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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Sergio Fritz Roa</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>L&#8217;Antartide e il mito lovecraftiano</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 13:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Fritz Roa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli sul fantastico in generale]]></category>
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		<description><![CDATA[I misteri e pericoli dell'Antartide hanno esercitato il loro influsso su Edgar Allan Poe, Howard Phillips Lovecraft e Miguel Serrano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lantartide-e-il-mito-lovecraftiano.html' addthis:title='L&#8217;Antartide e il mito lovecraftiano '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/drago48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Fantastico" /><br/><p><em><strong>Esordio</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-8170" style="margin: 10px;" title="antartide" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/antartide-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" />L&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span> è uno di quei luoghi del nostro pianeta che fu l&#8217;ultimo a convertisi nell&#8217;ennesimo oggetto della cupidigia dell&#8217;uomo. I suoi misteri e pericoli hanno esercitato il loro influsso poderoso sugli intrepidi avventurieri del passato, ma la loro eco ha superato gli oceani del tempo e invaso l&#8217;anima di alcuni moderni esploratori che non hanno paura di accettare la sfida lanciata loro dal continente ghiacciato. Questi personaggi hanno dovuto confrontarsi con misteri di vecchia data, hanno utilizzato inusuali strumenti di esplorazione per penetrare la sua Verità, mezzi come la <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura/">letteratura</a> ed il magico universo dei sogni. Hanno oltrepassato anche i veli della coscienza ordinaria per accedere ad uno stato di supercoscienza. E tutto questo, per dissotterrare oscuri arcani e fare luce su di un luogo fisico e spirituale così diverso da qualsiasi altro che ci appare come una regione non-terrestre.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi sono questi avventurieri? Sono tre maghi che traggono i loro sortilegi dalla loro antica terra, sono poeti e narratori che conosceremo dai loro nomi attuali: <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/edgar-allan-poe" target="_blank">Edgar Allan Poe</a></span>, Howard Phillips <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> e Miguel Serrano (1). Tre geni letterari, tre sognatori di sogni impossibili, tre colossi che hanno narrato una volta ancora i miti di un lontano passato. Tre ricercatori del Graal nell&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span>. Tra di loro, il più importante per questo lavoro in particolare è, certamente, H. P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. Egli sarà il filo conduttore della nostra avventura, la quale ha impregnato lo spirito di colui che ha realizzato questo saggio e implicherà quello di tutti i nostri lettori.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> sarà colui che ci segnalerà, con la sua torcia, il cammino e ci metterà in guardia dai terrori che, rannicchiati, tendono l&#8217; agguato al viaggiatore.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/edgar-allan-poe" target="_blank">Edgar Allan Poe</a></span></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le avventure di Arthur Gordon Pym</em> o, nella traduzione di Julio Cortázar, la <em>Narrazione di Arthur Gordon Pym</em>, è una novella a cui manca quella grandezza della penna di Poe che ritroviamo nei suoi racconti indiementicabili come <em>La caduta della Casa Usher</em>, <em>Ligeia</em> e <em>Manoscritto ritrovato in una bottiglia</em>. Nonostante ciò, non è a corto di quell&#8217;elemento che distingue così bene la sua opera: il mistero. Senza dubbio, questo, curiosamente, non si troverà sino al finale di questa narrazione, la quale è solitamente classificata come lenta e fiacca. In effetti, mentre la maggior parte dello sviluppo della <em>Narrazione di Arthur Gordon Pym</em> &#8211; circa due terzi del racconto &#8211; manca di vitalità ed emozione, l&#8217;ultima frazione ci appare come un ribaltamento incredibile che spezza la monotonia del resoconto, per trasformarsi in un oceano di mistero, così come misteriose sono le acque antartiche. Questo fatto ha colpito gli studiosi di Poe e ha causato un ampio dibattito all&#8217; interno del quale ancora non si riesce a formulare una risposta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema della novella, grosso modo, consiste in un lungo viaggio per mare che culmina tra i bianchi ghiacci dell&#8217;estremo sud. Lì i viaggiatori s&#8217;imbattono in aborigeni dalla pelle scura, un popolo sconosciuto all&#8217;uomo bianco, la cui condizione provocherà in questi una confusione completa di sentimenti opposti, dove l&#8217;attrazione e la repulsione si confondo tra loro. Le ultime pagine sono una corsa suicida che sembra non portare ad altro che ad un terrore indeterminato, ad un vortice folle il cui termine non si trova in nessun centro ed in nessun vertice. Le risposte sono molto timide, quasi ingenue; i misteri stanno sul punto di decifrarsi, però mai si otterrà riuscire a disvelarli; dacchè al finale della <em>Narrazione di Arthur Gordon Pym</em>, Poe inizia un&#8217;altra storia, un altro racconto. Una storia che, naturalmente, mai scriverà&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Però in questo mare di dubbi e nebbie indefinite, vi è un mistero che, alla fine, si decifra. Ossia: Poe ci indica ciò che provoca terrore ai negri: temono il bianco, l&#8217;assenza totale del colore che riempiva tutta quella regione e il disperato grido <em>Tekeli-Li</em>, giacché è il presagio nefando della sua immediata manifestazione. Ma il mistero subito tornerà ad occultarsi col suo manto: una terribile visione, l&#8217;ultima immagine della novella, sarà l&#8217;emersione di un gigante bianco &#8220;le cui proporzioni erano molto più grandi di quelle di qualsiasi abitante della terra&#8221; (2), visione terrifica che fulmina il negro Nu-Nu. Chi è questa creatura? Qual è l&#8217; origine misteriosa di Nu-Nu e degli altri aborigeni? Qual è l&#8217;allegoria che si nasconde nella paura nei confronti del bianco? Che ci volle dire <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/edgar-allan-poe" target="_blank">Edgar Allan Poe</a></span> con tutto questo?</p>
<p style="text-align: justify;">Gli interrogativi galoppano furiosamente, come maledette stelle fugaci. Una lettura profonda della <em>Narrazione di Arthur Gordon Pym</em>, incentrata in quei segni con maggiore denotazione, forse ci segnala il sentiero corretto. Una lettura che assuma l&#8217;analisi comparativa come una delle sue regole imperative. Questo è il cammino che abbiamo deciso di far nostro in questo saggio, e, naturalmente, in questa parte dedicata a Poe e al suo strano racconto.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/la-relazione-di-arthur-gordon-pym-da-nantucket/9770"><img class="alignright size-medium wp-image-8169" style="margin: 10px;" title="gordon-pym" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/gordon-pym1-179x300.jpg" alt="" width="179" height="300" /></a>Non vi è dubbio che l&#8217;essenza del mistero della <em>Narrazione di Arthur Gordon Pym</em> risiede in questo: il bianco come fonte del terrore. Ed è questo l&#8217;elemento che fa di quest&#8217; opera qualcosa di più che una semplice novella. Di molto di più, senza dubbio, perchè ci obbliga a realizzare un&#8217;interpretazione metaletteraria, esoterica. Vediamo, allora, il significato del bianco nel codice di Poe e nel suo racconto. Però prima dobbiamo conoscere il significato di questo non-colore conformemente all&#8217;ermeneutica tradizionale (<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>) e all&#8217;interpretazione di un compagno d&#8217;ufficio di Poe: Herman <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/herman-melville" target="_blank">Melville</a></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;attenta lettura dei saggi del tradizionalista francese <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span> (3) abbiamo dedotto tre affermazioni:</p>
<p style="text-align: justify;">Primo: Esiste un confronto tra il bianco ed il nero. La spiegazione più frequente che si da al riguardo, afferma <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>, ha una diretta relazione con la luce e le tenebre, il giorno e la notte; e cioè, il confronto tra opposti complementari.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo: L&#8217;opposizione non è assoluta, giàcche bianco e nero hanno un&#8217; origine comune. Non vi è dualismo, &#8220;posto che tali dualità sono reali ed esistono veramente nel loro ordine, i loro termini non smettono per quello di discendere dall&#8217;unità di un medesimo principio&#8221; (4). Ciò si chiarisce maggiormente allorchè pensiamo al <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/">simbolo</a> dello yin-yang. Nel quale, anche quando i colori sembrano opporsi, notiamo che dentro ciascuna zona di dominio di un colore si trova presente il colore contrario.</p>
<p style="text-align: justify;">Terzo: Nero e Bianco sono espressioni del Non Manifesto e della Manifestazione, rispettivamente. Senza dubbio, questa regola ha delle eccezioni e, a volte, noi incontriamo la situazione inversa; ossia, dove il nero corrisponde alla Manifestazione ed il bianco al Non Manifesto. L&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span>, secondo il nostro giudizio, sarebbe uno di questi casi d&#8217;eccezione. Il bianco polare è il Non Manifesto, il velo che occulta il Segreto.</p>
<p style="text-align: justify;">In relazione allo scrittore di prosa Herman <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/herman-melville" target="_blank">Melville</a></span>, nordamericano come Poe e <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, dobbiamo prendere in considerazione la sua opera <a title="Moby Dick" href="http://www.libriefilm.com/moby-dick/1232" target="_blank"><em>Moby Dick la Balena Bianca</em></a> come uno dei romanzi occidentali più simbolici e misteriosi tra i tanti che sono stati scritti. Il suo capitolo <em>La bianchezza della Balena</em> ci aiuterà a comprovare la nostra ipotesi e a svelare il carattere esoterico del bianco, assunto d&#8217;importanza vitale per questo articolo. Questo capitolo è una <em>summa</em> di pensieri in relazione al bianco di quella balena e alle emozioni che esso provoca. Il principio del quale si avvale <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/herman-melville" target="_blank">Melville</a></span> è il medesimo sul quale si basano le idee di Poe e <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>; cioè la paura umana nei confronti del bianco.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/edgar-allan-poe"><img class="alignleft size-full wp-image-8173" style="margin: 10px;" title="edgar-allan-poe" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/edgar-allan-poe1.jpg" alt="" width="200" height="267" /></a>&#8220;Ciò che mi abbatteva sopra ogni altra cosa era la bianchezze della balena&#8221; (5). Può sembrarci interessante questa citazione di Meliville, ma solo se ci arrestiamo qui e non continuiamo con la lettura di questo capitolo. L&#8217;autore menzionerà molte altre bestie bianche: l&#8217;orso polare, lo squalo bianco, l&#8217;albatros, il cui non-colore causa il raffreddarsi del sangue solo alla loro presenza. Così, il narratore continuerà sullo stesso sentiero, per tentare di rispondere all&#8217;enigma. Con nuove domande si aprirà il cammino fino a giungere alla soluzione del mistero: com&#8217; è possibile che questo colore che rappresenta la spiritualità, &#8220;lo stesso velo della divinità cristiana&#8221;, secondo <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/herman-melville" target="_blank">Melville</a></span>, sia al medesimo tempo un segno di ciò che è più terrificante? Non si dovrà per caso questo orrore all&#8217;indefinito, il quale si manifesta tramite il bianco? Non sarà che il bianco, che implica l&#8217;assenza di colore, ci assale all&#8217;improvviso toccando le più intime fibre del nostro essere?</p>
<p style="text-align: justify;">Il bianco, potremmo concludere dalla lettura dell&#8217;opera di H. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/herman-melville" target="_blank">Melville</a></span>, simbolizzando l&#8217;indefinito, e anche forse l&#8217;ambiguo, che valgono come sinonimi, rappresenta in definitiva il mistero per antonomasia. E da lì scaturisce il terrore che il bianco ci provoca, perchè ci ritrobiamo indifesi davanti a un velo arcano che ci occulta altri misteri.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando all&#8217;opera di Poe, ricorderemo che il bianco causa la paura negli abitanti di Tsalal, isola vicina all&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span>, occupata da indigeni di pelle scura. Non importa che si tratti di un semplice fazzoletto o di un inoffensivo polvillo bianco, qualunque cosa sia, la reazione di orrore dei negri non tarda a giungere.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella pagina finale della tragedia di Pym leggiamo: &#8220;Molti uccelli giganteschi, di un pallore fantasmale, volavano continuamente giungendo da oltre il velo bianco, e il loro grido, mentre li perdevo già di vista, era l&#8217;eterno <em>Tekeli-li!</em>&#8221; (6). Questo evento causerà la morte di Nu-Nu, abitante di Tsalal, prigioniero di Pym. Il terribile <em>Tekeli-li!</em> degli uccelli viene imitato dagli indios ogni volta che si trovano davanti la presenza del bianco o quando sono immediatamente prossimi alla sua poderosa influenza. Gli uccelli sono i messaggeri di Dio: ricordiamo l&#8217;importanza di questi nella narrazione biblica di Noè. Essi annunceranno l&#8217; ultimo terrore ai negri: che verrà raffigurato nel Gigante Bianco.</p>
<p style="text-align: justify;">In sintesi, il bianco antartico nella novella di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/edgar-allan-poe" target="_blank">Edgar Allan Poe</a></span> è un <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/" target="_blank">simbolo</a> di terrore e, di conseguenza, di mistero. Però che significato potrebbe avere il bianco nell&#8217;ambito del codice morale e sociale dello stesso autore? Sidney Kaplan e Julio Cortázar credono di avere una risposta: la lotta fra il bianco e il nero che viene rappresentata nella <em>Narrazione di Arthur Gordon Pym</em> è una manifestazione del pensiero razzista di Poe (7). &#8220;Poe non dissimulò mai le sue opinioni in favore della schiavitù&#8221; (8), dirà l&#8217;argentino.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma come rendere coerenti le idee razziste di Poe con l&#8217;architettura del suo racconto? Di certo non è difficile: il viaggio della Jane Guy (imbarcazione che salva Pym e i suoi compagni dal naufragio della sua nave precedente, il Grampus) rappresenta il cammino esoterico verso il bianco, <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/" target="_blank">simbolo</a> della purezza. Quanto più a sud si addentrano i naviganti, tanto più il bianco impone con forza la sua presenza ed il suo mistero. Quanto più vicino all&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span> &#8211; ricordiamo il suo altro nome: il continente bianco -, Pym si ritrova tanto più vicino al <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/">simbolo</a> aristocratico per eccellenza.</p>
<p>Senza dubbio, questo viaggio iniziatico non è esente da pericoli e difficoltà. La carneficina della quale sono vittime gli uomini della Jane Guy per mano dei furibondi negri, è solo una delle pericolose prove che deve passare il pellegrino che va per questo sentiero solitario.</p>
<p style="text-align: justify;">Come segno di vicinanza al sacro e dalla prospettiva razzista di Poe, continuiamo ad analizzare questo avvicinamento all&#8217;estremo confine del Continente Bianco. Man mano che il viaggiatore si approssima al Centro del Polo, va sperimentando un aumento graduale della temperatura, ossia, più ci ritroviamo prossimi al centro del centro, più le forze ostili della natura vanno perdendo il potere della loro influenza. E anche se questo dato annotato da Poe nella sua narrazione ci possa apparire oggi di scarso valore scientifico, certo è che non era lontano dall&#8217;esperienza che può essere constatata dalle testimonianze di qualche viaggiatore antartico. Come esempio, citiamo il curioso fenomeno delle &#8220;Oasi dell&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span>&#8221; dove l&#8217;acqua raggiunge una temperatura comparativamente più elevata che quella del resto delle acque antartiche (9). Conosceva <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/edgar-allan-poe" target="_blank">Edgar Allan Poe</a></span> questo fenomeno? Se avesse potuto risponderci, probabilmente lo avrebbe fatto nella medesima forma di H. P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> quando gli chiesero se avesse mai visitato Parigi: &#8220;Si, nei miei sogni&#8221; (10).</p>
<p style="text-align: justify;">Poe la pensava, senza dubbio, allo stesso modo: ricordiamo la sua bella frase: &#8220;Ogni certezza è nei miei sogni&#8221; (11).</p>
<p style="text-align: justify;">Un ultimo dato quanto a Poe e alla sua posizione nei confronti dei negri. Si teorizza che la sua predilezione per la narrativa del terrore nasca con le storie che ascoltava dagli schiavi nella cucina di casa sua quanto era un bambino: &#8220;E quei timori glieli avevano inculcati i negri e le negre schiavi del suo tutore, nei racconti di fantasmi che avevano costantemente in bocca, e che il piccolo Edgar andava ad ascoltare in cucina&#8221; (12). Addirittura, Harvey Allen, la cui opinione viene citata da Ferrari, ci assicura che l&#8217;influenza narrativa dei negri su Poe è ancora maggiore dacché la musicalità della sua composizione letteraria &#8211; i ritmi, complicati e pieni di sfumature &#8211; è, in una certa qual forma, un&#8217; imitazione dei canti degli schiavi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sia o no questo certo, è importante considerare queste opinioni come ipotesi, le quali possono aiutarci a far luce nel caso Poe.</p>
<p style="text-align: justify;">Seguendo molto di presso il geniale Poe, nel mistero che qui ci interessa, troviamo la persona di un altro mago, il cileno Miguel Serrano.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Miguel Serrano o i giganti</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Il Mito Antartico acquisisce forza incontenibile nella <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura/">letteratura</a> del poeta, scrittore e viaggiatore Miguel Serrano, creatore di testi magici come <em>Ni por Mar ni por Tierra</em>, <em>La Serpiente del Paraíso</em>, <em>Quién Llama en los Hielos</em>, <em>El Círculo Hermético</em>, <em>Elella, Libro del Amor Mágico</em>, <em>Nietzsche y la Danza de Siva</em> e <em>Las Visitas de la Reina de Saba</em>, con prologo di C. G. Jung.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono in relazione diretta con l&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span> due dei suoi più interessanti lavori: <em>La Antártica y otros Mitos</em>, Santiago, 1948 e <em>Quien llama en los Hielos</em>, Santiago, 1957.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-8174" style="margin: 10px;" title="miguel-serrano" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/miguel-serrano.jpeg" alt="" width="194" height="259" />Il primo di essi è la trascrizione di una serie di conferenze tenute in Cile dall&#8217; autore ed ex diplomatico. La sua copertina è rivelatrice: un disegno di un gigante bicorne alato che emerge dalle bianche nevi con in mano un tridente. Fin dall&#8217;inizio dunque Serrano fa mostra del sincronismo che mantiene con Poe.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema di queste conferenze è il Mito in relazione all&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span>, e teniamo in conto che il titolo del testo, come dice Erwin Robertson, segnala che &#8220;l&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span> è un mito&#8221; (14). Serrano riporterà numerose leggende in riferimento al tema ci interessa: le cronache delle guerre degli onas (antichi abitanti della Terra del Fuoco), la leggenda della Vergine dei Ghiacci, il continente Lemuria, il gigante di Poe e, ancora, la sfacciata idea che Adolf Hitler vive nel freddo Antartico. E anche se a prima vista ci sembra non esistere alcuna relazione tra ciascuna di esse; vi è, dato che tutte queste leggende fanno riferimento ai misteriosi dimoratori dell&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span>. Vi è qui un altro punto nel quale confluisce il pensiero di questi tre autori. Serrano conosce il racconto di Poe e riguardo al Gigante Bianco annota: &#8220;Poe conosceva la leggenda dei selcnam sugli Jon che abitano l&#8217;Isola Bianca&#8221; (15). &#8220;O sapeva anche del Prigioniero dell&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span>, che vive nel suo nero fondo, e che per questo stesso motivo appare bianco?&#8221; (16).</p>
<p style="text-align: justify;">Per capire chi sono gli Jon e a cosa si riferisca Serrano quando parla dell&#8217;Isola Bianca, si raccomanda di leggere la pagina 25 de <em>La Antártica y Otros Mitos</em>, dove si spiega che gli antichi onas (i selcnam erano solo una delle tribù onas) credevano nell&#8217;esistenza degli Jon: uomini di una casta aristocratica dotati di facoltà sovrannaturali e possessori dei Misteri. &#8220;Furono gli Jon, maghi selcnam della Terra del Fuoco, coloro che conservano i segreti insegnati da Queno e che ancora si immortalizzavano imbalsamandosi dentro i ghiacci del sud, per resuscitare rinnovati nel più lontano futuro. Dicono anche i selcnam, che è nel Sud, lì, in quella &#8220;Isola Bianca che sta nel Cielo&#8221; dove dimorano gli spiriti dei loro antenati, conducendo una vita libera da preoccupazioni&#8221; (17).</p>
<p style="text-align: justify;">Saranno questi spiriti ancestrali <em>Gli Antichi</em>, menzionati da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>? Sarà l&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span> quella Isola Bianca della quale parlano le vecchie leggende onas?</p>
