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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Claudio Lanzi</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Da Orfeo a Pitagora</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 14:35:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Lanzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presentazione del libro di Nuccio d'Anna Da Orfeo a Pitagora. Dalle estasi arcaiche all'armonia cosmica, di prossima pubblicazione da parte delle Edizioni Simmetria]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/da-orfeo-a-pitagora.html' addthis:title='Da Orfeo a Pitagora '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.webster.it/libri-orfeo_pitagora_estasi_arcaiche_armonia-9788887615661.htm" rel="nofollow" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-6521" style="margin-right: 10px; margin-left: 10px;" title="da-orfeo-a-pitagora" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/da-orfeo-a-pitagora-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Il testo seguente costituisce l&#8217;introduzione a: Nuccio D&#8217;Anna, <em>Da Orfeo a Pitagora. Dalle estasi arcaiche all’armonia cosmica</em>, Simmetria Edizioni, Roma 2011. Il libro può essere richiesto a Simmetria, Via Muggia 10, 00195 Roma, tel. 06/37351335; Libreria ASEQ, Via dei Sediari 10, Roma, tel. 06/6868400.</em></p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Molti aspetti della disciplina e della metafisica pitagoriche, così come riportate dagli allievi diretti o indiretti della scuola di Crotone quali forse si consideravano i neoplatonici Proclo e <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/giamblico" target="_blank">Giamblico</a></span>, traggono vita e ispirazione dalle preesistenti filosofie e religiosità d’ordine orfico. In questo testo si dimostrano efficacemente tali tesi sulla base di un vastissimo apparato documentale e presentando alcune conclusioni del tutto originali o, comunque, scarsamente analizzate in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">La religiosità misterica nella Magna Grecia è intimamente connessa alla presenza di un vasto corredo di culti iniziatici. Queste forme di religiosità sono a volte osmotiche ed altre volte contrastanti con la stabile cosmologia olimpica. I rappresentanti dei culti misterici hanno avuto, nel passato come fino ai nostri giorni, esponenti credibili e “imbonitori” a vario titolo, messi in ridicolo molto spesso dai rappresentanti di una cultura ufficiale. I famosi e misteriosi “goeti”, ad esempio, (purificatori e guaritori) collegati a culti molto remoti, sembrano evocare fortemente l’idea di uno sciamanesimo primordiale comune a tutta l’area pan-ellenica. Questi esseri, a metà strada fra il mago e il sacerdote, vantavano spesso filiazioni divine ed esiste tutta una cosmogonia primordiale che ne giustifica le potenzialità misteriche e salvifiche. Basti pensare ai culti relativi ai Dattili Idei (i “forgiatori”, gli esperti nell’arte del metallo) che, secondo alcuni sono alla origine dell’istruzione dello stesso Orfeo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel testo di <a title="Nuccio d'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">Nuccio D’Anna</a> si fa grande attenzione alla divisione fra diverse cultualità, cercando di evitare i riduzionismi che portano a vedere qualsiasi misteriosofia primordiale presente nell’Ellade come riferentesi esclusivamente alla Demetra eleusina. Ed è proprio in tale contesto che viene testimoniata una fitta presenza di asceti vaganti di tradizione orfico-apollinea, (alcuni inseribili forse in vere e proprie confraternite, altri con un <em>modus operandi</em> assolutamente eremitico) che guarivano, consigliavano, purificavano città e persone, traevano responsi, ma soprattutto mantenevano la loro ascesi e il loro isolamento dal mondo, vagando da una parte all’altra della Grecia e delle regioni limitrofe.</p>
<div id="attachment_6500" class="wp-caption alignright" style="width: 292px"><img class="size-medium wp-image-6500" title="Orfeo circondato dagli animali. Mosaico pavimentale romano, da Palermo. Museo archeologico regionale di Palermo." src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/orfismo-282x300.jpg" alt="Orfeo circondato dagli animali. Mosaico pavimentale romano, da Palermo. Museo archeologico regionale di Palermo." width="282" height="300" /><p class="wp-caption-text">Orfeo circondato dagli animali. Mosaico pavimentale romano, da Palermo. Museo archeologico regionale di Palermo.</p></div>
