Contro la letteratura?

Davide Rondoni è un intellettuale incline alla provocazione intelligente, e i suoi interventi sono sempre tali da suscitare discussioni proficue e stimolanti per il mondo culturale.

Questa volta il poeta forlivese la spara grossa e propone nientemeno che… l’insegnamento facoltativo della letteratura a scuola! I dati, infatti, parlano chiaro: gli Italiani leggono pochissimo, e i giovani non recepiscono praticamente nulla di quel che viene loro insegnato sulla letteratura. Per la maggior parte dei “lettori forti” la passione per la letteratura nasce in contesti extrascolastici, magari in letture pubbliche, in festival letterari, in presentazioni di libri… Un bilancio davvero deludente per una superpotenza culturale come l’Italia!

Leggere è un atto di libertà che nasce dall’amore per il testo, e proprio questo è il problema: la scuola non riesce a trasmettere la passione per la letteratura. Una schiera di insegnanti demotivati e a volte nemmeno troppo preparati affronta la materia con distacco burocratico e con freddezza scientista. Come se Dante, Manzoni e Leopardi potessero essere insegnati allo stesso modo delle scienze esatte…

Il mondo della scuola è ancora ispirato al vecchio pregiudizio illuminista secondo il quale se l’uomo viene informato e istruito diventa automaticamente migliore. La realtà non è affatto così, anzi un analfabeta può mostrare di avere una qualità umana assolutamente superiore a quella di un laureato. Eppure il luogo comune illuminista si trascina stancamente ancora oggi, e su quest’assunto indimostrato gran parte del mondo intellettuale vive ancora di rendita.

Lo studio della letteratura è stato anche danneggiato dalla predominanza del sapere tecno-scientifico nel mondo contemporaneo: la religione della scienza ambisce a sostituirsi al magistero umanistico nella mentalità corrente, eppure la letteratura mantiene il suo valore antropologico al quale sono legate le manifestazioni tipiche che differenziano l’uomo dagli animali. Il sacro, l’amore, la guerra, l’infinita gamma dei sentimenti sono le esperienze fondanti delle relazioni umane e, di riflesso, dell’espressione letteraria.

Le questioni sollevate da Rondoni in realtà oltrepassano l’ambito specifico della letteratura e investono la stessa funzione della scuola nella società globalizzata. La classe dirigente mondialista, infatti, ha puntato su un progressivo abbassamento del livello di preparazione dei giovani, in modo da ottenere una massa istupidita dai mass media e dalla pubblicità e quindi incapace di fare scelte libere e consapevoli. Lo stesso Rondoni osserva che l’attuale modello di scuola è ispirato al germe metodologico del totalitarismo, ma si può osservare che ormai siamo già nella piena manifestazione di un potere totalitario in cui diviene “oggettivo” e quindi vero ciò che pensa la maggioranza sapientemente guidata dai media. Considerando i sempre più inquietanti sviluppi del linguaggio “politicamente corretto”, c’è da temere che la Divina Commedia venga vietata perché Dante mette all’Inferno musulmani e sodomiti…

Rondoni conclude il suo pamphlet con una proposta che potrebbe sembrare balzana e che però non appare del tutto astrusa: gli insegnanti di Lettere dovrebbero costituirsi in ordine professionale, come le corporazioni medievali, e le scuole dovrebbero attingere dagli iscritti all’ordine per formare il corpo docenti. Ai ragazzi spetterà poi la scelta se frequentare o meno il corso di letteratura, ma se l’insegnante sa proporre la materia in modo appassionante e coinvolgente, si può essere certi che l’adesione al suo corso sarà altissima!

Lo squallore dell’attuale panorama culturale lascia presupporre che proposte sensate come quelle di Rondoni siano destinate a cadere nel vuoto, tuttavia i giovani sono meno stupidi di come i media li vogliono rappresentare, e se vengono loro offerti gli stimoli giusti possono rispondere con sorprendente entusiasmo!

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Davide Rondoni, Contro la letteratura. Poeti e scrittori. Una strage quotidiana a scuola, il Saggiatore, Milano 2010, pp.136.

Segui Michele Fabbri:

Michele Fabbri, originario della subregione Romagna-Toscana, ha scritto i libri Trobar clus (Fermenti Editrice), Arcadia (Società Editrice Il Ponte Vecchio), Apocalisse 23 (Società Editrice Il Ponte Vecchio). Dopo la pubblicazione di Apocalisse 23 si sono perse le tracce dell’autore. Alcuni pensano che da allora Michele Fabbri abbia continuato a scrivere sotto falso nome…www.michelefabbri.wordpress.com

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