Cenni Tradizionali di Genesi Antidiluviana con approccio Gnostico

Premesse sulla Tradizione

Un obiettivo delle seguenti note è quello di affermare come la Tradizione Polare Primordiale abbia le sue Origini “lontane” e sapienziali nelle culture Antiche ed in particolare di come, particolarmente nella Tradizione Indù, essa sia ancora molto vicina alla Verità che è possibile cogliere da noi tramite i Veda, la cui epoca di compilazione da parte dei rishi è ascrivibile ad un periodo compreso tra il 5000 ed il 3000 a.e.v., quindi certamente precedente alle culture semitiche, persiane, egizie e giudaiche.

La Fonte è riconosciuta da tutti i Tradizionalisti come Iperborea ed ascrivibile al Polo nord (si legga l’articolo di René Guénon “Atlantide e Regione Iperborea” del 1929 riportato nel testo Forme Tradizionali e Cicli Cosmici). Come spiega L. G. B. Tilak ne La dimora artica nei Veda in India la Tradizione fu remotissima ed ipotizzabile a 50.000 anni a.e.v. e si può ipotizzare che ivi giunse direttamente dalla diaspora delle popolazioni Iperboree che, spostandosi dal Polo, delinearono due rami quello indù e quello iranico, il primo produsse i Veda, il secondo, nella Persia, l’Avesta. Poi, se tale diaspora abbia attraversato nello spostamento dal Polo le terre di Atlantide e di Lemuria, questa è una questione sulla quale si sono erette teorie e congetture più o meno fondate. Quello che è certo è che la trasmissione della Tradizione abbia progressivamente subito alterazioni e compromissioni dovute all’abuso di magia o delineazioni dottrinali religiose sempre più slegate dall’interpretazione naturale (il lessico Nirukta), come è il caso dell’Atlantide in cui il Polo si spostò dal Nord all’Ovest.

Dal ramo Indù poi discende la Tradizione indo-europea, dal ramo iranico/persiano la Tradizione Islamica.

Mentre dalla Atlantide, con la “polarità” ad Ovest, discende il ramo Celtico e druidico.

Di queste Tradizioni quella Vedica ed Islamica sono oggi viventi, quella Celtica è estinta perché non tramandata ed oggi prova a rivivere in improbabili revival che non hanno fondamento in testi sacri ma in documenti circoscritti ed oscuramente o arbitrariamente interpretati.

Sarebbe opportuno fermarsi qui, perché è qui che risiede tutta la Tradizione Primordiale autenticamente tramandata fino ad oggi. Ma vogliamo proseguire la linea delle successive manifestazioni in terre e luoghi successivi.

Quindi è detto come dall’India si passò all’Etiopia ed all’Egitto ove nacque l’Ermetismo che, estesamente, riguarda tutte le discipline occulte della perfetta sapienza: teurgia, taumaturgia, astrologia, alchimia e magia e le cui pratiche erano affidate a sacerdoti Iniziati.

Quindi, dall’Egitto si ebbero le scuole di Semiti e Caldei. Mosè stesso, espressione di queste scuole e che è oggi tenuto in gran conto da ebrei, cristiani e musulmani, fu un Iniziato in Egitto e da lui propagarono i Recabiti, poi gli Esseni ed infine i Cabalisti (ebreizzanti) e gli Gnostici (cristianizzanti). Una linea diretta dai Semiti fu invece quella che evolse nella scuola greco/alessandrina e da questa in quella Gnostica pura.

Vi sono i Veda, l’Avesta, c’è il Corano e c’è la Bibbia. Fermiamoci adesso all’Antico Testamento biblico, ovvero la Tenakh ebraica, e cerchiamo di “posizionare” il primo uomo Adamo e la sua discendenza in un’ottica tradizionale, intesa come trasmissione della Conoscenza e della Verità. Ed effettueremo l’analisi nella Genesi Antidiluviana che è quella più Antica ed in cui la Tradizione Primordiale è più marcatamente Polare e non intaccata da alcune vestigia di sorta, posta cioè prima di ogni corruzione e successiva risorgenza dell’Umanità avvenuta dopo il Diluvio.