<p style="text-align: justify;">In questo volume viene più volte citato il papiro di Derveni (vicino all’attuale Salonicco), scoperto nel 1962, contenente un particolare testo orfico da cui è possibile trarre una cosmogonia assai diversa da quella classica. Assai interessanti risultano le numerose considerazioni semiologiche sul significato del nome di Orfeo (dal “solitario”, all’”orfano”) ad indicare una condizione di tipo misteriosofico, propria dell’essere chiamato con questo nome; in questa chiave diventa illuminante l’excursus filosofico e semiologico che <a title="D'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">D’Anna</a> propone fino ad arrivare ai “bukoloi” così importanti nella tradizione augustea attraverso i versi di Virgilio. In tale contesto i miti che narrano la fine di Orfeo narrati da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/eschilo">Eschilo</a></span> e ripresi più tardi da Virgilio e Ovidio parlano di una tradizione in cui il suono creatore espresso dal canto di Orfeo permane benefico e illuminante, nonostante provenga dalla sua testa mozzata che transitando dal fiume Ebro “feconda” il mondo con la sua parola divina.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche l’universale <a title="simbolismo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolismo</a> dell’uovo assume nell’orfismo una funzione particolare connessa al “tempo” e alle numerose cosmogenesi orfiche; ed è interessante ricordare come lo stesso <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/aristotele">Aristotele</a></span> parli del “vento” cosmico come attributo caratterizzante dell’uovo orfico. Questo uovo ritorna nel più volte citato papiro di Derveni richiamando la luce ierofanica e il concetto stesso di “Phanes”, al centro della figura circolare perfetta, il grande sole di un “tempo anteriore al tempo”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-divino-nellellade/706" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-6501" style="margin: 10px;" title="il-divino-nell-ellade" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-divino-nell-ellade-196x300.jpg" alt="" width="196" height="300" /></a>Non si può prescindere, in questa analisi da un confronto e uno scambio fra dottrine orfiche e dionisiache. Il testo ne pone in evidenza assai più i contatti e le osmosi filosofiche e religiose piuttosto che i contrasti; pone inoltre in luce il progressivo passaggio da una “normale” civiltà di re-sacerdoti, ad una in cui la misteriosofia orfico-iniziatica diventa l’unico mezzo realizzativo e reintegrativo. A tale proposito vengono richiamati il <a title="Cratilo" href="http://www.libriefilm.com/cratilo/8985"><em>Cratilo</em></a>, il <em><a title="Fedone" href="http://www.libriefilm.com/fedone/1025">Fedone</a> </em>e le <em><a title="Leggi di Platone" href="http://www.libriefilm.com/le-leggi/8986">Leggi</a> </em>di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/platone">Platone</a></span>, e mostrato come la ripresa, da parte del grande filosofo, di una dottrina orfica influenzi poi tutta la storia della filosofia occidentale. Parliamo di quella dottrina relativa al corpo come “tomba dell’anima” dove il percorso del <em>myste</em> è teso a svincolarsi da tale prigione e presentarsi come essere rinnovato spiritualmente e sciolto da tale legame.<br />
Partendo dall’analisi delle cosmogonie più arcaiche e dal primordiale smembramento del fanciullo-Dioniso, viene inoltre mostrata la funzione della contrapposizione fra i Cureti (i famosi guerrieri danzanti “scelti” da Giove per il mantenimento del ritmo celeste) e i sette Titani (antichi signori “decaduti”, testimoni di un precedente ordine sacro), nell’aspetto più “sciamanico” del mito dionisiaco. Acquistano perciò un particolare valore entrambe le versioni della fine del dio: quella relativa alla dispersione delle membra e quella relativa alla loro “bollitura”, in parallelo al mito orfico che si avvale di una analoga dispersione delle parti del corpo. Troviamo inoltre numerose varianti sulla fine del cuore del dio. Per alcuni viene posto sul tripode di Delfi, per altri sarà sepolto a Libetra, ai piedi dell’Olimpo, custodito dalle Muse. Anche i giocattoli del dio (la palla, l’astragalo, il rombo, lo specchio, la trottola, le “marionette”, ecc.) assumono nuovi significati soprattutto alla luce di alcuni recenti ritrovamenti a Fayyum (Papiro di Gurob del II sec. a.C.), dove appare chiaro come l’azione dei Titani sia tesa a sconvolgere l’ordine creato da Zeus, dileggiando quei <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> dell’ordine celeste.</p>
