La battaglia di Petrikowka. Fanti italiani e fanti SS sul fronte russo
Tags: ARMIR, Corpo di Spedizione italiano in Russia, CSIR, Dnieper, Dniepropetrowsk, fanti italiani, Francesco Zingales, fronte russo, Giovanni Messe, Hauptsturmführer, Legione Camicie Nere Tagliamento, Panzergruppe, Pasubio, Petrikowka, Poltava, Principe Amedeo duca d'Aosta, Tagliamento, von Mackensen, waffen ss, Westland, Wiking
Il Corpo di Spedizione italiano in Russia
Subito dopo la dichiarazione di guerra all’URSS (23 giugno 1941) il duce Benito Mussolini si affrettò a proporre ad Hitler l’invio sul fronte dell’est di un corpo di spedizione italiano. Questo non solo per motivi di prestigio internazionale, ma soprattutto per continuare la collaborazione militare su tutti i fronti dopo l’intervento tedesco in Africa e nei Balcani.
Vennero scelte le seguenti unità per il Corpo di Spedizione italiano:
la 9a divisione motorizzata Pasubio
la 52a divisione motorizzata Torino
la 3a divisione celere Principe Amedeo duca d’Aosta
XXX° Raggruppamento di cavalleria
63a Legione Camicie Nere Tagliamento (console Nicolò Nicchiarelli)
61° Gruppo di aviazione Osservazione aerea
22° Gruppo di aviazione Caccia terrestre
In totale 2.900 ufficiali, 58.800 uomini di truppa, 5.500 automezzi, 51 aerei da caccia, 22 aerei da ricognizione e 10 aerei da trasporto S81. Come primo comandante del Csir fu designato il generale di Corpo d’Armata Francesco Zingales. Il Corpo di spedizione italiano venne destinato al Gruppo di Armate Sud nell’Ucraina meridionale.
Le operazioni di trasferimento del Csir in Russia iniziarono il 10 luglio: durante il viaggio in treno, a Vienna il generale Zingales fu colto da malore e dovette essere ricoverato. Il comando del Csir passo così al generale Giovanni Messe. Dopo il trasporto ferroviario fino in Ungheria i nostri reparti dovettero proseguire con i propri mezzi per raggiungere la zona di radunata, nella Moldava rumena.
Prime operazioni
Giunti in Ucraina i primi reparti, il Csir venne posto alle dipendenze dell’11a Armata tedesca del generale von Mackensen, schierata tra la 17a Armata tedesca e la 4a Armata rumena. Il comando del Csir si attestò a Botosani. Dopo aver attraversato il Dniester in più punti e aver stabilito diverse teste di ponte, i tedeschi stavano tentando di chiudere in una morsa le forze sovietiche attestate tra il Dniester e il Bug. Servivano nuove forze per spezzare definitivamente la resistenza nemica e a tal scopo il generale von Mackensen richiese al generale Messe almeno una divisione da utilizzare subito in battaglia. Venne distaccata la Pasubio, che partecipò con estremo valore e determinazione alla cosiddetta battaglia dei due fiumi. Lo stesso Generale Schobert, comandante della 11a Armata tedesca inviò al generale Messe un messaggio in cui elogiò il comportamento esemplare dela Pasubio esaltandone il contributo alla vittoriosa azione della sua Armata.
Arriva la Wiking
All’inizio di agosto, la divisione SS Wiking, reduce dai combattimenti per l’annientamento della sacca di Uman, venne trasferita più a sud sulle rive del Dnieper per consolidare una testa di ponte sulla sponda orientale del fiume. La divisione era stata formata nel dicembre del 1940, arruolando moltissimi volontari stranieri di origine nordica: norvegesi, danesi, olandesi, fiamminghi, finlandesi, svedesi e svizzeri. Durante la marcia di trasferimento i reparti della Wiking ed in special modo quelli del reggimento Westland vennero impegnati a contenere un contrattacco sovietico a nord ovest di Dniepropetrowsk: la resistenza nemica fu particolarmente dura lungo la linea ferroviaria ad ovest della città. Nei combattimenti che seguirono cadde anche il comandante della 1a compagnia del Westland, l’Hauptsturmführer Schade. Superato l’ostacolo la marcia riprese verso sud, sulle rive del fiume Dnieper: la divisione era alle dipendenze del Panzergruppe Kleist.
Dal 14 agosto anche il Corpo di spedizione italiano venne trasferito alle dipendenze del Gruppo corazzato von Kleist, con il compito di proteggerne il fianco sinistro nella sua avanzata verso il Dnieper e partecipare successivamente all’offensiva oltre il fiume. Il 15 agosto la divisione Pasubio, assegnata temporaneamente al 3° Corpo Germanico, si spostò sulla riva destra del Dnieper tra i villaggi di Topilovka e Kryukof, per dare il cambio alla divisione SS Wiking spostatasi più a sud. Le operazioni di trasferimento durarono tre giorni ostacolate dalle cattive condizioni del tempo e dalle incursione aeree nemiche. Dopo tre giorni di relativa calma, i reparti della Pasubio dovettero spostarsi ancora più a sud tra Koluskino e Verhniednieprovsk, avvicendandosi di nuovo con la Wiking. Nell’ordine del giorno del 21 agosto redatto dal comandante del 3° Corpo Germanico, il generale von Mackensen, venne riportato:
“Il 3 Corpo corazzato è riuscito in questi ultimi giorni con aspri combattimenti di attacco e di difesa, a ricacciare un nemico numericamente superiore, da una zona assai estesa in una testa di ponte a sud-ovest di Dnjepropetrowsk…. Il presupposto per la rapida avanzata fu creato dalla divisione SS Wiking e dalla divisione italiana Pasubio, le quali, nonostante le non favorevoli condizioni di esercizio del comando, ed in parte anche dalla sfavorevole situazione del carburante, superarono con rapidità veramente rallegrante tutte le difficoltà”.
Sempre il 21 agosto i reparti aerei del Csir si trasferirono a Krivoj Rog, a protezione dei ponti e delle unità schierate sul Dnieper; nei giorni successivi anche gli altri reparti motorizzati della divisione Celere, il reggimento di artiglieria della divisione Torino e le unità autocarrate del Corpo raggiunsero il fiume. Contemporaneamente i reparti della Wiking vennero impegnati nel respingere gli assalti sovietici provenienti da nord-est, appoggiati da un potente fuoco d’artiglieria che con estrema precisione riusciva a colpire le posizioni tedesche. Tutti i ponti sul fiume erano stati fatti saltare e le truppe sulla testa di ponte correvano il rischio di restare tagliate fuori: grazie al sacrificio e all’eroismo dei pionieri italiani della Torino, un solo ponte largo appena tre metri venne riparato consentendo il trasferimento di materiali e le comunicazioni con le forze attestate sulla riva occidentale.