Ricorderemo appena di come il Diluvio non fu un “fatto” soltanto biblico ma era già menzionato nei Veda (il tema delle acque e della loro “dimora” è centrale) e nella epopea babilonese/persiana di Gilgameš.

Faremo questo excursus con lo spirito della Conoscenza pura e trasmessa, quindi con quello slancio noetico che è ascrivibile ad una Iniziazione retta dall’Archetipo Saturno, quale deità Primitiva e Lontana, Teoretica e Sapienziale. Scorgendo quale Saturno trasposto nella genealogia dei Patriarchi antidiluviani il figlio di Adamo, Set (o Seth), che deteneva e restaurava l’Ordine e la Stabilità divina in linea diretta con suo Padre e con Dio.

Cenni di Genesi Antidiluviana

Con questi cenni vogliamo seguire gli Iniziati nella stirpe Adamitica ed i due rami della discendenza, quello “dannato” di Caino e quello “divino” di Set.

Adamo ed Eva ebbero Caino, Abele, Set ed altri figli e figlie. Tra questi altri figli e figlie vi sono Calmana e Deborah che non sono citate nei libri sacri ma soltanto in seguito in testi ebraici, anche con nomi lievemente differenti (Kalmana o Aclima e Delbora o Balbira). Tali due donne erano gemelle ciascuna di un figlio, ovvero nacquero Caino e Calmana, poi Abele e Deborah. Altrove si dice invece che le due donne fossero loro gemelle. In ogni caso, per ordine divino essendo i primi ed unici uomini abitanti la Terra, Caino ed Abele sposarono ciascuno la gemella dell’altro. Le coppie dovrebbero essere state Caino-Deborh ed Abele-Calmana. Poi si trova ancora scritto che Caino, in quanto primogenito, rivendicava la seconda sposa e vi sarebbero, secondo lo Zohar, alcune motivazioni di gelosia e discrimine con il fratello Abele. Chi era questa terza donna ambita da Caino? Questa altra figlia di Adamo ed Eva? Si trova scritto che Abele nacque con due gemelle e non con una sola: questa altra donna era Awan. Nella Genesi si dice che dopo la morte di Abele, Caino sposò proprio la di lui sorella Awan e che fu costei (e non Deborah) che portò con sé nel paese di Nod ad oriente dell’Eden, essendo stato bandito. Nel Midrash si dice poi che fu l’invidia di Caino verso la moglie di Abele, più bella, a produrre l’omicidio.

Certo è che Caino fu il “vero figlio del serpente” essendo il primogenito in cui rifluì il veleno iniettato da questo in Eva e tale veleno il responsabile delle sue “negatività”. Si dice inoltre che Caino era un agricoltore a differenza di Abele, pastore e che Dio “apprezzava” i sacrifici cruenti di sangue più di quelli agricoli (cosa questa che traspare in tutto il Vecchio Testamento).

E veniamo al primo Enoch biblico (Enoch significa Iniziato) che fu precisamente il figlio di Caino ed Awan. Ed Enoch fu anche il nome della città costruita da Caino fuori dall’Eden, città in cui l’errante omicida ebbe casa finchè questa, secondo il Libro dei Giubilei della chiesa copta, non crollò addosso a Caino stesso uccidendolo. La stirpe di Caino però continuò e da Enoch nacque Irad. “… Irad generò Mecuiael, Mecuiael generò Metusael e Metusael generò Lamech”.

Tutta la discendenza di Caino fu spazzata via dal Diluvio Universale, cosicché l’umanità discende di fatto dal figlio di Adamo sopravvissuto Set. Ma prima di passare alla discendenza di Set, ancora un cenno sui “figli di Caino”.