<p style="text-align: justify;">Assai interessante è l’analisi che questo testo propone sugli ambienti dei medici traci della scuola di Zalmoxis, che sembrano precedere la diffusione dell’Orfismo e che, ben lontani dalla medicina ippocratica, proponevano una terapia che congiungeva sempre la purificazione del corpo a quella dell’anima, in una continua osmosi tra magia e ritualismi di tipo estatico.</p>
<p style="text-align: justify;">Fondamentale, a questo proposito, è la funzione iniziatica di Mnemosyne, i cui significati si estendono a coprire le ragioni stesse del percorso <em>post mortem</em>, e costituiscono contemporaneamente la vera e propria chiave di volta del passaggio salvifico del <em>myste</em>. Appoggiandosi su un esteso apparato documentale, <a title="D'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">D’Anna</a> ci conduce a considerare la funzione “fisiologica” della fonte fredda, Mnemosyne, la fonte della memoria, ponendo in evidenza i passi di vari autori in cui il respiro diventa una tecnica per “espiare le antiche colpe” e per liberare l’anima “rinfrescandola”. A tal proposito è importante sia la citazione di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/aristotele">Aristotele</a></span> (<em>De Anima</em>) che alcune espressioni del più volte citato Papiro di Derveni che conservano, con buona probabilità, memoria dell’esistenza di concezioni collegate alla funzione liberatoria delle tecniche del respiro. Altrettanto importante risulta l’analisi che viene fatta sul significato del soffio e dello <em>pneuma</em>. Sia nella Grecia orfica come più tardi nella Magna Grecia pitagorica esisteva indubbiamente un uso del respiro quale supporto della meditazione, dell’ascesi e della guarigione secondo modalità assai simili a quanto proposto nelle dottrine estremo orientali.</p>
<p style="text-align: justify;">A partire dalla metà del testo, si iniziano ad analizzare alcuni dei principali aspetti delle dottrine ascetiche dell’orfismo (dall’astensione dai cibi animali alla metempsicosi, dottrina in realtà completamente estranea alla religiosità olimpica).<br />
Il passaggio dall’orfismo al pitagorismo viene preceduto da una disamina cosmologica e da un inevitabile confronto con le dottrine orientali, ponendo innanzitutto in evidenza come, sei secoli prima di Cristo, in tutto il mondo siano sorti personaggi e “scuole” che”riordinano” le antiche leggi, ripristinano e sistematizzano i riti, secondo uno schema straordinariamente vasto (vengono ricordati i miti e le tracce storiche relative a Numa, Confucio, Lao Tzu, Zaratustra, ecc.).</p>
<p style="text-align: justify;">In Grecia dopo il tempo mitico di Dioniso, di Orfeo e, <em>a latere</em>, dello stesso Pitagora, arriveranno il monismo di Parmenide e la speculazione di Eraclito, particolarmente vicina, quest’ultima, all’orfismo e ad una dimensione filosofica polivalente. Ciò provocò sia a lui come a Pitagora, accuse pesanti di sviluppare l’”arte dell’inganno” (Diogene Laerzio). Ma, nello stesso tempo, la politica aristocratica alla quale si rifaceva Pitagora accentuò le critiche di Eraclito assai legato agli arcaici principi dei re-maghi dei tempi mitici delle poleis greche, in cui il “contatto” diretto ed estatico con la natura divina non transitava attraverso metodologie o filosofie ascetico-iniziatiche.</p>
<p style="text-align: justify;">L’insegnamento di Pitagora ha creato comunque una ventata straordinaria in tutto il mondo classico. Le “vite”, oltre a descrivere i suoi innumerevoli viaggi corrispondenti ad un numero inimmaginabile di iniziazioni ricevute, ne proclamano le origini orfico-apollinee e in alcuni casi operano una vera e propria deificazione. Nel testo di <a title="Nuccio d'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">Nuccio D’Anna</a> si riassumono efficacemente le principali “dinastie” ipotizzate dagli agiografi e si giunge ad un denominatore comune in cui il rapporto Orfeo-Pitagora appare in tutta la sua straordinaria potenza spirituale. Ci si sofferma a lungo su quel coacervo di maestri-maghi-shamani di cui abbiamo accennato all’inizio e che gli allievi della scuola crotoniate spesso proposero come suoi insegnanti, altre volte come suoi allievi (dallo straordinario Ferecide, autore di una delle più straordinarie cosmogonie, al misterioso Aglaophamos).