Dal Tradizionalismo del Novecento alla Geopolitica del XXI Secolo. Parte III

20597-a2cdd71f3e2713c72cebd1fd23465cb6Oltre il tramonto dell’Occidente

È noto il tema mistico-politico della III Roma: alla Roma fondata dai gemelli, creatrice di un grande impero universale, era succeduta la II Roma fondata a Oriente da Costantino dopo la visione del segno di Cristo che sormontava l’Aquila e il Sole. A sua volta a Costantinopoli subentrerà la III Roma, ovvero Mosca. In essa si invererà un cristianesimo spirituale, legato al messaggio gnostico del Vangelo di Giovanni.

Si coglie facilmente il collegamento tra il ritmo ternario di questa elaborazione teo-storica e la profezia dell’abate Gioacchino da Fiore, che coglieva nel tempo storico che intercorre tra Creazione ed Apocalisse il succedersi di tre ere: l’Età del Padre, l’Età del Figlio, l’Età dello Spirito.

L’Età del Padre è chiaramente quella dell’antico paganesimo e dei culti etnici, basati sulla correlazione tra sangue e suolo, tra sangue e rito: nella tipologia del Dio Padre sovrano rientra tanto l’indoeuropeo Zeus, quanto lo Jahve dell’Antico Testamento.

L’Età del Figlio albeggia nel momento in cui cominciano a diffondersi miti come quello orfico che parlano di un nuovo signore universale: Dyonisos, alla lettera “Figlio di Dio”. Gesù Cristo al tempo di Tiberio si presenta appunto come Figlio di Dio (non come un semplice messia politico-militare) ed è per questo che il Sommo Sacerdote si straccia le vesti nel Sinedrio gridando “ha bestemmiato”. La vicenda storica di Gesù rappresenta una sorta di precipitato storico di quanto era stato prefigurato nelle vicende mitologiche di Dioniso (il Dio che “patisce”, “muore e risorge”, circondato da donne seguaci entusiaste). Alla quasi generale incomprensione e al rifiuto di parte ebraica fa da contrappunto nella vicenda del Cristo la lucida testimonianza del procuratore romano:

“Non trovo in lui alcuna colpa”

E del centurione romano colto da profonda impressione sotto la croce all’ora terza del Venerdì nero:

“Davvero costui era Figlio di Dio”.

La Terza età è quella dello Spirito, caratterizzato da una piena libertà individuale e da una forma spirituale interiorizzata: lo Spirito appunto “ispira”, entra nell’uomo come una i-spirazione e lo rende soggetto attivo di conoscenza e di azione.

Per Steiner la civiltà russa è appunto quella che è destinata a inverare, al di là delle brume del materialismo occidentale e delle ansie frenetiche del carattere faustiano, il Sé Spirituale – Manas.

images (1)A questo punto è opportuno fare riferimento anche a un’altra scansione del tempo: quella del “Grande Anno Platonico” legato alla Precessione degli Equinozi. Questo computo segna il succedersi di varie epoche a partire dal momento in cui il Sole cambia la sua collocazione nel giorno dell’Equinozio di Primavera.

In epoche arcaiche, il Sole appariva congiunto alla costellazione del Toro in data equinoziale. Quell’epoca coincideva con quella dell’antica civiltà sacerdotale egizia: il Toro era simbolo di una spiritualità che parlava direttamente all’anima senziente e si esprimeva nelle stesse forze vitali dell’uomo, cariche di potenza interiore esattamente come il Toro è carico di forze biologiche.

In un epoca che coincide con l’ascendere della civiltà romana, il Sole è congiunto con l’Ariete, il segno zodiacale connesso anche al centro della fronte.

Pochi anni prima della nascita di Cristo si ha l’avvento dell’Età dei Pesci. E noi sappiamo che il Pesce – ancor prima che la Croce – fu il simbolo primordiale della fede cristiana, dal momento che il termine greco per designare il pesce YKYUS valeva come acronimo per Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore.

In tal senso il tema dell’Età del Figlio si intrecciava plasticamente con il simbolo dell’Età dei Pesci. Pescatore è Simon Pietro, e “vi farò pescatori di uomini” è la promessa del Cristo. L’anello piscatorio è ancora oggi il simbolo più efficiente della sovranità del Pontefice successore di Pietro. E il Re Pescatore è appunto la figura simbolica che appare ferita e menomata, allo stesso modo in cui appare ferita la spiritualità in un epoca di profondo materialismo: la Terra dell’età del ferro è devastata, così come devastata e desolata è la Gaste Lande di cui si fa menzione nel racconto del Graal.

