Pordoi
http://img84.imageshack.us/img84/6074/c ... bianco.jpg http://it.wikipedia.org/wiki/Passo_Pordoi Il passo Pordoi (in tedesco
Pordoijoch, in ladino
Jouf de Pordou) è un valico alpino delle Dolomiti posto a 2.239 m s.l.m. e situato tra il Gruppo del Sella a nord e il gruppo della Marmolada a sud.
http://it.wikipedia.org/wiki/Sasso_Pordoi http://de.wikipedia.org/wiki/Pordoijoch Das
Pordoijoch (ital.
Passo Pordoi; fassanisch-ladinisch
Jouf de Pordoi, buchensteinisch-ladinisch
Jou de Pordou) ist mit einer Scheitelhöhe von 2.239 m s.l.m. der zweithöchste mit einer durchgehend asphaltierten Straße versehene Gebirgspass in den Dolomiten Italiens. Es verbindet Canazei im Fassatal (ital. Val di Fassa, fassanisch-ladinisch Fascia), Provinz Trentino mit dem Tal von Buchenstein (Ortsteil Arabba) / Venetien.
Joch <-(e)s, -e> n
1 agr giogo m
2 <sing> fig (schwere Last) giogo m
3 arch campata f
4 geog giogo m,
passo m,
valico m
* sein Joch abschütteln/abwerfen geh, scuotere il giogo.
Latinoiugo, as, avi, atum, are, 1 tr.,
1 aggiogare; quindi, congiungere, unire, legare insieme:
iugare vineam, legare la vite (sopra sostegni per formare un pergolato), VARR., COL.; fig. unire, collegare: omnes (virtutes) inter se nexae et iugatae sunt, tutte le virtù sono intimamente collegate fra loro, CIC. Tusc. 3, 17;
2 unire in matrimonio, CATULL., VERG. [iugum + -o3].
Furt <-, -en> f
guado m.
Pass (2) <-es, Pässe> m (Gebirgspass)
passo m,
valico m.
A la baxe anca de:
Zuglio (
Forum Iulium carnicum)
Cividale (
Forum Iulii)
(e el nome Giulio o Giulia no gh’entra gnente)
Zuglio (Iulium carnicum)
http://img823.imageshack.us/img823/3189 ... e001sn.jpgCividale (Forum Iulii)
http://img824.imageshack.us/img824/6006 ... bianco.jpg
iugo, as, avi, atum, are, 1 tr.,
1 aggiogare; quindi, congiungere, unire, legare insieme: iugare vineam, legare la vite (sopra sostegni per formare un pergolato), VARR., COL.; fig. unire, collegare: omnes (virtutes) inter se nexae et iugatae sunt, tutte le virtù sono intimamente collegate fra loro, CIC. Tusc. 3, 17;
2 unire in matrimonio, CATULL., VERG.
[iugum + -o3].
iugum, i, n.,
1 giogo (degli animali da tiro e spec. dei buoi): iuga imponere bestiis, porre il giogo agli animali, CIC.; tauris iuga solvere (togliere), VERG. Buc. 4, 41; detrectare iuga, mostrare insofferenza al giogo, VERG.; iugum flagello temperare, guidare il giogo (= l'animale aggiogato) con la frusta, PHAEDR. 3, 6, 6;
2 paio di buoi: minus multis iugis arare, arare con un numero minore di attacchi di buoi (di buoi appaiati per tirare l'aratro), CIC. Verr. 4, 121; paio di cavalli, pariglia: immittere iuga, lanciare a corsa le pariglie, VERG.; trasl., coppia, paio: iugum impiorum, una coppia di empi, CIC. Phil. 11, 6;
3 fig. giogo servile, schiavitù, dominazione: a cervicibus urbis iugum servile deicere, far cadere dal collo della città il giogo servile, CIC.; Cantaber indoctus iuga ferre nostra, i Cantabri non ancora avvezzi a sopportare il giogo del nostro dominio, HOR. Carm. 2, 6, 2; exuere iugum, liberarsi dal giogo (del dominio Romano), TAC. Agr. 31; giogo maritale, legami del matrimonio: nondum ferre iugum valet cervice, non è ancora capace di portare sul collo il giogo maritale, HOR. Carm. 2, 5, 1; giogo d'amore, vincoli amorosi: subtrahere colla iugo, liberare il collo dal giogo = troncare una relazione amorosa, OV.; vincolo d'affetto: iugum caritatis, VAL. MAX.; pari iugo, concordemente, PLIN. Ep. 3, 9, 8;