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-gioco-cosmico/705" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-6502" style="margin: 10px;" title="il-gioco-cosmico" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-gioco-cosmico.jpg" alt="" width="200" height="281" /></a>Negli studi sull’orfismo-pitagorismo non sono separabili l’aspetto filosofico da quello mistico-religioso. E’ questo forse l’alveo più completo nel quale il termine “scienza sacra” trova giusta collocazione. Caratteristica del pitagorismo è la differenziazione gerarchica dei vari gradi sapienziali, tutti compresi in quella sacralità iniziatica in cui non è divisibile il sacerdote dal sapiente, dall’uomo di autentica scienza. A suffragio di tale tesi è determinante il brano di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/porfirio" target="_blank">Porfirio</a></span> in cui si parla della iniziazione che Pitagora riceve a a Creta, nell’antro Ideo, da parte di Morgo. In tale brano si evocano riti arcaici che sicuramente erano patrimonio dell’Ellade primordiale e soprattutto si pone in evidenza come, all’origine dei culti orfici e pitagorici ci fossero i misteriosi “Dattili Idei” che attraverso una “pietra di fulmine” o “pietra celeste” purificano l’iniziando. I misteri di Morgo, di cui parla <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/porfirio" target="_blank">Porfirio</a></span> con grande lucidità, dovevano essere pervenuti in qualche modo fino a lui attraverso una stabile “catena iniziatica”, e una cosa che appare subito straordinaria è la somiglianza di determinate liturgie arcaiche con altre ritrovabili nelle cultualità primordiali di altre tradizioni. Il testo si sofferma poi lungamente sulle “prescrizioni” formali, sui “comportamenti” pitagorici e sulla loro formulazione attraverso i <em>symbola </em>che ne occultano il senso, spesso dietro una apparente semplicità etica.</p>
<p style="text-align: justify;">Viene quindi specificamente riesaminato il <a title="simbolismo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolismo</a> di Mnemosyne in una chiave eminentemente pitagorica, ricordando la funzione che Diogene Laerzio (il quale rinvia a sua volta ad un testo perduto di Polyistore) fa assumere alla dottrina del sangue, come veicolo animico, e a quella del “soffio” o respiro, come elemento vivificatore e animatore del sangue stesso. Approfondendo tale teoria si scopre un utilizzo del “pneuma freddo” che secondo Filolao, stabilisce la salute (<em>Ygheia</em>), e l’equilibrio del ciclo vitale in tutte le sue valenze materiali e spirituali. Il fatto che Alessandro Polyistore richiami una tal dottrina, in cui l’anima acquista forza e si riposa su se stessa, e in cui i “ragionamenti” sono considerati “soffi” dell’anima, richiama tutta una serie di termini, spesso affrettatamente tradotti in passato, che ipotizzano un’articolata metodologia realizzativa basata anche sulle tecniche del respiro e sul “refrigerio dell’anima” soccorsa da tale respiro “fresco” a causa di Mnemosyne. Suggerisce inoltre <a title="Nuccio d'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">D’Anna</a>, appoggiandosi a Louis Gernet e Jean-Pierre Vernant, che l’espressione “<em>prapìdes</em>” invece dell’usuale e accademico “potenza del suo spirito” ha il significato di “diaframma”. E quindi, richiamando altri testi che sicuramente incuriosiranno il lettore, si giunge a formulare una struttura operativa metodologico-pratica, vicina a quelle tecniche rituali richiamate dagli <em>Yoga-sutra </em>e dagli altri testi fondamentali della cultura del lontano Oriente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il saggio di <a title="Nuccio d'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">Nuccio D’Anna</a> termina con un capitolo dedicato alla sapienza numerica dei pitagorici. Si passa dal senso della geometria all’uso del numero quali strordinari mezzi di rappresentazione e veicoli di conoscenza della dimensione cosmica. L’ascolto dell’armonia delle sfere era un modo per penetrare nel mistero della creazione diventandone parte attiva e riversando l’armonia percepita in ogni atto celebrato sulla terra. Un tema su cui riflettere.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/da-orfeo-a-pitagora.html' addthis:title='Da Orfeo a Pitagora ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Julius Evola e l&#8217;Oriente</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 17:22:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Lanzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un saggio di Nuccio d'Anna su Evola studioso di tradizioni religiose orientali]]></description>
