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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Flavio Grisolia</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Le insorgenze antigiacobine in Liguria</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 17:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavio Grisolia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cristianesimo e monoteismi]]></category>
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		<description><![CDATA[Storia del movimento popolare che si oppose all'occupazione napoleonica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/grisolia.html' addthis:title='Le insorgenze antigiacobine in Liguria '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/algiz.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Algiza" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p align="justify">La storia degli ultimi duecento anni sta avendo recentemente una revisione atta a ristabilire verità che l&#8217;ideologia dominante avrebbe voluto nascondere per sempre. La ricaduta di ciò per la Liguria sta a significare una più esatta definizione dei fattori che determinarono la fine della Repubblica di Genova e le politiche economiche attuate sotto il Piemonte prima e poi durante lo stato unitario, fino ai giorni nostri. Risulta a esempio chiarissima la volontà del Popolo Ligure di mantenere le antiche istituzioni, abbattute solo grazie all&#8217;intervento delle armate napoleoniche. Quando infatti il 22 maggio 1797 uno sparuto manipolo di &#8220;giacobini&#8221; locali, sotto la regia dei Francesi tenterà di prendere il potere, ecco che dallo storico quartiere di Portoria una folla armata da carbonari, facchini e barcaioli, cioè la base più popolare e agguerrita delle Casacce cittadine accorrerà a difendere il governo al grido di &#8220;Viva Maria! Viva il nostro Principe!&#8221;. I filo-Francesi, capeggiati da ricchi borghesi e qualche nobile in cerca di rivalsa, furono annientati dalla furia popolare, tanto che il giorno seguente 23 maggio tutto tornò alla normalità.</p>
<p>Purtroppo però la minaccia di Napoleone di far occupare la città dall&#8217;Armata d&#8217;Italia, ormai alle sue porte, ebbe come conseguenza che il 14 giugno si proclamasse la Repubblica Ligure, dove il doge precedente Giacomo Brignole prese la qualifica di presidente, a dimostrazione che si trattò di una scelta forzata e accettata come male minore, per il bene della città.</p>
<p>L&#8217;imposizione di un modello costituzionale di tipo francese, del tutto estraneo alla realtà genovese e ligure, fece sì che di lì a breve ed esattamente nella notte tra il 3 e il 4 settembre, i &#8220;Viva Maria&#8221; tornassero in azione. Questa volta si mossero dalle vallate del Polcevera e del Bisagno, da Albaro, Boccadasse e S. Martino. Anche in quest&#8217;occasione l&#8217;intervento francese, sotto la guida del generale Duphot, agevolato dalla disorganizzazione e dall&#8217;impreparazione militare degli insorgenti, oltre che da un &#8220;provvidenziale&#8221; intervento dell&#8217;Arcivescovo Lercari non permise il successo dei rivoltosi, che dopo tre giorni di dura lotta e terribili massacri dovettero desistere dai loro intenti.</p>
<p>Ciò non impedì che la rivolta si estendesse a tutto il Levante ligure, da Sarzana a Levanto e soprattutto nella Fontanabuona. Da qui il 4 settembre un&#8217;autentica &#8220;armata&#8221; popolare, con in testa i parroci e i &#8220;Cristi&#8221; delle confraternite scese a conquistare in successione Chiavari, Rapallo, Camogli, Recco, fino a giungere a Nervi, da cui si mosse il 6 settembre verso Genova, dissolvendosi poi a Quinto, senza un motivo apparente. Forse fu a causa della notizia che il generale Duphot aveva domato la rivolta in Val Polcevera e in val Bisagno, forse furono gli eccessivi festeggiamenti, forse l&#8217;insicurezza di trovarsi in un territorio a loro sconosciuto; fatto sta che la grande colonna, formata da decine di migliaia di armati, decise di non entrare nella città, lasciando così via libera ai Francesi.</p>