Irad, secondo alcune credenze giudaiche non sarebbe perito nel diluvio ma a causa di una maledizione non meglio precisata, avrà vita lunga come il mondo. Egli, secondo gli Annali dei Quattro Maestri Irlandesi, dovrà patire tutta la vita la solitudine, che sarà sia fonte di grande saggezza che di sofferenza, perché non potrà avere né moglie, né amici, né altri figli (oltre quelli generati prima della maledizione). Al contrario, la setta gnostica dei Cainiti, del II secolo, che aveva in gran considerazione tutti i vari personaggi “riprovevoli” dell’Antico Testamento e criticava quel Dio crudele come inferiore al Dio Supremo, colloca Irad come il Terzo Patriarca. Ai Cainiti si associa, tra l’altro, il Vangelo di Giuda, l’antinomismo e l’opposizione al Decalogo di Mosè.

Lucas van Leyden, Lamech e Caino
Lucas van Leyden, Lamech e Caino

Giungiamo all’ultimo discendente di Caino che fu Lamech. La stirpe di Caino, la tribù dei Qeniti, fu composta da allevatori di bestiame, suonatori di strumenti musicali, fabbri. Lamech fu il quinto discendente di Caino ed il primo uomo a praticare la poligamia avendo due mogli Ada e Zilla. Fu un personaggio violento e vendicativo, assassino, cui è citato il suo canto nella Genesi. Si trova scritto in leggende ebraiche molto posteriori al testo biblico che fu Lamech ad uccidere addirittura il suo antenato Caino colpendolo con una freccia da caccia avendolo scambiato per preda per via del corno cresciuto per maledizione sul capo di questi. Lamech ebbe da Ada i due figli Iabal e Iubal, il primo fu pastore nomade e fu “padre di quanti abitano sotto le tende presso il bestiame”, il secondo fu “padre di tutti i suonatori di cetra e di flauto” cioè fu un musico ed inventore della musica. L’altra moglie Zilla, diede a Lamech due figli: Tubal-Cain e Naamah. Il primo fu “il fabbro padre di tutti coloro che lavorano rame e ferro”, della seconda non è detto nulla ma si associa comunemente ad una manifestazione di Lilith, colei che prima di Eva tentò Adamo e quindi ad una donna “bella e di piacere”. Con Lamech inizia l’età dei metalli e la stirpe fu di operosi artigiani e lavoratori, atea, laica ed ingegnosa.

Come detto, eccezion fatta per l’eterno Irad, tutta la discendenza di Caino fu spazzata via dal Diluvio Universale. Dopo il Diluvio vi furono 10 Patriarchi post-diluviani tra cui l’ultimo fu Abramo, padre delle religioni abramitiche che segnano la deriva anti-tradizionalista ed anti-polare della Tradizione Primordiale intatta fino a prima del Diluvio.

Chi percorre la Via Primordiale ed Antica deve arrestarsi ai Patriarchi Antidiluviani consapevole che prima che l’umanità fosse distrutta dal Diluvio, coesistevano i due rami discesi da Adamo in modo “puro ma disgiunto”, cioè gnostico.

Esaminiamo allora il ramo “divino” di Set. Accanto al ramo dei “dannati” vi è Set (anche scritto Seth o Sheth), il figlio ad immagine divina di Adamo e che “rimpiazzò” il secondogenito ucciso Abele. Set fu erede dei Saperi segreti rivelati da Adamo e che divennero la Kabbalah; infatti Set e suo figlio Enos furono gli ultimi due ad essere fatti ad immagine di Dio. Enos fu concepito con la moglie e sorella Azura di quattro anni più giovane. La setta gnostica dei Sethiani considerava Set il depositario di segreta rivelazione divina da insegnare agli Iniziati; la stirpe di Set era considerata quella degli eletti anche secondo il Vangelo Gnostico di Giuda. Set fu il padre di tutti gli gnostici, intesi come coloro che possiedono la Conoscenza per non arretrare di fronte alle forze che dominano la Creazione. Diamo adesso la versione gnostica della Creazione.

