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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Michele Fabbri</title>
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		<title>I Superiori Sconosciuti</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 10:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fabbri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un ponderoso saggio di Louis de Maistre si sofferma sull’importanza dell’opera di Guénon nell’ambito dell’esoterismo e della storia occulta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/i-superiori-sconosciuti.html' addthis:title='I Superiori Sconosciuti '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/teiwaz.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Teiwaz" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-5458" style="margin: 10px;" title="guenon" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/guenon1.jpg" alt="" width="199" height="296" />Le teorie del complotto che indagano su quel male assoluto rappresentato dalla globalizzazione hanno alle spalle una lunga storia che parte dalle teorizzazioni dell’abate Barruel a fine ‘700, per arrivare agli attuali piani mondialisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Un punto di snodo di grande importanza nella formulazione di queste teorie è rappresentato dagli studi che <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span> ha dedicato all’argomento pubblicando articoli sulla stampa antimassonica, articoli che i lettori moderni possono trovare agevolmente in una ristampa: AA VV, <em>La polémique sur les “Supérieurs Inconnus”</em>, Archè, Milano 2003, pp.208. Il volume comprende anche testi di altri autori che trattavano il tema dei “Superiori Sconosciuti”: Louis Dasté, Gustave Bord, Benjamin Fabre, Charles Nicoullaud, Papus, Paul Copin-Albancelli.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8872522536/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8872522536" rel="nofollow" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-8358" style="margin: 10px;" title="enigme" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/enigme-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a>Inoltre esiste uno studio monumentale di Louis de Maistre dedicato all’argomento: <a title="L'Enigme René Guénon" href="http://www.amazon.it/gp/product/8872522536/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8872522536" target="_blank"><em>L’Énigme <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span> et les “Supérieurs Inconnus”</em></a>. L’autore ha effettuato un lavoro di ricerca sulle fonti che utilizzavano gli autori coinvolti nella polemica antimassonica. Le riviste che in Francia portavano avanti questa meritoria battaglia civile erano: <em>La Bastille, La France Antimaçonnique, Mysteria, Revue Internationale des Sociétés Secrétes</em>. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> scriveva su queste pubblicazioni con lo pseudonimo di “<em>Le Sphinx</em>”. Il dibattito sui temi in questione era animato principalmente dal mondo cattolico conservatore, ma vi contribuivano anche esoteristi come <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span>, e perfino ex massoni e spiriti laici infastiditi dal settarismo delle logge.</p>
<p style="text-align: justify;">Le discussioni erano spesso imperniate sul tentativo di individuare i “Superiori Sconosciuti”, ovvero i personaggi che tiravano i fili dei burattini all’interno della massoneria, eventualmente tramite “logge coperte”, e che talvolta venivano indicati in persone in carne ed ossa, come Cagliostro o il Conte di Saint Germain, oppure venivano identificati negli ebrei, o nel diavolo stesso o, più verosimilmente, nell’insieme di idee-guida che ispiravano le logiche della sovversione. Si ipotizzava anche che gli “iniziati” avessero la facoltà di riunirsi “in astrale”, ovvero in una dimensione ultraterrena e non corporea nella quale avrebbero avuto modo di coordinare la loro azione sulla società.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spunto per la riflessione nasceva da uno studio di Benjamin Fabre: <em>Franciscus, Eques a capite galeato</em>. Si trattava di un saggio, pubblicato nel 1913, dedicato al marchese di Chefdebien, un alto iniziato che aveva cominciato la sua carriera massonica nella fase preparatoria della Rivoluzione francese per proseguirla sotto l’Impero. Lo studio di Fabre mostrava come Napoleone pensasse di controllare la massoneria introducendo i suoi ufficiali nelle logge, mentre in realtà era la massoneria che controllava l’Imperatore dei Francesi!</p>
<p style="text-align: justify;">Le ricerche mettevano in luce i legami tra le logge francesi e gli “Illuminati di Baviera” di Weishaupt, nonché le ipotesi sul centro di potere ebraico che agiva attraverso la massoneria.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-8360" style="margin: 10px;" title="polemique" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/polemique-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" />A partire da questi dati comincia la ricerca di Louis de Maistre, che indaga sul problema sempre aperto delle fonti di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span>, che il filosofo francese lasciava volutamente nell’ombra, sia per affascinare il lettore col suo stile ermetico, sia perché era convinto di esprimere verità tradizionali il cui valore era indipendente dalla personalità di chi le esprimeva. I più ardenti sostenitori di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> ritengono che l’opera del pensatore di Blois sia il più importante avvenimento culturale dalla fine del <a title="medioevo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/medioevo/">medioevo</a>, ma anche senza arrivare a sostenere questa tesi occorre riconoscere che <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> è una guida autorevole nel terreno scivoloso della storia occulta.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> negli articoli in questione attaccava la massoneria adeguandosi allo stile delle riviste su cui scriveva, tuttavia in opere successive articolò il suo giudizio sui liberi muratori, criticando le deviazioni moderne delle logge. C’è anche chi ha sostenuto che <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> sarebbe stato una sorta di cavallo di Troia all’interno del mondo cattolico col compito di diffondere una mentalità più favorevole all’occultismo, ma secondo Louis de Maistre questo giudizio sembra discutibile poiché nel complesso la critica alla modernità di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> è simile a quella della cultura cattolica tradizionalista.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel periodo della collaborazione a <em>La France Antimaçonnique</em>, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> era in relazione con un personaggio enigmatico: Swami Narad Mani. Si trattava di un induista che avrebbe passato a <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> della documentazione sulla teosofia che il filosofo avrebbe ampiamente utilizzato nel suo corrosivo saggio contro il sistema di pensiero di Mme Blavatsky.</p>
<p style="text-align: justify;">I testi di Narad Mani non sono particolarmente originali, e sostanzialmente riportano dati che potevano essere attinti da altre fonti. Inoltre Narad Mani era un sostenitore dello spiritismo, che era invece avversato da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span>. Tuttavia alcune idee dello studioso indù devono aver influenzato la cultura esoterica, in particolare la tesi dell’esistenza di 33 logge dirette da un “Comitato occulto”. Si trattava di un’idea presente anche in Taxil: le 33 logge attraverso le quali i luciferiani governavano il mondo!</p>
<p style="text-align: justify;">Le fonti indiane menzionavano anche la <em>Teshu Maru</em>, un’organizzazione iniziatica degenerata che avrebbe fatto da supporto alla controiniziazione: ipotesi che eccitavano le fantasie dei cospirazionisti…</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/bestie-uomini-dei/767"><img class="alignright size-full wp-image-8361" style="margin: 10px;" title="bestie-uomini-dei" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/bestie-uomini-dei2.jpg" alt="" width="200" height="277" /></a>È a questo punto che l’indagine verte sulla figura di Saint-Yves d’Alveydre che fornì a <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> lo spunto per scrivere una delle sue opere più fortunate: <em>Il Re del Mondo</em>. L’idea di un regno sotterraneo governato da idee utopiche non era nuova, e sarà ripresa da Ossendowski nel suo celebre saggio <a title="Bestie, uomini, dei" href="http://www.libriefilm.com/bestie-uomini-dei/767" target="_blank"><em>Bestie, uomini e dèi</em></a>. Ossendowski qualificava la misteriosa figura del “Re del Mondo” come “Grande Sconosciuto”, un appellativo inquietante che quasi richiamava aspetti anticristici. Saint-Yves a sua volta si ispirava a Hardjji Scharipf Bagwandas, un indù il cui stile somigliava a quello di Narad Mani. Il rapporto fra Saint-Yves e Scharipf è documentato a partire dal 1885, l’anno in cui esplode l’affare Taxil: una singolare coincidenza…</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’opera di Saint-Yves fanno capolino città infernali e comitati segreti che dirigono gli avvenimenti mondiali: gli ingredienti del sistema di potere mondialista cominciavano a entrare nell’immaginario del mondo intellettuale. Inoltre Scharipf era verosimilmente un esperto della “via della mano sinistra”, la pratica tantrica che utilizzava stregoneria, negromanzia e magia sessuale come metodi per indebolire la personalità. Erano concezioni che trovavano riscontro in certe correnti della Cabala ebraica che influenzeranno notevolmente la classe dirigente massonica.</p>
