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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Giovanni Pellegrino</title>
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		<title>Il vampirismo alla luce delle teorie di Jacques Vallée</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 16:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pellegrino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un tentativo di spiegazione di un clamoroso episodio di vampirismo avvenuto in Transilvania nel 1816 secondo le teorie di Jacques Vallée.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-vampirismo-alla-luce-delle-teorie-di-jacques-vallee.html' addthis:title='Il vampirismo alla luce delle teorie di Jacques Vallée '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/centrostudilaruna48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Centro Studi La Runa online" /><br/><p style="text-align: justify;">In questo articolo cercheremo di dare una spiegazione a un clamoroso e inspiegabile caso di vampirismo avvenuto in Transilvania nel 1816 utilizzando alcune teorie dell’ufologo franco-americano Jacques Vallée, ovvero l’esistenza della dimensione di Magonia, la capacità degli abitanti di Magonia di manipolare gli esseri umani, la teoria dell’”effetto termostato” e le modalità con le quali gli abitanti dell’universo parallelo di Magonia metterebbero in atto tale “effetto termostato”. Ci serviremo del seguente schema concettuale: in primo luogo esporremo in maniera dettagliata tale caso di vampirismo; in secondo luogo esporremo in maniera sintetica le teorie di Jacques Vallée, che utilizzeremo per spiegare il caso, e infine tenteremo di dimostrare che servendoci di queste teorie di Vallée è possibile dare una spiegazione sia a questo caso particolare sia alla convinzione dell’esistenza dei vampiri, convinzione che durò per molto tempo tra le popolazioni di molte nazioni europee. Per prima cosa esporremo un caso clamoroso di vampirismo avvenuto in Romania e più precisamente in Transilvania.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo scelto questo caso di vampirismo poiché ci sembra che difficilmente possa essere considerato solo una leggenda oppure solamente frutto della fantasia di qualche persona in vena di scherzi o soggetta ad allucinazioni.<br />
Tale apparizione di un vampiro è avvenuta nel 1816 in Romania e precisamente in un villaggio situato nei pressi di Cluj. Ciò che caratterizza questa storia di vampirismo è il fatto che dell’apparizione e delle vicende riguardanti il vampiro esiste addirittura un resoconto scritto redatto da un nobile che risiedeva in un castello situato nei pressi di Cluj. Tale resoconto è particolarmente attendibile perché è stato redatto circa un mese dopo la fine degli eventi, per cui si può escludere che si tratti di una leggenda nata dall’alterazione di fatti storici avvenuti molto tempo prima. Il documento è stato ritrovato per puro caso nella biblioteca del nobile, nascosto nelle pagine di un libro. Come vedremo, questa storia è molto diversa dalla maggior parte delle altre giacché cominciò in un’osteria di tale villaggio nei pressi di Cluj e si svolse davanti a molti testimoni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-vampiro/10208" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-9293" style="margin: 10px;" title="il-vampiro" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-vampiro-182x300.jpg" alt="" width="182" height="300" /></a>Era da alcune ore scesa la sera e come accadeva sempre nell’osteria del villaggio si era recato un buon numero di persone. Sembrava una serata come tutte le altre e gli avventori del locale erano intenti a svolgere le loro solite attività quando all’improvviso entrò quello che sembrò a tutti un personaggio molto sinistro, tanto è vero che immediatamente gli avventori smisero le loro attività e concentrarono l&#8217;attenzione sul misterioso personaggio. (uno degli avventori faceva parte della servitù del nobile). Scese un silenzio assoluto nell’osteria e tale silenzio si tramutò in vero e proprio terrore collettivo quando il sinistro personaggio disse di essere un vampiro e per dimostrare che non stava scherzando mostrò i suoi canini aguzzi avvicinandosi a vari avventori con la bocca aperta. Ma il peggio doveva ancora arrivare per uno degli avventori, che seduto a un tavolo stava bevendo insieme ad amici un bicchiere di vino. Il vampiro gli si avvicinò ma anziché limitarsi a mostrargli i denti lo morse sul collo. La ferita non era molto profonda e non destava preoccupazione. Tuttavia il vampiro gli disse che sarebbe morto entro pochi giorni e dopo aver pronunciato questa minaccia uscì lentamente dall’osteria dove secondo il resoconto scritto del nobile si era trattenuto per circa un quarto d’ora. Appena uscito il vampiro tutti si resero conto che non era stata un’allucinazione collettiva perché il povero avventore che era stato morso presentava sul collo le due ferite causate dal terrificante essere. Il nobile scrive nel suo resoconto che la persona che era stata morsa dal vampiro morì una settimana dopo in maniera misteriosa ed inquietante. Gli abitanti del villaggio decisero di bruciare il corpo dell&#8217;uomo ucciso dal vampiro al fine di evitare che diventasse anche lui un vampiro. Qui finisce la prima parte della storia: ma dobbiamo ora spiegare perché il nobile decise di mettere per iscritto tale episodio.</p>
<p style="text-align: justify;">Come abbiamo detto in precedenza uno degli avventori dell’osteria faceva parte della servitù del nobile e in quanto tale viveva al castello. Non appena tornò al castello raccontò questa storia incredibile al suo padrone, che la considerò priva di fondamento e si arrabbiò col servo, accusandolo di essersi ubriacato o di volerlo prendere in giro. Il servo raccontò al padrone che molte altre persone avevano visto il vampiro e che uno di essi portava addirittura sul collo i segni dell’incontro con il vampiro. Il giorno dopo il nobile mandò a chiamare alcuni degli avventori dell’osteria e rimase colpito dal fatto che tutti confermarono la versione data dal suo servo, ed egli stesso poté notare i segni dei denti del vampiro. A questo punto il nobile cominciò a credere alla storia di vampirismo e ordinò alla persona che era stata morsa dal vampiro di restare al castello. Nel suo dettagliato resoconto il nobile riferiva che tale persona, senza nessun motivo spiegabile razionalmente, si indebolì giorno dopo giorno, tanto che il giorno prima di morire non riusciva nemmeno ad alzarsi per pochi istanti dal letto. Oltretutto il nobile aveva ordinato a due suoi soldati di restare a guardia della porta che conduceva alla stanza dell&#8217;infermo per evitare che l’essere mostruoso potesse venirne nuovamente a contatto.</p>
<p style="text-align: justify;">La notte in cui l’uomo vampirizzato morì, quindi, davanti alla porta della sua stanza c’erano i soldati che impedivano a chiunque di entrare; nella stanza vi era un’ampia finestra in parte aperta e non sorvegliata, poiché la stanza si trovava nella parte alta del castello e quindi nessuno sarebbe potuto entrare. All’improvviso i soldati udirono deboli grida emesse dall’uomo che stava per morire: l’uomo pronunciò solo questa frase: “Il vampiro è venuto a prendermi”. Subito dopo aver sentito queste parole i soldati entrarono nella stanza e trovarono l’uomo in agonia, tanto che morì pochi minuti dopo senza riuscire a rispondere alle domande delle guardie, che non poterono fare altro che riferire al nobile della morte inquietante dell’uomo. Il nobile trovò la finestra della stanza completamente aperta e chiese ai soldati perché fosse spalancata nonostante egli avesse dato l’ordine di tenerla accostata. I soldati negarono di averla aperta, e anche il servo che assisteva il moribondo confermò che quando egli era entrato nella stanza qualche ora prima la finestra era solo parzialmente aperta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nobile insieme agli abitanti del villaggio decisero di bruciare il cadavere per evitare che diventasse un vampiro dopo la morte. Dopo circa un mese, durante il quale non vi furono altre apparizioni del vampiro né morti sospette, il nobile mise per iscritto la storia. Com’era apparso dal nulla così il vampiro scomparve definitivamente nel nulla, quasi fosse venuto da un’altra dimensione (la dimensione di Magonia).</p>
<p style="text-align: justify;">Il nobile decise di indagare su eventuali casi di vampirismo avvenuti nel passato a Cluj e nei paesi situati nelle vicinanze. Le ricerche si rivelarono infruttuose, tuttavia il nobile mise in evidenza nel suo resoconto scritto che circa una quarantina di anni prima del 1816 (anno nel quale avvenne il caso di vampirismo in discorso) nella città di Cluj era avvenuto un fatto misterioso che non poteva essere spiegato razionalmente, sebbene non fosse facile stabilire se si trattasse di un caso di vampirismo o dell’apparizione di un fantasma. Il nobile chiude il suo resoconto raccontando dettagliatamente anche questo fatto misterioso, che esporremo qui molto sinteticamente limitandoci però ad applicare le teorie di Vallée solo al caso del 1816.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nobile scrive riferisce il racconto di tre anziani abitanti di Cluj secondo cui circa 35-40 anni prima mentre stavano ritornando alle loro case a notte inoltrata avevano incontrato sulla strada un essere misterioso apparso dal nulla: la creatura della notte andò loro incontro e disse di essere un vampiro venuto a Cluj per far saper che entro poco tempo si sarebbero verificati nella città fatti spaventosi in quanto su tale città esisteva una maledizione lanciata dal vampiro stesso alcuni anni prima. Dopo qualche mese una giovane donna che viveva da sola in una casa alla periferia di Cluj si mise a letto e nel giro di una settimana perse completamente le sue energie come se qualcuno le succhiasse l’energia vitale giorno dopo giorno, tanto che un paio di giorni prima della sua morte sostenne che un vampiro era entrato più volte nella sua casa mordendola sul collo. A quel tempo le persone che la conoscevano non le credettero perché sul collo della donna non furono trovati segni di sorta. Come abbiamo messo in evidenza nel libro <em>I miti della società contemporanea</em> nell’epoca d’oro del vampirismo esisteva la convinzione che i vampiri lasciassero sempre i segni dei loro denti sul collo delle vittime, per cui non deve sorprendere che la donna venne considerata pazza dagli abitanti di Cluj.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia una settimana dopo la morte della donna un uomo raccontò che una notte il fantasma della donna era entrato nella sua stanza ed aveva avuto rapporti sessuali con lui annunciandogli che tali rapporti gli sarebbero costati la vita entro un mese poiché sulla donna esisteva la maledizione (contagiosa) di un vampiro. Una settimana dopo tale misterioso evento un altro uomo che abitava a Cluj sostenne che il fantasma di tale donna era apparso nella sua stanza da letto durante la notte e gli aveva proposto di avere rapporti sessuali con lei. L’uomo accettò la proposta della donna pur sapendo che ella era già apparsa una settimana prima all’altro abitante di Cluj. Prima di sparire la donna ripeté anche a questo secondo uomo che i rapporti sessuali che aveva avuto con lei gli sarebbero costati la vita entro un mese poiché ella gli aveva trasmesso la stessa maledizione del vampiro che l’aveva condotta alla morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Effettivamente dopo circa un mese i due uomini a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro furono costretti a mettersi a letto e divennero sempre più deboli come se un essere soprannaturale (vampiro o fantasma che fosse) avesse succhiato loro l’energia vitale. In pochi giorni morirono, ma anche in questo caso sul loro collo non furono trovati i segni che avrebbero dovuto lasciare i denti del vampiro o della vampira; entrambi gli uomini però riferirono nel corso della loro breve e misteriosa malattia che in più di un’occasione durante la notte erano apparsi loro contemporaneamente il vampiro e la donna morta e avevano ricordato la maledizione che li avrebbe uccisi. Così termina il resoconto scritto del nobile.</p>
<p style="text-align: justify;">A nostro avviso questo caso situato a metà strada tra le storie dei vampiri e le storie dei fantasmi sembrerebbe dare ragione a John Keel. Come abbiamo già scritto nell&#8217;articolo <em>Alcune riflessioni sulla teoria del superspettro di John Keel</em> l’ufologo americano sostiene che tutti i fatti misteriosi, anche quelli che sembrano non aver nessun legame fra loro, sono creati dall’energia di un’entità che Keel definisce “Superspettro”, perché situata in una zona dello spettro elettromagnetico non percepibile dagli organi di senso degli esseri umani.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece il caso di vampirismo avvenuto nel 1816 si potrebbe spiegare utilizzando alcune teorie di Jacques Vallée che ora esporremo in maniera sintetica per poi applicarle a tale caso di vampirismo e più in generale alla credenza dell’esistenza dei vampiri.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima teoria di Jacques Vallée che prenderemo in considerazione è quella circa l’esistenza di un universo parallelo al nostro, definito da Vallée “La dimensione di Magonia” ( nel folklore medievale Magonia era il mondo abitato da fate, gnomi, elfi e folletti i quali in determinate circostanze favorevoli potevano entrare nel nostro mondo ed in alcuni casi potevano anche rapire gli esseri umani per portarli nel mondo di Magonia). Secondo l’ufologo franco-americano gli abitanti della dimensione di Magonia (un universo parallelo al nostro) sarebbero in grado di interferire con le vicende del genere umano in vari modi: tali interferenze sarebbero finalizzate a manipolare la visione del mondo ed il comportamento degli esseri umani allo scopo di condizionare le loro credenze e i loro comportamenti senza che essi si rendano conto di subire sin dalla notte dei tempi l’influenza degli abitanti di Magonia. Come abbiamo scritto nell&#8217;articolo <em>Ipotesi sull’origine degli UFO</em> Vallée insieme a Keel deve essere considerato il fondatore della “New ufology”, che si basa sul presupposto che dietro la fenomenologia ufologica non si nascondano gli extraterrestri ma entità parafisiche provenienti da un universo parallelo, i quali fingerebbero di essere degli alieni per manipolare le credenze degli esseri umani (ipotesi parafisica dell’origine degli UFO).</p>
<p style="text-align: justify;">Vallée è convinto che gli abitanti della dimensione di Magonia interferiscano con le vicende degli esseri umani fin dagli inizi della storia assumendo di volta in volta le sembianze di esseri quali fate, gnomi, elfi, folletti, creature soprannaturali di vario tipo, alieni. Secondo l’ufologo franco-americano nel corso della storia del genere umano gli abitanti di Magonia si sono mascherati in maniera molto diversa dimostrando così di avere capacità camaleontiche e scegliendo sempre il travestimento più credibile nelle varie epoche storiche. Per fare due esempi molto significativi nel corso dell’età medievale essi avrebbero assunto la forma di fate, gnomi ed elfi perché in quel determinato periodo storico quasi tutti credevano nell’esistenza del “piccolo popolo” mentre oggi gli stessi abitanti di Magonia avrebbero scelto di travestirsi da alieni (dando così origine al fenomeno UFO) perché oggi noi ci troviamo nell’era spaziale nella quale moltissime persone credono nell’esistenza degli alieni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/i-credenti-degli-ufo/9293" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-9291" style="margin: 10px;" title="i-credenti-degli-ufo" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/i-credenti-degli-ufo.jpg" alt="" width="168" height="240" /></a>Come abbiamo scritto nei libri <a title="I credenti degli UFO" href="http://www.libriefilm.com/i-credenti-degli-ufo/9293" target="_blank"><em>I credenti degli UFO</em></a> e <em>Riflessioni sociologiche sul mistero degli UFO</em> Vallée e Keel sono gli autori dei libri che hanno dato il via all’esplosione e alla diffusione, prima negli Stati Uniti e poi in molte altre nazioni della “Nuova ufologia” (John Keel è l’autore di <em>UFO operazione cavallo di Troia</em> mentre Jacques Vallée è autore di <em>Passaporto per Magonia</em>: tali libri devono essere considerati i testi base della nuova ufologia che nacque nel 1969 negli Stati Uniti).</p>
<p style="text-align: justify;">Jacques Vallée è convinto che gli abitanti di Magonia assumano sembianze diverse nel corso dei secoli al fine di creare nel mondo degli esseri umani delle credenze, un clima socio-culturale (<em>Stimmung</em>), politico, religioso funzionale ai loro interessi e al loro scopo principale ovvero creare una visione del mondo (<em>Weltanschauung</em>) che permetta loro di manipolare le credenze e il comportamento degli esseri umani. Come abbiamo scritto nel libro <em>Una lettura sociologica della realtà contemporanea</em> gli esseri umani agiscono tenendo conto non tanto della realtà dei fatti ma della interpretazione che essi danno dei fatti, interpretazione che spesso non coincide con la realtà effettiva ma anzi tende a deformarla. Sempre in tale libro abbiamo sostenuto che in tutte le epoche storiche, compresa la nostra, quello che condiziona il comportamento degli uomini non sono tanto gli eventi storici e sociali ma la percezione collettiva di tali eventi. In sintesi, per manipolare gli esseri umani non è necessario modificare gli eventi storici ma è sufficiente modificare la percezione collettiva degli stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Una delle leggi fondamentali della sociologia è la legge definita del “<em>Come se</em>” (tale legge afferma che non importa che un evento sia reale per condizionare il comportamento degli esseri umani ma è sufficiente che gli esseri umani credano lo credano tale per condizionare il comportamento collettivo). Nei nostri libri intitolati <em>I credenti degli UFO</em> e <em>Riflessioni sociologiche sul mistero degli UFO</em> abbiamo evidenziato che la teoria parafisica dell’origine degli UFO fondata da John Keel e Jacques Vallée ha un senso solamente se si parte dal presupposto che le entità parafisiche tengano conto ed utilizzino proprio la legge sociologica del “<em>Come se</em>” per manipolare il comportamento degli esseri umani, dal momento che tale legge sociologica è valida non solo nel mondo contemporaneo ma in tutte le epoche storiche a partire da quelle più antiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-new-age-le-principali-dottrine-e-le-differenze-con-la-religione-cattolica/6043" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-9292" style="margin: 10px;" title="il-new-age" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-new-age.jpg" alt="" width="200" height="265" /></a>Tornando alle teorie di Jacques Vallée, riveste grandissima importanza la teoria dell’“effetto termostato” elaborata dall’ufologo franco-americano. Gli abitanti di Magonia creerebbero in tutte le epoche un clima socio-culturale favorevole al raggiungimento dei loro scopi e farebbero di tutto per mantenere inalterato tale clima. Di conseguenza il loro comportamento sarebbe paragonabile all’azione di un termostato, che una volta raggiunta in una casa la temperatura desiderata dal padrone fa sì che essa non subisca alcuna variazione, non diventando troppo fredda o troppo calda. Secondo Jacques Vallée gli abitanti di Magonia utilizzerebbero tre strategie per creare e mantenere costante il clima socio-culturale, dando così luogo all’“effetto termostato”: spaventare gli esseri umani assumendo le sembianze di creature e terrificanti e creando situazioni spaventose (ad esempio casi di vampirismo e licantropismo), dare luogo a situazioni ed eventi attraenti e piacevoli creando creature attraenti ed affascinanti (ad esempio le fate) e assumere comportamenti che creano confusione negli umani (ad esempio comportamenti contraddittori o privi di senso).</p>
<p style="text-align: justify;">Prenderemo spunto dalle teorie di Vallée per rispondere ai seguenti due interrogativi: come mai per lungo tempo in numerose nazioni europee e anche non europee moltissimi individui hanno creduto all’esistenza dei vampiri a tal punto da vivere nel terrore ogni volta che tramontava il sole? Come mai nella società contemporanea nessuno crede più all’esistenza dei vampiri?</p>
<p style="text-align: justify;">Riguardo alla prima domanda, accettando le teorie di Vallée si potrebbe rispondere che il fatto che tante persone in passato abbiano creduto al vampirismo sia dovuto al fatto che gli abitanti di Magonia volevano che gli esseri umani credessero all’esistenza dei vampiri perché tale credenza era funzionale al raggiungimento del loro scopo, ovvero condizionarne il comportamento manipolando la loro <em>Weltanschauung</em> (visione del mondo), la <em>Stimmung</em> e la <em>Bildung</em> dominanti nelle varie epoche storiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Per rispondere invece alla seconda domanda si potrebbe dire che gli uomini hanno smesso di credere all’esistenza dei vampiri perché gli abitanti dell’universo parallelo di Magonia sarebbero giunti alla conclusione che ciò non fosse più compatibile con il raggiungimento dei loro scopi. A questo punto tuttavia bisogna chiedersi in che modo, secondo Vallée, gli abitanti di Magonia avrebbero in un primo momento fatto sì che gli uomini credessero all’esistenza dei vampiri e in un secondo momento avrebbero convinto gli uomini che i vampiri non esistano.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Vallée gli abitanti di Magonia convinsero gli uomini dell’esistenza dei vampiri assumendo le sembianze di vampiri e penetrando nel nostro universo attraverso le finestre che mettevano in contatto due dimensioni parallele, la nostra e la loro; nel nostro universo, poi, essi aggredivano gli esseri umani. Quando gli abitanti di Magonia decisero che gli uomini non dovevano più credere ai vampiri smisero di assumerne le sembianze, e col passare del tempo nessuno credette più ai vampiri. Noi riteniamo plausibile questa spiegazione data da Vallée, però non ci sentiamo di escludere la possibilità, non considerata da Vallée, che gli abitanti di Magonia possano aver creato i vampiri utilizzando una forma di energia in loro possesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda il caso di vampirismo avvenuto nel 1816 in Romania, siamo stati colpiti da due elementi del resoconto redatto dal nobile. Il vampiro entrato nell’osteria sembrava interessato a dimostrare agli avventori che egli era un vampiro. Perché tanta teatralità? Se ipotizziamo che tale vampiro fosse un abitante di Magonia o un essere creato dall’energia degli abitanti di Magonia è facile rispondere: il vampiro avrebbe agito così perché in quel periodo storico gli abitanti di Magonia volevano convincere gli esseri umani dell&#8217;esistenza dei vampiri. In secondo luogo questo caso di vampirismo non può essere spiegato sostenendo che il vampiro non era reale ma un&#8217;allucinazione degli avventori. Contro l’ipotesi dell’allucinazione è possibile citare almeno tre argomentazioni contrarie: in primo luogo il vampiro è stato visto da numerosi avventori; in secondo luogo i segni del morso del vampiro presenti sul collo dell’uomo attaccato furono visti da tutti i presenti e anche dal nobile autore del resoconto; in terzo luogo se si fosse trattato di un’allucinazione l’uomo attaccato dal vampiro non sarebbe morto in maniera misteriosa in poco tempo, proprio come gli aveva predetto il vampiro.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riferimenti bibliografici</strong><br />
