Elogio del padre, dell’eroe e del guerriero

Giovanni Sessa

Giovanni Sessa è nato a Milano nel 1957 e insegna filosofia e storia nei licei. Suoi scritti sono comparsi su riviste e quotidiani, nonché in volumi collettanei ed Atti di Convegni di studio. Ha pubblicato le monografie Oltre la persuasione. Saggio su Carlo Michelstaedter (Roma 2008) e La meraviglia del nulla. Vita e filosofia di Andrea Emo (Milano 2014). E' segretario della Scuola Romana di Filosofia Politica, collaboratore della Fondazione Evola e portavoce del movimento di pensiero "Per una nuova oggettività".

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2 Risposte

  1. Nebel ha detto:

    In realtà, da donna e madre, non riconosco alcuna “femminilizzazione della società né un “nuovo matriarcato”. Anzi, la donna cerca di mascolinizzarsi e di rinnegare la sua natura di parte femminile, svalorizzando l’immensa importanza che ha ha maternità nell’ambito della crescita sociale e la presenza muliebre nella famiglia quale sostegno, educazione, custode di affetti, relazioni e tradizioni. Piuttosto mi sembra in atto un tentativo di debellare sia il genere maschile che quello femminile nelle loro più alte espressioni, quella del padre, del compagno, del guerriero e quella della madre, della compagna, l’accoglimento in favore di un nuovo tipo sociale confuso e privo di ruolo, dunque debole. Mi auguro che questo non accada. E ripongo speranza in una nuova generazione di Cavalieri.

  2. Michelangelo ha detto:

    Condivido la convinzione che nell’epoca attuale non sia predominante il Femminino, tradizionalmente inteso, nella sua manifestazione orizzontale-matriarcale. Le due Radici Tradizionali di Maschile (verticale, spirituale, guerriero) e Femminile (orizzontale, materiale, devozionale) non si palesano autenticamente nel mondo contemporaneo che sottostà bensì al giogo di una vera e propria “entropia ontologica”.
    Il guerriero e soprattutto l’eroe che del primo ne è l’ottava superiore, non sono più modelli significativi per le generazioni attuali (o per la maggior parte di esse, n.b.) proprio perché implicano ontologicamente una visione del mondo Tradizionale, visione che è stata sommersa da ingenti quantità di detriti antitradizionali (ideologici, religiosi, morali, materialistici, ecc.).
    Nostro compito è creare le condizioni perché la Tradizione possa continuare a vivere, nonostante tutto! E chissà che in un futuro non lontano non possa risvegliarsi nuovamente e divampare “lo spirto guerrier ch’entro mi rugge”!

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