Tutti figli di un dio iperboreo

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6 Risposte

  1. Georg ha detto:

    Siamo sicuri che i latini appartengano al ceppo iperboreo?

    Il romanofilo Evola non mi ispira fiducia.

    • Titus ha detto:

      E il tuo sentire è nel giusto Georg, in quanto il "romanofilo", o meglio, il germanofilo filonazista Evola di imbecillità sull'origine dei romani ne scrisse in importante quantità; fu gran succube della pseudoscienza ideologizzata dell'epoca d'altronde. I prischi romani erano "iperborei" – ossia iperalbini – quanto gli Italiani odierni: ossia NON lo erano. Questa qui esposta è solo una fantasia nazista a cui diversi zelanti servi diedero supporto; supporto fondato appunto su capziosità codarde e fantasie ottuse. Falso supporto in sostanza.

      Leggere oggi gente come Romualdi ispira quasi tenerezza. Eppure vi sono individui che ancora danno peso a quel ciarpame.
      Basterebbe dare un'occhiata agli affreschi di Pompei per farsi un'idea dell'aspetto dell'aristocrazia romana… ma vi voglio fornire qualche studio che potrebbe servire a farvi dare una svegliata in merito alla questione della continuità tra gli Italiani ed i Romani antichi:



      Queste sono (altre) PROVE.

      Saluti

      P.S.: L'articoletto di Piscitelli si dimostra miserevole come di consueto. Ma perché scrive?

      • Kaisaros ha detto:

        Difatti gli affreschi di Pompei difficilmente avevano come soggetto
        l'aristocrazia Romana.
        Più probabilmente l'arte ed i soggetti risentivano degli elementi etruschi
        (e al limite greci),senz'altro non di quelli del Latino originario.

        Un esempio su tutti è quello del dipinto di Paquio Proculo.
        Il soggetto in realtà non è il suddetto politico(futuro duoviro di Pompei),
        ma un panettiere che in tale quadro si atteggia(in maniera anche
        un pò ridicola)a Romano,con tanto di toga e codice in mano.

        Classica ostentazione da "parvenu".
        Ma come si intuisce dal lavoro,dall'ostentazione
        e soprattutto dai tratti somatici,quell'uomo e sua moglie
        sono tutto meno che Latini.

        L'aristocrazia Latina di Roma era,prima di tutto
        razzialmente,ben altro.

        Si spera che tra qualche secolo gli osservatori
        non avranno la stessa superficialità nell'analizzare la nostra storia,
        onde evitare di parlare di anglosassoni negri
        o scandinavi arabi…….

  2. giuliogerdol ha detto:

    Parlare dei supposti prischi romani nella penisola è come parlare dei veda in India, inconsistente. Non c'è nessun problema comunque. Non sto dicendo che anche nella penisola c'è la base australoide (! non guardate me) come in India (chissà..dalla deriva dei continenti, Wegener…).
    Prima dei prischi romani la base (ma non è un opinione, ne parlavano tutti, sempre, Biasutti..) è quella dei nativi mediterranei pre-indeuropei. nativi nativi. Romualdi si mette volontariamente nelle mani dei germanisti nordicisti (nordicismo crollato già nel 1920 con Stoddard, ecc.) e automaticamente come "servo" di codesti. Le sue sacche miste nordico-mediterranee sono ben più dei germani scesi nel medioevo che dei !prischi romani! Un suo grande pregio però, come Evola: la scrittura…non fiorita burocratese italiana..che grande pregio..

  3. Rita ha detto:

    Possano essere protetti tutti gli studiosi che con disinteressato impegno sacrificano tutta la loro esistenza, brevissima, agli studi profondi della civiltà per la nobilitazione del mondo.
    Possano essere protetti dagli spiriti demonici incarnati nelle creature pronte al compimento del male per eliminare i migliori

    • Piero ha detto:

      Importante è leggere Tipologia razziale dell’Europa di Gunther per chiarire l’appartenenza al ceppo nordico dei Romani (il mito di Enea, eroe nordico, è fondamentale).

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