Civiltà americana?

Che il XX secolo sia stato il secolo dell’egemonia americana è fuori dubbio. Dall’intervento nelle due guerre mondiali alla spartizione del mondo con l’Unione Sovietica fino alla fine della guerra fredda, gli Stati Uniti hanno disintegrato fascismo e comunismo e si sono imposti come padroni assoluti del pianeta, spianando la strada all’ideologia mondialista.

Squadra che vince non si cambia, si potrebbe commentare con linguaggio sportivo, eppure comincia a sentirsi qualche scricchiolio nella superpotenza d’oltreoceano. La Cina e altri paesi dell’estremo Oriente sembrano delinearsi come futuri antagonisti degli States, le campagne militari americane nei paesi arabi hanno dato risultati deludenti, inoltre i paesi musulmani tengono sotto tiro l’alleato di ferro dell’America: Israele. Al loro interno gli Stati Uniti sono investiti da un fortissimo flusso migratorio dal Sud America, ed è verosimile che fra qualche decennio la lingua spagnola e la religione cattolica saranno maggioritarie in America del Nord, fenomeno che porrebbe fine alla perdurante egemonia degli anglosassoni protestanti.

Nella prospettiva di assistere a questi grandi cambiamenti strategici, è illuminante la lettura del volumetto curato da Alberto Lombardo Civiltà americana, che raccoglie gli scritti che Julius Evola ha dedicato all’argomento nel periodo 1930-1968.

Il Maestro della Tradizione analizzava il freddo materialismo che ispira la mentalità americana, basata su una morale di facciata derivata dal protestantesimo puritano, con forti venature ebraiche. La devastazione morale che deriva da questa povertà di riferimenti culturali ha prodotto un tipo antropologico incapace di relazioni umane profonde e durature, e una classe politica essenzialmente tecnicista, che nemmeno si pone il problema di costruire un futuro e che si muove fatalmente secondo le logiche del meccanicismo marxista.

Particolarmente gustosi sono alcuni articoli che parlano dell’americanizzazione degli spettacoli televisivi, nonché dello stesso linguaggio quotidiano, deturpato da anglicismi il cui utilizzo è spesso ingiustificato. Di straordinaria attualità anche i pezzi dedicati al tema della mescolanza razziale che oggi l’Europa si trova a dover affrontare con esiti a dir poco preoccupanti…

Civiltà americana contiene quindi uno spaccato interessante di storia e di costume italiani del secolo scorso, ma anche utili suggerimenti e spunti di riflessione per un futuro che potrebbe non essere necessariamente strutturato secondo i piani mondialisti: a volte la storia propone clamorosi fenomeni di eterogenesi dei fini…

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Julius Evola, Civiltà americana, a cura di Alberto Lombardo, Controcorrente, Napoli 2010, pp. 88.

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Michele Fabbri ha scritto il libro di poesie Apocalisse 23 (Società Editrice Il Ponte Vecchio, 2003). Quella singolare raccolta di versi è stata ristampata più volte ed è stata tradotta in inglese, francese, spagnolo e portoghese. Dell’autore, tuttavia, si sono perse le tracce… www.michelefabbri.wordpress.com
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