4 giogo (o forca, sotto cui si facevano passare i vinti): sub iugum mittere, CIC., CAES., o sub iugo mittere o emittere, LIV., far passare sotto il giogo; traversa (pertica o palo trasversale nella iugatio delle viti), VARR. e a.; giogo della bilancia, quindi Bilancia o Libra, costellazione: in iugo cum esset luna, mentre la luna era nella costellazione della Libra, CIC. Div. 2, 98; bilanciere del timone del carro, LIV. e a.; palo ricurvo per portare cesti, secchi o sim. sulla spalla, VARR.; subbio, nel telaio del tessitore per avvolgervi l'ordito: tela iugo vincta est, la tela fu avvolta al subbio, OV. Met. 6, 55; banco di rematori: per iuga longa sedebant, sedevano sui lunghi banchi, VERG. Aen. 6, 411;
5 giogo di monte, sommità, cima, cresta, giogaia, catena, CAES., VERG. e a.: iugum montis, cresta di monte, LIV.; fig. vetta, cima: sapientiae iugum, le vette (le altezze) della sapienza, CIC. de orat. 3, 69
[cf. iungo; cf. gr. zygón].iugosus, a, um, agg., ricco di gioghi, montuoso, OV. [iugum + -osus].
Valli Giudicariehttp://www.valligiudicarie.it http://it.wikipedia.org/wiki/Giudicarie Il nome Giudicarie (Judikarien in tedesco) è utilizzato per definire una zona del Trentino occidentale che comprende l'alto corso del Sarca immissario del lago di Garda, dalla sorgente nell’alta Val Rendena fino alla forra del Limarò (mt. 270) e del Chiese fino al suo sbocco nel lago d’Idro (mt. 368).
Il primo utilizzo del nome risale al XIII secolo con derivazione probabilmente dal latino
Judicium (???), nel senso di ufficio giudiziario o di luogo in cui si celebravano i giudizi e quindi di zona di competenza di un ufficio giudiziario : si ricordi che nell'ordinamento asburgico ancora agli inizi del XX secolo anche le zone di competenza amministrativa erano definite "Giudizi" perché come controllore dell'amministrazione statale e locale di una certa zona era preposto il giudice competente per quella zona. In tal senso è di particolare rilievo che fin da tempi immemorabili e comunque dal Medioevo, le Giudicarie erano una zona che si era conquistata una certa autonomia amministrativa dal dominio del Principe Vescovo di Trento, il quale esercitava per esempio un più pregnante controllo sul "libero" comune di Storo (comprendente l'attuale abitato di Storo e le frazioni di Darzo e Ponte Caffaro), posto all'estremità sud delle Giudicarie sulla Valle del Chiese, mentre il vicino abitato di Lodrone (sempre all'estremo sud delle Giudicarie)era sotto il dominio diretto dei conti di Lodron per nomina imperiale diretta di un territorio sito pur sempre nella stessa zona della Valle del Chiese ed unito ad altri piccoli territori sotto dominio dei conti di Lodron nelle vicinanze e fuori attualmente dal territorio trentino (ora parte della provincia di Brescia), anche se ovviamente, con alterne vicende, i conti di Lodron risentirono e furono in qualche modo subordinati al Principe Vescovo di Trento.
iug(u)mentum, i, n., architrave, traversa, CAT. 14, 1; cf. iugamentum [iungo + -mentum].
iugus, a, um, agg., congiunto, riunito, CAT. [iungo + -us].
iugulum, i, n. e iugulus, i, m.,
1 in gener., gola, collo: iugulum petere, afferrare uno per la gola, CIC.; iugulum perfodere, trafiggere, tagliare la gola, TAC.; alicui iugulum dare, CIC., o porrigere, HOR., o praestare, SEN., offrire la gola a uno, porgere il collo (per farsi ammazzare); offerre ultro percussoribus iugulum, offrire spontaneamente la gola agli uccisori, TAC. Hist. 1, 41; fig. iugulum petere, mirare alla gola (= scardinare le argomentazioni principali dell'avversario), QUINT. 8, 6, 51; iugulum (l'essenziale della) causae, PLIN. Ep.;
2 m pl. iuguli, orum, le clavicole, CELS., PLIN.; n. pl. iugula, orum, infossatura formata dalle clavicole alla base del collo, CIC. Fat. 10
[iugum + -ulum].
