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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Giandomenico Casalino</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Affinché i popoli sappiano: strappare il velo che occulta la verità!</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 13:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giandomenico Casalino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il fatto che la Banca di emissione sia autonoma e libera di decidere la sua politica nei confronti del Governo, cioè del Popolo, è una mostruosità fatta passare non solo per fisiologica realtà ma come un ideale di buon governo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/affinche-i-popoli-sappiano-strappare-il-velo-che-occulta-la-verita.html' addthis:title='Affinché i popoli sappiano: strappare il velo che occulta la verità! '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/teiwaz.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Teiwaz" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-8565" style="margin: 10px;" title="usurai" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/usurai-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" />Giunti a tali dimensioni, globalmente catastrofiche, della anarchia finanziaria imperante che si riverbera sia nella sfera economica che in quella politica, devastando ogni ulteriore e minimo residuo di qualsivoglia forma di “autorità”, che non sia espressione del mondo dei banchieri e dei potentati mondiali dell’Alta Finanza apolide, è semplicemente necessario che, in pochi lapidari concetti, si faccia in modo che la dimensione della verità concreta poiché vivente, emerga nella sua impressionante semplicità e indichi la via a coloro i quali la vogliano percorrere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che è davanti agli occhi di tutti i popoli dell’Occidente capitalistico, consumistico ed essenzialmente mercantile e che ne sta annientando la vita biologica medesima, in termini di distruzione della pur minima qualità di esistenza e di una ormai utopica progettazione di un qualsiasi futuro da affidare alle prossime generazioni, è la plateale, evidente ed ormai incontestabile crisi definitiva ed irreversibile proprio di questo sistema (inevitabile date le sue fallimentari premesse culturali) che è infatti  ideologicamente fondato sulla illuministica negazione di due valori base di ogni Comunità di uomini e donne che non voglia divenire aggregazione schizofrenica di bande paranoicamente egoistiche le une scagliantesi contro le altre; tali valori sono: il senso forte, quasi religioso, della Comunità alla quale si appartiene e il fondamento sacrale di tale Comunità. Come è evidente, trattasi, in sostanza, di un solo e fondamentale concetto-pensiero,  che è realtà storica da sempre ineludibile poiché naturale. L’Autorità somma e suprema che è legittimata da e quindi fondata su tale valore, che è poi il Sacro, è il Potere massimo sulla terra, l’espressione del Divino medesimo nella sua razionalità somma come Idea assoluta dell’Etica, Dio in terra! (come afferma Hegel) ed è, in una parola, lo Stato (quello che un tempo si denominava <em>Res Publica</em>, Regno e/o Impero…). Tutte le Civiltà del mondo, in tutta la sua vicenda storica, hanno concretizzato tale verità, ciò vuol dire che essa è il Giusto ed il Bene. È appena il caso di accennare che se i Popoli odiernamente (o, per essere più attenti… da quasi tre secoli!) sono abbandonati a se stessi e gettati, quindi, nelle mani adunche e rapaci della usura mondiale, è conseguenza del fatto storico che <strong>quello </strong>Stato, <strong>quella</strong> Autorità, <strong>quell</strong>’Ordine Politico non esistono più; sono stati infatti sostituiti, in guisa assolutamente indegna, da una miserabile accozzaglia di mercenari e camerieri che osa definirsi “classe politica” e che sono al servizio esclusivo del Potere Bancario, unico effettivo braccio armato che esercita il comando, ovviamente solo ed in modo esclusivo a difesa e tutela del suo utile che,  proprio perché  tale, non solo non coincide con quello dei Popoli, ma ne è l’unico ed autentico nemico e ciò da sempre.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/lo-specchio-del-mondo/9746" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-8122" style="margin: 10px;" title="lospecchiodelmondo" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/lospecchiodelmondo-177x300.jpg" alt="" width="177" height="300" /></a>Come è potuto accadere tutto ciò? E qual’è la ragione per cui se si “restaura” o si “rinnova” o, più semplicemente, si torna alla normalità del principio, che a guidare i popoli, come qualsiasi padre guida la propria famiglia, debba essere un insieme o complesso o Ordine di …. Padri che amando e curando i propri cittadini, come si fa con i propri figli, ne individui il Destino e lo presenti ai popoli medesimi come progettualità spirituale e materiale, cioè che sia cultura e benessere al contempo, sicurezza e qualità della vita, dove il Bene di tutti non può che essere il bene di ciascuno; qual’è la ragione pertanto per cui tutto ciò dovrebbe… risolvere, anche e soprattutto, la “crisi finanziaria” dei governi e quindi dei popoli, la maledizione del debito pubblico, la incipiente recessione (dopo la stretta creditizia e le cosiddette “manovre” da salasso imposte dalla speculazione mondiale…), e la inevitabile perdita del lavoro nonché  