<p style="text-align: justify;">Serrano, che fu uno dei primi cileni a visitare la regione antartica, ci parla della relazione esistente tra questo luogo e la follia (18) e segnaliamo, da parte nostra, che il titolo dell&#8217;indimenticabile racconto di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> <a title="Alle montagne della follia" href="http://www.libriefilm.com/alle-montagne-della-follia/7343" target="_blank"><em>Alle montagne della follia</em></a> non è dovuto a un capriccio o ad una trovata ingegnosa per richiamare l&#8217;attenzione di alcuni lettori febbricitanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Serrano dirà che l&#8217;unica via per comprendere questa realtà del sud, o meglio, per salvarsi dalla follia che lì è in agguato, è il Sogno (19) ed il mondo dei sogni è un elemento classico della narrativa di H.P <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inquietante possibilità che esista una entità non-umana nell&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span> si registra anche nelle pagine del testo dell&#8217;autore cileno. Il sincronismo tra questi due scrittori ci lascia stupefatti, soprattutto per il fatto che Miguel Serrano non conosceva l&#8217;opera di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> quando scrivette <em>La Antártica y otros Mitos</em>. Citiamo, allora, Serrano, che con la sua arte ci ricorda i vecchi alchimisti: &#8220;Senza dubbio, in quel continente del riposo e della morte vive qualcuno. Un prigioniero si agita, avendo come mezzo di sopravvivenza il fuoco ardente ed eterno&#8221; (20). Questa idea di Serrano si plasma anche in un altro testo del medesimo autore: <em>Quien llama en los Hielos</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-8171" style="margin: 10px;" title="antartide" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/antarctica_4-300x232.jpg" alt="" width="300" height="232" />Nel quale vi è un paragrafo di una bellezza terribile: &#8220;Io ho visto questo essere, questo Angelo nero: lì, nel suo recinto del Polo Sud. È in una immensa cavità oscura che egli risiede&#8230; Spazi enormi, senza limiti, lievi e deprimenti allo stesso tempo, che si estendono, sicuramente, nell&#8217;interiorità psichica della terra, al di sotto dei ghiacci eterni. E così si muove il Zinoc&#8230; Ascende o discende, fino all&#8217;estremo di quella apertura e, da lì, si lancia ad una velocità vertiginosa in cerca del suo altro estremo, della sua fine irraggiungibile. Tutta l&#8217;eternità l&#8217;ha trascorsa in questo sforzo, cadendo a testa in giù, cercando di raggiungere il luogo antipodico dal quale è stato proscritto all&#8217;inizio stesso della creazione. Il nord è il suo sogno, il suo profondo anelito e la sua maggiore sofferenza&#8221; (21). <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, da parte sua, nel suo racconto scriverà qualcosa di rivelatore: &#8220;Fondarono nuove città terresti, le più importanti di esse nell&#8217;Antartico, perchè quella regione, scenario del loro arrivo, era sacra. A partire da allora, l&#8217;Antartico fu come prima il centro della Civiltà degli Antichi, e tutte le città costruite lì dalla prole di Cthulhu furono distrutte&#8221; (22). Più innanzi il narratore del racconto di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> indicherà che le mappe incontrate nella vecchia città polare mostrano che le città degli Antichi nell&#8217;epoca pliocenica si trovavano nella loro totalità, al di sotto del 50° parallelo della latitudine sud&#8221;. Queste referenze di entrambi gli autori sono fondamentali, perchè ci indicano l&#8217;opposizione simbolica tra il Polo Nord (o la mitica Iperborea) ed il Polo Sud, sede degli Antichi. Questa opposizione non risponde solamente a una differenza di carattere geografico ma, prima di tutto a delle differenze spirituali. In effetti, il Polo Nord è il polo positivo &#8211; in termini cristiani, il Bene &#8211; ed il Polo Sud &#8211; secondo la stessa prospettiva, il Male. Senza dubbio, questi opposti, conformi ai principi della filosofia manichea, sono complementari. Entrambi i poli mantengono l&#8217;Ordine nella Terra, regolano il buon funzionamento energetico del nostro mondo. L&#8217;unica possibile differenza ha relazione col tipo di energia che irradiano detti luoghi, dacchè in verità sono dei centri energetici. Questa conoscenza che si esprime attraverso la <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura/">letteratura</a> moderna (<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> e Serrano), che differenzia i centri volitivi terrestri, concorda punto per punto col pensiero antico o tradizionale che insegnarono i maestri <a title="indoeuropei" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei/">indoeuropei</a>, per i quali le parole che danno il nome ai distinti luoghi sacri sono: Cielo, Terra o Mondo, Centro (24) e Inferno (25). Il Cielo, per essi, è la dimora degli eroi, coloro che vissero la vita come si deve, e corrisponde ad Iperborea o al nostro Polo Nord; la Terra è il luogo abitato o il terreno di spedizioni e viaggi, essi la identificavano con l&#8217;Asia e l&#8217;Europa. L&#8217;Inferno, che era la casa dei demoni &#8211; gli Antichi e gli Shoggoths &#8211; sembra non essere mai stata descritta e ubicata con maggior dettaglio dagli antichi saggi <a title="indoeuropei" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei/">indoeuropei</a>. Questo Inferno è per noi il Polo Sud.</p>
<p style="text-align: justify;">In <em>Quien llama en los Hielos</em>, Serrano racconto di un sogno nel quale una misteriosa creatura gli dice: &#8220;L&#8217;immortalità si raggiunge fra i ghiacci &#8211; mi rispose &#8211; e si consegue ghiacciandosi. Non sono nessuno, nè nulla posso fare ora. Il tuo grande combattimento sarà con l&#8217;Angelo delle Ombre&#8221; (26). Serrano enfatizza specialmente i miti onas nelle sue conferenze sui Miti dell&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span>, per fornirci una chiave per decifrare gli arcani nascosti: &#8220;Fu Queno colui che iniziò a creare la terra, da cima a fondo. Però prima, con argilla bianca modellò gli Hohuen, esseri giganteschi e trasparenti come angeli. Appena creati gli Hohuen iniziarono a lottare fra loro. Senza dubbio non potevano morire&#8221; (27). Ed ecco i medesimi tratti archetipici degli Antichi lovecraftiani: aspetto imponente, poderosi, bellicosi, non-umani e immortali. La mitologia ona ci dice che gli Hohuen (i nostri Antichi) furono creati col ghiaccio. Questo, in verità, indica la loro origine geografica: l&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788861480209" rel="nofollow" target="_blank"><img class="alignright" style="margin: 10px;" title="CordoneDorato-SettimoSigillo" src="../wp-content/CordoneDorato-SettimoSigillo.jpg" alt="Miguel Serrano, Il Cordone dorato" width="175" height="250" /></a>Per concludere, il testo di Miguel Serrano apporta un dato che è, forse, il filo che ci permette di unire i tre autori; cioè: la relazione del bianco con il continente ghiacciato. Il colore in questo caso non è solo espressione dei ghiacci, ma degli aspetti immateriali e filosofici. Cortázar, come abbiamo già scritto, seguendo in questo Sidne Kaplan, vedrà in questi principi il fondamento del razzismo di Poe: &#8220;L&#8217;opposizione del nero come segno negativo e del bianco come una forza che combatte contro di esso e fino alla fine&#8221; (28). E a proposito del razzismo, dobbiamo segnalare qui un fatto che non smette di intrigarci: Poe e <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> sostennero una filosofia razzista, e Miguel Serrano, sostiene oggi questa stessa filosofia. Ricordi il lettore che non vi è casualità, fuorchè casualità misteriosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma citeremo proprio Serrano riguardo al collegamento tra i colori e l&#8217; <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span>: &#8220;Esiste inoltre una relazione tra il colore ed il polo. Gli uccelli neri tendono a sparire su questi mari e gli è molto difficile raggiungere le latitudini estreme dell&#8217;Antartico. Invece, gli uccelli dal piumaggio bianco sopportando molto di più il freddo&#8221; (29). Curioso, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> anche ci parla di questo altro legame tra gli uccelli e il colore. Nel suo ben poema <em>Antarktos</em>, leggiamo:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Nel profondo del mio sogno il grande uccello bisbigliò<br />
del cono nero emerso in mezzo alla vastità polare,<br />
spingendo verso l&#8217;alto la crosta di ghiaccio desolata,<br />
battuta e rovinata dalle folli tempeste degli eoni.<br />
Di qui, non passa forma vivente,<br />
e solo pallide aurore e fioche luci solari<br />
brillano su quella roccia butterata, le cui origini<br />
sono incerte anche ai Grandi Antichi.<br />
Se gli uomini potessero vederlo, semplicemente si stupirebbero<br />
di fronte a quel curioso tumulo costruito dalla Natura;<br />
ma l&#8217;uccello narrò di cose immense, che sotto il profondo<br />
sudario di ghiaccio, covano e meditano e attendono.<br />
Dio aiuti il sognatore al quale le pazze visioni mostrino<br />
quegli occhi morti incastonati in golfi di cristallo!</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E visto che abbiamo menzionato <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> è giunto il momento di addentrarci fra i suoi simboli e i suoi miti (30).</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Howard Phillips <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> o il Trovatore di Leng</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Il recluso di Providence, il maestro dell&#8217;horror e il genio della <a title="LETTERATURA FANTASTICA" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/fantastico/">letteratura fantastica</a> di questo secolo, scriverà nell&#8217; anno 1931 uno dei suoi pochi racconti che costituirà un pilastro fondamentale della sua opera. Ci riferiamo a <em>Le montagne della follia</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Scriverlo e pubblicarlo fu tutta una sofferenza per il nostro autore. La ragione: detestava trascrivere a macchina le sue narrazioni ma questo era un requisito obbligatorio affinchè qualsiasi narrazione o racconto venisse considerato per la pubblicazione in riviste per appassionati come la leggendaria <em>Weird Tales</em>. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> dirà, riferendosi al direttore della rivista menzionata: &#8220;Maledetto sia Wright se rifiuta la storia che quasi mi uccide nel batterla a macchina!&#8221; (31). Questa fu un&#8217;esperienza molto dura e sgradevole per <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. Senza dubbio, il destino non volle che il suo racconto passasse inosservato, e fece in modo che alla fine dovesse essere pubblicato.</p>
<p style="text-align: justify;">In sintesi, <em>Le montagne della follia</em> tratta delle avventure di una spedizione scientifica nell&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span>, però il protagonista, prima di iniziare la sua narrazione, insiste nell&#8217;avvertire i possibili lettori che quel continente non deve essere perforato da alcuna mano, che non accada che si risveglino orrori che non devono essere liberati.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="Miguel%20Serrano,%20Il%20Cordone%20dorato"><img class="alignleft size-full wp-image-8175" style="margin: 10px;" title="lovecraft" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/lovecraft.jpeg" alt="" width="193" height="261" /></a>L&#8217;orrore che non deve venir perturbato è la razza degli Antichi e dei loro schiavi, gli Shoggoths. Nella mitologia lovecraftiana, gli Antichi sono orribili divinità che scesero dal cielo e che fecero dell&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span> la loro prima base. Questi giganti dalla testa a forma di stella crearono l&#8217;uomo e anche gli Shoggoths, goffe bestie da soma, sottomesse all&#8217;inizio ma che più tardi furono in grado di condurre una ribellione contro i loro padroni. È difficile sottrarsi alla tentazione di comparare questa emancipazione con la guerra biblica fra Dio e i suoi angeli fedeli contro il Primo Ribelle, Lucifero o Prometeo. Gli Antichi si difenderanno da questa minaccia per mezzo di un&#8217;arma altrettanto devastante che la bomba atomica. &#8220;Gli Antichi utilizzarono alcune strane armi di perturbazione molecolare e atomica contro le entità ribelli, e alla fine ottennero una vittoria completa&#8221; (32). Conviene ricordare che solo nel 1945 cadrà una bomba atomica su Hiroshima e un&#8217;altra su Nagasaki. Questo carattere profetico dell&#8217;opera lovecraftiana è un altro dei suoi inquietanti aspetti.</p>
<p style="text-align: justify;">La narrazione fa riferimenti turbanti a un libro spaventoso di sapienza proibita: il <em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span></em>, dell&#8217;arabo pazzo Abdul Alhazred. Questo oscuro testo è un elemento chiave nella narrativa di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, è la fonte della sua cosmogonia e della sua teologia. Il <em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span></em> è stato consultato da alcuni dei membri della spedizione antartica, specialmente da Danforth, che era uno studioso e &#8220;un accanito lettore di narrativa fantastica, ed aveva parlato tantissimo di Poe&#8221; (33), inoltre egli era uno di quei pochi sfortunati che aveva avuto la sfacciataggine di esaminare in forma esaustiva il libro condannato. Danforth si riferirà in ripetute occasioni al <em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span></em> e farà timidi riferimenti alla possibilità che l&#8217;oscuro altopiano di Leng, quella tenebrosa ragione, la cui ubicazione neanche lo stesso Alhazred fu capace di precisare, in verità sia un antico nome per designare l&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Più che la narrazione in sè stessa, l&#8217;atmosfera di terrore del racconto viene evocata dal paesaggio e dall&#8217;ambiente ordito dalla penna di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. In effetti, egli sarà sempre fedele a un suo principio per il quale la cosa fondamentale nella <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura/">letteratura</a> del terrore non è tanto la trama ma l&#8217;ambiente o l&#8217;atmosfera che lo scrittore crea e i sentimenti e le sensazioni nefande che il lettore sperimenta. Angela Carter, in un eccellente studio lovecraftiano, segnalerà al riguardo: &#8220;L&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span> di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> è il più terribile di tutti i suoi paesaggi. Questo desolato regno di gelo e morte, il luogo dal quale giungevano &#8220;la nebbia e la morte&#8221; al vecchio Marinaio è, al medesimo tempo, una versione intensificata dell&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span> reale, e una visione dell&#8217;aborrito altopiano di Leng, il tetto del mondo&#8221; (34).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/alle-montagne-della-follia/7343" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-8176" style="margin: 10px;" title="alle-montagne-della-follia" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/alle-montagne-della-follia-196x300.jpg" alt="" width="196" height="300" /></a><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, con la penna di uno scrittore che è innanzitutto un osservatore attento e uno psicologo, ha creato in forma singolare uno degli ambienti più inospitali e più ostili della Terra. Ciascun elemento del continente meridionale è una daga, un passaggio senza scampo fino alla Morte. Alcuni di questi elementi sono rappresentati dal Vento, la Solitudine, la Lontananza, le Leggende, il Gelo, l&#8217;Odore e, naturalmente, dagli abitanti di questo deserto, che occultati nella bianchezza non sono morti, ma attendono di essere risvegliati dal loro sonno forzato. E come esempio dell&#8217;uso magistrale di questi elementi, citeremo alcuni passi del racconto che fanno allusione al suono del vento: &#8220;Il terribile vento antartico soffiava a intermittenza, e la sua cadenza assumeva alle mei orecchie un vago motivo musicale, somigliante all&#8217;eco di alcuni flauti naturali, che per qualche ragione ignota mi pareva inquietante se non minaccioso&#8221; (35).</p>
<p style="text-align: justify;">Il titolo del racconto si riferisce particolarmente alla gigantesca catena dove si trovano le colossolali rovine delle città degli Antichi, una regione di alture impossibili da immaginare per la mente e i sentimenti di un uomo normale e dove l&#8217;incredibile è la regola. Addentrarsi in quei luoghi significa penetrare nel subcosciente; eterno oceano cosmico di archetipi: &#8220;Era come se quelle torri da incubo costituissero la soglia che dava accesso a sfere proibite di sogno, a complessi abissi remoti di tempo, spazio e altre dimensioni&#8221; (36).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;architettura lovecraftiana è un concetto arrischiato e coraggioso che tende ad innalzare i sentimenti al loro massimo livello di resistenza; esattamente fino al punto in cui la tensione è quasi insopportabile e terminano per precipitarsi nell&#8217;oscurità di un vuoto senza sensazioni. Questo tratto così personale del suo stile narrativo, lo ritroviamo in varie delle sue storie più eccezionali; cioè <em>Il richiamo di Cthulhu</em>, <em>La città senza nome</em> e <em>La casa delle streghe</em>. In tutti questi, il titanico e il grandioso sono l&#8217;essenza del contenuto narrativo. Difronte a quei formidabili edifici e a quelle sculture anormali e inquietanti, l&#8217;uomo deve comprendere che non è più che un piccolo atomo, una creatura insignificante che crede di conoscere i segreti dell&#8217; immensità dello spazio interstellare e della vita, quando in realtà non è altro che ignorante, rozzo, navigante in un vasto mare di concetti irrilevanti, creati per render più sopportabile la sua esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/teoria-dellorrore/9227" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-8178" style="margin: 10px;" title="teoria-dell-orrore" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/teoria-dell-orrore-191x300.jpg" alt="" width="191" height="300" /></a>Quegli esploratori del freddo <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span>, proveranno questa ominosa sensazione di insignificanza, e tra coloro che possiedono un livello più alto di comprensione, come nel caso di Danforth, impazziranno. Alla fine saranno sommersi dalla terribile immensità e dalla devastante oppressione della solitudine nelle turbolenti acque della follia.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro elemento di orrore è il misterioso grido che abbiamo menzionato nella parte dedicata a <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/edgar-allan-poe" target="_blank">Edgar Allan Poe</a></span>. Si, il temibile <em>Tekeli-li!</em> Le parole di Poe si trasformano per mezzo della magia di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> nell&#8217;uccello che annuncia la morte, il misterio carico di minacce. Perchè è l&#8217;incontro con l&#8217;orrore più terribile, è la voce stessa degli Shoggoths. Danforth, che conosce l&#8217;opera di Poe, dirà &#8220;ero interessato per l&#8217; ambientazione antartica dell&#8217;unico racconto lungo di Poe, l&#8217;inquietante ed enigmatico <em>Arthur Gordon Pym</em>&#8221; (37). Come vediamo un&#8217;altra volta la <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura/">letteratura</a> di Poe è il punto di partenza per autori posteriori, come Serrano e <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. In effetti, Poe è la Chiave.</p>
<p style="text-align: justify;">Segnalati alcuni aspetti primordiali del racconto di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, riesamineremo di seguito in maniera puntuale le chiavi del mistero dell&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span> che si ritrovano in esso.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima chiave, che ci aiuterà nella comprensione di aspetti abbastanza oscuri nelle opere degli altri due autori, è quella che individua l&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span> come il luogo dove fecero la loro apparizione gli Antichi. Il Polo Sud è la Porta, da lì le schiere luciferine ascenderanno fino al Polo nord, alla mitica Iperborea, in un cammino di rappresentazione dell&#8217;ascesi esoterica attraverso i distinti <em>chakra</em> corporali e che è la via di raggiungimento del potere divino, precisamente ciò che il Demiurgo castigò.</p>
<p style="text-align: justify;">Serrano in un&#8217;intervista disse: &#8220;La Terra è un astro, un essere vivo, che sta qui, possiede i suoi differenti organi, e la parte corrispondente al sud del mondo, e al Polo, corrisponde agli organi sessuali&#8221; (38). Questi dati ci permettono di intendere perchè il cristianesimo è stato tanto reticente a riguardo del potere sessuale e all&#8217;energia che da esso deriva. Questo si deve, come già vediamo, alla relazione esistente tra l&#8217;energia sessuale e Lucifero. Senza dubbio, un&#8217;alchimia spirituale ci dà la facoltà di trascendere il piano dell&#8217;energia sessuale pura (l&#8217;orgone di Wilhelm Reich) per trasformarla in energia dello Spirito, ciò che ci innalzerà a quello stado di plenitudine.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Polo Sud &#8211; che è il sesso del mondo &#8211; è la tana degli Antichi. E sebbene abbiano occupato anche altri territori, torneranno lì per costruire le loro città. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>, in una critica all&#8217; interpretazione di Eliphas Levi sull&#8217;<em>Inferno</em> di Dante, dice: &#8220;Questo è certo in un senso, dal momento che il monte del Purgatorio si formò, nell&#8217;emisfero australe, a partire dai materiali fuoriusciti dal seno della terra quando la caduta di Lucifero scavò l&#8217;abisso&#8221; (39). Possiamo affermare allora che il monte del Purgatorio era l&#8217;Altopiano di Leng di cui ci parla il <em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span></em>?</p>
<p style="text-align: justify;">Questa intuizione di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> nel riconoscere il Polo Sud come Porta e Rifugio degli Antichi, potrebbe provare ciò che molti pensano al suo riguardo: che fosse un iniziato alle cose esoteriche. Senza dubbio, crediamo che la sua conoscenza non la dovette alle fonti generose di qualche fratellanza segreta ma alla sua poderosa intuizione, che si rese lucida attraverso le sue letture e alla giusta interpretazione dei messaggi che gli giungevano dal mondo dei sogni.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda Chiave, rivela che il viaggio esterno realizzato dagli uomini dell&#8217;Arkham e della Miskatonic (le navi che trasportano gli esploratori all&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span>) è anche un viaggio interiore. In effetti, essi si devono confrontare con i Cinque Elementi per giungere al Centro del Labirinto. Questa battaglia ci ricorda l&#8217;immortale <em>Divina Commedia</em> di Dante. Entrambi i testi descrivono molto bene le tappe del cammino iniziatico. Differiscono, questo si, nel fatto che gli esploratori della Miskatonic University non risolvono l&#8217;enigma della Sfinge e vengono precipitati all&#8217;<em>Inferno</em> per soffrire per sempre nella sua pestilenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il viaggio fino al Centro del Sud, il Polo Sud, è la sentiero conduttore al Centro del Mondo Incosciente. Da questo la sua difficoltà: vederdi trascinati nelle turbolente acque dei sogni, delle paure e dei traumi. Questa realtà disturbante è stata rappresentata nelle pagine finali del racconto, scene che trascorrono in vertiginosi labirinti sotto terra, luoghi dove il narratore e il giovane Danforth verrano scoperti da uno Shoggoth, il quale viene a rivestire il ruolo del Minotauro, il guardiano del Labirinto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Labirinto richiede una speciale attenzione, perchè occupa un posto di preferenza nella narrativa lovecraftiana, per esempio: <em>Tra le mura di Eryx</em>, <em>Prigioniero coi faraoni</em>, <em>La bestia nella cava</em>, <em>I topi nel muro</em>, <em>Orrore a Red Hook</em>. In tutti questi racconti sempre ritroveremo un&#8217;immagine del Labirinto e dei suoi abitanti. È probabile che il maggior numero di somiglianze tra le narrazioni di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> possano rintracciarsi nel racconto antartico e ne <em>La bestia nella cava</em>. In entrambi il Labirinto possiede la forma di una caverna (40) o, se si vuole, una profonda fenditura nella terra. In generale si associa la caverna alla dimora dei nostri primitivi antenati, ma in realtà ha un suo significato più corretto: è il recinto dove si realizza l&#8217; iniziazione&#8221;. La caverna deve formare un tutto completo e contenere in sè stessa la rappresentazione del ciclo così come della terra&#8221; (41). È il luogo della morte e della resurrezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Riguardo al Labirinto, un principio fondamentale è la selezione: non deve entrarci uno qualsiasi. È una delle prove finali, quella che misura le capacità acquisite sul lungo cammino dell&#8217;ascesi gnostica. È l&#8217;ultima partita a scacchi, nella quale si affronta un nemico che segue la nostra avanzata e che ci conosce. È il confronto contro ciò che di più terribile è in noi: il Mostro.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli Antichi, come il loro nome indica, sono la rappresentazione viva del mondo passato, al principio del tempo, sono l&#8217;immagine di quello che si trova nel più recondito della nostra mente. Gli Shoggoths sono la degenerazione dell&#8217;antico, l&#8217;imperfetto o che si trova sottomesso a un processo di mutazione costante. Il Bianco &#8211; la grande chiave del mistero antartico &#8211; è l&#8217;intoccabile, il virginale e proibito. Il Vento corrisponde a ciò che è intangibile, però che senza dubbio esiste, i mormorii degli altri. Il grido <em>Tekeli-li</em> è il terribile che si dice e ripete, una volta e ancora una volta. Le titaniche costruzioni di pietra sono ciò che anche se non ha un obiettivo occupa uno spazio nella mente; è un disturbo, un&#8217;inutile rovina che dobbiamo lasciarci indietro. E il nefando <em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span></em> è il luogo dove tutti questi elementi assumono la terribile forma della leggenda, che si perpetua oltre gli eoni e le generazioni, portando con sè il messaggio degli antenati.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questa prospettiva possiamo dire che il narratore proibisce, nei termini di un avvertimento, lo sfruttamento dell&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span> per segnalare, in realtà, che nessuno deve attraversare il mondo dell&#8217; incosciente se non vi è preparato, perchè potrebbe non tornare.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;interpretazione che abbiam fatto potrò somigliare alla psicoanalisi agli occhi di qualcuno. Ma non è così, per quanto tutta la tecnica psicologica è limitata da una visione e, un pensiero frammentato e molto distante da tutta l&#8217;origine o fonte primaria; pertanto, nulla di più lontano da uno sforzo per ottenere una visione tradizionale, che si caratterizza per il totalitarismo, ossia che intenti situarsi al di fuori di ogni punto di vista: nel centro stesso del Centro. Allora si tratta di intendere il senso Occulto di questo racconto tramite l&#8217;interpretazione tradizionale di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span> e di <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola/">Evola</a>, perchè solo una filosofia tradizionale ci permette di fare una comparazione esoterica dell&#8217;opera di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> rispetto all&#8217;opera di altri autori. Alcuni di essi possessori di una solida conoscenza della Tradizione e altri ignoranti della stessa Filosofia: non resta altro che leggerli per darci conto di coloro che sono gli uni e di coloro che sono gli altri.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>L&#8217;incontro di tre giganti</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">I testi che abbiamo preso in considerazione sono relazionati &#8211; senza dubbio &#8211; da un medesimo tema e da un unico scenario. Abbiamo comprovato che il pensiero di questi tre autori, coincide grazie a una causalità interna che non è facile da decifrare, però che risponde a un sincronismo universale e alle fonti uniche dalle cui acque essi hanno bevuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta concluso questo viaggio all&#8217;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/antartide" target="_blank">Antartide</a></span> crediamo che sia conveniente sederci in compagnia dell&#8217;aristocratico <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/edgar-allan-poe" target="_blank">Edgar Allan Poe</a></span>, dal viso pallido e dall&#8217;ampia fronte, e del grande Miguel Serrano, un adepto dell&#8217;Amor Magico. Insieme ad essi vi è comodamente seduto uno degli uomini più lucidi del secolo, Howard Phillips <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. Se ci avviciniamo e prendiamo parte alla loro conversazione potremo udire meravigliose storie di giganti bianchi, dell&#8217;Houe e degli Antichi. E se aguzziamo ancor più l&#8217;udito ascolteremo tutti in fine sussurro, un bisbiglio che proviene, senza che vi siano dubbi, dai freddi mari antartici.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>(Pubblicato per la prima volta in Ciudad de los Césares, N°47, Ottobre-Dicembre del 1997, Cile. Traduzione a cura di Alchemica®, qui lievemente emendata).</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Note</strong></p>