Petrikowka
Il 3 settembre dopo aver superato i soliti problemi per la cronica mancanza di mezzi e di carburante, i reparti della Pasubio e della divisione Celere in prima linea e della Torino in seconda linea, giunsero al Dnieper affiancandosi alle unità avanzate del Panzergruppe Kleist. La Torino venne subito richiesta dal comando germanico per difendere l’area a sud di Dniepropetrovsk; più in generale il compito del Csir era quello di difendere la linea del fronte lungo il Dnieper tra la 17a armata tedesca ed il 3° Corpo del Panzergruppe von Kleist. 150 chilometri di fronte a sud-ovest di Dniepropetrovsk.
All’inizio di settembre, il comandante della Wiking Steiner ricevette l’ordine di estendere la testa di ponte in direzione di Kamenka. Nella notte tra il 6 ed il 7 settembre gli uomini del Reggimento Westland e quelli del Germania iniziarono a spingersi ad ovest della sacca verso Kamenka; il loro movimento venne però intercettato dagli osservatori sovietici, e così un diluvio di fuoco si abbattè sulle SS della Wiking, costringendo Steiner ad ordinare la sospensione della manovra. Il giorno dopo, appoggiati dal fuoco di copertura dell’artiglieria della divisione che colpì le posizioni nemiche, i reparti del Westland e del Germania riuscirono a raggiungere Kamenka, travolgendo le posizioni sovietiche: caddero nelle mani della Wiking circa 5.000 prigionieri, oltre ad una grande quantità di materiali inclusi diversi carri armati.
La battaglia o manovra di Petrikovka costituisce un episodio importante della grande battaglia del Dnieper, combattuta con estrema durezza e sacrificio dai russi nel vano tentativo di arrestare sul fiume l’offensiva delle forze dell’asse: un estremo sforzo nell’immane sfacelo dell’armata rossa di Stalin.
Nuovi ordini
Il 15 settembre il Comando tedesco richiese al generale Messe, l’intervento della divisione Pasubio per proteggere il fianco destro della 17a Armata tedesca che avanzava nell’area tra Kobeljakj e Poltava. La Pasubio passò quindi temporaneamente alle dipendenze della 17a Armata tedesca, mentre le restanti unità del Csir andarono a costituire insieme con il 3° Corpo tedesco (comprendente le divisioni di fanteria 60a e 198a e la divisione SS Wiking) il Gruppo Mackensen, con l’obiettivo di difendere la linea del Dnieper tra la foce dell’Orel e quella della Mokraja Sura e consolidare la testa di ponte di Dniepropetrovsk. La divisione Torino, rinforzata dalla 63a Legione Camicie Nere Tagliamento del Console Nicolò Nicchiarelli e dal 2° battaglione controcarro venne trasferita proprio nella testa di ponte di Dniepropetrovsk iniziando dal 21 il passaggio del fiume sotto il fuoco dell’artiglieria e dell’aviazione nemica. Più a nord la Pasubio oltrepassò il fiume nei pressi di Derijevka, mentre la Celere più a sud restava a difesa del Dnieper sulla riva sinistra. Con le forze così schierate, il generale Messe poteva finalmente impegnare l’interno Corpo in massa in una battaglia che avrebbe dovuto accerchiare le forze sovietiche e precludere loro ogni possibilità di ritirata.
Nella serata del 22 settembre una forza comprendente i reparti della Pasubio, la 1a compagnia motociclisti, uno squadrone carri L della Celere ed il Kampfgruppe tedesco Abraham, venne impegnata nel costituire una testa di ponte nei pressi di Zaritcianka per facilitare il transito delle unità corazzate tedesche. L’operazione ebbe inizio all’alba del 23 settembre, e vide impegnati soprattutto i fanti del 79° reggimento Roma appoggiati dal fuoco di due gruppi d’artiglieria dell’8° reggimento. Malgrado i russi opponessero una tenace resistenza, supportata anche dal fuoco dei loro cannoni e dagli attacchi dell’aviazione, prima ancora del tramonto vennero travolti e costretti alla fuga: la testa di ponte di Zaritcianka venne costituita lungo un’area di circa 10 chilometri.
Ma con ci fu tempo per festeggiare la vittoria: i russi contrattaccarono per ben tre giorni dal 24 al 26 settembre, dando vita ad una serie di furiosi combattimenti all’arma bianca. Lo slancio offensivo nemico cozzò però contro l’orgogliosa tenacia e l’aggressività degli italo-tedeschi, che tennero bene le posizioni permettendo così il transito delle truppe corazzate germaniche oltre l’Orelj. Più a nord, contemporaneamente l’80° reggimento fanteria Roma venne impegnato con successo nella ricostituzione della testa di ponte di Voinovka, persa dai tedeschi qualche giorno prima. Anche a Voinovka, i nostri soldati dovettero difendersi poi dai continui contrattacchi sovietici, tutti respinti con successo e con altissime perdite nemiche.
Dopo il consolidamento delle teste di ponte di Zaritcianka e Voinovka, le forze corazzate tedesche erano ormai pronte per effettuare la manovra di annientamento delle forze sovietiche oltre il Dnieper. Prima però bisognava eliminare le forze nemiche attestate contro la testa di ponte di Dniepropetrovsk per poter operare il congiungimento con le forze provenienti da nord. Il piano tedesco prevedeva un’azione congiunta del XIV° Corpo corazzato, che doveva puntare su Novomoskovsk, e del 3° Corpo che dalla testa di ponte di Dniepropetrovsk doveva puntare sullo stesso obiettivo per poi spingersi verso est lungo le rive del fiume Samara. Il Corpo di spedizione italiano a sua volta doveva chiudere in una morsa ed annientare le forze sovietiche attestate tra il Dnieper e l’Orelj, da nord-ovest con la Pasubio e da sud-est con la Torino; il villaggio di Petrikovka venne scelto come punto di congiungimento delle due divisioni.
All’alba del 28 settembre, le unità di fanteria della divisione Torino, dopo una breve ma intensa preparazione di artiglieria, passarono all’offensiva dalla testa di ponte sul Dnieper, mentre le altre unità del 3° Corpo germanico si spinsero in direzione nord-est. Nonostante la tenace resistenza dei sovietici e la presenza di numerosi campi minati nel pomeriggio i nostri fanti raggiunsero la linea Obuskvskje-Gorianovskije, catturando migliaia di prigionieri ed un grande quantitativo di armi e materiali. Nei combattimenti si distinsero particolarmente i nostri soldati del genio, che lavorarono instancabilmente giorno e notte sotto il fuoco nemico, per riparare e costruire ponti di fortuna sul Dnieper per il passaggio delle truppe.
