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	<title>Commenti a: Il comunismo gerarchico</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Di: Paganitas</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/comunismogerarchico.html/comment-page-1/#comment-3190</link>
		<dc:creator>Paganitas</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 10:43:53 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;idea della corporazione proprietaria &#232; stata sicuramente un&#039;innovazione all&#039;interno del panorama politico. Il concetto ha un suo indubbio fascino su ogni mente sinceramente d&#039;accordo col sistema corporativo. 
Il problema per&#242; di racchiudere la propriet&#224; privata all&#039;interno delle mura spirituali della corporazione sposta a mio parere il problema sulle barriere all&#039;entrata o all&#039;uscita che eventualmente si creerebbero per i possibili proprietari. Non &#232; per scadere nell&#039;economicismo liberal-individualista, ma eventuali numeri chiusi per entrare nella corporazione proprietaria, od altre regolamentazioni centralistiche, potrebbero poi infine inficiare proprio quella libera iniziativa che rende un&#039;economia vitale, flessibile, competitiva e tesa alla crescita e allo sviluppo, col pericolo quindi di una cristalizzazione. 
La fine dell&#039;URSS &#232; stata dovuta proprio alla sua rigidezza economica e all&#039;impossibilit&#224; di una vera libera iniziativa anche individuale. Sebbene nell&#039;URSS non fosse presente il concetto di comunit&#224; che propone Spirito, in un certo modo anche nel suo sistema economico esisteva una corporazione proprietaria composta dai funzionari del partito addetti e prescelti in base a selezione alla gestione delle fabbriche. 
Mi ricollego di conseguenza a Julius Evola che riteneva che la tutela reciproca fra libera iniziativa e potere spirituale-temporale dello stato fosse alla base di un Stato Tradizionale. Cio&#232; il punto non &#232; Corporazione si o Corporazione no, che io sinceramente mi auguro sia un si, ma le vere caratteristiche che vengono poi date da una possibile legislazione della Corporazione. Mi riferisco quindi: 
-legislazione per entrare nella Corporazione; 
-legislazione per uscire dalla Corporazione; 
-legislazione per restare all&#039;interno della Corporazione. 
Se per esempio la Corporazione prendesse le caratteristiche degli odierni albi professionali non sarebbe nell&#039;interesse della comunit&#224;. Ovvero sarebbe solo l&#039;ennesimo strumento per creare una scarsit&#224; artificiale di beni e servizi con conseguenti monopoli ed oligopoli. Non sarebbe un gerarchia NATURALE ma artificiale insomma. 
Il tutto potrebbe essere riassunto cos&#236;: qual &#232; lo scopo della Corporazione: creare un numero chiuso o costituire una barriera spirituale con cui tutelare il lavoro della Nazione? </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#039;idea della corporazione proprietaria &egrave; stata sicuramente un&#039;innovazione all&#039;interno del panorama politico. Il concetto ha un suo indubbio fascino su ogni mente sinceramente d&#039;accordo col sistema corporativo.</p>
<p>Il problema per&ograve; di racchiudere la propriet&agrave; privata all&#039;interno delle mura spirituali della corporazione sposta a mio parere il problema sulle barriere all&#039;entrata o all&#039;uscita che eventualmente si creerebbero per i possibili proprietari. Non &egrave; per scadere nell&#039;economicismo liberal-individualista, ma eventuali numeri chiusi per entrare nella corporazione proprietaria, od altre regolamentazioni centralistiche, potrebbero poi infine inficiare proprio quella libera iniziativa che rende un&#039;economia vitale, flessibile, competitiva e tesa alla crescita e allo sviluppo, col pericolo quindi di una cristalizzazione.</p>
<p>La fine dell&#039;URSS &egrave; stata dovuta proprio alla sua rigidezza economica e all&#039;impossibilit&agrave; di una vera libera iniziativa anche individuale. Sebbene nell&#039;URSS non fosse presente il concetto di comunit&agrave; che propone Spirito, in un certo modo anche nel suo sistema economico esisteva una corporazione proprietaria composta dai funzionari del partito addetti e prescelti in base a selezione alla gestione delle fabbriche.</p>
<p>Mi ricollego di conseguenza a Julius Evola che riteneva che la tutela reciproca fra libera iniziativa e potere spirituale-temporale dello stato fosse alla base di un Stato Tradizionale. Cio&egrave; il punto non &egrave; Corporazione si o Corporazione no, che io sinceramente mi auguro sia un si, ma le vere caratteristiche che vengono poi date da una possibile legislazione della Corporazione. Mi riferisco quindi:</p>
<p>-legislazione per entrare nella Corporazione;</p>
<p>-legislazione per uscire dalla Corporazione;</p>
<p>-legislazione per restare all&#039;interno della Corporazione.</p>
<p>Se per esempio la Corporazione prendesse le caratteristiche degli odierni albi professionali non sarebbe nell&#039;interesse della comunit&agrave;. Ovvero sarebbe solo l&#039;ennesimo strumento per creare una scarsit&agrave; artificiale di beni e servizi con conseguenti monopoli ed oligopoli. Non sarebbe un gerarchia NATURALE ma artificiale insomma.</p>
<p>Il tutto potrebbe essere riassunto cos&igrave;: qual &egrave; lo scopo della Corporazione: creare un numero chiuso o costituire una barriera spirituale con cui tutelare il lavoro della Nazione?</p>
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		<title>Di: Azione Tradizionale &#187; Blog Archive &#187; Il caso Pomigliano e l’agonia del modello privatistico della contrattazione collettiva</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/comunismogerarchico.html/comment-page-1/#comment-1960</link>
		<dc:creator>Azione Tradizionale &#187; Blog Archive &#187; Il caso Pomigliano e l’agonia del modello privatistico della contrattazione collettiva</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 08:13:28 +0000</pubDate>
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		<description>[...] dal commento da parte di Michele Fabbri all’opera il comunismo gerarchico di Sonia Michelacci, su http://www.centrostudilaruna.it/comunismogerarchico.html [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] dal commento da parte di Michele Fabbri all’opera il comunismo gerarchico di Sonia Michelacci, su <a href="http://www.centrostudilaruna.it/comunismogerarchico.html" rel="nofollow">http://www.centrostudilaruna.it/comunismogerarchico.html</a> [...]</p>
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