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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Simon Grosjean</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Il fuoco segreto</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 15:32:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simon Grosjean</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli sul fantastico in generale]]></category>
		<category><![CDATA[Fantastico]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
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		<category><![CDATA[Tolkien]]></category>

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		<description><![CDATA[Un'analisi del simbolismo della lotta tra Gandalf e il Balrog nel celebre passo del Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-fuoco-segreto.html' addthis:title='Il fuoco segreto '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/drago48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Fantastico" /><br/><p style="text-align: justify;"><em><a title="Il Signore degli Anelli" href="http://www.libriefilm.com/il-signore-degli-anelli/3" target="_blank"><a href="http://www.libriefilm.com/il-signore-degli-anelli/3" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-7542" style="margin: 10px;" title="il-signore-degli-anelli" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-signore-degli-anelli.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Il Signore degli Anelli</a> </em>è uno delle più belle e raffinate opere della <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura/">letteratura</a> di tutti i tempi. In questo capolavoro, che trascende la semplicistica definizione di romanzo fantasy, l&#8217;autore J.R.R. Tolkien è riuscito mostrarci un&#8217;esperienza di vita mitologica che scende in profondità nell&#8217;animo umano e ci dà le chiavi di accesso per la via che porta alla Tradizione Primordiale. H.P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> sosteneva che non era lo scrittore che inventava un mondo fantasy, ma era il mondo stesso che si manifestava attraverso le pagine degli scrittori più arditi, degli scrittori che più di altri riuscivano a portare sul piano pratico l&#8217;Immaginazione Creativa (descrittaci dal Maestro <a title="Massimo Scaligero" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/massimo-scaligero/">Massimo Scaligero</a> nel libro <a title="La Luce" href="http://www.libriefilm.com/la-luce-introduzione-allimmaginazione-creatrice/764" target="_blank"><em>La Luce</em></a>). Allo stesso modo, il mondo di Arda non è frutto dell&#8217;immaginazione di un pazzoide scrittore inglese, ma è una vera e propria descrizione di un mondo reale dipintoci per mezzo dell&#8217;elegante penna di Tolkien.</p>
<p style="text-align: justify;">In uno splendido passo de <em>Il Signore degli Anelli</em>, che già da adolescente mi aveva colpito per la sua spettacolarità e al tempo stesso profondità, Gandalf il Grigio affronta una creatura di Morgoth, un Balrog. La scena si svolge nelle profondità delle miniere di Moria, scavate dagli abili Nani, durante la disperata fuga della Compagnia inseguita ferocemente da una banda di Orchi e Troll. La scena è resa più adrenalinica ed inquietante da un sinistro e profondo suono di tamburi: <em>dum, dum</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine i nostri amici riescono a raggiungere il ponte di Khazad-dûm, ma qui si rivela in tutta la sua mostruosità la fonte del suono cupo. E&#8217; un Balrog, il Flagello di Durin, creatura corrotto da Morgoth che si era nascosta nelle più oscure profondità delle Montagne Nebbiose per più di cinque mila anni. Questa non è una creatura che possa essere sconfitta da spade, frecce o asce, in questo caso serve la vera forza di cui Gandalf è portatore, la forza della magia derivata dalla sua connessione con l&#8217;Uno-Illuvatar: il Fuoco Segreto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco come la penna di Tolkien ci descrive la terribile scena:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“Il Balrog giunse al ponte. Gandalf era in piedi al centro della sala e con la mano sinistra si appoggiava al bastone, mentre nella destra Glamdring scintillava, fredda e bianca. Il nemico si arrestò nuovamente, fronteggiandolo, ed intorno ad esso l&#8217;ombra allungò due grandi ali. Il Balrog schioccò la frusta, e le code scricchiarono e fischiarono. Del fuoco si sprigionava dalle sue narici: ma Gandalf rimase fermo e immobile.</p>
<p style="text-align: justify;">«Non puoi passare», disse. Gli Orchetti tacquero, e si fece un silenzio di morte. «Sono un servitore del Fuoco Segreto, e reggo la fiamma di Anor. Non puoi passare. A nulla ti servirà il fuoco oscuro, fiamma di Udûn. Torna nell&#8217;Ombra! Non puoi passare».<a href="#_edn1">1</a></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Come tutti sappiamo, il grigio stregone riesce a gettare l&#8217;immonda creatura nel baratro, ma questa con un impeto finale riesce a far scivolare Gandalf portandoselo nel pozzo senza fondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Analizziamo un attimo quali parole usa Gandalf per sconfiggere il possente demone. Lo stregone si dice servitore del <strong>Fuoco Segreto</strong> e portatore della fiamma di Anor. Nell&#8217;universo descrittoci da Tolkien i termini Fiamma di Anor, Fuoco Segreto o Fiamma Imperitura fanno riferimento a quell&#8217;<strong>essenza donatrice di vita autonoma che solo Eru-Illuvatar possiede</strong>. Si dice infatti ne <a title="Il Silmarillion" href="http://www.libriefilm.com/il-silmarillion/327" target="_blank"><em>Il Simarillion</em></a>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“In questa Musica il Mondo fu cominciato giacché Illuvatar rese visibile il canto degli Ainur ed essi lo videro come una luce nell&#8217;oscurità. E molti fra loro s&#8217;innamorarono della sua bellezza e della sua storia che videro cominciare e svolgersi come in una visione. Per questa ragione Illuvatar conferì Essere alla loro visione e la collocò in mezzo al Vuoto, e il Fuoco Segreto fu inviato ad ardere nel cuore del Mondo; e questo fu chiamato Eä.”<a href="#_edn2">2</a></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-silmarillion/327" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-7543" style="margin: 10px;" title="il-silmarillion" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-silmarillion-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>Eä è propriamente il <strong>Mondo che è manifesto</strong> e il potere di manifestazione è detenuto da Illuvatar che agisce tramite la fiamma di Anor. Una volta che un pensiero, una Musica è stata alimentata dal Fuoco Segreto, questa prende vita e diventa cosa indipendente dall&#8217;Uno. L&#8217;unico legame che tiene unito la creatura al suo creatore è il reciproco scambio di Amore puro che scorre tra i due enti, Amore che evidenzia la intrinseca unione e unicità dei due.