l’aumento della disoccupazione? In una parola, direbbe il buon <em>quidam</em> della strada, perché una rivoluzione <strong>spirituale</strong>, il ritorno del Sacro, che si identifica con il Pubblico, dovrebbe sanare la tragedia del debito, che secondo lui è un fatto solo ed esclusivamente tecnico? E ciò se lo chiederebbe, poiché è “educato” da decenni, se non da un secolo, alla “verità” di base della ideologia del capitalismo bancario che afferma e pretende che una cosa sia il suo mondo, che è quello della tecnologia al servizio della finanziarizzazione di tutto ciò che è il dato economico-produttivo, e altra cosa sia il mondo della Comunità, del Sacro e del Bene nonché dell’autorità dello Spirito; che per il livello basso della cultura bancaria (non certo per i vertici mondiali, che la Verità la conoscono…) nemmeno esistono, considerandole superfetazioni e fantasie della ignoranza e della stupidità, tipiche della cultura precapitalistica e quindi premoderna, che il “progresso” e il sogno del benessere materiale mondiale, devono incaricarsi di spazzare via dalle coscienze dei popoli medesimi. Ed ecco che abbiamo dato la risposta ai quesiti che ci siamo posti poc’anzi, è proprio tale cultura illuministica, materialistica ed individualisticamente egoista nonché negatrice, in guisa arrogante, poiché gonfia di un presunto sapere, di ogni valore o principio che sia oggettivo e di natura non materiale quanto non misurabile secondo la quantità e quindi non utilitaristico, che ha provveduto, diciamo dalla Rivoluzione Francese in poi, con alti e bassi, con eroici tentativi messi in atto dai Popoli medesimi di liberarsi da tale veleno, a paralizzare l’azione ed a svuotare di contenuto spirituale e sacrale l’Ordine Politico, cioè lo Stato, al fine di delegittimarlo e ridurlo così a “res” privata, quindi profana, come se fosse una qualsiasi arida amministrazione, sì da essere poi vettorialmente e progettualmente sostituita, in termini di sacralità politica, dalla nuova religione del denaro i cui sacerdoti sono i banchieri, essendo la Banca medesima la sintesi del nuovo Stato e della nuova Chiesa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/le-radici-spirituali-delleuropa-romanita-ed-ellenicita/8242" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-5403" style="margin: 10px;" title="radici-spirituali-europa" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/radici-spirituali-europa-172x300.jpg" alt="" width="172" height="300" /></a>Il veleno pertanto è proprio questa ideologia falsa e bugiarda che  ha distrutto ogni parvenza di Comunità e che ha prodotto, sotto il profilo istituzionale-politico, la democrazia parlamentare e sotto quello economico, il capitalismo bancario anonimo ed apolide cioè mondiale. Tale ideologia ha consegnato i Popoli nelle mani di quella “casta” di mercenari, che sono i componenti dei partiti, associazioni e clientele varie come dei sindacati  e raggruppamenti similari che si illudono financo di gestire il Potere, atteso che, in realtà, esso è nella sola ed esclusiva disponibilità della vera ed autentica casta dei nuovi Bramini, cioè l’Alta Banca che, comprando letteralmente i servizi di questo cosiddetto “potere politico”, gestisce i suoi interessi, rende serva un’intera Nazione, e poi il consesso delle nazioni indebitandole tutte;  consentendo ai componenti di quel sistema “politico” e sindacale nonché a tutto il verminaio periferico e parassitario degli stessi, di strutturare il loro dominio sul Popolo (sempre nell’interesse dei veri Poteri…) gonfiando così, sino ai livelli mostruosi attuali, il cosiddetto “debito pubblico” che poi viene accollato sulle spalle dei Popoli e dei loro figli per … l’eternità. Tali sono le ragioni per cui quando si parla e straparla di tali questioni e si osa affermare la sciocchezza che la soluzione di questo “problema” del debito sarebbe finanziaria e/o economica, in buona sostanza non si fa che continuare a legittimare culturalmente ancora di più il sistema rapace ed ingiusto che ci opprime, poiché si resta nella sua logica. Infatti, anche ammesso per ipotesi assurda, che il cosiddetto debito pubblico dello Stato italiano (che è il debito contratto dal Governo, cioè dal Popolo, nei confronti della Banca di emissione, Banca d’Italia prima e BCE ora) potesse essere estinto in 48 ore, allo scadere delle stesse, il “proprietario” della moneta, cioè colui il quale ha convinto i  popoli ed i governi di essere tale, su richiesta dei Popoli medesimi, ritornerebbe a prestare loro il denaro, tramite il Governo composto dai suoi maggiordomi!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/tradizione-classica-ed-era-economicistica/8241" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-5402" style="margin: 10px;" title="tradizione-classica-ed-era-economicistica" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/tradizione-classica-ed-era-economicistica-175x300.jpg" alt="" width="175" height="300" /></a>È necessario quindi, a questo punto, affermare e conclamare la vera natura della moneta, e quindi individuarne il proprietario. <strong>La moneta è una realtà politica e convenzionale </strong>cioè <strong>psicologica e legale ed è, in sostanza, unità di misura del valore del bene prodotto dal lavoro del Popolo</strong>; nella stessa guisa in cui il metro è unità di misura della lunghezza. Ora, prima che la cultura illuministico-capitalistica, che è strumento di dominazione del Potere