<p style="text-align: justify;">Louis de Maistre individua altre fonti che hanno alimentato la misteriosa leggenda dell’<em>Agartha</em>: il pittore austriaco Alfred Kubin (1877-1959) dipingeva soggetti di carattere infernale che ispiravano la visione di un mondo in via di dissoluzione e in preda alla violenza. Kubin aveva scritto anche il romanzo <em>Die andere Seite</em> in cui descriveva un reame misterioso situato nel Turkestan e circondato da una “Grande Muraglia”: si tratta di temi che presentano analogie con quelli trattati da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> e da Ossendowski. Ne <em>Il Re del Mondo</em> <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> sosteneva che il satanismo consisteva proprio nella identificazione del “Re del Mondo” col <em>princeps hujus mundi</em>, ovvero nella confusione fra l’aspetto luminoso e l’aspetto tenebroso. Si trattava evidentemente di idee diffuse nel dibattito culturale, legate ai sentimenti di smarrimento che attanagliavano l’opinione pubblica in quell’epoca di incipienti cambiamenti sociali ed economici, oggi elevati all’ennesima potenza dalla globalizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> partecipò anche alle attività di un gruppo detto dei “Polari”; si trattava di una associazione esoterica che si ispirava agli oracoli di Padre Giuliano, un eremita che viveva a Bagnaia, presso Viterbo, nei primi anni del ‘900. A questa figura si facevano risalire una serie di dati fantasiosi e non verificabili che tuttavia presentano somiglianze con quelli trattati da Saint-Yves e da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/errore-dello-spiritismo/210" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-8363" style="margin: 10px;" title="errore-dello-spiritismo" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/errore-dello-spiritismo1-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>Lo studio di Louis de Maistre cerca anche di approfondire l’eterno dilemma su cui discutevano e discutono ancor oggi i complottisti: la massoneria è nata autonomamente o è una creazione della comunità ebraica? Probabilmente la domanda è destinata a restare senza risposta: se è vero che sono testimoniate influenze ebraiche fin dal XVII secolo nell’<em>entourage</em> di Cromwell, tuttavia gli ebrei sono presenti in scarso numero nelle logge all’inizio del XVIII secolo, e probabilmente gli ebrei massoni di quest’epoca erano visti con sospetto dai loro stessi correligionari.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che si può documentare è la diffusione delle idee nate negli ambienti ebraici ispirati alle teorie di Sabbatai Tsevi e di Jakob Frank, che indicavano una “via della mano sinistra” in cui il vizio e il peccato erano la strada per raggiungere la salvezza. I seguaci di tali teorie erano verosimilmente organizzati in strutture segrete simili a quelle massoniche, nel comune intento di offrire alle masse l’illusione della libertà, con lo scopo di asservirle a un potere assai più cinico e dispotico di quello dal quale affermavano di liberarle.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella Cabala il contatto con forze demoniache aveva acquisito sempre maggiore importanza nel corso del tempo: gli studiosi di questa disciplina ebraica erano esperti nella manipolazione di residui psichici, e l’applicazione di tali teorie nel mondo massonico è testimoniata dal sistema degli “Eletti Coen” fondato da Martinez de Pasqually nel 1754. Lo stesso Cagliostro a Londra ebbe contatti con Ba’al Chem, un discepolo di Tsevi.</p>
<p style="text-align: justify;">I seguaci di Tsevi e di Frank agivano come veri e propri missionari della sovversione, infiltrandosi nelle logge massoniche in modo più o meno palese, ma condizionandone le dottrine in maniera decisiva. Jakob Frank prefigurava l’avvento di un “mondo nuovo” caratterizzato da un “Grande Fratello” e da un “messia femminile”, concezioni che sembrano avere spaventose consonanze con la realtà contemporanea…</p>
<p style="text-align: justify;">Nella lunga marcia della sovversione ebbero grande importanza le teorie teosofiche di Mme Blavatsky: in particolare la teoria dei <em>Mahatma</em> richiama l’idea dei “Superiori Sconosciuti”. Il teosofismo influenzò gli ambienti risorgimentali italiani, soprattutto Mazzini e la Carboneria. Fra gli italiani che ebbero contatti con la teosofia c’erano Giacinto Bruzzesi, Adriano Lemmi, Marco Antonio Canini, tutti personaggi abili ed esperti nel condurre operazioni occulte e defilate.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle idee teosofiche si ispirava anche Djamal ad-Din al Afghani, che si adoperò nel mondo islamico per una riforma religiosa ispirata a concezioni protestanti e per la diffusione di idee moderniste e socialisteggianti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-regno-della-quantita-e-i-segni-dei-tempi/4841" rel="nofollow" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-7523" style="margin: 10px;" title="il-regno-della-quantita-e-i-segni-dei-tempi" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-regno-della-quantita-e-i-segni-dei-tempi.jpg" alt="" width="200" height="297" /></a>Si sviluppava quindi un sotterraneo lavoro di lavaggio del cervello e di manipolazione psichica che si estendeva attraverso nazioni e continenti, un lavoro di cui la Società Teosofica era in qualche modo l’aspetto visibile e istituzionale. Il piano, accuratamente preparato, spazzava via dalle coscienze ogni traccia di ordine positivo, attuando le direttive spirituali puramente distruttive di Jakob Frank. Si creava quindi un meccanismo di automazione sociale di cui le masse non erano minimamente consapevoli, e di questo sistema sono signori gli “iniziati” che governano le nazioni come veri e propri <em>missi dominici</em> della controiniziazione. Nel XXI secolo l’umanità sta assistendo a ulteriori angoscianti applicazioni di questo sistema ormai ampiamente collaudato…</p>
<p style="text-align: justify;">I cospirazionisti cercavano anche localizzazioni geografiche dei centri della controiniziazione, che spesso venivano indicati in luoghi dell’Oriente, più o meno estremo. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> riteneva che la <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/generi/viaggi/oriente/mongolia" target="_blank">Mongolia</a></span> fosse uno dei centri di irradiazione privilegiati delle influenze maligne, e la diffusione del manicheismo fra alcune popolazioni orientali sembrava confermare queste tesi. Lo stesso <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span>, inoltre, aveva accennato all’esistenza di <a title="torri del diavolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/le-torri-del-diavolo.html">torri diaboliche</a>, alcune delle quali situate nelle steppe della Russia centrale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’instaurazione del regime comunista in Russia confermava le tesi dei cospirazionisti, e la <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura/">letteratura</a> complottista individuava personaggi considerati “minori” dalla grande storia, ma che avevano avuto ruoli importanti nella diffusione delle “idee nuove”. In ambiente russo a cavallo fra ‘800 e ‘900 era attivo Agwan Dorjiev, un lama buddhista che aveva una qualche influenza nell’ambiente zarista e che forse era implicato in attività di spionaggio i cui intenti non erano ben chiari. In seguito lo stesso Dorjiev sarà vittima delle epurazioni staliniane e morirà in prigione nel 1938. Anche in questo caso sembra di poter arguire che dietro il mascheramento buddhista ci fossero idee progressiste e universaliste di tipo teosofico.</p>
<p style="text-align: justify;">Le teorie sulla provenienza orientale degli agenti della controiniziazione trovavano terreno fertile anche in una diffusa paura per una imminente invasione asiatica in Europa: all’inizio del ‘900 esisteva una <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura/">letteratura</a> diffusa che prospettava ipotesi di questo genere.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> inoltre sembra essere stato in contatto con individui che lavoravano per l’Intelligence Service britannico, e l’esoterista francese vedeva opportunamente nell’imperialismo inglese un potente mezzo di propagazione della sovversione democratica. In quel periodo personaggio di punta delle trame inglesi era Sir Basil Zaharoff, un cinico mercante d’armi che era fra i dirigenti della Vickers, colosso industriale degli armamenti; Zaharoff sembra aver avuto una qualche influenza nell’infiammare i nazionalismi balcanici che accenderanno la scintilla della Grande Guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli anni giovanili di Zaharoff sono avvolti in un fitto mistero, e la sua improvvisa ascesa nel mondo dell’affarismo cosmopolitico fa intuire che il personaggio fosse introdotto nei più esclusivi ambienti delle forze occulte…</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso intellettuale fascista Giovanni Preziosi in un articolo del 1934 parlava di Zaharoff definendolo “l’uomo più misterioso del mondo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le vicende di Zaharoff si intrecciano anche con quelle di Giuseppe Volpi, uomo d’affari veneto, famoso per essere stato l’artefice della Mostra del Cinema di Venezia. Volpi appoggiandosi alla Banca Commerciale Italiana gestiva fiorenti commerci nei Balcani, soprattutto in Serbia.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi personaggi sembrano aver operato secondo piani ben precisi, utilizzando alternativamente nazionalismo e internazionalismo, in modo da destabilizzare l’antico ordine sociale per far entrare l’umanità nell’era messianica del mondialismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Concezioni di questo genere venivano elaborate in ambienti massonici, e Louis de Maistre cita anche l’opera del calabrese Benedetto Musolino che teorizzava uno stato fondato su principi mosaici e talmudici: una vera e propria prefigurazione <em>ante litteram</em> del sionismo!</p>
<p style="text-align: justify;">Infine lo studio di Louis de Maistre si sofferma sull’importanza dell’opera di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> nell’ambito dell’esoterismo e della storia occulta. Il Maestro del tradizionalismo non è usualmente preso sul serio in ambito accademico, e d’altra parte lo stesso <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> detestava il mondo universitario. Tuttavia l’opera del pensatore di Blois offre ancora oggi un punto di vista originalissimo sulla storia occulta e suggerisce infiniti spunti di approfondimento: l’imponente saggio di Louis de Maistre è un ottimo contributo in questo senso.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Louis de Maistre, <a title="L'Enigme René Guénon" href="http://www.amazon.it/gp/product/8872522536/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8872522536" target="_blank"><em>L’Énigme <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span> et les “Supérieurs Inconnus”. Contribution à l’étude de l’histoire mondiale “souterraine”</em></a>, Archè, Milano 2004, pp. 960.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/i-superiori-sconosciuti.html' addthis:title='I Superiori Sconosciuti ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Per una teoria della moneta</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 16:44:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il De Moneta di Nicola Oresme, un trattato economico scritto verso il 1360, si propone al lettore moderno con toni di sconcertante attualità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/per-una-teoria-della-moneta.html' addthis:title='Per una teoria della moneta '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/centrostudilaruna48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Centro Studi La Runa online" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/carlomagno48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Medioevo" /><br/><p align="right"><em>Con usura non v’è chiesa con affreschi di paradiso.</em></p>
