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Forum Runa Forum del Centro Studi La Runa
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andetios
Registrato: 12/11/07 20:14 Messaggi: 683 Residenza: eugania venetiana
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Inviato: Mer Set 16, 2009 6:41 am Oggetto: Veci sistemi de conto/Antichi sistemi di calcolo |
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Sta kì xe na etnocultura danobiano-alpina, ke va dal Mar Nero ai laghi alpini, a partir da mucio lonsi (dal neołetego) e ke ben se articoła inte i ani de łe pałafite, dei castełari e dełe teremare, in sta etnocultura ghe łe raixe de on saco de toponimi de łe nostre tere e de kei elementi etnołengoesteghi e culturałi ke ne łiga a łe jenti del çentro/nord/est-oropeo:
Carta de i retrovamenti arkeołojeghi de łe tołete ciamà “BROTLAIBIDOLE”:
Vixion:
http://www.luoghimisteriosi.it/lombardia_cavriana.html
Łe xe coaxi tute grande cofà dei paketi de sigarete o dei tełefoni.
Vengono chiamate anche “BROTLAIBIDOLE” nome che in tedesco significa “Idoli a forma di pagnotta” e sono piccole tavolette della lunghezza di circa otto centimetri, di forma ovale o rettangolare, stanno infatti comodamente in una mano e recano scolpiti piccoli segni molto semplici, come cerchi, linee, croci. Sono prevalentemente fatte di terracotta (solo 5 sono in pietra) e la loro diffusione va dal 2100 a.C. al 1400 a.C (età del Bronzo Antica e Media), data in cui misteriosamente iniziarono a scomparire. Le zone in cui sono state ritrovate investono l’Italia centro-nord e l’Europa centro-est.
Ste tołete le podaria esar anca cofà de i pałotołari, contadori, na speçe de regołi/makinete pa far de conto; e na parte podaria esar cofà skede de rejistrasion contabiłe de ła produsion, dei magaxini, dei scanvi, del dar e de l’aver (?).
Come ca podì ociar la destribusion jeografega de łe tołete mestereghe dite “BROTLAIBIDOLE”, coinçide co coeła de ła difuxion de łi xgràfi catà in ara xloena (venetega-alto Ixonso), cioxota, alpina (Veneto, Lonbardia, Trentin-SudTirol):
Altra area jenerega:
Altri documenti:
http://www.raixevenete.com/forum_raixe/topic.asp?FORUM_ID=10&TOPIC_ID=2762
Sistema de noumerasion inte 'a cultura dei canpi de urne:
http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_di_numerazione_nella_cultura_dei_campi_di_urne
http://it.wikipedia.org/wiki/Cultura_dei_campi_di_urne
Durante la fase iniziale della cultura dei campi di urne, intorno al 1200 a.C. apparirono nell'Europa centrale alcune falci di bronzo con incisi dei segni interpretati come un sistema numerico.
Nel 1946 fu scoperto in Sassonia un deposito con più di 250 falci risalenti al 1500-1250 a.C.
Questa scoperta è solo una parte di tutte quelle risalenti alla Cultura dei campi delle urne fatte vicino al fiume Saale, dove vennero ritrovati circa 600 falci ed altri oggetti. Le falci si pensa che siano state create ne depositi a scopo rituale.
L'attenzione degli scopritori cadde su una serie di segni posti in due posizioni: semplici segni vicino all'impugnatura ed altri più complessi nell'angolo della lama o sulla base.
Furono proprio i segni più semplici ad essere interpretati come un sistema di numerazione.
Furono scoperti anche altri oggetti che riportano gli stessi segni, come per esempio il bollo di Ruthen (risalente all'età del Bronzo) ed il vaso di Coswig (risalente al periodo tra il 1200 e il 1000 a.C.) che riportano il simbolo ////\\\\\.
Nel caso del vaso di Coswig, sembra che il simbolo sia scrito da una mano allenata che ha scritto una serie complessa di simboli sull'argilla ancora fresca.
