Autore: Francesco Lamendola

Georg August Schweinfurth (17 dicembre 1836 - 19 settembre 1925)

Esploratori tedeschi nel cuore dell’Africa: Gerhard Rohlfs, Gustav Nachtigal, Georg Schweinfurth

Tre esploratori ottocenteschi approfondirono e ampliarono l’opera pionieristica dei loro predecessori, consentendo alla madrepatria di assicurarsi materie prime d’ogni genere e, al tempo stesso, di creare nuovi sbocchi per le proprie industrie e il proprio commercio.

Per Dostoevskij l’uomo che vuole farsi Dio non riesce a diventare neanche un insetto

L’uomo moderno avrebbe voluto farsi un dio, il dio di se stesso, dopo aver spinto nel solaio delle cose vecchie e inutili quell’altro Dio, il Dio dei suoi padri, che lo aveva accompagnato per le innumerevoli generazioni della sua storia; ma spesso non è riuscito a diventare niente, nemmeno quell’insetto che pure, in certi momenti, avrebbe desiderato essere.

La fragilità e la grandezza dell’uomo nella visione filosofica di Seneca

Seneca è moderno nel senso in cui si può dire che lo sia anche Petrarca: è un uomo inquieto, lacerato fra spinte contrastanti, conscio della sua debolezza, fiacco nella volontà, e tuttavia sinceramente proteso verso l’affermazione della sua parte spirituale.

Rileggere Jean Raspail, profeta inascoltato

Jean Raspail, considerato uno dei maggiori scrittori francesi viventi, da noi continua ad essere pressoché sconosciuto: sono ben poche le persone colte che lo hanno letto o anche solo sentito nominare, che ne parlano, che discutono le sue tesi; quanto al grosso pubblico, non ne sa nulla, puramente e semplicemente.

Chi è il gigantesco essere candido e velato che si staglia all’orizzonte del «Gordon Pym»?

In fondo, la disperazione esistenziale di Poe, tipicamente romantica, nasce proprio da questo contrasto, che sarà anche, per inciso, lo stesso di Nietzsche: voler esperire l’infinito attraverso il finito e l’assoluto per mezzo del relativo; voler bussare alle porte del mistero ed accedere al segreto dell’esistenza, senza dismettere i panni dell’indagatore razionale e del viandante che non crede esistano altre strade verso la verità, al di fuori di quelle riconoscibili dalla ragione ma che, tuttavia, avverte e intuisce che c’è qualcos’altro, forse un Dio Ignoto, per avvicinarsi al quale sarebbero necessari altri strumenti ed altri atteggiamenti mentali.

Tutta la vita di Tristram Shandy non è che una fuga dal tempo e dalla morte

Il Tristram Shandy di Sterne è nella storia della letteratura il primo romanzo veramente moderno, se per “moderno” si intende privo di una trama, di un vero protagonista, di un filo conduttore riconoscibile, di un significato palese; se si intende che si diverte a portare a spasso il lettore nei meandri del gioco letterario, confondendolo e sospingendolo in cento direzioni contrastanti, sino a fargli smarrire del tutto l’orientamento e la stessa distinzione tra realtà e fantasia; se si intende che ostenta la più completa indifferenza, il più sovrano disprezzo per la tradizione, il buon senso, la linearità, la chiarezza.

La più serena celebrazione dello sport antico nel quinto canto dell’«Eneide»

Il quinto canto dell’Eneide rappresenta una specie di sorpresa per il lettore di Virgilio: qui non dolorose memorie e amori strazianti, non suono di corni guerreschi e clangore di spade, ma una pausa serena, gioiosa, rinfrescante, dedicata alla celebrazione dei giuochi in occasione del primo anniversario della morte di Anchise, padre dell’eroe troiano.

Malinconia e platonismo nel ‘Sogno di una notte di mezza estate’ di Shakespeare

I personaggi del Sogno di una notte di mezza estate intuiscono oscuramente che stanno inseguendo brandelli di realtà, ombre proiettate da una fiamma sulla parete della caverna: non la Realtà, ma la sua apparenza sfuggente e mutevole; non la Vita, ma un suo riflesso pallido ed elusivo.