<p style="text-align: justify;">1) Avremmo potuto includere in questa analisi lo scrittore Jules Verne e il suo racconto <em>La Sfinge dei Ghiacci</em>, pretesa continuazione della <em>Narrazione di Arthur Gordon Pym</em>. Senza dubbio, quest&#8217;opera non è fedele quasi in nulla a Poe, e non contiene altrettanto quell&#8217;ingrediente esoterico che ci ha permesso di collegare agli autori di questo saggio.</p>
<p style="text-align: justify;">2) <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/edgar-allan-poe" target="_blank">Edgar Allan Poe</a></span>, <em>Narración de Arthur Gordon Pym. Sexta edición</em>, Alianza Editorial, Madrid 1986, pag. 210 (ed. italiana Le avventure di Arthur Gordon Pym).</p>
<p style="text-align: justify;">3) Per questo studio sul significato del Bianco ho utilizzato il testo di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span> <em>Símbolos fundamentales de la Ciencia Sagrada</em>, Eudeba, Buenos Aires 1988, 419 pag. (versione italiana <em>Simboli della scienza sacra</em>, Adelphi, Milano 1996). Si è consultato specialmente il capitolo intitolato <em>El blanco y el negro</em>, pag. 264-266.</p>
<p style="text-align: justify;">4) <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>, <em>Op. Cit.</em>, pag. 265.</p>
<p style="text-align: justify;">5) Herman <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/herman-melville" target="_blank">Melville</a></span>, <em>Moby Dick o la Ballena Asesina</em>, España, Ramón Sopena 1974, pag 159.</p>
<p>6) <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/edgar-allan-poe" target="_blank">Edgar Allan Poe</a></span>, <em>Op. Cit</em>., pag. 210.</p>
<p style="text-align: justify;">7) Vedi prologo di Julio Cortázar per il testo di Poe che stiamo analizzando, specialmente le pagine 11 e 12.</p>
<p style="text-align: justify;">8) <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/edgar-allan-poe" target="_blank">Edgar Allan Poe</a></span>, <em>Op. Cit.</em>, pag. 12. Il pensiero razzista di Poe viene associato con una posizione molto critica nei confronti della democrazia. &#8220;Odiava la folla e disprezzava la democrazia&#8221; segnala Ferrari e Baudelaire, nel prologo a <em>Nuevas Narraciones Extraordinarias</em>, di E.A. Poe (Editorial Juventud, España), citerà un pensiero che rivela la filosofia politica di Poe: &#8220;Il popolo non ha nulla a che vedere con le leggi se non che gli deve ubbidire.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">9) Vedere i diari cileni del 1955, specialmente &#8220;La Tercera de la Hora&#8221; del 19 giungo del 1955 e del 4 febbraio del 1968.</p>
<p style="text-align: justify;">10) Rivista <em>Planeta</em> N°1. Argentina, Settembre/Ottobre 1964, pag. 89.</p>
<p style="text-align: justify;">11) Ch. Baudelaire, <em>Op. Cit.</em>, pag. 58.</p>
<p style="text-align: justify;">12) Santiago Ferrari, <em>E.A. Poe, Genio Narrador</em>, Editorial Poseidón, Argentina 1946, pag. 16.</p>
<p style="text-align: justify;">13) Santiago Ferrari, <em>Op Cit.</em>, pag, 16.</p>
<p style="text-align: justify;">14) <em>Ciudad de los Césares</em> Nº18. Vedi l&#8217; articolo <em>Manú: Por el Hombre que Vendrá</em>, di Erwin Roberson.</p>
<p style="text-align: justify;">15) Miguel Serrano, <em>La Antártica y otros Mitos</em>, Imprenta El Esfuerzo, Chile 1948, Pag. 28.</p>
<p style="text-align: justify;">16) Miguel Serrano, <em>Op. Cit</em>., pag. 28.</p>
<p style="text-align: justify;">17) Miguel Serrano, <em>Op. Cit.</em>, pag. 25.</p>
<p style="text-align: justify;">18) Miguel Serrano, <em>Op. Cit.</em>, pag. 20.</p>
<p style="text-align: justify;">19) Miguel Serrano, <em>Op. Cit.</em>, pag. 20.</p>
<p style="text-align: justify;">20) Miguel Serrano, <em>Op. Cit.</em>, pag. 20.</p>
<p style="text-align: justify;">21) Citato da Marco Paredes ne <em>El Mito en La Obra de H. P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span></em>, pagg. 26-29 della rivista <em>Entreguerras</em> Nº9, Santiago, primavera del 1994.</p>
<p style="text-align: justify;">22) H.P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, <em>En las Montañas de la Locura</em> in <em>Obras Escogidas de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> Primera selección</em>, Ediciones Acervo, España 1956, pag. 195.</p>
<p style="text-align: justify;">23) H.P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, <em>Op. Cit.</em>, pag. 198.</p>
<p style="text-align: justify;">24) Si ricordi la Terra di Mezzo di Tolkien: coincidenza? Impossibile, perchè le coincidenze non esistono.</p>
<p style="text-align: justify;">25) Vedi nella rivista spagnola <em>Hespérides</em> (N°?) l&#8217;articolo di <a title="Jean Haudry" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/jean-haudry/" target="_blank">Jean Haudry</a> <em>Lingüística y Tradición Indo-Europea</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">26) Miguel Serrano, <em>Quien llama en los Hielos</em> in <em>Trilogía de la búsqueda en el Mundo Exterior</em>, pag. 201.</p>
<p style="text-align: justify;">27) Miguel Serrano, <em>Op.Cit.</em>, pag. 204.</p>
<p style="text-align: justify;">28) <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/edgar-allan-poe" target="_blank">Edgar Allan Poe</a></span>, <em>Op. Cit.</em>, Prologo di Julio Cortázar, pag. 11.</p>
<p style="text-align: justify;">29) Miguel Serrano, <em>Op. Cit.</em>, pag. 264</p>
<p style="text-align: justify;">30) H.P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, <em>Hongos de Yuggoth</em>, Pag. 47.</p>
<p style="text-align: justify;">31) L. Sprague de Camp, <em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. Una Biografía</em>, Valdemar Editores, España 1992, pag. 293.</p>
<p style="text-align: justify;">32) H.P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, <em>En las montañas di la Locura</em>, pag. 196.</p>
<p style="text-align: justify;">33) H.P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, <em>Op. Cit.</em>, pag. 125.</p>
<p style="text-align: justify;">34) Ver<em> Mundo Desconocido</em>, España, Abril de 1981, página 133 Artículo de Ángela Carter, &#8220;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> y su Paisaje&#8221;, incluido en el estudio sobre <em>El Necronomicón</em>.</p>
<p>35) H.P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, <em>En Las montañas de la Locura</em>, pag. 124.</p>
<p style="text-align: justify;">36) H.P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, <em>Op. Cit.</em>, pag. 152.</p>
<p style="text-align: justify;">37) H.P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, Op. Cit., pag. 125.</p>
<p style="text-align: justify;">38) <em>Ciudad de los Césares</em> Nº 13. Ver el artículo <em>Miguel Serrano: El Peregrino de la Gran Ansia</em>, pag 12.</p>
<p style="text-align: justify;">39) <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>, <em>El Esoterismo de Dante</em>, Editorial Dédalo, Argentina 1976</p>
<p style="text-align: justify;">40) <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>, <em>Símbolos fundamentales de la Ciencia Sagrada</em>, Eudeba, Buenos Aires 1988, pagg. 173-180.</p>
<p style="text-align: justify;">41) <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>, <em>Op. Cit.</em>, pag. 176.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lantartide-e-il-mito-lovecraftiano.html' addthis:title='L&#8217;Antartide e il mito lovecraftiano ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Simbolismo zodiacal en pórticos y portadas medioevales</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 20:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Fritz Roa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura simbolica]]></category>
		<category><![CDATA[Medioevo]]></category>
		<category><![CDATA[Simboli e simbologia]]></category>
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		<description><![CDATA[La presencia de grabados representativos de los signos del zodiaco en las portadas y pórticos de iglesias o monasterios románicos y góticos]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/simbolismozodiacal.html' addthis:title='Simbolismo zodiacal en pórticos y portadas medioevales '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/carlomagno48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Medioevo" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/yggdrasil.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Simboli e simbologia" /><br/><p style="text-align: justify;"><em> &#8220;Cuando la forma del Gran Misterio se manifiesta, se perpetúa, con su raíz, en la eternidad&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">(<em>De Signatura Rerum</em>, Jakob Böhme)</p>
<p style="text-align: justify;">Curiosa puede ser para muchos la presencia de grabados representativos de los signos del zodiaco en las portadas y pórticos de iglesias o monasterios románicos y góticos, dada la supuesta raíz &#8220;pagana&#8221; de los primeros.</p>
<p style="text-align: justify;">Pero, tales observadores desconocen un hecho fundamental. A saber: que la Tradición es Una, aun cuando puedan haber muchas tradiciones particulares, y que por lo mismo existen ciertos conceptos y valores que trascienden a las <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiones</a> particulares. Un buen ejemplo, es precisamente el zodiaco.</p>
<p style="text-align: justify;">Así las cosas, el Cristianismo no tendría por qué ser en principio opuesto al espíritu que subyace en el símbolo zodiacal; claro está, siempre que entendamos a qué se refiere éste. Digamos por mientras que deben dejarse de lado ciertos prejuicios modernos, ya sean aquellos que consideran a la astrología como algo falaz, tanto como los que se encuentran impregnados de ese defecto temible que es la superstición, y que nos impide tomar conocimiento real del <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolismo</a> tradicional.</p>
<p style="text-align: justify;">El zodiaco es ante todo una disposición de caracteres o energías divinas que atienden al movimiento estelar (en lenguaje hinduista: la respiración de <em>Brahma</em>, o pulso cósmico), y que influye en todo lo viviente. Además podemos concebirlo como una segmentación o división del año. En ambas visiones que no son contradictorias, sino complementarias, hay que destacar el hecho que el zodiaco es una ordenación, una manifestación divina que implica selección y jerarquía de las cosas, y que el hombre (microcosmos) ha de conocer e imitar. Por esto no ha de provocarnos asombro que para el mundo antiguo la ciudad sea una imagen del esquema zodiacal (*1), lo cual tiene sentido dada la búsqueda de armonía que caracteriza a los hombres tradicionales, armonía, decimos, que significa concordancia entre las dos caras de la Realidad: la macrocósmica (en este caso, indicada por el zodiaco) y la microcósmica (representada por la ciudad). Esta adecuación de la estructura de la <em>polis </em>a la estructura del cosmos también se hace patente en las iglesias cristianas, las que, como todo templo, pretenden ser vivas imágenes del universo &#8211; como del hombre, lo cual en el fondo es lo mismo-.</p>
<p style="text-align: justify;">De esta manera la presencia zodiacal en las construcciones catedralicias no es azarosa, y menos aun extravagante, sino que, por el contrario, se encuentra llena de sentido al realzar la idea que el templo cristiano es una fiel representación del cosmos, y muy especialmente de la Jerusalén celestial. Pero es cierto que podemos indicar respecto a este tema, algo tan importante como lo anterior, aunque sea sólo para utilidad de los estudiosos del Arte Real o Alquimia: que en pórticos como los de las Catedrales de Magdalena de Vezelay y de San Lázaro de Autun, donde la figura de un Cristo en Majestad es acompañado por el zodiaco, se grafica la estación o periodo del año propicio para iniciar la Obra, lo que es igual a decir la etapa propicia de la composición de la Piedra Filosofal.</p>
<p style="text-align: justify;">La unión de Nuestro Señor a la de los doce signos zodiacales indica por otra parte que El es el Año y los doce signos los meses, queriendo decir con ello que el cristiano no ha de olvidar que quien rige su existencia en este plano vital es Jesús, el cual ha de alabarse día a día. Por lo demás este y no otro es el sentido del año litúrgico cristiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Y ya que hemos enunciado el número doce, analicémoslo ahora con la profundidad necesaria para dar a  entender lo esencial de su <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolismo</a>. En el caso del Cristianismo tal cifra es básica. La cábala numérica (recordemos que hay además una cábala fonética, la cual desea interpretar esa célebre Lengua de los Pájaros), nos enseña que es la expresión unitiva de la maravillosa tríada y el cuaternario.</p>
<p style="text-align: justify;">Sabido es que el tres se encuentra infinidad de veces en la Biblia. Recordemos, por ejemplo, que tres fueron los Reyes Magos, que tres fueron las Marías que ocuparon un papel en la vida del Salvador, que El vivió treinta y tres años, que Nuestro Señor resucitó al tercer día, y que Pedro lo negó tres veces. Además, ¡y cómo olvidarlo!, es la cifra de la Santísima Trinidad, misterio fundamental de la teología cristiana. Y el cuatro está signado en la cruz, en el Tetramorfos, en los cuatro Evangelios. Arquitectónicamente es tan importante como el indicado número tres. En efecto, el templo en la antigüedad &#8211; como en el Medioevo- solía ser construido tomando por base el cuatro (los puntos cardinales) o el tres. Desde un punto de vista alquimista debemos decir que cuatro son las materias &#8211; fuego, aire, tierra y agua- y tres los elementos que han de extraerse de la substancia mineral: Azufre, Mercurio y Sal.</p>
<p style="text-align: justify;">La suma de ambas cifras &#8211; cuatro y tres &#8211; nos da el número siete, día en que Dios creó al hombre. Multiplicando el tres y el cuatro, surge el doce. Tal cifra es la de los Apóstoles, quienes acompañan a Cristo en la difusión del Logos. También, y como ya hemos señalado, son los doce meses del Año (Jesús) y además las doce horas del día (*2). Cada Apóstol representa una virtud zodiacal, es decir una fuerza y una energía cósmica que no es más que una manifestación parcial de Dios. Esta <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbología</a> está bella e implícitamente descripta a través de las esculturas que se encuentran en la portada del monasterio de Santa María de Ripoll, en España, y que muestran los distintos trabajos agrícolas que han de desarrollarse los meses del año.</p>
<p style="text-align: justify;">Por otra parte debe tenerse en cuenta que doce eran las tribus de Israel, implicación simbólica que ha de vincularse con la cosmológica de los doce signos zodiacales y con la mesiánica de los doce Apóstoles. Estas doce tribus, señala Jean Hani (*3) &#8211; tomando prestada la información otorgada por el Pseudo Jonatán &#8211; se distribuían en cuatro grupos de tres (la misma unión numeral que hemos indicado más arriba). Cada uno de éstos tenía un símbolo que le identificaba. Los estandartes eran: el León, el Hombre, el Toro y el Águila. ¡Es decir, los mismos animales que componen el Tetramorfos cristiano! Los cuatro Santos son entonces los soportes del Logos, el sustento humano más espiritual de la Iglesia, y que manifiestan en sí las cuatro virtudes cardinales de la Divina Comedia: Justicia, Prudencia, Templanza y Fortaleza.</p>
<p style="text-align: justify;">Una <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbología</a> zodiacal particular que puede hallarse en algunas puertas de templos medioevales, como la de San Sermín de Toulouse, es la de dos mujeres que se encuentran una al lado de la otra, con un animal sobre sus faldas: en una de ellas está sentado el carnero, en la otra el león. Uno de los pies de cada mujer se apoya en una concha, símbolo hermético analizado por sabios como Fulcanelli, e interpretado como el recipiente del mercurio, lo que equivale a decir la materia más propicia para engendrar al Hijo de los Sabios. Habrá que rememorar que el Apóstol Santiago es representado con una concha amarrada en su cuello, y que la peregrinación a Santiago de Compostela, aun se caracteriza, entre otras cosas, porque aquellos que la emprenden se acompañan de tal elemento. Olivier Beigbeder (*4) indica que la concha es un símbolo celeste, lo que explica, en nuestro juicio, la unión de aquélla con las mujeres portadoras de Leo (el león) y Aries (el carnero).Es interesante hacer notar que en la imagen aquí estudiada tales animales están de frente, en formación de ataque, cuadro reiterado <em>ad infinitum </em>en los dibujos de los Filósofos, ya sea a través de la pareja del León Verde y el León Rojo, o del Águila y el León, o la compuesta por el Dragón Celeste y el Dragón Terrestre. En todas estas oposiciones hay algo que se nos quiere expresar, y es que en el &#8220;juego cósmico&#8221; se requiere de la lucha entre dos principios: el pasivo y el activo. El primero es representado en nuestra portada medioeval por el carnero o cordero (el signo zodiacal conocido como Aries); el segundo, por el león (Leo). Tal oposición es real desde un aspecto, pero no debe creerse que son principios contradictorios en su &#8220;esencia más íntima&#8221;. Efectivamente, ambos animales nos muestran dos aspectos de la Manifestación Divina: el pasivo y el activo; pero que en última instancia son partes del Uno. Aplicando esta terminología a un lenguaje cristiano, diremos que el cordero es el Cristo del Sacrificio, la substancia o cualidad que es el alimento ritual de la Misa. Y que el León, es el Cristo posterior a Su Muerte, es el Cristo resucitado, aquel que se manifiesta a los Apóstoles transfigurado. Es el Sol Invictus, cuyo emblema es Leo, astro eterno que brilla en los corazones de sus hijos. El cordero es el color blanco de los alquimistas, el león es el rojo que sella la Gran Obra.</p>
<p style="text-align: justify;">Sin embargo, nuestra exposición estaría incompleta sino dijéramos algo, aunque sea breve, acerca de otro aspecto zodiacal representado en las iglesias de la Edad Media, Tal tema es el de los dos Juan -Juan Bautista y Juan autor del Apocalipsis o Revelación- y que ha sido suficientemente estudiado por <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>, por lo cual sólo haremos algunas acotaciones.</p>
<p style="text-align: justify;">Resumiendo, casi todas las portadas medioevales poseen las esculturas o grabados de los dos Juan, lo cual es natural dado su <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolismo</a> cosmológico. Representan al solsticio, indicando la fase ascendente del Sol (Cristo) y su descenso. Se encuentran a la entrada del templo, en las portadas, las que no olvidemos son receptáculos de imágenes que revelan lo que hemos llamado ordenación cósmica. La palabra Juan inmediatamente trae a la mente la de Jano o Janus, el dios con dos rostros, y tal analogía tiene asidero, ya que presenta un cuerpo con dos manifestaciones. Y el misterio juánico, del cual tanto se habla pero poco se comprende, no es otra cosa que eso: entender cómo una misma energía tiene dos polaridades.</p>
<p style="text-align: justify;">Digamos para terminar que los planetas seguirán su andar en el cielo; cada cual en el derrotero que se les ha trazado. Pero siempre sometidos a la Voluntad de Dios.</p>
<p style="text-align: justify;">En esto el hombre no es la excepción, por más que el moderno se pretenda dueño de sí y de sus actos.</p>
<p style="text-align: justify;">El actuar consciente y libre sólo existirá cuando nos entreguemos con amor a Él. Pues las estrellas y el cielo se mueven por la fuerza del Amor, que es Dios. Este mensaje tan sencillo pero profundo es lo que nos quisieron legar esos colosos de la humanidad que fueron los constructores de catedrales, y que gracias a la noble piedra perdurarán hasta el fin de los tiempos.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>(Santiago de Chile, octubre de 2001)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> NOTAS </strong></p>
<p style="text-align: justify;">(*1)= <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>, <em>El zodiaco y los puntos cardinales</em>, en <em>Símbolos fundamentales de la ciencia sagrada</em>, EUDEBA, Buenos Aires, 1988, pág. 88.</p>
<p style="text-align: justify;">(*2)= Jean Daniélou, <em>Los símbolos cristianos primitivos</em>, Ediciones Ega, Bilbao, 1993. Ver el capítulo VIII (pág. 105-114)</p>
<p style="text-align: justify;">(*3)= Jean Hani, <em>El simbolismo del templo cristiano</em>, José J. de Olañeta, Editor, Barcelona, 1997, pág. 81 y 82.</p>
<p style="text-align: justify;">(*4)= El análisis de esta imagen se encuentra en su libro <em>La simbología</em>, Oikos-Tau Ediciones, Barcelona, 1971.</p>
<p style="text-align: justify;">*Artículo publicado en italiano, el año 2001, en la revista tradicional &#8220;L´Idea. Il Giornale di Pensiero&#8221;. Quadrimestrale internazionale di studi tradizionali.</p>
<p style="text-align: justify;">*Publicado en castellano, en revista &#8220;Ciudad de los Césares&#8221;, N° 66, Septiembre de 2003, Santiago de Chile.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/simbolismozodiacal.html' addthis:title='Simbolismo zodiacal en pórticos y portadas medioevales ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Lovecraft contra la modernidad</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 18:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Fritz Roa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli sul fantastico in generale]]></category>
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		<description><![CDATA[Lovecraft es un crítico de la modernidad y de su hija, la ilusión pos-moderna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lovecraftmodernidad.html' addthis:title='Lovecraft contra la modernidad '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/drago48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Fantastico" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-8175" style="margin: 10px;" title="lovecraft" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/lovecraft.jpeg" alt="" width="193" height="261" />Hablar sobre H.P.<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> (1890-1937) no sólo es referirse a terror cósmico, mitos venidos de tiempos perdidos para la memoria del hombre, cultos espantosos de inconcebible significación, libros prohibidos y a una demonología bastante personal. Si así fuera, simplemente <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> no ocuparía el puesto que hoy se le reconoce en las letras ( y escribo esto considerando exclusivamente a los lectores; los críticos aun libran debates en torno a quien es por lo demás un personaje controvertido). <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> es además un visionario, un psicólogo de nuestros miedos y aquello que nadie parece darse cuenta: un crítico de la modernidad y de su hija, la ilusión pos-moderna .Y es justamente este el aspecto –metapolítico, por lo demás- de la obra lovecraftiana que aquí deseamos tratar, no sin antes hacer una muy sintética biografía.</p>