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<div id="attachment_1568" class="wp-caption alignleft" style="width: 222px"><img class="size-medium wp-image-1568" title="julius-evola-e-loriente" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/julius-evola-e-loriente-212x300.jpg" alt="Nuccio D'Anna, Julius Evola e l'Oriente" width="212" height="300" /><p class="wp-caption-text">Nuccio D&#39;Anna, Julius Evola e l&#39;Oriente</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il cosiddetto sdoganamento di <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> filosofo da parte della &#8220;intellighenzia&#8221; della sinistra nostrana, è fatto piuttosto recente. Noi riteniamo che tale accettazione segua soprattutto l&#8217;onda lunga dei vari &#8220;nomi della rosa&#8221; e di quella strana appropriazione indebita della spiritualità e persino dell&#8217;esoterismo, che fa straparlare di <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> chi, fino a pochi anni fa, la considerava ancora oppio dei popoli. In realtà, la circospezione e il pregiudizio con il quale <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> è stato recentemente indagato da alcuni intellettuali dichiaratamente atei, ha fatto da contraltare all&#8217;entusiasmo, spesso scarsamente cosciente, con il quale truppe di giovani e meno giovani hanno trasformato <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> in una icona, cercando soprattutto di enfatizzarne la connotazione politica e, per così dire, &#8220;pagana&#8221;, forse riflettendo meno sull&#8217;indagine profonda del ricercatore, dello studioso attento delle discipline spirituali d&#8217;Oriente e d&#8217;Occidente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8827205004" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/yogapotenza.bmp" border="0" alt="Julius Evola, Lo Yoga della Potenza" width="95" height="133" /></a>Un libro attentamente critico ed esaustivo, come quello che <a title="Nuccio D'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">Nuccio D&#8217;Anna</a> ha dedicato ad <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> e ai suoi rapporti con le dottrine orientali, è un evento benefico in quanto affronta con grande equilibrio le interpretazioni evoliane, proprio quelle che appaiono fortemente motivate dalla ricerca di una chiave eroica e guerriera, troppo spesso a detrimento della dimensione contemplativa. Resta il fatto che, come mette bene in luce <a title="Nuccio D'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">D&#8217;Anna</a>, nel pensiero di <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> c&#8217;è una forte spinta verso una visione dinamica della storia del mondo che pone costantemente in conflitto l&#8217;Ordine e il caos, la luce e le tenebre, e tenta di individuare con chiarezza quali sono le situazioni fisiche e metafisiche che preludono e sviluppano la prevalenza ora di un polo, ora dell&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Nuccio D'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">Nuccio D&#8217;Anna</a> è uno storico delle <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> particolarmente esperto del mondo classico che non si è limitato all&#8217;analisi delle civiltà occidentali, ma ha allargato i suoi interessi studiando la lingua sanscrita e approfondendo le dottrine indù con alcuni degli studiosi contemporanei più noti. E&#8217; sufficientemente ferrato, perciò, per affrontare le dottrine indù e per valutare il tipo di studio che ne ha fatto <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> con  puntelli culturali adatti che rendono il suo libro l&#8217;unico testo capace di penetrare all&#8217;interno della complessa morfologia delle civiltà che <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> ha disegnato nel corso delle sue molte opere. Non si tratta di uno sguardo fuggevole, ma di un&#8217;analisi attenta che tiene conto per intero del mondo spirituale cui Evola si è richiamato e senza la quale non si capirebbero le prospettive di indagine che hanno caratterizzato gli aspetti sapienziali e persino iniziatici dell&#8217;opera evoliana.