Nausea dell’esistenza e bassezza morale nell’opera di un falso “grande” della letteratura: Carlo Emilio Gadda

Francesco Lamendola

Francesco Lamendola, laureato in Lettere e Filosofia, insegna in un liceo di Pieve di Soligo, di cui è stato più volte vice-preside. Si è dedicato in passato alla pittura e alla fotografia, con diverse mostre personali e collettive. Ha pubblicato una decina di libri e oltre cento articoli per svariate riviste. Tiene da anni pubbliche conferenze, oltre che per varie Amministrazioni comunali, per Associazioni culturali come l'Ateneo di Treviso, l'Istituto per la Storia del Risorgimento; la Società "Dante Alighieri"; l'"Alliance Française"; L'Associazione Eco-Filosofica; la Fondazione "Luigi Stefanini". E' il presidente della Libera Associazione Musicale "W.A. Mozart" di Santa Lucia di Piave e si è occupato di studi sulla figura e l'opera di J. S. Bach.

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5 Risposte

  1. gianfranco ha detto:

    sostanzialmente d'accordo sul giudizio astioso, invidioso, e ingiusto contro Mussolini-

    gianfranco mortoni

  2. giorgio vicentini ha detto:

    Non conosco Gadda e le sue opere. Concordo sulla codardia di prendersela con un morto ma anche Gadda è morto. La vostra "recensione" mi sembra dello stesso stampo di quella di Gadda. Giorgio Vicentini

  3. enrico ha detto:

    l'estensore di questa "recensione" ha letto poco di Gadda e quel poco non l'ha capito per nulla.

  4. Francesco ha detto:

    Quest'articolo è ridicolo, anzi assolutamente divertente. Con piacere vedo che Gadda riesce nella mirabile impresa di turbare i palloni gonfiati anche a distanza di decenni

  5. Giuseppe ha detto:

    Francesco Lamendola, laureato in Lettere e Filosofia, insegna in un liceo di Pieve di Soligo, di cui è stato più volte vice-preside. E si permette di giudicare Carlo Emilio Gadda.

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