<p align="right">Ezra Pound</p>
<p align="right"><em>Canto XLV</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il celebre verso di Ezra Pound risuona quanto mai attuale in quel regime di dittatura finanziaria che va sotto il nome di “globalizzazione”.</p>
<p style="text-align: justify;">Una ricognizione delle fonti del pensiero economico può essere di grande interesse in un momento di cambiamenti epocali, poiché testi molto antichi si propongono al lettore moderno con toni di sconcertante attualità.</p>
<p style="text-align: justify;">È il caso del <em>De Moneta</em> di Nicola Oresme, un trattato economico scritto verso il 1360 dal filosofo normanno, esponente di punta del nominalismo all’Università di Parigi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.fr/gp/product/2737700310/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=centrostudila-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1642&amp;creative=19458&amp;creativeASIN=2737700310" rel="nofollow" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-7935" style="margin: 10px;" title="traite-des-monnaies" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/traite-des-monnaies.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Possiamo leggere il testo di Oresme in una traduzione francese: <a title="Traité des monnaies" href="http://www.amazon.fr/gp/product/2737700310/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=centrostudila-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1642&amp;creative=19458&amp;creativeASIN=2737700310"><em>Traité des monnaies et autres écrits monétaires du XIV siècle</em></a>. Il trattato di Oresme è stato scritto in un momento di significativi mutamenti sociali: la borghesia mercantile è una classe ormai affermata e lo sviluppo dei commerci necessita di una disciplina della moneta che non può più essere frammentata e lasciata in mano a singoli signori come era nel pieno dell’età feudale. Il potere monarchico deve quindi farsi garante di una politica monetaria che assicuri certezze e stabilità per i tempi nuovi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il testo di Oresme contiene perle di saggezza che dovrebbero essere lette da politici ed economisti dei giorni nostri. Per il filosofo medievale la moneta è istituita per il bene della comunità, pertanto spetta al principe la prerogativa di battere moneta, e se un principe straniero battesse una moneta simile e di minor valore, con l’evidente intento di confondere le valute, questo sarebbe motivo di guerra giusta.</p>
<p style="text-align: justify;">La moneta inoltre è funzionale allo scambio delle ricchezze naturali, essa pertanto non è di proprietà del principe, ma appartiene ai proprietari delle ricchezze, ovvero alla comunità di popolo: il concetto di sovranità monetaria popolare oggi è stato cancellato dalla coscienza giuridica!</p>
<p style="text-align: justify;">E poiché la moneta appartiene al popolo, il costo della sua emissione è a spese del popolo, quindi il signoraggio è illegittimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le svalutazioni della moneta sono un fenomeno su cui il principe deve mantenere la massima vigilanza; un principe che effettuasse svalutazioni a suo piacimento non sarebbe un sovrano legittimo, ma un tiranno, e non avrebbe alcun diritto a governare! E Oresme ricorda che il potere di un tiranno si fonda sulla paura, mentre quello di un re è basato sui legami di fiducia che il sovrano sa instaurare col popolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il guadagno derivante dalla svalutazione è considerato mostruoso e contro natura, secondo le indicazioni di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/aristotele">Aristotele</a></span>, ed è stigmatizzato come un male peggiore dell’usura…</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/contro-la-divinazione/9666" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-7936" style="margin: 10px;" title="contro-la-divinazione" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/contro-la-divinazione-184x300.jpg" alt="" width="184" height="300" /></a>Per questo motivo l’attività dei cambiavalute è assimilata a quella degli usurai e giudicata un’occupazione vile e parassitaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Il volume in questione riporta anche commenti di Giovanni Buridano ad <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/aristotele">Aristotele</a></span>, nei quali si esponevano concetti simili a quelli sopra esposti. In particolare Buridano insisteva sulla dimensione comunitaria dell’economia: chi pensava all’utile personale a detrimento della comunità commetteva peccato mortale. E lo stesso sovrano che facesse circolare una moneta il cui valore prescindesse da quello dei bisogni umani, peccherebbe grandemente.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il giurista Bartolo di Sassoferrato si interrogava su alcuni aspetti della vita economica. In particolare era sentito il problema di estinguere un debito dopo che erano occorsi mutamenti nel valore della moneta. Bartolo affermava che il debitore doveva utilizzare il valore della moneta riferito al momento in cui aveva contratto il debito, almeno se non era in ritardo col pagamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine il libro riporta alcuni scritti di diritto canonico del XIII secolo, nei quali si esprimeva la preoccupazione di difendere la moneta dalle svalutazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">I lettori potranno giudicare come le considerazioni di questi antichi studiosi siano di folgorante modernità, e quanto siano pretestuose le argomentazioni di coloro che si ostinano a considerare i tempi medievali come i “secoli bui”!</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Nicolas Oresme et autres, <a title="Traité des monnaies" href="http://www.amazon.fr/gp/product/2737700310/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=centrostudila-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1642&amp;creative=19458&amp;creativeASIN=2737700310" target="_blank"><em>Traité des monnaies et autres écrits monétaires du XIV siècle</em></a>, La Manufacture, Lyon 1989, pp. 208.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/per-una-teoria-della-moneta.html' addthis:title='Per una teoria della moneta ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Contro Guénon?</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/contro-guenon.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/contro-guenon.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 18:51:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fabbri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non mancano critici e detrattori del grande intellettuale francese: un recente saggio in questo senso è Contre Guénon dello scrittore belga Jean van Win.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/contro-guenon.html' addthis:title='Contro Guénon? '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-6369" style="margin: 10px;" title="Guénon" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/Gu%C3%A9non.jpg" alt="" width="199" height="296" /><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span> è un’autorità indiscussa nell’approccio tradizionale agli studi storici e filosofici, e i suoi scritti conoscono una diffusione crescente e conquistano lettori sempre più appassionati.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia non mancano critici e detrattori del grande intellettuale francese: un recente saggio in questo senso è <a title="Contre Guénon" href="http://www.amazon.it/gp/product/2916123407/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=2916123407" target="_blank"><em>Contre <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span></em></a> dello scrittore belga Jean van Win. L’autore è un dichiarato sostenitore dei “valori democratici” (droga? aborto? mafia? corruzione?). Per van Win la democrazia, l’uguaglianza, l’emancipazione femminile, sono principi per cui val la pena di vivere e, all’occorrenza, di morire: al vertice di questi illuminati valori, van Win mette il “dovere d’ingerenza” (proviamo a immaginare lo scrittore belga con elmetto e giubbotto antiproiettili che combatte nelle guerre “umanitarie”…).</p>
<p style="text-align: justify;">A rendere più chiare le posizioni dell’autore l’introduzione del volume afferma di voler mettere in risalto l’estraneità del pensiero di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> all’umanitarismo massonico, ma su questo non avevamo dubbi!</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque le obiezioni che van Win muove a <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> sono quelle usualmente utilizzate dallo stupidario progressista che sentiamo tutti i giorni sui <em>mass media</em>. Il pensiero guénoniano è assimilato al fascismo, al nazismo, al razzismo, all’antisemitismo: tutte argomentazioni di sicuro effetto sulla psicologia larvale del gregge democratico…</p>
<p style="text-align: justify;">Per il nostro illuminato scribacchino la cordiale amicizia intellettuale di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">René Guénon</a></span> con <a title="Julius Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola/">Julius Evola</a> è un fatto scandaloso, anche se in realtà i due autori, pur partendo da una comune critica alla modernità svilupparono filoni di pensiero piuttosto differenziati.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/2916123407/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=2916123407"><img class="size-full wp-image-7881 alignleft" title="contre-guenon" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/contre-guenon.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>L’autore poi irride la teoria del complotto mondiale di cui Guènon è stato attento studioso. Oggi che il mondialismo si manifesta apertamente con tanto di riconoscimenti istituzionali, la tesi negazionista della propaganda di regime si sbugiarda da sola…</p>
<p style="text-align: justify;">Dove il saggio di van Win raggiunge esiti tragicomici è quando l’autore attacca l’atteggiamento fideistico della cultura tradizionalista: se i lettori applicano questa critica ai dogmi egualitari della cultura contemporanea avranno modo di farsi quattro risate…</p>