bancario, infettasse l’organismo dei popoli europei, accadeva quello che da sempre era normale che accadesse: lo Stato che si identificava con il Popolo, nella persona del Re o Imperatore,  prelevava i metalli preziosi dalle <strong>sue </strong>miniere, li coniava, cioè veniva impressa sugli stessi l’immagine del Re e altri <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/">simboli</a> dello Stato, e li immetteva come monete nella società,  cioè nella disponibilità del Popolo, <strong>senza lucrare alcunché</strong>, poiché la cultura politica che è alla base di tutto ciò era fondata sul principio che la moneta (<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/aristotele">Aristotele</a></span>, nell’<a title="Etica Nicomachea" href="http://www.libriefilm.com/etica-nicomachea-2/1429" target="_blank"><em>Etica a Nicomaco</em></a>, la definisce  <em>nòmisma</em>, quindi frutto del <em>nómos</em>, cioè della Legge, quindi convenzionale…) è proprietà del Popolo poiché esso <strong>convenzionalmente</strong> cioè prestando il suo consenso, la accetta e la riconosce come unità di misura del valore dei beni che esso stesso Popolo produce. È pertanto il Popolo medesimo che “crea” questo strumento utile per lo scambio dei beni e lo “crea” in guisa limitata all’occorrente, atteso il fatto che quell’economia, tradizionale e cioè normale, quindi non capitalistica, si fonda sulla progressione fisiologica <strong>merce-denaro-merce</strong> e non su quella <strong>denaro-merce-denaro</strong> (dove è evidente che nella prima, la fisiologia sociale considera il denaro come un “mezzo” e per tale ragione esso si trova tra la merce che si vende e quella che si acquista, dove il fine esplicito è solo ed esclusivamente il bene-merce utile per la sopravvivenza; nella seconda, al contrario, che è la patologia capitalistica dell’accumulazione del denaro e quindi della cultura del lusso, dove la stessa proprietà privata dei beni ha perduto ogni finalità sociale e pubblica divenendo fatto esclusivamente privato, escludente ogni intervento e controllo pubblico, il denaro è il solo ed unico fine, cessando così di essere semplice mezzo…). Ora se lo Stato (il Regno ed il Re) è fondato e legittimato dal Sacro, esso è il mediatore tra il Popolo e Dio ed esercita tale missione spirituale insieme alla Chiesa (esse sono le due Autorità tradizionali distinte ma non separate), la sua sovranità è quindi massima poiché è come se fosse lo stesso Potere divino sulla terra, atteso il fatto che, sin da Costantino, il <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/">simbolo</a> supremo dell’autorità politica, Re o Imperatore, è considerato e chiamato dalla tradizione il “tredicesimo apostolo”, essendo titolare sulla terra della stessa autorità che Dio esercita nei cieli ed in suo nome. Tale Autorità pertanto ha per contenuto i principi superiori, quelli dello Spirito (come se fosse un uomo in grande…), i principi della mente e del pensiero cioè della Ragione che devono guidare e ordinare la vita tanto del singolo uomo come della Comunità di uomini e donne; lo Stato ha quindi la responsabilità suprema di indicare al Popolo, cioè al suo stesso organismo, il suo Destino che certo non può essere limitato alle semplici e naturali attività biologiche della sopravvivenza relative alla sfera esclusivamente economica, ma deve aspirare ad “altro” di ben superiore spessore e valore. Pertanto la sovranità dello Stato non può avere confini ed è quindi etico-religiosa, morale, criminale e civile nonché… monetaria; cioè lo Stato è l’Ordine spirituale supremo che usa il potere politico (i Romani lo chiamavano <em>imperium</em>…) come strumento per realizzare i suoi fini, la cui natura e fondamento sono essenzialmente <strong>magico-sacrali</strong>! Basti pensare al potere che esso ha di mandare i cittadini a combattere e morire in guerra, al potere di privare gli stessi della loro libertà con il carcere o della vita con la esecuzione delle sentenze di morte nel diritto criminale, al potere di esigere dai cittadini il pagamento delle tasse e imposte cioè del versamento nelle proprie casse di somme di denaro che per legge vengono poi utilizzate per erogare servizi pubblici a favore dei cittadini medesimi. Tutto questo complesso ordinato e giusto di poteri magico-religiosi (è sufficiente ricordare le virtù taumaturgiche riconosciute dai Popoli ai Re, come ai Santi nella tradizione religiosa…) di valori e realtà politico-culturali è stato cancellato dalla ideologia liberal capitalistica, fondamento dell’attuale sistema che sta conducendo l’Occidente alla morte per implosione morale e politica. Se il Pubblico non ritorna ad essere Sacro, se lo Stato non ritorna ad essere libero dai ricatti del Potere della Banca e legittimato solo dai principi superiori  dell’Ordine etico ritornando ad essere quello che deve essere nella sua naturalità storica, e cioè <strong>Stato etico</strong>, allora il <strong>privato</strong> considerato come il <strong>profano</strong> cioè come ciò che è <strong>privo </strong>del Sacro, non ha nessun potere dissuasivo e quindi paralizzante nei confronti di ogni illecito sia civile che penale e diviene così aggredibile, poiché appetibile, da chiunque. In tale contesto la moneta stampata dallo Stato, essendo “cosa” pubblica e quindi Sacra, appartenendo pertanto al Popolo, poiché è esso stesso che politicamente la stampa e l’accetta, non può e non deve essere oggetto né di