<p style="text-align: justify;">Nacido en Providence, Nueva Inglaterra, Estados Unidos, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> fue educado exclusivamente por su madre y tías. De manera autodidacta devorará todo tipo de saber; sumergiéndose a tempranísima edad en los cálidos manantiales de la letra impresa y comenzando el lento camino de escribir. Su primera historia <em>The Noble Eavesdropper</em><em>,</em> según el estudioso lovecraftiano S. T. Joshi, dataría de1896. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> creó sus propias revistas, que distribuirá entre amigos, desde los nueve o diez años. Posteriormente publicará artículos de astronomía en revistas como <em>The Pawtuxet Valley Gleamer</em> y <em>The Providence Sunday Journal</em>. Sin embargo, será en el <em>fanzine </em> <em style="text-align: justify;">Weird Tales</em><em style="text-align: justify;"></em> (1923-1954) donde se editará la obra que lo hará eterno.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.es/gp/product/8420643351/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru01-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3626&amp;creative=24822&amp;creativeASIN=8420643351" rel="nofollow" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-8273" style="margin: 10px;" title="en-las-montanas-de-la-locura" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/en-las-montanas-de-la-locura.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>Aunque según muchos su vida fue la de un recluso, no se puede decir que estuvo &#8220;desconectado&#8221; del mundo. Sabía muy bien lo que allí ocurría. La información recibida en sus paseos por Providence y los viajes a otras ciudades (New York, Boston, Florida, etc.) era complementada por libros, diarios, revistas, y por el medio de comunicación que más veneraba: las cartas. Además tuvo la suerte de contar con excelentes amigos, quienes frecuentemente lo invitaban a sus hogares.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> amaba su mágica Providence. y también a aquella nación que dejó a sus hijos allí: la Inglaterra de los puritanos. No la Inglaterra del siglo XX, sino aquella dueña de valores propios, totalmente contrarios a lo que engloba lo &#8220;moderno&#8221;. Igual admiración recaería en la legendaria Roma imperial. El profundo conocimiento que tuvo de la historia de esta última no deja de causarnos admiración. Basta leer, por ejemplo, la carta escrita a su amigo, el escritor de ciencia ficción, Donald Wandrei, el 2 de noviembre de 1927, para percibir el estudio que dedicó a estas materias.</p>
<p style="text-align: justify;">De todas las críticas al mundo moderno – Nietzsche, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span>, <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola/">Evola</a>, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/martin-heidegger">Heidegger</a></span>, <a title="Juenger" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/ernst-junger/">Jünger</a>, Benoist, etc.- posiblemente la más original, junto con la de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span>, sea la de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. Esta no es la postura del filósofo o del político, sino la del poeta. Se critica la modernidad no tanto por su injusticia, por su sistema económico basado en la &#8220;moral&#8221; del mercader, por su devoción al consumismo – aunque nadie podría negar que esto importa- sino por su fealdad intrínseca. Fealdad en la arquitectura, fealdad en el lenguaje, fealdad en la forma de concebir la vida&#8230;fealdad en las miradas. Esta visión, la visión crítica del poeta, la hallamos en otros hombres de letras, como Pound o <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span>, pero en <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> adquiere un carácter único, menos polémico y más pesimista. ¿O sería mejor decir realista?</p>
<p style="text-align: justify;">Si bien HPL (las iniciales de su nombre) se definía a sí mismo como una persona de ciencias, materialista mecanicista y &#8220;conservador en cuanto al método y la perspectiva general&#8221;, la verdad es que en su obra nada o muy poco hay de aquello. La crítica hecha en sus relatos a la estrechez de la ciencia y el racionalismo, lo acerca a un autor admirado por el propio <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> ( y con él la dupla Bergier-Pauwels): Charles Fort. Para ambos, la ciencia es lo que sirve para esconder la realidad primordial, lo que acecha en nuestra mente y que habita en todo eón y en todo espacio; en fin, aquello que constituye el misterio de la vida.</p>
<p style="text-align: justify;">Mas que racionalismo hallamos en <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> gnosticismo. Ya Serge Hutin en su libro <em>Los gnósticos</em><em> </em>lo notaba.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.es/gp/product/8477025290/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru01-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3626&amp;creative=24822&amp;creativeASIN=8477025290" rel="nofollow" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-8277" style="margin: 10px;" title="narrativa-lovecraft" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/narrativa-lovecraft.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>Un problema con que topamos al intentar entender la vida (¿o debiéramos decir las vidas?) de HPL y que se relaciona sobremanera con lo que estamos tratando, es la postura frente a la democracia norteamericana y su supuesta simpatía hacia el fascismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Este es un tema difícil, donde la especulación ha llegado a lo más atrevido. No deja de ser llamativo que se haya escrito un texto dedicado especialmente a este asunto: <em>El libro de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span></em>, de Richard Lupoff (Valdemar Editores, España, 1992). Hacer preponderantes las ideas políticas en autores no políticos, es algo no muy original en estos tiempos. Piénsese en el inquisidor Victor Farías y su condena al filósofo <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/martin-heidegger">Heidegger</a></span>, por citar un solo y reciente caso.</p>
<p style="text-align: justify;">Creemos, sin embargo, que la postura &#8220;política&#8221; lovecraftiana, la que no deja de ser más que eso, una posición ideológica y no práxica, es demasiado personal para ser encasillada en los totalitarismos de signo fascista. En verdad, corresponde al ideal del noble inglés de los siglos XVIII y XIX o del aristócrata romano. Precisamente el paradigma contrario al representado en el &#8220;<em>American way of life</em>&#8220;, que hoy es universal.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, como algunos escritores (Robert E. Howard, A. Machen y C.A.Smith, son otros casos paradigmáticos), hace de la fantasía un arma para arremeter contra el mundo moderno. La fantasía (que no es lo mismo que evasión) es uno de los grandes poderes y posibilidades de la literatura, que tiene como nota característica la facultad de crear o revivir el mundo que deseamos. De inmediato surge la interrogante acerca de cuál es el mundo anhelado por HPL. Del todo cierto es que no es el mundo descripto en <em>El llamado de Cthulhu</em> (1926) o en <em>El modelo de Pickman</em> (1926) &#8211; aunque sin embargo, estos escritos nos aportan elementos de la crítica lovecraftiana: el primero es un ataque a la frágil seguridad en la que vive la sociedad actual; y el segundo hacia la idea de que &#8220;sólo existe lo que vemos&#8221;- .</p>
<p style="text-align: justify;">El mundo soñado por el escritor de Providence es el que describe en sus obras &#8220;dunsanianas&#8221; (el neologismo hace referencia a la influencia que dejó en HPL el decimoctavo barón Dunsany, escritor de una poética fantasía) como <em style="text-align: justify;">Los otros dioses</em>, <em>El árbol</em>, etc., y en aquellos cuentos más propiamente &#8220;lovecraftianos&#8221; como <em>La poesía de los dioses</em> y el mágico relato <em>La llave de plata.</em> En este último, HPL escribe: &#8220;Pero cuando comenzó a estudiar a los filósofos que habían derribado los viejos mitos, los encontró aun más detestables que quienes los habían respetado. No sabían esos filósofos que la belleza estriba en la armonía, y que el encanto de la vida no obedece a regla alguna en este cosmos sin objeto, sino únicamente a su consonancia con los sueños y los sentimientos que han modelado ciegamente nuestras pequeñas esferas a partir del caos&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Donde la visión antimoderna alcanza mayor intensidad es en el relato, casi desconocido, intitulado <em>La Calle</em>, que trata de las etapas en la vida de una calle determinada, la que finalmente toma venganza contra los hombres por el olvido de las tradiciones. El amor por las costumbres coloniales y la tristeza por lo que ha impuesto el vertiginoso devenir, es descripto de forma que no deja dudas sobre el pensar de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. También en <em>&#8220;Él&#8221; </em>la visión del futuro es apocalíptica. Lo que HPL trata en <em>&#8220;La Calle</em>&#8221; se transforma en <em>&#8220;Él&#8221;</em> en la historia crepuscular de una ciudad: New York. Anotemos de paso que la descomposición de entidades colectivas &#8211; una calle, una ciudad- recuerda &#8220;La Caída de la Casa Usher&#8221; de Edgar A. Poe.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> será un <em>outsider</em> ( como el personaje del cuento lovecraftiano de idéntico nombre, escrito en 1921). Quizá esto lo hará percibir procesos políticos, económicos, y por sobre todo, espirituales, que los demás no pudieron vislumbrar. Y esto lo expresará con una terrible fuerza: &#8220;Todos los ideales de la moderna América &#8211; basados en la velocidad, el lujo mecánico, los logros materiales y la ostentación económica &#8211; me parecen inefablemente pueriles y no merecen seria atención&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Como otros dos colosos de la literatura fantástica, Poe y Machen, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> sufrirá el desconocimiento de sus compatriotas y de su tiempo. Al igual que los escritores señalados sólo será reconocido décadas después de su muerte y en la lejana Francia, cuna de otro mago: el poeta Baudelaire.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, lúcido como siempre, había dicho en <em>&#8220;Él</em>&#8220;: &#8220;Pues aunque me he calmado, no puedo olvidar que soy un intruso; un forastero en este siglo y entre los que aun son hombres&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">(Publicado originalmente en revista &#8220;<em>Ciudad de los Césares&#8221;,</em> N° 46. Invierno de 1997. Santiago de Chile, p. 25 y 26. La presente versión posee algunas modificaciones).</p>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 18:50:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Fritz Roa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un'analisi delle idee e della visione del mondo di H.Ph. Lovecraft]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lovecraftmodernita.html' addthis:title='Lovecraft contro la modernità '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/drago48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Fantastico" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;">Parlare di H.P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> (1890-1937) non è soltanto parlare di terrore cosmico, di miti giunti da tempi dimenticati dalla memoria dell&#8217;uomo, di culti spaventosi dal significato inconcepibie, di libri proibiti e di una demonologia abbastanza personale. Se così fosse, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> non occuperebbe semplicemente il posto che oggi gli viene riconosciuto nella letteratura (e scrivo questo considerando esclusivamente i lettori; persino i critici dibattono intorno a colui che è quantomeno un personaggio controverso). <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> è in più un visionario, uno psicologo delle nostre paure e anche quello che nessuno sembra ancora realizzare: un critico della modernità e della sua figlia, l&#8217;illusione post-moderna. Ed è esattamente questo l&#8217;aspetto &#8211; metapolitico, per lo più &#8211; dell&#8217;opera lovecraftiana che desideriamo qui trattare, non senza prima presentare una biografia molto sintetica.</p>
<p style="text-align: justify;">Nato a Providence, Nuova Inghilterra, Stati Uniti, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> fu istruito esclusivamente da sua madre e dalle sue zie. In modo autodidatta divorerà ogni campo del sapere, sommergendosi fin dalla più tenera età nelle molle calde della lettera stampata e cominciando il lento cammino dello scrittore. La sua prima storia <em>Il nobile Eavesdropper</em>, secondo lo studioso lovecraftiano S. Joshi sarebbe datata 1896. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> creò le sue proprie riviste, che distribuirà fra gli amici, tra i nove e dieci anni. Successivamente pubblicherà gli articoli di astronomia in riviste come &#8220;The Pawtuxet Valley Gleamer&#8221; e &#8220;The Providence Sunday Journal&#8221;. Senza dubbio sarà nella fanzine &#8220;Weird Tales&#8221; (1923-1954) che saranno pubblicate le opere che lo renderanno immortale.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se secondo molti la sua vita fu quella di un recluso, non si può dire che fu &#8220;sconnesso&#8221; dal mondo. Sapeva molto bene cosa vi accadeva. Le informazioni ricevute durante le sue passeggiate a Providence e durante i viaggi in altre città (New York, Boston, Florida, ecc.) erano integrate da libri, giornali, riviste, e dal mezzo di comunicazione che venerava maggiormente: le lettere. In più ebbe la fortuna di poter contare su amici eccellenti, che lo invitatavano frequentemente alle loro dimore.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> amava la sua magica Providence, ed anche quella nazione che lasciò lì i suoi figli: l&#8217;Inghilterra dei puritani. Non l&#8217;Inghilterra del <a href="http://www.centrostudilaruna.it/storiacontemporanea.html">XX secolo</a>, ma quella che possedeva dei propri valori, totalmente opposta a ciò che rappresenta &#8220;il moderno&#8221;. Uguale ammirazione riponeva nella leggendaria Roma imperiale. La vasta conoscenza che ebbe della storia di quest&#8217;ultima non smette di causarci ammirazione. Basta leggere, per esempio, la lettera scritta a un suo amico, lo scrittore di <a href="http://www.centrostudilaruna.it/fantastico.html">fantascienza</a> Donald Wandrei, il 2 novembre del 1927, per farsi un&#8217;idea dello studio che dedicò a questi argomenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Di tutte le critiche al mondo moderno &#8211; Nietzsche, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span>, <a href="http://www.centrostudilaruna.it/evola.html">Evola</a>, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/martin-heidegger">Heidegger</a></span>, <a href="http://www.centrostudilaruna.it/ernstjuenger.html">Jünger</a>, de Benoist, ecc. &#8211; possibilmente la più originale, con quella di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span>, è quella di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. Questa non è la posizione del filosofo o del politico, ma quella del poeta. Si critica la modernità non tanto per la sua ingiustizia, per il relativo sistema economico basato &#8220;sulla morale&#8221; del commerciante, per la sua devozione al consumismo &#8211; anche se nessuno potrebbe negare che questo abbia la sua importanza &#8211; ma per la sua bruttezza intrinseca. Bruttezza nell&#8217;architettura, bruttezza nel linguaggio, bruttezza nel modo di concepire la vita&#8230; bruttezza negli sguardi. Questa visione, la visione critica del poeta, l&#8217;abbiamo trovata in altri uomini di lettere, come Pound o <span class='bm_keywordlink'><a href="	http://www.libriefilm.com/category/autori/yukio-mishima" target="_blank">Mishima</a></span>, ma in <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> acquista un carattere unico, meno polemico e più pessimista. O sarebbe meglio dire realista?</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se HPL (le iniziali del suo nome) definì se stesso come una persona di scienza, materialista meccanicista e &#8220;conservatore in quanto a metodo ed alla prospettiva generale&#8221;, la verità è che nella sua opera niente o pochissimo si ha di questa attitudine. La critica fatta nelle sue storie alla meschinità della scienza e del razionalismo, lo avvicina ad un autore ammirato proprio da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> (e con lui la coppia Bergier-Pauwels): Charles Fort. Per entrambi, la scienza è la cosa che serve per nascondere la realtà primordiale, ciò che sta in agguato nella nostra mente e che dimora in tutti gli eoni ed in tutto lo spazio; in breve, ciò che costituisce il mistero della vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Più che razionalismo troviamo in <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> gnosticismo. Serge Hutin nel suo libro <em>Gli gnostici</em> già lo aveva notato.</p>
<p style="text-align: justify;">Un problema nel quale ci imbattiamo quando cerchiamo di comprendere la vita (o dovremmo dire le vite?) di HPL e che si relaziona in qualche modo con quello che stiamo trattando, è la posizione di fronte la democrazia nordamericana e la sua supposta simpatia verso il fascismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è un tema difficile, dove la speculazione è giunta agli esiti più sfacciati. Non smette di essere significativo che si sia scritto un testo dedicato specialmente a questo assunto: <em>Il libro di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span></em>, di Richard Lupoff (Valdemar Editores, Spagna, 1992). Rendere preponderanti le idee politiche in autori che non sono politici, è qualcosa di non molto originale di questi tempi. Basti pensare all&#8217;inquisitore Victor Farías e alla sua condanna del filosofo <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/martin-heidegger">Heidegger</a></span>, per accennare ad un singolo e recente caso.</p>
<p style="text-align: justify;">Crediamo, tuttavia, che la posizione &#8220;politica&#8221; lovecraftiana, quella che non smette di essere più che questo, una posizione ideologica e non pratica, è troppo personale per essere incasellata nel quadro dei totalitarismi di segno fascista. In verità, corrisponde all&#8217;ideale del nobile iglese dei secoli XVIII e XIX o dell&#8217;aristocrate romano. Precisamente al paradigma contrario a quello rappresentato nella <em>american way of life</em>, che oggi è universale.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, come alcuni scrittori (Robert E. Howard, A. Machen e C.A. Smith, sono altri casi paradigmatici), fa della fantasia un&#8217;arma per scagliarsi contro il mondo moderno. La fantasia (che non è evasione) è una dei grandi poteri e possibilità della letteratura, che possiede come nota caratteristica la facoltà di generare o far rivivere il mondo che desideriamo. Immediatamente sorge la domanda su quale sia il mondo anelato da HPL. Di assolutamente certo è che non sia il mondo descritto ne <em>Il Richiamo di Cthulhu</em> (1926) o ne <em>Il modello Pickman</em> (1926) &#8211; anche se senza dubbio, questi scritti ci apportano elementi della critica lovecraftiana: il primo è un attacco alla fragile sicurezza nella quale vive la società attuale; ed il secondo contro l&#8217;idea che &#8220;esista soltanto ciò che vediamo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo sognato dallo scrittore di Providence è quello che descrive nelle sue opere &#8220;dunsaniane&#8221; (il neologismo fa riferimento all&#8217;influenza che ebbe su <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> il decimottavo barone Dunsany, scrittore di una fantasia poetica) come <em>Gli altri dei</em>, <em>L&#8217;albero</em>, ecc. ed in quei racconti più propriamente lovecraftiani come <em>La poesia degli dei</em> e la magica narrazione de <em>La chiave d&#8217;argento</em>. In quest&#8217;ultimo, HPL scrive: &#8220;Ma quando cominciò a studiare i filosofi che avevano demolito i vecchi miti, li trovò più detestabili di coloro che li avevano rispettati. Ignoravano quei filosofi che la bellezza è basata sull&#8217;armonia, e che l&#8217;incanto della vita non obbedisce ad alcuna regola in questo cosmo senza oggetto, ma unicamente alla sua consonanza con i sogni e i sentimenti che hanno modellato ciecamente le nostre piccole sfere a partire dal caos&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Dove la visione antimoderna raggiunge l&#8217;intensità più grande è nella storia, quasi sconosciuta, intitolata <em>La Via</em>, che tratta delle fasi nella vita di una via particolare, che infine si prende la sua vendetta contro gli uomini per il loro oblio delle tradizioni. L&#8217;amore per le abitudini coloniali e la tristezza per ciò che ha imposto il vertiginoso divenire, è descritto in un modo che non lascia dubbi sul pensare di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. Inoltre in <em>Lui</em> la visione del futuro è apocalittica. Ciò che HPL tratta ne <em>La via</em> si trasforma in <em>Lui</em> nella storia crepuscolare di una città: New York. Annotiamo di passaggio che la decomposizione di entità collettive &#8211; una via, una città &#8211; ricorda <em>La Caduta della Casa degli Usher</em> di Edgar A. Poe.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> sarà un <em>outsider </em>(come il personaggio del racconto lovecraftiano dal nome identico, scritto nel 1921). Forse questo gli farà percepire processi politici, economici, e sopratuttto, spirituali, che i più non poterono discernere. E questo lo esprimerà con una forza terribile: &#8220;Tutti gli ideali dell&#8217;America moderna &#8211; basati sulla velocità, sul lusso meccanico, sui profitti materiali e sull&#8217; ostentazione economica &#8211; mi appaiono indescribilmente puerili e non meritano seria attenzione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Come altri due colossi della <a href="http://www.centrostudilaruna.it/fantastico.html">letteratura fantastica</a>, Poe e Machen, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> subirà il disconoscimento dei suoi compatrioti e del suo tempo. Come gli scrittori indicati sarà riconosciuto soltanto decadi dopo la sua morte e nella distante Francia, culla di un altro mago: il poeta Baudelaire.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, lucido come sempre, aveva detto in <em>Lui</em>: &#8220;Anche se mi sono calmato, non posso dimenticare che sono un intruso; un forestiero in questo secolo e tra coloro che ancora sono uomini&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">(Pubblicato originariamente nella rivista &#8220;Ciudad de los Césares&#8221;, N° 46. Inverno del 1997. Santiago del Chile, p. 25 e 26).</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lovecraftmodernita.html' addthis:title='Lovecraft contro la modernità ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Imago Dei</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 18:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Fritz Roa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Simboli e simbologia]]></category>
		<category><![CDATA[Simbolismo ermetico]]></category>
		<category><![CDATA[Spagnolo]]></category>
		<category><![CDATA[Studi religiosi]]></category>

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		<description><![CDATA["Si hoy el hombre vaga desconsolado tras las cosas, huyendo de su alma divina, es porque reniega de su intrínseca naturaleza"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/imagodei.html' addthis:title='Imago Dei '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/yggdrasil.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Simboli e simbologia" /><br/><p style="text-align: justify;"><em>Dedicado a Frithjof Schuon</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Un padre de la Iglesia decía con razón que <em>Dios se hizo hombre, para que el hombre se hiciera Dios </em>(1). Por su parte, la Biblia enseña que <em>el hombre fue creado a imagen y semejanza de Dios</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">El espíritu que reside en ambas expresiones, es, por cierto, el mismo, aun cuando alguien creyere otra cosa. Pues, ¿no revelan las citadas frases que la esencia del hombre es antes que todo <em>divina</em>? De lo que se infiere que el hombre es Dios en potencia; lo que revela necesariamente la existencia de una substancia original, primigenia, partícipe de la Divinidad.</p>
<p style="text-align: justify;">Pero, de inmediato surge la pregunta que interroga acerca de la perfección divina y la imperfección humana. Es decir, ¿cómo puede concebirse que el hombre, habiendo sido creado a &#8220;imagen de Dios&#8221;, sea imperfecto, y por tanto un accidente sometido a otros accidentes? ¿Cómo es posible que la humanidad sufra los límites &#8211; especialmente, espacio-temporales &#8211; que, sin embargo, Dios no conoce?</p>
<p style="text-align: justify;">Un contrasentido parece habitar entre los textos cristianos reseñados y lo que vemos y vivimos a diario. Y, sin embargo, un estudio más profundo nos permitirá aprehender la solución de tal paradigma.</p>