iugulo, as, avi, atum, are, 1 tr.,
1 sgozzare, scannare, trucidare, massacrare, uccidere: surdi non audiunt grunditum, cum iugulatur, suis, i sordi non odono il grugnito del maiale quando lo si sgozza, CIC. Tusc. 5, 116; se iugulandum alicui tradere, farsi scannare da uno, CIC.;
2 fig. annientare, rovinare: aliquem factis decretisque iugulare, annientare uno per mezzo di fatti e decreti, CIC.; Pompeianorum causa totiens iugulata, la causa dei Pompeiani tante volte annichilita, CIC. Phil. 13, 38; scherzos.: iugulare Falernum, assassinare il Falerno (= guastarlo mescolandolo con un vino scadente), MART. 1, 18, 5 [iugulum + -o3].
iugitas, atis, f.,
lo scorrere continuamente, MARC. EMP.; fig. continuità, perpetuità, Cod. Iust., Cod. Th.
[iugis + -tas].
iugis, e, agg.,
che scorre perennemente, corrente, vivo, perenne: iugis aqua, acqua di fonte, SALL.; iugis aquae fons, sorgente d'acqua perenne, HOR.; putei iuges, pozzi inesauribili, CIC. Nat. deor. 2, 25; fig. inesauribile: thesaurus iugis, PL. Ps. 84; di tempo, continuo: iugi triennio, per tre anni di seguito, EUTR.
[iungo + -is].Cfr.
Fiuggi (e Frigio, Friga, Frigida, Fregene, Fregona, ...)
http://it.wikipedia.org/wiki/Fiuggi Fiuggi (/ˈfjudʤi/) è un comune italiano di 9.698 abitanti della provincia di Frosinone, nel Lazio.
Già nota come Anticoli di Campagna (da ante colles: davanti ai colli; Campagna era il nome del basso Lazio fino all'Ottocento), acquisì nel 1911 il nome attuale, originariamente riferito solamente al luogo dove sgorga la celebre acqua; esso deriverebbe dal latino fluvius, fiume; secondo un'altra teoria avrebbe origine invece dal nome della felce, pianta molto abbondante nel territorio.
Il centro storico cittadino, noto come Fiuggi Città, sorge su una collina alle pendici dei Monti Ernici; al di sotto, circondato da boschi di castagni, si estende il moderno centro termale di Fiuggi Terme o Fiuggi Fonte.
Si ritiene che un piccolo villaggio, di nome Felcia, esistesse già all'epoca degli Ernici, la popolazione preromana stanziata in quest'area del Lazio. Nel 367 a.C. ebbe inizio la dominazione romana, e al periodo romano risalgono le prime attestazioni sulle proprietà delle acque locali di Fons Arilla. L'abitato, anticamente, era situato nella campagna, ma, in seguito alle invasioni barbariche e dei Saraceni, gli abitanti si trasferirono nella vicina collina, dove sorge attualmente il centro storico, per potersi difendere in maniera più efficace.
iugifluus, a, um, agg., che scorre perennemente, P. NOL. [iugis + fluo + -us].
iuges, etis, agg.,
relativo all'aggiogamento: iuges auspicium, auspicio d'aggiogamento, specie di auspicio o presagio nefasto, CIC. Div. 2, 77 [cf. iungo].
iugerum, i, n.,
iugero, misura agraria di superficie pari a circa 25 are (240 piedi in lunghezza per 120 in larghezza), CIC. e a.
• Gen. pl. iugerum; dat. e abl. pl. iugeribus (iugeris in VARR.)
[cf. iugum].
iugeratio, onis, f., 1 divisione per iugeri (di un terreno), Grom.; 2 misura di un iugero, Cod. Th. [iugerum + -o3 + -tio].
iugatio, onis, f., il legare insieme le punte dei pali per ottenere le viti a pergolato, VARR., CIC. [iugo + -tio].
iugarius, a, um, agg.,
1 da giogo (detto di animale), HYG. Fab.; sost. m. iugarius, ii, bovaro, COL.;2
Vicus Iugarius, Vico Giogario, quartiere di Roma, LIV.
