Britisches Freikorps. I volontari inglesi di Hitler

Gordon Williamson, Storia illustrata delle SS Tra le tante nazionalità dei volontari stranieri arruolati nelle forze armate tedesche, desta sicuramente curiosità e perplessità l’apprendere che ci furono anche cittadini anglo-sassoni che, durante la seconda guerra mondiale, indossarono l’uniforme germanica.

In Inghilterra, prima della guerra, come era già accaduto in tutta l’Europa, erano sorti movimenti nazionalisti di destra, allineati ideologicamente alla Germania nazionalsocialista e all’Italia fascista, principalmente nella lotta e nell’avversione contro il bolscevismo e le lobbies giudaiche. Subito dopo l’inizio della seconda guerra mondiale, il governo inglese ordinò l’arresto, a scopo preventivo, di tutti i membri dei partiti filo-nazisti inglesi. Alcuni di essi per sfuggire alla prigione fuggirono dal paese, riparando in Francia e Germania.

John Amery

L’idea di formare un’unità di volontari inglesi per partecipare alla guerra sul fronte dell’est, nacque proprio per iniziativa di uno di questi esiliati, John Amery. Figlio di un ministro conservatore inglese, Amery dopo aver tentato invano di intraprendere la carriera politica sfruttando le conoscenze e le amicizie del padre, venne attratto dall’ideologia dei primi movimenti inglesi di ispirazione fascista. L’odio verso la Russia comunista ed il Bolscevismo lo fecero arruolare volontario nel 1936 nelle forze nazionaliste del generale Francisco Franco, durante la guerra civile spagnola. Come molti suoi connazionali si battè valorosamente contro i comunisti spagnoli, guadagnandosi una medaglia d’onore mentre serviva con il Corpo di Spedizione italiano. Dopo la vittoria delle forze nazionaliste in Spagna, si trasferì in Francia dove ebbe contatti con i numerosi partiti filofascisti transalpini, partecipando a dibattiti, seminari e scrivendo diversi articoli sulla stampa di destra. Nel luglio del 1940, dopo la disfatta della Francia, Amery si trasferì nella zona di Vichy, dove si era insediato il governo del maresciallo Petain. Il servizio di propaganda del Terzo Reich aveva intanto iniziato ad interessarsi all’inglese: a Vichy infatti Amery venne avvicinato dal diplomatico francese Graf Ceschi che lo invitò a trasferirsi in Germania per lavorare attivamente e politicamente al nuovo ordine europeo. Amery rifiutò l’invito: Hitler si era alleato con la Russia bolscevica nel 1939 e lui, profondamente anti-comunista, non aveva gradito la cosa.

Operazione Barbarossa

Christopher Ailsby, SS. Hell on the Eastern Front - The Waffen-SS in Russia 1941-1945 La collaborazione con i tedeschi era solo rimandata. Il 22 giugno 1941, i tedeschi invasero l’Unione sovietica. In tutta l’Europa si formarono legioni volontarie per andare a combattere sul fronte dell’est. Dallo stesso giorno dell’inizio dell’Operazione Barbarossa Amery capì che anche lui doveva fare qualcosa, anche l’Inghilterra doveva essere rappresentata sul fronte dell’est da una legione volontaria anti-comunista. Il problema era però dove trovare i volontari. L’Inghilterra era e restava un nemico della Germania, e gli unici inglesi che si potevano reclutare erano quelli presenti nei campi di prigionia tedeschi. Il suo progetto restò solo una ipotesi e senza alcun interesse da parte tedesca.

Solo nell’ottobre del 1942, grazie all’aiuto dell’Hauptmann Werner Plack, Amery fu ricevuto ufficialmente a Berlino: al ministro della propaganda tedesco Goebbels propose la formazione di un comitato tedesco-inglese, capace di riunire tutte le forze inglesi anti-comuniste e coordinare la formazione di una unità volontaria da inviare sul fronte dell’est. Al progetto si interessò Hitler in persona, che autorizzò la permanenza di Amery in Germania: al di là dell’aspetto militare, i tedeschi pensavano all’enorme peso propagandistico dell’operazione.

L’idea originale di Amery era quella di formare un’unità composta da un centinaio di uomini a scopo propagandistico, come base per una unità più grande, arruolando i tanti prigionieri inglesi e del Commonwealth sensibili alla Crociata contro il bolscevismo.