G. Pellegrino, <em>I miti della società contemporanea</em>, New Grafic Service, Salerno, 2004<br />
G. Pellegrino, <em>Alcune riflessioni sulla teoria del superspettro di John Keel</em>, nexusedizioni.it<br />
G. Pellegrino, <em>Ipotesi sull’origine degli UFO</em>, centrostudilaruna.it<br />
G. Pellegrino, <em>Una lettura sociologica della realtà contemporanea</em>, New Grafic Service, Salerno, 2003<br />
G. Pellegrino, <a title="I credenti degli UFO" href="http://www.libriefilm.com/i-credenti-degli-ufo/9293" target="_blank"><em>I credenti degli UFO</em></a>, Edisud, Salerno, 2002<br />
G. Pellegrino, <em>Riflessioni sociologiche sul mistero degli UFO</em>, Progetto Immagine, Torino, 2007</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-vampirismo-alla-luce-delle-teorie-di-jacques-vallee.html' addthis:title='Il vampirismo alla luce delle teorie di Jacques Vallée ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il mistero di Atlantide</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 15:42:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alcune teorie riguardanti il mistero di Atlantide e il suo presunto collegamento con quello del "Triangolo delle Bermude".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-mistero-di-atlantide.html' addthis:title='Il mistero di Atlantide '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/centrostudilaruna48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Centro Studi La Runa online" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-8783" style="margin: 10px;" title="atlantide" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/atlantide1-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" />In questo articolo prenderemo in considerazione alcune teorie riguardanti il mistero di Atlantide, un continente che secondo alcuni si sarebbe inabissato migliaia di anni fa nell’Oceano Atlantico in seguito ad un cataclisma di proporzioni apocalittiche oppure, secondo altri, in seguito ad una serie di cataclismi che avrebbero provocato il graduale inabissamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci occuperemo di alcune teorie che riguardano due aspetti del mistero di Atlantide, ovvero la collocazione geografica di Atlantide e delle sue colonie, fondate prima o dopo la distruzione e l’inabissamento del perduto continente, e il possibile rapporto esistente tra il mistero di Atlantide e quello del Triangolo delle Bermude. Come abbiamo sostenuto in due libri intitolati <em>Una lettura sociologica della realtà contemporanea</em> e <em>I miti della società contemporanea</em>, nella società del nostro tempo è riscontrabile un crescente interesse per ciò che fa parte della dimensione del mistero. Alcuni sociologi hanno definito tale fenomeno con la suggestiva espressione “reincanto del mondo”. Nell’ambito di tale crescente interesse per l’universo del mistero un posto di rilievo è occupato dal mistero di Atlantide, che ha fatto molto discutere sin dai tempi antichi ma che a partire dalla seconda metà del XX secolo ha attirato sempre più l’interesse sia degli studiosi sia dell’opinione pubblica (secondo gli storici delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religioni</a> tale perdurante interesse sarebbe dovuto a quella che nel linguaggio della storia delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religioni</a> prende il nome di “nostalgia delle origini”).</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le principali teorie riguardanti la collocazione geografica di Atlantide e delle sue colonie riteniamo opportuno citare innanzitutto le teorie elaborate da Ignatius Donnelly, uno studioso che ha giocato un ruolo importante nel difficile tentativo di dare risposta al problema della collocazione geografica del continente sommerso. Il libro di Donnelly ebbe un così grande successo che ancora negli ultimi anni del XX secolo è stato più volte ripubblicato. Esso ha avuto un’influenza determinante sugli studi riguardanti Atlantide, anche se, pur essendo innegabili i pregi di alcune teorie, sono presenti anche alcune entusiastiche esagerazioni che ne limitano l’attendibilità; ciò nonostante, i sostenitori di Donnelly sono ancora oggi moltissimi e tendono a dare poca importanza a tali esagerazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la teoria di Donnelly Atlantide fu la prima civiltà mondiale, nonché la potenza colonizzatrice e civilizzatrice dell’intero litorale atlantico, del bacino del Mediterraneo, dell’America del sud e centrale, del Baltico e anche dell’India e di alcune regioni dell’Asia centrale. Inoltre secondo Donnelly Atlantide fu altresì la patria dell’alfabeto. Donnelly sostiene che i miti e le leggende dell’<a title="antichità" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-antica/">antichità</a> non siano altro che versioni confuse ed annebbiate di fatti storicamente avvenuti nel perduto continente di Atlantide.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/una-civilta-sotto-ghiaccio/8630" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-6007" style="margin: 10px;" title="una-civilta-sotto-ghiaccio" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/una-civilta-sotto-ghiaccio-186x300.jpg" alt="" width="186" height="300" /></a>Nel tentativo di dare un peso scientifico alle sue teorie su Atlantide Donnelly studiò con grande attenzione il racconto di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/platone">Platone</a></span> su Atlantide e compì ricerche su tutti i terremoti e gli inabissamenti di proporzioni catastrofiche avvenuti in tutti i tempi storici. Donnelly studiò in particolare i terremoti e i conseguenti maremoti che avevano causato la scomparsa di isole o di fasce costiere a Giava, a Sumatra, in Sicilia e anche al largo dell’Oceano Indiano dove si era inabissata una terra molto estesa, per provare così che un cataclisma come quello che avrebbe provocato la sommersione del continente di Atlantide era scientificamente possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">A dire di Donnelly, tuttavia, l’Oceano Atlantico era la zona più instabile e mutevole tra tutte le aree del globo terrestre. Nel XVIII secolo vi furono in Islanda vari terremoti che fecero emergere un’isola la quale poi se ne tornò immediatamente in fondo al mare. Tale isola venne subito rivendicata dal re di Danimarca il quale tuttavia non ebbe il tempo di impadronirsene, in quanto essa si inabissò subito nelle acque dell’Oceano Atlantico. Inoltre Donnelly, nel descrivere il disastroso terremoto che distrusse nel XVIII secolo Lisbona causando la morte di sessantamila persone, mise in evidenza che l’epicentro si trovava con tutta probabilità nei fondali dell’Oceano Atlantico. Donnelly sostenne che tale terremoto fosse il successore di quell’apocalittico terremoto che migliaia di anni prima aveva causato la distruzione e l’inabissamento del continente di Atlantide. Egli evidenziò che durante tale terremoto moltissime persone si rifugiarono su un molo costruito da poco tempo, fatto interamente di marmo, che improvvisamente sprofondò nel mare con tutta la folla che vi stava sopra. Un gran numero di barche e navi ancorate nel porto di Lisbona cariche di persone vennero inghiottite dal mare come in un gorgo e non ricomparvero mai più in superficie cadaveri, relitti o elementi di quel molo di marmo che attualmente è ricoperto da seicento piedi di acqua. L’area in cui avvenne questo terremoto di apocalittiche dimensioni era molto estesa. Il famoso geografo Von Humboldt sostenne che interessò una porzione della superficie terrestre estesa quattro volte l’Europa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/atlantis-lisola-misteriosa-2/9231" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-8782" style="margin: 10px;" title="atlantis-isola-misteriosa" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/atlantis-isola-misteriosa-197x300.jpg" alt="" width="197" height="300" /></a>Donnelly sostenne anche che nel periodo storico in cui esisteva Atlantide esistevano delle isole che formavano una specie di ponte di terraferma che collegava Atlantide con l’Europa da un lato e con l’America del centro dall’altro. Altra teoria molto suggestiva formulata da Donnelly è quella che sostiene la diffusione della cultura del perduto continente di Atlantide sui due versanti dell’Oceano Atlantico, quello europeo e quello americano.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra teoria di Donnelly che ha avuto molta fortuna ed è stata accolta con molto entusiasmo è quella che sostiene che tutti i miti della <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religione</a> greca siano versioni sbiadite e confuse di fatti storici avvenuti nel continente di Atlantide. Secondo Donnelly i racconti mitologici che hanno come protagonisti gli dei e le dee della <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religione</a> olimpica greca sarebbero ricordi confusi delle imprese e degli avvenimenti storici che avvennero nel continente di Atlantide: in altri termini (utilizzando il linguaggio della storia delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religioni</a>) il carattere fortemente antropomorfico delle divinità olimpiche (tali divinità nascono, mangiano, bevono, hanno rapporti sessuali sia tra di loro sia con gli esseri umani, generano figli, si fanno coinvolgere nelle guerre che avvengono tra gli esseri umani, hanno i peggiori difetti ed i migliori pregi degli esseri umani) è dovuto solamente al fatto che tali divinità non erano altro che i re, le regine, i principi, i condottieri del perduto continente di Atlantide.</p>
<p style="text-align: justify;">Prenderemo ora in considerazione alcune teorie che riguardano la collocazione geografica delle colonie atlantidee o di quelle città in cui si sarebbero rifugiati gli abitanti di Atlantide dopo la distruzione del loro continente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-mito-della-terra-perduta-da-atlantide-a-thule/8633" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-6009" style="margin: 10px;" title="il-mito-della-terra-perduta" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-mito-della-terra-perduta1-193x300.jpg" alt="" width="193" height="300" /></a>La prima di tali presunte colonie prima o dopo la distruzione e l’inabissamento di Atlantide è considerata da alcuni autori Tartesso. Tali studiosi credono che questa città oggi sommersa fosse collocata sulle coste atlantiche della Spagna, nei pressi della foce del Guadalquivir. Essi sostengono altresì che tale città fosse un centro culturale fortemente progredito e particolarmente ricco di minerali.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni archeologi tedeschi quali Herman e Henning nel 1905 iniziarono la ricerca di Tartesso, da loro considerata la “Venezia dell’ovest”. Nonostante tali ricerche Tartesso non è mai stata ritrovata sebbene negli scavi si siano trovate tracce di grandi edifici. Attualmente esistono due ipotesi formulate per spiegare la sparizione di Tartesso: la più accreditata sostiene che le rovine di Tartesso si troverebbero sott’acqua, mentre la seconda sostiene che le rovine di tale città si trovano sulla terraferma coperte dal fango.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri autori, tra cui l’archeologo francese Godron, sostengono che alcune colonie di Atlantide si troverebbero nel Sahara coperte dalla sabbia. Godron sostiene altresì che i berberi dei monti dell’Atlante i quali hanno spesso la pelle bianca, gli occhi azzurri e i capelli biondi sarebbero i discendenti degli abitanti di Atlantide sfuggiti alla distruzione del loro continente.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno studioso tedesco, Borchard, formulò un’interessante teoria nel 1926: egli sosteneva che i berberi fossero i discendenti dei superstiti di Atlantide. Borchard cercò di dare un supporto scientifico alla sua teoria tentando di collegare i nomi delle tribù berbere moderne con quelli dei dieci figli di Poseidone, cioè dei clan atlantidei. Egli trovò delle coincidenze abbastanza notevoli: innanzitutto una tribù berbera si chiamava Uneur, il che si adattava perfettamente al nome Evenore che era secondo <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/platone">Platone</a></span> il primo abitante di Atlantide; inoltre le tribù berbere dello Sciott el Ameinha in Tunisia venivano chiamate “Attala”, nome che presenta la stessa radice del nome Atlantide.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri autori sostengono che alcune colonie di Atlantide fondate prima o dopo l’inabissamento del perduto continente si trovavano nell’isola di Thera che esplose e si inabissò nel Mediterraneo circa nel 1500 A. C.. Diversi autori considerano l’isola di Thera ed anche altre isole sprofondate nel mare Egeo insieme a Thera una colonia del perduto continente di Atlantide. Particolarmente interessanti sono le teorie su Thera formulate dall’archeologo e oceanografo americano James Mayor. Secondo tale autore il misterioso crollo dell’impero minoico di Creta e la distruzione della sua splendida capitale Cnosso furono dovuti ad una apocalittica eruzione vulcanica che fece sprofondare nel mare Egeo l’isola di Thera nel 1500 A. C., lasciando un profondo abisso marino nel luogo dove prima si trovava l’isola. Le conseguenti ondate di maremoto causate da questa eruzione e dall’inabissarsi dell’isola di Thera nel mare Egeo causarono la sommersione di molte città situate sulle coste e causarono tra l’altro anche la fine dell’impero minoico di Creta e la distruzione della sua capitale Cnosso, nonché la probabile sommersione di isolette situate vicino a Thera. Scavi effettuati nel XX secolo sembrano confermare tale teoria. Probabilmente futuri scavi in terra e in mare che saranno effettuati sia a Thera sia a Creta procureranno altri dati ed informazioni su questa terribile catastrofe naturale (una parte dell’isola di Thera è stata ritrovata in quanto è situata poco al di sotto del livello del mare).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/i-credenti-degli-ufo/9293" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-7332" style="margin: 10px;" title="i-credenti-negli-ufo" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/i-credenti-negli-ufo.jpg" alt="" width="168" height="240" /></a>Infine James Mayor sostiene che poiché il traffico mercantile egiziano si interruppe al momento del misterioso declino di Cnosso e dell’impero minoico cretese, è molto probabile che siano stati gli egiziani a dare origine ai racconti che riguardavano la scomparsa e l’affondamento dell’isola di Thera nonché di qualche altra isola situata nelle sue vicinanze. Mayor ritiene anche che i racconti di un’invasione dell’Egitto dal mare ad opera di popolazioni provenienti da nord siano stati originati da effettivi attacchi subiti dall’Egitto da popoli che, a causa dell’eruzione e del conseguente terremoto e maremoto che avevano distrutto Thera ed altre isole dell’Egeo e che avevano anche messo fine all’impero cretese minoico, cercavano di conquistare altre terre.</p>
<p style="text-align: justify;">Prenderemo ora in considerazione alcune delle teorie che riguardano il secondo elemento del mistero di Atlantide, ovvero la possibile esistenza di un legame tra il mistero del triangolo delle Bermude e quello di Atlantide. Esporremo quindi le tre principali teorie che sono state formulate nel tentativo di stabilire uno stretto legame tra le numerose sparizioni di aerei e di navi che si sono verificate nel Triangolo delle Bermude e il sommerso continente di Atlantide.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima di tali teorie è stata formulata da David Zink e parte dal presupposto che le numerose sparizioni di aerei e di navi avvenute nel Triangolo delle Bermude siano state causate da un’arma ancora attiva situata nelle rovine sommerse di Atlantide. David Zink chiama quest’arma costruita dagli abitanti di Atlantide “fuoco di cristallo”: tale studioso sostiene che quest’arma, ancora funzionante dopo molti millenni, si attiverebbe in determinate condizioni che non è facile allo stato attuale determinare e causerebbe la sparizione di navi e aerei nel Triangolo delle Bermude.</p>
<p style="text-align: justify;">Come abbiamo sostenuto nell&#8217;articolo <em>Il mistero del Triangolo delle Bermude</em>, la teoria di Zink presenta un evidentissimo punto debole in quanto non riesce a spiegare come mai in alcuni casi siano spariti solamente gli equipaggi di determinate navi e non le imbarcazioni in questione. Se, come sostiene Zink, le navi e gli aerei spariti sono stati distrutti dai micidiali raggi generati da questa arma micidiale situata tra le rovine sommerse di Atlantide non si sarebbe dovuto verificare alcun caso di quelli che abbiamo citato, caratterizzati dalla scomparsa degli equipaggi di navi senza che queste siano state minimamente danneggiate dagli ipotetici raggi che a detta di Zink partirebbero da quest’arma degli antichi atlantidei, da lui denominata “fuoco di cristallo”. Quindi se proprio si vuole sostenere che esiste un legame tra le sparizioni di navi ed aerei che si verificano da moltissimo tempo nel Triangolo delle Bermude ed il continente sommerso di Atlantide non ci sembra che la teoria elaborata da David Zink sia particolarmente convincente.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda teoria elaborata da alcuni studiosi riconduce la causa delle numerose sparizioni di aerei e navi che si sono verificate nel triangolo delle Bermude alle perturbazioni elettromagnetiche e alle anomalie gravitazionali che sono presenti in tale zona geografica. Queste perturbazioni e anomalie sarebbero state causate proprio dall’apocalittico cataclisma che determinò migliaia di anni fa la distruzione e l’inabissarsi del continente di Atlantide. A dire il vero, le perturbazioni elettromagnetiche e le anomalie gravitazionali che sono state riscontrate nel Triangolo delle Bermude non sono state individuate in alcun altro punto geografico del globo terrestre, fatta eccezione per un braccio di mare piuttosto esteso situato nell’Oceano Pacifico, in vicinanza del continente asiatico. Se teniamo presente che si parla in alcune fonti dell’esistenza di un altro continente sommerso sprofondato negli abissi dell’Oceano Pacifico in seguito a un altro apocalittico cataclisma (ci riferiamo all’ipotetico continente perduto di Mu, conosciuto anche col nome di Lemuria) appare strano che le uniche due zone del globo nel quale sono state rilevate tali alterazioni elettromagnetiche e tali anomalie gravitazionali siano situate una nell’Oceano Atlantico e l’altra nel Pacifico, cioè proprio nelle due aree geografiche dove si sarebbero inabissati i due ipotetici continenti perduti di Atlantide e di Mu. Naturalmente si potrebbe trattare semplicemente di una coincidenza senza alcun legame con i due presunti continenti sommersi, ma in ogni caso gli scienziati non sono ancora riusciti a spiegare perché tali anomalie gravitazionali e perturbazioni elettromagnetiche esistano solamente in questi due punti del globo terrestre.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la terza ipotesi il continente di Atlantide non si sarebbe inabissato in un intervallo ristretto di tempo, in seguito ad un unico ed apocalittico cataclisma, ma ciò sarebbe avvenuto in maniera graduale in un lungo intervallo di tempo come conseguenza di una serie di eventi catastrofici. Secondo una parte dei sostenitori di tale ipotesi gli eventi catastrofici sarebbero stati dovuti solamente a cause naturali mentre secondo altri la causa sarebbe stata una guerra scoppiata tra gli atlantidei, che avendo a disposizione armi addirittura superiori dal punto di vista tecnologico a quelle esistenti nel mondo contemporaneo avrebbero causato essi stessi la distruzione e la sommersione del loro continente.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i sostenitori di tale ipotesi gli atlantidei, proprio perché in possesso di sofisticatissime conoscenze scientifiche, si sarebbero resi conto che il loro continente era destinato ad essere completamente sommerso dalle acque dell’Oceano Atlantico, cosicché nel tentativo di salvare almeno una piccola parte degli abitanti di Atlantide avrebbero costruito una città sottomarina nella quale si sarebbero trasferiti un certo numero di atlantidei prima della sommersione totale del continente. Tale città sommersa esisterebbe ancora e si troverebbe proprio nei fondali del Triangolo delle Bermude: di conseguenza, le numerose sparizioni di aerei e navi e anche dei soli equipaggi sarebbero state causate dai discendenti degli abitanti di Atlantide.</p>
<p style="text-align: justify;">Come abbiamo sostenuto nel nostro libro intitolato <em>I credenti degli UFO</em> questa ipotesi, anche se ha il pregio di spiegare anche le sparizioni dei soli equipaggi di alcune navi ritrovate perfettamente integre nelle acque del Triangolo delle Bermude, ci sembra un’ipotesi molto fantascientifica e molto improbabile, anche perché presenta almeno due punti deboli. In primo luogo non spiega il motivo che spingerebbe gli abitanti del sommerso continente di Atlantide a rapire periodicamente un numero considerevole di esseri umani. In secondo luogo, se esistesse negli abissi del Triangolo delle Bermude una città sommersa di notevoli dimensioni (appare evidente infatti che una città di tal tipo dovrebbe essere molto estesa, sia perché gli abitanti del perduto ipotetico continente avrebbero avuto molto tempo per costruirla, sia perché doveva servire a salvare il maggior numero di Atlantidei e le loro principali conquiste scientifiche e tecnologiche), appare molto improbabile &#8211; per non dire quasi impossibile &#8211; che una città sommersa di tali dimensioni non sia stata mai rilevata da nessuno.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione a nostro avviso solamente la seconda delle tre ipotesi formulate per sostenere l’esistenza di un legame tra il mistero di Atlantide e quello del Triangolo delle Bermude può essere considerata degna di esser presa in considerazione, o quanto meno può essere considerata un’ipotesi che almeno non va contro il buon senso e non cade nell’assurdo. A nostro avviso invece le altre due ipotesi sono invece del tutto insostenibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo concludere esprimendo il nostro pensiero riguardo la <em>vexato quaestio</em> della esistenza o meno del continente perduto di Atlantide, poiché mentre molti considerano insostenibile l’idea della sua esistenza e del suo inabissarsi nell’Oceano Atlantico altri sono disposti a considerarne pressoché certa l’esistenza e la successiva distruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">A nostro avviso, tenendo conto dei dati oggettivi l’esistenza di Atlantide deve essere considerata un fatto possibile ma non una certezza, non un fatto scientificamente dimostrabile. Due sono gli argomenti più forti che si possono portare a sostegno della reale esistenza di tale continente e due, al contrario, sono gli argomenti che si possono addurre per negare la sua esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">I due principali argomenti che si possono chiamare in causa per sostenere che Atlantide non è una semplice leggenda sono l’esistenza di prove irrefutabili che nel corso della storia del genere umano aree geografiche vastissime si sono inabissate nei mari e negli oceani mentre altre aree geografiche altrettanto vaste sono emerse dalle acque dei mari e degli oceani: per esempio l’Italia è stata per moltissimo tempo quasi completamente al di sotto del livello delle acque, come dimostra il fatto che in diverse zone delle Alpi sono stati trovati dei fossili di conchiglie, cosa che ci fa comprendere che c’è stato un periodo storico nel quale persino le Alpi si trovavano molto al di sotto del livello delle acque. Al contrario risulta altrettanto certo che gran parte delle terre che ora si trovano sommerse dal mare Adriatico un tempo molto lontano si trovavano al di sopra del livello delle acque marine, ivi compresa la famosa città sommersa di Hadria che avrebbe dato il nome al mare Adriatico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo argomento che si può portare a sostegno dell’esistenza di Atlantide è rappresentato dall’esistenza di usanze ed abitudini comuni in Europa e in Africa da un lato e nel continente americano dall’altro (vedasi ad esempio la costruzione di piramidi sia nell’antico Egitto sia presso alcuni popoli americani come ad esempio gli Aztechi, e il fatto che gli studi compiuti da alcuni scienziati hanno dimostrato la somiglianza esistente tra alcune parole utilizzate da popoli che vivevano sulle due sponde dell’Oceano Atlantico).</p>
