Forme pure del corpo fisico

Si raccomanda caldamente di non utilizzare queste comunicazioni come se fossero un sistema filosofico o un insieme di nozioni da imparare a memoria.
Si suggerisce invece di trarre da tali comunicazioni delle immaginazioni intense, luminose e di trattenere tali immaginazioni per un tempo abbastanza lungo sullo specchio interiore della mente.
Tali immagini una volta interiorizzate diverranno feconde e comunicheranno una saggezza estremamente pratica riguardo alle cose che accadono nel corpo umano e alle possibilità d’azione dell’uomo.

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Il corpo umano non è un capriccio del caso: tutto in esso è frutto di razionalità ed arte.

Le forme primordiali della sfera, della semisfera e del raggio si imprimono nel disegno delle ossa.

Ciò che la geometria pura ci mostra come sfera, semisfera, raggio ugualmente appare ai nostri occhi quando contempliamo la natura e l’uomo.

Leonardo, Uomo vitruviano Alziamo gli occhi al cielo:

vedremo nel Sole che irraggia l’immagine cosmica della sfera.

nella Luna crescente a metà del suo cammino l’immagine della semisfera.

E nella traiettoria di un corpo che cade attratto dalla forza di gravità vedremo la direzione del raggio.

Se dopo di ciò volgeremo lo sguardo alle forme del corpo umano ugualmente troveremo l’impronta di queste forme pure.

La sfera avvolge la figura della testa in se conchiusa.

La semisfera asseconda la forma del torace.

I raggi si manifestano nelle linee degli arti.

La testa è una piccola sfera. Un microcosmo che attraverso i pensieri riflette le realtà del cosmo.

Il torace è parte di una sfera più grande, che solo a metà si manifesta nel mondo fisico e per metà rimane invisibile. Il torace è la sede del sentimento: proprio perché il torace è la metà di una sfera, proprio per questo il sentimento dell’uomo cerca il suo completamento in un altro essere.

Gli arti sono come raggi di una sfera più grande che si estende all’infinito. L’uomo muovendo armonicamente i suoi arti nella ginnastica, nella danza, nella marcia, nel nuoto, si inserisce nella sfera del cosmo.

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La testa e gli arti sono i due poli opposti del corpo fisico.
La testa in sé conchiusa si inserisce in una sfera; gli arti, come raggi, si inseriscono nel mondo.

La testa è la sede dei pensieri.
La testa come un microcosmo riflette in pensieri le grandi realtà del cosmo.
La testa per pensare ha bisogno di entrare in uno stato di quiete (1): il pensatore in un istante si ferma e la luce del pensiero dilaga nella sua mente.

Gli arti sono lo strumento della volontà.
E la volontà si manifesta attraverso il movimento degli arti.

Nella testa dell’uomo saggio regna dunque la quiete, la calma del pensiero luminoso.
Negli arti dell’uomo saggio ed attivo regna il movimento armonioso, che pone in atto la volontà.

Nel torace, intermedio tra la testa e gli arti, è posta la sede del sentimento.
Nel battito del cuore, nel ritmo del respiro si imprimono le forze del sentimento.
Nel torace le forze di quiete e le forze di movimento si mescolano.

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Nella sfera del capo prevale la sostanza dell’osso.
Il cranio avvolge il cervello e crea la fisionomia del volto.

Nella regione degli arti prevale la sostanza del muscolo.
I muscoli irrorati di sangue (2) avvolgono le ossa degli arti, formando la figura plastica e tonica dell’uomo.

Nelle ossa, nello scheletro l’uomo trova l’immagine della sua morte futura.

Nei muscoli si scorgono invece le forze della vita e della giovinezza.

La forza del pensare ordinario è strettamente legata alla forza che conduce l’uomo alla morte.
La persona immersa nel turbine della vita, trascinato dalle forze vitali e incoscienti, difficilmente riesce a pensare.
L’attività del pensiero pone un freno alle forze vitali, in un certo senso “uccide” la nostra vitalità.
Per questo l’uomo carico di anni pensa meglio del fanciullo che ha tutta la vita davanti a sé. Nel pensiero ordinario agisce un elemento di morte.

La volontà, l’impulso al movimento hanno invece la loro base nella sostanza dei muscoli.

Il pensiero sorge da un moto di “anti-pathia”, ovvero di distacco.

Se non ci distaccassimo dall’oggetto delle nostre considerazioni, non potremmo pensare secondo giustizia (3).

La volontà è invece animata da una corrente di “sim-pathia”, ovvero di attrazione.
La persona amata ci attrae nel gesto dell’abbraccio.
Anche la persona odiata attrae gli schiaffi dalle nostre mani…

Nel sentimento impulsi di simpatia e di antipatia si mescolano generando l’equazione personale, l’insieme dei gusti e delle inclinazioni.

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Se il nostro pensiero si rivolge al passato abbiamo la facoltà della memoria.

Ma anche quando rievochiamo il passato il nostro amore per la vita non deve mai estinguersi.
Alcune persone invece si rifugiano nella memoria come in una tomba: esse diventano allora pallide, malinconiche di umore.