<p>Durissima fu la repressione che ne seguì, con saccheggi e arresti e numerose fucilazioni, anche di <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosi</a>. Il 5 aprile 1798 un decreto del Direttorio Legislativo della Repubblica Ligure ordinò a chiese, conventi e oratori la consegna di tutti i preziosi, tranne quelli strettamente necessari alla celebrazione della S. Messa. Immediata la risposta popolare, che vede tra l&#8217;altro Rapallo invasa da una folla di Fontanini inferociti per una legge che li toccava negli affetti più cari, oltre che nei più profondi sentimenti <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosi</a>. A Recco il 12 aprile 1798 la municipalità ritirò gli ori, gli argenti e altri affetti dalle chiese, conventi e oratori del Circondario. In particolare l&#8217;Arciconfraternita di N. S. del Suffragio fu depredata di &#8220;&#8230; due pastorali d&#8217;argento, due tavolette similmente d&#8217;argento, numero sei canti di Croce e crocifisso con due titoli stellati e guarnigione viti d&#8217;argento dei medesimi, altri due stellati per l&#8217;immagine della stessa. Voti d&#8217;argento consistenti in cuori, gambe, tibie, ponsonetti, aghi, crocette, medaglie e altro, quali argenti essendosi tutti pesati si sono ritrovati in peso di libbre sessantasei. Idem altri voti d&#8217;oro consistenti in anellette, anelli e altro in peso d&#8217;oncia una e mezza&#8230;&#8221;, come risulta dal verbale di consegna nell&#8217;archivio comunale. Lo stesso oratorio dell&#8217;Arciconfraternita fu dapprima sede di un sedicente &#8220;Circolo di pubblica istruzione&#8221; di evidenti tendenze giacobine e anticristiane, per essere poi adibito a stalla per i cavalli delle truppe francesi, situazioni decisamente comuni per diversi luoghi sacri, &#8220;liberati&#8221; dalle truppe napoleoniche.</p>
<p>L&#8217;anno dopo ed esattamente il 25 agosto 1799 la Val Fontanabuona fu messa a ferro e fuoco dai Francesi, per rappresaglia all&#8217;intervento degli abitanti di Cicagna in difesa di un&#8217;avanguardia austriaca. Case e santuari saranno saccheggiati e incendiati in tutta la valle. Tutto ciò servirà solo a rendere ancora più determinate alla resistenza le popolazioni del Levante ligure. Un ulteriore tentativo infatti di domarle portò i Francesi a una sonora sconfitta negli scontri del febbraio e marzo del 1800, nonostante le migliaia di soldati impegnati, tant&#8217;è che questi ultimi, in precipitosa ritirata verso Genova, sfogarono la loro rabbia incendiando le case degli abitanti lungo la strada, quali Cicagna, Pianezza, Cornia, Uscio, Recco e fucilando sul posto tutti i disgraziati che incontrarono.</p>
<p>Sempre a Recco la ritirata dei Francesi fu immediatamente seguita da una processione di ringraziamento alla Madonna, col &#8220;Confaon&#8221; in testa. Al contrario, i Transalpini definirono la Fontanabuona con l&#8217;epiteto di &#8220;Fontaine du diable&#8221;. A riconoscimento del loro ruolo determinante i Viva Maria del Levante ligure furono fatti entrare per primi il 4 giugno 1800 in Genova, dopo la cacciata dei Francesi. Il ritorno della Liguria sotto il dominio francese, dopo la vittoria di Napoleone a Marengo e la seguente pace di Luneville non calmò mai completamente gli animi, né vide mai cessare la repressione contro le popolazioni e i loro parroci. Solo la fine del periodo napoleonico nel 1814 di fatto fece fermare scontri e rappresaglie, ma ormai più nulla sarebbe tornato come prima.</p>
<p>* * *</p>
<p align="left">Da <em>Algiza </em>5.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/grisolia.html' addthis:title='Le insorgenze antigiacobine in Liguria ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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