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;<em>Ainulindale </em>si narra di come Melkor, l&#8217;Ainu cattivo paragonabile al Loki della mitologia norrena, vagò nel vuoto alla ricerca della Fiamma Imperitura per poter portare all&#8217;Essere i propri pensieri, ma non la trovò giacché questa si trova nel Cuore di Eru-Illuvatar.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli Ainur non sono altro che parti definite di Eru-Illuvatar, è come se fossero dei pezzettini stessi dell&#8217;Uno-Indefinito e in quanto tali sono sua diretta filiazione. A questo punto diventa evidentissimo il collegamento con la tradizione <a title="indoeuropei" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei/">indoeuropea</a>, o meglio Iperborea, che ci dice appunto che fu l&#8217;Uomo Cosmico, Purusha o Ymir, che diede vita agli dèi e dunque l&#8217;Essere Umano è legittimo creatore di divinità in quanto immagine manifesta di Purusha. Le Forze Divine, o <em>Numina</em>, non sono creatori di realtà quanto piuttosto formatori di essa e l&#8217;esperienza di Melkor ci insegna proprio questo. Gli Ainur cantarono una Musica che diede forma al mondo; ogni Ainu dotato di propria autonomia plasmò a suo piacimento parte di questa creazione, ma fu Illuvatar stesso, possessore del Fuoco Segreto, che diede vita al Mondo portandolo nel reame della manifestazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui l&#8217;analogia con l&#8217;antica Tradizione è ancora una volta sconvolgente. Infatti come analogo al concetto di Fiamma di Anor troviamo Agni, nella tradizione vedica, e Ignis, in quella latina. Nel mondo vedico si insegna infatti che è Agni, un dio-non-dio, che dà vita alla realtà e che crea quel canale di comunicazione tra mondo umano e mondo divino. Senza Agni, che funge da vettore, ogni sacrificio risulta inutile in quanto sconnesso dal mondo delle forze divine ordinatrici.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo questa necessaria precisazione su cosa si intende per Fuoco Segreto e su quale sia il suo significato esoterico-mitologico, ritorniamo ora ad analizzare lo scontro epico tra Gandalf il Grigio e il Balrog.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzi tutto va precisato che i Balrog erano originariamente dei <em>Maiar, ovvero delle essenze divine gerarchicamente leggermente inferiori agli Ainur</em>. Questi Maiar tuttavia vennero corrotti da Morgoth (ovvero Melkor) e presero dunque le sembianze di demoni di fuoco mutando nome in Balrog. Questo aspetto è importante perché ancora una volta si ha la dimostrazione di come Melkor non possa in realtà dare vita a nessuna creatura, ma come in realtà possa soltanto riplasmarle corrompendone la natura fenomenica.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà, si scoprirà successivamente che anche Gandalf è un Maia e che nella terra di Valinor, la terra degli dèi, portava il nome di Olorin:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“Sapiente sopra tutti i Maiar era Olorin. Anch&#8217;egli dimorava in Lorien, ma le sue strade lo condussero spesso alla casa di Nienna, e da lei apprese pietà e pazienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Di Melian molto si narra nel Quenta Silmarillion. Ma di Olorin quel racconto non parla; benché amasse gli Elfi, infatti, egli si aggirava tra loro non visto oppure assumendo forma tale da sembrare uno di loro, ed essi non sapevano da dove provenissero le belle visioni o i consigli sapienti che egli metteva nei loro cuori. In epoche successive fu amico di tutti i Figli di Illuvatar e ed ebbe pietà delle loro sofferenze; e chi lo ascoltava si risvegliava dalla disperazione, abbandonando le illusioni dell&#8217;oscurità.”<a href="#_edn3">3</a></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Dunque Gandalf originariamente era un vero e proprio Nume di potenza che, <strong>appresa la compassione dalla divinità a questo preposta </strong>(Nienna che muta il dolore in sapienza), si aggirava spargendo consigli a tutti i Figli di Illuvatar, ovvero a Elfi e a Uomini. Chi è interessato ad approfondire la figura di Gandalf, troverà sicuramente spunti interessanti sulla Rete.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/la-filosofia-del-signore-degli-anelli/9271" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-7544" style="margin: 10px;" title="filosofia-del-signore-degli-anelli" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/filosofia-del-signore-degli-anelli.jpg" alt="" width="200" height="299" /></a>Lo scontro tra lo stregone e il Balrog, sua nemesi, avviene nella profondità delle miniere di Moria il cui nome rimanda per analogia alle tre Moire, divinità del fato nella mitologia greca e ci suggerisce dunque di come sia fatale e cruciale le vicende che si svolgono in queste miniere terribili ed oscure. Il fatto stesso che il tutto si svolga nell&#8217;oscurità di una caverna profonda che giace nel cuore delle montagne ci suggerisce anche una loro <strong>valenza iniziatica</strong>, testimoniata da illustri tradizioni passate che videro numerosi iniziati avventurarsi nella profondità degli Inferi per trovare se stessi e diventare ciò che veramente si è. Sono troppi i personaggi mitologici che si avventurano negli antri bui alla ricerca di risposte per poterli citare tutti, due nomi illustri bastino al lettore colto: Ulisse ed Enea.</p>
<p style="text-align: justify;">Gandalf per tutto il viaggio ha tentennato scegliendo sempre altre strade piuttosto che le profondità della terra perché in cuor suo sapeva che vi avrebbe trovato qualcosa di fatale e pauroso allo stesso tempo. Solo dopo che ogni altra alternativa era stata scartata la Compagnia scelse questa via che li porterà nel cuore bruciante delle Montagne Nebbiose.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nel momento in cui lo stregone affronta il Balrog, in realtà non fa che affrontare una parte di se stesso</em>. Egli si batte con la sua controparte oscura ed infernale giacché il Balrog non è che un Maia (come Gandalf) corrotto dal potere di Morgoth. Nell&#8217;unione di queste due fiamme così opposte e antitetiche Gandalf ritroverà se stesso e verrà instillato del Fato, verrà rimandato indietro per adempiere al suo scopo sacrale: la sconfitta di Sauron.</p>