/ 1 // 2 /// 3 //// 4 \ 5 /\ 6 //\ 7 ///\ 8 ////\ 9 \\ 10 /\\ 11 //\\ 12 ///\\ 13 ////\\ 14 \\\ 15 /\\\ 16 //\\\ 17 ///\\\ 18 ////\\\ 19
\\\\ 20 /\\\\ 21 //\\\\ 22 ///\\\\ 23 ////\\\\ 24 \\\\\ 25 /\\\\\ 26 //\\\\\ 27 ///\\\\\ 28 ////\\\\\ 29
..........................
http://en.wikipedia.org/wiki/Urnfield_culture
Nomari romani:
(no i xe altro ke sti veci segni oropei doparà in età romana; gnanca i nomari gà enventà i romani!)
http://it.wikipedia.org/wiki/Scrittura_Vin%C4%8Da
La scrittura Vinča, nota anche come Alfabeto Vinča o scrittura Vinča-Turdaş sono un insieme di caratteri trovati su alcuni manufatti preistorici provenienti dall'Europa sud-orientale. Alcuni studiosi sostengono che si tratti del primo esempio di scrittura appartenente alla cultura di Vinča, sviluppatasi lungo il corso del Danubio tra il VI e il III millennio a.C. Secondo la maggior parte degli studiosi, tuttavia, essi non possono rappresentare un sistema di scrittura data l'eccessiva ripetizione di alcuni simboli e la eccessiva brevità delle successioni di carattere, sostenendo quindi che la prima vera testimonianza di scrittura rimane la scrittura cuneiforme.
http://it.wikipedia.org/wiki/Cultura_Vin%C4%8Da
La cultura di Vinča fu una cultura preistorica che si sviluppò nella penisola Balcanica tra il VI e il III millennio a.C.
Nel VI millenio a.C. questa cultura occupava una zona delimitata dai Carpazi a nord, dalla Bosnia a ovest, dalla pianura di Sofia a est e dalla valle di Skoplje a sud. La cultura toccò il corso del Danubio, nelle attuali Serbia, Romania, Bulgaria, e Macedonia.
La cultura di Vinča deriva il suo nome dal villaggio di Vinča, situato sulle rive del Danubio, 14 chilometri più a valle di Belgrado, ove venne rinvenuto il più grande insediamento neolitico in Europa. La scoperta avvenne nel 1908, ad opera di un gruppo di archeologi guidato da Miloje M. Vasić, il primo archeologo professionista della Serbia.
http://it.wikipedia.org/wiki/S%C4%83li%C5%9Ftea
Săliştea, fino al 1965 Cioara, (in ungherese Alsócsóra) è un comune della Romania di 2.316 abitanti, ubicato nel distretto di Alba, nella regione storica della Transilvania.
Le tracce più antiche di insediamento umano a Săliştea risalgono alla cosiddetta Cultura Vinča, nel Medio Neolitico.
http://it.wikipedia.org/wiki/Tavolette_di_T%C7%8Ert%C7%8Eria
Le tavolette di Tǎrtǎria sono tre reperti archeologici rinvenuti a Săliştea, Romania. Queste recano incisi simboli che sono stati oggetto di notevoli controversie tra gli archeologi, alcuni dei quali sostengono che le incisioni rappresentano la prima forma conosciuta di scrittura al mondo.
Le tavolette sono generalmente associate alla Cultura Vinča, che all'epoca era ritenuta dagli archeologi rumeni e serbi risalente al 2.700 a.C. Vlassa interpretò la tavoletta senza foro come una scena di caccia e le altre due riportanti segni di una scrittura primitiva simile ai primi simboli utilizzati dai Sumeri. La scoperta suscitò un grande interesse nel mondo archeologico in quanto i segni erano precedenti alla prima scrittura minoica, la più antica conosciuta in Europa. È stato suggerito da alcuni che i simboli indicato una sorta di collegamento tra l'Europa sud-orientale e i Sumeri.