<p style="text-align: justify;">En efecto, no hay duda que el <em>Adam Kadmon </em>de la tradición cabalista, es decir el hombre primigenio, fue una imagen divina. Dotado de eternidad, libertad y salud, sin embargo, conocía de una prohibición, cuya desobediencia finalmente acarrearía su propia ruina. La caída del hombre primordial fue el efecto de una sanción a la vanidad, al humanismo (2) que desde hace siglos ya es culto. Pues, ¿no fue acaso el deseo de Adán de venerarse a sí mismo &#8211; situación que el mito de la Manzana quiere expresar -, lo que implicó no hacer caso a Dios?</p>
<p style="text-align: justify;">El primer mandamiento, lo sabemos, es venerar a Dios por sobre todas las cosas. Ello conlleva someterse a la voluntad divina; dejar de lado el ego. Así, Adán incumplió la norma de las normas en teología cristiana, cual es amar &#8211; y por tanto, obedecer &#8211; a Dios por sobre todas las cosas. He allí el origen de la que sin duda es la máxima sanción aplicada a la humanidad: ser desterrada del plano edénico.</p>
<p style="text-align: justify;">El hombre al desobedecer al Padre, ha negado su naturaleza y origen divinos, revelando que le es más seductora la serpiente y la mujer que la voz y el mandato de su creador.</p>
<p style="text-align: justify;">Pero que el hombre haya sido en un principio una <em>Imago Dei</em>, no implica que siempre lo siguiera siendo, lo cual, como hemos indicado, cambió ominosamente a partir del pecado de Adán, que corresponde &#8220;históricamente&#8221; a la segunda caída. Mientras que la primera &#8211; la del ángel rebelde &#8211; en un sentido ontológico representa la caída del macrocosmos; la de Adán, en cambio, simboliza la del microcosmos.</p>
<p align="center">* * * * *</p>
<p style="text-align: justify;">El hombre moderno es un ser que poco o nada se parece al <em>Adam Kadmon</em>. Y, sin embargo, Dios en su infinita bondad salvó el alma del hombre, a través de la Encarnación. Pues en Cristo o Dios-hecho-hombre hay una vía que es ante todo humildad; es decir, una invitación a dejar a un lado la voluntad luciferina o prometeica, que sólo conlleva ruinas, para el cosmos y el hombre. ¿No ha sido esta voluntad prometeica la que llevó a la humanidad a la Revolución Francesa, al nacimiento de los totalitarismos, a la bomba atómica, a la destrucción de los ecosistemas en nombre de la &#8220;civilización&#8221;? El culto al hombre-en-cuanto-hombre es, como toda veneración de carácter no divina, un paso directo al vacío. El sustento de la vida es Dios. Y así tiene pleno significado la creencia musulmana según la cual &#8220;No hay más Dios que Dios&#8221;; es decir, que sólo Él es Dios.</p>
<p style="text-align: justify;">Omnipotencia y Omniposibilidad a la vez.</p>
<p align="center">* * * * *</p>
<p style="text-align: justify;">Si hoy el hombre vaga desconsolado tras las cosas, huyendo de su alma divina (3), es porque reniega de su intrínseca naturaleza. Conducido por &#8220;instintos&#8221; o pasiones, su razón muchas veces es la herramienta de su propia caída. Pues si aquélla no va unida a la fe, fácil es participar en una falsa filosofía, aquella que distancia al ser humano de los problemas esenciales como de su realeza divina, para empujarnos hacia un laberinto donde el Minotauro se llama razón. Nueva Babilonia, donde importa más la letra que el espíritu.</p>
<p style="text-align: justify;">La figura divina en el hombre parece haberse desdibujado con el paso del tiempo, quedando en su lugar una forma espectral y un corazón que no sabe orar. Los lazos macro-microcósmicos cada día se hacen más lejanos. La escala de Jacob, aquella que el Mutus Liber nos muestra como puente que comunica a los seres de los dos mundos &#8211; celestial y terrenal -, y por donde el hombre sube al cielo, y los ángeles descienden, ya no está erguida. Los modernos al adoptar una falsa ciencia, pues una ciencia sin consciencia no es tal ( ya que carece de fundamento teológico), se han alejado de la naturaleza y de lo que ésta &#8211; a través de lo creado &#8211; quiere comunicar.</p>
<p style="text-align: justify;">Por ello, los Sufíes practican el <em>Dhikr </em>(recuerdo de Dios), los Judíos el <em>Kidhr</em>, los Buddhistas e Hindúes la meditación, y los Cristianos rezan. <em>Recordar </em>es ante todo actualizar la <em>Imago Dei </em>en nosotros. Es hacernos <em>nuevamente </em>partícipes del misterio de lo Omnipresente. Integrarnos a lo Omniabarcante.</p>
<p style="text-align: justify;">Instancia magna, que, durante un instante &#8220;usurpado&#8221; a la eternidad, no conocerá de palabras. Pues donde subyace la Paz, Dios habita.</p>
<p style="text-align: justify;">NOTAS:</p>
<p style="text-align: justify;">1	Frithjof Schuon en <em>Tras las huellas de la religión perenne </em>(José J. de Olañeta, editor. Barcelona, 1982, p.13) traduce esta frase a un lenguaje vedantino, diciendo: &#8220;lo Real se ha hecho ilusorio a fin de que lo ilusorio se haga real; <em>Âtmâ </em>se ha hecho <em>Mâyâ </em>a fin de que <em>Mâyâ </em>realice <em>Âtmâ</em>&#8220;. Otro análisis del mismo autor referido a este asunto, se encuentra en el capítulo &#8220;Esquema del mensaje cristiano&#8221; del libro <em>Raíces de la condición humana </em>(José J. de Olañeta, editor. Barcelona, 2002, p.93)</p>
<p style="text-align: justify;">2 Cuando ocupamos este término -humanismo- hacemos una concesión al lenguaje ordinario. En un sentido superior, sin embargo, humanismo es igual a decir naturaleza divina; porque ésta emana de Dios. Lo &#8220;propiamente humano&#8221; en verdad no existe; es sólo la adopción de caracteres e impulsos inferiores, de naturaleza bestial o directamente luciferina. Decir hombre implica en buena lógica reconocer de inmediato su vínculo divino; pues aquél sin Dios no sería nada. Ver la nota a &#8220;Consecuencias que se desprenden del misterio de la subjetividad&#8221;, capítulo del maravilloso texto <em>De lo divino a lo humano </em>de Frithjof Schuon (José J. de Olañeta, editor. Barcelona, 2000). Digamos de paso que en próximos estudios volveremos sobre el asunto &#8220;humanista&#8221;, pues aquí subyace una visión de las cosas antagónica al Espíritu, y, por lo mismo, ¡atentatoria del mismo hombre!</p>
<p style="text-align: justify;">3 Es precisamente a este fenómeno &#8211; que es alabado por quienes contradictoriamente se llaman &#8220;humanistas&#8221; &#8211; que denominamos &#8220;exteriorización imprudente&#8221; o &#8220;vaciamiento en las cosas&#8221;. Pues si bien es propio de lo humano &#8211; en cuanto partícipe de la naturaleza divina &#8211; el querer expresar y comunicar, no es menos cierto que no puede hacerse de aquello una rutina, de tal forma que pierda su fundamento y sentido originales. Llama la atención aquella avidez de muchos por querer aparecer en televisión (un caso extremo y patético, es el del reality show, donde la intimidad es entregada a los televidentes a cambio de fama ), participar en recitales masivos, usar ropa provocativa, etc. Todo ello es ejemplo del abuso de expresión. La exteriorización sin límites deriva en perversión.</p>
<p style="text-align: justify;">En un sentido profundo, el extraviarse en las cosas, es dar algo de uno a éstas, lo que es constitutivo de un peligro para el hombre que las ciencias actuales ignoran. De allí que los pueblos antiguos creyeran que el portar consigo una parte del cuerpo de un animal, implicaba poseer algo de aquél, lo que los llevaba a elegir para la caza al mejor de su especie.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">(Santiago de Chile, Mayo de 2003)</p>
<p style="text-align: justify;">sitio personal: http://www.angelfire.com/zine/cas/sergio.html</p>
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		<title>Julius Evola y la magia</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 16:50:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Fritz Roa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La magia en el universo evoliano - El Grupo de Ur - La magia evoliana y la Tradicion - Los escritos evolianos sobre magia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/evolaylamagia.html' addthis:title='Julius Evola y la magia '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/evola48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Julius Evola" /><br/><p align="justify">     <em>&#8220;Ayudadnos a domar el Espíritu de la Tierra,</em><br />
<em> aprended a comprender el sentido de la Muerte</em><br />
<em> y a encontrar la palabra de la Vida.</em><br />
<em> Emprended el camino de vuelta&#8221;(1).</em></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Julius Evola (1898-1974) es conocido de manera preponderante gracias a sus trabajos en el área que se ha llamado &#8220;metapolítica&#8221; y como expositor de temas tradicionales, más allá del debate sobre la plena ortodoxia de la visión del italiano con dichos postulados.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Sin embargo, un aspecto desconocido y fundamental de su vida y obra lo constituye la Magia, asunto del que anhelamos dar algunas claves.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><strong><em> LA MAGIA EN EL UNIVERSO EVOLIANO </em></strong></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">La primera consideración que puede hacerse en relación al tema que aquí nos reúne es la que sigue: el concepto evoliano de Magia no encuadra con el que la mayoría de los modernos sustentan. Al comentar su experiencia en este terreno, el italiano exclama: &#8220;no se trataba de ciertas prácticas, reales o supersticiosas, dirigidas hacia la producción de uno u otro fenómeno extranormal. Hablando de magia se quería más bien significar que la atención del grupo se dirigía esencialmente hacia aquella especial formulación del saber iniciático que obedece a una actitud activa, soberana y dominante con respecto a lo espiritual&#8221;(2).</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Esta posición que resalta la actividad como nota esencial en la vía mágica, encuentra sus raíces en Ciro Formisano, más conocido por su seudónimo Giuliano Kremmerz, sin duda una de las fuentes en que Evola bebió de esta ciencia. En efecto, para el líder de la organización Myriam, la Magia es un &#8220;estado activo de conquista de la voluntad &#8230;&#8221;(3). En ello Magia se diferencia de los &#8220;misticismos&#8221; o de técnicas como la meditación cristiana o budhista, en las cuales el hombre tiene un papel pasivo, de simple receptor de lo sagrado.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">En esta perspectiva Julius Evola propondrá &#8220;la toma del cielo por asalto&#8221;, en contraposición a <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>, quien privilegiará la contemplación frente a la acción. Evola en un artículo donde polemiza con el autor de <em>El simbolismo de la cruz</em>, señala: &#8220;en un plano general es muy exacto lo que dice Éliphas Levi, es decir, que el conocimiento iniciático no es donado, se lo atrapa, siendo esto por lo demás de la esencia de aquella cualidad activa que, dentro de ciertos límites, el mismo <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> reconoce. Querer o no querer, un cierto trato &#8220;prometeico&#8221; bien entendido pertenecerá siempre al tipo más alto del iniciado&#8221;(4).</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">De lo que se trata es de hacer sobresalir el carácter práctico de la Magia, a la vez que potenciar su cualidad &#8220;viril&#8221;, solar, heroica. No por nada Evola(5) nos recuerda el sentido que tuvo esta disciplina del Ser en los tiempos no modernos. Así, un Roger Bacon se atrevió a decir que Magia es la metafísica práctica; y un alquimista como Della Riviera enfatiza el carácter &#8220;heroico&#8221; de los verdaderos magos o adeptos. Es lo que Evola ha llamado &#8220;virilidad espiritual&#8221;, actitud que dice relación con la sugerida en los textos tántricos. En efecto, lo perseguido por ambas ciencias (Magia y Tantra) se asemeja notablemente, y su quintaesencia subyace en este pensamiento:</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">&#8220;Es propio de mujeres esforzarse por establecer la superioridad de una verdad mediante argumentos discursivos, pero es propio de hombres conquistar el mundo con tu propio poder&#8221;(6).</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Siendo fiel a esta visión Evola dirá:</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">&#8220;En otros términos, se presenta una disciplina que permite ser libre e invulnerable hasta en el gozo pleno del mundo, de todo lo que el mundo ofrece. Pero, al mismo tiempo, se le quitan a este mundo todos los caracteres de apariencia pura, de ilusión o de espejismo, de <em>maya</em>, que se le habían atribuido en los Vedanta. El mundo no es <em>maya</em>, sino potencia&#8221;(7).</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/mircea-eliade/">Mircea Eliade</a></span>, estudioso rumano de las <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiones</a>, al referirse al Yoga da a conocer elementos que también hallaremos en la Magia tradicional:</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">&#8220;La &#8220;tendencia hacia lo concreto&#8221; y la importancia concedida a la &#8220;acción&#8221;, que caracterizan las técnicas yogas, explican también el esfuerzo de éstas hacia la &#8220;cosmización&#8221; del hombre. La Creación de los mundos, la cosmogonía, es el arquetipo de la &#8220;acción&#8221;. En un cierto sentido, el yogui repite en su propio ser la transformación del caos en Cosmos; se lleva a cabo, otra vez, una interiorización de la Creación cosmogónica. Antes de separarse del Cosmos, el yogui se homologa con él, lo repite y se apropia de sus ritmos y de sus armonías. Pero, como hemos visto, esta &#8220;repetición&#8221; no constituye un fin en sí misma; la &#8220;cosmización&#8221; que sigue a un caos psicomental es sólo una etapa hacia la liberación final&#8221;(8).</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">De lo expuesto, fácil es concluir que existe una ineludible semejanza entre Magia y Tantra. De allí, el sincero interés que el italiano tuviera por ambas <em>gnosis</em>.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><em><strong> EL GRUPO DE UR </strong></em></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Es deber mencionar que Julius Evola no sólo se dedicó al estudio de los viejos manuscritos mágicos, sino que tomó una actitud comprometida que lo llevó incluso a adherir a una sociedad esotérica denominada &#8220;Grupo de Ur&#8221;, durante el periodo 1927-1929; siendo por tanto su conocimiento de la disciplina mágica teórico y práctico a la vez.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">La experiencia del &#8220;Grupo de Ur&#8221; es única, y no encuentra paralelo en la historia. En efecto, se trata de un grupo heterogéneo que intenta presentar directivas doctrinales a la vez que mostrar algunas vivencias en relación a la Magia; ello de manera aguda y seria, cualidad que separa a esta organización de la falsa espiritualidad y del ocultismo.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Según Evola: &#8220;Las monografías del &#8220;Grupo de Ur&#8221; querían pues dar puntos de arranque, sugestiones, direcciones de la mencionada ciencia, sobre todo y en primer lugar con &#8220;la exposición de métodos, de disciplinas, de técnicas&#8221; conjuntamente con una profundización del simbolismo, en segundo lugar &#8220;relatos de experiencias efectivamente vividas&#8221;, en tercer lugar se iba a promover &#8220;la reedición o traducción de textos, o partes de textos, raros o poco conocidos, de las tradiciones de Oriente y Occidente, oportunamente esclarecidos y anotados&#8221; (por ejemplo publicamos la primera traducción italiana del griego del <em>Ritual Mitraico del Gran Papiro Mágico de París</em>, algunos capítulos de un <em>Tantra</em>, textos herméticos como la <em>Turba Philosophorum</em>, algunos cantos de Milarepa, los Versos Áureos pitagóricos, pasajes del <em>Milandaphña </em>buddhista, extraídos de Meyrink, Kremmerz y Crowley, etc.), en cuarto lugar &#8220;encuadres doctrinarios sintéticos&#8221; y precisiones críticas. Eran presentadas direcciones múltiples de diferentes escuelas a fin de que el lector tuviese manera de elegir en base a sus particulares predisposiciones o inclinaciones&#8221;(9).</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Este <em>corpus</em>, constituido por artículos, reseñas, poemas, experiencias y meditaciones, brindará de manera eficaz &#8211; y tal vez definitiva &#8211; material suficiente para comprender lo que es Magia(10), como además entender aspectos relacionados con psicologismo, contra &#8211; iniciación, Budhismo, elementos rituales, drogas, mundos sutiles, modernidad, tradición romana, sexualidad, y Hermetismo. De allí su importancia para la hora presente.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Guiados por Arturo Reghini (gracias a quien el autor de <em>Rebelión contra el mundo moderno </em>dejará de lado ciertas taras de carácter ocultista) y el mismo Julius Evola(11), los colaboradores ocultan sus nombres reales con seudónimos, a fin de aplacar el egoísmo y personalismo. En la revista que publican &#8211; llamada primero &#8220;Ur&#8221; y luego de la división del grupo &#8220;Krur&#8221; -, es factible encontrar textos de masones, steinerianos, pitagóricos, kremmerzianos, como de escritores independientes.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Renato del Ponte, uno de los mayores estudiosos de la opus evoliana, realizó un listado de los participantes del &#8220;Grupo de Ur&#8221;, intentando determinar su filiación y seudónimos; información que a continuación damos(12):</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">a) Masónico-Pitagóricos:<br />
Arturo Reghini (Pietro Negri y Heníocos Áristos)<br />
Guido Parice (Luce)<br />
Aniceto del Massa (Sagitario)</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">b) Católicos:<br />
Guido de Giorgio (Havismat)<br />
Nicola Moscardelli (Sirius)</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">c) Antroposofistas:<br />
Arturo Onofri (Oso)<br />
Girolamo Comi (Gic)<br />
Giovanni Colazza (Leo)<br />
Giovanni Colonna de Cesaró (con quien Evola habría compartido con la sigla Arvo)<br />
Alba (aun no identificado)</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">d) Kremmerzianos:<br />
Ercole Quadrelli (Abraxa y Tikaipós)<br />
Leone Caetani (Ekatlos)</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">e) Figuras independientes:<br />
Corallo Reginelli (Taurulus)<br />
Emilio Servadio (probablemente Apro y Es)<br />
René Guenón (Agnostus)<br />
Julius Evola (Ea, Agarda, Iagla, Breno, Krur, y algunos de Arvo, y todos los textos pertenecientes a Glosas Varias)</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">f) Miembros de escuelas esotéricas sin identificar:<br />
Arom, Nilius, Primo Sole, Gallus y Zam.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Textos originales:<br />
Anagarika Govinda, Arthur Avalon, Ottokar Brezina, Aleister Crowley, Giuliano Kremmerz, Paul Masson-Oursel, Gustav Meyrink, Narayanaswami Aiyar Shiyalli.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Un dato ilustrativo. Tan grande ha sido el interés que ha despertado el Grupo de Ur en las nuevas generaciones que en Italia se han escrito libros sobre el tema, existiendo en Internet un foro dedicado exclusivamente a dicha organización. Su dirección es: http://it.groups.yahoo.com/group/gruppo_di_ur/</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><strong><em> LA MAGIA &#8220;EVOLIANA&#8221; Y LA TRADICION </em></strong></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">No puede desconocerse que la Magia en el sentido que aquí hemos plasmado juega un papel importante en la totalidad o mayoría de las formas tradicionales. Si bien para algunos solo es una ciencia tradicional (es decir lo que correspondería en el lenguaje ortodoxo guénoniano a un &#8220;Misterio Menor&#8221;/(13)), para otros (como es el caso de Julius Evola) es mucho más que eso, pudiendo incluso considerarse en sí misma una vía tradicional completa, y, que, por tanto, no requiere para subsistir la dependencia a una forma tradicional exotérica.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">No nos es posible detallar aquí las enormes diferencias que implica adoptar una u otra visión; sin embargo, más allá de esta confrontación deben ser dichas ciertas cosas(14).</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Así, urgente es reivindicar la Magia auténtica para los estudios esotéricos. Seamos enfáticos, aun cuando se nos acuse de reiterativos: La Magia, al igual que la Alquimia(15) y otras <em>gnosis </em>antiguas, poco o nada tiene que ver con lo que los medios sensacionalistas dicen de aquéllas. La primera no busca el poder personal, como muchos han señalado. El cultivo de la voluntad es requisito esencial en toda <em>praxis </em>espiritual, y, en verdad, en todo orden de cosas. La nota esencial de la Magia no es entonces &#8220;el poder&#8221;; sino la realización espiritual a través de técnicas e influencias &#8211; imaginales, mentales, visuales, rituales, orales &#8211; dirigidas fundamentalmente al mismo practicante, que le permitirán posteriormente hacer caer el Velo de Isis; es decir, facultarán al Adepto a percibir la realidad desnuda, libre de toda ilusión. La Alquimia, por su parte, no es un camino tendiente a la obtención del oro físico; sino del Oro astral, mucho más valioso: e incluye aspectos sutiles como otros operativos, lo que sin duda la transforma en uno de los conocimientos más integrales, aun cuando en la actualidad pocos podrían iniciar al neófito en sus ígneas sendas(16).</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Desde el amplio horizonte de la Tradición, Magia se asemeja a Teurgia; quedando fuera de esta definición aquellas búsquedas y operaciones nigrománticas u otras de dudosa fuente, que explota hasta la saciedad el mundo ocultista. El monje benedictino y alquimista Antoine Dom Pernety, en su célebre <em>Diccionario</em>, al referirse a los Magos(17), señala: &#8220;hacían profesión de la Magia, pero de esa magia sublime, y por decirlo así, ejercida por los más grandes hombres de la antigüedad, a la que se dio el nombre de Teurgia para distinguirla de la Magia supersticiosa y condenable que se ejerce por el abuso de las cosas naturales y de las cosas santas, con la invocación de espíritus malignos, en tanto la Teurgia consiste en el conocimiento y práctica de los más curiosos y menos conocidos secretos de la Naturaleza&#8221;(18). Es éste el sentido que aquí debemos retener y que predominó durante la Edad Media, e incluso el Renacimiento; concepto sustentado por los grandes autores, entre ellos Paracelso, Agrippa y von Eckartshausen(19).</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">También queremos señalar que Magia constituye un grave peligro para quienes no están cualificados(20). Cierta tendencia al psiquismo en los estudiantes de Magia ha llevado a muchos de ellos a trastornos mentales de carácter real; pues solo un hombre austero en sentimientos podrá traspasar los innumerables muros de esta vía. Las energías mal empleadas fácilmente se transforman en entidades psíquicas llamadas por algunos &#8220;larvas&#8221;.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Por último, y aquí anhelamos extendernos un poco, debemos prevenir de un equívoco reiterado y decir que no puede calificarse la visión evoliana de la Magia como una simple postura de &#8220;autoiniciación&#8221;. Ello es fácilmente demostrable; y así una prueba de lo que indicamos se encuentra en uno de los textos evolianos, llamado &#8220;La magia, el maestro, el canto&#8221;(21), donde se señala lo siguiente: &#8220;Un verdadero Maestro se pone siempre en un punto en el cual todas las posibilidades son ofrecidas en modo de que cada uno pueda luego desarrollarlas separadamente&#8221;(22). Y en otra parte, al hacer explícito los requisitos para la práctica ritual mágica, indica lo urgente de tener en primer lugar un Maestro. De todas maneras, tal como lo hace presente el mismo Julius Evola, lo dicho no obsta a que en ciertas eventualidades muy particulares no sea urgente en el proceso iniciático la presencia del Maestro humano(23); pero, como <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span> ha indicado, estos casos son más bien excepciones; por lo cual no ahondaremos en ellos.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><strong><em> LOS ESCRITOS EVOLIANOS SOBRE MAGIA </em></strong></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Para finalizar este trabajo, y sin ánimo de pretender realizar una bibliografía exhaustiva y total de los libros y artículos evolianos que dicen directa o cercana relación con la Magia, plasmamos la siguiente lista, que, sin embargo, será útil a nuestros lectores(25):</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">1.- <em>Saggi sull&#8217; idealismo magico</em>, Atanor, Todi-Roma, 1925.<br />
2.- <em>L&#8217;uomo come Potenza</em>, Atanor, Todi-Roma, 1926.<br />