<p style="text-align: justify;">Così ci racconta Tolkien:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“«Caddi per molto tempo», riprese infine lentamente, come se riandare indietro con la mente gli fosse difficile. «Caddi per molto tempo, e lui con me. Il suo fuoco mi avvolgeva. Avvampai. Poi precipitammo nelle acque profonde e tutto fu buio. Erano fredde come il mare della morte, e mi ghiacciarono quasi il cuore».</p>
<p style="text-align: justify;">«Profondo è l&#8217;abisso varcato dal Ponte di Durin, e nessuno mai lo ha misurato», disse Gimli.</p>
<p style="text-align: justify;">«Tuttavia ha un fondo, al di là della luce e di ogni conoscenza», disse Gandalf. «Ivi giunsi infine, nelle estreme fondamenta della pietra. E lui era ancora con me. Il suo fuoco era spento, ma ora si era tramutato in un essere di fango e melma, più forte di un serpente strangolatore.</p>
<p style="text-align: justify;">«Lottammo a lungo nelle profondità della viva terra, ove il tempo non esiste. Sempre mi afferrava e sempre io lo colpivo, e infine fuggì attraverso oscure gallerie. Non erano state scavate dal popolo di Durin, Gimli figlio di Gloin. Giù, molto più giù dei più profondi scavi dei Nani, esseri senza nome rodono la terra. Persino Sauron non li conosce. Essi sono più vecchi di lui. Adesso io ho camminato in quei luoghi, ma non narrerò nulla che possa oscurare la luce del sole. Disperato com&#8217;ero, il mio nemico era l&#8217;unica speranza che avessi, e lo inseguii afferrandogli le caviglie. Così mi condusse dopo molto tempo nei segreti passaggi di Khazad-dûm, che conosceva sin troppo bene. Poi continuammo a salire, sempre più in alto, e giungemmo all&#8217;Interminabile Scala» […] «S&#8217;inerpica dalla galleria più profonda sino alla vetta più alta, una spirale ininterrotta di molte migliaia di gradini che ascende sino alla Torre di Durin, scavata nella viva roccia di Zirakzil, la punta estrema di Dentargento.</p>
<p style="text-align: justify;">«Ivi, in cima a Celebdil, vi era una solitaria finestra nella neve, e al di là di essa uno stretto spazio, che pareva un vertiginoso nido d&#8217;uccello rapace sovrastante le nebbie del mondo. Il sole vi scintillava con violenza, ma in basso ogni cosa era avvolta dalle nubi. Lui con un balzo fu all&#8217;aperto, e nel momento in cui lo raggiunsi avvampò in nuove fiamme».</p>
<p style="text-align: justify;">[…]</p>
<p style="text-align: justify;">Un grande fumo s&#8217;innalzò intorno a noi, vapori e foschie si sprigionarono. Il ghiaccio cadde come pioggia. Scaraventai giù il mio nemico, e lui precipitando dall&#8217;alto infranse il fianco della montagna nel punto in cui cadde. Allora fui avvolto dall&#8217;oscurità, errai fuori dal pensiero e dal tempo, e vagabondai lontano per sentieri che non menzionerò.</p>
<p style="text-align: justify;">«Infine fui rimandato nudo là dove l&#8217;oscurità mi aveva colto. E giacqui nudo in cima alla montagna. La torre dietro di me non era altro che polvere, e la finestra scomparsa; la scala in rovina soffocata dai massi arsi ed infranti. Ero solo, dimenticato, senza speranza di salvezza, sul duro corno del mondo. Ivi, supino, guardavo sopra di me le stelle compiere il loro ciclo, e ogni giorno era lungo come una vita terrena. Vago alle mie orecchie giungeva il rumore confuso di tutte le terre: il sorgere e il morire, il canto e il pianto, e il lento eterno gemito della pietra sotto il troppo pesante fardello. Così infine mi trovò Gwaihir, il Re dei Venti; mi prese con sé e mi portò via».<a href="#_edn4">4</a></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Come il lettore attento avrà già notato, l&#8217;esperienza di Gandalf è un&#8217;autentica esperienza misterica per nulla differente da quella che gli Iniziati dell&#8217;<a title="antichità" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-antica/">antichità</a> dovevano vivere per poter accedere ai Grandi Misteri. Per facilitare la comprensione proverò a schematizzare l&#8217;esperienza del nostro eroe analizzandone i passi salienti:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><em> </em><strong>Caddi per molto tempo&#8230; Il suo fuoco mi avvolgeva:</strong> La discesa negli abissi dell&#8217;anima è una vera e propria caduta, una caduta che conduce l&#8217;Iniziato lontano dalla sorgente proiettandolo nelle più basse sfere della materia. La caduta in sé è necessaria perché permette all&#8217;anima di fare esperienza di sé e in ultima analisi permette all&#8217;Uno-Assoluto di divenire. Questa discesa, testimoniata da tutte le tradizioni antiche, per Gandalf non avviene da sola, ma a lui si accompagna il Balrog. In questo interminabile abisso Gandalf si avvolge con la sua nemesi, <em>i loro due Fuochi ardono e diventano un tutt&#8217;uno. In questa fase non c&#8217;è differenza tra Gandalf il Grigio e il Balrog di fuoco, sono uniti come un sol essere.</em></li>
<li><strong>Precipitammo nelle acque profonde e tutto fu buio. Erano fredde come il mare della morte, e mi ghiacciarono quasi il cuore: </strong> Alla fine la discesa termina. La fine si trova in un mondo senza luce, senza calore dove ogni fiamma si spegne. E&#8217; solo nel momento in cui ci si avvicina paurosamente alla distruzione della propria anima che si può riscoprire la  natura divina. E&#8217; solo nel gelo più profondo e più terribile che si può ritrovare la vera fiamma che arde nel nostro cuore. Questa è la morte di Gandalf-Balrog.</li>
<li><strong>Il suo fuoco era spento, ma ora si era tramutato in un essere di fango e melma: </strong>La fiamma che arde in seno al petto del demone non c&#8217;è più in quanto il demone stesso cessa di esistere in quanto essere separato da Gandalf. Ci si trova in uno stato di non-dualismo. Nella caduta Gandalf ha compreso che in realtà il Balrog è un essere che vive dentro di sé e quindi ora si è “tramutato in un essere di fango e melma”, <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/">simboli</a> di indifferenziata fertilità trasformatrice.</li>
<li><strong>Disperato com&#8217;ero, il mio nemico era l&#8217;unica speranza che avessi:</strong> Gandalf perde il proprio Io, supera l&#8217;attaccamento al sé e diventa Assoluto. Vive in uno stato di non-tempo e di non-spazio. L&#8217;unico modo che ha per tornare nel mondo è rigettarsi nel reame della dualità, nel samsara buddhista, e usa a proprio vantaggio il nemico stesso; la nemesi diventa unica salvezza.</li>
<li><strong>S&#8217;inerpica dalla galleria più profonda sino alla vetta più alta: </strong>La Scala Interminabile è <a title="SIMBOLO" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/">simbolo</a> di ascesi. Gandalf ascende nuovamente al mondo per mezzo del demone e ritorna dunque nella realtà manifesta.</li>