Tuttavia, le successive datazioni al radiocarbonio su i reperti di Tărtăria hanno retrodatato gli oggetti al 5.500 a.C. (e quindi tutta la cultura Vinča era più antica), lo stesso periodo dei primi insediamenti a Eridu (questa affermazione è comunque non da tutti accettata per evidenti contraddizioni nella stratigrafia del sito).
Se i simboli sono di fatto una forma di scrittura, questa sarebbere di gran lunga anteriore alla più antica scrittura sumera o egiziana, divenendo di fatto la più antica conosciuta al mondo. Tale affermazione è molto controversa. _________________ sselboi sselboi ekupetaris
L'ultima modifica di andetios il Mer Set 16, 2009 7:43 pm, modificato 8 volte |
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andetios
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andetios
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Inviato: Dom Set 20, 2009 7:21 pm Oggetto: |
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'N' amuleto del X° secolo, area mexopotamega:
 _________________ sselboi sselboi ekupetaris |
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andetios
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Inviato: Dom Gen 17, 2010 10:18 am Oggetto: |
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Sinbołi de ła cultura de Vinča:
http://www.omniglot.com/writing/vinca.htm
http://shardanapopolidelmare.forumcommunity.net/?t=34372923&st=30
http://shardanapopolidelmare.forumcommunity.net/?t=34372923&st=45#lastpost
La lejenda del Mar Nero e de ‘l dełuvio ogniversal:
http://www.mtsn.tn.it/diluvio/diluvio.html
da Tempo Medico del 24 maggio 2000
Le leggende e i rilevamenti geologici indicano una spaventosa inondazione nelle regioni del Mar Nero
La vera storia del diluvio universale
E’ una storia lunga e avvincente, quella dei diluvi. E’ la storia di un fenomeno naturale su cui popolazioni anche lontanissime fra loro (dalla Mesopotamia all’America centrale) hanno costruito leggende, miti di fondazione, testi sacri, e che di recente è stata restituita all’altra grande lente con cui l’uomo ama leggere il mondo: la scienza.
Fra le tante grandi inondazioni che hanno costellato la storia della Terra, una è diventata universale. Ma ci fu davvero un diluvio che possa essere messo in relazione al racconto biblico? Quando? In quali regioni?
E’ proprio l’intreccio fra storia e scienza, fra le narrazioni mitologiche e le rilevazioni geofisiche, ad aver entusiasmato Walter Pitman. Geofisico del Lamont-Doherty Earth Observatory, a Pasadena, un curriculum scientifico d’eccezione (i suoi studi sulle anomalie magnetiche marine rappresentarono una delle dimostrazioni più solide della teoria della tettonica delle placche: la "Stele di Rosetta per decifrare la storia geofisica della Terra"), Pitman è stato Trento per una conferenza nell’ambito della grande mostra sul diluvio universale che si è conclusa il 21 maggio presso il Museo tridentino di scienze naturali. Entusiasta della mostra (uno dei migliori esempi di mostra scientifica degli ultimi anni, coronata da un meritatissimo successo: per farsi un’idea, consultare www.mtsn.tn.it/diluvio/diluvio.html), racconta l’avventura di cui è stato protagonista negli ultimi anni della sua attività scientifica, e che ha raccolto nel volume Diluvio, scritto insieme al collega William Ryan (Edizioni Piemme, 1999).
Tutto cominciò nel 1972, in modo quasi fortuito. "In quel periodo io e Bill Ryan stavamo collaborando con un gruppo di ricercatori: John Dewey, Maria Cita, Ken Shu, e altri" racconta Pitman. "Alcuni di loro avevano da poco scoperto che cinque milioni di anni fa il Mediterraneo si era completamente seccato, e si inondò successivamente in modo catastrofico. Durante una conversazione, Dewey ci domandò se questo evento potesse essere all’origine della leggenda sul diluvio universale. Naturalmente ci mettemmo a ridere, perché cinque milioni di anni fa non c’erano uomini che avrebbero potuto raccontarlo! Ma cominciammo ha discutere se un evento simile, cioè l’allagamento di un bacino prosciugato a causa di un incremento del livello del mare, fosse potuto accadere alla fine dell’ultima glaciazione, fra 20.000 e 4.000 anni fa. In questo periodo il livello del mare crebbe di circa 120 metri, ed è possibile che ci fosse qualche bacino marginale che si era prosciugato, e che il mare avesse potuto superare qualche passaggio e inondarlo".