3.- <em>Introduzione alla magia quale scienza dell&#8217;Io</em>, Gruppo di Ur, Roma, 1927-1929. Se trata de artículos incluidos en la &#8220;Revista Ur&#8221;, posteriormente denominada &#8220;Krur&#8221;. La editorial Bocca en 1955-1956 editó una antología en 3 tomos.<br />
4.- <em>Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo</em>, Bocca, Turín, 1932.<br />
5.- <em>Lo yoga della potenza</em>, Bocca, Milán, 1949.<br />
6.- <em>Metafisica del sesso</em>, Atanor, Roma, 1958.<br />
7.- <em>La via della realizzazione di se secondo i misteri de Mithra</em>, Fondazione Julius Evola, Quaderni di testi evoliani, n° 4, Roma, 1977.<br />
8.- <em>La dottrina della palingenesi nell&#8217;ermetismo medioevale </em>(artículo que poseemos, aunque desconocemos sus datos de publicación).<br />
9.- <em>Perchi la magia? </em>Se trata de una entrevista realizada por Gianfranco de Turris, (Turín, Planeta, n° 47, 7/1972, p. 8), en <em>Ommagio a Julius Evola per il suo LXXV compleanno</em>, Volpe, Roma, 1973.<br />
10.- <em>Magia sessuale e vampirismo sessuale nella Cina antica </em>(<em>Vie della Tradizione</em>, II, n° 8, 10/1972). Traducción francesa: <em>Magie sexuelle et vampirisme sexuel dans le Chine ancienne</em>, en <em>Rebis</em>, n° 6, 1984.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">* * *</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(Santiago de Chile, Abril  de 2004)     (1) Trozo de un poema del gran escritor Novalis que formaría parte de su iniciático <em>Enrique de Ofterndingen</em>, novela inconclusa en donde los amantes del Arte Real o Alquimia podrán encontrar varias claves simbólicas. La versión que damos se encuentra incluida en <em>Himnos a la noche</em>. Novalis. Ediciones Orbis, S.A., 1985, p. 216.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(2) <em>El camino del cinabrio</em>. Julius Evola. Ediciones Heracles, Buenos Aires, 1998, pp. 88-89.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(3) Citado por Julius Evola en <em>Metafísica del sexo</em>. José J. de Olañeta, editor, Palma de Mallorca, 1997, p.310.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(4) &#8220;Acerca de los límites de la regularidad iniciática&#8221;, incluido en el Tomo VI de <em>La Magia como ciencia del espíritu</em>. Grupo de Ur y otros. Ediciones Heracles, Buenos Aires, 2000, p.129.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(5) Ver el artículo <em>Consideraciones sobre la magia y sus poderes</em> en el Tomo II de <em>La Magia como ciencia del espíritu</em>, Grupo de Ur y otros, <em>Op. cit.</em>, 1998, pp. 109-177.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(6) Citado por Mircea <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/mircea-eliade/">Eliade</a></span> en <em>Técnicas del yoga</em>. Compañía General Fabril Editora, Buenos Aires, 1961, p. 53.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(7) <em>El yoga tántrico</em>. Julius Evola. Editorial Edaf, S.A., Madrid, 1991, p.19.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(8) <em>Técnicas del yoga</em>. Mircea Eliade. Op. cit., p.203.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(9) <em>El camino del cinabrio</em>. Julius Evola. Op. cit., p. 89.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(10) Si bien es cierto que la mayor parte del conjunto de monografías incluidas en &#8220;Ur&#8221; y en &#8220;Krur&#8221; es en el fondo bastante homogéneo e indudablemente tradicional, no puede decirse lo mismo respecto de algunas de ellos, que denotan una visión más bien &#8220;de baja magia&#8221; que mágica en el sentido que aquí hemos presentado. De partida, llama la atención que junto a notables trabajos que muestran una visión trascendente de la Magia, coexistan textos como el &#8220;Conjuro mágico pagano&#8221; (destinado a saciar una venganza) o del ocultista Crowley, cuya &#8220;magia&#8221; no puede tener ningún punto de unión con la de un von Eckartshausen y otros magos. Hay aquí una contradicción que debe señalarse; pues, si se desea explicar una concepción esotérico-tradicional de la Magia, mal podrían darse como ejemplos textos y/o autores relacionados con brujería.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(11) No son claros todos los motivos por los cuales se disgregó el &#8220;Grupo de Ur&#8221;. Sin embargo, sabido es que la mayoría de sus miembros se abanderizaron por una u otra ala: la &#8220;evoliana&#8221; (entre otros, aquí se encuentra su amigo inicialmente steineriano, pero luego católico, Arturo Onofri, 1885 &#8211; 1928) y la &#8220;reghiniana&#8221; (es decir, el grupo masónico). Evola alude en su autobiografía a un intento de quitarle de las manos la publicación de parte de &#8220;elementos que mantenían con vida a la <em>Masonería </em>a pesar de su supresión en el período fascista&#8221; (El camino del cinabrio. Julius Evola. Op. cit., p. 90). La heterodoxia del grupo, así lo creemos, es otro factor que necesariamente habría repercutido en esta ruptura.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(12) Esta información originalmente apareció en el trabajo de Renato del Ponte <em>Evola e il magico &#8220;Gruppo di Ur&#8221;</em>, Ed. Sear, Borzano, 1994. En castellano se encuentra disponible en el Tomo VII de <em>La magia como ciencia del espíritu</em>. Grupo de Ur y otros. Op. cit., pp.183-184.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(13) Es curioso que para <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span> deba considerarse un error de Evola el usar la palabra Magia, la que estaría llena de malas connotaciones, mientras que él sí se permite utilizar términos como Metafísica y Tradición, tan denigrados o desvirtuados en la actualidad como la palabra Magia. Así, en su reseña al libro de Julius Evola, <em>La tradición hermética</em>, dice: &#8220;En efecto, inevitablemente, tan pronto como se habla de &#8220;magia&#8221;, se piensa en una ciencia destinada a producir fenómenos más o menos extraordinarios, particularmente (pero no exclusivamente) en el orden sensible; cualquiera que haya podido ser el origen de la palabra, este significado se le ha hecho inherente hasta tal punto que es conveniente dejarlo&#8221; (<em>Formas tradicionales y ciclos cósmicos</em>. Ediciones Obelisco, Barcelona, 1984, p.103).</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(14) Es precisamente en la defensa de la acción y por tanto de la Magia donde Evola se diferencia de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span>. Mientras el primero enseña que es la acción la mejor postura tradicional, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span>, por su parte, advierte los peligros de aquélla, recordando el carácter &#8220;titánico&#8221;, de rebeldía &#8220;<em>kshatriya</em>&#8220;, de Evola. Mientras el italiano privilegia el poder regio, el segundo lo hace con la potestad sacerdotal, que representa para nuestro mundo la vía contemplativa.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(15) Ambas ciencias son denominadas &#8220;Arte&#8221; por sus seguidores; el grado de Adepto existe en ambas; la muerte ritual o <em>nigredo </em>es una de las etapas imprescindibles en Magia y Alquimia. Por cierto, pueden hallarse más paralelos; pero basta con éstos. Lo fundamental aquí es mostrar su plena validez operativa y su inserción dentro del mundo de la Tradición.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(16) Algunas ideas sobre Alquimia ya han sido dadas en anteriores trabajos nuestros; especialmente en <em>Mujer y Alquimia </em>(<em>Ciudad de los Césares </em>N° 58, Septiembre &#8211; Noviembre, 2000, Santiago de Chile; versión en italiano <em>La donna e l´Alchimia</em>, en <em>L´Idea. Il giornale di pensiero</em>, N°2, Año VII, 2001, Roma) y en <em>Nota acerca del conocimiento hermético y palabras relativas a la iniciación de los alquimistas </em>(<em>Bajo los Hielos </em>N° 10, www.angelfire.com/zine/BLH; pronto en www.bajoloshielos.cl).</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(17) Los Magos eran una comunidad <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosa</a>, posiblemente meda, que en el Zoroastrismo tardío intentó introducir las viejas deidades cuya adoración Zarathushtra rechazó (lo que se aprecia en los <em>Gathas</em>, cánticos del Avesta atribuidos al Profeta persa), al enseñar el monoteísmo. En el imperio persa los Magos tuvieron prácticamente el monopolio del culto <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religioso</a>.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(18) Voz &#8220;Magos&#8221;, en <em>Diccionario Mito-Hermético</em>. Dom Antoine-Joseph Pernety. Ediciones Índigo, S.A., Barcelona, 1993, p.295.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(19) Recomendamos a nuestros lectores el monográfico <em>Magia </em>de la revista La Puerta, publicado en septiembre de 1993 por la española Ediciones Obelisco. Allí encontrarán reunida bastante información sobre el tema desde el punto de vista que aquí nos interesa, es decir el esotérico tradicional.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(20) Nunca será suficiente insistir en puntos tan delicados como el presente. La cualificación iniciática es la barrera que impide los peligros a los que aludimos. Hoy día cualquiera que pague una cantidad de dinero considerable puede ingresar a unas autodenominadas &#8220;sociedades secretas&#8221;; hecho que demuestra la incomprensión por los modernos de los fenómenos espirituales. Pero tampoco cualificación implica acumular erudición, como otros han pretendido. Ya en 1957, el primer tradicionalista chileno advertía de tales males: &#8220;Ningún profano puede realizar por sí mismo este proceso (la muerte iniciática). Ninguna lectura ni la acumulación más prodigiosa de conocimientos científicos y filosóficos puede tener efectos equivalentes a la iniciación. El Candidato debe reconocer su estado de pobreza y, totalmente desvalido, necesita ser conducido por un guía&#8230;&#8221;; y más abajo: &#8220;Al Candidato se le exigen sí determinadas calificaciones intelectuales y morales, por un lado, y por el otro, que demuestre firmeza de propósito hasta expresarlo en el Juramento&#8221; (<em>Espiritualidad en el conocimiento y en la acción</em>. Mario Antonioletti. Centro Estudios Tradicionales Americanos, Editorial Universitaria, Santiago de Chile, 1957, p.65).</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(21) Incluido en el Tomo IV de <em>La magia como ciencia del espíritu</em>. Grupo de Ur y otros. Ediciones Heracles, Buenos Aires, 1997, pp. 53 -58. En esta oportunidad Evola borra su nombre civil, y en su lugar se dice &#8220;Glosas varias&#8221;.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(22) <em>La magia como ciencia del espíritu</em>. Grupo de Ur y otros. Tomo IV, Op. cit., p. 54.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(23) Sin duda es este uno de los aspectos más difíciles de comprender para quienes se acercan por primera vez al estudio de la iniciación. Naturalmente la referencia a un &#8220;maestro no humano&#8221; es algo a lo que no estamos habituados en la vida moderna; sin embargo, la existencia del <em>Kidhr </em>en el Islam, de los ángeles en el cristianismo, de Elías Artista en el hermetismo medioeval y renacentista, dan pruebas suficientes de la posibilidad de una iniciación directa a través de potencias celestiales. En Alquimia se enseña que la materia primera y los pasos que debe conocer el operador para alcanzar la Piedra Filosofal, sólo pueden conocerse a través de dos vías: por la intervención de un Maestro o de la revelación divina. Esta última posibilidad es la que los alquimistas han denominado con precisión &#8220;<em>Donum Dei</em>&#8220;.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">(24) Los más importantes de estos textos ya han sido traducidos al castellano.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/evolaylamagia.html' addthis:title='Julius Evola y la magia ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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			<coop:keyword><![CDATA[Articoli su Julius Evola]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Julius Evola]]></coop:keyword>
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		<title>El destino del guerrero</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/dumezilsp.html</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 15:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Fritz Roa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Indoeuropei]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni di libri sul tema indoeuropeo]]></category>
		<category><![CDATA[Spagnolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Reseña a El destino del guerrero de Georges Dumézil]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/dumezilsp.html' addthis:title='El destino del guerrero '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/labrys.png" width="48" height="48" alt="" title="Indoeuropei" /><br/><p align="justify"><em>Heur et malheur du guerrier</em> es de 1969, y se refiere especialmente a la segunda función concebida por la <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosidad</a> <a href="http://www.centrostudilaruna.it/indoeuropei.html">indoeuropea</a>, cual es la Guerra o empleo de actos coercitivos. Como es usual en Dumézil, el presente se trata de un estudio comparativo, lo que a nuestro juicio constituye una de las riquezas de enfoque analítico de este autor. Cabe hacer presente a quienes ignoren lo relacionado con las metodologías usadas en las investigaciones <a href="http://www.centrostudilaruna.it/indoeuropei.html">indoeuropeas</a>, que, mientras los primeros estudiosos serios de la <a href="http://www.centrostudilaruna.it/indoeuropei.html">cultura Indoeuropea</a> (v.g, Max Müller) trataban el fenómeno desde una visión parcelada, que olvidaba las semejanzas y patrones comunes del objeto estudiado en relación con otras culturas de la misma raíz, Dumézil, con la sagacidad propia de los selectos investigadores, aúna, recopila y compara un material referido a distintas tradiciones, las que, sin embargo, emanan del mismo tronco espiritual.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">El libro está compuesto de tres partes, lo que ya nos hace recordar el esquema trino <a href="http://www.centrostudilaruna.it/indoeuropei.html">indoeuropeo</a>, constituido por: 1.- administración de lo sacro, del poder y del Derecho; 2.- guerra y empleo de la coactividad; y 3.- abundancia; esquema, decimos, que el mismo Dumézil descubriera y le permitiera hacerlo conocido a nivel mundial. Los segmentos del libro son: Servicios (La gesta de Tulio Hostilio y los mitos de Indra), Fatalidades (Los tres pecados del guerrero), y Promociones (Epifanía – Maniquíes &#8211; Signos). Tales hitos permiten mostrar las etapas trascendentales de la vida de todo héroe, a las que pudo haberse agregado &#8211; este es nuestro parecer, que, por cierto, no rompe en nada la validez de la propuesta dumézialiana- una cuarta, pero primigenia a todas, que llamaremos Anunción, y que implica aquellos hechos anteriores al nacimiento del Héroe, pero que ya lo destinan. Para ser más claros, digamos que son todas aquellas cargas simbólicas que en definitiva lo gestan y predestinan a una cierta forma de ser.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Desde las primeras páginas, el autor nos quiere demostrar la utilidad de una investigación como la de los mitos. &#8220;El país que ya no tenga leyendas – dice el poeta &#8211; está condenado a morir de frío. Es harto posible. Pero el pueblo que no tuviera mitos estaría ya muerto&#8221; (p.15). Por tanto, la función mítica es en un sentido profundo función conservadora, que permite la existencia misma de una entidad social. De allí que sea fundamental en todo tiempo la pregunta por los propios orígenes y la develación de los principales mitos.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">El tronco <a href="http://www.centrostudilaruna.it/indoeuropei.html">indoeuropeo</a>, que incluye a hindúes, romanos, griegos, <a href="http://www.centrostudilaruna.it/celti.html">celtas</a> y arioiranios, especialmente, se baña, según nuestro escritor, en un espíritu que lo distingue de las demás tradiciones mundiales; por ejemplo, de incas y chinos. Y aun cuando existan enormes diferencias visibles entre un celta y un hindú, existe una misma fuente de la cual beben, y que por tanto los une. De allí las tres funciones develadas por Dumézil como propias de los <a href="http://www.centrostudilaruna.it/indoeuropei.html">pueblos indoeuropeos</a>.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Lo notable en este escritor, es, por una parte su falta de prejuicios al momento de analizar una situación mítica determinada, como su facilidad en manejar información, que muchas veces pasa desapercibida a otros eruditos del pasado <a href="http://www.centrostudilaruna.it/indoeuropei.html">indoeuropeo</a>.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">La vida del guerrero, desde su cuna a su muerte –e incluso más allá, en el mismo umbral de la inmortalidad &#8211; es analizada con erudición y elegancia por Dumézil. Indra, Heracles, Namuci, Starkadr, son, entre otros, héroes que penetra y compara con acierto. Pues, hay paralelos entre la vida de uno y otro héroe. El signo a veces trágico, a veces triunfal, que marca al guerrero lo distingue del resto de los mortales.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">No podemos terminar esta breve nota, sin decir que nos llama la atención el tema del &#8220;pecado&#8221; –término que emplea el mismo Dumézil – aplicado al héroe. Tal vez aquello por sí mismo hubiera sido material suficiente para un libro, más que de algún capítulo; pero, quizá, allí precisamente resida la bondad de Dumézil: señalar nuevos horizontes y elementos de análisis, para que otros continúen la senda de profundización de la realidad mítica <a href="http://www.centrostudilaruna.it/indoeuropei.html">indoeuropea</a>, lo que, ciertamente vale la pena.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><em>* * *<br />
</em></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Título original: <em>Heur et malheur du guerrier</em>.<br />
Editado en castellano como <em>El destino del guerrero</em>, por Siglo XXI editores.<br />
Segunda edición, 1990. (la primera es de 1971). México D.F. México.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">NOTA: Este artículo ha sido publicado en la revista <em>Ciudad de los Césares</em> N° 65 (junio 2003), Año XV. Santiago de Chile.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/dumezilsp.html' addthis:title='El destino del guerrero ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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			<coop:keyword><![CDATA[Indoeuropei]]></coop:keyword>
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		<title>La Antártica y el mito lovecraftiano</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 09:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Fritz Roa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli sul fantastico in generale]]></category>
		<category><![CDATA[Fantastico]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura inglese e nordamericana]]></category>
		<category><![CDATA[Spagnolo]]></category>

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		<description><![CDATA[La Antártica: sus misterios y peligros ejercieron su influjo poderoso sobre intrépidos aventureros del pasado]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/antartica.html' addthis:title='La Antártica y el mito lovecraftiano '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/drago48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Fantastico" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p align="justify">La Antártica es uno de aquellos sitios de nuestro planeta que tardó más para convertirse en otro objeto de la codicia del hombre. Sus misterios y peligros ejercieron su influjo poderoso sobre intrépidos aventureros del pasado, pero sus hechizos han superado los océanos del tiempo e invadido el alma de algunos modernas exploradores que no trepidan en aceptar el reto que les arroja el Continente Helado. Estos personajes han debido enfrentarse con misterios de vieja data, han utilizado inusuales herramientas de exploración para penetrar en su Verdad, avíos tales como la Literatura y el universo mágico de los sueños. Ellos han traspasado, incluso, los umbrales de la conciencia ordinaria para acceder a un estado de superconciencia. Y todo esto, para desenterrar obscuros arcanos y arrojar luz sobre un lugar físico y espiritual tan distinto a cualquier otro que nos parece una región no-terrestre.</p>
<p align="justify">¿Quiénes son estos aventureros? Son tres magos que traen sus hechizos desde su antigua tierra, son poetas y narradores a quienes conoceremos por sus nombres actuales: <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/edgar-allan-poe" target="_blank">Edgar Allan Poe</a></span>, Howard Phillips <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> y Miguel Serrano(1). Tres genios literarios, tres soñadores de sueños imposibles, tres colosos que han narrado otra vez los mitos de antaño. Tres buscadores del Graal en la Antártica. Entre ellos, el más importante para este trabajo en particular es, por supuesto, H. P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. Él será el hilo conductor de nuestra aventura, la cual ha comprometido el espíritu de quien ha realizado este ensayo e implicará el de todos nuestros lectores.</p>
<p align="justify"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> será quien señalará, con su antorcha, el camino y nos alertará de los terrores que, agazapados, acechan al viajero.</p>