furto né di peculato poiché è letteralmente “res publica” e il suo uso per fini pubblici  deve essere misurato ed oculato, tanto che la sua base numerica non deve mai andare o oltre o al di sotto della capacità produttiva dello stesso Popolo, altrimenti si determinerebbe o la deflazione che è la scarsità della moneta circolante o l’inflazione che è il fenomeno inverso. Tale legge è fondata sul fatto naturale e incontestabile che, se la moneta è unità di misura del valore dei beni prodotti dal lavoro del Popolo, essa è fondata o “coperta” solo ed esclusivamente da questi e da nient’altro! Ciò significa che la ricchezza di un Popolo o di una Nazione e quindi di uno Stato non consiste  né nell’oro che eventualmente possiede né nella quantità di moneta (qualunque essa possa essere e qualunque forma legale possa avere…) che detenga, ma essenzialmente nei beni prodotti, nella autentica ricchezza che il Lavoro produce; quindi la potenza di un Popolo è il Lavoro e si ritorna così alla progressione naturale <strong>merce-denaro-merce</strong> o, più correttamente, <strong>beni-denaro-beni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Come è evidente da tutto il discorso sin qui svolto, la <em>quaestio</em> è simbolico-politica e tecnica al contempo, tanto che è necessario ulteriormente rivelare l’aspetto ancora più abnorme di tutto il sistema bancario, nella dimensione tecnica in cui gestisce la “politica monetaria”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/res-publica-res-populi/6146" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-6174" style="margin: 10px;" title="res-publica-res-populi" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/res-publica-res-populi.jpg" alt="" width="200" height="274" /></a>La Banca di emissione, che stampa la moneta e la presta al Governo e cioè al Popolo, (ciò avviene sin dal 1693, anno in cui su licenza del Re, Samuel Paterson fondò la Banca d’Inghilterra, quale Istituto privato di emissione della carta moneta, servendo la stessa come modello per le future simili istituzioni del Continente) pur essendo formalmente ancora un ente di diritto pubblico, è, in concreto, strutturata come una SpA. È infatti una società anonima di capitale privato che ha per fine il lucro, i cui azionisti sono le grandi Banche private a carattere nazionale ed è così in tutto l’Occidente da oltre un secolo. Il lucro è l’interesse che il banchiere (privato) incassa dalla moneta che crea dal nulla (plusvalore monetario) a costo bassissimo ed in piena e totale autonomia decisionale dal Governo; <strong>la follia consistendo nel fatto che il banchiere presta una “cosa” non di sua proprietà al proprietario, che è il Popolo, e si fa pagare anche il prezzo di tale mistificazione definendolo: costo del denaro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Addirittura, attualmente, la mostruosità che la Banca di emissione, cioè la struttura che crea il sangue che circola nell’organismo sociale e ne regola i flussi attraverso la sua quantità ed il suo valore (chiamandosi TUS= tasso unitario di sconto, la leva che è azionata dalla stessa Banca) debba essere autonoma e libera di decidere la sua “politica” nei confronti del Governo cioè del Popolo, è fatta passare non solo per fisiologica realtà ma come un “ideale” di “buon governo”;  sarebbe a dire che i destini, la vita stessa di circa trecento milioni di europei sono oggi consegnati ad una cricca di banchieri privati proprietari della BCE che, del suo operato non deve dare né conto né ragione a nessuno che sia potere politico o altro (vedi art. 13 del Trattato di Maastricht),  è fatto passare per “cosa” normale, invece il ritorno della sovranità monetaria nella sfera del Popolo e quindi dello Stato,  è presentato come una autentica bestemmia che offende i principi del vigente sistema liberaldemocratico che è, come tutti sanno per esperienza diretta, il … paradiso in terra!</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/affinche-i-popoli-sappiano-strappare-il-velo-che-occulta-la-verita.html' addthis:title='Affinché i popoli sappiano: strappare il velo che occulta la verità! ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Identità spirituale dell’Europa e Tradizione giuridico-religiosa romana</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 17:35:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giandomenico Casalino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La connessione tra diritto e sacralità nell'antica Roma quale fondamento della civiltà europea]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/identita-spirituale-dell%e2%80%99europa-e-tradizione-giuridico-religiosa-romana.html' addthis:title='Identità spirituale dell’Europa e Tradizione giuridico-religiosa romana '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storia-antica.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Storia antica" /><br/><p style="text-align: justify;">L’uomo, malgrado tutto, deve recuperare dentro di sé la lucidità dell’intelletto, la forza dell’animo e la purezza del cuore che gli permettano di ritrovare quella via spirituale smarrita da troppo tempo nei labirinti delle suggestioni e delle falsificazioni di un mondo disumano e globalizzato. Tale ricerca, mai come oggi si rende assolutamente necessaria prima e al di là di qualunque impegno esterno.