Visto l’andamento positivo delle operazioni, il generale Messe per il giorno 29 ordinò ai reparti della Torino di dividersi in due colonne ed avanzare fino all’area tra Kurilovka e Petrikovka; alla Pasubio di spostarsi dalla zona di Zaritcianka per congiungersi con i reparti della Torino per precludere ogni possibilità di ritirata ai russi; alla Celere di trasferire due battaglioni bersaglieri sulla sponda orientale del Dnieper per impegnarli nelle operazioni di rastrellamento. Il movimento delle truppe ebbe inizio all’alba del 29 settembre; la Torino, si divise come previsto in due colonne, una che avanzava da destra, comprendente due battaglioni dell’81° fanteria e dalla Legione Tagliamento, e l’altra da sinistra comprendente l’82° reggimento di fanteria. La colonna di destra, avanzando verso Petrikovka venne a contatto con alcuni reparti russi in fuga, che però invece di arrendersi continuavano a combattere disperatamente. I nostri soldati riuscirono con valore a piegare questi ultimi focolai di resistenza, avviando verso le retrovie lunghe colonne di prigionieri russi. Nel tardo pomeriggio, il 3° battaglione dell’81° reggimento, dopo aver combattuto vittoriosamente contro altri reparti nemici, giunse a Petrikovka prendendo contatto con i fanti della Pasubio. La colonna di sinistra incontrò maggiori difficoltà, non solo per la maggiore presenza nemica ma anche per lo stato delle strade che rese difficile il transito dei mezzi motorizzati; tuttavia, alle ore 17 del 29, i reparti entrarono in Kurilovka congiungendosi con i bersaglieri del XXV° battaglione della divisione Celere. La nostra aviazione svolse un ruolo di fondamentale importanza, impedendo al nemico di conservare il dominio dei cieli, ed appoggiando il movimento offensivo delle nostre colonne. Nella serata del 29 settembre, arrivarono a Petrikovka anche gli altri reparti della Pasubio e i due battaglioni bersaglieri della divisione Celere. Il 30 settembre tutte le unità del Csir vennero impegnate in azioni di rastrellamento per eliminare le ultime sacche di resistenza nemica. Nelle nostre mani finirono circa 10.000 prigionieri oltre ad una grande quantità di materiali.
Durante queste operazioni, il Corpo di spedizione italiano in Russia lamentò la perdita di 291 uomini, di cui 87 morti, 196 feriti e 14 dispersi. Con la manovra di Petrikovka si concluse il primo ciclo operativo delle unità italiane sul fronte dell’est.
* * *
Tratto, per gentile concessione dell’Autore, da Volontari 1 (nov.-dic.2004).
Bibliografia
M. Afiero, Wiking: la Waffen SS europea, Marvia editrice.
AA.VV., Le operazioni delle unità italiane al fronte russo (1941-43), Stato Maggiore dell’Esercito.
AA.VV., Operazione Barbarossa, Hobby & Work Italiana editrice.
Massimiliano Afiero
Commenti
Commento di Vincenzo Di Maria
Ora: 25 agosto 2008, 13:23
Il resoconto della battaglia del Dnieper è stato descritto meravigliosamente e messo in evidenza l’eroismo, la capacità e la duttilità di movimento dei reparti italiani in stretta collaborazione con quelli tedeschi.
Commento di attilio
Ora: 8 novembre 2008, 09:17
Come si possono ottenere informazioni sui dispersi, in particolare mio zio LIDONNICI Amedeo del 6° Reggimento Bersaglieri 13° Battaglione Divisione Celere
Commento di silvia
Ora: 6 gennaio 2009, 23:49
Mi nonno Pardini Valentino faceva parte della Divisione CELERE . Partito da Verona sotto la direzione del Generale Messe…ogni giorno mi faccio raccontare quella esperienza drammatica…il bello è che all’età di 97 anni si ricorda ancora tutto e tutti i nomi e cognomi d chie era con lui sul fronte… chiedo a chiunque possa essere interessato di poter lasciare alla mia mail testimonianze, ricordi o magari a qualcuno che ancora è in vita e si ricorda di Lui e voglia incontrarlo, oppure chiedo a qualche nipote (come me) di fare tesoro di quello che i nostri nonni ci raccontano…aiutiamoli ad incontrarsi..nonno mi parla sempre anche di Capitano BOCCACCI di Livorno..insomma, spero che qualcuno possa fare una grande sorpresa al mio nonno PARDINI VALENTINO della Toscana.
Grazie
Silvia
Commento di silvia
Ora: 6 gennaio 2009, 23:51
confermo la mia mail:
silviabaronti@alice.it
Commento di Damiano
Ora: 27 gennaio 2009, 10:09
…anch’io come la Sig.ra Silvia ho un nonno reduce dalla campagna in Russia, partito da Verona faceva parte della fanteria Pasubio, e anche lui mi racconta spesso fatti avvenuti durante la sua avventura,…lui si chiama ALVISE MAZZARETTTO di Vicenza…
Commento di Giuseppe Nucciarelli
Ora: 5 febbraio 2009, 10:47
Vorrei semplicemente ricordare a tutti un picolo episodio che mio padre Centino Nucciarelli – Divisione Torino – mi narrava da ragazzino.
Ebbene mi diceva che il nostro fronte era arrivato a sette chilometri da Mosca e che era imminente un piccolo ulteriore attacco per impadronirsi della città.
Gli approvviggionamenti, già scarsi sin dall’inizio della campagna, avrebbero dovuto arrivare a momenti e si attendeva con impazienza l’arrivo della benzina per sferrare l’attacco finale.
Purtroppo arrivò il treno con gli approvviggionamenti ma al posto della benzina arrivarono le cisterne piene di acqua.
Cosa era successo?
Semplicissimo, gli eroici partigiani, avevano pensato bene di sabotare i rifornimenti lasciando di fatto la divisione Torino al proprio tragico destino visto che in inverno avanzato i reduci furono costretti a ritirarsi a piedi tra ghiaccio e neve.
Mi ricordo persino di quando mi diceva che furono costretti a mangiare gli avanzi dei maiali, visto che i russi, ormai esperti nel farlo, bruciavano tutto attorno ai soldati nemici che si ritiravano.
Ho saputo poi che gli stessi Russi si impietosirono dei soldati italiani e chiesero a Togliatti se avessero dovuto intervenire in loro aiuto.