<p style="text-align: justify;">I due principali argomenti che si possono citare per negare l’esistenza di Atlantide sono: in primo luogo il fatto che fino ad oggi sono state trovate tracce di città sommerse ma non sono state trovate rovine sommerse così vaste ed imponenti da far pensare alla sommersione da parte delle acque dell’Oceano Atlantico di un intero continente tanto progredito scientificamente e tecnologicamente da riuscire a costruire un vastissimo impero così come sostiene <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/platone">Platone</a></span> nel <a title="Timeo" href="http://www.libriefilm.com/timeo/7595"><em>Timeo</em></a> che si estendeva anche in alcuni territori africani ed europei che sarebbero stati conquistati dagli Atlantidei.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo argomento sostenibile per negare l’esistenza di Atlantide è il fatto che non esistono fonti storiche antiche che parlino di tale continente, fatta eccezione per i due dialoghi platonici, mentre a rigor di logica un fatto così importante come la sommersione della civiltà più progredita di quel tempo, capace di costituire un vastissimo impero mondiale, doveva per forza di cose lasciare delle prove scritte nelle opere degli autori antichi. Dobbiamo tuttavia evidenziare che i sostenitori dell’esistenza di Atlantide giustificano la mancanza di menzioni in opere antiche con il fatto che gli Arabi, dopo aver conquistato la città di Alessandria, bruciarono tutti i libri contenuti nella famosissima biblioteca, che era la più importante esistente al mondo al tempo poiché vi erano conservate moltissime opere che sono andate completamente perse, causando un danno di grandissima portata dal punto di vista scientifico, storico e culturale e hanno reso incomplete le nostre conoscenze riguardanti molti avvenimenti storici avvenuti nel lontano passato. Per i sostenitori dell’esistenza di Atlantide tra i tanti avvenimenti storici che si trovavano citati nei libri che vennero distrutti quando gli Arabi bruciarono la monumentale biblioteca vi era anche l’esistenza e la sommersione del perduto continente.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riferimenti bibliografici</strong></p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>Una lettura sociologica della realtà contemporanea</em>, New Grafic Service, Salerno, 2003</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>I miti della società contemporanea</em>, New Grafic Service, Salerno, 2005</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <a title="I credenti negli Ufo" href="http://www.libriefilm.com/i-credenti-degli-ufo/9293" target="_blank"><em>I credenti degli UFO</em></a>, Edisud, Salerno, 2002</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>Il mistero del triangolo delle Bermude</em>, nexusedizioni.it</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>L’ufologia religiosa nel movimento New Age</em>, nexusedizioni.it</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-mistero-di-atlantide.html' addthis:title='Il mistero di Atlantide ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Romantic Period in England</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 16:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pellegrino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[As a literary movement english Romanticism presented a clear and sharp break with the insistence on reason, common sense and realism that had characterized the Augustan Age.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/romantic-period-in-england.html' addthis:title='Romantic Period in England '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;">The Romantic period (1798-1837) was a very important period of the history of the England.  There is no generally accepted definition of the word “Romantic”. The term first appeared in England in 17<sup>th</sup> century in the sense of extravagant fictitious, unreal, but the end of 18<sup>th </sup> century it had already assumed a some what different meaning and it was particularly connected with feelings imagination and emotional pleasures.</p>
<p style="text-align: justify;">In <a title="literature" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura/">literature</a> it was applied to a movement (not implying an actual school but rather a spirit, a state of mind).</p>
<p style="text-align: justify;">It was not limited to England alone but appeared in most western countries between the late 18<sup>th</sup> century and the third decade of the 19<sup>th</sup> century. The dates are obviously approximate: there are however certain historical events which can be cited as reference points since with their enphasis on freedom and democratization, they forested the growth of Romanticism and its future development.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.com/gp/product/0393927202/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=centrostudilarun&amp;linkCode=as2&amp;camp=217145&amp;creative=399369&amp;creativeASIN=0393927202" rel="nofollow" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-8611" style="margin: 10px;" title="english-literature" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/english-literature.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>These historical events are the American Revolution, the French Revolution and the Napoleonic Wars. For some time almost every english man of letters was strongly sympathetic to the democratic ideals coming from America, and to the french fight for “liberty, equality and fraternity”.</p>
<p style="text-align: justify;">But the period of the Terror in France, with its violent purges left many disillusioned and eventually turned them into conservatives.</p>
<p style="text-align: justify;">As for Napoleon althought admired by some writers as a <a title="symbol" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/">symbol</a> of titanic individual grandeur, he aroused a wave of nationalism of over the country through his increasingly treatening plans for invasion.</p>
<p style="text-align: justify;">As a literary movement english Romanticism presented a clear and sharp break with the insistence on reason, common sense and realism that had characterized the Augustan Age. It encouraged individualism and the free expression of personal feelings and turned to emotion and imagination as sources of inspiration.</p>
<p style="text-align: justify;">The literary background of the romantic movement is very complex. Besides the above mentioned historical events other factors of great importance were: the philosophical thought of such french writers as Voltaire and Rousseau with their attaks on privilege and social stratification and their concern with nature and man’s emotional and imaginative powers; the german literary movement called “Sturm und Drang” which reached its climax in the 1770. It was strongly nationalist and included among its members such names as <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/johann-wolfgang-goethe" target="_blank">Goethe</a></span> and Schiller.</p>
<p style="text-align: justify;">It was inspired by Rousseau’s idealism, it emphasized the value of the individual, opposed the rationalism and it revolted against the dependence of <a title="literature" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura/">literature</a> on ancient classical canons and advocated a return to nature.</p>
<p style="text-align: justify;">The way was thus ready for the literary movement which spread throughout Europe and which proved essentially philosophical in Germany, revolutionary in France, patriotic in Italy and literary in England.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>The Romantic Poetry  in England</em></strong></p>
<p>The english romantic period was dominated above all by poetry, since it was in poetry that the renewed interest in imagination and the emotions found its ideal vehicle. It was however a type of poetry different to anything previous both in form and content.</p>
<p style="text-align: justify;">The language was also affected by new ideas of simplicity and democratization: artificial poetic diction was replaced by a kind of language really spoken by ordinary people. Now will say the principal themes and features of the romantic poetry in England.</p>
<p style="text-align: justify;">Although moderately concerned with the political and social problems of his time the romantic poet tended to withdraw into himself indulging in introspection and meditation.</p>
<p style="text-align: justify;">Egotism and individualism led in turn to a costant intrusion of the poet himself into his work. As never  before in <a title="literature" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura/">literature </a>the poet spoke of himself, of his joyes and fears, of his melancholy and triumphs of his passions and his rebellions. Romantic poets in fact especially the younger ones turned into social rebels and opposed society or rejected its traditional moral codes and its traditional values.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.com/gp/product/0393955478/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=centrostudilarun&amp;linkCode=as2&amp;camp=217145&amp;creative=399373&amp;creativeASIN=0393955478" rel="nofollow" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-8610" style="margin: 10px;" title="english-romanticism" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/english-romanticism.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>In some poets this spirit of revolt and defiance resulted in a sort of titanism in an overstatement of passions. In others it led to the exaltation of the irrational and mystic aspects of life and a concern with the supernatural.</p>
<p style="text-align: justify;">Some looked for solace in an idealized hellenism inspired by a greek ideal of beauty and by the concept of poetry for poetry’s sake. Others romantic english poets found the escape from reality in the exotic and distant following the lead of the Gothic novels.</p>
<p style="text-align: justify;">This love for the strange, the exotic and the distant also informed the new interest in history and especially in the <a title="Middle Age" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/medioevo/">Middle Age</a>, the historic period that was loved by the romantic writers. During the Augustan Age writers had also looked back to the past but they had focused for the most past on the ancient Greece and Rome. Unlike them romantic poets turned to other aspects of the past and motivated by Percy’s collection of medieval ballats, they looked to the <a title="Middle Age" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/medioevo/">Middle Age</a> for inspiration and they rediscovered the fascination of the past writers. But while the Augustan writers had tried to adere faitfully to their classical models, the romantic writers revisited the past through their imagination. Imagination or rather belief in imagination as part of the individual became the distinguishing feature of the romantic writers. Far from simply meaning daydreaming as it had previously done imagination came to mean the highest and noblest gift of the poet using it as a God-like faculty. For the romantic poets the imagination was able to modify or even re-create the world around the romantic writers.</p>
<p style="text-align: justify;">The attempt to see the imaginative ideal everywhere in real life led in turn to romantic melancholy, since the ideal is not attainable in everyday existence.</p>
<p style="text-align: justify;">All the romantic poets turned to the nature and devoted themselves to recording its beauty as a counterpart to the sordid ugliness of the industrial towns. Many romantic poets are in fact poets of nature, far from the pastoral convention of the Augustan Age.</p>
<p style="text-align: justify;">The romantic poets conveyed a new sense of intimate communion between nature and man, to different but inseparable parts of the same universe.</p>
<p style="text-align: justify;">We can say that the romantic conception of the nature was influenced by three philosophical theories: Platonism or rather Renaissance Neoplatonism, which saw this world as the image of an ideal metaphysical world; Pantheism, according to which nature like the rest of universe was moved by a Mighty Power, an immanent God whose presence is manifest in every stone and every tree; German Idealism with the three great philosophers <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/johann-gottlieb-fichte" target="_blank">Fichte</a></span>, Shelling and Hegel.</p>
<p style="text-align: justify;">Shelling in particular with his philosophy of art (seen as the supreme moment when man trough unconscious intuition can grasp the truth lying behind the reality) and his conception of nature (considered as something alive, sharing man’s own feelings since they are both driven by the same animating principle) had a deep impact on the development of romantic ideas.</p>
<p style="text-align: justify;">Romantic poets are usually divided into two groups conventionally definited as First Generation and Second Generation.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>The Romantic Prose in England</strong></em></p>
<p>The prose of the english romantic period includes the regional novel, the historical romance and the domestic novel but in this article we will say something only about the historical romance that must be considered the major expression of english romantic prose.</p>
<p style="text-align: justify;">Walter Scott was the major exponent of the historical romance a new type of novel. The principal features of this new type of novel are: the union of tradition and romance, the union of historical events and imaginary heros and the vitality of the past.</p>
<p style="text-align: justify;">The union of tradition and romance is an important characteristic of this novels in which Scott and other writers combined the domestic novel with elements of romance.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.com/gp/product/0451531361/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=centrostudilarun&amp;linkCode=as2&amp;camp=217145&amp;creative=399369&amp;creativeASIN=0451531361" rel="nofollow" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-8609" style="margin: 10px;" title="ivanhoe" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/ivanhoe.jpg" alt="" width="186" height="300" /></a>The union of historical events and imaginary heros is another characteristic of historical romance.</p>
<p style="text-align: justify;">For example in <a title="Ivanhoe" href="http://www.amazon.com/gp/product/0451531361/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=centrostudilarun&amp;linkCode=as2&amp;camp=217145&amp;creative=399369&amp;creativeASIN=0451531361" target="_blank"><em>Ivanhoe</em></a> of Walter Scott the hero is not king Richard the Lion Hearth but Wilfred of Ivanhoe an imaginary Saxon nobleman.</p>
<p style="text-align: justify;">The vitality of the past is the third characteristic of the historical romance.</p>
<p style="text-align: justify;">For example Walter Scott in <a title="Ivanhoe" href="http://www.amazon.com/gp/product/0451531361/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=centrostudilarun&amp;linkCode=as2&amp;camp=217145&amp;creative=399369&amp;creativeASIN=0451531361" target="_blank"><em>Ivanhoe</em></a> captured the spirit of an age and the causes of historical events of a period doing vitality to the past.</p>
<p style="text-align: justify;">We can conclude our work showing that Manzoni himself admitted his debt to Scott in a letter to his friend Fauriel: Manzoni in his <a title="Promessi sposi" href="http://www.amazon.com/gp/product/014044274X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=centrostudilarun&amp;linkCode=as2&amp;camp=217145&amp;creative=399369&amp;creativeASIN=014044274X" target="_blank"><em>Promessi Sposi</em></a> wanted that the heros and the heroines are unknown people and not the great protagonists of historical events as in historical romance of Walter Scott.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bibliography</strong></p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <a title="Il preromanticismo e l'inizio del romanticismo in Germania" href="http://www.centrostudilaruna.it/il-preromanticismo-e-linizio-del-romanticismo-in-germania.html"><em>Il preromanticismo e l’inizio del romanticismo in Germania</em></a>, centrostudilaruna.it</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <a title="La concezione dell'uomo e del mondo nel romanticismo italiano" href="http://www.centrostudilaruna.it/la-concezione-dell%e2%80%99uomo-e-del-mondo-nel-romanticismo-italiano.html"><em>La concezione dell’uomo e del mondo nel romanticismo italiano</em></a>, centrostudilaruna.it</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <a title="La filosofia della storia di Hegel" href="http://www.centrostudilaruna.it/la-filosofia-della-storia-di-hegel.html"><em>La filosofia della storia di Hegel</em></a>, centrostudilaruna.it</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <a title="I principali elementi del pensiero di Vittorio Alfieri" href="http://www.centrostudilaruna.it/i-principali-elementi-del-pensiero-di-vittorio-alfieri.html"><em>I principali elementi del pensiero di Vittorio Alfieri</em></a>, centrostudilaruna.it</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>I miti della società contemporanea</em>, New Grafic Service, Salerno, 2004</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/romantic-period-in-england.html' addthis:title='Romantic Period in England ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>La filosofia della storia di Hegel</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 15:43:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pellegrino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centro Studi La Runa online]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Comte]]></category>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Una panoramica introduttiva sulla complessa filosofia della storia di Friedrich Hegel.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-filosofia-della-storia-di-hegel.html' addthis:title='La filosofia della storia di Hegel '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/centrostudilaruna48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Centro Studi La Runa online" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-8145" style="margin: 10px;" title="hegel" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/hegel.jpg" alt="" width="200" height="253" />Per la maggior parte degli storici del pensiero filosofico la filosofia della storia elaborata da Hegel deve essere considerata come quella che presenta una profondità di pensiero ed uno spessore concettuale nettamente superiori a tutte le altre. In un nostro articolo intitolato <a title="La concezione della storia di Comte" href="http://www.centrostudilaruna.it/la-concezione-della-storia-di-comte.html"><em>La concezione della storia di Comte</em></a> avevamo ribadito come l’unica filosofia della storia che possa competere con quella hegeliana, per quanto riguarda la vastità di interessi e l’ampiezza speculativa, è quella elaborata da Comte; ma dobbiamo aggiungere, per onestà intellettuale, che la concezione della storia di Comte non può competere con quella di Hegel per quanto riguarda spessore concettuale e profondità di pensiero.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di enunciare e commentare i principali elementi della filosofia della storia di Hegel riteniamo opportuno dire qualcosa sul principio basilare della filosofia hegeliana. È nota l’espressione coniata da Hegel per sintetizzare tale principio: <em>ciò che è reale è razionale e ciò che è razionale è reale</em>. Con essa Hegel esprime il concetto base di tutto il suo pensiero, valido anche per la filosofia della storia: è inconcepibile che nella realtà, ivi compresa quella degli eventi storici, vi sia qualcosa refrattaria al pensiero. In altri termini Hegel afferma che tutto ciò che è accaduto nella storia era giusto che accadesse: e, di conseguenza, tutto ciò che si è verificato doveva verificarsi. Di conseguenza i progetti e i tentativi che non si sono realizzati <em>non dovevano</em> realizzarsi, in quanto non erano conformi alla razionalità storica.</p>