Comincia a questo punto una lunga serie di campagne. "Innanzitutto abbiamo trovato che la struttura rocciosa del fondale del Bosforo, oggi coperta da sedimenti fino a 20 metri sotto il livello del mare, ha proprio una profondità di circa 100 metri, e risulta tagliata da profonde gole che sembrano prodotte da un rapido scorrimento d’acqua" racconta Pitman.
Dopo la guerra fredda, i russi misero a disposizione di Pitman i risultati dei loro studi sui fondali del Mar Nero, nonché una nave da ricerca completamente attrezzata. "Grazie a questa collaborazione abbiamo individuato una superficie alluvionale a una profondità di circa 150 metri: abbiamo raccolto campioni sedimentari e abbiamo potuto dimostrare che i sedimenti al di sotto della superficie erano tipicamente d’acqua dolce, e quelli al di sopra erano di acqua salata. Tutto sembrava portare alla conclusione che a quell’epoca il Mar Nero fosse stato inondato dal Mediterraneo. Abbiamo analizzato anche conchiglie e fossili per datare l’inondazione: 5.600 anni prima di Cristo".
Ma ad aiutare i ricercatori non ci sono solo i dati geofisici: anche miti e leggende, sostiene Pitman, possono essere una straordinaria fonte di informazioni. "In questa regione sono nati quattro grandi miti associati al diluvio: quello biblico e tre di origine mesopotamica. Riportano tutti la stessa storia, fin nei minimi particolari: un’avvisaglia, la costruzione di una barca, il carico di animali e equipaggiamenti; l’inondazione arriva, il patriarca prende il largo con la barca insieme alla sua famiglia, poi libera gli uccelli per vedere se c’è una terra sicura su cui approdare, e finalmente lascia l’arca e fa una grande festa per il dio o gli dei".
Una storia che, se letta alla luce dei risultati scientifici e se confrontata coi numerosi reperti archeologici che indicano l’insediamento di nuove popolazioni in Anatolia, in Egitto, in Mesopotamia, in Ucraina e negli Urali proprio attorno a 7.400 anni fa, sembra proprio dare ragione a Pitman e colleghi. "Prima della nostra, la spiegazione più razionale era quella di un’inondazione dovuta allo straripamento del Tigri e dell’Eufrate. Ma le inondazioni di fiumi non avvisano, arrivano improvvisamente. Il Mar Nero invece avrebbe mandato alcuni segnali: prima che il Mediterraneo coprisse completamente il Bosforo (i nostri dati indicano un flusso di 50 chilometri cubici d’acqua al giorno, capaci di innalzare la superficie del Mar Nero di 15 centimetri al giorno), le popolazioni avrebbero avuto uno o due mesi di tempo per prepararsi a partire. Inoltre nei miti il patriarca parte per sempre, non tornerà mai più alla sua terra: nel caso di un’inondazione fluviale le popolazioni avrebbero potuto tornare una volta che l’acqua si fosse ritirata. Questi sono solo due esempi dei moltissimi elementi leggendari che contraddicono l’ipotesi dello straripamento di un fiume. Noi crediamo che lo scenario del Mar Nero corrisponda molto meglio alle leggende".
Che ne pensate?
Quindi non dall'Anatolia ma dalle regioni ora sommerse dal Mar Nero deriva buona parte delle nostre "conoscenze" e "tradizioni".
effettivamente diversi ricercatori avevano prospettato questo evento.
in questa foto
con blu scuro è indicata l'estensione del mar nero prima del presunto diluvio e con blu chiaro l'estensione attuale.