<li><strong>Il sole vi scintillava con violenza, ma in basso ogni cosa era avvolta dalle nubi: </strong>Giungono infine di nuovo nel mondo, ma non è il mondo di prima che giace ai loro piedi avvolto nelle nubi e nella confusione. Il mondo in cui risorgono è un mondo pieno di luce e di chiarore in cui il Sole, Fiamma di Amore, scintilla addirittura con violenza, ovvero con una forza talmente forte che per disabitudine gli sembra violenta. Ma il Sole scintillante indica anche che la Fiamma Imperitura, che arde nel petto dello stregone, ha riacquistato la sua vera essenza divina. E&#8217; ciò che i vedici chiamano la seconda nascita di Agni.</li>
<li><strong>Lui con un balzo fu all&#8217;aperto, e nel momento in cui lo raggiunsi avvampò in nuove fiamme: </strong>Il ritorno al mondo della vita proietta di nuovo il Balrog in una dimensione esterna. Il dualismo del mondo manifesto si è di nuovo estrinsecato e la Fiamma di Udûn si riaccende. Il nemico interno diventa un essere esterno e pericoloso da affrontare. Ma dopo essere stato sconfitto nella dimensione interna, l&#8217;esito dello scontro titanico è già segnato. E infatti&#8230;</li>
<li><strong>Scaraventai giù il mio nemico&#8230; Allora fui avvolto dall&#8217;oscurità, errai fuori dal pensiero e dal tempo: </strong>Gandalf ora è ritornato ad essere una creatura divina, con la piena consapevolezza interna di ciò che veramente E&#8217;. Dunque con un turbinare di fuoco e lampi sconfigge in poco tempo il nemico; è vittorioso sulla Nemesi. Ha capito il suo demone, l&#8217;ha affrontato con determinazione, accettato per quello che è (una parte di sé), infine interiorizzato e quindi sconfitto. L&#8217;immane fatica della rinascita però lo lascia esausto ed è in questo momento che lui perde se stesso e rifiuta il proprio Io per ricongiungersi nuovamente con l&#8217;Assoluto.</li>
<li><strong>Infine fui rimandato nudo là dove l&#8217;oscurità mi aveva colto&#8230; Così infine mi trovò Gwaihir, il Re dei Venti; mi prese con sé e mi portò via: </strong>Tuttavia non aveva ancora completato il suo Fato e così, come i Bodhisattva della tradizione orientale, decise di tornare nudo e rinato. Infine lo salva Gwaihir, il Signore delle Aquile, <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/">simbolo</a> di potenza e di imperio regale.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gandalf è tornato come il Bianco, essere Iniziato che ha riscoperto la propria natura divina, essere che ha riacceso in sé il Fuoco Segreto che guida ogni passo e brucia ogni nemico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-fuoco-segreto/4043" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-7545" style="margin: 10px;" title="il-fuoco-segreto" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-fuoco-segreto.jpg" alt="" width="200" height="294" /></a>Questo è quanto ci insegna la terribile, seppur divina, esperienza dello Stregone Compassionevole. Tuttavia ora sento l&#8217;esigenza di abbandonare per un attimo i panni dello studioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo che mi circonda mi richiama e non si possono ignorare né il Dolore né l&#8217;Amore emanati dalla Bellezza del nostro mondo. Vorrei fare una piccola proposta al lettore: <strong>TU</strong> che leggi queste parole fai propria l&#8217;esperienza mitologica di Gandalf, trai dentro di TE la forza che ha condotto il Saggio a buttarsi nell&#8217;abisso per affrontare il demone infernale, fatti guidare dalla Fiamma Imperitura che arde, anche se inconsapevolmente, nel tuo cuore. <strong>Apri il Cuore al mondo giacché esso necessita di TE</strong>; così come Gandalf fu rimandato nudo nel mondo, così TU non puoi abbandonarlo nel momento del massimo bisogno, <em>ita est</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi siamo i Figli di Illuvatar e in quanto tali dobbiamo cavalcare l&#8217;attuale epoca di corruzione e ritrovare la via verso le Beate coste di Valinor, lì ci attende la nostra vera natura, lì ci attende la nostra essenza divina.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come fare questo? Seguendo l&#8217;esempio di Gandalf; ovvero coltivando dentro di sé la disciplina e la forza del Fuoco Segreto, ciò che la tradizione vedica ci indica con il termine “<em>tapas</em>” di cui il compianto Pio Filippani Ronconi era Maestro d&#8217;Arte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per aiutarci in questa Opera grandiosa, il mondo ci ha regalato tre splendidi gioielli. Tre magnifici tesori che Tolkien chiamò <strong>Silmaril</strong>, ma il tempo è finito e verrà un altro momento per parlarne.</p>
<div><strong>Note</strong></p>
<hr size="1" />
<div style="text-align: justify;">
<p><a href="#_ednref1">1</a> Tutte le citazioni sono tratte da <a title="Il Signore degli Anelli" href="http://www.libriefilm.com/il-signore-degli-anelli/3" target="_blank"><em>Il Signore degli Anelli</em></a> di J.R.R. Tolkien, Bompiani edizioni, p.441.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><a href="#_ednref2">2</a> Tratto dal <em>Il Valaquenta</em>. Pag. 47 dell&#8217;edizione di Bompiani de <a title="Il Silmarilion" href="http://www.libriefilm.com/il-silmarillion/327" target="_blank"><em>Il Silmarillion</em></a>.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><a href="#_ednref3">3</a> Vd. sopra. Pag. 53.</p>
</div>
<div>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ednref4">4</a> Vd. nota 1. Pag. 611-612.</p>
</div>
</div>
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		<title>Il sacrificio e il patto cosmico</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 16:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simon Grosjean</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Religione]]></category>
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		<description><![CDATA[Come fondamento del mondo manifesto c'è l'Uomo, quello che le Tradizioni hanno chiamato Uomo Cosmico o Uomo Universale. Da lui tutto procede, dal suo sacrificio (lo Yajna) si sono manifestati gli Dèi che successivamente hanno plasmato il mondo e hanno dato il soffio di vita all'umanità stessa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-sacrificio-e-il-patto-cosmico.html' addthis:title='Il sacrificio e il patto cosmico '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-6619" style="margin: 10px;" title="voluspa-2" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/voluspa-2-234x300.jpg" alt="" width="234" height="300" />Numerosi ed insigni studiosi delle epoche passate e presenti hanno messo in evidenza la straordinaria similitudine e coesione culturale tra popoli <a title="indoeuropei" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">indoeuropei</a> dell&#8217;Europa (<a title="Celti" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/celti">celti</a>, baltici, scandinavi, greci, italici&#8230;.) e del centro Asia (hittiti, persiani, indiani vedici&#8230;). Più che di vere e proprie similitudini è più conveniente parlare di un&#8217;unità divina che sta alla base di tutte le cosiddette culture indoeuropee: questa unità divina di discendenza Iperborea prende il nome di arianità.