<p style="text-align: justify;">Come abbiamo messo in evidenza nel nostro articolo <a title="La concezione della storia di Comte" href="http://www.centrostudilaruna.it/la-concezione-della-storia-di-comte.html"><em>La concezione della storia di Comte</em></a> già citato sia la filosofia della storia di Hegel sia quella di Comte devono essere considerate filosofie storiche, in quanto strettamente collegate agli eventi storici, permeate nel loro metodo dal senso storico, quale che sia in particolare l’oggetto delle loro considerazioni. Non tutte le filosofie della storia hanno queste caratteristiche. Per fare un esempio, nel nostro articolo intitolato <a title="La filosofia della storia di Agostino" href="http://www.centrostudilaruna.it/la-filosofia-della-storia-di-agostino.html"><em>La filosofia della storia di Agostino</em></a> abbiamo evidenziato che a volte Agostino tende a staccare nettamente il piano storico da quello metastorico e non inserisce nella sua filosofia della storia le vicende di tutti i popoli più importanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/lezioni-sulla-filosofia-della-storia/2825" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-8146" style="margin: 10px;" title="lezioni-sulla-filosofia-della-storia" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/lezioni-sulla-filosofia-della-storia-197x300.jpg" alt="" width="197" height="300" /></a>Torniamo ora ad interessarci delle somiglianze esistenti tra la filosofia della storia di Comte e quella di Hegel. Per entrambi nessun fenomeno può venir compreso <em>filosoficamente</em> senza essere compreso <em>storicamente</em>, mediante l’individuazione della sua origine, della sua destinazione temporale, della sua funzione e della sua giustificazione nell’intero processo storico. Come abbiamo messo in evidenza nel nostro libro intitolato <em>Il neopaganesimo nella società moderna</em> il pensiero filosofico che si è sviluppato dal ‘800 in poi proprio a partire dall’idealismo tedesco ha cercato di stabilire legami molto stretti tra filosofia della storia ed eventi storici, legame che nei filosofi della storia appartenenti ad epoche anteriori erano considerati meno importanti (fatta forse eccezione per la concezione della storia elaborata dagli illuministi).</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo precisare che lo scopo della filosofia della storia è quello di comprendere il significato profondo ed il fine ultimo dei vari eventi storici. Tuttavia accade che le filosofie della storia elaborate da alcuni autori siano più attente a mantenere il legame tra spiegazione del significato ultimo di un dato evento storico e caratteristiche oggettive dell’evento storico in questione. In altri filosofi della storia si rileva invece la tendenza a privilegiare in maniera forse eccessiva il piano metastorico rispetto a quello storico, cosicché le caratteristiche oggettive di un dato evento storico diventano piuttosto sfumate in tali autori. Si prenda ad esempio la concezione della storia elaborata da Giovanbattista Vico. Nel nostro articolo intitolato <a title="La concezione della storia di Vico" href="http://www.centrostudilaruna.it/la-concezione-della-storia-di-vico.html"><em>La concezione della storia di Vico</em></a> abbiamo rilevato come Vico sia stato un filosofo dotato di brillante ingegno, evidenziando però al contempo come nella sua concezione della storia siano presenti contraddizioni e punti deboli, derivanti dal fatto che egli aveva cercato di conciliare la concezione ciclica del tempo tipica del mondo pagano con quella lineare tipica del cristianesimo; di conseguenza, nella filosofia della storia di Vico viene privilegiato il piano metastorico rispetto a quello storico.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro elemento di grande importanza riscontrabile nella filosofia della storia di Hegel è la convinzione che il fine ultimo a cui tendono tutti gli eventi storici sia il progresso del genere umano: anche quegli eventi storici che sembrano contraddittori, o che addirittura abbiano ostacolato il progresso del genere umano, se letti nella maniera giusta e collocati correttamente all’interno del processo storico, mostreranno non solo di non aver ostacolato il progresso del genere umano, ma al contrario di averlo favorito. In altri termini, Hegel ripete che gli eventi storici hanno sempre una loro razionalità: tutti gli avvenimenti che hanno caratterizzato l’intera storia del genere umano dovevano necessariamente accadere, in quanto hanno svolto una funzione di fondamentale importanza al di là di ogni apparenza in senso contrario: <em>“ciò che è reale è razionale e ciò che è razionale è reale”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/filosofia-della-natura/5059" target="_blank"><img class="size-full wp-image-8147 alignright" style="margin: 10px;" title="filosofia-della-natura" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/filosofia-della-natura.jpg" alt="" width="200" height="293" /></a>Mettiamo ora in evidenza un altro importante elemento della filosofia della storia di Hegel, ovvero la convinzione del che non tutte le razze che compongono il genere umano hanno la stessa importanza nella storia dell’umanità. Secondo Hegel lo sviluppo e l’evoluzione storica dell’umanità non sono un fenomeno universale: il punto di partenza unitario e determinante della storia è costituito dalla razza bianca dell’occidente cristiano. In altre parole Hegel manifesta la convinzione che solamente la civiltà occidentale creata dalla razza bianca è dinamica ed è in grado di raggiungere in maniera progressiva il suo fine ultimo, ovvero il progresso del genere umano. Per Hegel tale superiorità della razza bianca era dovuta al fatto che presso tale razza era nato e si era affermato il cristianesimo.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto riteniamo opportuno mettere in evidenza l’importanza che nella filosofia della storia di Hegel rivestono lo Stato, considerato la massima espressione dello Spirito Oggettivo, e le guerre. Per chiarire questi due elementi dobbiamo premettere che secondo il filosofo tedesco lo Spirito si estrinsecava in tre gradi, ovvero come Spirito Soggettivo, Spirito Oggettivo e Spirito Assoluto. Nel primo grado, quello dello Spirito Soggettivo, esso non oltrepassa i limiti della coscienza individuale e della sensazione di attuare il regno della ragione con l’intelletto e con la volontà. Ma questo compito che si prefigge lo Spirito Soggettivo è infinito, mentre lo Spirito Soggettivo è per sua stessa natura finito, ragion per cui non è in grado di raggiungere lo scopo che si prefigge. Di conseguenza, lo Spirito Soggettivo si trova in una situazione fortemente frustrante dalla quale non può uscire se non mediante il passaggio allo Spirito Oggettivo. Tale passaggio consiste nella consapevolezza da parte della coscienza individuale della sua partecipazione a un “mondo etico”, nel quale lo Spirito Oggettivo si è come obbiettivato in forme ed istituzioni superindividuali, che hanno la capacità e il compito di potenziare le energie dell’individuo. Secondo Hegel tali istituzioni superindividuali potenziatrici dell’energia dell’individuo sono il diritto (esso regola e coordina come dal di fuori le libertà individuali), la moralità (coscienza della obbligatorietà ed universalità della legge interiore) e infine l’obbiettivarsi e il concretizzarsi dello Spirito Oggettivo in quegli organi etici che sono la famiglia, la società civile e, supremo tra tutti, lo Stato, in cui l’individuo trova la forza plasmatrice e direttrice di tutte le sue attività spirituali. Nella filosofia della storia di Hegel lo Stato (o la Nazione per utilizzare un’altra parola) rappresenta il Bene superiore nonché l’ideale più importante per tutti gli individui che fanno parte della Nazione: secondo Hegel solamente nella realizzazione di tale ideale si realizza la libertà vera di tutti gli individui che fanno parte dello Stato. Hegel sostiene che solamente nello Stato si attua lo “Spirito del Popolo” (<em>Volksgeist</em>), che è la caratteristica più importante che differenzia i popoli delle varie nazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Cercheremo ora di mettere in evidenza quale importanza rivestono le guerre nella filosofia della storia di Hegel. Secondo il filosofo tedesco solamente attraverso i contrasti tra gli Stati, ovvero solamente attraverso la guerra, si attua nel corso degli eventi storici lo “Spirito del Mondo”, il quale si serve degli interessi particolari dei singoli popoli come strumento per raggiungere i suoi fini universali. Secondo il filosofo tedesco lo studio della storia del genere umano sin dalle ere più antiche ci dimostra che tutte le guerre nascono dal fatto che ogni popolo si ritiene in diritto di difendere i propri interessi egoistici senza dare importanza agli interessi degli altri popoli con i quali entra in guerra. A detta di Hegel lo “Spirito del Mondo” può raggiungere i suoi fini universali perché i popoli che scendono in guerra non si rendono conto del fatto che tali guerre non servono soltanto per raggiungere i loro scopi particolari, ma anche e soprattutto per permettere allo “Spirito del Mondo” di raggiungere i suoi fini universali (Hegel definisce tale fatto con l’espressione “astuzia della Ragione”).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/filosofia-della-storia-universale/9759" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-8148" style="margin: 10px;" title="filosofia-della-storia-universale" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/filosofia-della-storia-universale-193x300.jpg" alt="" width="193" height="300" /></a>Ma pur in questo grado di sviluppo secondo Hegel lo Spirito non può raggiungere l’eternità e l’infinitezza della sua natura. Per giungere a tale infinitezza lo Spirito deve passare al grado di “Spirito Assoluto” che si esprime in tre forme, ovvero come arte, come <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religione</a> e come filosofia. Nell’arte lo “Spirito Assoluto” pone e contempla la sua essenza assoluta in un singolo oggetto sensibile. Nella <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religione</a> si attua l’unità dell’infinito e del finito, l’unione intima dell’anima col divino come fondamento della realtà e della vita universale. Ma tale unione dell’anima con il divino si compie nella forme del sentimento e dell’immagine. Solamente quando si passa dalla <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religione</a> alla filosofia secondo Hegel al sentimento e all’immagine si sostituisce il pensiero, per cui lo “Spirito Assoluto” diventa finalmente in grado di pensare se stesso e riesce a liberarsi da ogni limitazione e a conquistare la libertà assoluta che non poteva raggiungere con la <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religione</a> ma solamente con la filosofia, che per Hegel altro non è che l’autocoscienza dello Spirito.</p>
<p style="text-align: justify;">Come abbiamo messo in evidenza in due nostri libri intitolati <em>Il neopaganesimo nella società moderna</em> e <em>La crisi della religione cattolica</em> Hegel da un lato sostiene che la superiorità della razza bianca sulle altre razze dipenda dal fatto che la religione cristiana è nata e si è sviluppata presso tale razza, dall’altro afferma che la religione, ivi compresa quella cristiana, non rappresenta il massimo grado a cui può giungere lo “Spirito Assoluto”, poiché esso conquista la libertà assoluta e diventa del tutto trasparente a se stesso e immune da ogni limitazione solamente con la filosofia.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro elemento che riveste grande importanza nella filosofia della storia hegeliana è la convinzione del filosofo tedesco che sia possibile comprendere il significato vero ed il fine ultimo degli eventi storici solamente in retrospettiva. Hegel è convinto che il filosofo della storia abbia una conoscenza ed una comprensione degli eventi storici maggiore sia dei loro protagonisti sia degli storici che si sono interessati a tali eventi, in quanto i primi non potevano avere una visione retrospettiva di tali eventi, mentre i secondi si fermano alla descrizione degli eventi storici e tutt’al più alla ricerca delle cause e delle conseguenze apparenti degli stessi, senza ricercarne e comprenderne il significato profondo ed il fine ultimo nella storia del genere umano.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bibliografia</strong></p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <a title="La filosofia della storia di Agostino" href="http://www.centrostudilaruna.it/la-filosofia-della-storia-di-agostino.html"><em>La filosofia della storia di Agostino</em></a>, centrostudilaruna.it<br />
G. Pellegrino, <a title="La concezione della storia di Comte" href="http://www.centrostudilaruna.it/la-concezione-della-storia-di-comte.html"><em>La concezione della storia di Comte</em></a>, centrostudilaruna.it<br />
G. Pellegrino, <a title="La concezione della storia di Vico" href="http://www.centrostudilaruna.it/la-concezione-della-storia-di-vico.html"><em>La concezione della storia di Vico</em></a>, centrostudilaruna.it<br />
G. Pellegrino, <em>Il neopaganesimo nella società moderna</em>, Edisud, Salerno, 2000.<br />
G. Pellegrino, <em>La crisi della religione cattolica</em>, New Grafic Service, Salerno, 2005.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-filosofia-della-storia-di-hegel.html' addthis:title='La filosofia della storia di Hegel ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Mysterious elements in UFO phenomena</title>
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		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/mysterious-elements-in-ufo-phenomena.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 10:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pellegrino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In UFO phenomena there are many mysterious elements that challenge from many years the attempt of the ufologists to make them clear. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/mysterious-elements-in-ufo-phenomena.html' addthis:title='Mysterious elements in UFO phenomena '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/centrostudilaruna48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Centro Studi La Runa online" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.amazon.it/gp/product/0700610324?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=0700610324" target="_blank"><img class="alignright" title="ufo-and-abductions" src="../wp-content/uploads/ufo-and-abductions.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>In UFO phenomena there are many mysterious elements that challenge from many years the attempt of the ufologists to make them clear. We think that the only way to try to make clear some of these mysterious elements is to make a conceptual ufology. But the making of a conceptual ufology is a very difficult thing because many ufologists prefer to limit their efforts in the construction of the descriptive ufology.</p>
<p style="text-align: justify;">Many individuals who have had a close encounter with UFOs and their alien beings are understandably convinced of the mysterious elements in their experience. What is even more noteworthy is that those who have not had this experience often write about it a similar vein. The aura of mystery in which these encounter are expressed and relayed to the general public is astounding. This sense of mystery is enhanced by the nature of the flying saucers themselves, which travel at enormous speeds and are extremely elusive.</p>
<p style="text-align: justify;">The UFO phenomenon today presents many elements that are considered a real nightmare (for  example  the stories of abductions leave a lot of questions about the aliens’ methods and the aliens’ intentions. We must write that the stories of abductions are one of the more strong proofs that the beings who drive the flying saucers are not angels as the contactees will say).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/i-credenti-degli-ufo/9293" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-7332" style="margin: 10px;" title="i-credenti-negli-ufo" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/i-credenti-negli-ufo.jpg" alt="" width="168" height="240" /></a>The presence of the UFOs in our skies can not be interpreted as the contactees would, because some elements of the UFO phenomena shine with a worrying light what the human race can not forget as the contactees make often because they want to affirm that the aliens are friends of the human kind. The sense of mystery present in the UFO phenomena is often highligthed by the connnection made between UFOs and the psychic and magic phenomena. Beings who drive the UFOs have the ability to use clairvoyance and telephaty to deliver their instructions and their messages. Besides many authors say that often the victims of the abductions after those traumatic experiences receive paranormal powers. Or they may use trance conditions similar to those of spiritualist mediums and New Age channelers. No wonder UFOs encounters become occurrences that are quite beyond human race making them amenable to all kinds of bizarre.</p>
<p style="text-align: justify;">We believe that the persistence of many mysterious elements in UFO phenomena depends from trascendence often attributed to aliens by contacteers and their believers. They believe that the beings who drive the flying saucers to come on our planet to help the human race and to favourite the spiritual evolution of the human kind. But the ideas of the contacteers and their believers can not help the ufologists to resolve the UFOs mystery because the contacteers have not ability to make a critical reading and critical interpretation of the messages of the beings who drive the flying saucers. We think that to resolve some of the mysterious elements of the UFO phenomena must leave the ideas that the only way to explain to UFO phenomena is the E.T.H. (the credence that all the UFOs are driving by aliens). We believe that to make clear some mysterious elements of UFO phenomena it is necessary to give more importance to metaphysical theory of the origin of UFOs.</p>
<p style="text-align: justify;">Now we will try to summary the principal elements of metaphysical theory of the origin of the UFO phenomena. The principal affirmation of the metaphysical theory of the origin of UFOs is the belief that the beings who drive flying saucers are supernatural beings who simulate to be aliens coming from the  outer space. These supernatural beings simulate to be aliens to condition the human race and to drive the future of human race on a way functional to their objects. The writers about these objects are divided in two great groups: the first group believes that these supernatural beings are goods and for this raison will help the human race to save our planet from the destruction derivated from nuclear war and they will too to favourite the spiritual evolution of the human kind; the second group of the authors think that these supernatural beings are bads, are demonic entities who will seduce the human race and these supernatural beings will lead people away from the truth and the way that brings to God.</p>
<p style="text-align: justify;">Another important affirmation of the metaphysical theory is the belief that UFOs are apocalyptic signs. Some writers think that UFOs are the heavenly signs that the second coming of Christ is near with its consequent judgment. For these writers the coming of UFOs is an indication that the decisive great battle of Armageddon is not far away.</p>
<p style="text-align: justify;">We believe that to explain the UFO mystery needs take in consideration another theory: the paraphysical theory. The principal affirmation of this theory is the belief that the beings who drive the flying saucers are not real aliens but they come from parallel universes that are situated in another zone of the electromagnetic spectrum. These inhabitants of these parallel universes simulate to be aliens because don’t want that the human race knows the existence of parallel universes, because the people who lives in these zones of the electomagnetic spectrum could give problems to these beings.</p>
<p style="text-align: justify;">Probably these beings who live in the parallel universes are not neither good nor evil but probably they must come in our universe for some reason that we cannot know in this moment of our history. Some writers that consider real this theory think that the events that occur in our universe can have consequences on life and history of the people who live in the parallel universes and for this reason the inhabitants of this zone of the electromagnetic spectrum must come in our universe to oversee our actions. The E.T.H. (extra-terrestrial hypothesis) can explain only one part of the UFOs mystery and if we try to use only E.T.H. to explain to UFO phenomena we can only arrive in a way without exit.</p>
<p style="text-align: justify;">We want to finish this work putting in evidence the important fact that the E.T.H., even if can&#8217;t be entirely left, can not explain all the UFO phenomena, because this theory presents very important weak points. We think that the principal weak points of the E.T.H. are three: the likeness between some elements of UFO phenomena with paranormal phenomena, the immaterial elements of the UFO phenomena and the fact that in the many abductions are present many likeness with demonic possessions.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Riferimenti bibliografici<br />
G. Pellegrino, <a href="http://www.centrostudilaruna.it/ufos-as-angelic-or-demonic-manifestation.html"><em>UFOS as angelic or demonic manifestation</em></a>, www.centrostudilaruna.it<br />
G. Pellegrino, <a title="i credenti negli UFO" href="http://www.libriefilm.com/i-credenti-degli-ufo/9293"><em>I credenti degli UFO</em></a>, Edisud, Salerno, 2002<br />
G. Pellegrino, <em>Riflessioni sociologiche sul mistero degli UFO</em>, Progetto Immagine, Torino, 2007<br />
G. Pellegrino, <em>Alcune riflessioni sulla teoria del superspettro di John Keel</em>, nexusedizioni.it<br />
G. Pellegrino, <a href="http://www.centrostudilaruna.it/considerations-about-the-abductions.html"><em>Considerations about the abductions</em></a>, centrostudilaruna.it</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/mysterious-elements-in-ufo-phenomena.html' addthis:title='Mysterious elements in UFO phenomena ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>I vari tipi di dualismo esistenti nella dimensione religiosa</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 16:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pellegrino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una disamina dei dualismi ontologico, cosmologico, etico, escatologico, antropologico, della “nostalgia delle origini” e cosmogonico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/i-vari-tipi-di-dualismo-esistenti-nella-dimensione-religiosa.html' addthis:title='I vari tipi di dualismo esistenti nella dimensione religiosa '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;">In questo articolo prenderemo in considerazione i vari tipi di dualismo esistenti nella dimensione religiosa: ontologico, cosmologico, etico, escatologico, antropologico, quello tra un passato felice ed un presente infelice (gli storici delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religioni</a> definiscono questo tipo di dualismo con l’espressione “nostalgia delle origini”) ed infine il dualismo cosmogonico basato sulla contrapposizione tra creazione ed emanazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Cominceremo col prendere in considerazione il dualismo ontologico: tale dualismo è riscontrabile in una <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religione</a> se i credenti sostengono l’esistenza di una divinità buona e di un principio divino malvagio, dotati dello stesso potere creatore ed entrambi coeterni. Un tipico esempio di <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religione</a> nella quale è riscontrabile in maniera molto evidente il dualismo ontologico è lo zoroastrismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo evidenziare che non è sufficiente che esista un dio buono ed un’entità soprannaturale e metafisica cattiva dalla cui azione deriva la presenza del male nel mondo per parlare di dualismo ontologico. Per esempio nella religione cristiana, sebbene esista un conflitto tra il Dio biblico che rappresenta il bene e il Diavolo, che è il principio metafisico dal quale derivano il male e la corruzione del mondo, non è riscontrabile un dualismo ontologico, per almeno tre motivi. In primo luogo, il Diavolo non è coeterno a Dio ma è stato creato dallo stesso Dio (prima di ribellarsi a Dio Satana e gli altri demoni erano angeli e in quanto tali facevano parte della gerarchia della creazione a un livello superiore rispetto agli esseri umani); in secondo luogo il Diavolo, proprio perché creatura di Dio, non possiede gli stessi poteri del suo creatore, non è di natura divina e &#8211; conseguentemente &#8211; occupa un gradino inferiore rispetto a Dio nella scala gerarchica dell’universo (nel dualismo ontologico, invece, sia il Principio del Male sia quello del Bene sono di natura divina ed inoltre nessuno dei due è subordinato all’altro: per questo motivo si trovano sullo stesso livello nella scala gerarchica universale e pertanto nessuno dei due riuscirà mai ad eliminare l’altro); in terzo luogo nella religione cristiana il Diavolo non può essere considerato un principio creatore, poiché sia l’uomo sia l’universo sono stati creati da Dio (nel dualismo ontologico sia il Dio del Bene sia quello del Male sono co-creatori dell’uomo e dell’intero universo. Per esempio secondo lo zoroastrismo l’uomo possieda due anime, una che gli permette di fare il bene &#8211; creata dal Principio divino del Bene &#8211; ed una cattiva che lo spinge a compiere azioni malvagie, creata dal Principio divino del Male). Infine nelle religioni caratterizzata dal dualismo ontologico la lotta tra il Dio del Bene e quello del Male durerà per l’eternità, mentre nella religione cristiana la lotta tra Dio e il Diavolo durerà solo fino alla Parusia, ovvero fino alla seconda venuta di Gesù alla fine dei tempi che segnerà la sconfitta definitiva del Diavolo e di tutti i demoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dualismo cosmologico è caratteristico della credenza religiosa secondo la quale l’universo è costituito da due elementi, ovvero materia e spirito. Secondo tale dualismo nell’universo (ivi compreso il nostro pianeta) sono riscontrabili la materia, che per sua natura è soggetta a corruzione e degradazione, e una dimensione spirituale che al contrario non è soggetta né a corruzione né alla degradazione dovuta al trascorrere del tempo. Per le religioni in cui è riscontrabile il dualismo cosmologico (cristianesimo, religione ebraica ed altre) nell’universo esistono cioè una dimensione fisica e una dimensione metafisica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dualismo etico, riscontrabile in moltissime <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religioni</a>, si basa sul principio che gli esseri umani abbiano la possibilità di compiere sia azioni buone sia malvagie (questo dualismo è riscontrabile nel cristianesimo, nell’ebraismo, nella religione islamica, nell’induismo, nello zoroastrismo e nella religione olimpica greca nonché nella religione romana).