Il mondo non fu creato da Dio, ma dagli Eoni che formavano il Pleroma. Gli Eoni, emanazioni di Dio, erano spesso delle sizige, le congiunzioni dei contrari alchemici o della forma maschio/femmina. Accadde che l’Eone Sophia emanò senza il suo Eone partner ed il risultato fu il Demiurgo, ovvero il mezzo-creatore che non sarebbe dovuto esistere non appartenendo al Pleroma. Il Demiurgo creò il mondo materiale ma Sophia infuse nella materia la scintilla divina per salvare l’umanità ed il creato dal Demiurgo. Questi vietava agli uomini di nutrirsi del Frutto della Conoscenza ecco perché, invece, gli Gnostici (Ofiti) venerano il serpente che invece induce gli uomini ad accedere al frutto proibito ed acquisire la gnosis necessaria per sciogliersi dagli inganni del Demiurgo. L’Eone Cristo, emanato dall’Uno e poi incarnato, ebbe il ruolo di insegnare all’umanità la Via della Gnosi: il ritorno al Pleroma. Cristo fu l’ultimo discendente di Set e non fu né crocifisso, né risorto perché essendo spirito puro non poteva morire.

Nelle Tre Stele di Seth dovute a Dositeo, lo gnostico precristiano seguace del Battista e maestro di Simon Mago, si trovano quattro figure: Seth, l’archetipo dello gnostico che si ribella all’ordine apparente delle cose e ricerca la Conoscenza che potrà salvarlo; Adamas, l’archetipo divino di ispirazione dello gnostico; la Barbelo, espressione femminile del Padre, monade e portatrice di luce, intelletto, vita e conoscenza infusa nello gnostico; il Padre, l’essere supremo quale punto di arrivo dello gnostico.

Tornando al personaggio Set, il Giudaismo, l’Islam ed il Cristianesmo lo considerano il capostipite della genealogia umana; inoltre è considerato significativo nel misticismo islamico dei Sufi.

In progressione, la linea di discendenza antidiluviana di Adamo secondo Set è la seguente: Set / Enos / Kenan / Maalaleèl / Iared / Enoch (soltanto omonimo del figlio di Caino) / Matusalemme / Lamech (soltanto omonimo dell’ultimo discendente di Caino) / Noè. Si confronti il capitolo 5 della Genesi per la “grande genealogia dei Setiti”.

Occupiamoci quindi del Settimo (numero sacro) Patriarca Antidiluviano, l’Iniziato divino per eccellenza: Enoch. Questi fu depositario dei misteri celesti ed autore di un corpus di apocrifi a carattere sapienziale. Il libro di Enoch giunto a noi è quello etiope di fede cristiana Copta e scritto nella antica lingua semitica ge’ez. Di Enoch è scritto che a 365 anni, Dio lo prese con sé, rapito in cielo: un chiaro simbolo di divinità solare che compie il suo ciclo annuale.

Una manifestazione del Logos del Sole tratto dal Saturno di Conoscenza.

Il “Libro di Enoch” è quello accettato dai copti ma ve ne sono altri due: “Segreti di Enoch” ed “Apocalisse ebraica di Enoch”. Il “Libro di Enoch” si compone di più parti dette “libri” e ruota attorno alla caduta dei “Vigilanti”, cioè gli angeli che generarono i Nefilim (i giganti o titani, nati dall’unione tra i figli di Dio e le figlie degli uomini). Si descrivono poi i movimenti dei corpi celesti, poi è scritto che 200 angeli del cielo, Semeyaza il loro capo, si unirono alle figlie degli uomini e generarono giganti di 300 cubiti che turbarono l’armonia di uomini e creato. Azazel, il demone dei deserti degli Ittiti, Mesopotamici e Mazdei, ovvero uno degli angeli ribelli, insegna agli uomini la metallurgia, la costruzione delle armi ed alle donne la preparazione di cosmetici ed ornamenti. Ma anche insegna saperi occulti, incantesimi ed astrologia. Gli Arcangeli del cielo, Michele, Raffaele, Gabriele ed Uriele, notano la corruzione degli uomini e si rivolgono a Dio che invia Uriele a Noè per annunciargli il diluvio che cancellerà il male dagli uomini. Poi ordina a Raffaele di imprigionare Azazel nella tenebra e sottoterra fino al giorno del giudizio e ciò avvenne nel deserto di Dudael vicino a Gersusalemme. Poi ordina a Gabriele di far annientare tra di loro i giganti ed ordina a Michele di imprigionare sottoterra Semeyaza e gli altri angeli Vigilanti per 70 generazioni, fino al giorno del giudizio. Così Dio annuncia la futura benedizione del mondo purificato dal male. Nel secondo libro dei Vigilanti si parla poi di Enoch che fu rapito in cielo, incontra angeli, Dio e viaggia in luoghi di terra e sottoterra, nel deserto di fuoco, nelle tenebre di una montagna, per le anime dei morti, ad ovest con il fuoco ardente e poi ancora fino a 12 viaggi ulteriori in cui vede: monti, alberi, burroni, torrenti, valli, foreste, l’albero della conoscenza, animali, confini del nord, sud, ovest della terra. Segue poi il libro delle Parabole che si riferisce ai re della terra; quindi c’è il libro dell’astronomia o dei Luminari celesti visto che tratta soltanto del sole, della luna e delle sue fasi, del cielo, dei 12 venti, delle 7 montagne, dei 7 fiumi e delle 7 isole. Fu Uriele che concesse poi ad Enoch di tornare sulle terra per un anno per illustrare al figlio Matusalemme quanto aveva appreso. Seguono poi il libro dei Sogni con due Visioni: una di distruzione e l’altra è l’Apocalisse degli animali quale allegoria creazionista e dei tempi successivi fino al Messia. Il “Libro di Enoch” si chiude con le lettere di Enoch ed una conclusione. È fin troppo evidente che è il più completo libro Iniziatico.

