulteriori differenziazioni, mercè anche una maggiore frammentazione politica.

    Anche su questo possiamo convenire o è troppo per lei?

    se conviene su questo siamo già a buon punto, non mi serve che creda che tutti i popoli europei parlasserro lo stesso volgare contemporaneamente nel medioevo: non l'ho mai scritta una fesseria del genere, e non capisco cosa questa avrebbe a che fare con quello che le sto dicendo.

    Ma cos' è la lingua veneta?

    Quella di cui parla lei non esiste, e, fatto non meno allarmante, continua a negare carattere di veneticità a qualsiasi fonte scritta verificabile e studiabile del veneto. La "lingua veneta" o dialetto veneto è qualcosa di completamente diverso dalle fumesterie fantalinguistiche da voi sostenute.

    Io conosco

    1) un dialetto veneto riconosciuto come "lingua" dall'Unesco, che è universalmente ritenuto neolatino e in gran parte di origine latino-italica dalla totalità della glottologia contemporanea, quella che si studia negli ambienti scientifici. esso è direttamente prossimo al venexiano, cioè all'idioma usato dal patriziato veneziano, e in cui veniva stilati i documenti della Repubblica di San Marco. E sia chiaro non è poi così distante dalla lingua di Goldoni.

    2) il venetico, lingua preromana degli antichi Veneti, scomparsa già nel I secolo dell'era volgare, con poche fonti scritte, di origine indoeuropea, del sottogruppo italico, da alcuni persino ritenuta variante dell' Etrusco antico, quello dei Rasenna di Camuna. Tracce di questa lingua potranno essere anche sopravvissute nella cadenza, in alcuni fonemi o fenomeni fonetici dell'attuale dialetto veneto. tuttavia come lingua parlata e scritta ha smesso di esistere dal I secolo , infatti oltre questa data non vi sono più epigrafi e nessun autore riporta che nelle terre venete venisse parlata, fosse anche nelle campagne. Questa lingua è ritenuta estinta dalla dialettologia ufficiale, in pratica soppiantata dal latino, nel quale sopravvisse solo in certe particolari forme fonetiche o piccole varianti grammaticali, cosa che più o meno è accaduta a tutte le altre lingue italiche.

    Questa è almeno la tesi seguita dalla glottolgia scientifica attuale.

    Siamo concordi su questo o esiste una altra, una terza "lingua veneta" di cui io e altri che studiano glottologia siamo stati finora all'oscuro?

  3. Musashi ha detto:

    ….Evidentemente sono un idiota che contiuna a ritenere l'espressione "lingua romanza" come assolutamente significativa come definizione e per niente affatto insensata, ritendendo centrale l'elemento latino data l'indiscussa e incontrastata preponderanza del latino per svariati secoli su altre forme lingustiche, passate in secondo piano (ciò che poi diventerà sostrato), più spesso come reminiscenza di lingue ormai via via in disuso presso le popolazioni del dominio romano.

    Sarò idiota, per carità, ma questa è la tesi che sta alla base di tutti i lavori della filologia contemporanea, è un po' come la termodinamica in fisica: una teoria ormai consolidata.

    Sarò idiota, ma sono in numerosa e dotta compagnia.

  4. Wainer ha detto:

    no allora basta, io con uno studentello alle prime armi non mi ci metto.

    se non conosci le cose basta.

    e poi dove studi, con prof italiani? ciao…

    tanti saluti.

    attendo che annetti all'italia tutte le terre romanze.

    i celti non sono un revival, mio nonno, mi parlava dei nostri galli, non siamo umbri che giocano a fare gli irlandesi, tutti i veneti parlano veneto, tu fai bizantinismi (mi ero dimenticato che non conosci questo termine),

    tutti i centri dell area padano alpina o quasi sono fondati dai celti, bononia, mediolanon, con tanto di significati territoriali-religiosi, le tombe celtiche sono identiche addirittura alle tombe della britannia.

    attendo con impazienza l'elenco dell'archeologia classica nella valle del po.

    questo poi è l unico stato diviso nettamente tra europa e subcontinente mediterraneo, non guardare me, guarda la gente comune nativa di bologna, parma, verona..

  5. Kaisaros ha detto:

    x Musashi:

    ancora continui a perdere tempo?

    Non vedi che di fronte alle tue argomentazioni linguistiche,

    storiche,sociologiche,

    la controargomentazione è

    "mio nonno mi parlava di asterix"?

    Probabilmente c'aveva azzeccato la redazione

    quando molti commenti fa

    (dopo che il "cittadino veneto" era stato ridotto a ritrattare

    le sue babbionate,raccontate con meno enfasi e meno retorica

    sofistica di quanto faccia l'altro alienato)

    scrisse che era il caso di smettere perchè ormai il discorso

    verteva fuori tema.

    E se era fuori tema quando si "parlava di "nazionalismo veneto",

    figurati ora quando si parla di "buter," di nonni celti,di

    Toscana "nord Italia" e di altre arrampicate sugli specchi da

    "graeculus" sofista(con tristi risultati peraltro)……….

    Non buttare via argomentazioni con chi ti risponderà

    che lo zio mangia cinghiale e porta gli obelischi sulla schiena!

    Ci basti sapere che sono 2 gatti deviati

    che si sono auto-ricamati una mitologia in barba

    ad ogni logica.

    Si capisce insomma quanto quella che fu definita

    "Italianizzazione" durante il Fascismo non fu altro che

    un riportare alla salute mentale dei deliranti cittadini

    Italiani(del nord,o come in questa discussione,del centro Italia)

    facendogli imparare storia,linguistica e geografia con le buone

    o con le cattive.

  6. La discussione aperta da questo articolo, che prosegue a ritmo serrato ormai da alcune settimane, tende ormai da alcuni giorni a riproporre le medesime posizioni senza nuove argomentazioni; inoltre il dibattito si è alquanto spostato dal tema affrontato dall'articolo. I commenti vengono sospesi per qualche tempo.