Le autorità tedesche si misero subito all’opera per ricercare negli Stalag e negli Oflag gli ex-appartenenti ai movimenti fascisti inglesi, gli unici prigionieri degni di affidabilità. Inizialmente alla neo unità venne dato il nome provvisorio di Legione San Giorgio, in onore al santo patrono dell’Inghilterra. Nello stesso anno Amery pubblicò a Parigi una monografia anti-bolscevica dal titolo L’Inghilterra e l’Europa secondo John Amery, che piacque molto a Himmler.

Formazione dell’unità

Manifesto propagandistico in lingua inglese per l'arruolamento nelle forze armate del Reich
Manifesto propagandistico in lingua inglese per l'arruolamento nelle forze armate del Reich

Il 21 aprile 1943 iniziarono ufficialmente i reclutamenti per la Legione, che si sarebbero dovuti svolgere tra gli internati e i prigionieri di guerra inglesi e del Commonwealth. I primi tentativi vennero svolti nei campi dislocati in Francia: Amery si recò per prima al campo di St.Denis fuori Parigi. Fu stilato anche una sorta di manifesto, dove si condannavano la guerra contro la Germania ed il sacrificio di sangue inglese per gli interessi dei giudei e del capitalismo internazionale. Nella parte centrale del manifesto, datato 20 aprile 1943, Amery scrisse:

“Questa guerra ha smesso di essere una guerra di nazioni ed è diventata una guerra ideologica. L’Europa e gli altri paesi, le vostre mogli e i vostri figli sono minacciati dall’invasione delle orde barbariche bolsceviche. Per questa ragione io ho contattato il governo tedesco con il proposito di formare una legione inglese contro il bolscevismo, conosciuta come Legione San Giorgio. Faccio appello a tutti gli inglesi affinché rispondano a questa chiamate alle armi per la difesa di tutti i principi che noi inglesi abbiamo per primi proclamato nel mondo: la difesa delle nostre case, dei nostri bambini e di tutta la civiltà contro il dragone asiatico e la bestialità giudaica. La legione San Giorgio combatterà solo contro i comunisti e su nessun altro fronte”.

I prigionieri vennero messi insieme ed interrogati da speciale personale addestrato, ma questo iniziale tentativo fruttò solo due volontari. Intervenne allora il servizio di propaganda del Reich, che intensificò l’attività propagandistica. Lo stesso Hitler cominciò ad interessarsi alla possibilità di reclutare prigionieri inglesi nelle sue forze armate ed autorizzò la formazione di un’unità militare. A questo scopo venne formata un’unità speciale (Besonder Abteilungen 999) controllata dallo Stalag III di Berlino, per cercare nei campi di prigionia gli ex-membri dei movimenti fascisti inglesi.

Chris Bishop, SS. Hell on the Western Front Con i nuovi giri propagandistici presso i campi di prigionia, si arrivò a reclutare un centinaio di inglesi, dei quali solo 58 furono ritenuti idonei per l’indottrinamento nazista. Tra essi c’erano 3 canadesi, 3 sud-africani, 3 australiani, un neozelandese, scozzesi, gallesi e soprattutto irlandesi membri dell’IRA, il movimento di liberazione dell’Irlanda del Nord. Quando però i volontari seppero che avrebbero indossato divise tedesche, ci furono tantissimi ripensamenti: rimasta con solo 11 volontari alla fine del giugno del ’43 l’unità volontaria inglese venne temporaneamente disciolta.

Proprio durante l’estate del ’43 la Legione passò alle dipendenze della Germanische Leitstelle dell’SS-Hauptamt, l’ufficio generale delle SS; l’ufficio era agli ordini dell’ex-medico svizzero della Wiking, l’SS-Obersturmbannführer Dr. Franz Riedwig. La Germanische Leitstelle era divisa in due sezioni, una che si occupava delle SS tedesche ed una (la 1b) che si occupava dell’arruolamento dei volontari stranieri di origine germanica. Himmler volle innanzi tutto cambiare nome alla formazione: il nome “San Giorgio” era troppo religioso per una unità SS ed il termine “Legione San Giorgio” ricordava una associazione raggruppante i veterani inglesi della Prima Guerra Mondiale. L’unità venne così ribattezzata come Britishe FreiKorps (British Free Corps in inglese), cioè Corpo Franco inglese. Gli esperti delle Waffen SS iniziarono una nuova campagna di propaganda ed ai prigionieri venne distribuito un nuovo volantino scritto in lingua inglese:

Amici, compatrioti
Noi del British Free Corps stiamo combattendo per voi!
Noi stiamo combattendo al fianco della migliore gioventù europea per salvare la civiltà dell’Europa e la nostra comune eredità culturale dalla minaccia del comunismo giudaico.