<p align="justify"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800000; font-size: medium;">EDGAR ALLAN POE</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">&#8220;Las Aventuras de Arthur Gordon Pym&#8221; o, en traducción de Julio Cortázar, &#8220;Narración de Arthur Gordon Pym&#8221;, es una novela que carece de aquella grandeza de la pluma de Poe que hallamos en sus cuentos inolvidables como &#8220;La caída de la Casa Usher&#8221;, &#8220;Ligeia&#8221; y &#8220;Manuscrito hallado en una Botella&#8221;. No obstante, no carece de ese elemento que distingue tanto su obra: el misterio. Sin embargo, éste, curiosamente, no se hallará sino hasta el desenlace de esta narración, la cual suele ser calificada, por algunos críticos, como lenta y floja. En efecto, mientras que la mayor parte del desarrollo de la Narración de Arthur Gordon Pym -tal vez dos tercios de la novela- carece de vitalidad y emoción, la última fracción se nos muestra como un giro increíble que rompe con la monotonía del relato, para transformarse en un océano de misterio, así como misteriosas son las aguas antárticas. Este hecho ha conmovido a los estudiosos de la obra de Poe y ha promovido un largo debate donde no se logra aún formular una respuesta.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">El tema de la novela, grosso modo, consiste en un largo viaje por mar que culmina en los blancos hielos del extremo sur. Allí los viajeros se encuentran con aborígenes negros, un pueblo desconocido para el hombre blanco, cuya condición provocará en éstos una compleja confusión de sentimientos opuestos, donde la atracción y la repulsión se entremezclan. Las últimas páginas son una carrera suicida que parece no llevar a otra parte que al terror de lo vago, a un remolino demencial cuyo término no se halla en ningún centro ni en ningún vértice. Las respuestas son demasiado tímidas, casi ingenuas; los misterios están por descifrarse, pero jamás se logra desvelarlos; pues, al final de Narración de Arthur Gordon Pym, Poe comienza otra historia, otro relato. Una historia que, por supuesto, jamás escribirá&#8230;</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Pero en este mar de dudas y de nieblas indefinidas, hay un misterio que, en el desenlace, se descifra. A saber; Poe nos señala aquello que provoca terror en los negros: temían al blanco, la ausencia de todo color que llenaba toda aquella región y al desesperado grito de Tekeli-Li, pues es el presagio nefando de su pronta manifestación. Mas, el misterio pronto volverá a cubrirnos con su manto: Una terrible visión, la última imagen de la novela, será la emersión de un gigante blanco &#8220;cuyas proporciones eran mucho más grandes que las de cualquier habitante de la tierra&#8221;(2), visión aterradora que fulmina al negro Nu-Nu. ¿Quién es este ser? ¿Cuál es el origen misterioso de Nu-Nu y los otros aborígenes? ¿Cuál es la alegoría que se oculta en el miedo a lo blanco? ¿Qué nos quiso decir <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/edgar-allan-poe" target="_blank">Edgar Allan Poe</a></span> con todo esto?</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Las interrogantes galopan velozmente, como malditas estrellas fugaces. Una lectura profunda de la Narración de Arthur Gordon Pym, centrada en aquellos signos con mayor denotación, tal vez nos señale la senda correcta. Una lectura que asuma el análisis comparativo como una de sus más imperativas reglas. Este es el camino que hemos decidido hacer nuestro en este ensayo y, por supuesto, en este apartado sobre Poe y su extraña novela.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">No cabe duda que la esencia del misterio de la Narración de Arthur Gordon Pym reside en lo siguiente: el blanco como fuente de terror. He aquí el elemento que hace de esta obra algo más que una simple novela. Mucho más, sin duda, pues nos obliga a realizar una interpretación metaliteraria, esotérica. Veremos, entonces, el significado del blanco en el código de Poe y en su novela. Pero antes debemos conocer el significado de este no-color conforme a la hermenéutica tradicional (<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>) y a la interpretación de un compañero de oficio de Poe: Herman <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/herman-melville" target="_blank">Melville</a></span>.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">De la atenta lectura de los ensayos del tradicionalista francés, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>(3) hemos deducido tres afirmaciones:</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Primero: Existe una confrontación entre blanco y negro. La explicación más frecuente que se da al respecto, nos dice <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>, tiene directa relación con la luz y las tinieblas, el día y la noche; es decir, la confrontación entre los opuestos complementarios.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Segundo: La oposición no es absoluta, ya que blanco y negro tienen en el mismo origen. No habría dualismo, &#8220;pues si tales dualidades existen real y verdaderamente en su orden, sus términos no dejan por eso de desviarse de la unidad de un mismo principio&#8221;(4). Esto adquiere claridad cuando pensamos en el símbolo de YING-YANG. En éste, aunque los colores parecen enfrentarse, notamos que dentro de cada zona de dominio de un color se halla presente el color contrario.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Tercero: Negro y Blanco son expresiones de lo No Manifestado y de lo Manifestado, respectivamente. Sin embargo, esta regla tiene excepciones y, a veces, nos encontramos en la situación inversa; o sea, donde el negro corresponde a lo Manifestado y el blanco a lo No Manifestado. La Antártica, según nuestro Juicio, sería uno de estos casos excepcionales. El blanco polar es lo No Manifestado, el velo que esconde el Secreto.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">En relación al prosista Herman <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/herman-melville" target="_blank">Melville</a></span>, norteamericano como Poe y <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, debemos considerar su obra &#8220;Moby Dick la Ballena Blanca&#8221; como una de las novelas occidentales más simbólicas y misteriosas de cuantas se han escrito. Su capítulo &#8220;La blancura de la Ballena&#8221; nos ayudará a comprobar nuestra hipótesis y a resolver el carácter esotérico del blanco, asunto de vital importancia para este artículo. Este capítulo es una suma de pensamientos en relación al blanco de aquella ballena y a las emociones que éste provoca. El principio sobre el cual se sustenta <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/herman-melville" target="_blank">Melville</a></span> es el mismo sobre el que se basan las ideas de Poe y <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>; a saber, el miedo humano hacia el blanco.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">&#8220;Lo que me anonadaba sobre todas las cosas era la blancura de la ballena&#8221;(5) Curiosa puede parecernos esta cita de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/herman-melville" target="_blank">Melville</a></span>, mas sólo si nos detenemos aquí y no continuamos con la lectura de este capítulo. El autor mencionará a muchas otras bestias de blanco: el oso polar, el tiburón blanco, el albatros, cuyo no-color hará que la sangre se enfríe sólo con su presencia. Así, el narrador seguirá este mismo sendero, para intentar responder al enigma. Con nuevas preguntas irá abriendo el camino hacia la solución del misterio: ¿Cómo es posible que este color que representa la espiritualidad, &#8220;el propio velo de la deidad cristiana&#8221;, según <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/herman-melville" target="_blank">Melville</a></span>, sea a la vez un signo de lo más terrible? ¿No se deberá este horror a causa de lo indefinido, el cual se manifiesta a través de blanco? ¿No será que el blanco, que implica la ausencia del color, nos asalta de improviso tocando las más íntimas fibras de nuestro ser?</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">El blanco, podemos concluir de la lectura de la obra de H. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/herman-melville" target="_blank">Melville</a></span>, al significar lo indefinido, y quizás también lo dual, que no son sinónimos, representa, en definitiva, lo misterioso por antonomasia. Y de allí viene el miedo que el blanco provoca en nosotros, pues no hallamos indefensos ante un velo misterioso que oculta otros misterios.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Volviendo a la obra de Poe, recordaremos que el blanco causa el miedo de los habitantes de Tsalal, isla cercana a la Antártica, ocupada por indígenas de piel negra. No importa si se trata de un simple pañuelo blanco o de un inofensivo polvillo blanco, lo que sea, la reacción de horror de los negros no tardaba en llegar.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">En la página final de la tragedia de Pym leemos: &#8220;Muchos pájaros gigantescos, de una blancura fantasmal, volaban continuamente viniendo de más allá del velo blanco, y su grito, mientras se perdían de vista, era el eterno Tekeli-li!&#8221;(6). Este acontecimiento causará la muerte de Nu-Nu, el habitante de Tsalal, el prisionero de Pym. El terrible Tekeli-li! de las aves, es imitado por los indios cada vez que se hallan ante la presencia del blanco o cuando están muy próximos a su poderosa influencia. Los pájaros serán los mensajeros de Dios: recordemos la importancia de éstos en el relato bíblico de Noé. Ellos anunciarán el último terror para los negros: vendrá figurado en Gigante Blanco.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">En síntesis, el blanco antártico en la novela de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/edgar-allan-poe" target="_blank">Edgar Allan Poe</a></span> es un símbolo de terror y, por consiguiente, de misterio. Pero ¿qué significado podría tener el blanco en el ámbito del código moral y social del propio autor? Sidney Kaplan y Julio Cortázar, creen tener una respuesta: La lucha entre lo blanco y lo negro que se representa en &#8220;Narración de Arthur Gordon Pym&#8221;, es una manifestación del pensamiento racista de Poe(7) &#8220;Poe no disimuló jamás sus opiniones en favor de la esclavitud&#8221;(8), dirá el argentino.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Pero, ¿cómo hacer coherentes las ideas raciales de Poe con la arquitectura de su novela? Por cierto no es difícil: el viaje de la Jane Guy (embarcación que rescata a Pym y sus compañeros del naufragio de su anterior nave, el Grampus) representa el esotérico camino hacia lo blanco, símbolo de la pureza. Cuanto más al sur se adentran los navegantes, el blanco impone con más fuerza su presencia y su misterio. Cuanto más próximo a la Antártica -recordemos su otro nombre: el continente blanco-, Pym se halla más próximo al símbolo aristocrático por excelencia.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Sin embargo, este viaje iniciático no está exento de peligros y dificultades. La carnicería en la que son victimados los hombres de la Jane Guy a manos de los furibundos negros, son sólo algunas de las peligrosas pruebas que debe pasar el peregrino que va por esta senda solitaria.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Como signo de cercanía a lo sacro y desde la perspectiva racista de Poe, seguimos analizando esta aproximación hacia el extremo último del Continente Blanco. A medida que el viajero se aproxima al Centro del Polo, va experimentado un aumento gradual de la temperatura-, o sea, en la medida que nos encontramos más próximos al centro del centro, las fuerzas hostiles de la naturaleza van perdiendo el poder de su influencia. Y aunque este dato anotado por Poe en su relato pueda hoy parecer de escaso valor científico, lo cierto es que no estaba lejos de la experiencia que puede ser constatada por los sentidos de algún viajero antártico. Como ejemplo. citamos el curioso fenómeno de los &#8220;Oasis de la Antártica&#8221; donde el agua alcanza una temperatura comparativamente más elevada que el resto de las aguas antárticas.(9) ¿Conocía este fenómeno <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/edgar-allan-poe" target="_blank">Edgar Allan Poe</a></span>? Si pudiera respondernos, tal vez lo haría de la misma forma que H. P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> cuando le preguntaron si había viajado alguna vez a París: &#8220;Sí, en mis sueños&#8221;.(10)</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Poe pensaba, sin duda, de la misma forma: recordemos su bella frase: &#8220;Toda certidumbre está en mis sueños&#8221;(11).</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Un último dato en cuanto a Poe y su posición frente a los negros. Se especula que su gusto por la narrativa del miedo nace con las historia que escuchaba de los esclavos en la cocina de su casa cuando era un niño: &#8220;Y esos temores le habían inculcado los negros y negras esclavos de su tutor, en los relatos de aparecidos que constantemente tenían en la boca, y que el niño Edgar iba a escuchar en la cocina&#8221;(12) Incluso, Hervey Allen, cuya opinión es citada por Ferrari, asegura que la influencia narrativa de los negros sobre Poe es aún mayor. pues la musicalidad de su composición literaria -los ritmos, complicados y llenos de matices- es, en cierta forma, una imitación de los cánticos de los esclavos.&#8221;</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Sea o no cierto, es importante considerar estas opiniones como hipótesis, las cuales pueden ayudarnos a arrojar luces en el caso Poe.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Siguiendo muy de cerca al genial Poe, tras el misterio que aquí nos interesa, hallamos la persona de otro mago, el chileno Miguel Serrano.</span></p>
<p align="justify"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800000; font-size: medium;">MIGUEL SERRANO 0 LOS GIGANTES.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">El Mito Antártico adquiere fuerza incontenible en la literatura del poeta, escritor y viajero Miguel Serrano, creador de textos mágicos como &#8220;Ni por Mar ni por Tierra&#8221;, &#8220;La Serpiente del Paraíso&#8221;, &#8220;Quién Llama en los Hielos&#8221;, &#8220;El Círculo Hermético&#8221;, &#8220;Elella, Libro del Amor Mágico&#8221;, &#8220;Nietzsche y la Danza de Siva&#8221; y &#8220;Las Visitas de la Reina de Saba&#8221;, con prólogo de C. G. Jung.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Dicen en relación con la Antártica dos de sus más interesantes trabajos: &#8220;La Antártica y otros Mitos&#8221;, Santiago, 1948 y &#8220;Quien llama en los Hielos&#8221;, Santiago, 1957.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">El primero de ellos es la transcripción de una serie de conferencias dictadas en Chile por el autor y exdiplomático. Su portada es reveladora: un dibujo de un gigante bicorne alado emergiendo de las blancas nieves y portando un tridente. Desde el comienzo, Serrano hace gala del sincronismo que mantiene con Poe.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">El tema de estas conferencias es el Mito en relación con la Antártica, y nos damos cuenta que el título del texto, como dice Erwin Robertson, señala que &#8220;la Antártica es un mito&#8221;(14) Serrano relacionará numerosas leyendas en referencia al tema que nos ocupa: los bellos relatos de los onas (antiguos habitantes de La Tierra del Fuego), la leyenda de la Virgen de los Hielos, el continente Lemuria, el gigante de Poe y, aún, la atrevida idea que Adolf Hitler mora en el frío Antártico. Y aunque a simple vista parezca no existir relación alguna entre cada una de éstas; la hay, puesto que todas estas leyendas se refieren a los misteriosos moradores de la Antártica. He aquí otro punto donde confluye el pensamiento de estos tres autores. Serrano conoce el relato de Poe y señala en relación al Gigante Blanco: &#8220;Es que Poe conocía la leyenda de los sélcnam sobre los Jon que habitan la Isla Blanca.&#8221;(15) &#8220;¿0 sabía también del Prisionero de la Antártica, que vive en su fondo negro, y que seguramente por esto mismo se ve blanco?&#8221;(16)</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Para entender quiénes eran los Jon y a qué se refiere Serrano cuando habla de Isla Blanca, se recomienda leer la página 25 de &#8220;La Antártica y Otros Mitos&#8221;, donde explica que los antiguos onas (los sélcnam eran sólo una tribu ona) creían en la existencia de los Jon: humanos de casta aristocrática dotados de facultades sobrenaturales y poseedores de los Misterios. &#8220;Fueron los Jon, magos sélcnam de la Tierra del Fuego, los que conservaron los secretos enseñados por Quenós y los que aun se inmortalizan embalsamándose dentro de los hielos del sur, para resucitar renovados en el más lejano futuro. Dicen también los sélcnam, que es en el Sur, allá, en esa &#8220;Isla Blanca que está en el Cielo&#8221; donde moran los espíritus de sus antepasados, haciendo una vida libre de preocupaciones.&#8221;(17)</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">¿Serán estos espíritus ancestrales Los Antiguos, mencionados por <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>? Será la Antártica aquella Isla Blanca de la que hablaban las viejas leyendas onas?</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;"><a href="http://www.amazon.es/gp/product/8420643351/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru01-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3626&amp;creative=24822&amp;creativeASIN=8420643351"><img class="alignright size-full wp-image-8273" title="en-las-montanas-de-la-locura" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/en-las-montanas-de-la-locura.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>Serrano, quien fue uno de los primeros chilenos en conocer la región antártica, da cuenta de la relación entre ese lugar y la locura18) Y señalamos, por nuestra parte, que el título de la inolvidable novela de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, <em><a style="outline: 1px dotted; outline-offset: 0pt;" title="En las montanas de la locura" href="http://www.amazon.es/gp/product/8420643351/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru01-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3626&amp;creative=24822&amp;creativeASIN=8420643351" target="_blank">En las Montañas de la Locura</a></em>, no se debe a un capricho o a una ocurrencia ingeniosa para llamar la atención de algunos lectores afiebrados.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Serrano dirá que la única vía para comprender esta realidad súrica, o mejor, para salvarse de la locura que allí acecha, es el Sueño,(19) y el mundo de los sueños es un elemento clásico de la narrativa de H. P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">La inquietante posibilidad de que exista una entidad no-humana en la Antártica, se registra también en la páginas del texto del autor chileno. El sincronismo entre estos dos escritores nos deja asombrados, sobre todo porque Miguel Serrano desconocía la obra de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> cuando escribió &#8220;La Antártica y otros Mitos&#8221;. Citemos, entonces, a Serrano, quien con su arte nos recuerda a los viejos alquimistas: &#8220;Sin embargo, en ese continente del reposo y de la muerte alguien vive. Un prisionero se agita, teniendo por medio habitable el fuego ardiente y eterno.&#8221;(20) Esta idea de Serrano se plasma también en otro texto del mismo autor: &#8220;Quien llama en los Hielos&#8221;.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">He aquí un párrafo de belleza terrible: &#8220;Yo he visto a ese ser, a ese Ángel negro: ahí, en su recinto del Polo Sur. Es en una inmensa cavidad oscura donde reside&#8230; Espacios enormes, sin límites, livianos y deprimentes a la vez, que se extienden, con seguridad, por el interior psíquico de la tierra, debajo de los hielos eternos. Y así se mueve el Zinoc&#8230; Asciende o desciende, hasta el extremo de esa cavidad y, desde ahí, se arroja a una velocidad vertiginosa en demanda de su otro extremo, de su final inalcanzable. Toda la eternidad lo ha pasado en este esfuerzo, cayendo de cabeza, tratando de alcanzar el lugar antipódico del que ha sido proscrito en el comienzo mismo de la creación. El norte es su sueño, su anhelar profundo y su mayor sufrimiento.&#8221;(21) <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, por su parte, en su novela escribirá algo revelador: &#8220;Se fundaron nuevas ciudades terrestres, las más importantes de ellas en el Antártico, ya que aquella región, escenario de su llegada, era sagrada. A partir de entonces, el Antártico fue como antes el centro de la civilización de los Antiguos, y todas las ciudades construidas allí por la prole de Cthulhu fueron destruidas.&#8221;(22) Más adelante, el narrador de la novela de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> indicará que los mapas encontrados en la vieja ciudad polar muestran que las ciudades de los Antiguos en la época pliocénica se hallaban en su totalidad, por debajo del paralelo 50 de latitud sur.&#8221; Estas referencias de ambos autores son fundamentales, porque nos indican la oposición simbólica entre Polo Norte (o la mítica Hiperbórea) y Polo Sur, sede de los Antiguos. Esta oposición no responde solamente a una diferencia de carácter geográfico, sino que, ante todo, a diferencias espirituales. En efecto, el Polo Norte es el polo positivo -en términos cristianos, el Bien- y el Polo Sur -desde la misma perspectiva, el Mal-. Sin embargo, estos opuestos, conforme a los principios de la filosofía maniquea, se complementan. Ambos polos mantienen el Orden en la Tierra, regulan el buen funcionamiento energético de nuestro mundo. La única posible diferencia dice relación con el tipo de energía que irradian dichos lugares, pues en verdad son centros energéticos. Este conocimiento que se expresa a través de la literatura moderna (<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> y Serrano), que diferencia los centros volitivos terrestres, concuerda punto por punto con el pensamiento antiguo o tradicional que enseñaron los maestros indoeuropeos, para quienes las palabras que nombran a los distintos lugares sagrados son: Cielo, Tierra o Mundo, Medio(24) e Infierno(25). El Cielo, para ellos, es la morada de los héroes, aquellos que vivieron la vida tal como se debe, y corresponde a Hiperbórea o nuestro Polo Norte; la Tierra es el lugar habitado o terreno de expediciones y viajes, ellos la identificaban con Asia y Europa. El Infierno, que era el lar de los demonios -los Antiguos y los Shoggoths- parece no haber sido descripto y ubicado con tanto detalle y precisión por los antiguos sabios indoeuropeos. Este Infierno es para nosotros el Polo Sur.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">En &#8220;Quien llama en los Hielos&#8221;, Serrano relata un sueño, en el cual un misterioso ser le dice: &#8220;La inmortalidad se logra entre los hielos -me respondió- y se consigue helándose. No soy nadie, ni nada puedo hacer ahora. Tu gran combate será con el Ángel de Sombras.&#8221;(26) Serrano destaca sobre todo los mitos onas en sus conferencias sobre los Mitos de la Antártica, para proporcionarnos una clave para descifrar los escondidos arcanos: &#8220;Fue Quenós quien empezó a crear la tierra, de arriba abajo. Pero antes, con arcilla blanca modeló a los Hohuen, seres gigantescos y transparentes como ángeles. Apenas creados, los Hohuen comenzaron a luchar entre ellos. Sin embargo, no podían morir.&#8221;(27) He aquí los mismos rasgos arquetípicos de los Antiguos lovecraftianos: gran tamaño, poderosos, belicosos, no-humanos e inmortales. La mitología ona señala que los Hohuen (nuestros Antiguos) fueron creados con hielo. Esto, en verdad, señala su origen geográfico: la Antártica.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Para finalizar, la novela de Miguel Serrano aporta un dato que es, quizás, el hilo que nos permite unir a los tres autores; a saber: la relación del blanco con el continente helado. El color en este caso no sólo es expresión de los hielos, sino de aspectos inmateriales y filosóficos. Cortázar, como ya fue escrito, siguiendo en esto a Sidney Kaplan, verá en estos principios el fundamento del racismo de Poe: &#8220;La oposición del negro como signo negativo y del blanco como una fuerza que lucha con él y en último término.&#8221;(28) Y a propósito de racismo, debemos señalar aquí un hecho que no deja de intrigarnos: Poe y <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> sustentaron una filosofía racista, y Miguel Serrano, sustenta hoy esta misma filosofía. Recuerde el lector que no hay casualidad, sino causalidad misteriosa.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Pero citaremos al propio Serrano respecto la vinculación entre los colores y la Antártica: &#8220;Existe además una relación entre el color y el polo. Los pájaros negros tienden a desaparecer de estos mares y les es muy difícil alcanzar las latitudes extremas de la Antártica. En cambio, las aves de plumaje blanco soportan el frío mucho mejor.&#8221;(29) Curioso, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> también nos habla de este otro vínculo entre pájaros y color. En su bello poema Antarktos, leernos:</span></p>
<p align="center"><em><span style="font-family: Tahoma; font-size: xx-small;">En lo hondo de mi sueño el gran pájaro susurraba extrañamente</span></em></p>
<p align="center"><em><span style="font-family: Tahoma; font-size: xx-small;">Hablándome del cono negro de los desiertos polares,</span></em></p>
<p align="center"><em><span style="font-family: Tahoma; font-size: xx-small;">Que se alza lúgubre y solitario sobre el casquete glaciar.</span></em></p>
<p align="center"><em><span style="font-family: Tahoma; font-size: xx-small;">Azotado y desfigurado por los eones de frenéticas tormentas.</span></em></p>
<p align="center"><em><span style="font-family: Tahoma; font-size: xx-small;">Allí no palpita ninguna forma de vida terrestre:</span></em></p>
<p align="center"><em><span style="font-family: Tahoma; font-size: xx-small;">Sólo pálidas auroras y soles mortecinos</span></em></p>
<p align="center"><em><span style="font-family: Tahoma; font-size: xx-small;">Brillan sobre ese peñón horadado, cuyo origen primitivo</span></em></p>
<p align="center"><em><span style="font-family: Tahoma; font-size: xx-small;">Intentan adivinar a oscuras los Ancianos.</span></em></p>
<p align="center"><em><span style="font-family: Tahoma; font-size: xx-small;">Si los hombres lo vieran, se preguntarían simplemente</span></em></p>
<p align="center"><em><span style="font-family: Tahoma; font-size: xx-small;">Que raro capricho de la Naturaleza contemplan:</span></em></p>
<p align="center"><em><span style="font-family: Tahoma; font-size: xx-small;">Pero el pájaro me ha hablado de partes más vastas</span></em></p>
<p align="center"><em><span style="font-family: Tahoma; font-size: xx-small;">Que meditan ocultas bajo la espesa mortaja de hielo.</span></em></p>
<p align="center"><em><span style="font-family: Tahoma; font-size: xx-small;">¡Dios ayude al soñador cuyas locas visiones le muestren</span></em></p>
<p align="center"><em><span style="font-family: Tahoma; font-size: xx-small;">Esos ojos muertos engastados en abismos de cristal&#8217;</span></em></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Y ya que hemos mencionado a <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, ha llegado el momento de adentrarnos en sus símbolos y sus mitos.(30)</span></p>