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/laltro-dio-religioni-dualistiche-dallantichita-alleresia-catara/9315" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-7279" style="margin: 10px;" title="altro-dio" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/altro-dio.jpg" alt="" width="200" height="294" /></a>Nell’ambito del dualismo etico è possibile individuare una distinzione di fondamentale importanza tra le religioni che credono che gli esseri umani siano completamente liberi di scegliere e quelle che credono che le azioni buone e quelle malvagie dipendano solo in parte dal libero arbitrio. Per esempio nell’ambito della religione cristiana esiste una contrapposizione tra cattolicesimo e i luteranesimo: mentre i cattolici, pur riconoscendo che il Peccato Originale abbia determinato negli esseri umani l’inclinazione a commettere il male, sono convinti dell’esistenza del libero arbitrio, che con l’aiuto della Grazia Divina dà la possibilità agli uomini di scegliere di compiere azioni buone, i luterani negano in maniera assoluta l’esistenza del libero arbitrio anche dopo la venuta di Gesù cosicché ritengono che gli esseri umani possano compiere solamente azioni malvagie. In una sua opera di fondamentale importanza intitolata <em>De servo arbitrio</em> Lutero parla esplicitamente di “servo arbitrio” in contrapposizione al concetto cattolico di libero arbitrio e sostiene che gli uomini si salvano o si dannano non per il fatto che compiano azioni buone o malvagie ma solamente per la forza della loro fede (Lutero scrive <em>“pecca fortiter sed crede fortius”</em>. Con questa frase intende affermare che a causa delle conseguenze del peccato originale commesso da Adamo ed Eva l’uomo può compiere solo il male e di conseguenza Dio decide di salvare o di condannare gli esseri umani alla dannazione eterna tenendo conto esclusivamente della forza e dell’intensità della loro fede nella parola divina).</p>
<p style="text-align: justify;">In due nostri libri intitolati <a title="Bibbia e Corano" href="http://www.libriefilm.com/bibbia-e-corano-principali-somiglianze/6042"><em>Bibbia e Corano principali somiglianze</em></a> e <em>La crisi della religione cattolica</em> abbiamo insistito sul fatto che il problema di conciliare libero arbitrio e Grazia Divina nella soteriologia cattolica non si presenta di facile soluzione, tanto che sin dagli inizi della storia del cristianesimo è stato oggetto di vivaci e violente discussioni tra i teologi. A nostro avviso la soluzione più semplice ed anche più logica per risolvere il problema di conciliare libero arbitrio e necessità della Grazia Divina è quella proposta dai semipelagiani, i quali sostenevano che l’uomo col suo libero arbitrio chiede per liberamente l’aiuto della Grazia Divina per compiere il bene, che Dio concede non a tutti ma solo a coloro che gliela chiedono. Purtroppo tale soluzione, a nostro avviso molto ragionevole, proposta dai semipelagiani è stata considerata eretica dalla Chiesa Cattolica soprattutto a causa della durissima opposizione di Agostino alla soteriologia dei semipelagiani. Come abbiamo sostenuto nell&#8217;opuscolo intitolato <em>Le eresie ed il neopaganesimo dei cattolici contemporanei</em> il rifiuto della soluzione proposta dai semipelagiani, dovuto in gran parte all’influenza di Agostino, è stato un grave errore, poiché ha lasciato insoluto il problema di conciliare Grazia e libero arbitrio. Tra l’altro l’intransigente opposizione di Agostino alle affermazioni dei semipelagiani era in gran parte dovuta alle vicende personali dello stesso Agostino, che lo avevano portato (a nostro avviso) a sottovalutare involontariamente l’importanza del libero arbitrio.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il dualismo escatologico è riscontrabile in molte religioni (cristianesimo, ebraismo, islam, induismo, religioni misteriche del mondo classico, religione dell’antico Egitto e buddismo). Esso si basa sulla credenza che coloro che si sono comportati bene durante la loro vita saranno in qualche modo premiati dopo la morte, mentre coloro che hanno compiuto azioni malvagie subiranno delle punizioni dopo la morte.</p>
<p style="text-align: justify;">La varietà di premi e punizioni che aspettano gli individui dopo la morte dipende dal fatto che nell’ambito del dualismo escatologico esiste una forte differenza tra religioni che affermano che sia i buoni sia i malvagi risorgeranno dopo la morte e quelle che credono che dopo la fine di questa vita sia i buoni sia i cattivi si reincarneranno. Le religioni che credono nella risurrezione (ad esempio la religione cristiana e quella islamica) sostengono che i buoni andranno per l’eternità in un luogo ove condurranno un’esistenza felice, senza più reincarnarsi sulla Terra, mentre i malvagi subiranno una punizione che durerà per l’eternità, poiché saranno costretti a vivere la loro esistenza ultraterrena in un luogo ove troveranno solamente dolori e sofferenze (la religione cattolica crede anche nell’esistenza del Purgatorio, ma in ogni caso anche le anime che finiscono in Purgatorio dopo un determinato periodo di tempo andranno in Paradiso, ove riceveranno il premio eterno che consiste nel raggiungimento della felicità eterna).</p>
<p style="text-align: justify;">Molto diversa è l’escatologia delle religioni che credono non nella resurrezione ma nella reincarnazione. Per tali religioni (ad esempio buddismo e induismo) le anime che hanno compiuto azioni buone in vita avranno la possibilità di reincarnarsi in corpi che permetteranno loro di condurre un’esistenza più felice di quella precedente, mentre le anime che hanno compiuto azioni malvagie si reincarneranno in corpi nei quali saranno costrette a condurre un’esistenza più infelice e più frustrante. Per esempio se un uomo ricco e potente avrà compiuto azioni malvagie sarà costretto a reincarnarsi nel corpo di un uomo privo di potere ed appartenente ad una famiglia povera.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella società contemporanea è in continuo aumento il numero delle persone che credono nella reincarnazione e non nella risurrezione. In due libri intitolati <em>I miti della società contemporanea</em> ed <em>Una lettura sociologica della realtà contemporanea</em> abbiamo cercato di spiegarne i motivi. A nostro avviso i principali sono due: in primo luogo molti sono convinti che una sola vita non sia sufficiente per conquistarsi la salvezza o la dannazione eterna, e ritengono quindi più logico credere che a tutte le anime venga data la possibilità di incarnarsi molte volte; in secondo luogo, molti sono convinti che esistano prove quasi scientifiche della reincarnazione, poiché alcuni individui sottoposti ad ipnosi hanno raccontato di essersi reincarnati molte volte sul nostro pianeta in varie epoche storiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Il  dualismo antropologico si basa sulla convinzione che gli esseri umani siano costituiti di due parti, ovvero il corpo e l’anima. Questo dualismo è presente in tutte le religioni, sia in quelle che credono nella reincarnazione sia in quelle che credono nella risurrezione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/bibbia-e-corano-principali-somiglianze/6042" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-7280" style="margin: 10px;" title="bibbia-e-corano" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/bibbia-e-corano-196x300.jpg" alt="" width="196" height="300" /></a>Un altro tipo di dualismo riscontrabile in molte religioni è quello che si basa sulla convinzione che il genere umano si trovi a vivere in una condizione esistenziale collettiva peggiore di quella esistente alle origini della storia dell’umanità. Un primo esempio significativi di tale dualismo si trova nella religione cristiana, in quella ebraica e in quella islamica, ove si afferma che i nostri progenitori Adamo ed Eva prima del peccato originale vivevano nel Paradiso Terrestre, dove conducevano una vita felice e non erano soggetti alla morte. Come secondo esempio di tale dualismo citeremo uno dei miti più importanti e famosi della religione greca olimpica, quello del vaso di Pandora. Secondo tale mito l’umanità agli inizi della propria storia conduceva un’esistenza felice. Tuttavia Pandora ebbe l’idea di aprire il vaso nel quale Giove aveva rinchiuso tutti i mali che potevano colpire il genere umano, cosicché una volta che Pandora aprì tale vaso i mali entrarono nel mondo e resero infelice la vita del genere umano.</p>
<p style="text-align: justify;">Prenderemo ora in considerazione l’ultimo tipo di dualismo presente nella dimensione religiosa, ovvero il dualismo cosmogonico basato sulla contrapposizione tra creazione ed emanazione, che sono le due modalità utilizzate dalla divinità per dare origine all’universo e alla razza umana.</p>
<p style="text-align: justify;">Le religioni che credono che il meccanismo utilizzato dalla divinità per dare origine all’universo e al genere umano sia la creazione presuppongono che esista una notevole distanza tra Dio e l’universo, nel senso che Dio è l’unica entità dotata di essenza divina, mentre tutto ciò che esiste nell’universo (ivi compreso l’uomo) non è di natura divina. Al contrario, le religioni che credono che la divinità abbia utilizzato il meccanismo dell’emanazione sostengono che l’intero universo e il genere umano condividano in maniera più o meno marcata la natura divina, non esistendo una netta differenza tra divinità e universo. Per far meglio comprendere il concetto utilizzeremo questa metafora: secondo i sostenitori dell’emanazione Dio è come una sorgente luminosa la cui luce si irradia in tutto l’universo e in tutte le creature che abitano nell’universo. Le creature che si trovano più vicine alla sorgente luminosa, che altro non è che Dio, possiedono un livello di divinità maggiore di quelle che si trovano più lontane dalla sorgente luminosa. La luce divina illumina meglio e con maggiore potenza le parti dell’universo e gli esseri che si trovano più vicini ad essa.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le religioni che credono all’emanazione hanno una concezione panteistica e monistica dell’universo, mentre le religioni che credono che alla creazione considerano Dio totalmente diverso dal creato dal momento che solamente Dio è di natura divina.</p>
<p>* * *</p>
<p><strong>Riferimenti bibliografici</strong></p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <a title="Bibbia e Corano" href="http://www.libriefilm.com/bibbia-e-corano-principali-somiglianze/6042"><em>Bibbia e Corano principali somiglianze</em></a>, Edisud, Salerno, 2002.</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>La crisi della religione cattolica</em>, New Grafic Service, Salerno, 2005.</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>Le eresie e il neopaganesimo dei cattolici contemporanei</em>, New Gerafic Service, Salerno, 1999.</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>I miti della società contemporanea</em>, New Grafic Service, Salerno, 2004.</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>Una lettura sociologica della realtà contemporanea</em>, New Grafic Service, Salerno, 2003.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/i-vari-tipi-di-dualismo-esistenti-nella-dimensione-religiosa.html' addthis:title='I vari tipi di dualismo esistenti nella dimensione religiosa ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>La concezione dell’uomo e del mondo nel romanticismo italiano</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/la-concezione-dell%e2%80%99uomo-e-del-mondo-nel-romanticismo-italiano.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/la-concezione-dell%e2%80%99uomo-e-del-mondo-nel-romanticismo-italiano.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 16:34:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pellegrino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[Le principali caratteristiche della visione del mondo romantica in Italia e i parallelismi con la Germania e l'Inghilterra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-concezione-dell%e2%80%99uomo-e-del-mondo-nel-romanticismo-italiano.html' addthis:title='La concezione dell’uomo e del mondo nel romanticismo italiano '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;">In questo articolo esporremo e commenteremo la concezione dell’uomo e del mondo presenti nel romanticismo italiano, cercando di individuare i parallelismi e le eventuali differenze esistenti tra la concezione dell’uomo e del mondo riscontrabili nel romanticismo italiano e le analoghe concezioni presenti nel romanticismo europeo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/poesia-italiana-lottocento/9258" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-7148" style="margin: 10px;" title="poesia-italiana" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/poesia-italiana.jpg" alt="" width="157" height="240" /></a>Partiremo col prendere in considerazione il pensiero di Vittorio Alfieri, che deve essere considerato a tutti gli effetti un preromantico. Come abbiamo messo in evidenza in un articolo intitolato <a title="I principali elementi del pensiero di Vittorio Alfieri" href="http://www.centrostudilaruna.it/i-principali-elementi-del-pensiero-di-vittorio-alfieri.html"><em>I principali elementi del pensiero di Vittorio Alfieri</em></a>, i romantici ebbero una grandissima ammirazione, se non una vera e propria venerazione, per Vittorio Alfieri, in quanto la maggior parte delle idee di Alfieri erano già tipicamente romantiche. Alfieri aveva infatti una concezione eroica dell’uomo, tanto che prese a modello personaggi storici le cui vite vengono prese in considerazione da Plutarco ne <a title="Le vite parallele" href="http://www.libriefilm.com/vite-parallele-vol-1/8483"><em>Le vite parallele</em></a>. Nella sua “Vita” Alfieri dice che quando leggeva il libro di Plutarco cominciava a piangere ed urlare, poiché avrebbe voluto vivere nel periodo storico in cui vissero i personaggi e avrebbe voluto compiere azioni eroiche come quelle compiute dagli eroi di Plutarco.</p>
<p style="text-align: justify;">Alfieri era convinto di vivere in un periodo storico nel quale era impossibile compiere le azioni eroiche effettuate dagli eroi di Plutarco, ritenendo che la sua era un&#8217;epoca in cui dominavano incontrastate viltà, slealtà e ipocrisia, così che passò la maggior parte della sua esistenza chiuso in una tragica solitudine. Per Alfieri i veri uomini dovevano essere molto simili ai personaggi delle <em><a title="Vite parallele" href="http://www.libriefilm.com/vite-parallele-vol-1/8483">Vite Parallele</a></em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa concezione eroica dell’uomo si ritrova anche nel romanticismo italiano, in quello tedesco e in quello inglese. Per quanto riguarda l&#8217;Italia troviamo una concezione eroica dell’uomo in tutti e tre i maggiori esponenti del romanticismo, ovvero Alessandro Manzoni, Giacomo Leopardi ed Ugo Foscolo (sebbene quest’ultimo in alcune opere deve essere considerato un romantico e in altre un neoclassico). Prenderemo in considerazione anche la concezione dell’uomo presente in una delle opere più importanti del romanticismo italiano, ovvero <em>Le fantasie</em> di Giovanni Berchet.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/adelchi/1605" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-7146" style="margin: 10px;" title="adelchi" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/adelchi-180x300.jpg" alt="" width="180" height="300" /></a>Per quanto riguarda la concezione dell’uomo di Manzoni prenderemo in considerazione le tragedie <a title="Adelchi" href="http://www.libriefilm.com/adelchi/1605"><em>Adelchi </em></a>e <a title="Il conte di Carmagnola" href="http://www.libriefilm.com/il-conte-di-carmagnola/2043"><em>Il Conte di Carmagnola</em></a>. La figura di Adelchi domina incontrastata nell&#8217;omonima tragedia di Manzoni. Prima di scrivere il libro Manzoni compì studi accurati riguardo il periodo storico che vide lo scontro tra i Longobardi, che allora dominavano l’Italia, e i Franchi che vi giunsero chiamati dal Papa per sconfiggere i Longobardi. Prima di compiere tali studi Manzoni era convinto che i Longobardi non fossero oppressori stranieri dell&#8217;Italia, ma avessero difeso gli italiani dall’invasione dei Franchi. Tuttavia Manzoni cambiò idea al riguardo e giunse alla conclusione che sia i Longobardi sia i Franchi furono stranieri oppressori del popolo italiano. Pertanto la vittoria dei Franchi significò per gli italiani solamente il passaggio da una dominazione straniera all’altra. Manzoni giunse alla conclusione che per liberarsi dai domini oppressivi stranieri gli italiani dovevano conquistare la libertà con il loro valore e con i loro sacrifici, senza illudersi che un popolo straniero potesse regalare loro la libertà, che è qualcosa che ogni popolo deve conquistarsi con le proprie forze e con il comportamento eroico di tutti gli individui. Manzoni tuttavia non cambiò il suo giudizio su Adelchi, figlio dell’ultimo re longobardo, e continuò a considerarlo una figura eroica che non aveva alcuna colpa pur appartenendo a un popolo oppressore degli italiani: Adelchi assurge a prototipo dell’uomo eroico che paga per colpe non sue e trova il coraggio di morire eroicamente in battaglia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-conte-di-carmagnola/2043" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-7145" style="margin: 10px;" title="il-conte-di-carmagnola" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-conte-di-carmagnola-196x300.jpg" alt="" width="196" height="300" /></a>Anche ne <a title="Il conte di Carmagnola" href="http://www.libriefilm.com/il-conte-di-carmagnola/2043"><em>Il Conte di Carmagnola</em></a> Manzoni ci presenta il protagonista come un uomo eroico e coraggioso che viene ingiustamente condannato a morte con l’accusa infamante di tradimento sebbene non si fosse mai reso colpevole di tale colpa. Manzoni mette in evidenza il grande coraggio con cui il Conte di Carmagnola affrontò il suo tragico ed ingiusto destino. Adelchi e il Conte di Carmagnola sono due eroi tipicamente romantici, che affrontano con coraggio, fierezza e dignità il loro tragico destino.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda Giacomo Leopardi,  a prima vista sembrerà difficile sostenere che il poeta di Recanati presenti nelle sue opere una concezione eroica dell’uomo; ma se pensiamo alla sua ultima opera, ovvero <em>La ginestra</em>, ci renderemo conto che anche Leopardi è un autore romantico che esalta la concezione eroica. Infatti il messaggio della <em>Ginestra</em> è sinteticamente esprimibile con queste parole: come la ginestra è un fiore che riesce a sopravvivere anche nelle condizioni più difficili e più dure, allo stesso modo gli uomini devono affrontare con coraggio e fierezza il loro triste destino, derivante dal fatto che la natura è una matrigna cattiva nei riguardi del genere umano.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra opera nella quale Giacomo Leopardi propone una concezione eroica (non solo dell’uomo in generale, ma addirittura di se stesso) è la canzone “All’Italia”, nella quale il poeta di Recanati si dice pronto a morire per liberare l’Italia dal dominio straniero.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/ultime-lettere-di-jacopo-ortis-2/9263" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-7147" style="margin: 10px;" title="ultime-lettere-di-jacopo-ortis" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/ultime-lettere-di-jacopo-ortis-182x300.jpg" alt="" width="182" height="300" /></a>Per quanto riguarda invece Ugo Foscolo nessuno può mettere in dubbio il fatto che tale autore del romanticismo italiano sia un convinto assertore di una concezione eroica dell’uomo che deve essere in grado di fronteggiare con coraggio e con orgoglio anche le situazioni più difficili. Forse la figura più eroica che possiamo trovare nelle opere di Ugo Foscolo è quella dello Jacopo Ortis del romanzo epistolare <a title="Ultime lettere di Jacopo Ortis" href="http://www.libriefilm.com/ultime-lettere-di-jacopo-ortis-2/9263"><em>Le ultime lettere di Jacopo Ortis</em></a>. Jacopo Ortis è un tipico esempio di eroe romantico che decide di sfuggire ad una situazione umiliante e frustrante per lui inaccettabile con l’unico modo che gli resta a disposizione, ovvero il suicidio. Jacopo Ortis si uccide per due motivi: in primo luogo non accetta che Venezia, la sua patria, sia caduta sotto il dominio oppressivo degli austriaci in seguito al trattato di Campoformio; in secondo luogo non accetta che la donna da lui amata sia costretta a sposare un altro uomo. Jacopo Ortis è quindi il prototipo dell’uomo eroico che con il suicidio sfugge a due situazioni inaccettabili.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ultimo autore del romanticismo italiano che prenderemo in considerazione è Giovanni Berchet, il quale ne <em>Le fantasie</em>, una delle sue opere più importanti, dimostra di dare grande importanza al fatto che gli uomini devono dimostrare coraggio ed eroismo per difendere la loro patria dagli stranieri oppressori. A nostro avviso tale opera di Berchet è molto significativa in quanto si basa su una radicale opposizione tra un passato eroico e glorioso ed un presente nel quale il coraggio e l’eroismo sono scomparsi e sono stati sostituiti dalla viltà e dalla corruzione. Giovanni Berchet è senza nessun dubbio il fondatore della poesia patriottica romantica italiana che riveste una grande importanza sia nell’ambito del romanticismo italiano sia in quello del risorgimento, poiché la lirica patriottica romantica diede a molti italiani il coraggio e la forza di combattere, e anche morire, per liberare l’Italia dal dominio straniero. Quest’anno in cui si festeggia il 150° anniversario dell’unità d’Italia ci sembra opportuno e doveroso ringraziare i poeti patrioti come Berchet che tanta importanza ebbero nel risvegliare il popolo italiano dal suo torpore e diedero anche nuove motivazioni a coloro che combattevano per liberare l’Italia dal dominio austriaco.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle <em>Fantasie</em> troviamo come tema principale la radicale opposizione tra un passato glorioso ed un presente frustrante, umiliante dominato dalla viltà e dalla corruzione di gran parte degli italiani. Il passato glorioso al quale fa riferimento Berchet è il <a title="medioevo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/medioevo/">medioevo</a>, e più precisamente il periodo in cui i comuni italiani seppero unirsi tra loro e riuscirono, grazie al coraggio e all’eroismo dei loro cittadini a sconfiggere Federico Barbarossa che voleva privare della libertà i comuni italiani. Berchet contrappone l’eroismo dimostrato dagli italiani in quel periodo alla viltà, alla corruzione ed alla debolezza della maggior parte degli italiani del suo tempo. Il poeta esprime il suo odio per lo straniero oppressore, la nostalgia per la concezione eroica della vita, lo sdegno per la corruzione imperante nel suo tempo e la malinconia derivante dal dover constatare a che punto gli italiani dell’ottocento fossero gli indegni discendenti degli uomini eroici che seppero sconfiggere Federico Barbarossa.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche nel romanticismo tedesco e inglese la concezione eroica dell’uomo riveste una grande importanza. Tale concezione prende il nome di titanismo romantico. Nell&#8217;articolo <a title="Il preromanticismo e l'inizio del romanticismo in Germania" href="http://www.centrostudilaruna.it/il-preromanticismo-e-linizio-del-romanticismo-in-germania.html"><em>Il preromanticismo e l’inizio del romanticismo in Germania</em></a> abbiamo messo in evidenza che il romanticismo ebbe un ruolo molto importante nella liberazione della Germania dal dominio straniero. Emblematico è l’esempio del poeta romantico tedesco Teodoro Korner, al quale Manzoni dedica l’ode <em>Marzo 1821</em>. Korner morì combattendo per l’indipendenza della Germania, per cui è un classico esempio di poeta-soldato che non si limita ad incitare i suoi connazionali a combattere contro lo straniero oppressore, ma sacrifica la sua vita per la sua patria.</p>