L’eroico Togliatti, a quanto risulterebbe agli storici, avrebbe risposto che aiutare i soldati italiani non era poi indispensabile e che per loro sarebbe stato meglio ricevere la giusta punizione, per aver avallato le volontà del Duce, costringendo i Russi a non intervenire lasciando circa trentamila uomini, cittadini italiani, al loro tragico destino.
Voglio infine riferirvi del fatto che nel 2003, ho incontrato in ospedale a Civitavecchia, un grande uomo di Tolfa (VT), seppur comunista doc di rifondazione e quindi ben lontano dai miei orientamenti politici, soprannominato “TORELLO”, il quale, coetaneo di mio padre, mi disse che quanto narratomi da papà corrispondeva esattamente alla realtà e che l’ideatore del sabotaggio perpetrato nei pressi del Celio (Roma) fu un innominabile individuo di Tolfa, suo concittadino, che lui conosceva bene.
Mi ha detto inoltre che tante persone a Tolfa, a seguito del fatto narrato, non hanno più rivolto il saluto alla famiglia intera di tale individuo.
Non disdegnerei al riguardo sapere qualcosa in più da qualcuno che conosca i fatti accaduti.
Non capisco davvero come si possa arrivare a tanto come non capisco i toni accesi e l’odio di molti eredi di pensiero degli antifascisti di allora, che nonostante siano passati tanti anni, e che allora vollero colpire ignari e semplici soldati italiani, cittadini della porta accanto, rei di essere stati chiamati ad indossare un’uniforme e a servire la bandiera tricolore, fanno un uso abnorme del sentimento di odio verso chi non la pensi in un certo modo, con la presunzione che possano persino giustificarsi anche atti ignobili, come quello che vi ho narrato e che nessuno, dotato di un qualche barlume di intelligenza, potrebbe mai giustificare.
Se pensiamo poi a chi magari uccide non un avversario politico ma persino un tifoso della squadra di calcio avversaria dovremmo ritenere che la storia ed il ricordo forse per certi sottosvilupati ed ignoranti non serve proprio a nulla.
Le guerre debbono ricordarci una sola cosa: non si deve odiare nessuno e non ci si deve far vincere dalla violenza e dalla vendetta.
Commento di valentino
Ora: 22 febbraio 2009, 21:50
Mio padre Sgt. Magg.PANIZZA Enzo era della Pasubio 79° Rgt Fanteria – 1° Btgl.
Comandante : Magg. Conte di Castelbarco decorato di 3 Medaglie d’Argento al V.M. “sul campo” e di una di bronzo.
Il suo attendente si chiamva PERTOSI.
Nel Btg. c’era un tale Serg. Magg. GRASSI di Lagosanto (FE) reduce della Guerra di Spagna e decorato di Medaglio d’Argento al V.M. “sul campo”
Mio padre entrato dalla Bessarabia nel Luglio/ Agosto ’41 e partito (fortunatamente) fine Novembre ’42 per avvicendamento con Serg. Magg. di Milano.
Se riconoscete tali riferimenti contattatemi. Sto cercando suoi commilitoni ancora in vita.
Commento di FIORIO GIULIANO
Ora: 14 marzo 2009, 22:06
Sono nipote del Ten.Mario Marcoli aiutante Magg.del 79° Regg.Roma disperso il 25.12.1941 in Russia cerco di sapere notiziesu di Lui, inoltre sto effettuando richerche per fare un sito sul 79°coloro che avessero foto racconti ecc.sono pregati di contattarmi sul sito Cassandra1950@libero.it.
Commento di vito balsamo
Ora: 15 marzo 2009, 15:19
Salve, Mi piacerebbe sapere qualche informazione in piu sui dispersi dell operazione barbarossa, io avevo uno zio Gregorio Balsamo di vizzini (ct) che non è piu tornato, ma non sappiamo nemmeno in che reggimento era. Se qualcuno, tramite dei reduci, puo’ darmi qualche notizia in piu, ne sarei grato.
Aspetto vs risposte
Vito Balsamo
Commento di Biondani Bruno
Ora: 12 aprile 2009, 23:45
Cerco notizie di uno zio, Vantini Battista di Verona, del 79.mo Fanteria disperso in Russia dopo l’ottobre 1942
Commento di CARDUCCI EUGENIO
Ora: 1 maggio 2009, 10:21
SONO UN REDUCE DELLA CAMPAGNA DI RUSSIA, 151 REGGIMENTO FANTERIA BRIGATA SASSARI IN APPOGGIO ALLA LXIII DIVISIONE CAMICE NERE TAGLIAMENTO. CERCO LIBRI CHE PARLINO DI QUEL PERIODO STORICO E DELLA DIVISIONE TAGLIAMENTO IN PARTICOLARE.
SAREI GRATO SE QUALCUNO POTESSE FORNIRMI TITOLO E AUTORE.
SONO STATO FERITO E DECORATO MAVM SUL CAMPO NELL’AGOSTO 1941
Commento di giovanni
Ora: 22 maggio 2009, 11:27
per Carducci Eugenio (Sassari-Tagliamento). Mi scriva, forse posso aiutarLa.
giovanniccolore@yahoo.it
Commento di giuliana
Ora: 24 maggio 2009, 23:11
per Damiano e la sig.ra Silvia: mio zio (fratello di mamma) faceva parte della Divisione Pasubio 8° regg.artiglieria;dato “disperso sul fronte Russo nel fatto d’armi del Don febbraio 1942″ si chiama Leopoldo Vivaldi di Mioglia (Savona) classe 1921. Ci sarà qualcuno che potrà ricordare o sapere e dirmi qualche notizia? Sarebbe un sogno …Grazie di cuore!! Giuliana
Commento di angelo cannuni
Ora: 7 giugno 2009, 15:54
Mio padre Cannuni Rosario era al fronte russo nel 79°Reggimento fanteria Roma nella compagnia comandata dal cap Rinaldi visto che è ancora in vita mi piacerebbe contattare qualche suo commilitone
grazie
Commento di Jack
Ora: 8 giugno 2009, 03:27
Cerco notizie sulle mio zio Benedetto Arduini scomparso al fronte Russo gennaio 1942.
Era con la 81e 82 divisione Torino.
Commento di domenico anfora
Ora: 17 luglio 2009, 17:16
Risposta a Vito Balsamo.
Gregorio Balsamo, nato a Vizzini il 29-09-1915 da Alfonso e Rosa Romeo, abitante in Via Lombarda n° 25, Vizzini (CT). Cameriere di caffé, coniugato con Giuseppa Angelisanti di Colleferro (ROMA). Apparteneva all’81° rgt ft “Siena” (col. Oddone Stppato) della 52^ div. Torino, in forza all’ARMIR. Gregorio Balsamo risultò disperso l’8 dicembre 1942, poco prima della offensiva sovietica dell’inverno 42-43.