[iugum + -arius].
Valli Giudicariehttp://www.valligiudicarie.it http://it.wikipedia.org/wiki/Giudicarie Il nome Giudicarie (Judikarien in tedesco) è utilizzato per definire una zona del Trentino occidentale che comprende l'alto corso del Sarca immissario del lago di Garda, dalla sorgente nell’alta Val Rendena fino alla forra del Limarò (mt. 270) e del Chiese fino al suo sbocco nel lago d’Idro (mt. 368).
Il primo utilizzo del nome risale al XIII secolo con derivazione probabilmente dal latino
Judicium (???), nel senso di ufficio giudiziario o di luogo in cui si celebravano i giudizi e quindi di zona di competenza di un ufficio giudiziario : si ricordi che nell'ordinamento asburgico ancora agli inizi del XX secolo anche le zone di competenza amministrativa erano definite "Giudizi" perché come controllore dell'amministrazione statale e locale di una certa zona era preposto il giudice competente per quella zona. In tal senso è di particolare rilievo che fin da tempi immemorabili e comunque dal Medioevo, le Giudicarie erano una zona che si era conquistata una certa autonomia amministrativa dal dominio del Principe Vescovo di Trento, il quale esercitava per esempio un più pregnante controllo sul "libero" comune di Storo (comprendente l'attuale abitato di Storo e le frazioni di Darzo e Ponte Caffaro), posto all'estremità sud delle Giudicarie sulla Valle del Chiese, mentre il vicino abitato di Lodrone (sempre all'estremo sud delle Giudicarie)era sotto il dominio diretto dei conti di Lodron per nomina imperiale diretta di un territorio sito pur sempre nella stessa zona della Valle del Chiese ed unito ad altri piccoli territori sotto dominio dei conti di Lodron nelle vicinanze e fuori attualmente dal territorio trentino (ora parte della provincia di Brescia), anche se ovviamente, con alterne vicende, i conti di Lodron risentirono e furono in qualche modo subordinati al Principe Vescovo di Trento.
http://it.wikipedia.org/wiki/Discussion ... del_Friuli Nella voce sta scritto : ... ma mancano la fonti!
Tra il 56 a.C. ed il 50 a.C., grazie all'iniziativa di Giulio Cesare, i Romani vi crearono un municipio,
Forum Iulii, ... .
Pare sia soltanto una "leggenda" mancano completamente le fonti che nessuno cita mai, mancano sia i riscontri archeologici (iscrizioni varie da cui si possa risalire al nome Forum Iulii e al fatto che fosse un municipio romano) sia le attestazioni scritte dell'epoca o di poco successive al periodo citato e che trattino del nome Forum Iulii e che il luogo con un tale nome fosse un municipio romano; a meno che non si confonda ... con Zuglio, Iulium Carnicum che però non c'entra alcunchè con il nome Giulio; piuttosto evoca antiche voci di cui il latino iugum (giogo, catena montana), tedesco Joch (giogo, passo e valico), ladino Jouf e Jou (passo e valico) v. Pordoi. Alberto Pento
Nella Tavola Peutingeriana c'è un fiume chiamato
Frigio, che non mi pare sia mai citato da veruna parte e che potrebbe avere una qualche voce in capitolo:
http://a.imageshack.us/img714/74/conpfrigio.jpg , che ricorda il
Frigido (fiume) toscano che nella Tavola Peutingeriana pare corrispondere in qualche modo a taberna frigida
http://a.imageshack.us/img185/3212/tabernafrigidus.jpg . Cfr. anche con
Fregene e
Fregona (a Trevixo con il suo torrente
Friga). Alberto Pento
Fregenehttp://it.wikipedia.org/wiki/Fregene In seguito ad alcuni ritrovamenti archeologici, si è avanzata l'ipotesi che la zona di Fregene fosse conosciuta anche in antichità, probabilmente per la presenza di un porto fluviale situato alla foce del piccolo fiume Arrone, che dopo essere uscito dal lago di Bracciano si getta in mare proprio nel territorio della piccola cittadina.
http://www.facebook.com/topic.php?uid=3 ... topic=9796 L'acqua o i Frigi all'origine del nome.