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/res-publica-res-populi/6146" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3202" style="margin: 10px;" title="res-publica-res-populi" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/res-publica-res-populi.jpg" alt="res-publica-res-populi" width="200" height="275" /></a>Il fatto è che il materialismo come schema rassicurante di spiegazione del mondo è scientificamente falso, divenendo unicamente la sostanza oscura e brutale del nostro essere posti “fuori” dall’unica Realtà conoscibile e sperimentabile. Con l’isteria frenetica per la ricerca del successo e del piacere, con la potenza disanimata ed in fondo illusoria della scienza e della tecnica moderna, l’uomo ha costruito un mondo artificioso alterando irreparabilmente i ritmi della natura, scatenando forze che non riesce più a controllare; tutto ciò avendo necessariamente come controparte interiore il crescere dell’aridità, dell’angoscia, del vuoto, della banalità ed inutilità di un’esistenza priva di qualunque giustificazione profonda e riferimento superiore. Da ciò, come reazione, un proliferare vorticoso di sette, centri, gruppi ed associazioni, ognuno con una sua proposta salvifica; dottrine orientali mal comprese adattate ai peggiori pregiudizi della cultura moderna, malsana curiosità per il subcosciente ed il paranormale, ritorno morboso di interesse per le varie forme di magia e di occultismo, proposte di un ritorno alla Natura nel segno di un panteismo promiscuo e ed irrazionale, dove la personalità si perde e si annulla nell’ambiguità di un “Infinito” non meglio specificato. Tutto il mondo variegato e tentacolare del neo-spiritualismo contemporaneo, dove si finge luce nelle tenebre, dove al di là delle diversità delle forme si riflette un identico clima di confusione, di stanchezza, di evasione, e dove, soprattutto, al di là delle intenzioni ed aspirazioni dei singoli, troppo spesso viene ad essere propiziata l’apertura alle forze infere e demoniache del subumano, fenomeno terribile e sinistro, che si riflette ormai anche in numerosi episodi di cronaca giudiziaria quotidiana.</p>
<p style="text-align: justify;">In tale situazione, affinché la ricerca di una via spirituale non diventi una sterile speranza o una pericolosa illusione, bisogna intanto comprendere che questa ricerca deve, per ogni uomo, come regola, iniziare dalla conoscenza della propria ed originaria Tradizione, e per noi, per l’uomo Occidentale ed Europeo, tale originaria Tradizione non può essere che la Tradizione Romana, intesa non come vuota e retorica ripetizione di un passato che non può rivivere, ma come adesione integrale, adattata ai tempi, a quei principi eterni di verità contenuti negli antichi <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a>, che coniugano il sensibile e l’intelligibile: i due piani dell’essere unitario. Solo così il ritorno alla Romanità potrà diventare una forza capace di agire sul nostro nucleo più profondo, all’interno del nostro cuore, dando alla nostra vita un preciso orientamento. Lo ripetiamo, l’Europa, tutti i popoli europei, non hanno altra loro Tradizione giuridica, politica e religiosa all’infuori di quella Romana, da realizzare nell’armonia e nella totalità dei suoi sviluppi; nella sublimazione dell’ascesi dell’Azione e cioè nella sintesi spirituale superiore della concezione giuridico-religiosa dell&#8217;<em>Imperium</em> come ordinamento sovranazionale comprendente libere città con le loro libere magistrature e della <em>Pax Augusta</em>. E vorremmo che fosse chiaro che il ritorno in tal senso alla Tradizione Romana significa evocare la totalità di un mondo dove il Vero, il Bello e la organica giustizia sociale si realizzano nei <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> della “<em>Sancta Res Publica</em>” e del “fascio” come punto di confluenza e di equilibrio armonico degli opposti nel superamento degli egoismi particolari; e che non si tratta di trasformare il mondo in un’assise di asceti e di guerrieri, ma semplicemente permettere a ciascuno lo sviluppo normale della propria natura, secondo il principio dell’ “<em>unicuique suum tribuere</em>”. Ciò significa che devono essere il Diritto e l’Etica religiosa a governare politicamente l’economia e non il contrario come pretende la cultura materialistica dominante. Solo in tale guisa è realizzata la giustizia che è proporzione armonica e “musicale” dei diversi, abbracciati nella concordia e ciò è il fine ultimo, la stessa ragione d’essere dell’Ordine Politico, degno ditale nome, proprio perché imitazione dell’Ordine dell&#8217;Universo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessun compromesso può ormai salvare l’Europa se non il ritorno risoluto alla verità, e quindi a ciò che è sacro e metafisico. Da secoli il centro del mondo è in Roma, intesa non come sede di un particolare potere politico o religioso, né come megalopoli moderna, né come capitale di un Impero che fu, da venerare errando tra rovine archeologiche come nell’ossario di un vasto cimitero, ma preciso punto focale di quella geografia sacra conosciuta dagli Antichi e completamente ignorata dai moderni. Luogo di forza assoluta, punto di incontro e di contatto tra Cielo e Terra, porta sacra attraverso la quale si manifestano luminose influenze spirituali; tale è per noi il segreto della perennità e dell’ “<em>aeternitas</em>”di Roma. In Roma s’incentra così ogni inizio ed ogni fine, ed ogni tensione di rilievo, ovunque si svolga, è legata con vincoli sottili ed arcani al cuore del