1940 – Il 10 giugno, la Divisione Torino risulta dislocata nella zona di Imperia.
1941 – La divisione partecipa alle operazioni contro la Jugoslavia. Il 12 aprile si sposta oltre Sussak e poi supera Sebenico e Spalato raggiungendo Gracac e Ragusa (Croazia). Nella prima decade di giugno rientra in Italia. Il 10 luglio viene trasferita sul fronte orientale. Il 13 agosto raggiunge Sgaikani e il 17 settembre è schierata nella zona di Dnjepropetrovsk, sul fiume Dnjeper. Alla fine di settembre avanza verso Petrikowka. Dal 6 all’8 dicembre lotta per raggiungere Chazepetowka. Il 25 e 26 dicembre fronteggia un attacco russo, occupando poi Mogile Ostraja.
1942 – Nei mesi di gennaio-febbraio, la Divisione sostiene combattimenti nella zona di Izium. Nel mese di luglio si sposta a Voroscilovgrad e poi sul Don. Il 17 dicembre inizia l’attacco russo nel settore. Il 20 dicembre, la Divisione è costretta a ripiegare con la “Pasubio” e la “Ravenna”. Il 21 dicembre, sostiene aspri combattimenti sul fiume Tichaja dove è accerchiata nella conca di Arbusowka. Il 25 dicembre tenta di aprirsi un varco combattendo e solo il giorno successivo riesce ad unirsi alle unità, dette Blocco Nord, che difendono Tschertkowo.
1943 – La sera del 15 gennaio riesce a rompere l’accerchiamento. I resti della DivisioneTorino, 1.600 uomini, il 17 gennaio raggiungono Belovodsk (pressi di Starobelsk), nelle retrovie, finalmente in salvo. Rientra in Italia nel mese di marzo. Il 31 maggio, i resti della Torino rientrati dalla Russia vengono sciolti e il 1° giugno viene ricostituita la omonima unità con i reparti della Divisione “Veneto”. Termina l’attività il 13 settembre, in conseguenza dei fatti che determinarono l’armistizio.
Domenico Anfora
Commento di Centro Studi La Runa
Ora: 17 luglio 2009, 18:16
Un ringraziamento a Domenico Anfora da parte dell’amministrazione del sito per il Suo graditissimo intervento e per le preziose informazioni fornite.
Commento di italo
Ora: 25 agosto 2009, 12:55
in marzo 2010 partiamo da Trento alla volta di Mosca percorrendo inerramente a piedi il tragitto del fronte, cercando di trovare testimonianze dei dispersi e di eventuali superstiti rimasti in russia. non so se questa è un informazione valida ma abbiamo bisogno di una mappa precisa e questa noi non l’abbiamo, forse qualcuno potrebbe aiutarci grazie italo e ruta
Commento di elisa
Ora: 6 ottobre 2009, 17:00
Mio nonn è stato ufficiale della Pasubio, decorato con croce di ferro.
‘E’ morto da tempo, vorrei ricostruire la stua storia e la sua esperienza.
Qualcuno può aiutarmi?
si chiama Luigi Davoglio
Grazie
Commento di Filippo Simoncelli
Ora: 17 ottobre 2009, 23:04
Salve sono il Nipote di Remelli Alcide di Mozzecane in provincia di Verona guidava il cammion all’epoca, conosciuto da molti perchè trasportava un po di tutto, adoravo i suoi racconti e le gesta di tutti questi uomini, se qualcuno ha notizie informazioni, mi parlava spesso del fiume Don , di Dneprperovska e altre città, inoltre che al ritorno in patria penso verso Verona glia hanno fatti scendere dai cammion con la scusa della disinfestazione dai pidocchi ed il treno è ripartito senza di loro portandosi con se tutto, effetti personali equipaggiamenti etc cerco più informazioni possibili, grazie e complimenti per il blog
Commento di Gabriele Giuliani
Ora: 19 ottobre 2009, 13:10
E’ doveroso commuoversi di fronte alla sorte di quasi centomila giovani mandati a morire. Furono degli uomini speciali per quel che dovettero affrontare e per come riuscirono a salvarsi. Però, di fronte a tanta accurata ricostruzione storica mi chiedo come mai si trovavano così lontano dall’Italia….. Forse il povero duce fornì loro una cartina geografica sbagliata, così che gli sfortunati soldati, pensando d’andare in Friuli proseguirono troppo ad Est, ritrovandosi in Unione Sovietica.
Quanto alla drammatica ricostruzione della battaglia di Petrikowka, 291 caduti sono stranamente “pochi” per una serie di operazioni del livello descritto. Forse perchè l’esercito italiano, poco attrezzato per una guerra tra giganti, faceva solo da supporto? La risposta è si.
La stragrande maggioranza dei caduti italiani in Russia si ebbe durante la drammatica rittirata del dicembre-gennaio 1942-1943.
Quanto al cosidetto sabotaggio di Tolfa è così lampante la malafede che sembra una barzelletta. Primo. gli italiani non videro mai Mosca NEANCHE CON IL BINOCOLO, ALTRO CHE 7 KILOMETRI! I tedeschi stessi vennero fermati a trenta kilometri dalla città e non perchè mancava la benzina ma perchè troppo esauriti dallo slancio iniziale dell’offensiva. Secondo. Credete veramente sia possibile che un treno cisterna militare si possa riempire di acqua invece che benzina e spedirlo per tutta Europa? Siate seri. Va bene essere di parte ma a tutto c’è un limite.
Commento di GAETANO CALAFIORE
Ora: 27 ottobre 2009, 17:33
A Domenico Anfora: ho letto che hai saputo dare una risposta a Vito Balsamo riguardo ad un suo parente disperso in Russia…io ho lo stesso problema, non riesco a trovare, nelle liste dei dispersi e caduti nella campagna di Russia, notizie di mio zio soldato Lopes Francesco, nato a Palermo il 19/04/1915 fu Giuseppe, e madre Torres Giuseppa, residente a Palermo, via Vicolo Zisa 71, sposato con Calafiore Giuseppa, apparteneva al 277° Reggimento Fanteria Vicenza. Sono in possesso di un libretto rilasciato dal Ministero della Guerra, dove risulta presente alle bandiere dal Gennaio 1943. Ti ringrazio anticipatamente, il mio contatto è gaetano.calafiore@libero.it
ciao!