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8827214062" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/orienteoccidente.bmp" border="0" alt="Julius Evola, Oriente e Occidente" width="95" height="136" /></a>In questo libro viene puntualmente ricordato come i primi studi di <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> sull&#8217;Induismo si siano svolti in un periodo in cui, a parte Giuseppe Tucci, Formichi e pochissimi altri, mancava una reale cultura accademica sull&#8217;argomento e tutto l&#8217;Induismo veniva interpretato prevalentemente sotto il profilo filosofico. <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a>, invece, recupererà l&#8217;aspetto operativo e realizzativo della spiritualità orientale presentando, simile in ciò a shri Aurobindo, il mondo dei cantori vedici come il più prossimo all&#8217;umanità primordiale, capovolgendo così drasticamente qualsiasi scientismo darwiniano.</p>
<p style="text-align: justify;">In tutto il pensiero evoliano le dottrine indù avranno una influenza determinante, ma bisogna considerare come l&#8217;approccio a tali dottrine inizialmente si basasse sulle letture dei testi di Woodroffe (= Arthur Avalon), che privilegiava fortemente il tantrismo.  <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> instaurò un buon rapporto con l&#8217;autore inglese, ma approfondì soprattutto gli aspetti operativi del sistema shivaita e ne scrisse inizialmente nel suo <em>L&#8217;Uomo come potenza.</em> La ricerca verso l&#8217;Individuo Assoluto che contraddistingue il pensiero giovanile di <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> e i suoi interessi magico-operativi, lo portarono a studiare a fondo le tecniche esposte nei vari testi sui tantra con cui veniva man mano in contatto, prendendo in minor considerazione gli aspetti ascetici e contemplativi contenuti nel Vedânta. <a title="Nuccio D'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">D&#8217;Anna</a> pone quindi in evidenza come l&#8217;influenza iniziale di Arturo Reghini sul giovanissimo <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> improntò principalmente la formulazione dei suoi progetti culturali sulla &#8220;tradizione romana&#8221; e come l&#8217;influenza del suo amico Guido De Giorgio abbia progressivamente modificato la stessa sua idea di Tradizione, ri-orientando il suo pensiero e inducendolo ad abbandonare definitivamente le prospettive reghiniane.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8827213759" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/arcoclava.bmp" border="0" alt="Julius Evola, L'arco e la clava" width="95" height="136" /></a>Il <a title="Nuccio D'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">D&#8217;Anna</a>, pur riportando le critiche di molti orientalisti al pensiero evoliano, pone nella giusta luce come il metodo comparativo stringato ed efficace con cui <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> pone a confronto le morfologie delle varie civiltà, sia un&#8217;opera pressoché unica nel suo genere e offra un profondo significato metafisico allo svolgimento della storia umana. <a title="Nuccio D'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">D&#8217;Anna</a> evidenzia come <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> ponga alle origini della tradizione vedica tre distinti momenti: quello cosmico, quello eroico e quello religioso. Tutti e tre questi momenti sono attraversati dal <em>Sanâtana Dharma,</em> cioè dalla Sapienza Eterna che sostanzia con un &#8220;respiro&#8221; di carattere universale tutte le dottrine indù. Andando ben aldilà di interpretazioni filologiche e storicistiche, in questo modo <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> fa assumere alla metafisica del continente indiano un valore applicabile a &#8220;qualsiasi&#8221; tradizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto importanti sono le considerazioni di <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> sullo yoga e sulla difesa delle radici vediche che sostanziano le metodologie yoghiche, un punto di vista che contrasta con le recenti tesi di alcuni orientalisti, ma