<p style="text-align: justify;">Ben diversa invece era la situazione in Inghilterra, dove scrittori e poeti appartenenti al romanticismo non dovevano affrontare il problema di contribuire alla liberazione della loro patria dal dominio straniero. Tuttavia, come abbiamo sottolineato nell&#8217;articolo <em>The romantic period in England</em>, anche nel romanticismo inglese troviamo quel titanismo che contraddistingue il romanticismo in tutte le nazioni in cui tale movimento culturale si affermò. Basterà ricordare per esempio il comportamento di Byron, il quale morì combattendo per l’indipendenza della Grecia e costituisce per tale motivo l’ennesimo esempio  di poeta-soldato che è una delle figure più significative ed emblematiche del romanticismo europeo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra importante caratteristica dell’uomo romantico è senza dubbio il vittimismo, che è l’esatto opposto del titanismo: nella concezione romantica dell’uomo titanismo e vittimismo si alternano continuamente. Il vittimismo romantico nasce dalla consapevolezza dei romantici che la realtà nella quale vivevano era molto diversa da quella nella quale avrebbero voluto vivere, per cui spesso l’uomo romantico resta deluso dalla piega che prendono gli eventi sia nella sfera pubblica sia nella sua sfera privata.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/operette-morali/7207" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-7149" style="margin: 10px;" title="operette-morali" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/operette-morali-180x300.jpg" alt="" width="180" height="300" /></a>Nel romanticismo italiano la concezione vittimistica dell’uomo è molto evidente in Giacomo Leopardi e Giovanni Berchet. In Leopardi il vittimismo appare molto evidente nelle <a title="Operette morali" href="http://www.libriefilm.com/operette-morali/7207"><em>Operette morali</em></a>, ma anche in altre opere. Il pessimismo cosmico che contraddistingue il pensiero di Leopardi è senza dubbio un esempio eclatante di vittimismo romantico. Leopardi sostiene che tutti gli uomini sono infelici perché la Natura si dimostra matrigna nei confronti degli esseri umani, al punto che è la stessa Natura a causare l’infelicità umana. Per questo nessun uomo può sfuggire a tale tragico destino esistenziale, sia che si tratti del più umile, sia che si tratti del più ricco e potente tra tutti gli uomini.</p>
<p style="text-align: justify;">In Berchet la nostalgia, il rimpianto, la malinconia, ed il tema sempre ricorrente dell’esilio sono la prova che anche questo autore risente del vittimismo romantico. In Berchet la concezione vittimistica trova la sua ragion d’essere nel fatto che il poeta è costretto a vivere in un’epoca storica in cui dominano la viltà, la corruzione e l’incapacità di ribellarsi al dominio straniero.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda il romanticismo tedesco, un’opera nella quale la concezione vittimistica è molto evidente è <a title="I dolori del giovane Werther" href="http://www.libriefilm.com/i-dolori-del-giovane-werther-3/9264"><em>I dolori del giovane Werther</em></a> di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/johann-wolfgang-goethe" target="_blank">Goethe</a></span>. Il protagonista si suicida a causa di problemi amorosi di fronte ai quali non vede altra via d’uscita. Nel romanticismo europeo il suicidio può essere considerato in alcuni casi una conseguenza del titanismo ed in altri del vittimismo. Infatti se da un lato con il suicidio l’uomo romantico dimostra di non volersi arrendere alla triste realtà (titanismo), dall’altro il suicidio è anche un’ammissione implicita di resa davanti ad una realtà contro la quale sa di non poter combattere, in quanto si sente solo in un mondo che gli è totalmente ostile.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/i-dolori-del-giovane-werther-3/9264" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-7150" style="margin: 10px;" title="dolori-del-giovane-werther" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/dolori-del-giovane-werther-192x300.jpg" alt="" width="192" height="300" /></a>La terza caratteristica della concezione romantica dell’uomo è il modo in cui è affrontata la solitudine, dovuta all&#8217;autoemarginazione a causa del disagio oppure all&#8217;isolamento da parte degli altri, che non condividono il modo di pensare e di agire. Un esempio di solitudine dovuta in parte a libera scelta e in parte a circostanze dipendenti dal comportamento di altre persone è quella in cui visse gran parte della sua vita Vittorio Alfieri. Così come Alfieri visse con orgoglio e con fierezza, ma anche con rabbia, la sua condizione di uomo solo, allo stesso modo nel movimento romantico italiano ci furono persone che seppero affrontare con fierezza e coraggio la loro solitudine.</p>
<p style="text-align: justify;">L’eroe romantico è quasi sempre un uomo solo, che tuttavia non si lascia mai prendere dalla disperazione e accetta con coraggio la sua solitudine. Ciò è vero anche per i romantici italiani. Un esempio è senza dubbio Jacopo Ortis, che prima di suicidarsi si rende conto che tutto è perduto: la donna amata è perduta in quanto sposerà un altro, ma è irreparabilmente perduta anche la libertà della patria, caduta sotto il dominio straniero.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche nel romanticismo tedesco e in quello inglese l’eroe romantico resta spesso solo. Tuttavia in Germania la solitudine è vissuta in maniera diversa da come viene vissuta dagli eroi del romanticismo italiano, poiché viene addirittura esaltata e si parte dal presupposto che un vero uomo romantico non deve risentire del fatto di trovarsi solo contro tutto e tutti. Anche nel romanticismo inglese la solitudine è più esaltata di quanto non avvenga nel romanticismo italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra caratteristica della visione del mondo riscontrabile nei romantici italiani è la grande importanza attribuita alla libertà individuale, che non deve però essere intesa solamente come libertà politica, ma anche e soprattutto come libertà morale dalle passioni, dai vizi e dai compromessi. Per i romantici italiani la libertà politica, per quanto importantissima,  è parte della libertà morale. I romantici italiani furono influenzati dalle idee di Vittorio Alfieri, che parimenti considerava la libertà politica una parte della libertà morale, sempre minacciata dai vizi, dalle passioni e dalla tendenza a scendere a compromessi. Anche nel romanticismo tedesco si dà grande importanza sia alla libertà morale sia a quella politica (anche perché la Germania come l’Italia si trovava sotto la dominazione straniera), ma i romantici tedeschi non pensano che la libertà politica sia parte di quella morale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel romanticismo italiano viene rivalutata l’importanza del sentimento, che nel precedente periodo illuministico era stato ricusato in quanto si attribuiva importanza solamente alla ragione, considerata unica guida delle azioni degli esseri umani. I romantici, senza rinnegare l’importanza della ragione, sostengono che ragione e sentimento abbiano la stessa importanza e debbano quindi collaborare nelle decisioni che gli uomini sono chiamati a prendere. Questa convinzione è presente anche nel romanticismo inglese e in quello tedesco (non dimentichiamo che in Germania nasce la filosofia dell’idealismo che ha come principali esponenti Hegel, Ficthe e Schelling).</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il conflitto tra ideale e reale è una caratteristica che riveste grande importanza nel romanticismo italiano, poiché poeti e scrittori si rendono conto che la realtà è molto diversa, se non addirittura inconciliabile, con i loro ideali: per cui il mondo in cui vivono è molto diverso da quello in cui vorrebbero vivere. L&#8217;uomo romantico non può far niente per modificare una realtà che non gradisce, e per questo vive in maniera tragica il conflitto tra ideale e reale. Anche nel romanticismo tedesco ed inglese questo conflitto è spesso vissuto in maniera tragica.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche i problemi amorosi rivestono una grande importanza, in quanto anche l’amore viene sottoposto a quel processo di idealizzazione che caratterizza la visione del mondo dei romantici. Spesso quindi le storie d’amore vissute dai romantici non hanno un lieto fine e creano gravi problemi esistenziali. Nel romanticismo italiano Leopardi è senza dubbio l’autore romantico che subisce più di tutti le conseguenze derivanti dalle delusioni amorose, ma anche lo stesso Foscolo &#8211; che a differenza di Leopardi ebbe numerose storie d’amore con donne bellissime &#8211; deve accettare che una delle donne che aveva amato maggiormente non accetti di diventare la sua donna ma preferisca sposare Monti (Foscolo disprezzava al massimo grado il Monti, poiché egli era abituato a cambiare in maniera molto opportunistica le proprie idee; tanto che Foscolo lo definì “una banderuola al vento”).</p>
<p style="text-align: justify;">Anche nel romanticismo inglese e tedesco l’amore non sempre ha un lieto fine: per la Germania è sufficiente citare <a href="http://www.libriefilm.com/i-dolori-del-giovane-werther-3/9264"><em>I dolori del giovane Werther</em></a>; in tale romanzo il protagonista si suicida proprio a causa dei problemi amorosi. In Inghilterra John Keats deve a sua volta fare i conti con i problemi amorosi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/confessioni-di-un-italiano/9267" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-7152" style="margin: 10px;" title="confessioni-di-un-italiano" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/confessioni-di-un-italiano-181x300.jpg" alt="" width="181" height="300" /></a>Un altro elemento molto importante del romanticismo italiano è rappresentato dall’amore per la patria, tanto che la poesia patriottica è uno dei generi più importanti del romanticismo italiano. Anche Goffredo Mameli, l’autore dell’inno nazionale italiano, fu un poeta romantico oltre che un patriota che diede la propria vita per liberare l’Italia dal dominio straniero. Goffredo Mameli è il classico esempio di poeta-soldato, una figura tipica del romanticismo non solo italiano ma anche europeo (vedasi Byron in Inghilterra e Teodoro Korner in Germania). Il patriottismo dei romantici italiani è presente soprattutto in due generi letterari che rivestirono grande importanza nel Risorgimento italiano in quanto rafforzarono notevolmente lo spirito patriottico del popolo italiano. I due generi letterari in questione sono la lirica patriottica romantica e il romanzo storico. Della lirica patriottica abbiamo già parlato in precedenza in relazione all’opera di Giovanni Berchet, mentre per quanto riguarda il romanzo storico dobbiamo dire che il più importante romanzo storico della letteratura romantica italiana è <a title="I promessi sposi" href="http://www.libriefilm.com/i-promessi-sposi-5/2095"><em>I promessi sposi</em></a> di Alessandro Manzoni, sebbene si possano citare altri romanzi storici molto pregevoli quali <em><a href="La disfida di Barletta">La disfida di Barletta</a> </em>di Massimo D’Azeglio e le <em><a title="Confessioni di un italiano" href="http://www.libriefilm.com/confessioni-di-un-italiano/9267">Confessioni di un italiano</a> </em>di Ippolito Nievo. Il romanzo storico rivestì grandissima importanza anche nel romanticismo inglese nel quale questo genere letterario raggiunse un livello artistico altissimo grazie a Walter Scott.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione possiamo dire che il romanticismo italiano ebbe il merito di facilitare il Risorgimento italiano, non solo rafforzando lo spirito patriottico degli italiani, ma fornendo loro ideali, valori, motivazioni, che sono indispensabili in tutti i sistemi sociali per far si che gli uomini compiano azioni degne di lode e ammirazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Come abbiamo messo in evidenza nei libri <em>Una lettura sociologica della realtà contemporanea </em>e <em>I miti della società contemporanea</em> molti dei problemi che affliggono l’uomo moderno trovano la causa principale nella “obsolescenza dei valori”, che rappresenta in tutti i sistemi sociali ed in tutte le epoche una vera e propria piaga sociale, soprattutto se tali sistemi non sono in grado di sostituire quei valori e quegli ideali con altri nuovi che siano forti abbastanza per sostituire in maniera adeguata i vecchi. Purtroppo, come sanno i sociologi, in gran parte del mondo contemporaneo i valori che hanno subito il processo di obsolescenza non sono stati sostituiti in maniera adeguata, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. In quasi tutte le nazioni europee il romanticismo ha avuto il merito di proporre valori che sono riusciti a sostituire in maniera adeguata quelli dell’illuminismo, evitando in tal modo una crisi che avrebbe determinato la perdita degli “orizzonti di senso” che invece si è verificata nel mondo di oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riferimenti bibliografici</strong><br />
G. Pellegrino, <em>The romantic period in England</em>, albiorix.it, articoli<br />
G. Pellegrino, <a title="Vittorio Alfieri" href="http://www.centrostudilaruna.it/i-principali-elementi-del-pensiero-di-vittorio-alfieri.html"><em>I principali elementi del pensiero di Vittorio Alfieri</em></a>, centrostudilaruna.it<br />
G. Pellegrino, <a title="Il preromanticismo e l'inizio del romanticismo in Germania" href="http://www.centrostudilaruna.it/il-preromanticismo-e-linizio-del-romanticismo-in-germania.html"><em>Il preromanticismo e l’inizio del romanticismo in Germania</em></a>, centrostudilaruna.it<br />
G. Pellegrino, <em>Una lettura sociologica della realtà contemporanea</em>, New Grafic Service, Salerno, 2003.<br />
G. Pellegrino,<em> I miti della società contemporanea</em>, New Grafic Service, Salerno, 2005.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-concezione-dell%e2%80%99uomo-e-del-mondo-nel-romanticismo-italiano.html' addthis:title='La concezione dell’uomo e del mondo nel romanticismo italiano ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>La concezione dell&#8217;uomo nella religione e nel mondo greco</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 17:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pellegrino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antica Grecia]]></category>
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		<description><![CDATA[La concezione greca dell’uomo era influenzata dalla religione olimpica ma anche dalle condizioni storiche, sociali, psico-sociali, economiche e politiche, che insieme alla religione determinano la Stimmung esistente in un dato periodo storico presso una determinata nazione o popolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-concezione-delluomo-nella-religione-e-nel-mondo-greco.html' addthis:title='La concezione dell&#8217;uomo nella religione e nel mondo greco '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storia-antica.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Storia antica" /><br/><p style="text-align: justify;">In questo articolo chiariremo la concezione dell’uomo nel mondo e nella <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> greca, sottolineando che tale concetto è molto diverso da quello riscontrabile nel cristianesimo. La concezione greca dell’uomo era influenzata dalla religione olimpica ma anche dalle condizioni storiche, sociali, psico-sociali, economiche e politiche, che insieme alla religione determinano la <em>Stimmung</em> esistente in un dato periodo storico presso una determinata nazione o popolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-poeta-e-gli-antichi-dei/4855" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-6937" style="margin: 10px;" title="il-poeta-e-gli-antichi-dei" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-poeta-e-gli-antichi-dei-192x300.jpg" alt="" width="192" height="300" /></a>Prima di affrontare il l&#8217;argomento riteniamo opportuno chiarire quali fossero le caratteristiche principali della religione olimpica, utilizzando le categorie della storia delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a>, della sociologia della religione e della storia sociale. Come abbiamo evidenziato nel libro <em>Il ritorno del paganesimo</em> la religione olimpica può essere inclusa tra le <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> nelle quali la dimensione soteriologica era quasi completamente assente, poiché in essa il problema relativo alla salvezza dell’uomo dopo la morte non veniva quasi affrontato. Infatti per gli antichi greci non esistevano dopo la morte alcun premio e alcuna condanna, in quanto tutti dopo morti finivano nell’Ade, un luogo nel quale i morti conducevano un&#8217;esistenza molto sbiadita ed infelice che altro non era che una pallida immagine della vita che avevano condotto sulla Terra: al punto che Achille, nell’<em>Odissea</em>, dice ad Ulisse disceso nell’Ade che preferirebbe essere il più misero degli uomini ma vivere ancora sulla Terra piuttosto che il più grande eroe greco della guerra di Troia finito in giovane età nel triste mondo dell’Ade. Quindi possiamo affermare che la prima caratteristica della <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> olimpica era quella di non essere in grado di offrire  speranza agli esseri umani dopo la morte in quanto in tale religione la dimensione soteriologica era praticamente assente.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra importante caratteristica della religione olimpica era il carattere fortemente antropomorfico attribuito alle numerose divinità, ivi comprese quelle che godevano di una posizione di privilegio nell’universo religioso greco. In un nostro articolo intitolato <a title="La concezione degli dei nei poemi omerici" href="http://www.centrostudilaruna.it/la-concezione-degli-dei-nei-poemi-omerici.html"><em>La concezione degli dei nei poemi omerici</em></a> abbiamo evidenziato che nei poemi omerici viene presentata una concezione degli dei in linea con quella riscontrabile nella religione olimpica: le divinità omeriche presentano delle caratteristiche fortemente antropomorfiche, nel senso che in tali divinità si riscontrano sia le più nobili virtù sia i peggiori vizi della natura umana. Il carattere antropomorfico delle divinità è senza dubbio una delle caratteristiche più importanti di tale religione, anche perché non esiste una netta separazione tra il mondo degli dei e quello degli uomini, tanto che nei poemi omerici gli dei spesso interferiscono con le vicende umane anche per motivi banali.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra caratteristica importante rilevabile nella religione olimpica riguarda il problema dell’esistenza o meno della giustizia divina. Talvolta sembra che gli dei puniscano e premino gli esseri umani tenendo conto dei loro meriti e delle loro colpe, mentre altre volte pare che distribuiscano premi e punizioni in maniera totalmente arbitraria e capricciosa. Il problema dell’esistenza o meno della giustizia divina è accentuato dal fatto che nella religione olimpica esiste il criterio della retribuzione terrena dei meriti e delle colpe degli esseri umani. Eppure ogni volta che in una religione si applica il criterio della retribuzione terrena dei meriti e delle colpe sorgono dubbi sull’esistenza o meno della stessa giustizia divina, poiché alcuni uomini indubbiamente malvagi conducono una vita felice e non vengono colpiti dalle punizioni divine, mentre altri che a detta di tutti manifestano un comportamento irreprensibile dal punto di vista morale conducono una vita infelice e vengono colpiti da gravi problemi e disgrazie.</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto questo problema della giustizia divina si ritrova anche nei primi libri della <em>Bibbia, </em>dove esiste ancora il criterio della retribuzione terrena dei meriti e delle colpe. Nel nostro libro intitolato <em>Bibbia e Corano le principali somiglianze</em> abbiamo messo in evidenza come nella storia di Giobbe emerga in maniera eclatante l&#8217;importanza presso gli ebrei del problema dell’esistenza o meno della teodicea. Giobbe nella <em>Bibbia </em>è il classico esempio di uomo giusto che viene colpito da una serie di disgrazie, fatto che lascia sconcertato sia lo stesso Giobbe sia i suoi amici, poiché nel periodo storico in cui venne scritto tale libro esisteva la convinzione che se un uomo era colpito da gravi e continue disgrazie era un chiaro segno che si trattava di un uomo malvagio che subiva la punizione divina. Come abbiamo evidenziato, questo problema dell’esistenza della teodicea viene risolto nel mondo biblico solamente quando si passa dal criterio della retribuzione terrena a quello della retribuzione ultraterrena.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella religione olimpica non si ebbe mai il passaggio dall’idea della retribuzione terrena a quello della retribuzione ultraterrena, cosicché il problema della teodicea non venne mai completamente risolto, in quanto risultava chiaro che lo schema <em>hybris-nemesis </em>non bastava sempre a spiegare il modo in cui gli dei distribuivano premi e punizioni. Allo stesso modo il problema della felicità dei malvagi e della sofferenza degli uomini buoni non venne mai risolto nel mondo greco e pertanto i dubbi sull’esistenza o meno della giustizia divina rimasero in tutti i periodi della storia greca.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/gli-dei-e-gli-eroi-della-grecia/5687" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-6939" style="margin: 10px;" title="dei-e-eroi-grecia" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/dei-e-eroi-grecia.jpg" alt="" width="200" height="282" /></a>Altro importante elemento riscontrabile nella religione olimpica è l&#8217;importanza attribuita ai riti, che avevano lo scopo sia di affrontare e spiegare questioni riguardanti i grandi problemi metafisici e religiosi sia di accendere l’interesse e colpire la fantasia. Anche in altre <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> esistono diversi tipi di miti che affrontano problematiche ed interrogativi molto diversi tra loro. I principali tipi di mito sono: cosmogonici, teogonici, di fondazione, di carattere apocalittico, riguardanti la dimensione del “prius”, riguardanti le “divinità in vicenda” e tendenti a spiegare determinati fenomeni naturali quali ad esempio l’alternarsi delle stagioni.</p>