Commento di RENATO CENTONZE
Ora: 3 novembre 2009, 11:40
desiderei tanto avere notizie di mio zio, Carlino Giuseppe, figlio di Carlino Giorgio e di Filieri Lucia, nato a Sternatia prov. di Lecce il 16-09-1918, partito per fronte Russo con la 256^COMP. C/C FTR risulta essere disperso il 31-01-1943, o magari sapere come e dove poterle reperire noi non abbiamo nulla solo una fotografia in abiti militari. ringrazio anticipatamente se volesse darmi risposta: ( renj_cent@alice.it )
Commento di Dimitri
Ora: 30 novembre 2009, 20:35
Buongiorno, volevo dire che sono un appassionato di storia mi interessamolto la campagna di Russia, faccio ricerche sui luoghi dove il Regio esercito ha combattuto, se avete bisogno di qualche informazione chiedete cerchero’ di aiutarvi. dispersirussia@libero.it
Per il Sig. Italo posso aiutarlo con la cartina e varie informazioni.
Commento di massimo
Ora: 1 dicembre 2009, 00:55
da tempo, con scarso successo, sto cercando delle notizie (testimonianze, fotografie etc) sul treno n. 13 (credo di non sbagliare) (non so’ se del genio militare o della croce rossa) che riportava in italia i feriti dal fronte russo. Mio nonno De Angelis Giuseppe Classe 1888 Roma, già sottoufficiale del Genio nella prima guerra mondiale, faceva parte dei militari che assistevano e organizzavano i trasporti dei poveri feriti.
Alcuni ricordi, riportati dalla figlia (mia madre) erano di una pietà estrema nel vedere quei corpi che a seguito delle lesioni da congelamento, perdevano gli arti. O il fatto che rinunciava al proprio “rancio” per darlo a quei commilitoni feriti e cosi’ provati.
Ringrazio anticipatamente per chi potrà darmi qualche informazione. Massimo Bina
p.s. pochi giorni fà hanno pubblicato un libro di ricordi di reduci dell’Armir, uno di questi ex militari abita a Suelli (CA) e a detta di chi ha avuto il piacere di incontrare, ricorda perfettamente i momneti vissuti nella campagna di Russia. Appena mi consegnaranno il libro, sara’ mia premura indicare l’editore e il titolo,
Un piccolo “grande” contributo lo potremmo dare noi tutti registrando e filmando i ricordi dei reduci ancora in vita e lasciare alle future generazioni dei valori di umanità che altrimenti andranno perduti.
Commento di Mario Di Giuseppe
Ora: 20 dicembre 2009, 17:57
ho da poco ritrovato una lettera spedita da uno zio disperso in russia datata 04-12-1942 ed un certificato del ministero che lo da per disperso in russia in occasione di un combattimento avvenuto il 31-12-1942. Mio zio si chiamava DONVITO LEONIDA, nato in Gioia del Colle (Ba) il 01-03-1922, in servizio il 79° Btg Fanteria, II Btg (informazioni ricavate da un timbro posto sul retro della lettera). Prima di partire per la zona operazioni scrisse una lettera da Bure di San Pietro ove si trovava per il campo.
Se qualcuno ha notizie lo ringrazio anticipatamente.
Mario Di Giuseppe
Via Loiaconi 11 – Bari
080 5548399
3387017800
Commento di bovo giovanni
Ora: 21 dicembre 2009, 17:55
Chiedo informazione se qualcuno è a conoscienza o ha parenti che presero parte alla battaglia di nikitowka tra il 06/11/e il 12/11/1941 .
Grazie Gianni
Commento di LOLLO LUCIANO
Ora: 6 gennaio 2010, 11:27
Sono un parente del soldato MARCHIO’ GIUSEPPE nato a Napoli il 22 settembre 1922 appartenente al 79° reggimento fanteria PASUBIO disperso in Russia il 31 DICEMBRE 1942 e mai piu’ ritrovato.Sarei grato di ricevere informazioni da qualcuno che lo avesse conosciuto. Dispongo solo di una piccola foto che lascio’ a mia madre prima della partenza da Napoli.
eventuali notizie possono essere inviate a :
LOLLO LUCIANO
VIA ITALO BALBO NR 123
04020 ITRI(LT)
CELL.339 5903859
Commento di Claudio ROSSI
Ora: 20 gennaio 2010, 16:21
Mia sucera ha trovato delle lettere inviate dal fronte russo da suo cugino datate 10.08.1942 e 12.12.1942 dove in quest’ultima scriveva che la settimana successiva tornava per una licenza. Non essendo più tornato risulta per il ministero della difesa Sbandato/Disperso. Vi ringrazio se qualcuno può fornirmi notizie sulla dislocazione del suo reparto al momento della ritirata: C.le BESA ANTONIO nato il 14.01.1914 a BUDOIA (UD) Divisione TORINO – 8^ compagnia sussistenza 65^ squadra panetttieri ,facente parte probabilmente del 81^ reggimento fanteria.Spero di avere notizie anche da parte di eventuali reduci o parenti di militari che hanno prestato servizio nello stesso reparto.Nel ringraziarVi per la collaborazione distinti saluti CLAUDIO ROSSI
Commento di ISABELLA MECARELLI
Ora: 5 febbraio 2010, 23:54
Sono la nipote di Carlo Mannucci (fratello di mia nonna), ufficiale romano della Divisione TORINO – 10^ compagnia. Mio zio, reduce dell’ARMIR, è scomparso solo da pochi mesi a 94 anni. Non solo raccontava alla famiglia la sua esperienza, ma ha lasciato anche le sue memorie scritte, un resoconto efficace e toccante delle vicende che lo hanno travolto insieme agli altri commilitoni nella ritirata del gennaio ’43. Le sue esperienze riguardano fra l’altro il soggiorno in alcuni campi di concentramento (Tambow, Susdal) e la reclusione nel carcere della Lubianka. Quando gli chiedevo perché non avesse mai pubblicato i suoi ricordi, oltretutto scritti in uno stile accattivante, mi rispondeva che al ritorno dalla guerra, il clima politico non era favorevole, anzi molto rischioso per chi avesse voluto raccontare certe esperienze, per cui aveva promesso a sua moglie che finché fosse stato in vita, non le avrebbe mai pubblicate. Non so se sia rimasto qualcuno che l’abbia conosciuto. So che era in contatto con altri reduci, ma dei suoi ex compagni d’arme credo ne siano rimasti ben pochi. Ho scritto per ricordarlo e testimoniare la sua esperienza e magari qualcuno che l’ha conosciuto potrà contattarmi. Invio distinti saluti ai responsabili di questo interessante sito. Isabella Mecarelli – isamec@tele2.it TRENTO
Commento di Gabriele
Ora: 7 febbraio 2010, 18:04
Sto cercando notizie del mio nonno paterno Pancaldi Alfonso morto in Russia divicione Pasubio
Commento di Matteo
Ora: 17 febbraio 2010, 13:25
Mio nonno,Rotilio Antinucci classe 1920(nato a Roma il 23/08),inquadrato nella divisione Torino è venuto a mancare pochi anni fa.Mi ha sempre raccontanto le sofferenze dell’avanzata e della ritirata,ma non ha mai voluto essere troppo preciso,credo che i ricordi di certi episodi lo straziassero immensamente.Sarei grato a chiunque sia in grado di fornirmi informazioni di qualsiasi genere sul suo reparto,o ad altri reduci che lo abbiano conusciuto e possano dirmi qualcosa di lui.