Un'eco di quella realtà territoriale discontinua e frammentata a causa dell'acqua, la si ritrova nel nome. Che, secondo le indagini più recenti, ha la sua radice nel perfetto (fregi) del verbo latino frangere: con evidente allusione alle onde che andavano a rompersi contro le formazioni di terra presenti nello specchio d'acqua (???). Forse anche un avvertimento per i naviganti, che rischiavano di terminare il viaggio con un urto o un insabbiamento.
A questa spiegazione se ne accompagna un'altra che ha tenuto banco fino a qualche decennio fa e che prendeva le mosse da un'assonanza di Fregenae (questo era il nome latino) con il frigio Enea, sbarcato, secondo la leggenda messa in circolazione nel IV sec. a.C. dallo storico greco Timeo, sulla costa laziale, al termine del suo pellegrinaggio da Troia.
Senza andare troppo indietro con la fantasia, molti facevano risalire il nome a un insediamento di Frigi alla foce dell'Arrone, basandosi sul fatto che Fregene, con il porto, si trovava lungo la rotta delle navi che andavano a rifornirsi di materiali ferrosi nella zona mineraria di fronte all'isola d'Elba, tra Vetulonia e Populonia. Una comunità trapiantata dai Frigi con il duplice scopo di promuovere gli scambi e dare assistenza alle navi di passaggio, in un luogo che aveva tutte le carte in regola per un'accoglienza senza problemi: l'acqua a portata di mano in ogni periodo dell'anno; l'integrazione pacifica con la popolazione autoctona garantita da un'organizzazione statuale, quella degli Etruschi, aperta al confronto con altre culture, in forza di una mentalità aperta a cui avevano contribuito i viaggi a scopo di commercio.
A queste argomentazioni se ne aggiungeva un'altra, nel caso gli Etruschi provenissero veramente dalla Lidia, come sosteneva Erodoto: una affinità di lingua e di cultura con i Frigi, dato che la Lidia e la Frigia confinavano. Manca però un riscontro preciso circa la presenza di questa colonia frigia. Nessuno storico greco o latino ne fa cenno. Stando così le cose, l'etimologia che pone lo scenario lagunare all'origine del nome è la più attendibile. Anche se la versione con Enea e con i Frigi di mezzo, bisogna ammetterlo, è più suggestiva.
Fregene etrusca.
Quando entra sotto i riflettori della storia, Fregene è un insediamento etrusco. Qualche volta nei testi di archeologia viene indicato come un semplice villaggio connesso a un approdo per le navi alla foce dell'Arrone. Altre volte, addirittura messo sullo stesso piano delle grandi città costiere, come Caere (Cerveteri) o Vetulonia. Considerata la sua posizione geografica, viene da pensare che Fregene gravitasse nell'orbita di Cerveteri. Invece ci sono vari elementi che provano la sua dipendenza da Veio, ad esempio la proprietà delle saline che si trovavano tra lo stagno di Maccarese e il mare. O l'architettura tombale: le sepolture venute alla luce a Malagrotta, e in genere quelle comprese tra la valle dell'Arrone e la valle del Tevere, presentano analogie costruttive con quelle di Veio. Non a caso sia la carta storica disegnata da Ortelius e datata 1595 sia quella firmata nel 1777 da Giovanni Battista Ghigi recano la scritta "Veientes" nel territorio tra il Tevere e l'Arrone. Ma dov'era la città etrusca? A eccezione di qualche frammento di bucchero rinvenuto nella piana tra il castello Rospigliosi di Maccarese e la ferrovia, niente di significativo è emerso relativamente a quel periodo. Tanto è bastato, però, a sviare le ricerche concentrandole su un posto sbagliato: confondendo quello che probabilmente era un piccolo avamposto etrusco specializzato nella fabbricazione di ceramiche e laterizi con il sito dell'antica città. Si deve alla curiosità di alcuni giovani appassionati di archeologia se alcuni decenni fa si è giunti alla scoperta del luogo della Fregene etrusca, sul colle di Scaturino, nel punto in cui la strada proveniente da Fregene va ad innestarsi con l'Aurelia (lo sapevo io!!! Sono anni che passando di li' per andare al mare il mio sguardo s'e' sempre chiesto se non ci fosse qualcosa da dire su quella cavolo di collinetta!!! n.d.Ross.). In cima a quelle colline, sepolta nella terra, circondata da altri manufatti, è stata scoperta la sagoma di una costruzione rettangolare in blocchi di tufo, sulla quale sono state rinvenute decine di lampade votive di terracotta. L'occhio degli esperti vi ha individuato un tempio di epoca romana costruito su una preesistenza etrusca. In pratica sotto il tempio romano ce n'è uno etrusco. Da questo che doveva essere il centro amministrativo e religioso della città, l'abitato si sviluppava verso sud ovest, senza scendere dalla collina. Mentre alle spalle c'è una necropoli. Da quel punto si domina la valle dell'Arrone fino al mare. Un panorama che è la copia perfetta di quello che appare dalla etrusca Roselle, in Toscana, se si guarda verso la costa tirrenica, viaggiando con lo sguardo sulla valle dell'Ombrone.