permette di interpretare le infinite forme di yoga che fecondano la tradizione indù in una dottrina dai fondamenti rintracciabili nelle stesse radici spirituali dalle quali è scaturita la civiltà primordiale, quella che <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> chiama &#8220;artica&#8221;. Un&#8217;opera come &#8220;<em>Rivolta contro il mondo moderno</em>&#8221; darà una spinta incomparabile verso una rivisitazione in chiave spiritualmente operativa della possibilità realizzative dell&#8217;uomo occidentale e giustificherà determinate posizioni poco comprese dagli accademici occidentali nei confronti della sapienzalità brahmanica. <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> sarà ancor meno accondiscendente verso il grande <em>Shankara</em> e quindi verso molte dottrine espresse dalle <em>Upanishad,</em> e <a title="Nuccio D'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">D&#8217;Anna</a> mette giustamente in evidenza come la posizione predominante della funzione dello kshatriya finisce spesso, in <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a>, per sottomettere o trascurare gli aspetti contemplativi delle dottrine indù.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8827210881" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/dottrinadelrisveglio.bmp" border="0" alt="Julius Evola, La dottrina del risveglio" width="95" height="134" /></a>L&#8217;esaltazione dell<em>&#8216;azione eroica, </em>e l&#8217;analisi del comportamento di <em>Arjuna</em> nella <em>Bhagavad Gita</em>, vede Evola impegnato allo sviluppo della dottrina della <em>Vittoria</em> e della trasformazione dell&#8217;eroe nella sua stessa potenza: &#8220;<em>potenza terribile che, abbandonando ogni aspetto di persona&#8230;fa tremare i tre mondi&#8221;.</em> Questa drastica posizione è posta ancor più in evidenza nel famoso <a style="outline: 1px dotted; outline-offset: 0pt;" title="Cavalcare la tigre" href="http://www.libriefilm.com/cavalcare-la-tigre/7345"><em>Cavalcare la tigre</em></a>, nella quale lo <em>kshatriya</em> appare eroicamente <em>solo</em> e destinato ad assistere, &#8220;ritirato&#8221; nel rispetto dei valori tradizionali, ad una progressiva dissoluzione del mondo cercando di cavalcare anche le forze oscure che hanno dato consistenza al mondo moderno. Nei confronti di tale posizione <a title="Titus Burckhardt" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/titus-burckhardt/">Titus Burckhardt</a>, nella guénoniana rivista francese <em>Études Traditionelles</em> si espresse in maniera abbastanza critica nei confronti dell&#8217;individualismo evoliano e dei pericoli del suo preteso cavalcare gli elementi <em>thamasici </em>che hanno reso possibile l&#8217;esistenza delle correnti psichiche che caratterizzano il mondo in cui viviamo. Secondo la critica tradizionale, seguendo quanto suggerisce <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> nel suo libro si può rischiare di diventare succubi delle stesse forze oscure che avviluppano la vita del nostro modo di vivere e rendono impossibile comprendere il significato della trascendenza. La forzatura nel valorizzare, ad ogni costo, il primato spirituale della casta guerriera portò <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> a proporre una visione drastica delle stesse lotte fra Impero e Chiesa nel periodo medioevale. Tali istituzioni nella sua interpretazione sembrano difendere valori spirituali diametralmente opposti. Su tale tema <a title="Nuccio D'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">Nuccio D&#8217;Anna</a> dissente decisamente e, per un approfondimento, consigliamo la lettura del suo &#8220;<em>La Sapienza nascosta</em>. <em>Linguaggio e simbolismo in Dante</em>&#8221; (I Libri del Graal, Roma 2001) in cui pone in evidenza, mantenendo una visione tradizionale della storia, come tale contrapposizione possa avere una chiave di lettura completamente diversa.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Nuccio D'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/">Nuccio D&#8217;Anna</a>, <em>Julius Evola e l&#8217;Oriente</em>, Edizioni Il Settimo Sigillo, Roma 2006, pp. 170, € 18.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/julius-evola-e-loriente.html' addthis:title='Julius Evola e l&#8217;Oriente ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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