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unità religiosa degli ariya è figlia di una Scienza Sacra che nello scorrere del tempo si è trasformata in mitologia e uno dei miti più esoterici e misterici di questa <em>genia </em>è il mito cosmogonico. Di tale mito è possibile trovare qualche accenno presso i greci e i romani, che invece ne hanno conservato un sentore più autentico. Tuttavia è presso i cugini indiani del <em>Rig-Veda </em>e i fratelli nordici dell&#8217;<em>Edda </em>potetica che è possibile ritrovare la più bella testimonianza di questa conoscenza arcana che, nel passaggio alla storia, è divenuta mito.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella Tradizione ancestrale non si parla di Creazione o di origine del mondo, ma ci si limita a parlare di se stessi, dell&#8217;Uomo. Uomo in quanto essere divino che fonda nel suo Sacro Fuoco una perfetta unità tra Macrocosmo e Microcosmo. E&#8217; da queste basi che possiamo ora parlare del mito del Macroantropo.</p>
<p style="text-align: justify;">Come fondamento del mondo manifesto c&#8217;è l&#8217;Uomo, quello che le Tradizioni hanno chiamato Uomo Cosmico o Uomo Universale. Da lui tutto procede, dal suo sacrificio (lo <em>Yajna</em>) si sono manifestati gli Dèi che successivamente hanno plasmato il mondo e hanno dato il soffio di vita all&#8217;umanità stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Come dice Giorgio Locchi ne <a title="Il mito cosmogonico degli Indoeuropei" href="http://www.centrostudilaruna.it/il-mito-cosmogonico-degli-indoeuropei.html"><em>Il mito cosmogonico degli Indoeuropei</em></a>[<a href="#_edn1">1</a>]:</p>
<p style="text-align: justify;">«L’uomo, presso gli <a title="indoeuropei" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">indoeuropei</a>, non è soltanto all’origine dell’universo: è l’origine dell’universo, in seno al quale l’umanità vive e diviene. Giacché all’inizio, dice il mito, vi era l’Uomo cosmico: Purusha nel <em>Rig-Veda</em>, Ymir nell’<em>Edda</em>, Mannus, citato da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/publio-cornelio-tacito" target="_blank">Tacito</a></span>, presso i germani del continente (Manus, in quanto antenato degli uomini, essendo parimenti conosciuto presso gli indiani)».</p>
<p style="text-align: justify;">Tale Essere primordiale ha delle caratteristiche tutte particolari e per comodità vi riporto di seguito l&#8217;inizio del libro decimo del <em>Rig-Veda </em>in cui si parla di Purusha:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">«L’Uomo (Purusha) ha mille teste;</p>
<p style="text-align: justify;">ha mille occhi, mille piedi.</p>
<p style="text-align: justify;">Coprendo la terra da parte a parte</p>
<p style="text-align: justify;">la oltrepassa ancora di dieci dita.</p>
<p style="text-align: justify;">Purusha non è altro che quest’universo</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che è passato, ciò che è a venire.</p>
<p style="text-align: justify;">Egli è signore del dominio immortale,</p>
<p style="text-align: justify;">perché cresce al di là del nutrimento».</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Analogamente, è da Ymir, gigante norreno Uno indiviso anche lui, che procede la prima organizzazione del mondo. Il <em>Grimnismál </em>precisa:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">«Della carne di Ymir fu fatta la terra,</p>
<p style="text-align: justify;">il mare del suo sudore, delle sue ossa le montagne,</p>
<p style="text-align: justify;">gli alberi furono dai suoi capelli,</p>
<p style="text-align: justify;">e il cielo del suo cranio».</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe bello, in questa sede, trattare profondamente l&#8217;essenza esoterica di Ymir e di  Purusha, ma il discorso esulerebbe troppo dagli intenti di questo scritto. Sarebbe necessario un libro intero e in ogni caso non sarebbe sufficiente perché questa conoscenza Sacra presuppone un viaggio all&#8217;interno di se stessi che nessun libro può dare.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa sede è quindi più conveniente concentrarci solamente sul significato di sacrificio.</p>
<p style="text-align: justify;">La parola italiana sacrificio deriva dal latino <em>Sacrificium</em>, ovvero <em>Sacer-facere</em>, cioè compiere atti Sacri, conformi alla <em>FAS</em>. Tale termine purtroppo non è propriamente conforme al senso vedico di <em>Yajna </em>e la mia ignoranza in materia non mi permette di trovare una parola più precisa nella Sacra Lingua dei nostri Padri. Per tale motivo da qui in avanti userò il termine <em>Yajna</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma procediamo con calma e riprendiamo il discorso sull&#8217;Uomo Cosmico, Purusha.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;eccellente <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> afferma:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“Considereremo ora Purusha, non più in se stesso, ma in rapporto alla manifestazione, per  meglio rilevare in seguito come può essere inteso sotto molteplici aspetti, anche essendo  uno in realtà. Diremo dunque che Purusha, perché la manifestazione si produca, deve  entrare in correlazione con un altro principio, quantunque questa correlazione, relativamente al suo aspetto più elevato (<em>uttama</em>) sia inesistente, e non vi sia realmente altro principio, se non in senso relativo, al di fuori del Principio Supremo; ma, quando si tratta della  manifestazione, anche principialmente, già siamo nella relatività. Il correlativo di Purusha è allora Prakriti, la sostanza primordiale indifferenziata.[<a href="#_edn2">2</a>]”</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Nel momento in cui il Brahman, l&#8217;Essere Indifferenziato, decide di diventare l&#8217;Uomo Cosmico Purusha, questi deve rinunciare alla suo essere Assoluto ed unirsi alla Prakriti (ciò che nella <em>Baghavad Gita</em> viene detta <em>forza motrice primordiale</em>). Ed è proprio in questa unione (unione rappresentata successivamente da Shiva e Parvati), è in questo <em>cavalcare la tigre</em> che sussiste il fondamento e l&#8217;eternità di ogni manifestazione. Da questo Essere androgino nascerà poi la scissione metafisica tra Uomo-VIR e Donna-VIRgo ed è nella qualificazione e piena espressione dei due principi antagonisti e complementari che è possibile una totale e pura riunificazione come Essere Assoluto.</p>