Commento di Matteo
Ora: 17 febbraio 2010, 13:39
il mio indirizzo è zetizzato@hotmail.com
Commento di Cristina
Ora: 18 febbraio 2010, 14:53
Sto cercando notizie su un fratello di mio nonno per il quale lui si commuove ancora adesso guardando l’unica fotografia che abbiamo. Il suo nome è ROMANO MAURIZIO di Maurizio, nato nel 1915 e disperso in Russia. Faceva parte del 4^ reggimento alpini della divisione cuneense. A chiunque abbia informazioni sulla dislocazione della divisione durante la ritirata o altre informazioni porgo da subito un grande ringraziamento e tanti cari saluti. Grazie
Commento di RENZO
Ora: 20 febbraio 2010, 13:37
onore e gloria ai nostri soldati che sono caduti nel fronte russo.
Io passo molto tempo in Ucraina nella città di Cherkassy sulle rive del Dnepr. Una considerazione vi devo fare ….Mia moglie (russa) mi ha deto queste parole : Voi siete venuti a occupare e uccidere .Noi dovevamo diffendere la nostra patria.Vi devo confessare che tutte le persone che conosco in ucraina sono molto gentili e mi mettono il più possibile a mio aggio
Commento di Letterio Manna
Ora: 11 marzo 2010, 00:42
E´realistico pensare che ci siano ancora reduci italiani rimasti in Russia (o ex Un. Sov.) o loro discendenti ? Sarei grato di ascoltare pareri di chi ne sa qualcosa.
Un caro saluto dalla Germania
Letterio
Commento di bovo giovanni
Ora: 15 marzo 2010, 17:17
Mio padre è o era sepolto nel cimitero di Pantelemoinowka Ucraina con altri 42 soldati
scrivo i loro nomi ArbàPietro-Biliardi Francesco-Bombelli lino-Boracchi Virgilio-
Bovo Arturo-Bruschi Adolfo-Cardinale Giuseppe-Casini Quinto-Castiglioni Aldo-
Catania Tindaro-Cazzoli Andrea-Cimino Paolo-Consoli Michele-Criscione Carmelo-
Daffonchio Arturo-Dallu Giuseppe-Faribù Emilio-Foti Rosario-Garabi Annibale-
Gavarri Giovanni-Ghiani Fortunato-Grasso Salvatore-Guaragni Angelo-La ciglia Pasquale-
Macchi Angelo-Marchesi Luigi-Maugeri Rosario-Melis Francesco-Monti Francesco-
Moschini Paolo-Munafo Alberto-Parrà Antonino-Penna Abele-Poggi Rosolino-Pozzoni-Primo
Reglia Martino-Scirè Paolo-Stella Carlo-Tentori Enrico-Tibaldi Pietro-Verganti Ezio-
Villa FrancescoCaduti presumibilmente nel novembre 1943 in zona Donestk-Stalino.
Sarei lieto trovare qualche parente per infomazioni Ringrazio Gianni
Commento di Nironi Alessandro
Ora: 15 marzo 2010, 19:02
Sono nipote di un milite del 79 cc.nn. reggio emilia qualcuno ha ulteriori notrizie del Btg. inquadrato nella Tagliamento?
Commento di Nironi Alessandro
Ora: 15 marzo 2010, 19:02
Commento di bovo giovanni
Ora: 19 marzo 2010, 21:13
Errore non nel novembre 1943 ma nel novembre 1941 del 3° reggimento- 2°5°6°7°compagnia e fanteria.
Commento di LORENZO NUCCI
Ora: 26 marzo 2010, 21:32
Sono il figlio di NUCCI SECONDO, classe 1908, partito da Pesaro il 25.7.1940 per Vicenza come cap. 82° reparto corpo d’armata autotrasportabile.E’ stato a Dueville poi a Crema fino a luglio 1941 come cap.82°salmeria.dal 14.8.41 si trova a Botosani poi a Soroki in Romania. Dal 19.9.1941 si trova a Balta poi a Pervomaisk fino al 12.1941 come cap.79° regg. fanteria 3°batt. Seguendo il notiziario dell’UNRR nel mese di settembre si troverebbe a Zantcianka e Petrikovka. l’ultima lettera è del 23.9.1942 ed è stato dichiarato disperso il31,12,1942.
Commento di giuliana
Ora: 31 marzo 2010, 21:35
Non ci sarà nessuno che può darmi notizie sui Ragazzi della Div.PASUBIO 8° Regg.ARTIGLIERIA ??? Mio zio VIVALDI LEOPOLDO nato 26.10.1921 Matricola 9168 faceva parte di questa ed è stato dichiarato disperso suk frnte russo fiume Don il 1.2.1943.
Con tanta gratitudine ringrazio
Commento di giuliana
Ora: 31 marzo 2010, 21:39
Ho visto che sa tante notizie sui poveri nostri dispersi sul fronte Russo: sono la nipote (unica) di VIVALDI LEOPOLDO nato 26.10.1921 Divisione Pasubio 8° regg.Artiglieria
Matricola 9168 parte per la Russi (ARMIR) 12.10.42 Dichiarato disperso sul ronte Russo Fiume Don 1.2.1943.
Ringrazio di cuore!!!
Commento di Claudio ROSSI
Ora: 26 aprile 2010, 12:16
Il mio indirizzo è: claudiorossi1954@alice.it
Commento di Ela
Ora: 27 aprile 2010, 17:09
C’è qualcuno che può darmi notizie di un compaesano disperso in Russia nel 1943 (ultima lettera dicembre 1943). Faceva parte del C.S.I.R. e partecipò alla battaglia di Petrikowka. con il Comm. G. Messe. Il suo nome era Basilio Meloni, nato nel 1919 a Uta, provincia di Cagliari. Per i parenti sarebbe bello scoprire quando e dove è seppellito. Aspetto notizie
Ela
Commento di giuliana
Ora: 27 aprile 2010, 23:19
Per il sig.Domenico ANFORA – Ho letto che conosce notizie di tanti Dispersi sul fronte Russo: sarebbe un miracolo se riuscissi a sapere qualcosa di più di mio zio VIVALDI LEOPOLDO Divisione Pasubio 8° Regg.Artiglieria Matricola 9168 nato il 26.10.1021 Mioglia (Savona) disperso nella battaglia sul fiume Don 1.2.1943.