Quando il nostro pensiero si rivolge al futuro esso diventa immaginazione. L’immaginazione attiva la volontà.
La coscienza magica immagina l’azione che vuole compiere e poi la realizza.
Per questo è necessario sgombrare il campo da ogni fantasticheria malsana: affinché il fiore dell’immaginazione non venga guastato.
L’immaginazione agisce sulla volontà e dunque sui muscoli. Essa produce una ossigenazione del sangue, accende l’organismo di un fuoco interiore (4), un calore vitale.

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Quando ci muoviamo noi “nuotiamo” nello spirito del mondo.

Per questo è importante che il movimento sia armonico, che il gesto dell’uomo sia un gesto euritmico.

Quando pensiamo lo spirito agisce internamente a noi.

Per questo è importante che il nostro pensiero sia luminoso, sereno, chiaro in ogni suo aspetto. Libero da ogni dogma e da ogni passione irrazionale.

Quando siamo in movimento avviene in noi un processo di combustione. Un fuoco sottile si accende nei nostri arti e brucia la materia che tende ad accumularsi soprattutto nella regione dello stomaco.

Se gli arti si muovono poco noi accumuliamo materia nello stomaco e ciò crea in noi una zavorra, una gravità che ci impedisce di essere in armonia con le forze del cosmo.

Il capo, attraverso un processo di digestione spirituale, continuamente assorbe i raggi di luce e di energia che provengono dal cosmo. Ma se nello stomaco si accumula una zavorra di materia questo flusso di luce e energia è disturbato. L’essere umano si ripiega su sé stesso e rischia di perdere il contatto con le forze primordiali.

Col passare degli anni una tendenza all’ingrassamento può essere naturale e per certi aspetti anche innocua. Ma nel caso dei bambini bisogna evitare che essi diventano tondi e perdano l’agilità connaturata alla specie.

Quando l’individuo si allontana dalla sua dignità di uomo, quando perde la ragione e l’onore, la sua stessa forma tende a degenerare.
L’aura del capo evolve verso figure animali: allora sullo stesso volto dell’uomo si staglia l’ombra della scimmia, dell’avvoltoio, del maiale.
Solo un’intesa attività del pensiero e l’esercizio della saggezza nelle vicende pratiche della vita impedisce che il capo scivoli in direzione animale.

Nel respiro è il segreto della guarigione. Nella vita all’aria sana è il facile ingrediente di una crescita sana.
Soprattutto tra i 7 e i 14 anni, le marce all’aria aperta, le escursioni, la ginnastica, la vita a contatto col sacro mistero della natura sono indispensabili per lo sviluppo del torace, lo scrigno nel quale lo spirito del mondo entra ed esce a vivificare il corpo.
Quando l’individuo si chiude in sé stesso, isolato dalle forze divine della natura, quando l’attività di respiro si guasta, allora il veleno di molte malattie si diffonde nel corpo, come la muffa in un ambiente mal areato.
La vita all’aria aperta e la religione della natura (5) sono le grandi medicine del corpo che invece rattrappisce ripiegato su se stesso.

Quando mangiamo, noi assorbiamo elementi minerali: essi ci servono per poterci mantenere eretti nel corpo, saldi nel pensiero. Come la pietra edifica la casa, così il minerale sorregge il corpo fisico e la sua coscienza sveglia.
I Sali alimentano la vita del pensiero. Gli Zuccheri alimentano il senso dell’Io.
Ma le sostanze minerali devono essere disciolte dal fuoco che si accende al centro dello stomaco (6), dal calore del nostro metabolismo altrimenti esse tendono a cristallizzare dentro di noi come fa il miele quando da molto tempo è abbandonato in un barattolo.

Quando il nostro metabolismo è attivo le sostanze minerali fluiscono dentro di noi come forze energizzanti. Quando il nostro metabolismo non è attivo gli elementi minerali cristallizzano: a lasciarli fari essi ci calcificherebbero, ci trasformerebbero in pietre, in statue di sale.
Attraverso il movimento, col nostro essere attivi ed energici durante la giornata, noi impediamo che ciò accada.
Il diabetico non riesce più a dominare l’elemento dello zucchero nel suo organismo.
L’anziano colpito da artrite rimane bloccato, non riesce a sciogliere il corpo dalla calcificazione.
In queste gravi malattie si scorge l’effetto delle sostanze minerali che quasi si ribellano alla forza vitale dell’uomo.
Ma in generale, il movimento armonico delle membra fa si che l’agilità del corpo umano si conservi a lungo e le forze minerali scorrano come fluidi e non si depositino come pietre nel nostro organismo.

NOTE

1) Quegli esseri umanoidi che sotto l’effetto di droghe, alcool lasciano ciondolare la testa, come in una trance oscura, evidentemente azzerano la loro facoltà di pensiero.
2) Si consideri in questa luce l’antico culto del Phallus, dispensatore di fecondità e abbondanza. L’organo generatore maschile è un puro muscolo, senza osso. Esso è dunque l’immagine assoluta della vita.
3) La dea Athena, nata dalla fronte di Zeus, dea dell’intelligenza è in questo senso divinità anti-patica.
4) Il “tapas” degli indù. Ma anche il cosiddetto “furor teutonicus” dei guerrieri germanici.
5) Ovvero il sentimento della Natura percepita come una immensa Theophania.
6) Cfr. le nozioni indù sul Manipura-Chakra posto alla bocca dello stomaco.

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