La civiltà che poteva essere interessata a questo repentino ingrandimento era quella di Vinca che occupava i territori che toccavano il Mar nero all'altezza della foce del Danubio, odierna Romania. Quella civiltà è datata tra 6000 e 3000 aC. Verso 5000 - 4000 aC. era cominciato il decadimento di Vinca e l'Innizio della Cucuteni-Trypollie che come vedi dalla cartina che segue è distante dalle coste del mar nero.
Mentre quella che lo costeggia, Yamna, è del 3500 aC.
quindi si potrebbe fare questa ipotesi:
Durante il periodo Vinca il passaggio delle acque dal Mediterraneo al Mar Nero (che allora era un lago) provocò un disastro naturale e la caduta o diminuita importanza di questa cultura che si evolve in Cucuteni. Questa appunto visto il disastro si insedia lontana dalle coste del mare forse ancora non stabilizzate. Successivamente a mar nero ormai stabilizzati, lungo le sue coste si insediano gli Yamna che essendo in via di "kurganizzazione" influenzano tutta la zona del Mar Nero.
questa cartina invece indica i livelli del Mar Nero mentre il testo parla di questa ipotesi fatta da Pitman: www.fmboschetto.it/religione/Genesi/Atlantide/Diluv_8.htm
 _________________ sselboi sselboi ekupetaris
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andetios
Registrato: 12/11/07 20:14 Messaggi: 683 Residenza: eugania venetiana
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Inviato: Dom Gen 17, 2010 11:56 am Oggetto: |
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Altri dati:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/06_Giugno/11/civilta.shtml
Alcuni edifici erano più grandi delle piramidi. Ma degli autori non si sa nulla Scoperti resti della più antica civiltà europea Rinvenute tracce di oltre 150 templi in legno costruiti 7000 anni fa in una zona compresa tra Germania, Austria e Repubblica Ceca
...
IL TEMPIO DI DRESDA - Una delle scoperte più notevoli è stata fatta nel sottosuolo della città di Dresda, dove gli archeologi hanno portato alla luce i resti di un tempio di 150 metri di diametro, circondato da quattro fossati. Sono stati anche trovati utensili in legno, oltre a statuine rappresentanti personaggi o animali. «Le nostre ricerche hanno permesso di rivelare il grado di magnificenza e di sofisticatezza alle quali sono giunte le comunità agricole d’Europa», ha detto Harald Staeuble, capo del dipartimento del patrimonio della Bassa Sassonia. Per gli archeologi, tali edifici sono stati costruiti e "usati" per 2-3 secoli.Non è ancora chiaro per quale motivo se ne sia cessata la costruzione. Solo 3000 anni dopo - durante l’età del bronzo - si sarebbe ripreso a costruire in questa zona d’Europa.
12 giugno 2005
http://it.wikipedia.org/wiki/Dresda
I primi insediamenti nella zona di Dresda risalgono al neolitico.
http://www.laportadeltempo.com/news.asp?ID=2793
La loro scoperta rivoluzionerà lo studio della preistoria Europea, dove si riteneva che nessuna attitudine per l'architettura monumentale fosse stata sviluppata prima che in Mesopotamia ed Egitto.
In tutto, sono stati identificati più di 150 templi.
Costruiti con terra e legno, hanno bastioni e palizzate che si estendono fino a mezzo miglio.
Furono costruiti da un popolo religioso che visse in dimore comuni lunghe fino a 50 metri, raggruppate attorno a villaggi sostanziali.
Le evidenze suggeriscono che la loro economia fosse basata sull'allevamento di bovini, pecore, capre e maiali.
La loro civiltà sembrerebbe essersi estinta attorno ai duecento anni or sono, e le scoperte archeologiche sono così recenti che la cultura che costruì i templi non ha ancora nemmeno un nome.
Gli scavi condotti negli ultimi anni hanno innescato una rivalutazione di simili, seppure fino ad ora per lo più non datati, complessi identificati da fotografie aeree attraverso l'Europa centrale.