Non ci sono inganni. L’inghilterra fa parte dell’Europa.
Nessun altro paese eccetto la Germania e gli altri suoi alleati vuole salvare il continente dalla minaccia comunista.
Noi siamo inglesi. Noi amiamo l’Inghilterra e lottiamo per essa.
Molti di noi hanno già combattuto sui campi di battaglia di Francia, Libia, Grecia e d’Italia.
E molti dei nostri migliori camerati in armi si stanno sacrificando per vendicare i giudei.

Il conflitto tra l’Inghilterra e la Germania è un suicidio razziale.
Noi dobbiamo unirci per combattere contro il comune nemico.
Noi vi esortiamo ad unirvi a noi nella nostra comune lotta.
Noi vi esortiamo ad entrare nelle nostre file e combattere fianco a fianco a noi per l’Europa e l’Inghilterra.
Pubblicato a cura del British Free Corps

Venne creata una nuova unità speciale, denominata Besonder Abteilungen 517, sempre dipendente dallo Stalag III di Berlino. Vennero riuniti in uno speciale campo circa 270 prigionieri inglesi ritenuti sensibili alla propaganda di reclutamento: il vitto e l’alloggio erano ottimi così come il trattamento dei carcerieri tedeschi. Ma il numero dei volontari era ancora troppo esiguo: i tedeschi cercarono allora un trascinatore, una bandiera che potesse attrarre i volontari e convincere gli indecisi. Questa bandiera venne trovata nel sergente artigliere John Henry Owen Brown, un ex-membro della British Union of Fascists. Catturato a Dunkerque nel maggio 1940, Brown venne trasferito al campo 517 e grazie alla sua adesione al progetto il numero dei reclutamenti aumentò.

Thomas Cooper

Nello stesso periodo arrivò allo stesso campo anche un altro “reclutatore”, Thomas Cooper, inglese di madre tedesca. Cooper in patria non era riuscito ad ottenere un impiego stabile proprio a causa della nazionalità di sua madre, per cui preferì trasferirsi in Germania dove si arruolò nel RAD (Reichs Arbeits Dienst), l’organizzazione dei lavoratori tedeschi. In seguito venne trasferito nell’unità di artiglieria della Leibstandarte Adolf Hitler. La sua origine inglese gli costò il trasferimento nella divisione Totenkopf dove venne incorporato in uno dei reggimenti di fanteria. L’addestramento militare durò fino al febbraio ’41, fino a quando Cooper insieme al Wachbataillon Oranienburg venne trasferito a Cracovia in Polonia.

Nel gennaio del ’43 Cooper venne trasferito alla divisione SS Polizei, con la mansione di autista. La divisione in quel momento combatteva sul fronte di Leningrado nei pressi della città di Schablinov. Dal 13 febbraio i russi attaccarono proprio nel settore tenuto dalla Polizei: Cooper durante i combattimenti rimase ferito alle gambe da una scheggia, e quindi venne evacuato nelle retrovie. Per questa azione venne decorato con il distintivo per feriti di guerra in argento. Durante il suo ricovero in Germania, Cooper venne contattato dal servizio segreto tedesco che gli offrì la possibilità di unirsi al progetto del campo 517. Alla fine della campagna di propaganda solo 20 ex-prigionieri accettarono di essere arruolati e furono trasferiti al campo di Genshagen.

Britisches Freikorps

Rupert Butler, SS-Wiking. The History of the Fifth SS Division 1941-45 Il 1° gennaio 1944 la Legione San Giorgio venne ridenominata ufficialmente come Waffen-SS Britisches Freikorps. I volontari dovettero firmare uno speciale documento per confermare il loro trasferimento nelle Waffen-SS:

“Noi, i veri soldati inglesi, vogliamo allearci con il Führer ed il Reich tedesco. Noi volontari combatteremo fianco a fianco con i tedeschi per sconfiggere i nemici dell’Europa. Per questo scopo, noi sottoscriviamo la nostra appartenenza al British Free Corp”.

Il Britisches Freikorps venne posto inizialmente agli ordini dell’SS-Hauptsturmführer Hans Werner Roepke, ex-ufficiale del reggimento di artiglieria della divisione Waffen SS Wiking. Il campo di addestramento della nuova formazione venne trasferito dallo Stalag IIID (vicino Berlino) ad un edificio nel distretto di Pankow, sempre a Berlino. Per i volontari si decise di utilizzare la divisa Feldgrau delle Waffen SS, una fascia sulla manica con la scritta Britisches Freikorps ed uno scudo con l’Union Jack. Ai volontari inglesi non venne tatuato il gruppo sanguigno sul braccio come gli altri combattenti SS.