Parsifal che ritrova il Graal e porta rinnovamento nella terra devastata dal precipitare delle ere verso i bassifondi della materia infeconda è già il simbolo di un mondo a venire; un mondo in cui le vie di comunicazione tra mondo fisico e sovramondo si riaprono.

images (2)Steiner prevede il risorgere della spiritualità in una civiltà a venire, situata su una Terra che significativamente collega l’Occidente “faustiano” e l’Oriente delle antiche tradizioni spirituali (la Cina del taoismo operativo e del confucianesimo; il Giappone dello shintoismo e del buddhismo zen; l’India della scienza bramanica, dello Yoga e del Buddhismo Originario; la Persia dello Zoroastrismo del Sufismo Scita).

Ne La missione delle anime dei popoli Steiner coglie una sorta di corrente delle civiltà indoeuropee: questa corrente in epoche antiche è fluita da Oriente verso Occidente. La Grecia, patria dei filosofi e delle arti plastiche che coglievano la forma perfetta della corporeità umana, era più a Occidente rispetto alle antiche civiltà sacerdotali e magiche della Mesopotamia, della Persia, dell’Egitto.

Roma, che dà forma alla geografia del Mediterraneo e dell’Europa Occidentale con gli strumenti del diritto e della organizzazione politica, è più a Occidente rispetto alla Grecia. Questa occidentalità si manifesta con una maggiore propensione pratica e una minore finezza nelle arti e nell’esercizio della filosofia.

Tipicamente occidentali sono le nazioni venute in auge dopo il Medio Evo: Spagna e Portogallo, Olanda e Inghilterra. Sono le nazioni che si proiettano oltre gli Oceani nella esplorazione e nella conquista di un nuovo mondo, l’America, che segna il destino dell’età moderna: da quella terra scaturiscono enormi ricchezze materiali (si pensi al mito dell’Eldorado) e nello stesso tempo nuovi equilibri geopolitici che si inverano nel Novecento con lo schiudersi dell’inconcluso “Secolo Americano”.

Ma nella geografia sacra degli Antichi l’Occidente è anche la direzione che seguono i morti, coincidente con quella del Sole al tramonto. E la terra al di là dell’Oceano – nel quale in tempi prima dei tempi storici sprofondò Atlantide – è anche la Terra dei Morti. Ora Plutone nella mitologia greca oltre ad essere il Re del regno sotterraneo dei Morti è anche il “ricco” per antonomasia, perché dalle fosse sotterranee nelle quali cade il corpo dell’uomo quando con la morte perde la posizione verticale emergono appunto le ricchezze. Si capisce allora quale arcano significato assume il concetto di “Plutocrazia” riferito a una superpotenza – quella degli Stati Uniti d’America – che a partire dall’Ottocento è divenuta straricca in seguito alla “corsa all’Oro” dei pionieri del West e che poi ha prosperato con lo sfruttamento di immense praterie, con l’ingegno dell’industria, con l’estrazione del petrolio dai suoi giacimenti (e da quelli degli altri …).

Davvero la nazione americana invera pienamente le tendenze della civiltà faustiana occidentale. Il simbolo di questo inverarsi potrebbe essere colto dallo sbarco della navicella spaziale Apollo 11 progettata dal capitano tedesco Werner von Braun sulla Luna nel 1969, approdo che segna la conquista dell’ultima frontiera, l’estremo limes spaziale.

Ma prima ancora che questo approdo avvenisse Steiner ammoniva che l’umanità è a un bivio. Se segue la direzione occidentale, segue in realtà un ciclo che volge al tramonto: il Tramonto dell’Occidente! Con la piena decadenza nella materialità (e nell’elemento infero sotterraneo) che questo declinare comporta.

Oltre il Tramonto dell’Occidente c’è per Steiner la Mitteleuropa, l’Europa del Centro, nel quale fiorisce la sua scienza dello spirito antroposofica e nella quale si sono incarnate negli ultimi tre secoli le Idee più luminose (e anche le ombre oscure delle Idee: il materialismo marxista, la psicoanalisi freudiana, il razzismo zoologico nazional-socialista).

L’Europa Centrale (Centrale tra l’Occidente anglofono e l’Oriente delle antiche civiltà oggi risorgenti con un barbarico vigore nell’agone economico) può rassegnarsi ad essere una appendice residuale dell’Occidente oppure rivolgersi ad Est. Questa volta però non con un piano militare di conquista, ma con una pacifica e feconda sinergia di scienza e tecnologia centroeuropee con le energie umane e terrestri dell’Est, con una sintesi spirituale, politica ed economica.

Questa mancata sinergia, unita al catastrofico attecchire della ideologia marxista in Russia hanno segnato la catastrofe della grande guerra 1914-1989. Ora è tempo di rimediare all’errore. Meglio ancora: di perdonare la colpa – da qualunque parte sia stata compiuta – e di rimediare all’errore.

(continua)

Una Risposta

  1. ekaros
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    Punto, germe, sviluppo, dal potenziale all’attuale… nel micro come nel macro, espansione compressione, nascita morte, ovunque…cicli e cicli e cicli, forze, campi di forze, leggi, movimenti… e dagli innumeri moti sorge la fiammeggiante spada…che splende oltre i moti…e che domina i moti…oltre ogni spazio e tempo…

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