Gli archeologi stanno iniziando a sospettare che centinaia di questi centri religiosi monumentali molto antichi, ciascuno di 150 metri di ampiezza, siano stati costruiti attraverso un ponte di terra di circa 400 miglia, in quel che sono oggi l'Austria, la Repubblica Ceca, la Slovacchia e la Germania orientale.
Il più complesso scavato sino ad ora, situato all'interno della città di Dresda, consiste di uno spazio interno apparentemente sacrale circondato da due palizzate, tre banchi di legno e quattro fossati.
...
Un complesso con villaggio e tempio ad Aythra, presso Lipsia, copre un'area di 25 ettari.
Duecento case comuni sono state trovate nell'area.
La popolazione potrebbe essersi aggirata attorno alle 300 persone che vissero in un insediamento altamente organizzato di 15-20 edifici comuni.
(11 Giugno 2005)
link: http://news.independent.co.uk
http://www.halat.pl/Europes_oldest_civilization_2.jpg
http://it.wikipedia.org/wiki/Fossati_circolari
http://it.wikipedia.org/wiki/File:Rekonstruierte_Kreisgrabenanlage2.jpg
Circa 150 sistemazioni di fossati circolari (in inglese circular ditches) preistorici sono noti agli archeologi sparsi per la Germania, Austria, Slovacchia e Repubblica Ceca.
I loro diametri variano suppergiù da 20 a 130 m, e risalgono al V millennio a.C. Strumenti, ossa e alcuni manufatti furono trovati nel loro contesto.
Le più grandi di queste sistemazioni venne trovata a Lipsia negli anni '90. Un altro grande reperto venne scoperto nei pressi del villaggio di Aythra, fuori Lipsia.
Dai reperti trovati nel contesto di questi fossati, e insediamenti associati di case lunghe, fu stabilito che essi fossero stati in uso per un periodo di circa 200 anni, fino al 4600 a.C. ca.
Germania
http://www.spiegel.de/wissenschaft/natur/0,1518,360246,00.html
Ungheria
http://korarok.baranya.hu/index.php?lng=e _________________ sselboi sselboi ekupetaris |
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andetios
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Inviato: Dom Gen 17, 2010 5:45 pm Oggetto: |
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Il cerchio di Goseck
http://it.wikipedia.org/wiki/Cerchio_di_Goseck
Se gli uccelli dell’aria, come i pesci del mare, leggono la lingua del cielo e percepiscono i mille segnali dell’universo, quando s’approssima il momento di partire per la migrazione stagionale o per concepire, partorire, morire ... vuoi che l’uomo, negli eoni, sia stato da meno ?
Vuoi che l’uomo non abbia imparato in milioni di anni di vita nomadica e raminga per i continenti e il mondo intero a leggere il firmamento, il linguaggio chiaro della luna e del sole, quello delle stelle e delle nuvole, dei venti e della pioggia?
Vuoi che non abbia imparato a leggere come gli aurispici il volo degli uccelli e attraverso l’esperienza accumulata e codificata in milioni di anni, con le sue molteplici ciclicità, vuoi non abbia imparato a trarre auspici credibili e veritieri?
Vuoi che non abbia imparato a costruire con i solchi sulla terra, con i muri di ciottoli e di pietra, dei calendari su cui regolare la sua vita individuale e sociale con le sue scadenze, anche nelle lunghe distanze di tempo e geografiche dei rapporti tra comunità, un tempo vicine ma poi allontanatesi, di necessità, per occupare altri spazi vitali?
Vuoi che questi luoghi magici, questi santuari del tempo, questi calendari di pietra e di solchi, non abbiano avuto il loro “prete-sacerdote-druido-shaman-indovino-aurispice” e che comunicavano in spirito o con i segnali di fumo, o con i colombi e di tanto in tanto si ritrovavano tutti, per fare il punto, la storia, la politica, l’amore e la guerra?
Vuoi che ...
