Centro Studi La Runa

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Brent Hughes

22 febbraio 2010 (16:05) | Autore:

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Brent Hughes
(Londra, 1965 -)
guardiano notturno,
Tate-Clore Gallery, Londra,
le sale di Joseph Mallord William Turner

Nella notte, gli spazi della galleria sono illuminati solo da un sottile nastro di luce rossa sui lati del pavimento, a segnare il percorso.

Le pareti, i dipinti, tutto è incerto, nella penombra, nel mio silenzio e in quello delle cose ed è così che ogni giro di guardia rassomiglia la vita.

Prima dell’arco che segna l’ingresso alle sale di Turner indugio ogni volta.

Cosa accade nell’alta notte di quella chiarità, di quei soli all’orizzonte che creano e divorano il mondo, delle marine incendiate?

Dio li contempla?

Le tele non sono che l’ultimo velo, dietro il quale sta ciò che è, prima dello spazio e del tempo.

Potessimo alzare quel velo, affondare le mani nella realtà intorno a noi, sentendo il Divino senza forma in cui tutto è immerso e che tutto sostiene.

Il quadro dell’alba dal mare sul castello di Norham, che nessuno può guardare senza una vertigine, si fonde in me con il viso di mia figlia Elizabeth e l’ala leggera dei suoi capelli biondi, con il suo sorriso di perla in quella nuvola dorata.

Prima che il mio turno termini, in piedi in un angolo della decima sala, attendo il sorgere del sole.

Da oriente, una luce che ha attraversato tutta la terra tocca quasi con un suono la fila di alte finestre ed invade lo spazio.

Splendenti, i quadri restituiscono trasformata, per noi e per il mondo, quella luce, limite estremo di ciò che ancora può apparire in immagine, in forma compiuta.


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