<p style="text-align: justify;">Continua il <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> a proposito della <em>forza motrice primordiale</em>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“Prakriti non può dunque essere veramente causa per se stessa (alludiamo alla «causalità efficiente»), al di fuori dell’azione o piuttosto dell’influenza del principio essenziale o  Purusha, che si potrebbe chiamare il «determinante» della manifestazione; tutte le cose  manifestate sono prodotte da Prakriti, di cui sono determinazioni o modificazioni, però,  senza la presenza di Purusha, queste produzioni sarebbero sprovviste di ogni realtà.[<a href="#_edn3">3</a>]</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E ancora:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“Ricorderemo ancora che Atma e Purusha sono uno stesso ed unico principio, e che la manifestazione è prodotta da Prakriti, non da Purusha.[<a href="#_edn4">4</a>]”</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Infatti, nella condizione trascendente di Uno a-cosmico (ricordo che il termine cosmo deriva dal greco <em>cosmos </em>che significa <em>ordine manifestato</em>) non vi è possibilità di divenire in quanto il tempo stesso non esiste giacché esso è partorito essenzialmente come <strong>ritmo interno di Purusha che diventa Tempus solo grazie al sacrificio-Yajna </strong>[<a href="#_edn5">5</a>]. Per questo motivo, la necessità che guida l&#8217;azione cosmica (<em>karma</em>) rende necessario il sacrificio stesso di Purusha. Presso i norreni si dice che Ymir sia stato smembrato dagli dèi Aesir che crearono il mondo partendo dai pezzi del suo cadavere. Tuttavia bisogna andare nell&#8217;India vedica, dove la memoria è molto lunga, per capire che in realtà l&#8217;Uomo Cosmico non è stato sacrificato, ma si è AUTOsacrificato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/introduzione-alla-lingua-e-alla-cultura-degli-indoeuropei/313" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-4692" style="margin: 10px;" title="introduzione-indoeuropei" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/introduzione-indoeuropei.jpg" alt="" width="200" height="298" /></a>E&#8217; questo autosacrificio, lo Yajna per l&#8217;appunto, che pone le basi del divenire, l&#8217;Essere esce dall&#8217;enternità e si vincola in un modo stupendamente paradossale alle leggi del Tempo, dando vita al Riso degli Dèi. Questo, se così si può chiamare è il vero Inizio e a questo inizio sottintende il dio italico JANUS.</p>
<p style="text-align: justify;">I racconti exoterici ci tramandano che Janus è il dio delle porte, degli inizi, ma in realtà Egli è qualcosa di ben più significativo. La sua azione, o per meglio dire il suo OMEN è indissolubilmente connesso al Sacrificio, <strong>Janus è l&#8217;impulso che ha dato avvio al sacrificio </strong> e in quanto tale Egli è una Divinità Polare.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questo punto è meglio soffermarsi un istante. Prima di tutto è bene ricordare per l&#8217;ennesima volta che il nome che la civiltà vedica usa per indicare il sacrificio è YAJNA che, benché non abbia avvalorati nessi etimologici, richiama per similitudine il termine JANUS. Yajna e Janus sono dunque due Enti che sovraintendono ad un medesimo processo essendo lo <strong>Yajna la manifestazione per azione di Janus</strong>. Lasciando la trattazione di questa tematica, benché di estrema importanza, ad un&#8217;altra sede mi preme qui sottolineare un aspetto sacrale di JANUS.</p>
<p style="text-align: justify;">Egli è il Dio del Tempus e del Templum secondo i cui schemi quadrati è divampato lo Yajna. La Scienza del <strong>Templum et Tempus</strong> (per comodità chiamerò questa Scienza semplicemente Templum) in tempi storici è stata chiamata Etrusca Disciplina nella penisola italica ed è anche alla base del Vastu indiano. Questa Scienza costituisce la base storica degli scacchi e i suoi segreti sono stati tramandati nella faccia nascosta del gioco medievale, il Filetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studioso che nel mondo moderno più di altri ha carpito i segreti nascosti di questa Scienza è il Romano Roberto Zamperini che nel suo Blog ha ampiamente trattato questo tema[<a href="#_edn6">6</a>].</p>
<p style="text-align: justify;">Questa scacchiera 9X9 comprende 81 caselle e al centro della struttura c&#8217;è il Fuoco Sacro, Ignis, o Agni per usare la dizione vedica, che è il tramite per ricollegare il nostro Sé manifesto al Sé Cosmico immanifesto e atemporale: Brahama. Ovviamente tale riconnessione non è immediata e per un profano senza “addestramento” è impossibile accedervi, per riunirsi al proprio sé assoluto, a Purusha, bisogna praticare la via dell&#8217;Ardore, ciò che i vedici chiamavano TAPAS.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di continuare, voglio solo precisare che il Templum è il principio non solo del mondo, ma di ogni Ente, che sia pianta, animale, uomo o anche idea. Dallo Yajna, come già detto si manifesta dunque un Ritmo univoco e che identifica l&#8217;essere manifesto; uno speciale rapporto di simpatia viene sempre a crearsi nel momento in cui due Ritmi, ovvero due manifestazioni diverse dello Yajna, vengono ad incontrarsi causando ciò che i fisici delle onde chiamano <strong>interferenza costruttiva</strong> che costituisce un&#8217;amplificazione positiva di entrambi i Ritmi. Esempi significati di tale unione sacra e necessaria sono l&#8217;incontro tra la <em>Domus </em>e il <em>Pater familias </em>(qui due enti finiscono per vivere in simbiosi) e la ben più evidente unione tra una Gens e la terra che ospiterà il suo divenire (in tal senso rimando all&#8217;episodio che vide la fondazione del tempio a Giove capitolino sul Campidoglio in cui il Dio Terminus rifiutò di spostarsi).</p>
<p style="text-align: justify;">Veniamo ora al tema vero e proprio dell&#8217;articolo.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;inizio di ogni processo, prima di ogni atto, grande o piccolo che sia, al fondamento di ogni Sacrificio, di ogni Yajna c&#8217;è un Patto, un accordo tra le parti. Così nel momento in cui l&#8217;Uomo Cosmico si autosacrificò venne stipulato un Patto sacrale la cui natura è così profonda che non può essere espresso per mezzo di parole. Basti sapere che tale Patto è ciò che sostiene strutturalmente la manifestazione di un ogni ciclo e che sopra-ordina le leggi stabilite, sia fisiche (legge della gravità, ecc..) che spirituali.</p>