<p style="text-align: justify;">Al di là delle posizioni culturali dell’autore di <a title="Contre Guénon" href="http://www.amazon.it/gp/product/2916123407/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=2916123407" target="_blank"><em>Contre <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span></em></a>, nel saggio si possono trovare motivi d’interesse su alcuni punti che riguardano la formazione di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span>, le sue fonti, le sue eclettiche frequentazioni culturali. Innanzi tutto la fascinazione per l’Oriente sembra dovuta a una moda culturale che ha radici molto antiche in Europa e in particolare in Francia: l’idea dell’Oriente come luogo di origine, come orizzonte esotico portatore di chissà quali misteri è sempre stata un luogo comune molto diffuso. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> era particolarmente affascinato dall’India, che però non ebbe mai modo di visitare e, secondo van Win, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> non conosceva il sanscrito e leggeva i testi induisti solo in traduzione. L’esoterista francese, inoltre, frequentò alcune logge massoniche, ma fu uno dei più qualificati collaboratori della stampa antimassonica dell’epoca! La conversione all’Islam, poi, contrasta con l’appassionata difesa della Chiesa Cattolica di cui spesso <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> si è fatto alfiere nei suoi scritti. Infine raramente <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> cita le fonti da cui ha tratto ispirazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Certamente la vita e l’opera di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> possono presentare aspetti ambigui e contraddittori, ma non c’è dubbio che il complesso dei suoi scritti descriva con straordinaria precisione la spaventosa metastasi della degenerazione democratica. La denuncia del pansatanismo che infesta il mondo moderno non è mai stata così convincente come nelle lucide pagine guénoniane, che tuttavia non inducono mai alla disperazione, ma anzi incoraggiano il lettore, con un linguaggio quasi imperturbabile, a una ferma presa di posizione e a una virile assunzione di responsabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Da notare infine che van Win rimprovera a <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> l’assenza di riferimenti all’amore cristiano. In realtà lo stesso van Win, autore di chiare simpatie massoniche, non si esprime propriamente come un chierichetto; e d’altra parte è universalmente noto che le ideologie egualitarie sono per definizione la fabbrica dell’odio!</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Jean van Win, <em><a title="Contre Guénon" href="http://www.amazon.it/gp/product/2916123407/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=2916123407" target="_blank">Contre Guénon</a></em>, Éditions de La Hutte, Bonneuil-en-Valois 2010, pp. 278.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/contro-guenon.html' addthis:title='Contro Guénon? ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Omosessualità iniziatica tra gli Indoeuropei?</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 09:46:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fabbri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un libro di Bernard Sergent sostiene la tesi di una diffusa omosessualità sacra presso gli Indoeuropei, pur in assenza di attestazioni in questo senso al di fuori della Grecia antica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/omosessualita-iniziatica-tra-gli-indoeuropei.html' addthis:title='Omosessualità iniziatica tra gli Indoeuropei? '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/labrys.png" width="48" height="48" alt="" title="Indoeuropei" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.amazon.fr/gp/product/2228890529/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=centrostudila-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1642&amp;creative=19458&amp;creativeASIN=2228890529" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-7852" style="margin: 10px;" title="bernard-sergent-homosexualité" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/bernard-sergent-homosexualité.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>In un’epoca in cui la classe dirigente raccoglie consenso attraverso la divinizzazione dell’omosessualità, ci si deve interrogare su quali possano essere le fonti che ispirano tanta sollecitudine verso la <em>lobby gay</em>. Sull’argomento esiste un diluvio di <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura/">letteratura</a> che ha affrontato il tema nelle sue varie manifestazioni storiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno studio di particolare interesse sul fenomeno è stato pubblicato da Bernard Sergent, col titolo <a title="Homosexualité et initiation chez les peuples indo-européens" href="http://www.amazon.fr/gp/product/2228890529/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=centrostudila-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1642&amp;creative=19458&amp;creativeASIN=2228890529" target="_blank"><em>Omosexualité et initiation chez les peuples indo-européens</em></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’indagine parte dai rituali pederastici ampiamente attestati nell’antica Grecia e si propone di dimostrare che l’omosessualità iniziatica sarebbe un retaggio ancestrale dei popoli <a title="indoeuropei" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei/">indoeuropei</a> derivante dalla loro preistoria comune. Il saggio considera come punti di riferimento le testimonianze sulla pederastia cretese del IV secolo a.C. e il racconto di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/ammiano-marcellino" target="_blank">Ammiano Marcellino</a></span> sulla tribù barbara dei Taifali nel IV secolo d.C.</p>
<p style="text-align: justify;">In entrambi i casi si ha un rapporto omosessuale fra un adulto e un giovane. A Creta il ragazzo è considerato adulto dopo un periodo di due mesi passato con l’erastes, al termine del quale riceve le armi e può sacrificare un bue a Zeus. Presso i Taifali, il ragazzo conquista l’autonomia uccidendo un orso e dimostrando in questo modo di essere giunto all’età adulta.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra questi due episodi si inserisce un vasto insieme di testimonianze della civiltà greca: dalla storia alla mitologia, dalla <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura/">letteratura</a> all’archeologia, ci sono numerose attestazioni di pederastia rituale. Le storie di Giacinto e di Ciparisso documentano il ruolo del dio Apollo nell’omosessualità iniziatica. Un mito analogo era quello di Zeus e Ganimede, e alcune tradizioni riportano storie del genere riferite all’eroe Eracle.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la relazione fra Achille e Patroclo è suscettibile di interpretazioni omosessuali, ed è ben nota la storia del Battaglione Sacro di Tebe, costituito da coppie di soldati omosessuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Sergent il senso della pederastia iniziatica era quello di formare la classe dirigente della <em>polis</em>: attraverso la femminilizzazione del giovane iniziato si escludeva la partecipazione delle donne alla vita pubblica e si istituiva la comunità maschile che deteneva il potere politico. Si tratta quindi di un tema estremamente complesso e le cui interpretazioni risultano difficilmente utilizzabili anche dagli allucinati sostenitori delle “pari opportunità”…</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/celti-e-greci/766" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-7853" style="margin: 10px;" title="celti-e-greci" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/celti-e-greci.jpg" alt="" width="200" height="283" /></a>Quindi Sergent cerca di raccogliere dati per avallare la sua tesi sull’origine comune indoeuropea di tali costumi, ma al di fuori della civiltà greca gli elementi in questo senso sono del tutto frammentari. Per quanto riguarda i Germani il solo dato di fatto è quello già citato dei Taifali. Per il resto si può arguire qualcosa dal comportamento sessuale piuttosto trasgressivo degli dèi Vani nella mitologia nordica.</p>
<p style="text-align: justify;">Presso i <a title="Celti" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/celti/">Celti</a> testimonianze di Diodoro e di Strabone parlano di comportamenti omosessuali, ma al riguardo nulla dice Cesare, che è la fonte più esaustiva sulla civiltà celtica: l’assoluto silenzio del condottiero romano è un elemento decisamente imbarazzante per Sergent! Inoltre nella <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura/" target="_blank">letteratura</a> celtica medievale non si hanno significativi riferimenti a eventuali pratiche di omosessualità rituale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella civiltà persiana si riscontra la testimonianza di Erodoto su riti omosessuali improntati alla civiltà greca, tuttavia i testi zoroastriani condannano fermamente l’omosessualità assimilandola a pratiche demoniache.</p>
<p style="text-align: justify;">In Albania alcuni studi antropologici hanno riscontrato forme di omosessualità iniziatica ancora praticate nel XIX secolo, ma è impossibile individuare fonti più antiche che possano attestare una continuità attraverso il tempo di questo fenomeno.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda l’antica Roma, sappiamo che abitudini omosessuali si diffusero nell’alta società su imitazione dei Greci, tuttavia l’omosessualità era malvista nelle classi sociali più umili e criticata in alcuni ambienti culturali. In ogni caso non sembra che si riscontri a Roma un fenomeno di pederastia iniziatica.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine un altro grande pilastro della civiltà indoeuropea, l’antica India, non ha lasciato traccia di forme ritualizzate di omosessualità e di pederastia.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto Sergent, pur costretto ad ammettere che non c’è modo di ricostruire un mito comune indoeuropeo riguardante l’omosessualità, tenta qualche acrobazia intellettuale per dimostrare le sue tesi, e ipotizza che la classe sacerdotale abbia preso il sopravvento su quella guerriera mettendone a freno la sessualità impetuosa e incontrollata (!?!).</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema merita di essere studiato senza lasciarsi influenzare da moralismo e pruderie. Che l’omosessualità iniziatica sia stata ampiamente diffusa nel mondo greco è fuori discussione, che sia stata praticata in altri gruppi di origine indoeuropea è plausibile, ma che si voglia farne un elemento della cultura comune indoeuropea sembra una conclusione piuttosto temeraria. In effetti l’impressione che si ricava dallo studio di Sergent è quella di un lavoro volto alla dimostrazione di una tesi preconcetta che procede per supposizioni e per ipotesi senza alcun supporto scientifico. Del resto forme di omosessualità rituale sono testimoniate dalle ricerche antropologiche in svariati gruppi umani: non c’è motivo di pensare che tali comportamenti siano stati una specificità indoeuropea.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l’omofilia è un pregiudizio profondamente radicato nella società contemporanea, e il fatto che l’autore sia stato nominato membro del Consiglio Nazionale della Ricerca Scientifica proprio in virtù dei suoi studi sull’omosessualità desta il fondato sospetto che il libro sia stato scritto su commissione…</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso autore, del resto, scrive una postfazione che ha tutto il sapore di un servile omaggio alla potentissima <em>lobby</em> omosessuale. Infine Sergent si lascia sfuggire che l’umanità non avrebbe mai sperimentato tanta libertà sessuale come nell’epoca della pederastia iniziatica: parole che suonano quasi come un’istigazione alla pedofilia…</p>