Il disco di Nebra
http://it.wikipedia.org/wiki/Disco_di_Nebra
 _________________ sselboi sselboi ekupetaris |
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andetios
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andetios
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Inviato: Dom Gen 24, 2010 9:20 pm Oggetto: |
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andetios
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Inviato: Lun Gen 25, 2010 8:58 am Oggetto: |
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Osi oracołari çinexi:
http://it.wikipedia.org/wiki/Ossi_oracolari
Gli ossi oracolari (甲骨文, pinyin: jiǎgǔpiàn) sono pezzi di osso o di guscio di animali, spesso incisi o dipinti con iscrizioni, usati nella divinazione reale (scapulomanzia) dalla media dinastia Shang alla prima dinastia Zhou nella Cina antica.
Confrontar co:
Vixion:
http://www.luoghimisteriosi.it/lombardia_cavriana.html
Łe xe coaxi tute grande cofà dei paketi de sigarete o dei tełefoni.
Vengono chiamate anche “BROTLAIBIDOLE” nome che in tedesco significa “Idoli a forma di pagnotta” e sono piccole tavolette della lunghezza di circa otto centimetri, di forma ovale o rettangolare, stanno infatti comodamente in una mano e recano scolpiti piccoli segni molto semplici, come cerchi, linee, croci. Sono prevalentemente fatte di terracotta (solo 5 sono in pietra) e la loro diffusione va dal 2100 a.C. al 1400 a.C (età del Bronzo Antica e Media), data in cui misteriosamente iniziarono a scomparire. Le zone in cui sono state ritrovate investono l’Italia centro-nord e l’Europa centro-est.
Ste tołete le podaria esar anca cofà de i pałotołari, contadori, na speçe de regołi/makinete pa far de conto; e na parte podaria esar cofà skede de rejistrasion contabiłe de ła produsion, dei magaxini, dei scanvi, del dar e de l’aver (?).
Come ca podì ociar la destribusion jeografega de łe tołete mestereghe dite “BROTLAIBIDOLE”, coinçide co coeła de ła difuxion de łi xgràfi catà in ara xloena (venetega-alto Ixonso), cioxota, alpina (Veneto, Lonbardia, Trentin-SudTirol): _________________ sselboi sselboi ekupetaris
L'ultima modifica di andetios il Ven Feb 05, 2010 6:44 pm, modificato 1 volta |
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andetios
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Inviato: Ven Feb 05, 2010 6:42 pm Oggetto: |
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Tamgas
(marki de purpietà, de le bestie xlevà, de ara turçego-altaega)
http://www.mondimedievali.net/Barbar/sciti02.htm
Proprio in queste stesse zone è possibile rinvenire una quantità impressionante di "tamgas" (elaborati marchi che identificano il possesso individuale), che le tribù e i clan hanno lasciato dietro di sé come importanti marcatori etnologico tipici di una società pastorale con pascoli comuni e che consentono oggi la ricostruzione dei movimenti e dei legami familiari di una società i cui documenti scritti non sono sopravvissuti.
Oltre a individuare le proprietà, infatti, i tamgas segnavano anche la partecipazione dei membri del clan in azioni collettive (trattati, cerimonie religiose, fraternizzazione, funzioni pubbliche), e servivano come simboli di autorità per il conio delle monete e, dal momento che le loro forme sono rimaste invariate per circa 2000 anni all'interno di gruppi etnici affini, passando, dopo il declino di alcuni clan famosi, ad altri clan omologhi, il loro utilizzo (in particolare quello di tamgas originari del Turkestan occidentale e della Mongolia rinvenuti nell'area del Bosforo) ha permesso agli studiosi di definire con precisione genealogie e rotte migratorie che, dalle pianure centrali e dalle zone del Ponto, rimandano a terre anche molto lontane, quali il Chorasm, il Kang-Ku, la Battriana e la Sogdiana.