Fabrizio Rasna Gran bell'articolo Rossana. Potrei aggiungere che Fregene ha una certa assonanza col Toponimo FICLINE che gli etruschi hanno usato per almeno due città: Figline Valdarno e quella che poi divenne FORVM LIVII ovvero Forlì. Posso pensare ad un fenomeno frequente nella linguistica che è l'inversione delle consonanti e la sostituzione di una consonante liquida "l" con un altra, la "r". I fiumi rivestivao grande importanza presso gli Etruschi. Se non erro costruirono addirittura un canale artificiale che consentiva di raggiungere persino CLEVSI (Chiusi) attraverso la Valdichiana, ed era un canale che aveva a che fare col CHIANA (CLANA-S ???? ), inoltre pare che il Lago di Bolsena era 10 metri più in basso dell'attuale livello perchè l'emissario MARTA era sottoposto ad attenta manutenzione e il suo letto era mantenuto decisamente più ampio dell'attuale rigagnolo.
http://www.fregeneonline.com/index2.php ... =1&id=1192 Fregona (TV) (
Friga il suo torrente)
http://it.wikipedia.org/wiki/Fregona Resti di utensili provano che la presenza umana a Fregona è radicata almeno dall'età del ferro. La zona era infatti assai favorevole all'insediamento, favorita dalla posizione soleggiata, dall'abbondanza di risorse idriche e dalla protezione data dai rilievi montuosi. Anche sotto i Romani la zona fu civilizzata: di questi resta traccia nella toponomastica e in alcune monete risalenti agli imperi di Tiberio e di Massimino il Trace. Fregona deriverebbe appunto dal latino Frigonia tellus "terra della
Friga" (il torrente che scorre ad est del centro), a sua volta in relazione con frigus "freddo".
Fiume Frigio
http://a.imageshack.us/img714/74/conpfrigio.jpg Taberna Frigida
http://a.imageshack.us/img185/3212/tabernafrigidus.jpg Ad taberna Frigidashttp://www.toscanatour.eu/massa/storia.php Storia di Massa
Posta in una conca, circondata dalle montagne, la città di Massa vanta origini Romane, anche se importanti ritrovamenti attesterebbero la presenza di insediamenti umani già in era paleolitica e neolitica. Sarebbe il risultato degli insediamenti sorti in prossimità del
fiume Frigio, 'ad taberna Frigidas', come cita la 'Tabula Puntigeriana' contenente gli itinerari terrestri tra il II e IV secolo d.C.,località di sosta per i viandanti che percorrevano la via consolare Aemilia Scauri. Il vero e proprio abitato tuttavia risalirebbe all'Alto Medioevo, è dell'882 un documento in cui si parla di un borgo di nome 'Massa Prope Frigium'.Inizialmente il suo nome sarebbe stato Massa Lunense, essendosi sviluppata dopo la decadenza dell'antica Luni, in seguito Massa del Marchese, dai Marchesi Malaspina, poi Massa Cybea, dalla casata genovese dei Cybo-Malaspina ed infine nell'800 , Massa Ducale, dopo l'annessione al Ducato di Modena. Attorno all'anno mille, sotto il governo degli Obertenghi, iniziò la costruzione della rocca e del castello.