<p>* * *</p>
<p>Bernard Sergent, <a rel="nofollow" href="http://www.amazon.fr/gp/product/2228890529/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=centrostudila-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1642&amp;creative=19458&amp;creativeASIN=2228890529" target="_blank"><em>Homosexualité et initiation chez les peuples indo-européens</em></a>, Payot, Paris 1996, pp. 670.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/omosessualita-iniziatica-tra-gli-indoeuropei.html' addthis:title='Omosessualità iniziatica tra gli Indoeuropei? ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Cospirazione globale</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 15:31:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fabbri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le estrose congetture di Icke sono probabilmente all’origine del successo dello studioso inglese presso un pubblico di massa: ma considerando le follie che abbiamo sotto gli occhi non si può escludere nessuna strada per cercare di dare una spiegazione a fenomeni che sfuggono a ogni comprensione razionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/cospirazione-globale.html' addthis:title='Cospirazione globale '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/teiwaz.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Teiwaz" /><br/><p style="text-align: justify;">Che la globalizzazione sia il risultato di un piano accuratamente studiato a tavolino non è certo un mistero, almeno per chi sia disposto a togliere le fette di salame dagli occhi!</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia le teorie del complotto non sono mai riuscite a convincere fino in fondo. Le interpretazioni complottiste sono nate nell’ambiente del cattolicesimo controrivoluzionario e sono state utilizzate dalla propaganda nazifascista, per questo tali teorie vengono generalmente screditate in quanto associate al fanatismo religioso o ideologico.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure l’analisi del mondialismo e della sua genesi storica porta necessariamente alla tesi complottista, anche se il fenomeno viene osservato da un punto di vista assolutamente laico e non politicizzato. È il caso del giornalista inglese David Icke, che in gioventù ha militato in un movimento ecologista di sinistra e che, riflettendo sugli avvenimenti sempre più assurdi di fine XX secolo, ha cominciato a studiare il fenomeno mondialista, riuscendo a catalizzare l’interesse di un pubblico giovane e assai variegato per appartenenze sociali e politiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__guida_david_icke_cospirazione_globale.php?pn=76" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-7601" style="margin: 10px;" title="la-guida-di-david-icke-alla-cospirazione-globale" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/la-guida-di-david-icke-alla-cospirazione-globale.jpg" alt="" width="200" height="303" /></a>Nel suo saggio monumentale <em><a title="La guida di David Icke alla cospirazione globale" href="http://www.webster.it/libri-guida_david_icke_cospirazione_globale-9788862290173.htm?pn=76" target="_blank">La guida di David Icke alla cospirazione globale (e come fermarla)</a> </em>l’autore inglese descrive il sistema di potere mondialista a partire dalle più lontane origini: dalla nascita delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/" target="_blank">religioni</a> alla formazione delle logge massoniche, ai gruppi di potere di varia ispirazione che controllano il mondo finanziario e politico. Icke colora le sue tesi con elementi culturali ispirati a teorie esoteriche, paranormali, extraterrestri…</p>
<p style="text-align: justify;">Le estrose congetture di Icke sono probabilmente all’origine del successo dello studioso inglese presso un pubblico di massa: condire la materia dell’attualità con Templari, Rosacroce, Rettiliani e società segrete costituisce un richiamo di sicuro interesse. Si tratta di elementi forse fantasiosi, ma considerando le follie che abbiamo sotto gli occhi non si può escludere nessuna strada per cercare di dare una spiegazione a fenomeni che sfuggono a ogni comprensione razionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Icke definisce il sistema di potere mondiale che si sta configurando come il “fascismo comunista”! Per la verità la globalizzazione, coi suoi presupposti universalisti, è molto più simile al comunismo, però l’espressione di Icke ha una sua efficacia perché richiama l’idea di una forma di autoritarismo elevata all’ennesima potenza che riassume le più truci caratterizzazioni dei regimi totalitari.</p>
<p style="text-align: justify;">La globalizzazione sembra presentare tutti gli ingredienti del satanismo, e le ipotesi sui rituali segreti che si svolgono nelle logge massoniche sono certamente il punto cardine dell’indagine sul mondialismo: per fidelizzare gli adepti e per sopprimere le coscienze non si può escludere che all’interno delle logge si consumino sacrifici umani, cannibalismo, pedofilia…</p>
<p style="text-align: justify;">Il gruppo di superpotere mondiale che sta guidando la globalizzazione si definisce col termine di “Illuminati”, che riprende la denominazione “Illuminati di Baviera”, la loggia massonica del XVIII secolo che si proponeva l’obiettivo di abolire la famiglia e la proprietà privata!</p>
<p style="text-align: justify;">Pezzi forti del saggio di Icke  sono i capitoli sullo stato d’Israele e sul razzismo sionista, la ricostruzione dell’attentato alle Torri Gemelle, la cui versione ufficiale non convince neanche i bambini, l’onnipresenza della famiglia Rothschild nella storia degli ultimi 200 anni, l’analisi delle strutture di potere orwelliane degli stati “democratici”. Icke espone poi le ipotesi più inquietanti di controllo totale che si profilano all’orizzonte: <em>microchip </em>applicati sulle persone, controllo mentale, manipolazioni cerebrali, scie chimiche…</p>
<p style="text-align: justify;">Una parte significativa del lavoro di Icke è dedicata alle falsificazioni e alle contraffazioni della storia, talvolta imposte per legge come verità di stato e inculcate nelle menti dei giovani da un sistema d’istruzione che sconfina negli abusi psicologici sui minori!</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/dvd-video/__e_tempo_scegliere.php?pn=76" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-7600" title="e-tempo-di-scegliere" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/e-tempo-di-scegliere.jpg" alt="" width="360" height="360" /></a>Per chi non vuole addentrarsi in una lettura approfondita, Icke ha realizzato anche un video in tre DVD in cui espone le sue tesi in forma riassuntiva e sicuramente più coinvolgente per il pubblico. Il cofanetto dei DVD è corredato da un libretto che contiene ulteriori dati scientifici: di particolare interesse sono le ipotesi sul cambiamento di identità sessuale probabilmente ottenuto con manipolazioni genetiche e accompagnato da una propaganda femminista e omosessuale il cui ossessivo martellamento fa impallidire l’apparato propagandistico delle grandi dittature del XX secolo! In particolare Icke nota come i furibondi attacchi alla sessualità maschile vadano di pari passo con il verificarsi di fenomeni di cambio di sesso osservati recentemente in alcune specie animali e mai riscontrati in precedenza. Inoltre si verifica un aumento delle nascite di femmine, mentre normalmente le nascite dei neonati maschi sono leggermente superiori a quelle delle femmine. La possibilità che alla popolazione vengano somministrati estrogeni attraverso i cibi e le bevande sembra piuttosto verosimile: i comportamenti sempre più femminilizzati del genere maschile e l’aumento dei tumori al seno delle donne sono elementi che fanno pensare…</p>
<p style="text-align: justify;">A riprova della validità delle tesi di Icke c’è il fatto che il sistema ha reagito rabbiosamente ai suoi studi: il giornalista inglese è stato preso per matto e accusato di diffamazione, di diffusione di false notizie e, naturalmente, di… razzismo (!?!). Evidentemente deve aver colpito nel segno…</p>
<p style="text-align: justify;">In generale l’opera di Icke, anche se talvolta indulge a elementi sensazionalistici, rappresenta tuttavia un valido contributo alla demistificazione dell’ideologia mondialista. È confortante osservare che i risvegliati cominciano a manifestarsi nell’ambito delle più varie provenienze culturali: forse è l’inizio di una rivoluzione della consapevolezza e del buon senso che può segnare un importante salto di qualità antropologico per l’umanità dei tempi a venire.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">David Icke, <a title="La guida di David Icke alla cospirazione globale" href="http://www.webster.it/libri-guida_david_icke_cospirazione_globale-9788862290173.htm?pn=76" target="_blank"><em>La guida di David Icke alla cospirazione globale (e come fermarla)</em></a>, Macro Edizioni, Cesena 2009, pp.744</p>
<p style="text-align: justify;">David Icke, <a title="E' tempo di scegliere" href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/dvd-video/__e_tempo_scegliere.php?pn=76" target="_blank"><em>È tempo di scegliere. Freedom or Fascism</em></a>, Macrovideo, Cesena 2009, (3 DVD)</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.davidicke.com" target="_blank">www.davidicke.com</a></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/cospirazione-globale.html' addthis:title='Cospirazione globale ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Cantami, o Diva…</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 15:32:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fabbri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una rilettura de Le Muse e l’origine divina della parola e del canto di Walter Friedrich Otto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/cantami-o-diva%e2%80%a6.html' addthis:title='Cantami, o Diva… '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.libriefilm.com/le-muse-e-lorigine-divina-della-parola-e-del-canto/395" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-7535" style="margin: 10px;" title="le-muse" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/le-muse-161x300.jpg" alt="" width="161" height="300" /></a>Cantami, o Diva…</em></p>