<p align="justify"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800000; font-size: medium;">HOWARD PHILLIPS LOVECRAFT 0 EL TROVADOR DE LENG.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">El recluso de Providence, el maestro del horror y genio de la literatura fantástica de este siglo, escribirá en el ano 1931 una de sus pocas novelas que se constituirá en un pilar fundamental de su <em>opus</em>. Nos referirnos a <em><a title="En las montanas de la locura" href="http://www.amazon.es/gp/product/8420643351/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru01-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3626&amp;creative=24822&amp;creativeASIN=8420643351" target="_blank">En las Montañas de la Locura</a></em>.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Escribirla y publicarla fue todo un sufrimiento para nuestro autor. La razón: él detestaba transcribir a máquina sus narraciones, pero este era un requisito obligatorio para que cualquier cuento o novela fuera considerado para su publicación en revistas para aficionados tales como la legendaria Weird Tales, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> dirá, refiriéndose al Director de la mencionada revista: &#8220;¡Maldito sea Wright, por rechazarme el cuento que casi me mata al mecanografiarlo!&#8221;(31) Esta fue una experiencia muy dura y desagradable para <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. Sin embargo, el destino no quiso que su novela pasara inadvertida, y decidió que al final debería ser publicada.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">En síntesis, <em><a title="En las montanas de la locura" href="http://www.amazon.es/gp/product/8420643351/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru01-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3626&amp;creative=24822&amp;creativeASIN=8420643351" target="_blank">En las Montañas de la Locura</a></em> trata de las aventuras de una expedición científica a la Antártica, pero, el protagonista, antes de iniciar su relato, insistente en advertir a los posibles lectores que aquel continente no debe ser horadado por mano alguna, no vaya a ocurrir que se despierten horrores que no deben ser liberados.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">El horror que no debe ser perturbado es la raza de los Antiguos y sus esclavos, los Shoggoths. En la mitología lovecraftiana, los Antiguos son horribles deidades que bajaron desde el cielo y que hicieron de la Antártica su primera base. Estos gigantes de cabeza en forma de estrella crearon al hombre y también a los Shoggoths, torpes bestias de carga, sumisas en un comienzo, pero que más tarde fueron capaces de conducir una rebelión en contra de sus señores. Es difícil sustraerse a la tentación de comparar esta emancipación con el combate bíblico entre Dios y sus Ángeles fieles contra el Primer Rebelde, Lucifer o Prometeo. Los Antiguos se defenderán de esta amenaza por medio de un arma tan devastadora como la bomba atómica. &#8220;Los Antiguos utilizaron unas curiosas armas de perturbación molecular y atómica contra los entes rebeldes, y al final abrazaron una completa victoria.&#8221;(32) Conviene recordar que sólo en 1945 caerá una bomba atómica sobre Hiroshima y otra en Nagasaki. Este carácter profético de la obra lovecraftiana es otro de sus inquietantes aspectos.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">La narración hace turbadoras referencias a un libro espantoso de saber prohibido: El Necronomicón, del árabe demente Abdul Alhazred. Este obscuro texto es un elemento clave en la narrativa de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, es la fuente de su cosmogonía y de su teología. El Necronomicón habría sido consultado por algunos de los miembros de la expedición antártica, especialmente por Danforth, que era un estudioso y &#8220;un gran lector de temas extraños que había hablado mucho de Poe.&#8221;(33), además él era uno de los pocos infortunados que había tenido el valor para examinar en forma exhaustiva el condenado libro. Danforth, se referirá en repetidas ocasiones al Necronomicón y hará tímidas referencias sobre la posibilidad de que la oscura Meseta de Leng, aquella tenebrosa región, cuya ubicación ni el mismísimo Alhazred fue capaz de precisar, en verdad sea un antiguo nombre para señalar la Antártica.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Más que la narración en sí misma, la atmósfera de terror de la novela está dada por el paisaje y por el ambiente urdidos por la pluma de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. En efecto, él será siempre fiel a un principio suyo según el cual lo más importante en la literatura de terror no es tanto la trama, si no el ambiente o la atmósfera que crea el escritor y los sentimientos y sensaciones nefandos que experimenta el lector. Angela Carter, en un excelente estudio lovecraftiano, señalará al respecto: &#8220;La Antártica de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> es el más terrible de todos sus paisajes. Este desolado reino del hielo y muerte, el lugar de donde le llegaba &#8220;la niebla y la muerte&#8221; al viejo Marinero es, al mismo tiempo, una versión realzada de la Antártica real, y una visión de la aborrecible meseta de Leng, el techo del mundo.&#8221;(34)</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, con la pluma de un escritor que es ante todo un observador atento y un psicólogo, ha creado de forma singular uno de los ambientes más inhóspitos y más hostiles a la Tierra. Cada elemento del continente súrico es una daga, un pasaje sin salida hacia la Muerte. Algunos de estos elementos están representados por el Viento, la Soledad, la Lejanía, las Leyendas, el Hielo, el Olor y, por supuesto, los habitantes de ese yermo, que ocultos en la blancura no están muertos, si no que esperan ser despertados de su sueño conjurado. Y como ejemplo del uso magistral de estos elementos, citaremos algunas líneas de la novela que hacen ilusión al sonido del viento: &#8220;El terrible viento antártico soplaba a intermitencias, y su cadencia tenía para mí un vago sonido musical, semejante al eco de unos caramillos silvestres, que por algún motivo ignorado me parecía inquietante e incluso amenazador.&#8221;(35)</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">El título de la novela se refiere particularmente a la gigantesca cordillera donde se hallan las colosales ruinas de las ciudades de los Antiguos, una región de alturas imposibles de alcanzar por la mente y los sentidos de un hombre normal y donde lo asombroso es la regla. Adentrarse en aquellos lugares significa penetrar en el subconsciente; eterno océano cósmico de arquetipos: &#8220;Era como si aquellos chapiteles de pesadilla constituyeran el umbral que daba paso a prohibidas esferas de ensueño, a complejos abismos de tiempo, espacio y ultradimensionalidad remotos.&#8221;(36)</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">La arquitectura lovecraftiana es un concepto desafiante y atrevido que tiende a llevar los sentidos a su máximo nivel de resistencia; justo hasta el punto en que la tensión es casi insoportable y terminarán por precipitarse en la obscuridad de un vacío sin sensaciones. Este rasgo tan personal de su estilo narrativo, lo hallamos en varios de sus más sobresalientes relatos; a saber, El llamado de Cthulhu, La Ciudad sin Nombre y Las Sueños en la Casa de la Bruja. En todos éstos, lo titánico y lo grandioso es la esencia del contenido narrativo. Ante esos edificios formidables y esas esculturas anormales e inquietantes, el hombre debe comprender que no es más que un pequeño átomo, una criatura insignificante que cree conocer los secretos de la inmensidad del espacio interestelar y la de vida, cuando en realidad no pasa de ser un ignorante, un zafio, que flota en un ancho mar de conceptos irrelevantes, creados para hacer más llevadera su existencia.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Aquellos exploradores de la fría Antártica, sentirán esta ominosa sensación de insignificancia, y entre aquellos que poseen un nivel más alto de comprensión, como es el caso de Danforth, enloquecerán. Al final serán ahogados por la terrible inmensidad y la devastadora opresión de la soledad en las turbulentas aguas de la locura.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Otro elemento de horror es el misterioso grito que ya habíamos mencionado en el apartado dedicado a <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/edgar-allan-poe" target="_blank">Edgar Allan Poe</a></span>. Sí, el temible Tekeli-li! Las palabras de Poe se transforman por medio de la magia de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> en el pájaro que avisa la muerte, el misterio cargado de amenazas. Pues es el encuentro con el horror más terrible, es la voz misma de los Shoggoths. Danforth que conocía la obra de Poe, dirá &#8220;que estaba interesado debido al escenario antártico de la única novela larga de Poe: la desconcertante y enigmática Arthur Gordon Pym.&#8221;(37) Como vemos, otra vez la literatura de Poe es el punto de partida de autores posteriores, como Serrano y <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. En efecto, Poe es la Llave.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Señalados algunos aspectos primordiales de la novela de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, revisaremos a continuación de manera detenida las claves del misterio de la Antártica que se encuentran en ésta.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">La primera clave, que nos ayudará en la comprensión de aspectos un tanto obscuros en las obras de los otros dos autores, es aquella que señala a la Antártica como el lugar donde hicieron su entrada los Antiguos. El Polo Sur es la Puerta. Desde allí las huestes luciferinas ascenderán hacia el Polo Norte, hacia la mítica Hiperbórea, en un camino de representación de la ascesis esotérica por los distintos chakras corporales y que es la vía de toma del poder divino, precisamente lo que el Demiurgo castigó. Serrano en</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">un entrevista dijo: &#8220;La Tierra es un astro, un ser vivo, que está aquí, que tiene sus distintos órganos, y la parte correspondiente al sur del mundo, y al Polo, corresponde a los órganos sexuales.&#8221;(38) Estos datos nos permiten entender porqué el cristianismo ha sido tan reticente al poder sexual y a la energía que de él deriva. Esto se debe, como vimos recién, a la relación existente entre energía sexual y Lucifer. Sin embargo, una alquimia espiritual ha de facultarnos el trascender el plano de la energía sexual pura (el orgón de Wilhelm Reich) para transformarla en energía del Espíritu, aquello que nos llevará a ese estado de plenitud.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">El Polo Sur -que es el sexo del mundo- es la guarida de los Antiguos. Y aunque hayan ocupado también otros territorios, volverán allí a construir sus ciudades. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span>, en una crítica a la interpretación de Eliphas Levi sobre el Infierno de Dante, dice: &#8220;Esto es cierto en un sentido, puesto que el monte del Purgatorio se formó, en el hemisferio austral, con los materiales arrojados del seno de la tierra cuando la caída de Lucifer cavó el abismo.&#8221;(39) ¿Podemos afirmar, entonces, que el monte del Purgatorio era la Meseta de Leng de la que nos habla El <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html">Necronomicon</a></span>?</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Esta intuición de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> para reconocer al Polo Sur como Puerta y Guarida de los Antiguos, puede probar lo que muchos piensan sobre él: era un iniciado en el esoterismo. Sin embargo, creemos que su despertar no lo bebería a las generosas fuentes de alguna hermandad secreta, si no a su poderosa intuición que fue haciéndose lúcida a través de sus lecturas y a la justa interpretación de los mensajes que le llegaban del mundo de sus sueños.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">La segunda clave, revela que el viaje externo realizado por los hombres del Arkham y el Miskatonic (los barcos que transportan a los exploradores de la Antártica) es también un viaje interior. En efecto, ellos deben enfrentarse con los Cinco Elementos para llegar al Centro del Laberinto. Esta lucha nos recuerda la inmortal Divina Comedia, de Dante. Ambos textos describen muy bien las etapas del camino iniciático. Difieren, eso sí, en que en los expedicionarios de la Universidad del Miskatonic no resuelven el enigma de la Esfinge y se precipitan en el Infierno, para sufrir para siempre en su pestilencia.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">El viaje hacia el Centro del Sur, el Polo Sur, es la senda conductora al Centro del Mundo Inconsciente. De allí su dificultad: verse arrastrado en las turbulentas aguas de los sueños, de los miedos y de los traumas. Esta turbadora realidad ha quedado representada en las páginas finales de la novela, escenas que transcurren en vertiginosos laberintos bajo tierra, sitios donde serán descubiertos el narrador y el joven Danforth por un Shoggoth, el cual viene a significar al Minotauro, el guardián del Laberinto.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">El Laberinto requiere de especial atención, porque ocupa un lugar de preferencia en la narrativa lovecraftiana, verbigracia: &#8220;En los Muros de Eryx&#8221;, &#8220;Encerrado con los Faraones&#8221;, &#8220;La Bestia de la Gruta&#8221;, &#8220;Las Ratas de las Paredes&#8221;, &#8220;Horror en Red Hook&#8221;. En todos estos relatos siempre hallaremos una imagen del Laberinto y sus moradores. Es probable que el mayor número de semejanzas entre los relatos de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> puedan ser halladas en la novela antártica y en La Bestia de la Gruta. En ambos relatos el Laberinto tiene la forma de una caverna(40) o si se quiere, una profunda hendidura en la tierra. Por lo general se asocia a la caverna como la morada de nuestros primitivos antepasados, pero además posee otro significado más justo: es el recinto donde se realiza la iniciación. &#8220;&#8230; La caverna debe formar un todo completo y contener en sí misma la representación del ciclo tanto como de la tierra.&#8221;(41) Es el lugar de la muerte y de la resurrección.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Con respecto al Laberinto, un principio fundamental es la selección: No cualquiera debe entrar allí. Es una de las pruebas finales, aquella que mide las destrezas adquiridas en el largo camino de la ascesis gnóstica. Es la última partida de ajedrez, en la cual uno se enfrenta con un enemigo que sigue nuestro avance y que nos conoce. Es el enfrentamiento contra el más terrible de nosotros: El Monstruo.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Los Antiguos, como su nombre lo indica, son la representación viva del mundo pasado, en el principio del tiempo, son la imagen de aquello que halla en lo más recóndito de nuestra mente. Los Shoggoths son la degeneración de lo antiguo, lo imperfecto o que se halla sometido a un proceso de cambio constante. El Blanco -la gran llave del misterio antártico- es lo intocable, lo virginal y prohibido. El Viento corresponde a aquello que es intangible, pero que sin embargo existe, los murmullos de los otros. El grito Tekeli-li! es lo terrible que se dice y repite, una y otra vez. Las titánicas construcciones pétreas, es aquello que aunque no tiene objetivo ocupa un lugar en la mente; es un estorbo, una inútil ruina que debemos dejar de lado. Y el nefando Necronomicón es el lugar donde todos estos elementos toman la forma terrible de la leyenda, que se perpetúa más allá de los eones y de las generaciones, llevando consigo el mensajes de los antepasados.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Desde esta perspectiva, se puede decir que el narrador prohibe, en términos de una advertencia, la explotación y explotación de la Antártica para señalar, en realidad, que nadie debe atravesar el mundo de lo inconsciente sino está preparado, pues podría no regresar.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">La interpretación que hemos hecho podrá semejarse al psicoanálisis a los ojos de algunos. Pero no es así, por cuanto toda técnica psicológica está limitada por un visión y, un pensamiento parcelados y muy distantes de todo origen o fuente primera; por tanto, nada más alejado de un esfuerzo por lograr una visión tradicional, que se caracteriza por el totalitarismo, o sea, que intenta ubicarse fuera de todo punto de vista: en el centro mismo del Centro. Entonces se trata de entender el sentido oculto de esta novela desde la interpretación tradicional de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span> y de Evola, pues sólo una filosofía tradicional nos permite hacer una comparación esotérica de obra de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> respecto a la obra de otros autores. Algunos de ellos poseedores de un sólido conocimiento de la Tradición y otros ignorantes de esta misma</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Filosofía: no hace falta más que leerlos para darse cuenta quienes son los unos, y quienes, los otros.</span></p>
<p align="justify"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800000; font-size: medium;">EL ENCUENTRO DE TRES GIGANTES.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Los textos que hemos revisado están relacionados &#8211; sin duda- por un mismo tema y por un escenario único. Hemos comprobado que el pensamiento de estos tres autores, coincide merced a una causalidad interna que no es fácil de descifrar, pero que responde a un sincronismo universal y a las fuentes únicas de cuyas aguas ellos han bebido.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Una vez concluido este viaje a la Antártica creemos que es conveniente sentarnos en compañía del aristócrata <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/edgar-allan-poe" target="_blank">Edgar Allan Poe</a></span>, de rostro lívido y frente amplia, y del gran Miguel Serrano, un adepto del Amor Mágico. Junto a ellos está cómodamente sentado uno los hombres más lúcidos del siglo, Howard Phillips <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. Si nos acercamos y compartimos su conversación, podremos oír maravillosas historias de gigantes blancos, del Hohue y de los Antiguos. Y si agudizamos más el oído oiremos todos un fino susurro, un bisbiseo que proviene, sin lugar a dudas, de los fríos mares antárticos.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><strong>* * *<br />
</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;"><strong>NOTAS:</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">1 Podríamos haber incluido en esta revisión al escritor Jules Verne y su novela &#8220;La Esfinge de los Hielos&#8221;, pretendida continuación de &#8220;Narración de Arthur Gordon Pym&#8221;. Sin embargo, esta obra no es en casi nada fiel a Poe, y tampoco contiene aquel ingrediente esotérico que nos ha permitido unir a los autores de este estudio.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">2 Poe, Edgar Allan. Narración de Arthur Gordon Pym. Sexta edición, Alianza Editorial . Madrid. 1986 pág. 210.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">3 Para este estudio sobre el significado del Blanco he utilizado el texto de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span> &#8220;Símbolos fundamentales de la Ciencia Sagrada&#8221;. Eudeba. Buenos Aires. 1988. 419 págs. Se ha consultado, especialmente el capítulo titulado &#8220;El blanco y el negro&#8221;, págs. 264-266.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">4 <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span>, René. Op. Cit. Pág. 265.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">5 <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/herman-melville" target="_blank">Melville</a></span>, Herman. Moby Dick o la Ballena Asesina. España. Ramón Sopena, 1974. Pág 159.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">6 Poe, Edgar Allan, Op. Cit Pág, 210</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">7 Ver prólogo de Julio Cortázar para el texto de Poe que estamos revisando, especialmente es la página 11 y 12.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">8 Poe, Edgar Allan. Op. Cit. Pág. 12. El pensamiento racista de Poe está asociado con una posición muy crítica contra la democracia. &#8220;Odiaba a la Turba y despreciaba la democracia&#8221; señala Ferrari y Baudelaire, en el prólogo de Nuevas Narraciones Extraordinarias, de E.A. Poe (Editorial Juventud, España), citarán un pensamiento que revela la filosofía política de Poe: &#8220;El pueblo no tiene nada que ver con las leyes, si no es obedecerlas.&#8221;</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">9 Ver los diarios chilenos de 1955, especialmente &#8220;La Tercera de la Hora&#8221; del 19 de junio de 1955 y del 4 de febrero de 1968.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">10 Revista Planeta Nº1. Argentina. Septiembre/Octubre. 1964 Pág. 89.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">11 Baudelaire. Op. Cit. Pág. 58</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">12 Ferrari, Santiago E.A. Poe, Genio Narrador. Editorial Poseidón.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Argentina. 1946. Pág. 16.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">13 Ferrari, Santiago Op Cit. Pág, 16.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">14 Ciudad de los Césares. Nº18. Ver el artículo Manú: Por el Hombre que Vendrá, de Erwin Roberson.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">15 Serrano, Miguel. La Antártica y otros Mitos. Imprenta El Esfuerzo.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">Chile 1948. Pág. 28.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">16 Serrano, Miguel. Op. Cit. Pág. 28.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">17 Serrano, Miguel. Op. Cit. Pág. 25.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">18 Serrano, Miguel. Op. Cit. Pág. 20.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">19 Serrano, Miguel. Op. Cit. Pág. 20.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">20 Serrano, Miguel. Op. Cit. Pág. 20.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">21 Citado por Marco Paredes en El Mito en La Obra de H. P. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, págs. 26-29 de la revista Entreguerras Nº9. Santiago. Primavera de 1994.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">22 <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. H. P. <em><a title="En las montanas de la locura" href="http://www.amazon.es/gp/product/8420643351/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru01-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3626&amp;creative=24822&amp;creativeASIN=8420643351" target="_blank">En las Montañas de la Locura</a></em> en <em>Obras Escogidas de <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> Primera selección</em>. Ediciones Acervo. España. 1956 Pág. 195</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">23 <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, H. P Op. Cot. Pág. 198.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">24 Recuérdese la Tierra Media de Tolkien, ¿coincidencia? Imposible, porque las coincidencias no existen.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">25 Ver en la revista española Hespérides (N°?)el artículo de Jean Haudry Lingüística y Tradición Indo-Europea.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">26 Serrano, Miguel. Quien llama en los Hielos en Trilogía de la búsqueda en el Mundo Exterior, Pág. 201.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">27 Serrano, Miguel. Op.Cit. Pág. 204.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">28 Poe, Edgar Allan. Op. Cit. Prólogo de Julio Cortázar, pág. 11.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">29 Serrano, Miguel Opc. Pág. 264-</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">30 <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, H. P. Hongos de Yuggoth Pág. 47.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">31 Sprague de Camp, L. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>. Una Biografía. Valdemar Editores. España. 1992 Pág. 293.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">32 <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, H. P. En las montañas di la Locura. Pág. 196.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">33 <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, H. P. Op. Cit. Pág. 125.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">34 Ver Mundo Desconocido. España. Abril de 1981, página 133 Artículo de Ángela Carter, &#8220;<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span> y su Paisaje&#8221;, incluido en el estudio sobre El Necronomicón.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">35 <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, H. P. En Las montañas de la Locura Pág. 124.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">36 <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, H. P. Op. Cit. Pág. 152.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">37 <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/howard-phillips-lovecraft" target="_blank">Lovecraft</a></span>, H. P. Op. Cit. Pág. 125,</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">38 Ciudad de los Césares Nº 13. Ver el artículo Miguel Serrano: El Peregrino de la Gran Ansia. Pág 12.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">39 <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span>, René. El Esoterismo de Dante. Editorial Dédalo. Argentina. 1976, Pág</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">40 <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span>, René. Símbolos fundamentales de la Ciencia Sagrada. Eudeba. Buenos Aires, 1988. Págs..173-180.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: x-small;">41 <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span>, René. Op. Cit. Pág. 176.</span></p>
<p>* * *</p>
<p>Publicado por primera vez en <em>Ciudad de los Césares</em>, N°47, Octubre-Diciembre de 1997, Chile.</p>
<p>© SERGIO FRITZ ROA &#8211; sergio_fritz@yahoo.com</p>
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