<p style="text-align: justify;">Come il lettore attento avrà già capito, anche all&#8217;inizio di questo ciclo cosmico dei quattro Yuga c&#8217;è un Patto. Tralasciando i contenuti profondi di questo Accordo Divino, vorrei qui porre attenzione sul fatto che questo ciclo si concluderà con un progressivo ed inevitabile sciogliersi del Patto la cui scadenza era già stata fissata per necessità di ritmo. Lo sciogliersi definitivo del Patto avverrà alla fine del Kali Yuga e lo Ragnarok norreno testimonierà lo scontro tra divinità solari (Aesir e Vanir) e forze ctonie (Joturn capitanati da Loki e dai suoi figli) il cui esito sarà la formulazione di un nuovo contratto e la nascita di uno nuovo ciclo temporale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco cosa dice la <a href="http://www.libriefilm.com/voluspa/3859"><em>Voluspa</em></a>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/voluspa/3859" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-6618" style="margin: 10px;" title="voluspa" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/voluspa-176x300.jpg" alt="" width="176" height="300" /></a>Si colpiranno i fratelli<br />
e l&#8217;un l&#8217;altro si daranno la morte;<br />
i cugini spezzeranno<br />
i legami di parentela;<br />
crudo è il mondo,<br />
grande l&#8217;adulterio.<br />
Tempo d&#8217;asce, tempo di spade,<br />
gli scudi si fenderanno,<br />
tempo di venti, tempo di lupi,<br />
prima che il mondo crolli.<br />
Neppure un uomo<br />
un altro ne risparmierà.</p>
<p style="text-align: justify;">S&#8217;agitano i figli di Mímir;<br />
si compie il destino<br />
al suono del possente<br />
Gjallarhorn.<br />
Forte soffia Heimdallr<br />
nel corno che sporge,<br />
mormora Óðinn<br />
con la testa di Mímir.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Come si può notare, al termine di questo ciclo ogni legame di parentela, ogni vincolo, in ultimo ogni Patto verrà a mancare. Colui che darà inizio al Ragnarok è Heimdallr, il corrispettivo di Janus nel pantheon norreno, che con il soffiare attraverso il corno Gjallarhorn sovrasterà ogni suono di questo mondo significando, tramite l&#8217;analogia mitologica del suono, che alla fine, come preludio dell&#8217;inizio, un nuovo Ritmo prenderà il sopravvento.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma qual&#8217;è la divinità che presiede al patto? Quale Nume è garante del contratto cosmico? La tradizione norrena ci dà un ottimo indizio. Mi avvalgo qui di cosa dice l&#8217;ottimo sito Bifrost a proposito del mito di Fenrir e Tyr:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“Dopo questi fatti, gli <em>Æsir</em> temettero che non esistesse un modo per legare Fenrir. Óðinn mandò allora Skírnir, il messaggero di Freyr, giù nello Svartálfaheimr, presso certi abilissimi nani, perché forgiassero una nuova catena. Questi gli consegnarono un laccio chiamato Gleipnir. Era sottile e morbido come un nastro di seta, ma pressoché impossibile da spezzare. Era fatto di sei cose: rumore di gatto, barba di donna, radice di roccia, tendini d&#8217;orso, respiro di pesce e latte (o saliva) di uccello. Ed è infatti questa la ragione per cui, da quel giorno, alla donne non crebbe più la barba, il balzo del gatto non fece più alcun suono e non vi furono più radici sotto le rocce.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando Gleipnir fu portato agli <em>Æsir</em>, essi ringraziarono Skírnir per il suo servigio. Poi si recarono al lago Ámsvartnir, sull&#8217;isolotto di Lyngvi, e, convocato Fenrir, gli mostrarono il laccio e gli proposero di provare a spezzarlo, avvertendolo che era assai più resistente di quanto non apparisse dal suo aspetto. Gli dèi se lo passarono l&#8217;un l&#8217;altro, provandolo con la forza delle proprie mani, ed esso non si strappò. Si dissero tuttavia sicuri che il lupo vi sarebbe riuscito senza sforzo.</p>
<p style="text-align: justify;">— Non otterrò alcuna gloria facendo a pezzi un laccio così sottile — considerò Fenrir. — Ma se è resistente come dite, allora vuol dire che è fatto con malizia e inganni, e non legherà mai le mie zampe.</p>
<p style="text-align: justify;">— Spezzare questo nastro di seta sarà uno scherzo, per te che sei riuscito a frantumare robuste catene di ferro! — risposero gli <em>Æsir</em>. — Ma non temere. Se non riuscirai a liberarti da una striscia così sottile, non ci farai più alcuna paura, e quindi ti libereremo.</p>
<p style="text-align: justify;">—Io credo che, se non riuscissi a liberarmi, passerebbe molto tempo prima che veniate in mio soccorso — disse il lupo.</p>
<p style="text-align: justify;">— Sono contrario a essere legato con questo nastro. Tuttavia non mi sono mai tirato indietro di fronte a una sfida. Piuttosto, invece di sfidare il mio coraggio, ché qualcuno di voi metta piuttosto la sua mano nelle mie fauci a garanzia che tutto ciò sia fatto senza alcun inganno.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli <em>Æsir</em><em> </em>si guardarono l&#8217;un l&#8217;altro, e nessuno voleva assecondare la richiesta di Fenrir. Ma poi avanzò Týr e stese coraggiosamente la mano destra tra i denti del lupo. Fenrir venne legato e cominciò a cimentarsi. Ma più forte si scrollava e scalciava, più forte Gleipnir si stringeva attorno al suo corpo, finché il lupo venne ridotto all&#8217;impotenza. Allora tutti gli dèi risero. Tranne Týr, che perse la mano.”[<a href="#_edn7">7</a>]</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Dumézil, ne <em>Mythes et dieux des Germains</em> a cui rimando il lettore per ogni chiarimento, afferma che è proprio il sacrificio della mano destra (mano dei patti) di Tyr, che qualifica la sua funzione giuridica all&#8217;interno del Pantheon. Tyr è dunque il Dio che sovraintende ai patti e anche storicamente era associato ai patti in periodi sia bellici che pacifici, questo elemento segna dunque inequivocabilmente il senso profondo del dio Tyr: custode del sacro Patto compiuto nel momento in cui il mondo si manifestò per mezzo dello Yajna.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; dunque Tyr che regge questo Patto e infatti, una delle battaglie mitiche del Ragnarok vedrà la lotta tra Tyr e Garmr, il cane custude degli inferi. Da questa battaglia usciranno entrambi vincitori e perdenti finendo per annientarsi a vicenda. Sarà dunque il custode degli inferi, il Titano che controlla le porte del Caos infero che spezzerà definitivamente questo Patto.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso dio Tyr, nell&#8217;età dell&#8217;argento, dà anche il nome ad un mare tutto italico, il mare Tyr-nus, o meglio Tyr-rhenus.