<p style="text-align: justify;">I miti cosmogonici spiegano in che modo è nato l’universo. Nella religione e nel mondo greco non esisteva il concetto tipicamente cristiano della creazione dal niente, ma si pensava che tutto l’universo fosse nato da una materia primordiale informe dalla quale erano stati modellati tutti gli elementi che costituiscono l’universo (passaggio dal <em>caos </em>primordiale al <em>cosmos</em> ordinato ed armonioso). I miti teogonici hanno per argomento le vicende che hanno portato alla nascita delle varie divinità; i miti di fondazione, le vicende mitiche che hanno portato alla fondazione di una nuova città, e molto spesso vengono chiamati in causa non solo esseri umani o semidivini ma anche divinità che occupano un posto importante del pantheon. I miti di carattere apocalittico hanno per argomento la distruzione del mondo o addirittura la fine dell’intero cosmo. Nel mondo greco esisteva infatti una concezione ciclica del tempo all’interno della quale trovava posto la credenza che l’universo, nonché la stessa Terra, avessero già subito una distruzione totale più di una volta. Molta importanza nella religione olimpica rivestivano i miti riguardanti quello che gli storici delle religioni definiscono il <em>prius</em>. Tali miti avevano per oggetto gli avvenimenti che si erano verificati all’inizio della storia del genere umano. Un mito molto famoso appartenente a questa categoria è quello di Pandora che cerca di dare una spiegazione all’esistenza nel mondo di malattie e di altre calamità che affliggono il genere umano. Un genere molto interessante è rappresentato da quella categoria di miti che narrano le vicende di esseri umani, o tutt’al più di uomini o donne che erano figli di un essere umano e di una divinità. Questi miti raccontano il modo in cui tali esseri divennero vere e proprie divinità della religione olimpica. Le divinità che per ottenere di entrare a far parte del pantheon olimpico hanno dovuto lottare duramente, e in alcuni casi scendere addirittura nell’Ade, vengono definite dagli storici delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> “divinità in vicenda”, e i miti che li riguardano rivestono una grande importanza nella religione greca. Due tipici esempi di “divinità in vicenda” sono Dioniso e Adone. Molto importanti sono anche i miti collegati alla natura e all’agricoltura, come quelli che spiegano l’alternanza delle stagioni e il ciclo della vegetazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Una credenza molto importante nella religione olimpica era quella nell’esistenza del fato, una forza cosmica che esercita un potere assoluto sia sugli uomini sia sugli dei. A volte l’esistenza del fato era avvertita in maniera molto drammatica in quanto limitava drasticamente la libertà di azione non solo degli uomini, ma anche degli stessi dei. E&#8217; per esempio emblematico il caso di Achille, che pur essendo il più forte tra gli eroi greci e quelli troiani deve piegarsi alla volontà del fato che ha deciso che egli non uscirà vivo dalla guerra di Troia e non rivedrà la sua patria.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la credenza nell’esistenza delle profezie riveste una grande importanza nella religione greca olimpica. In un nostro articolo intitolato <a title="lA PRESENZA delle profezie nel mondo greco e romano" href="http://www.centrostudilaruna.it/la-presenza-delle-profezie-nel-mondo-greco-e-romano.html"><em>La presenza delle profezie nel mondo greco e romano</em></a> ci siamo soffermati sull’importanza che rivestivano per gli uomini dell’antica Grecia i vari tipi di profezie. Tale importanza è perfettamente spiegabile se si tiene conto che sia per l’esistenza del fato sia per le continue interferenze delle divinità olimpiche nelle vicende umane restava ben poco spazio al libero arbitrio degli uomini cosicché era inevitabile che nel mondo greco gli individui cercassero nelle profezie il modo di conoscere che cosa riservava loro il futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/theophania/629" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-6938" style="margin: 10px;" title="theophania" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/theophania-180x300.jpg" alt="" width="180" height="300" /></a>Dopo aver descritto le principali credenze riscontrabili nella religione greca olimpica cercheremo ora di spiegare e chiarire in che modo tali credenze condizionassero la concezione dell’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">La credenza nell’esistenza nel fato e il forte antropomorfismo riscontrabile nelle divinità olimpiche rendeva difficile la condizione esistenziale degli esseri umani. Il pessimismo era dovuto ad almeno quattro tipi di credenze: i dubbi riguardanti l’esistenza o meno della giustizia divina (teodicea), il potere assoluto del fato, l’impossibilità di modificare il triste destino che aspettava gli uomini dopo la morte e la difficoltà di attribuire un significato ed un fine alla storia del genere umano partendo dalla concezione ciclica del tempo e della storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i dubbi sul criterio con il quale gli dei assegnavano premi e punizioni, essi sono manifesti anche nei poemi omerici poiché in alcuni passi pare che Zeus e gli altri dei siano giusti nel distribuire premi e punizioni mentre in altri gli dei sono capricciosi e volubili nei confronti degli esseri umani, punendo e premiando le azioni degli uomini in maniera arbitraria e poco comprensibile. Anche nella letteratura greca si nota che alcuni autori sono convinti dell’esistenza della giustizia divina mentre altri sono dubbiosi o scettici al proposito. Anche tra i filosofi antichi non esistevano opinioni concordi sull’esistenza o meno della teodicea. Epicuro, per esempio, non credeva nella giustizia divina, ritenendo che gli dei stessero beati negli “intermundia” non attribuendo importanza alcuna alle azioni degli uomini e non premiando i buoni e non punendo i cattivi. Al contrario altri filosofi, come Socrate e Plutarco, credevano nell’esistenza della giustizia divina.</p>
<p style="text-align: justify;">L’impossibilità di prevedere e comprendere il modo in cui il fato avrebbe esercitato il suo dominio sulle vicende degli esseri umani creava gravi preoccupazioni, poiché si trattava di un potere assoluto e ineludibile. Come abbiamo già sostenuto  (ne <em>Il neopaganesimo nella società moderna</em>) anche nella società contemporanea si nota chiaramente l’affermazione di una concezione fatalistica della vita in quanto molte persone sono convinte che il destino sia già stato scritto fin dalla nascita e di conseguenza non credono nell’esistenza del libero arbitrio. Nell’ambito della <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura">letteratura</a> greca in molte tragedie viene avvertita in maniera drammatica la potenza invincibile del fato.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda l’impossibilità da parte degli umani di modificare il triste destino che li attendeva nell’Ade dopo la loro morte, è evidente che l’escatologia della religione olimpica si basava sulla convinzione che tutti gli uomini, buoni o malvagi, avrebbero condotto nell’Ade un’esistenza sbiadita, scolorita e frustrante, la qual cosa non era rassicurante e anzi rendeva ancora più triste la concezione dell’uomo. In sintesi la dimensione soteriologica era assente nella religione greca, e ciòà favorì l’affermazione delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> misteriche a discapito della religione classica.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/mito-e-religione-in-grecia-antica/8039" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-6941" style="margin: 10px;" title="mito-e-religione-in-grecia-antica" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/mito-e-religione-in-grecia-antica.jpg" alt="" width="169" height="240" /></a>Infine, la difficoltà per l’uomo greco di trovare un significato e un fine alla storia era legata alla concezione ciclica del tempo e della storia. La storia non tendeva a raggiunger alcun fine, ma era costituita da una serie di cicli che si ripetevano e costituivano quello che nella filosofia della storia viene definito l’eterno ritorno del sempre identico. Nella concezione lineare della storia introdotta dal cristianesimo ed anche dalla religione ebraica la storia ha invece un inizio e un punto finale verso il quale tende, fine che dà un senso ed un significato anche alla storia umana.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia la concezione dell’uomo nell’antica Grecia non dipendeva solo dalla dimensione religiosa, e quindi dalla religione olimpica. Varie concezioni filosofiche, tra le quali prenderemo ad esempio le idee dei sofisti, attribuivano grande importanza alla <em>polis</em>; anche varie vicende storiche (tra le quali prenderemo in considerazione la fine dell’indipendenza della <em>polis </em>con la caduta dell’intera Grecia prima sotto il dominio macedone e poi sotto quello romano) influirono sulla concezione dell&#8217;uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’antica Grecia gli uomini erano considerati prima di tutto cittadini, ovvero appartenenti a una <em>polis</em>. I doveri di cittadino occupavano un posto di grandissima importanza nella vita di tutti, indipendentemente dalla città-stato di appartenenza. Tanto i cittadini ateniesi quanto quelli spartani, quanto quelli delle altre città greche consideravano loro dovere essere buoni cittadini. Anche la filosofia contribuì a formare il concetto di uomo: a titolo di esempio esporremo brevemente le idee dei sofisti. I sofisti si caratterizzavano rispetto agli altri filosofi per il loro forte antropocentrismo, per il loro relativismo gnoseologico nonché per il relativismo etico. Il concetto di uomo elaborato dai sofisti si basava su uno spiccato soggettivismo, al punto tale che l’uomo era considerato misura di tutte le cose. Inoltre per i sofisti non esistevano valori morali in senso assoluto ma erano i singoli individui a stabilire quali fossero i veri valori in maniera del tutto soggettiva. Infine i sofisti pensavano che non esistevano nemmeno conoscenze certe ed universali, ma anche in campo gnoseologico erano i singoli individui a stabilire ciò che era vero e ciò che era falso (relativismo gnoseologico). Alcuni sofisti caddero anche nello scetticismo più assoluto.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiudiamo questo articolo evidenziando che la fine dell’indipendenza politica delle città-stato di tutta la Grecia fece anche cadere il concetto di <em>polis</em> e quello di cittadino con tutti i doveri politici connessi a tale stato. Di conseguenza, quando la Grecia cadde sotto il dominio macedone, anche il concetto classico di uomo subì notevolissime modifiche, poiché l’ellenocentrismo che era una delle caratteristiche dell’uomo greco antico crollò bruscamente e coloro che erano stati orgogliosi cittadini dovettero accettare l’umiliante condizione di popoli soggetti al dominio straniero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riferimenti bibliografici</strong></p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>Bibbia e Corano principali somiglianze</em>, Edisud, Salerno, 2002</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>Il neopaganesimo nella società moderna</em>, Edisud, Salerno, 2000</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>Il ritorno del paganesimo</em>, New Grafic Service, Salerno, 2004</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <a title="La concezione degli dei nei poemi omerici" href="http://www.centrostudilaruna.it/la-concezione-degli-dei-nei-poemi-omerici.html"><em>La concezione degli dei nei poemi omerici</em></a>, centrostudilaruna.it</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <a title="La presenza delle profezie nel mondo greco e romano" href="http://www.centrostudilaruna.it/la-presenza-delle-profezie-nel-mondo-greco-e-romano.html"><em>La presenza delle profezie nel mondo greco e romano</em></a>, centrostudilaruna.it</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-concezione-delluomo-nella-religione-e-nel-mondo-greco.html' addthis:title='La concezione dell&#8217;uomo nella religione e nel mondo greco ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Considerations about UFO Abductions</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 14:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pellegrino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inglese]]></category>
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		<description><![CDATA[In recent times the subject of UFO abductions has gained immense popularity both with the public and with a small group of writers who have turned their attention to the UFO phenomenon. The number of people who claim to have been abducted by occupants of UFOs has been rising almost exponentially since the early 1970s.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/considerations-about-the-abductions.html' addthis:title='Considerations about UFO Abductions '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;">In recent times the subject of UFO abductions has gained immense popularity both with the public and with a small group of writers who have turned their attention to the UFO phenomenon. The number of people who claim to have been abducted by occupants of UFOs has been rising almost exponentially since the early 1970s.</p>
<p style="text-align: justify;">The popularity of abductions has led to a proliferation of firstperson accounts, both remembered consciously and retrieved through hypnosis which are accessible to the researcher.</p>
<p style="text-align: justify;">A careful examination of abduction narratives indicates that the patterns alleged to have been discovered by abduction investigators often have religious overtones or similarities with more traditional types of religious experience.</p>
<p style="text-align: justify;">While the reliance on hypnosis heavy among abduction researchers most seem to be aware of the difficulties inherent in the process. Hypnosis apparently allows access to a subconscious level of an individual’s psyche allowing him or her to recall repressed memories of actual events, but also making it possible to derive “memories” of things which have never happened. The nature of accounts obtained through hypnosis is important for understanding the religious characteristics of the abduction phenomenon.</p>
<p style="text-align: justify;">One of the signs noted by abduction researchers as indicative of an abduction event is the prevalence of the dreams containing UFOs or alien related imagery.</p>
<p style="text-align: justify;">An examination of the available primary accounts of abductions also renforces the dream like character of the phenomenon. Time and space appear disjointed in a nonsensical dreamlike way. Day instantly becomes night and events which seem to have taken hours are found to have taken minutes.</p>
<p style="text-align: justify;">Abductions often begin with the perception of light: extremely bright light that causes the percipient to become paralyzed, blinded or generally disoriented. Some times the light renders the abductee unconscious. This intense light is usually identified as the light of a flying saucer or extraterrestrial vehicle.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/0888822103?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=0888822103" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-6902" style="margin: 10px;" title="abductions-and-aliens" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/abductions-and-aliens.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>The religious <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/category/sezioni/temi/simboli">symbolism</a> inherent here is quite obvious. The appearance of a brilliant light is often said to herald an encounter with the divine Other. Paralysis, blindness and disorientation are associated with this light.</p>
<p style="text-align: justify;">Alternately the experience begins in the nighttime at the abductee’s home. The abductee sees one or more beings approaching in her or him bedside often after passing through walls or closed windows. The abductee usually feels paralyzed at this point and often loses consciousness. The bedside visitors then take the abductee into their craft once again passing through walls and taking their victim with them. Vision of beings or face over the bed before one falls asleep is among the most common of all hallucinations occurring in the distinctive mental state that lies between waking and sleeping.</p>
<p style="text-align: justify;">The vision of abductees have analogies to the experiences of religious dimension. In fact the people who report meeting angels, demons or religious figures often say that these meeting come to them in the night.</p>
<p style="text-align: justify;">After the light the abductee encounters the aliens. The alien is, as the name suggests, the personification of Other. The alien often floats or flies and speaks to the abductee without moving its lips. The alien’s appearance marks it as not of this word.</p>
<p style="text-align: justify;">Often the abductees receive messages in their minds which they take back with them when they return to normal life. Often these messages concern the purpose of the alien’s visit. These messages can be divided into four classes with a specifically religious connotation.</p>
<p style="text-align: justify;">The first type of message is the moral injunction. The aliens tell the abductee that the human kind has been behaving very bad and that if they don’t mend their ways the planet will suffer some sort of chastisement: if the nations of the earth do not stop their constant bickering and experimentation with nuclear weapons they will destroy themselves. Some times the aliens themselves claim that they will take an active role in the moral sphere and are ready to destroy the humanity.</p>
<p style="text-align: justify;">The second type of message are more strictly apocalyptic in character, forecasting a horrible catastrophe on a worldwide scale that will bring about the end of history.</p>
<p style="text-align: justify;">The third type of message concerns the alien’s role and the abductee’s role in the plans of aliens. The abductees say that their experiences are part of some larger alien’s plan. The abductees say also that they are charged with convey the alien’s message to the people of earth: the aliens will reveal their existence to the humanity through them.</p>
<p style="text-align: justify;">Other messages claim to reveal the identity and purpose of the aliens. The aliens have come from a distant planet and are busy on earth performing some type of genetic experimentation. The aliens claim to be responsible for the genetic development of man from his primal ancestor. Sometimes the aliens claim that they are the creators of humanity: they made us and  have guided our evolutionary development and have even intervened in history.</p>
<p style="text-align: justify;">In this scenario the aliens perform many of the traditional functions of God: they create humanity, guide it through history and eventually offer a form of salvation, all through a nearly omnipotent tecnology that replaces the miracles of God. The abductees themselves often tend to explain their experiences in terms of <a href="http://www.centrostudilaruna.it/category/sezioni/temi/religione">religion</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">We want make clear that many writers from outside the field of religious studies have noted the similarities between modern abduction accounts and the folklore of earlier years concerning fairies and “little people”.<a rel="nofollow" href="http://www.amazon.it/gp/product/0700610324?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=0700610324" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-6903" style="margin: 10px;" title="ufo-and-abductions" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/ufo-and-abductions.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">The belief in diminutive nonhuman beings has always been present in some form in western culture and as late as the last century. In the ancient chronicles are present accounts about the fairies who abduct human beings. Fairies like UFO occupants enjoyed abducting humans and causing their victims to experience temporal distortions, periods of “missing time” resembling those that modern UFO expert say are reliable signs of an abduction.</p>
<p style="text-align: justify;">Fairies, it was believed, could not properly reproduce and needed the help of humans to sustain their species. Encounters with them were often erotic experiences for the humans involved and sometimes led to a continuing series of contacts resembling the repeat abductions seen in modern stories.</p>
<p style="text-align: justify;">Fairies however inexplicable their activities had a firm place in the theology of their time.</p>
<p style="text-align: justify;">Through the <a title="middle ages" href="http://www.centrostudilaruna.it/category/sezioni/storia/medioevo">Middle Ages</a> both scholars and lay people accepted a belief in <em>incubi </em>and <em>succubi</em>, sexually, ravenous demons that invaded bedrooms to molest innocent christians in the nighttime. These diabolical entities were only one of the folkloric cousins of modern alien abductors found in the medieval period. Medieval chronicles report sightings of flying ships captained by the strange denizens of Magonia, who often carried off humans to their land beyond the clouds.</p>
<p style="text-align: justify;">The existence of a diminutive species of creatures who fly through the air and steal humans for sexual purposes is a belief by no means confined to western culture.</p>
<p style="text-align: justify;">Other researches adopt interpretive schemes which border on the fantastic. Keel and Vallèe argue that UFOs and abductions are encroachments upon our word by another reality, a distinct dimension of otherness harboring classes beings of which humanity is not normally aware. Abductions and other paranormal events are the mechanism by which the intelligences of this alternate reality control humanity, manipulating our belief and opinions in a rather sinister fashion. The theory that our word is subject to control by alternate realities is used to explain every mysterious phenomenon.</p>
<p style="text-align: justify;">Many writers will explain the phenomenon of abduction by the theory of conspiracy based on the belief that the aliens are using human beings for genetic experiments.</p>