<p style="text-align: justify;">La cultura occidentale esordisce con l’invocazione alla Musa all’inizio dell’<em>Iliade</em>: a partire da questa considerazione possiamo cogliere il senso del saggio che Walter Friedrich Otto pubblicò nel 1954 sul dibattuto tema dell’origine del linguaggio: <a title="Le muse e l'origine divina della parola e del canto" href="http://www.libriefilm.com/le-muse-e-lorigine-divina-della-parola-e-del-canto/395" target="_blank"><em>Le Muse e l’origine divina della parola e del canto</em></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio di Otto prende le mosse dalle Ninfe, le creature mitiche che popolavano gli elementi naturali e che provocavano in chi si abbandonava alla contemplazione della natura un terremoto spirituale simile a quello dell’invasamento poetico. Come le Ninfe, anche le Muse rapiscono l’animo dei mortali elevandoli al ruolo di poeti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le Muse, dal cui nome deriva quel potente regno dei suoni che chiamiamo “musica”, erano figlie di Zeus e di Mnemosyne. Generate dal Padre degli dèi e dalla madre titanica che simboleggia la memoria, le nove divinità olimpiche davano voce al prodigio del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">La mitologia ha tramandato anche le storie dei figli delle Muse, Lino, Orfeo, Tamiri, Reso, che rappresentavano le diverse modalità espressive del canto e della poesia.</p>
<p style="text-align: justify;">In epoca cristiana, nell’anno 404, un incendio distrusse le statue delle Muse nel Senato di Costantinopoli. Secondo Zosimo, che riporta l’episodio, quello era il segno della profonda diseducazione che stava per sopraggiungere sul genere umano.</p>
<p style="text-align: justify;">Otto ritiene che il mito delle Muse sia la più convincente dimostrazione dell’origine divina del linguaggio, che sarebbe nato innanzi tutto come canto. Infatti il linguaggio può essere un semplice sistema di segnalazione acustica, ma quando si esprime con un canto articolato, come avviene anche in alcune specie animali, il linguaggio presuppone un atteggiamento di autorappresentazione che mette un essere in relazione col mondo: nel canto risuona un sapere vivente.</p>
<p style="text-align: justify;">Come già sosteneva von Humboldt, nella lingua le cose si fanno presenti: esse appaiono alla parola come entità mitiche. A riprova di questo si pensi a tanti concetti astratti che sono nati come personificazioni: l’amore, la libertà, la fedeltà, la vittoria…</p>
<p style="text-align: justify;">E non solo le Muse cantano, ma danzano anche, e nella danza il corpo ritrova interamente se stesso, nell’andamento ritmico che segue la musica.</p>
<p style="text-align: justify;">Le teorie moderne sull’origine del linguaggio parlano di una nascita della parola dovuta a motivi utilitaristici. Ma in realtà ogni lingua umana ha una ricchezza e una capacità di sfumature stupefacenti, e se la lingua dovesse soddisfare solo necessità materiali, basterebbe esprimersi coi versi degli animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio per questo i poeti e i musicisti sono i rappresentanti di un parlare assolutamente originale. Un concetto di questo genere esprimeva anche <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/johann-wolfgang-goethe" target="_blank">Goethe</a></span>, quando affermava che ascoltando la musica di Bach gli sembrava di sentire qualcosa di accaduto nel petto di Dio poco prima della creazione del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro di Otto è ancora una lettura formativa per gli studiosi della classicità e delle discipline linguistiche, anche se per alcuni aspetti il saggio è superato dalla ricerca filologica più recente (ad esempio Otto riporta la vecchia <a title="Juno Moneta" href="http://www.centrostudilaruna.it/la-degenerazione-della-moneta.html" target="_blank">etimologia di Juno Moneta</a>, recentemente chiarificata dal Prof. <a title="Jean Haudry" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/jean-haudry/" target="_blank">Jean Haudry</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Una conclusione, quella di Otto, che richiama in qualche modo l’idea heideggeriana del “mettersi in ascolto”: le parole sono un tutt’uno col canto della dea, ovvero l’apertura rivelativa del mondo e del divino.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Walter Friedrich Otto, <a title="Le muse" href="http://www.libriefilm.com/le-muse-e-lorigine-divina-della-parola-e-del-canto/395" target="_blank"><em>Le Muse e l’origine divina della parola e del canto</em></a>, Fazi Editore, Roma 2005, pp.132.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/cantami-o-diva%e2%80%a6.html' addthis:title='Cantami, o Diva… ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Metafisica dell’addio</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 15:09:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fabbri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Metafisica dell’addio. Studi su Emil Cioran di Antonio di Gennaro costituisce un utile contributo alla conoscenza dell’autore rumeno in occasione del centenario dalla nascita del filosofo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/metafisica-dell%e2%80%99addio.html' addthis:title='Metafisica dell’addio '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8854839167/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8854839167" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-7496" style="margin: 10px;" title="826-9 copertina" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/metafisica-dell-addio.jpg" alt="" width="200" height="299" /></a>Antonio Di Gennaro ha pubblicato una raccolta di studi dedicati ad <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/emil-cioran">Emil Cioran</a></span> sotto il titolo suggestivo di <a title="Metafisica dell'addio" href="http://www.amazon.it/gp/product/8854839167/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8854839167"><em>Metafisica dell’addio</em></a>. Le ricerche di Di Gennaro enucleano i temi portanti della filosofia di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/emil-cioran">Cioran</a></span> indicando strade di ricerca per uno sviluppo dei temi proposti dal pensatore rumeno, che nell’epoca del nichilismo trionfante emerge in tutta la sua gigantesca statura.</p>
<p style="text-align: justify;">La filosofia come “ermeneutica delle lacrime”, la necessità della preghiera pur nella consapevolezza dell’assenza di Dio, l’incoscienza del sonno come liberazione suprema…</p>
<p style="text-align: justify;">I concetti che avevano trovato per la prima volta in Giacomo Leopardi una voce significativa, in <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/emil-cioran">Cioran</a></span> vengono dilatati e portati all’esasperazione, fino a configurare quella che Di Gennaro definisce come una vera e propria “patosofia”, ovvero un pensiero che nasce dalla sofferenza, dal male di vivere e dal sapersi di troppo in questo mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Di Gennaro individua un percorso di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/emil-cioran">Cioran</a></span> verso una involuzione della coscienza, fino ad arrivare ad una sorta di abolizione dell’anima, all’annullamento della volontà: si tratta di concezioni che quasi richiamano l’ascesi buddhista.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema della preghiera è in <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/emil-cioran">Cioran</a></span> fra i più densi e i più affascinanti: sentita come necessità inderogabile, la preghiera tuttavia diventa in <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/emil-cioran">Cioran</a></span> la provocazione di un miscredente, o un atto requisitorio rivolto ad un interlocutore fittizio che il pensiero s’inventa per non cadere in un vuoto monologo. E dal tema della preghiera innalzata a un Dio beffardo e diabolico nasce l’idea della scrittura come rivolta, come atto d’accusa, come vendetta!</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’ontologia del nulla elaborata da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/emil-cioran">Cioran</a></span> la noia si configura come una dimensione totalizzante, e la coscienza del tempo è un vero e proprio inferno.</p>
<p style="text-align: justify;">Un capitolo del libro è dedicato al piacere più grande che sia concesso al genere umano: il sonno. Il “sonno senza sogni”, ovvero la morte di cui parlava Leopardi nelle <a title="Operette morali" href="http://www.libriefilm.com/operette-morali/7207" target="_blank"><em>Operette morali</em></a>, trova in <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/emil-cioran">Cioran</a></span> un degno interprete. La coscienza di esistere è infatti all’origine della sofferenza e il pensiero di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/emil-cioran">Cioran</a></span> elabora l’apologia del sonno, un sonno che traghetta l’anima al piacere della dissolvenza, all’abbandono nel Nirvana.</p>
<p style="text-align: justify;">I temi sempre stimolanti della funzione terapeutica della scrittura e della  tentazione del suicidio concludono questo brillante volumetto di Antonio Di Gennaro: un utile contributo alla conoscenza dell’autore rumeno, e un omaggio doveroso a cento anni dalla nascita di questo genio filosofico.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Antonio Di Gennaro, <a title="Metafisica dell'addio" href="http://www.amazon.it/gp/product/8854839167/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8854839167" target="_blank"><em>Metafisica dell’addio. Studi su <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/emil-cioran">Emil Cioran</a></span></em></a>, Aracne Editrice, Roma 2011, pp.104.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/metafisica-dell%e2%80%99addio.html' addthis:title='Metafisica dell’addio ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Conflitti di razza, conflitti di classe</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 15:31:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fabbri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Les Races et les Classes di Albert Caraco è un buon testo di riferimento per meditare sulle questioni razziali, che i mass media affrontano con una sconcertante superficialità e con un tono moralistico decisamente fuori luogo, data la gravità del problema.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/conflitti-di-razza-conflitti-di-classe.html' addthis:title='Conflitti di razza, conflitti di classe '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;">Albert Caraco ha affrontato in un corposo saggio il tema del razzismo, argomento che sembrava scomparso dal dibattito culturale nella seconda metà del ‘900, ma che oggi è tornato prepotentemente di attualità, poiché la classe dirigente mondialista è impegnata in un goffo tentativo di coprire i suoi loschi affari con infantili argomentazioni antirazziste.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.fr/gp/product/2825131237/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=centrostudila-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1642&amp;creative=19458&amp;creativeASIN=2825131237" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-7470" style="margin: 10px;" title="les-races-et-les-classes" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/les-races-et-les-classes-190x300.jpg" alt="" width="190" height="300" /></a>Una lettura quindi di sicuro interesse <em><a title="Les races et les classes" href="http://www.amazon.fr/gp/product/2825131237/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=centrostudila-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1642&amp;creative=19458&amp;creativeASIN=2825131237">Les Races et les Classes</a> </em>di Caraco, anche perché l’autore francese affronta il tema col consueto distacco e con la consapevolezza che, se il mondo abitato dalle varie razze è uno solo, tuttavia sono infinite le ragioni che oppongono un gruppo all’altro. La complessità dei comportamenti umani mostra continuamente una mescolanza di amore e di odio, di razzismo e di universalismo che si possono riscontrare all’interno di uno stesso individuo o di una stessa concezione del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">La struttura del libro è molto agile e ben costruita, poiché si tratta di una serie di dialoghi che trattano i vari argomenti, dialoghi che si svolgono fra personaggi talvolta immaginari che rappresentano attitudini culturali o scelte ideologiche: il razzismo e l’umanesimo, il negrofilo e il negrofobo, il filosemita e l’antisemita…</p>