http://www.kroraina.com/alan/olhovskij.html
http://www.tcoletribalrugs.com/article48WrightTamga.html
Forse sti marki łi spiega i segni-sinbołi de Vinča e de łe tołete tartareghe
Sinbołi de ła cultura de Vinča:
http://www.omniglot.com/writing/vinca.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Scrittura_Vin%C4%8Da
La scrittura Vinča, nota anche come Alfabeto Vinča o scrittura Vinča-Turdaş sono un insieme di caratteri trovati su alcuni manufatti preistorici provenienti dall'Europa sud-orientale. Alcuni studiosi sostengono che si tratti del primo esempio di scrittura appartenente alla cultura di Vinča, sviluppatasi lungo il corso del Danubio tra il VI e il III millennio a.C. Secondo la maggior parte degli studiosi, tuttavia, essi non possono rappresentare un sistema di scrittura data l'eccessiva ripetizione di alcuni simboli e la eccessiva brevità delle successioni di carattere, sostenendo quindi che la prima vera testimonianza di scrittura rimane la scrittura cuneiforme.
http://it.wikipedia.org/wiki/Cultura_Vin%C4%8Da
La cultura di Vinča fu una cultura preistorica che si sviluppò nella penisola Balcanica tra il VI e il III millennio a.C.
Nel VI millenio a.C. questa cultura occupava una zona delimitata dai Carpazi a nord, dalla Bosnia a ovest, dalla pianura di Sofia a est e dalla valle di Skoplje a sud. La cultura toccò il corso del Danubio, nelle attuali Serbia, Romania, Bulgaria, e Macedonia.
La cultura di Vinča deriva il suo nome dal villaggio di Vinča, situato sulle rive del Danubio, 14 chilometri più a valle di Belgrado, ove venne rinvenuto il più grande insediamento neolitico in Europa. La scoperta avvenne nel 1908, ad opera di un gruppo di archeologi guidato da Miloje M. Vasić, il primo archeologo professionista della Serbia.
http://it.wikipedia.org/wiki/S%C4%83li%C5%9Ftea
Săliştea, fino al 1965 Cioara, (in ungherese Alsócsóra) è un comune della Romania di 2.316 abitanti, ubicato nel distretto di Alba, nella regione storica della Transilvania.
Le tracce più antiche di insediamento umano a Săliştea risalgono alla cosiddetta Cultura Vinča, nel Medio Neolitico.
http://it.wikipedia.org/wiki/Tavolette_di_T%C7%8Ert%C7%8Eria
Le tavolette di Tǎrtǎria sono tre reperti archeologici rinvenuti a Săliştea, Romania. Queste recano incisi simboli che sono stati oggetto di notevoli controversie tra gli archeologi, alcuni dei quali sostengono che le incisioni rappresentano la prima forma conosciuta di scrittura al mondo.
Le tavolette sono generalmente associate alla Cultura Vinča, che all'epoca era ritenuta dagli archeologi rumeni e serbi risalente al 2.700 a.C. Vlassa interpretò la tavoletta senza foro come una scena di caccia e le altre due riportanti segni di una scrittura primitiva simile ai primi simboli utilizzati dai Sumeri. La scoperta suscitò un grande interesse nel mondo archeologico in quanto i segni erano precedenti alla prima scrittura minoica, la più antica conosciuta in Europa. È stato suggerito da alcuni che i simboli indicato una sorta di collegamento tra l'Europa sud-orientale e i Sumeri.
Tuttavia, le successive datazioni al radiocarbonio su i reperti di Tărtăria hanno retrodatato gli oggetti al 5.500 a.C. (e quindi tutta la cultura Vinča era più antica), lo stesso periodo dei primi insediamenti a Eridu (questa affermazione è comunque non da tutti accettata per evidenti contraddizioni nella stratigrafia del sito).
Se i simboli sono di fatto una forma di scrittura, questa sarebbe di gran lunga anteriore alla più antica scrittura sumera o egiziana, divenendo di fatto la più antica conosciuta al mondo (???). _________________ sselboi sselboi ekupetaris |
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