Roepke pensò di organizzare con i circa 30 volontari inglesi a disposizione un singolo plotone di fanteria da assalto, da utilizzare eslusivamente contro i sovietici. Venne inoltre stabilito che nessun membro dell’unità prendesse parte a nessuna azione contro le forze inglesi o del Commonwealth e che nessun membro partecipasse ad azioni di spionaggio. Alcuni volontari vennero trasferiti al battaglione Complementi e di addestramento della divisione Totenkopf, dove già dal 1940 c’erano 7 volontari inglesi. Mentre questi volontari completavano l’addestramento gli altri furono impegnati a compiere giri di propaganda nei campi di prigionia per reclutare nuovi membri per l’unità.

Volontario inglese del Britisches Freikorps
Volontario inglese del Britisches Freikorps

Il 10 febbraio 1944 il BFK venne trasferito al campo di Lichterfelde a Berlino: qui vennero raggiunti da sei membri del Britisches Freikorps che erano stati sul fronte dell’est con il reggimento Kurt Eggers. In seguito alle terribili testimonianze circa la violenza dei combattimenti sul fronte dell’est, si verificarono diverse diserzioni. Ad intensificare le diserzioni, ci pensò anche lo stesso Brown: guidato dall’Intelligence Inglese, il sergente inglese riuscì a far evadere molti volontari, trasformando il progetto Britisches Freikorps in un mezzo per i prigionieri inglesi per ottenere la libertà. Per questa sua azione Brown, a fine conflitto Brown venne decorato dal governo inglese con la Distinguished Conduct Medal.

La Germanische Leitstelle decise così di trasferire i volontari inglesi alla scuola politica di Hildesheim ad Hannover, per un indottrinamento politico e verificare la loro completa fedeltà al nazionalsocialismo. Qui i volontari dovettero sottoscrivere un nuovo giuramento di fedeltà:

“Io (nome del volontario), essendo cittadino inglese, mi metto al servizio della comune guerra europea contro il comunismo, arruolandomi nel British Free Corps”.

Questo giuramento fu stampato in inglese e venne consegnato ai volontari (insieme al Soldbuch), che da quel momento godettero di tutti i benefici dei combattenti SS. Nell’aprile del ’44, per i membri del Britisches Freikorps, venne creata un apposita mostrina raffigurante i tre leoni, simbolo dell’Inghilterra ed una nuova fascia da portare sulla manica della divisa, con la scritta “British Free Corps” a caratteri gotici. Il 20 aprile 1944, nel giorno del compleanno di Adolf Hitler, i volontari inglesi ricevettero le armi, e sfilarono per la prima volta in parata. Dopo vennero inviati nei campi di internamento in Germania ed in Austria per reclutare altri volontari: i nuovi reclutamenti fornirono 10 nuovi membri.

Il 4 settembre 1944, il BFK venne trasferito alla scuola Pionieri delle SS a Dresda alla Wildermann Kaserne: in questo periodo l’unità comprendeva 27 membri, di cui 21 soldati, 4 caporali e 2 sergenti. Qui i volontari vennero addestrati all’uso delle armi pesanti, alla bonifica dei campi minati, la rimozione di ostacoli e altro richiesto per un’unità pionieri. Le operazioni di addestramento vennero condotte dall’SS-Obersturmbannführer Hugo Eichorn, comandante dell’unità pionieri della divisione SS Wiking. Per ordine di Himmler, il BFK una volta terminato l’addestramento doveva essere assegnato al 3° SS Panzer Korps.

Il 1° novembre Roepke lasciò il BFK ed il comando passò all’SS-Obersturmführer Dr. Kuelich, un veterano del fronte dell’est con la 2a divisione SS Das Reich, tornato nelle retrovie per le ferite riportate. Kuelich portò a termine le operazioni di addestramento il 15 dicembre 1944; nel frattempo erano giunti altri 3 volontari di origine sudafricana. Nello stesso tempo alcuni volontari, visto l’andamento della guerra, tentarono la fuga verso le linee sovietiche, senza successo: 4 di loro fecero ritorno agli Stalag di provenienza, 1 venne riammesso nelle file del BFK mentre altri 6 vennero condannati ai lavori forzati.