Riconoscente ringrazio di cuore. Giuliana Lepra
Commento di giuliana
Ora: 27 aprile 2010, 23:31
HO DIMENTICATO DI LASCIARE IL MIO RECAPITO…
lepra.giu@vodafone.it
Commento di Ela
Ora: 28 aprile 2010, 09:30
Ricerche per il disperso in Russia Basilio Meloni, ho dimenticapto anch’io il recapito lella24@tiscali.it. Ela
Commento di Ernesto Mario Sarro
Ora: 9 maggio 2010, 23:36
Il mio babbo morto in 1985,non parlaba molto dalla seconda guerra .Ferito nelle gambe in Rusia,portaba la croce di ferro per combatire col reggimento di infanteria 81,Brigata Torino.Fu in vita un simple soldato che aveva conosciuto Dnievepetrovsk??? e voleva sapere per il dotore Giammei nel Hospedale di Roma ,per ringraziare le curazione.Si puo sapere sopra essistencia di familiare di questo dottore??? Scusi miei errori.Tante grazie.Ernesto
Commento di Ela
Ora: 16 maggio 2010, 08:39
C’è qualcuno che può darmi notizie di un compaesano disperso in Russia nel 1943 (ultima lettera dicembre 1943). Faceva parte del C.S.I.R. e partecipò alla battaglia di Petrikowka. con il Comm. G. Messe. Il suo nome era Basilio Meloni, nato nel 1919 a Uta, provincia di Cagliari. Per i parenti sarebbe bello scoprire quando e dove è seppellito. Aspetto notizie. ela88@tiscali.it
Ela
Commento di Ela
Ora: 16 maggio 2010, 09:17
Mi sembra di capire che la battaglia di Petrikawka si svolse e si consluse nel mese di settembre 1943, il mio compaesano Basilio Meloni faceva parte del C.S.I.R. , la sua ultima lettere , inviata ai parenti è del dicembre 1943, quindi è sopravissuto alla suddetta battaglia. Come e dove può essere morto dopo il dicembre del 43?0 Chi può mi aiuti nelle ricerche. Ela ela88@tiscali.it
Commento di anna carmela montalbano
Ora: 5 giugno 2010, 15:51
anche mio nonno viperino pierto dichiarato disperso nelle guerra del 1942 dela russia se qualche vecchio soldato sa notizie ne sarei feliccissima
Commento di Federica
Ora: 5 giugno 2010, 16:25
Salve, io sono una lontana parente di un Bersagliere scomparso nel 43 Lidonnici Amedeo 1lettera spediata al mio bisnonno diceva che si trovava vicino al fiume don, dopo di essa ci fu il nulla, alla fine della guerra quando il mio bisnonno nn lo vedeva rientrare più, gli venne detto che era disperso chissa dove, mio zio aveva solo 19 anni e aveva fondamentalmente molta paura, volevo sapere se qualcuno mi può fornire notizie più dettagliate grazie mille…mio zio era di catania (sicilia)
Commento di LOLLO LUCIANO
Ora: 6 giugno 2010, 19:07
CERCO A TITOLO GRATUITO QUALCHE FILMATO DELLA CAMPAGNA DI RUSSIA SIA DA PARTE ITALIANA CHE TEDESCA. RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE CHI POTESSE EVENTUALMENTE INVIARMI QUALCHE DVD DEL FILMATO DI CUI SOPRA. INVIARE A LOLLO LUCIANO
VIA ITALO BALBO 123
04020 ITRI (LT).
Commento di liviana
Ora: 7 giugno 2010, 13:48
Buon giorno sto facendo ricerche per sapere dove può essere caduto mio zio Filiberto Traversi dichiarato disperso sul fronte russo nel gennaio 1943, era nato a Ravarino MO il 7.5.1910.
Come si fa a sapere in quale reggimento era confluito?
Commento di Centro Studi La Runa
Ora: 7 giugno 2010, 16:41
@Luciano Lollo: Qui vi sono spezzoni di cinegiornale sulla battaglia del Dniepr: http://www.video-storia.it/la-battaglia-del-dniepr-2/118
Commento di grazia messina
Ora: 27 giugno 2010, 17:36
cerco mio zio scandurra salvatore natoa s. Agata li Battiati prov. di Catania 80° regimento fanteria 4° compagnia 1° battaglione divisione pasubio disperso in russia dal dcembre 1942 .Se qualcuno ha notizie a suo riguardo sarei contenta di rceverle .Nel 1948 dei reduci ammalati dissero ai miei nonni che si trovava nel campo di Kiev da dove non e’ piu’ tornato.
Commento di Giuseppe Nucciarelli
Ora: 22 luglio 2010, 11:26
Risposta a GABRIELE GIULIANI.
Nonostante tu abbia il cognome di mia nonna Margherita Giuliani, cosa che probabilmente potrebbe anche legarci, evidentemente sei uomo di cattiva fede, nel momento in cui decidi che la storia riportata sia frutto di un’invenzione.
Dovresti proprio vergognarti perchè in tal modo non offendi soltanto il sottoscritto ma la memoria di mio padre e del soprannominato TORELLO di Tolfa che mi hanno raccontato la stessa storia, a quaranta anni di distanza l’uno dall’altro, quali protagonisti e non come semplici opinionisti di bassa levatura, come te.
Dimostri proprio di essere un degno erede di quanti commisero quel vergognoso episodio visto che ti affanni a volerlo cancellare.
La mistificazione è proprio tipica di quanti, come te, non vedono altro che il color rosso.
Quelli come te, conoscono solo la storia che gli racconta il partito.
E pensare che in Russia non vogliono avere nel loro paese le reliquie del “grande” Stalin, mentre Diliberto le accoglierebbe a braccia aperte.
Cosa ne pensi al riguardo?
Che mi dici poi di Togliatti, che, nel periodo del tragico ritorno a piedi, forse stava pettinando le bambole?
Credi poi che sia una bugia anche il fatto che Stalin abbia fatto uccidere un’infinità di comunisti, ivi compresi quelli di nazionalità italiana che fuggivano dal fascismo e si rifugiarono, si fa per dire, nella Russia comunista?
Sei proprio un sempliciotto.
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Commento di martin zvanut
Ora: 25 maggio 2008, 21:12
Sono Martin da Slovenia.
Il mio zio Ivan Zvanut, era soldato nella armata italiana in russia durante 1941-1943. Doppo la fronta Russa ha battuto nela fronta di Srem. Lui non e ritornato a casa mai.
Dove posso prendere qualche informazzioni di lui.
Grazzie
Martin