<p style="text-align: justify;">An inseparable corollary of the theories of conspiracy is the notion that the aliens are abroad kid- napping humans is the theory that government is fully aware of this but conceals it from the public.</p>
<p style="text-align: justify;">Some writers argue that the United States and other world powers have cut a Faustian deal with the aliens, ignoring the extraterrestrial attacks on citizens in exchange for advanced technology.</p>
<p style="text-align: justify;">Other conspiracy theorist believe that our planet is a pawn in a battle between to advanced alien species, one benevolent and concerned with human welfare and the other evil and heartless with a desire to enslave human kind.</p>
<p style="text-align: justify;">At the end of our work we will show that the phenomenon of abductions is a very sinister phenomenon that can create sinister ideas about the alien’s intentions or about the intentions of the beings that simulate to be aliens but they come from another reality and another dimension.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bibliografy</strong></p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <a href="http://www.centrostudilaruna.it/ufos-as-angelic-or-demonic-manifestation.html"><em>UFOS as angelic or demonic manifestation</em></a>, <a href="../../../../../">www.centrostudilaruna.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>Mysterious elements in UFO phenomena</em>, <a href="http://www.webticino.com/cusi">webticino.com/cusi</a></p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>I credenti degli UFO</em>, Edisud, Salerno, 2002</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>Riflessioni sociologiche sul mistero degli UFO</em>, Progetto Immagine, Torino, 2007</p>
<p style="text-align: justify;">J. Vallèe, <em>Messaggeri di illusioni</em>, Sperling-Kupfer Editori, Milano, 1991</p>
<p style="text-align: justify;">J. Keel, <em>Creature dall’ignoto</em>, Fanucci, Roma, 1976</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/considerations-about-the-abductions.html' addthis:title='Considerations about UFO Abductions ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>La politica religiosa di Costantino</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 16:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pellegrino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Roma e gli Italici]]></category>
		<category><![CDATA[Storia antica]]></category>
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		<description><![CDATA[Per ragion di Stato Costantino fu costretto ad applicare una politica religiosa basata sul sincretismo religioso ed ad accettare in più di un’occasione compromessi con l’universo pagano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-politica-religiosa-di-costantino.html' addthis:title='La politica religiosa di Costantino '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storia-antica.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Storia antica" /><br/><div id="attachment_6795" class="wp-caption alignright" style="width: 230px"><img class="size-full wp-image-6795" title="Colonna di Costantino I a Costantinopoli. Sotto di essa l'imperatore avrebbe posto amuleti pagani e reliquie cristiane a protezione della città." src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/colonna-di-costantino.jpg" alt="Colonna di Costantino I a Costantinopoli. Sotto di essa l'imperatore avrebbe posto amuleti pagani e reliquie cristiane a protezione della città." width="220" height="597" /><p class="wp-caption-text">Colonna di Costantino I a Costantinopoli. Sotto di essa l&#39;imperatore avrebbe posto amuleti pagani e reliquie cristiane a protezione della città.</p></div>
<p style="text-align: justify;">In questo articolo esporremo i principali elementi della politica religiosa di Costantino. Su questo argomento sono stati scritti molti articoli e libri e le opinioni sono molto discordi tra loro, poiché la politica religiosa di questo imperatore si può prestare a più interpretazioni. Ad esempio, alcuni autori sostengono che la conversione di Costantino al cristianesimo fu un semplice calcolo politico e quindi assolutamente non sincera, mentre altri sostengono che la conversione di Costantino al cristianesimo deve essere considerata sincera in quanto fu conseguenza della visione che il futuro imperatore ebbe poco prima della battaglia di Ponte Milvio nella quale egli sconfisse Massenzio. Un’altra <em>vexata quaestio</em> è rappresentata dal problema dell’evidente sincretismo che caratterizzò la politica religiosa di Costantino: tale sincretismo religioso risulta ancora più difficile da spiegare se si parte dalla convinzione che la conversione di Costantino alla <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> cristiana fu sincera. Infine è stato oggetto di vivaci discussioni tra gli studiosi il fatto che trascorse molto tempo dall&#8217;anno in cui Costantino affermò di essersi convertito alla <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> cristiana a quello in cui chiese di essere battezzato (e cioè solamente poco prima di morire, quando era già gravemente ammalato): tale fatto non è irrilevante, poiché come tutti sanno si diventa pienamente cristiani solamente dopo il battesimo e non quando si dichiara di essersi convertiti al cristianesimo, a meno che non esistano cause di forza maggiore. Nel caso di Costantino non vi fu alcuna forza maggiore a impedire che l’imperatore romano si battezzasse molti anni prima di trovarsi sul letto di morte.</p>
<p style="text-align: justify;">A nostro avviso per cercare di dare una spiegazione convincente delle scelte che caratterizzarono la politica religiosa dell’imperatore romano bisogna tenere presente un dato storico di fondamentale importanza, che un uomo politico esperto ed intelligente come Costantino non poteva non tenere in debita considerazione, e cioè che durante il periodo nel quale egli regnò la grandissima maggioranza dei suoi sudditi erano pagani, mentre i cristiani costituivano un’esigua minoranza della popolazione quasi totalmente priva di potere, poiché non molti anni prima Diocleziano aveva scatenato una durissima persecuzione contro di loro, considerandoli un grave pericolo per gli ideali della <em>romanitas</em>. Nel nostro libro <em>La crisi della religione cattolica</em> abbiamo messo in evidenza che la persecuzione scatenata da Diocleziano colpì in primo luogo i cristiani che possedevano un qualsiasi tipo di potere nell’impero romano e successivamente tutti coloro che più in generale professavano la <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> cristiana, poiché Diocleziano non voleva soltanto diminuire il numero dei cristiani, ma voleva anche eliminarne il prestigio. Gli storici sono concordi nell’affermare che la percentuale di cristiani esistenti nell’impero romano al tempo del regno di Costantino era inferiore al dieci per cento della popolazione totale dell’ impero romano.</p>
<p style="text-align: justify;">Un secondo dato storico dal quale non si può prescindere se si vuole comprendere la politica religiosa di Costantino è che l’imperatore romano si trovò a governare in un momento molto difficile della storia romana, nel quale si ebbe un forte aumento della frequenza e della violenza dei conflitti sociali nonché un evidente degrado delle città dovuto sia alle invasioni barbariche sia alla grave crisi economica che cominciò nel III e si aggravò nel IV secolo, costringendo molti abitanti dell’impero a lasciare i luoghi nei quali erano nati per emigrare in zone dell’impero dove speravano di migliorare le proprie condizioni economiche e sociali. Il proletariato urbano e la crescente massa di poveri che abitava nelle zone rurali si sentivano sempre più frustrati ed erano sempre più inclini a commettere azioni violente sia contro i ricchi sia contro i rappresentanti del potere imperiale, cosicché l’esercito dovette intervenire spesso e in molte città per evitare il linciaggio di personaggi particolarmente odiati dai membri delle classi popolari. Spesso accadeva che le forze dell&#8217;ordine che dovevano fronteggiare le sommosse popolari che scoppiavano in varie città dell’impero non riuscissero ad arginare le violenze contro coloro che si erano attirati l’odio delle masse popolari, cosicché doveva intervenire l’esercito, che in alcuni casi venne a sua volta sopraffatto dagli attacchi subiti dalle masse popolari in rivolta.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/costantino-il-grande/5756" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-6796" style="margin: 10px;" title="costantino-il-grande" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/costantino-il-grande.jpg" alt="" width="200" height="320" /></a>Da quanto abbiamo detto si evince che gli imperatori romani che governarono in questo periodo molto difficile si preoccuparono di non prender decisioni che avrebbero potuto far ulteriormente infuriare il popolo, mettendo a rischio sia il trono sia la loro stessa vita. Anche Costantino si rese conto della necessità di evitare decisioni in politica religiosa che gettassero benzina sul fuoco e contribuissero ad aumentare ulteriormente il livello e l’intensità dei conflitti sociali esistenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò premesso, cercheremo ora di affrontare la prima delle tre questioni principali riguardanti la politica religiosa di Costantino, ovvero la <em>vexata quaestio</em> sulla sincerità o meno della conversione di Costantino al cristianesimo. Come abbiamo sostenuto nel nostro opuscolo <em>Il neopaganesimo dei contemporanei</em> ci sembra assurdo affermare che Costantino si sia convertito al cristianesimo per semplice calcolo politico, in quanto se fosse vera tale ipotesi bisognerebbe concludere che Costantino sia stato un politico molto scadente, il che non corrisponde al vero, in quanto Costantino fu non solo un valoroso condottiero ma anche un avveduto ed esperto uomo politico. Se Costantino si fosse convertito per un mero calcolo politico si sarebbe trattato di un clamoroso errore in quanto la conversione poteva solo creare problemi e non dargli alcun vantaggio, poiché la maggioranza dei suoi sudditi era pagana e i cristiani erano una minoranza che non godeva delle simpatie né delle masse popolari né degli appartenenti agli ambienti militari ed intellettuali dell’impero romano.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la seconda questione, ovvero i motivi che indussero Costantino a praticare una politica religiosa basata sul sincretismo, non è difficile comprendere i motivi che indussero (o per meglio dire costrinsero) Costantino ad optare per tale tipo di politica, pur essendosi egli convertito alla <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> cristiana in seguito alla visione che egli ebbe prima della battaglia di Ponte Milvio nel 312. La scelta di praticare una politica religiosa basata sul sincretismo fu un calcolo politico, un compromesso assolutamente necessario che Costantino dovette accettare per salvare il trono e la vita dal momento che la maggioranza pagana considerò la conversione dell&#8217;imperatore un tradimento nei riguardi della <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> tradizionale degli antenati e della stessa famiglia di Costantino (il padre Costanzo Cloro era un convinto adepto della <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> solare e anche lo stesso Costantino in gioventù ne era stato un adepto).</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo opportuno dire qualcosa sulle caratteristiche che aveva assunto il paganesimo prima della salita al trono di Costantino. Come abbiamo messo in evidenza in un nostro libro intitolato <em>Il neopaganesimo nella società moderna</em> già a partire dal III secolo nell’universo pagano esistevano diverse correnti di pensiero in aperto conflitto tra loro; la forte conflittualità all’interno del paganesimo deve essere considerata una delle cause che favorì la vittoria del cristianesimo sul paganesimo. La causa principale di queste divisioni era la crisi della <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> tradizionale romana, che favorì l’entrata e l’affermazione nell’impero romano di culti e divinità provenienti dall’Oriente.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando Costantino iniziò la propria ascesa politica e militare due erano le più importanti correnti religiose esistenti nel mondo pagano: la prima era costituita dagli adepti della <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> tradizionale romana, che faceva ancora presa sulla maggioranza del proletariato e delle classi popolari urbane e rurali; la seconda corrente religiosa dominante era costituita dagli adepti della <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> solare, la maggior parte dei quali faceva parte degli ambienti militari e di quelli intellettuali dell’impero romano. Quando Costantino si convertì alla religione cristiana dovette quindi guardarsi da un doppio pericolo, ovvero l&#8217;ostilità delle masse popolari e l’antipatia dell’esercito. Come si può constatare, Costantino corse quindi un grave rischio convertendosi alla religione cristiana.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/vita-di-costantino/5110" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-6797" style="margin: 10px;" title="vita-di-costantino" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/vita-di-costantino.jpg" alt="" width="200" height="327" /></a>Affronteremo ora la terza questione riguardante la politica religiosa di Costantino, ovvero i motivi che spinsero l’imperatore a non battezzarsi subito dopo la conversione al cristianesimo ma a rimandare il battesimo per moltissimo tempo, sino al letto di morte. A nostro avviso tale decisione è da ricondurre agli stessi motivi che lo spinsero a praticare una politica religiosa basata sul sincretismo religioso, e cioè a compromessi dettati dalla ragion di stato. Costantino si rese conto che se si fosse fatto battezzare subito dopo la vittoria su Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio, o dopo la vittoria su Licinio, tale scelta avrebbe aumentato l’ostilità del mondo pagano nei suoi confronti. Tuttavia quando si rese conto che aveva pochissimo tempo da vivere fu preso da quella paura che prende chi sa di essere sul punto di morire e teme di affrontare il giudizio divino rischiando la dannazione eterna.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo opportuno aggiungere qualcosa sui principali elementi che caratterizzarono la politica religiosa dell’imperatore romano ovvero l’atteggiamento assunto nei riguardi della magia e degli aruspici, le leggi riguardanti i templi pagani e gli spettacoli che si svolgevano nelle arene degli anfiteatri e il fatto che quando Costantinopoli venne nominata nuova capitale dell’impero Costantino decise di far celebrare nel corso dei festeggiamenti di inaugurazione sia riti cristiani sia riti pagani.</p>
<p style="text-align: justify;">Cominciamo col prendere in considerazione le leggi emanate da Costantino sulla magia tenendo presente che mentre nel mondo pagano la &#8220;magia bianca&#8221; era pienamente accettata ed apprezzata &#8211; a differenza della &#8220;magia nera&#8221; e di quella tendente a procurarsi l’amore o i favori sessuali di altre persone &#8211; al contrario il cristianesimo condannava tutte le forme di magia, ivi compresi quei riti tendenti ad aumentare la fertilità dei campi e a mantenere o riconquistare lo stato di salute. Nel mondo pagano, anche ai tempi di Costantino, era attribuita molta importanza alla <em>lex Cornelia</em> emanata da Cornelio Silla. In tale provvedimento legislativo venivano previste pene severissime, ivi compresa la condanna a morte, contro coloro che praticavano la magia nera oppure si procuravano l’amore o rapporti sessuali con persone a loro gradite mediante riti magici o filtri d’amore. Nei suoi provvedimenti legislativi Costantino si mantenne sostanzialmente fedele alla <em>forma mentis</em> del mondo pagano, poiché condannò severamente la magia nera e la magia amorosa e sessuale, mentre ritenne pienamente legittima ed accettabile la magia bianca, soprattutto quella finalizzata ad aumentare la fertilità dei campi, nonché quei riti magici che avevano per scopo la cura delle malattie o il mantenimento dello stato di salute. Come si vede, nonostante la conversione al cristianesimo Costantino non accettò la condanna cristiana della magia bianca, partendo dal presupposto che sia la magia nera che quella bianca trovassero la loro origine nel potere dei demoni. Tale scelta, anche se non coerente, è comprensibile pensando a quelle ragioni di ordine pubblico cui prima abbiamo fatto riferimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche i provvedimenti legislativi emanati da Costantino riguardanti le attività degli aruspici non furono coerenti con la sua conversione al cristianesimo ma tennero in conto che tali riti erano considerati estremamente importanti nella <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> pagana, poiché sia nella Roma repubblicana sia in quella imperiale quando si dovevano prendere importanti decisioni politiche spesso venivano consultati gli aruspici. Anche i privati cittadini, tanto tra gli appartenenti alle classi dominanti quanto il ceto medio, erano soliti consultare gli aruspici, invitandoli spesso nelle loro case prima di prendere decisioni importanti. Sia nel periodo repubblicano sia in quello imperiale esistevano a Roma due tipi di aruspicina, ovvero quella pubblica, che aveva luogo nei templi, e quella privata, che si svolgeva appunto nelle case private. Costantino adottò la decisione di permettere l’aruspicina pubblica e di vietare con pene severissime (ivi compresa la condanna a morte) l’aruspicina privata. Dalle leggi emanate da Costantino traspare con evidenza che egli disprezzava sia l’aruspicina pubblica sia quella privata, ma non ritenne opportuno proibire le attività pubbliche degli aruspici per ragioni esclusivamente di opportunità politica. Al contrario Costantino giudicò molto pericoloso per la stabilità del suo regno, e per la sua stessa incolumità fisica, permettere agli aruspici di recarsi nelle case dei privati cittadini, poiché era conscio che gli aruspici lo avversavano per essersi convertito alla religione cristiana e avrebbero quindi potuto effettuare predizioni strumentali finalizzate a suscitare delle rivolte popolari contro l’imperatore. Le predizioni che gli aruspici effettuavano nelle case sfuggivano infatti totalmente al controllo dell’imperatore, al contrario delle predizioni formulate in luoghi pubblici.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/ascesa-e-affermazione-del-cristianesimo/2075" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-6798" style="margin: 10px;" title="ascesa-affermazione-cristianesimo" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/ascesa-affermazione-cristianesimo.jpg" alt="" width="200" height="301" /></a>Per quanto riguarda le leggi emanate da Costantino riguardanti i templi pagani gli autori cristiani sostengono che Costantino emanò una legge che ordinava la chiusura dei templi pagani: in realtà sappiamo benissimo, anche da varie fonti pagane contemporanee a Costantino o di epoca immediatamente successiva alla fine del suo regno, che solamente pochi templi pagani vennero effettivamente chiusi e che solo un numero limitato di templi subì la confisca dei beni immobili, il che non impedì ai sacerdoti di continuare a svolgere i riti, sebbene la confisca dei beni li costrinse a chiedere l’aiuto economico dei fedeli o a condurre una vita caratterizzata da difficili condizioni economiche. In linea generale la legge emanata da Costantino fu applicata a quei templi nei quali si svolgeva la prostituzione sacra oppure particolarmente prestigiosi nell’universo religioso pagano, o situati in città ove si erano verificati episodi di violenza contro i cristiani. Sappiamo anche sia da fonti cristiane che pagane che in alcune città nelle quali vennero chiusi i templi pagani scoppiarono rivolte popolari, tanto che Costantino dovette inviare l’esercito per sedarle. In sostanza la legge che prescriveva la chiusura dei templi pagani venne applicata solo in pochi casi ed ebbe più che altro lo scopo di dimostrare ai cristiani che Costantino conduceva una politica religiosa a loro favorevole e  di far capire ai pagani che l’imperatore non tollerava né la prostituzione sacra (anche in alcuni ambienti pagani la prostituzione sacra non era vista di buon occhio, in quanto non in linea con la tradizione religiosa romana) né che nelle città dove erano avvenuti linciaggi o episodi di violenza contro i cristiani i sacerdoti dei templi continuassero a fomentare comportamenti violenti contro i cristiani.</p>
<p>Anche per quanto riguarda la legge emanata da Costantino che proibiva i combattimenti tra gladiatori nelle arene degli anfiteatri (tali combattimenti erano pesantemente condannati dai cristiani ma erano molto graditi ai pagani) possiamo ripetere ciò che abbiamo detto riguardo la chiusura dei templi, poiché anche questa legge venne applicata in pochissimi casi ed ebbe quindi un carattere esclusivamente dimostrativo e simbolico, tendente cioè a dimostrare che tali forme di spettacolo non erano gradite dall&#8217;imperatore convertitosi alla religione cristiana. L&#8217;applicazione di questa legge fu quindi sostanzialmente solo simbolica.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre per puro calcolo politico Costantino decise che durante l’inaugurazione di Costantinopoli, la nuova capitale dell’impero da lui fatta costruire, si svolgessero riti religiosi sia cristiani sia pagani.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione possiamo quindi affermare che Costantino fu costretto ad applicare una politica religiosa basata sul sincretismo religioso ed ad accettare in più di un’occasione compromessi con l’universo pagano perché in caso contrario avrebbe perso la vita ed il regno. Per questi stessi motivi Costantino accettò e mantenne il titolo di Pontefice Massimo sebbene tale ruolo fosse evidentemente incompatibile con la conversione al cristianesimo, poiché nella religione tradizionale romana la carica di Pontefice Massimo conferiva nello stesso tempo all&#8217;imperatore la massima autorità politica e religiosa dell’impero. Per questo anche alcuni dei successori cristiani di Costantino ritennero opportuno non rinunciare alla carica.<br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Riferimenti bibliografici</strong></p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>La crisi della religione cattolica</em>, New Grafic Service, Salerno, 2005.</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>Il neopaganesimo dei contemporanei</em>, New Grafic Service, Salerno, 2000.</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <a href="http://www.centrostudilaruna.it/costantino-templi-pagani-anfiteatri.html"><em>L’atteggiamento di Costantino nei riguardi dei templi pagani e degli anfiteatri</em></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>Il neopaganesimo nelle società moderna</em>, Edisud, Salerno, 2000.</p>
<p style="text-align: justify;">M. Sordi, <em>L’impero romano-cristiano</em>, Coletti Editore, Roma, 1991.</p>
<p style="text-align: justify;">AA. VV., <em>Il conflitto tra cristianesimo e paganesimo nel IV secolo </em>(a cura di A. Momigliano), Laterza, Bari, 1974.</p>
<p style="text-align: justify;">L. De Giovanni, <em>Costantino e il mondo pagano</em>, D’Auria Editore, Napoli, 1983.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-politica-religiosa-di-costantino.html' addthis:title='La politica religiosa di Costantino ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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