Lazio, e sacre valenze dei vari popoli e luoghi del mondo potranno ritornare ad agire sulla realtà con il loro potere, solo se prima, in Roma, il fuoco dei nostri padri tornerà a manifestare la sua luce. Giacché spesso ci troveremo ad usare il termine Tradizione, rimandando agli scritti di Maestri come <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> e <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> per un necessario approfondimento, vogliamo qui sinteticamente ricordare che per Tradizione intendiamo quell’insieme di norme di carattere religioso, giuridico, etico e sociale, interessanti pertanto tutti i domini della vita, con le quali viene gerarchicamente stabilito e mantenuto l’effettivo contatto tra il divino e l’umano, permettendo così ad ogni uomo di realizzare, ciascuno secondo le proprie possibilità, l’unico vero ed altissimo scopo della vita: il ritorno al Divino, qui nel mondo, mediante l’esperienza simbolica e sacra dello stesso in tutte le sue manifestazioni, superando la fallace illusione della dualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo innumerevoli testimonianze addotte da vani testi sacri appartenenti a diverse culture, al di sopra di tutte le varie Tradizioni vi è stata la Tradizione Primordiale o Iperborea la cui sede corrisponde oggi alle regioni nordico-polari, nella quale l’adesione dell’uomo al principio divino era diretta immediata e risolutiva fino all’identificazione assoluta. Dalla Tradizione Primordiale Nordico-Iperborea, eccelsa sorgente purissima, sono derivate come grandi fiumi volti ad irrigare e fecondare le valli, le varie Tradizioni d’Oriente e d’Occidente, di quelle che si è convenuto definire civiltà <a title="indoeuropei" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">Indo-Europee</a>, tutte collegate alla Tradizione Primordiale, cui devono l’ortodossia dei loro principi e l’efficacia dei loro metodi atti a ricongiungere l’uomo al principio divino.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Improvvisamente appare una nuova visione del mondo</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Nei secoli che vanno dal VII al V a.C. una profonda crisi altera il retaggio della Tradizione in Oriente come in Occidente. In Cina, in India, in Iran, vi è ancora la forza di reagire, la dottrina metafisica di Lao Tse, le riforme sociali di Confucio, il realismo trascendente del buddismo, gli insegnamenti religiosi di Zoroastro, contrastano nei vari domini dell’esistenza l’azione delle forze dissolutrici. Altrove le resistenze sembrano travolte. In Egitto la <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> lunare e sacerdotale di Iside prende il posto della sacralità regale dei Faraoni, in Grecia il nudo, severo e geometrico stile dorico ed apollineo è alterato dall’empito dionisiaco, dalla fascinazione afroditica. Nel sensualizzarsi della vita, nel prevalere estetizzante delle involute e raffinate forme ioniche e corinzie, riemergono forze pre-elleniche, ritorna un naturalismo orgiastico, rivivono quelle divinità femminili e notturne dalla testa d’asino e di serpente già vinte dagli <a title="indo-europei" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">Indo-Europei</a> della stirpe sacra e guerriera degli Eraclidi, già domate dal gesto di comando e dallo sguardo luminoso dell’Apollo Iperboreo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/delle-origini-italiche/2104" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3201" style="margin: 10px;" title="delle-origini-italiche" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/delle-origini-italiche.jpg" alt="delle-origini-italiche" width="200" height="275" /></a>Con l’aprirsi alle dimensioni inferiori dell’esistenza, nella vertigine di una caduta, la mente dell’uomo genera tutti i fantasmi che lo corromperanno, tutte le illusioni e le falsificazioni che avranno nel mondo moderno con la sua volontà livellatrice il loro pieno sviluppo verso l’indifferenziato. Non più la verità perenne del <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> oltre lo spazio, la grandiosità dell’Epica, il “creare” impersonale del Mito che sovrasta il tempo, il diritto e la legge come imitazione dell’ordine divino del mondo; ma le fragili opere del letterato, l’individualismo effimero dell’artista, la stessa norma giuridica che dipende dalle contingenze, dalle opinioni, dalle mode. Non più la Conoscenza dell’Universo attraverso i <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> viventi della Natura, ma il limite dell’indagine fisica, il vincolo oscuro delle leggi della materia. Non più la Sapienza Apollinea Trascendente, la potenza del Rito sia giuridico che religioso, la certezza dell’intuizione simbolica e quindi metafisica ma lo speculare del razionalismo, le vane costruzioni della filosofia sofistica, a cui reagì solo il divino <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/platone">Platone</a></span>, le prevaricazioni dell’umanesimo, gli sfaldamenti del sentimentalismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Come una oscura alba l’ultima fase del Kalì-Yuga (era della dissoluzione e decadenza nella tradizione indù) si abbatte sui giorni dell’uomo. La nascita di Roma in tale momento è un’ultima grande reazione giuridico-sapienziale, eminentemente spirituale. Luce improvvisa nel crepuscolo di civiltà millenarie, Roma rappresenta una rinascenza adattata al mutare dei tempi e mediante l’azione guerriera di quella Tradizione Primordiale Nordico-Iperborea che fu patrimonio comune di tutte le civiltà Indo-Europee d’Oriente e d’Occidente. L’essenza di Roma si dissolve qualora non si riconosca in questo retaggio la sua anima più profonda, segreta, misteriosa, e non si veda la sua portata rivoluzionaria nei confronti delle preesistenti civiltà.</p>