Il 12 febbraio 1945, i volontari del BFK terminarono ufficialmente il loro addestramento; in seguito ai bombardamenti massicci su Dresda, i volontari fecero di nuovo ritorno al distretto di Pankow a Berlino. L’8 marzo 1945, l’Ostuf. Kuelich, a causa delle continue diserzioni, presentò ai volontari una scelta: combattere con una unità Waffen SS o ritornare ai campi di prigionia; la maggior parte dei volontari scelse di combattere e come ricompensa ricevettero in dotazione i nuovi fucili d’assalto Sturmgewehr 44.

Trasferimento al fronte

Il BFK venne diviso in due sezioni; una sezione che includeva i componenti del quartier generale venne trasferita a Brema, mentre un’altra venne trasferita in un campo di addestramento a circa 30 miglia a nord est di Berlino: qui i volontari vennero addestrati alle tattiche anti-carro e all’uso del Panzerfaust.

Il 15 marzo 1945 la sezione di Berlino, terminato l’addestramento, venne trasferita ufficialmente al quartier generale del III° SS PanzerKorps, vicino Stettino. Questa sezione, composta da soli 11 uomini, fu l’unico reparto combattente del BFK. L’Obergruppenführer Felix Steiner, insicuro circa la legalità dell’utilizzo dei volontari inglesi, il 22 marzo 1945 trasferì la sezione all’unità da ricognizione della divisione Nordland (11.SS-Panzer Aufklarungs Abteilung): l’unità era agli ordini dell’SS-Sturmbannführer Rudolf Saalbach. Saalbach assegnò il gruppo inglese alla compagnia accampata nel villaggio di Schoeneberg, vicino alla riva occidentale del fiume Oder. Qui i volontari vennero impegnati in lavori di fortificazione, scavando fossati e trincee anti-carro.

All’inizio di aprile l’altra sezione del BFK, di stanza a Brema, venne trasferita a Steinhoefel dove stazionava il quartier generale del III° SS Panzerkorps: il gruppo era guidato dall’Hauptsturmführer “Webster”. Steiner, fermo nella decisione di non utilizzare gli inglesi in combattimento, assegnò la sezione alla 3a compagnia dell’unità da ricognizione della divisione Nordland, dell’SS-Hauptsturmführer di origine svedese Hans Gosta Pehrsson.

Verso la fine

Rupert Butler, SS-Hitlerjugend. The History of the Twelfth SS Division 1943-45 Il 14 aprile, Steiner emise l’ordine di trasferimento della Nordland alla difesa di Berlino, senza però estendere l’ordine ai volontari inglesi: tuttavia qualcuno di essi riuscì a partecipare alla battaglia di Berlino. Alcune fonti riferiscono che quattro SS inglesi abbiano combattuto a Berlino con l’unità di Pehrsson: uno di essi servì come infermiere mentre gli altri tre vennero impegnati negli scontri per le strade della capitale del Reich. Un volontario inglese finì ucciso, mentre gli altri due finirono prigionieri dei russi e consegnati alla fine della guerra nelle mani degli alleati.

I volontari inglesi guidati dall’Oberscharführer Cooper, si ritirarono da Steinhoefel verso Neusterlitz nel Mecklemburgo. Qui furono impegnati nelle operazioni di evacuazione delle popolazione civile fino al 29 aprile, quando Steiner ordinò a tutte le sue truppe di ritirarsi verso ovest per arrendersi alle forze alleate. Amery e Joyce continuarono fino alla fine le loro visite ai campi di prigionia e la loro azione propagandistica: a guerra finita, catturati dagli alleati, (Amery venne arrestato a Milano), vennero processati ed impiccati in Inghilterra nel dicembre del 1945.

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Bibliografia:

Massimiliano Afiero, I volontari stranieri di Hitler, Ritter editrice.
Adrian Weale, Renegades: Hitler’s Englishmen, ed. Weidenfeld & Nicolson.
R. Skidelsky, Il fascismo in Europa, editrice Laterza.
C. C. Jurado, Foreign volunteers of the Wermacht 1941-45, Osprey Publishing Ltd.

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Massimiliano Afiero nasce ad Afragola (Napoli) nel 1964. Insegnante di informatica ma soprattutto appassionato studioso del secondo conflitto mondiale, ha pubblicato numerosi articoli sulle principali riviste di Storia a diffusione nazionale, come Storia del XX Secolo, Storia e Battaglie, Storia del Novecento, Raids e Milites e collabora attivamente con numerosi siti web a carattere storico-militare. Dal novembre 2004 è Consulente storico e Direttore Tecnico della rivista Volontari, bimestrale dedicato esclusivamente alla storia delle formazioni della Waffen SS. Dal maggio 2008 Caporedattore della rivista bimestrale SGM (Seconda Guerra Mondiale) pubblicata dall'Editoriale Lupo.

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