<p style="text-align: justify;">Il pensiero di Caraco non è mai semplicistico, e parte dall’idea che nessun concetto può resistere all’urto dello spirito critico. Se il nostro autore afferma che le teorie razziste sono pregiudizi indimostrati, tuttavia è altrettanto diffidente delle teorie egualitarie, i cui assiomi sfiorano l’osceno. La conclusione che se ne ricava è il fallimento di ogni morale e di ogni illusione di progresso: al di là delle teorie razziste e di quelle egualitarie, Caraco vede soltanto una massa subumana di sciocchi, di folli, di codardi e di bruti!</p>
<p style="text-align: justify;">Alcune osservazioni di Caraco sono profetiche, se si pensa che il libro è stato scritto nel 1967. Caraco afferma: “entriamo in un mondo in cui la follia è l’elemento costitutivo dell’ordine”; e ancora: “il buon senso sarà considerato un’eresia”. Sembra l’esatta descrizione del mondo globalizzato!</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-7075" style="margin: 10px;" title="albert-caraco" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/albert-caraco.jpg" alt="" width="153" height="161" />Per non parlare della delirante “Pace Messianica” che oggi viene propagandata con tanta insistenza e che, per Caraco, non sarà altro che un cimitero dello Spirito in cui i despoti avranno campo libero.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti nel vuoto ecumenico della civiltà contemporanea Caraco intravede grandi spazi per la resurrezione dei fanatismi, e mostra che sia il razzismo sia l’uguaglianza si prestano al rischio ideologico: ovvero un riduzionismo semplicistico che viene utilizzato dalla classe politica per offrire alle masse una facile quanto illusoria chiave di lettura della realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">L’insopprimibile differenza fra gli individui spinge le istituzioni democratiche a esercitare continuamente l’intimidazione, la violenza e la sopraffazione per attuare l’uguaglianza; d’altra parte sotto l’apparente calma del linguaggio istituzionale, covano diffidenze e sospetti reciproci destinati verosimilmente a generare esplosioni di violenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’epoca dell’<em>Ancien Régime </em>la disuguaglianza istituzionalizzata col sistema delle caste aveva in qualche modo limitato la violenza, mentre le teorie democratiche hanno scatenato forze distruttive che hanno dato vita alle grandi dittature del XX secolo e che stanno costruendo un regime di tirannia globale che Caraco immaginava e che oggi stiamo sperimentando sulla nostra pelle…</p>
<p style="text-align: justify;">La conclusione del nostro autore è che l’illuminismo ha aperto gli occhi all’umanità, ma solo per fargli vedere le tenebre in cui è avvolta: il mondo non può essere nulla di più che un inferno organizzato!</p>
<p style="text-align: justify;">Di grande interesse sono le osservazioni sui meticci che presentano personalità particolarmente sfaldate proprio in virtù della loro molteplice appartenenza. Del resto è proprio per questo motivo che il mondialismo vuole imporre l’imbastardimento universale: per controllare e manipolare a piacimento una massa indistinta di individui amorfi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845913821/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845913821"><img class="alignright size-full wp-image-7471" title="breviario-del-caos" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/breviario-del-caos1.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>Caraco ritiene che l’esplosione demografica porti inevitabilmente allo scoppio di feroci conflitti razziali: gli uomini sono troppo numerosi perché la tolleranza sia praticabile. Ma in questa desolante visione non mancano profetiche allusioni alle reazioni contro la globalizzazione: la scomparsa delle nazioni lascerà spazio alla rinascita di identità locali. Non ci saranno più Francesi, ma Bretoni, Alsaziani, Provenzali, Corsi…</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro fenomeno intravisto dal lungimirante Caraco era il riaffacciarsi di un certo razzismo neocoloniale che va a braccetto con la <em>lobby </em>ebraica e che utilizza la propaganda sionista come foglia di fico per coprire inconfessabili interessi: è proprio questa la logica delle moderne guerre “umanitarie”.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre il pensatore francese non risparmia le frecciate alla Chiesa Cattolica, che in passato rifiutava l’ordinazione di sacerdoti di colore e che nel corso del XX secolo si è totalmente ebraicizzata!</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema religioso, sempre centrale in Caraco, è affrontato dal punto di vista della fine della storia: i sistemi di pensiero che dall’Ebraismo sono scaturiti, Cristianesimo, Islam e comunismo, confluiranno nell’orizzonte del messianismo ecumenico, che però sembra destinato non tanto a concludere la storia, quanto a preparare una deflagrazione universale…</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Les races et les classes" href="http://www.amazon.fr/gp/product/2825131237/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=centrostudila-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1642&amp;creative=19458&amp;creativeASIN=2825131237"><em>Les Races et les Classes</em></a> è quindi un buon testo di riferimento per meditare sulle questioni razziali, che i <em>mass media </em>affrontano con una sconcertante superficialità e con un tono moralistico decisamente fuori luogo, data la gravità del problema.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Albert Caraco, <a title="Les races et les classes" href="http://www.amazon.fr/gp/product/2825131237/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=centrostudila-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1642&amp;creative=19458&amp;creativeASIN=2825131237"><em>Les Races et les Classes</em></a>, Éditions l’Âge d’Homme, Lausanne 1967, pp. 416.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/conflitti-di-razza-conflitti-di-classe.html' addthis:title='Conflitti di razza, conflitti di classe ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Stregonerie?</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 14:56:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fabbri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei paesi anglosassoni comincia ad avere una significativa diffusione la Wicca, la religione inventata da Gerald Gardner negli anni ’50 del secolo scorso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/stregonerie.html' addthis:title='Stregonerie? '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.amazon.it/gp/product/0738702226/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=0738702226" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-7444" style="margin: 10px;" title="paganism" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/paganism.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>Nei paesi anglosassoni comincia ad avere una significativa diffusione la <em>Wicca</em>, la religione inventata da Gerald Gardner negli anni ’50 del secolo scorso. La <em>Wicca</em> è una forma di paganesimo dai tratti piuttosto incerti, e i suoi seguaci si qualificano generalmente con l’appellativo di “streghe” e “stregoni”. Ma oltre alla <em>Wicca</em> si diffondono forme di culti pagani dalle più varie connotazioni, ispirati a mitologie egizie, babilonesi, greco-romane, celtiche, germaniche…</p>
<p style="text-align: justify;">Un tentativo di fare un qualche inquadramento degli indirizzi dottrinali di queste forme di religiosità è stato fatto da Joyce e River Higginbotham nel libro <a title="Paganism" href="http://www.amazon.it/gp/product/0738702226/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=0738702226" target="_blank"><em>Paganism. An Introduction to Earth-Centered Religions</em></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli autori prendono in considerazione la realtà americana, dove si calcola che i seguaci del sacro alternativo siano oltre un milione. In generale questi culti pagani si caratterizzano per un pronunciato individualismo religioso, per una organizzazione sacerdotale flessibile, per una scarsa propensione al proselitismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni culti, in particolare la <em>Wicca</em>, insistono soprattutto sulla specificità dell’approccio femminile al sacro, e in certi casi si formano congreghe di sole donne. Molti gruppi pagani, infatti, sono profondamente influenzati da ideologie progressiste, socialiste, femministe, e spesso sono completamente succubi della “correttezza politica”. Tuttavia i credenti monoteisti e gli atei sembrano poco inclini a ricambiare la cortesia, visto che i seguaci del paganesimo non sono presi troppo sul serio nella società contemporanea!</p>
<p style="text-align: justify;">Forse sarebbe meglio tener presente che i fumosi concetti ideologici di “progresso” e di “emancipazione” sono chiaramente desunti dal monoteismo biblico…</p>