<p style="text-align: justify;">Contro le pretese di dominio degli Etruschi, delle colonie Greche e Fenicie, dei vari popoli Italici, contro le loro concezioni del Diritto, della Giustizia, dello Stato, della <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">Religione</a>, improvvisamente appare una nuova visione del mondo, irradiandosi con una forza che assimila e travolge ogni cosa, attualizzandosi nei secoli con tenace e dura volontà, in una tensione continua, in un dramma nel quale vicende e personaggi si elevano al valore di miti e di <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> della perenne lotta tra cosmos e caos, tra luce e tenebre. E questa vocazione a plasmare le forze caotiche ed irrazionali della vicenda umana nell’equilibrio e nell’armonia di un <em>cosmos</em>, che è la legge come natura ordinata dal diritto, rimarrà l’asse immutabile di tutta la Storia Romana, dal primo solco tracciato da Romolo sul Palatino fino all’ultima difesa delle frontiere dell’Impero ai confini del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo accennato alla portata rivoluzionaria che la nascita di Roma rappresenta nei confronti delle altre civiltà Italiche e del bacino del Mediterraneo. Per comprendere ciò è fondamentale partire dal nucleo centrale comune sia al Diritto che alla <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">Religione</a> dei Romani: l’idea di sacralità che si distingue dalle <a title="Religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">Religioni</a> di altre culture e che può riassumersi nella formula <em>Sacer/Profanus=Publicus/Privatus</em>, formula che ordina tutta la realtà al modo romano che è giuridico-religioso, tenendo così il posto di una cosmogonia, secondo la nota enunciazione di Orazio: “<em>publica privatis secernere, sacra profanis</em>”. Tale formula è potenza creativa, evoca una totalità che non preesiste alla formula ma ne è il prodotto. Ciò vuol dire che prima della collocazione di ogni cosa nell’ambito del sacro e del profano e del pubblico e del privato, nulla esiste, c’è il <em>caos</em>, l’informale, il pre-cosmico, né il cosmo così ordinato è immutabile. Immutabile resta solo la sacralità della formula, ma il cosmo è soggetto all’opera creatrice del rito, anzi non esiste prima di esso; ed ogni suo elemento può essere collocato o trasferito nell’uno o nell’altro campo della formula sacra.</p>
<p style="text-align: justify;">In altre <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> il divenire storico e giuridico viene subordinato alla cosmologia, la storia, non realtà, passa, il cosmo, realtà, resta. A Roma accade il contrario, la storia resta ed il cosmo che si identifica con essa è ordinato dal rito giuridico-religioso. La “storia che resta” non è però una successione di eventi profani, bensì la loro trasformazione in fatti sacri in quanto ordinati e collocati dal <em>Populus Romanus </em>— nella <em>Pax Deorum </em>— nei vari ambiti in cui si realizza l’ordine di Jupiter secondo la formula del <em>sacer/profanus = publicus/privatus</em>. La demitizzazione, fatto precipuamente romano, del tutto nuovo ed eccezionale, non è quindi una carenza, ma una tendenza culturale che già permette di individuare Roma come unità culturale particolarissima ed unica tra le civiltà del <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-antica">mondo antico</a>. Il senso storico, religioso, giuridico e culturale di un’azione demitizzante va ricavato per antitesi dalla funzione del mito. Il mito presuppone una distinzione qualitativa del tempo, da una parte il mitico tempo delle origini, sacro, dall’altra il tempo storico, profano. La demitizzazione presuppone un tempo unico, nel quale, in ogni istante, possa calarsi la sacralità, altrimenti relegata alle origini. Il conferimento di sacralità alla storia, al diritto ed allo Stato, cioè alla <em>Res Publica</em>, è un elemento fondamentale della cultura romana, ed al collegio sacerdotale più elevato, quello dei Pontefici, giuristi e giureconsulti, era devoluto, tra gli altri, il compito di sacralizzare il tempo che diviene così storia sacra del popolo romano e del suo diritto pubblico, tanto che <em>res publica </em>è <em>res sacra</em>!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-nome-segreto-di-roma/39" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3203" style="margin: 10px;" title="nome-segreto-di-roma" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/nome-segreto-di-roma.jpg" alt="nome-segreto-di-roma" width="200" height="279" /></a>La creazione giuridica della realtà ed il rapporto con la stessa, oltre che da una qualifica del tempo attraverso l’azione dei Pontefici, dipendeva in grandissima parte da una precisa ritualità. Non esistono <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> e diritto senza rito, ma forse in nessuna cultura l’azione rituale è così pregnante e fondamentale come a Roma, tanto che la tradizione romana è giuridico-religiosa, come abbiamo già sostenuto. Vogliamo ricordare che la radice della parola “rito” è la stessa di “<em>rtà</em>”, termine