Gender ed eroticamente corretto. Le tesi di Adriano Scianca

Giovanni Sessa

Giovanni Sessa è nato a Milano nel 1957 e insegna filosofia e storia nei licei. Suoi scritti sono comparsi su riviste e quotidiani, nonché in volumi collettanei ed Atti di Convegni di studio. Ha pubblicato le monografie Oltre la persuasione. Saggio su Carlo Michelstaedter (Roma 2008) e La meraviglia del nulla. Vita e filosofia di Andrea Emo (Milano 2014). E' segretario della Scuola Romana di Filosofia Politica, collaboratore della Fondazione Evola e portavoce del movimento di pensiero "Per una nuova oggettività".

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2 Risposte

  1. fabio ha detto:

    Siamo daccordo nella contrarietà e il rifiuto della teoria del gender ma non lo siamo su alcune conclusioni tratte dall’autore, almeno a quanto risulta dall’articolo. Il progetto cristiano è quanto di più lontano possa esserci dalla suddetta teoria:” Uomo e donna li creò”, per non contare tutte le affermazioni ben chiare a proposito del rapporto uomo-donna espresse nei Vangeli, a ciò si aggiungono la predicazione di San Paolo di Tarso e di San Pietro. Si aggiunga anche il fatto che Gesù non affronta più di tanto la questione dell’omosessualità nella predicazione riportata dagli evangelisti perchè svoltasi in un contesto già fortemente avverso a tale pratica, come espresso nel Levitico. La Sacra Scrittura dunque è chiara ed è così chiara che un apprezzato studioso dell’omosessualità, Hermannn Hartfeld, pastore protestante a Zurigo, afferma che, nonostante i costumi dei popoli vicini, il mondo giudaico cristiano ha rifiutato sempre e risolutamente ogni pratica omosessuale” (Cfr: H. Hartfeld, Homosexualität im Kontest von Bibel Theologie und Seelsorge).
    Scianca ha ragione quando afferma che la teoria del Gender rappresenta il momento apicale del culto dei diritti dell’uomo e proprio per questo è assurdo trovare un punto d’unione con il progetto cristiano. Il principio di autodeterminazione e della volontà del singolo individuo, assunte come criterio ordinatore della vita post-moderna, contrastano pienamente con “Sia fatta la Tua volontà”. La teoria gender ha a che fare, invece, proprio con la secolarizzazione del Continente Europeo e l’abbandono della fede in Cristo. La lotta alla tradizione e, in questa, all’identita storica, filosofica e religiosa ha avuto la sua ufficializzazione nel rifiuto al riconoscimento delle radici cristiane come punto fermo di riferimento della Cultura Europea.

  2. Nebel ha detto:

    Probabilmente l’unico modo per difendersi da quest’eclissi totale del buon senso è appellarsi agli stessi diritti umani la cui difesa estrema ha incontrato il suo opposto, l’intolleranza assoluta:
    – Nessuno deve essere discriminato per sesso di appartenenza, sia esso il terzo sesso ma anche e a pieno titolo il primo e il secondo.
    – Ciascuno ha il diritto di realizzare se stesso nel pieno delle proprie aspettative e nel rispetto degli altri, sia costui nato donna nel corpo di un uomo o viceversa; sia esso nato uomo nel corpo di un uomo e donna nel corpo di una donna!!
    -Tutti hanno il diritto di proteggere, esprimere e vivere la propria cultura, sia essa progressista e aperta al cambiamento, sia essa tradizionalista e rivolta alla conservazione.
    – Nessuno può essere impedito all’espressione di sé. Se un bimbo gioca con le bambole o una bambina colleziona macchinette ne ha tutto il diritto. Ma lo hanno anche mia figlia di preferire pentolone e bambolotto e mio figlio di giocare alla guerra con pistole di plastica.
    Questi diritti sono validi e sacrosanti per tutti. La Natura stabilisce, fa e disfa, muta e mantiene. Nessuno deve permettersi di negarla.

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