<p style="text-align: justify;">Nel quadro della libertà di culto, comunque, le <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/" target="_blank">religioni</a> pagane sono state riconosciute come tali in alcune vertenze giudiziarie, anche se manca ancora un riconoscimento istituzionale di tali culti.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si può negare che spesso i neopaganesimi si caratterizzino per una concezione molto superficiale del fenomeno religioso, tuttavia non mancano personalità di una certa caratura culturale fra gli aderenti alle nuove/antiche <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/" target="_blank">religioni</a>, e alcuni gruppi stanno anche effettuando interessanti esperimenti di autoproduzione e di autoconsumo con particolare attenzione a temi ecologici.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista dottrinale lo scenario è estremamente variegato. La più importante caratterizzazione di tutti i paganesimi è il rifiuto dell’idea del peccato originale, inoltre si ammette una pluralità di dèi che varia a seconda delle interpretazioni. Ovviamente non esistono dogmi né gerarchie centralizzate, ma in generale si concorda sulla percezione dell’universo come di un qualcosa in cui si avverte la scintilla del divino in ogni singola parte, e da questa concezione si ricava l’idea di una intima connessione fra l’elemento umano e la natura. C’è una certa disponibilità ad accogliere idee provenienti da qualsiasi forma religiosa, anche sui temi etici, che in genere restano piuttosto indefiniti. Per quanto riguarda il <em>post mortem</em> ci sono diverse posizioni: sopravvivenza dell’anima, reincarnazione, dissoluzione nella natura…</p>
<p style="text-align: justify;">D’altra parte, se è vero che alcune di queste concezioni sembrano venire da <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/" target="_blank">religioni</a> istituzionalizzate, non bisogna dimenticare che gli stessi cristiani avevano a loro volta riciclato credenze pagane, e che l’Ebraismo aveva accolto temi derivati dalle antiche culture mediorientali e persiane.</p>
<p style="text-align: justify;">Un curioso capitolo è dedicato alle relazioni vere o presunte del paganesimo col satanismo. Fin dall’<a title="antichità" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-antica/" target="_blank">antichità</a>, infatti, la pubblicistica cristiana assimilava il diavolo agli dèi pagani e talvolta anche oggi i gruppi pagani sono sospettati di satanismo. Nei secoli della caccia alle streghe certe sopravvivenze del paganesimo erano associate al demonio, e per questo i seguaci della <em>Wicca</em> si riferiscono a quegli avvenimenti nella costruzione del loro immaginario. Non si può escludere che frange fuori controllo si dedichino a pratiche sataniche, tuttavia essendo Satana un personaggio dei monoteismi, è a rigore incongruente l’adorazione del diavolo in un culto pagano. Esistono poi anche nei paganesimi figure di entità maligne che mostrano notevoli somiglianze col diavolo cristiano, come Seth per gli Egizi o Loki per i Germani.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro degli Higginbotham rappresenta un apprezzabile sforzo di fare il punto su argomenti poco frequentati dai grandi media, ed è dotato di una buona bibliografia che lo rende un importante punto di riferimento in materia.</p>
<p style="text-align: justify;">In un’epoca di grandi trasformazioni e di disorientamento generale è logico che ci si interroghi anche sul futuro delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/" target="_blank">religioni</a>; e a volte ci si rende conto che ciò che può sembrare nuovo è in realtà la riappropriazione di qualcosa che ci apparteneva già ma che avevamo dimenticato…</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Joyce &amp; River Higginbotham, <a rel="nofollow" href="http://www.amazon.it/gp/product/0738702226/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=0738702226" target="_blank"><em>Paganism. An Introduction to Earth-Centered Religions</em></a>, Llewellyn Publications, Woodbury Minnesota 2002, pp.250.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/stregonerie.html' addthis:title='Stregonerie? ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il ritorno degli Dei</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 14:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fabbri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Studiare la religione baltica rappresenta un prezioso contributo per la riscoperta della tradizione comune indoeuropea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-ritorno-degli-dei.html' addthis:title='Il ritorno degli Dei '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_7187" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><img class="size-full wp-image-7187" title="Il prof. Jonas Trinkunas" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/trinkunas.jpg" alt="Il prof. Jonas Trinkunas" width="150" height="200" /><p class="wp-caption-text">Il prof. Jonas Trinkunas</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nel clima surreale della globalizzazione si sente spesso parlare di “dialogo interreligioso”. Ma questa espressione riguarda essenzialmente lo scambio di cortesie fra le <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religioni</a> monoteiste, ovvero tra forme del sacro che hanno ben poco da dirsi, essendo assolutamente simili sul piano dottrinale!</p>
<p style="text-align: justify;">Pochi invece ricordano che la cultura originaria dei popoli europei affonda le radici nel paganesimo. Eppure c’è chi rivendica l’eredità culturale del politeismo, con tanto di riconoscimento giuridico: in Lituania i fedeli dell’antica <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religione</a> si sono strutturati nel movimento <a title="Romuva" href="http://www.romuva.lt/new/"><em>Romuva</em></a>, su iniziativa del Prof. Jonas Trinkunas.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo scarse fonti di informazione sulla religione dei popoli baltici; uno studio riassuntivo sul tema è il libro del ricercatore francese Philippe Jouet: <a title="Religion et mythologie des Baltes" href="http://www.libreriauniversitaria.it/religion-et-mythologie-des-baltes/libro/9788872522615?a=395521"><em>Religion et mythologie des Baltes</em></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il saggio di Jouet è una buona occasione per rivisitare forme religiose indoeuropee che affondano le radici in epoche particolarmente arcaiche. I popoli baltici, infatti, sono stati gli ultimi europei a essere cristianizzati: la Lituania fu ufficialmente pagana fino al XIV secolo e l’eredità pagana, peraltro così viva in tante altre zone d’Europa, è sempre stata particolarmente sentita dai Lituani, dai Lettoni, dagli Estoni, dai Prussiani. Le fonti scritte che parlano di questi popoli sono molto tarde, essendo soprattutto resoconti di missionari cristiani redatti nel tardo <a title="medioevo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/medioevo/">medioevo</a> o addirittura al tempo della Riforma protestante.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.libreriauniversitaria.it/religion-et-mythologie-des-baltes/libro/9788872522615?a=395521" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-7186" style="margin: 10px;" title="religion-et-mythologie-des-baltes" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/religion-et-mythologie-des-baltes.jpg" alt="" width="175" height="240" /></a>Un episodio particolarmente significativo che segnala il forte sentimento identitario delle popolazioni baltiche si svolge nel 1336: durante le Crociate del Nord i Cavalieri Teutonici assediano la città di Pilenai, e i guerrieri lituani, vedendosi senza scampo, uccidono donne e bambini poi a loro volta si fanno decapitare dal loro comandante!</p>
<p style="text-align: justify;">Un carattere tipico delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religioni</a> baltiche è infatti l’idea della comunità etnica in cui l’esercizio del culto è condizione necessaria all’esistenza della nazione. Pare comunque che la funzione sacerdotale non si manifestasse in una casta apposita; il sacerdozio sembra piuttosto accorpato alla funzione guerriera, denotando il retaggio di una fase particolarmente arcaica della storia indoeuropea.</p>
<p style="text-align: justify;">La divinità più importante è <em>Dievs</em> che rappresenta il cielo diurno, dispensatore di coscienza, di conoscenza e di discernimento. A fare da contraltare a questa divinità della luce c’è <em>Velns</em>, un vero e proprio demonio, signore del mondo notturno. Sono attestate inoltre divinità femminili che rappresentano la luce dell’aurora in vari aspetti, in relazione alla luce solare e a quella lunare. Particolarmente importante è anche la figura di <em>Perkunas</em>, un dio del tuono dalle caratteristiche guerriere.</p>
<p style="text-align: justify;">I racconti popolari narrano anche di un “luogo di felicità” che troverà il naturale sviluppo nell’idea cristiana di Paradiso. Si celebravano sacrifici con animali, spesso nel quadro di culti delle pietre o degli alberi. Durante la celebrazione di feste solstiziali si svolgevano riti estatici in cui gli uomini entravano in contatto con gli dèi, in uno stato di ebbrezza che ispirava un senso di immortalità. In caso di guerra potevano essere celebrati anche sacrifici umani in cui venivano immolati i prigionieri nemici; casi del genere sono attestati fino alla fine del 1300. Fra gli animali sacri è da notare una particolare venerazione dei serpenti considerati propizi alla fecondità. I culti erano spesso celebrati nelle foreste, ma sono esistiti anche dei templi già a partire dal I secolo a.C. Lo statuto della classe sacerdotale, come si è detto, è di incerta definizione, tuttavia esisteva la figura di una guida spirituale denominata <em>Kriwe</em>, che le fonti cristiane descrivono come una sorta di “papa” del paganesimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sappiamo anche che esistevano gruppi iniziatici di guerrieri assimilati ai licantropi, che richiamano istituzioni simili del mondo germanico.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli spiriti dei morti raggiungevano il cielo diurno, ma lasciavano residui psichici in piante o animali. Nell’aldilà pare che i morti dovessero affrontare delle prove, ma queste concezioni sono abbastanza sfumate e verosimilmente influenzate dalla mentalità cristiana degli studiosi che le hanno descritte.</p>
<p style="text-align: justify;">La <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religione</a> baltica rispecchia nel complesso i valori tipici delle civiltà pagane dell’Europa: una visione olistica della vita che istituisce una forte solidarietà fra l’uomo e gli elementi naturali, e una notevole capacità di astrazione simbolica. Studiare la civiltà dei Baltici rappresenta quindi un prezioso contributo per la riscoperta della tradizione comune indoeuropea.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Philippe Jouet, <a title="Religion et mythologie des Baltes" href="http://www.libreriauniversitaria.it/religion-et-mythologie-des-baltes/libro/9788872522615?a=395521"><em>Religion et mythologie des Baltes. </em><em>Une tradition indo-européenne</em></a>, Archè, Milano 2004, pp.196</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-ritorno-degli-dei.html' addthis:title='Il ritorno degli Dei ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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