sanscrito che significa: ordine universale, l’idea cosmogonica della <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> Vedica. Ciò che intanto va evidenziato è che, tra le varie funzioni, con il rito il romano crea il magistrato, la legge, realizza per il singolo la possibilità di entrare nella storia, con il conferimento attraverso il rito di uno “<em>jus</em>”; ed è proprio la capacità di conferire “<em>iura</em>” a qualificare selettivamente il rito romano. Infatti, senza <em>jura </em>non si sta nella storia e quindi non si esiste. L’aspetto fondamentale consiste nel fatto che lo ‘<em>jus</em>” creato attraverso il rito è sempre ed assolutamente un superamento di uno “<em>jus</em>” naturale, e quindi è il <em>fas </em>dello <em>jus</em>, cioè il <em>dhàrman </em>del <em>rtà</em>, l’ordine del rito secondo il diritto degli dèi.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo <em>ius</em> naturale era chiamato “<em>ius gentium</em>”, e con tale termine s’intendevano a Roma le <em>gentes</em>, le varie unità familiari, all’esterno le grandi unità etniche definite “<em>nationes</em>” e contraddistinte da un “<em>nomen</em>”, tanto che “<em>nomen</em>” diventa sinonimo di “<em>natio</em>”. Lo <em>ius</em> naturale è un “<em>ius sanguinis</em>”, esso deriva unicamente dall’esser nato in una data famiglia o in una determinata nazione. Lo <em>ius </em>conferito dal rito, dove il significato autentico del primo combacia con quello del secondo, è invece un “<em>ius civile</em>”, deriva dalla partecipazione alla “<em>civitas</em>” e testimonia il superamento dello <em>ius naturale</em>; il che in termini storici si realizza, rendendo prima all’interno “<em>cives romani</em>” i plebei, poi all’esterno le “<em>nationes</em>”. La formula <em>sacer/profanus = publicus/privatus</em>, nasce pertanto dal superamento di una condizione nella quale al posto dello “<em>ius civile</em>” e dello “Stato” Romano, (che è la <em>res publica </em>la quale è in sostanza <em>res populi</em>) esistono le comunità ed etnie formanti le varie “<em>Nationes</em>” dei popoli italici. I singoli, detti <em>privi</em>, sono collegati per nascita ad un territorio che fa capo ad un tempio, detto “<em>fanum</em>”, ed ognuna di queste unità politico-territoriali è sorretta religiosamente dal culto al proprio <em>fanum</em>. In tale situazione, ogni rapporto con il sacro si svolge nei limiti della distinzione tra ciò che appartiene al singolo (<em>pro-privo</em>, <em>propius</em>) e ciò che appartiene al <em>fanum </em>(<em>pro-fano, profanus</em>). Contro questo stato di cose si contrappone la “<em>civitas</em>”, Roma, che assorbe e trasforma le comunità dei <em>fana</em>. La figura giuridica del “<em>civis romanus</em>” rompe la relazione che legava il singolo al <em>fanum</em>, viene così a cessare la contrapposizione <em>propius/profanus</em>. Il “<em>civis</em>” esiste ora in relazione alla “<em>civitas</em>”, venendo così a formarsi una nuova contrapposizione, quella tra <em>publicus </em>(ciò che appartiene al <em>populus </em>come totalità dei <em>cives</em>) e <em>privatus</em>; e quindi sacro = pubblico; profano = privato. Ed è la nascita della nozione stessa di diritto pubblico (che è solo occidentale: la cultura orientale la ignora) e che contiene, semanticamente, la congiunzione, tipicamente romana, dell’idea del sacro con quella della comunità.</p>
<p style="text-align: justify;">La rottura dei rapporti con il <em>fanum </em>comporta anche una rivoluzione religiosa oltre che giuridica e politica. Il termine <em>profanus </em>non indica più “ciò che è stato dedicato ad un Dio”, ma ora indica “ciò che è lontano dal sacro”, e questo nuovo significato del termine profano si completa contrapponendosi ad una nuova sacralità, quella appunto di <em>sacer </em>in opposizione a <em>profanus</em>. Tale nuova sacralità non è più quella naturalistica ed in fondo passiva dell’appartenenza ad un <em>fanum</em>, ma quella attiva del “voluto”, secondo il principio fondamentale della spiritualità romana: il voluto è come dato. Tutto appartiene ora alla “<em>civitas</em>” ed è ora l’uomo, con la sua volontà, con il suo sacrificio, con il suo agire in conformità all’ordine divino, anzi realizzandolo, a rendere sacra la realtà, in una sintesi creativa che ancora non conosce la frattura degli Stati moderni tra politica, <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> e diritto.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo così inteso, con queste poche righe e riprendendo concetti già altrove sviluppati, dare una visione d’insieme degli elementi essenziali che, a nostro avviso, qualificano ciò che, come concezione spirituale della vita e del mondo, si deve intendere per Tradizione Romana. Essa così appare l’anima medesima, anche se purtroppo dormiente ed appesantita da un ottundimento ormai secolare, dell’uomo europeo, la sua unica via di salvezza dalla decadenza totale che lo travolge.</p>
<p style="text-align: justify;">(saggio pubblicato sulla fanzine <em>Camelot</em> e nel libro <em>Res Publica Res Populi </em>per le Edizioni Victrix).</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/identita-spirituale-dell%e2%80%99europa-e-tradizione-giuridico-religiosa-romana.html' addthis:title='Identità spirituale dell’Europa e Tradizione giuridico-religiosa romana ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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