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco cosa dice uno dei massimi cultori della Tradizione Prisca, L.M.A. Viola:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“I Pelasgi-Aborigeni sono la più antica discesa Iperborea nel cuore dell&#8217;Italia, essi hanno seguito la direzione Nord-Sud. Le caratteristiche argenteo-lunari, che essi sembrano avere al momento in cui vengono descritti dai Greci, sono inerenti ad un loro ciclo secondario connesso alla migrazione post-albana. Gli Aborigeni-Pelasgi furono indicati anche come Tirreni in un periodo più tardo in relazione alla loro locazione sul Mar Tirreno, mare sacro al dio Tyr-nus. Questo Genus originario ha dato vita al grande periodo argenteo e alla grande civiltà misterica corrispondente, insediata lungo tutto il versante tirrenico d&#8217;Italia, dalla Liguria alla Calabria, avente centro arcano nel Lazio, in particolare nella zona dei vulcani di Monte Albano, ma con importanti estensioni a Nord fino al Tevere e a Sud fino a Gaeta, includendovi anche il Circeo e l&#8217;attuale Terracina.[<a href="#_edn8">8</a>]”</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Viola adduce dunque una ulteriore prova metastorica circa la funzione sacra e profonda del dio Tyr che nella sua epifania di Genus del mar Tirreno avrà il compito di sovraintendere al Patto costituente l&#8217;età dell&#8217;Argento.</p>
<p style="text-align: justify;">In epoche successive, a causa di una maggiore materializzazione dell&#8217;Omen divino, il Numen dei sacri Contratti mutò qualifica e assunse una funzione più terrena che, sulla scia delle migrazioni Arie, lo vide  entrare strettamente in contatto con le dinamiche belligeranti umane.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella terra italica il Dio dei Patti prenderà di conseguenza un altro nome, un nome che esprime appieno il senso dei popoli Ari: MARS.</p>
<p style="text-align: justify;">Mars non solo è il Dio della Guerra (con la G maiuscola) ma più precisamente è il <strong>&#8220;Dio della giusta risposta&#8221; che custodisce i sacri contratti</strong>. I mezzi per difenderli sono molteplici così come sono molteplici le manifestazioni di questo Numen: Quirinus (in quanto protettore dell&#8217;ordine sociale basato sulla Fides), Gradivus (il vero e proprio aspetto marziale), Ultor (che riporta un equilibrio macchiato da infamia, si veda a proposito la vita di Augusto Ottaviano). Come vediamo nel popolo latino si conservò la consapevolezza che è Mars il dio dei Sacri Contratti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ultimo vorrei sottolineare che tutto ciò che abbiamo detto non vale solamente per un Ciclo cosmico, ma per ogni tipo di ciclo, giacché ognuno ha un suo ritmo e nasce quindi da un patto attuato tramite l&#8217;autosacrificio, foss&#8217;anche il semplice ciclo di una vita. Questi cicli non si escludono a vicenda, ma ciascuno di essi rappresenta il divenire di una perfezione che è fomalmente identica alla altre in cui l&#8217;ordine di influenza è determinato da una Gerarchia di Significato.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei concludere il discorso con un piccolo accenno ad una qualifica particolare di Mars. Questa qualifica è lo spirito stesso della Lotta, è il Numen che fa della Lotta un&#8217;esperienza mistica il cui vero fine è di forgiare Viri (e ovviamente anche Virgines) nei cui cuori arda un Fuoco che farà divampare nuovamente il senso delle cose divine. E&#8217; solo così che si potrà ricostruire una nuova Pax Deorum Hominumque. Questo Numen ha come nome SPARTACVS, ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr style="text-align: justify;" size="1" />
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ednref1">1</a> L&#8217;articolo di Giorgio Locchi, <em>Il mito cosmogonico degli Indoeuropei</em>, lo potete leggere sul sito Centro Studi la Runa al seguente indirizzo: <a href="../../../../../il-mito-cosmogonico-degli-indoeuropei.html">http://www.centrostudilaruna.it/il-mito-cosmogonico-degli-indoeuropei.html</a>. Il mio vivo consiglio è di leggere con attenzione questo squisitissimo scritto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ednref2">2</a> <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>, <em>L&#8217;Uomo e il suo Divenire secondo il Vedanta</em>, 1992.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ednref3">3</a> <em>Idem </em>come sopra.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ednref4">4</a> <em>Idem </em>come sopra</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ednref5">5</a> Invito il lettore attento ad approfondire nel suo intimo il senso di questa affermazione. Il Tempus (che nasce dal Ritmo interno di Purusha) è ciò che permette alle cose di compiersi, senza di esso non ci sarebbe divenire.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ednref6">6</a> Il Blog che consiglio vivamente a tutti lo trovate qui: <a href="http://zaro41.wordpress.com/">http://zaro41.wordpress.com/</a><br />
Gli articoli interenti la Scienza Sacra del Templum li potete leggere qui:<br />
<a href="http://zaro41.wordpress.com/2010/05/28/numeri-il-filetto-e-la-dama-sono-solo-giochi-5/">http://zaro41.wordpress.com/2010/05/28/numeri-il-filetto-e-la-dama-sono-solo-giochi-5/</a><br />
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<a href="http://zaro41.wordpress.com/2010/05/31/numeri-il-filetto-e-la-dama%E2%80%A6-sono-solo-giochi-6/">http://zaro41.wordpress.com/2010/05/31/numeri-il-filetto-e-la-dama%E2%80%A6-sono-solo-giochi-6/</a><br />
<a href="http://zaro41.wordpress.com/2010/06/16/il-pantheon-il-tempio-dellenergia-e-dei-misteri-1/">http://zaro41.wordpress.com/2010/06/16/il-pantheon-il-tempio-dellenergia-e-dei-misteri-1/</a><br />
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<a href="http://zaro41.wordpress.com/2010/09/29/un-fisico-teorico-spiega-la-natura-occulta-del-templum-cl-3/">http://zaro41.wordpress.com/2010/09/29/un-fisico-teorico-spiega-la-natura-occulta-del-templum-cl-3/</a><br />
<a href="http://zaro41.wordpress.com/2010/10/02/da-heim-alla-struttura-geometrica-dello-spazio-sacro-4/">http://zaro41.wordpress.com/2010/10/02/da-heim-alla-struttura-geometrica-dello-spazio-sacro-4/</a><br />
<a href="http://zaro41.wordpress.com/2010/10/04/la-quintessenza-di-heim/">http://zaro41.wordpress.com/2010/10/04/la-quintessenza-di-heim/</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ednref7">7</a> <a href="http://bifrost.it/GERMANI/4.Lestoriedeglidei/04-FiglidiLoki.html">http://bifrost.it/GERMANI/4.Lestoriedeglidei/04-FiglidiLoki.html</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ednref8">8</a> Tratto da “Esseri Italiani” ed. Victrix, pag. 179.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-sacrificio-e-il-patto-cosmico.html' addthis:title='Il sacrificio e il patto cosmico ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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