Brevemente gli altri due “Segreti di Enoch” ed “Apocalisse ebraica di Enoch”. I Segreti narrano di un viaggio del Patriarca attraverso i sette cieli e narra delle rivelazioni sulla creazione e sull’avvenire, quindi Enoch incontra Dio e diviene l’angelo Metatron. L’Apocalisse è in verità un apocrifo, attribuito forse al rabbi Ismael ben Elisha e narra della ascensione di questi e del suo incontro con Enoch/Metatron e con altri angeli del Paradiso.

Il 6 maggio 1583, durante una visione, l’alchimista e mago Edward Kelly compilò il manoscritto “Liber Logaeth” trascrivendo in esso le lettere rivelategli e che apparvero nel colore giallo sfolgorante. Si tratta dell’Alfabeto Enochiano quale lingua angelica ricollegata al concetto di Trinità ed alle Tre Lettere Madri ebraiche. Ma questa è una altra storia, in cui la Magia prevale ed in cui l’influenza divina di Enoch si manifesta tuttavia e comunque in un tempo già moderno e “degenerato”.

Si vuole rimarcare come l’influenza del ramo “divino” della discendenza antidiluviana sia Iniziaticamente ancora attuale, possa cioè essere seguito dagli spiriti puri e volti completamente alla Conoscenza e possa anche favorire, in un mondo in dissoluzione come il contemporaneo, il completo distacco da questo immergendosi invece nella Verità Ultima. Il “ramo” dannato, invece insegna la laboriosità, l’artigianalità, l’ingegno e la ribellione laica.

Come detto la sintesi è la Gnosi per cui bisogna intendere, scrive il Guénon nel testo “Studi sulla massoneria”, “… la Conoscenza tradizionale che costituisce il fondo comune di tutte le iniziazioni, e le cui dottrine e simboli si sono trasmessi, dalla più lontana antichità ai giorni nostri, attraverso tutte le Fratellanze segrete la cui lunga catena non s’è mai interrotta”.

Segui Mauro Papagni:
Ingegnere edile e strutturale, percorre da anni le Vie della Tradizione Iniziatica al cui punto di vista tutto è ricollegato. Con il nome palindromo muXum, ha prodotto lavori d’arte “sacra” e pregna di Essenza adoperando linguaggio poetico, trascendente, metafisico e figurativo. L’aderenza alla Fonte del Polo Perenne svela ogni Conoscenza e favorisce l’incontro con lo Spirito.

  1. Ar
    | Rispondi

    Buongiorno, articolo interessante e ottimamente scritto. Sarebbe possibile ricevere una bibliografia delle fonti citate? Grazie

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