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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Andrea Strummiello</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Niccolò Giani e la Mistica della rivoluzione fascista</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 16:39:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Strummiello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con il titolo Mistica della rivoluzione fascista. Antologia di scritti, 1932-1941, la casa editrice Il Cinabro ha riportato alla luce gli scritti più significativi di Niccolò Giani]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/niccolo-giani-e-la-mistica-della-rivoluzione-fascista.html' addthis:title='Niccolò Giani e la Mistica della rivoluzione fascista '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storiacontemporanea48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Storia contemporanea" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-6577" style="margin: 10px;" title="mistica-della-rivoluzione-fascista" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/mistica-della-rivoluzione-fascista-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" />Il suo nome ai più non dirà molto. Ma Niccolò Giani fu uno dei più importanti, radicali e oltranzisti esponenti del Fascismo rivoluzionario. Fu, infatti, tra i fondatori, nonché uno dei massimi rappresentanti, della Scuola di Mistica Fascista (SMF). Vissuto il suo ideale fino all’ultimo respiro, morì combattendo sul fronte greco nel 1941, ricevendo, per l’esempio offerto, la medaglia d’oro al valore. Tutto questo, mentre molti “fascisti” &#8211; le virgolette sono d’obbligo &#8211; s’imboscavano in patria, nascondendosi dietro la retorica di vuoti slogan e sterili parole d’ordine. Quegli stessi che, dopo il 1945, seppero bene in che direzione riciclarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, con il titolo <em>Mistica della rivoluzione fascista. Antologia di scritti, 1932-1941</em>, la casa editrice catanese Il Cinabro (ufficiostampa@ilcinabro.it) porta alla luce i suoi scritti più significativi, fino ad ora mai ripubblicati. L’antologia prodotta &#8211; 268 pagine di passione, analisi politica e militanza vissuta &#8211; è un quadro completo ed esplicativo non solo della sua figura, ma anche dell’anima più intransigente della Scuola. Negli scritti di Giani si percepisce, infatti, in modo assolutamente lucido, puntuale e analitico, l’intento della SMF: vivere radicalmente, senza compromessi né mezze misure, lo spirito rivoluzionario dei primi anni del Fascismo. Quello stesso spirito che col passare del tempo e con la strutturazione del partito in regime, con le sue logiche di potere e la tendenza di molti a cavalcarne l’onda per fini personali, si stava ormai perdendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei testi di Giani si può osservare come quei compromessi di partito venissero, in modo radicale, combattuti e tentati d’estirpare dallo spirito degli appartenenti alla Scuola di Mistica. Ma nel libro non si ritrova solo un’analisi politica contestuale al suo tempo. Si trova anche una visione politica e storica d’insieme dai tratti chiari e netti, in cui il tentativo lampante (si veda, a questo proposito, l’articolo <em>La marcia ideale sul mondo della Civiltà fascista</em>), è quello di superare le categorie politiche derivanti dalle visioni materialistiche, razionalistiche ed economicistiche sorte dal 1789, per dar spazio ad una visione del mondo basata sullo spirito e sulla dedizione totale e incondizionata all’idea e al suo capo.<br />
«Nudi alla meta», non a caso, era uno dei motti dei mistici, che avevano in Arnaldo Mussolini, fratello di Benito &#8211; e sua “eminenza grigia”- il loro riferimento. Non fu perciò un caso, che ebbero in dono, come sede, “il Covo” di via Paolo da Cannobio a Milano: vecchia sede del Popolo d’Italia e uno dei centri aggregativi dei primi squadristi. Proprio gli squadristi, il loro spirito rivoluzionario e la loro volontà d’affermazione, furono uno dei principali punti di riferimento dei mistici, i quali intendevano farsi strenui difensori di un ideale che sì, si era affermato, ma che andava sempre più imborghesendosi.  Non a caso «Ogni rivoluzione &#8211; come aveva detto Mussolini ai capi della SMF &#8211; ha tre momenti. Si comincia con la Mistica, si continua con la politica, si finisce nell’amministrazione», e la Scuola avrebbe dovuto perpetuare questo primo momento per la totalità della nuova “era”. Era fascista, appunto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro, dunque, rappresenta un documento unico e di rara importanza, impreziosito da un ricca bibliografia finale, e dagli interessanti saggi introduttivi di Maurizio Rossi e <a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/luca-leonello-rimbotti/">Luca Leonello Rimbotti</a>. Saggi che aiutano il lettore a districarsi in un contesto storico non facile, e nella vita di un fenomeno ancora troppo poco conosciuto: qual è quello della Scuola di Mistica Fascista. Fenomeno che, non a caso, ha visto, negli ultimi anni, un interessamento di pubblico, studiosi e critica sempre maggiore: e di cui <em>il Borghese </em>si è già più volte interessato.</p>
<p style="text-align: justify;">Consigliamo perciò la lettura di questo volume, senza se e senza ma. Si scoprirà così un mondo di «assurdi» e «fanatici» del movimento fascista messi per troppo tempo in soffitta dalla storiografia ufficiale. Ma che ora bussano prepotentemente alla porta della storia.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Niccolò Giani, Mistica della rivoluzione fascista. Antologia di scritti, 1932-1941 (con saggi introduttivi di M. Rossi e L. L. Rimbotti), Edizioni Il Cinabro, Pp. 268, Euro 15. Articolo tratto da <em>Il Borghese</em>, dicembre 2010.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/niccolo-giani-e-la-mistica-della-rivoluzione-fascista.html' addthis:title='Niccolò Giani e la Mistica della rivoluzione fascista ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Adriano Romualdi testimone ideale</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 07:55:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Strummiello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un ricordo di Adriano Romualdi a trentacinque anni dalla morte]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/adriano-romualdi-testimone-ideale.html' addthis:title='Adriano Romualdi testimone ideale '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/romualdi48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Adriano Romualdi" /><br/><p><a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/romualdi.jpg" border="0" alt="Adriano Romualdi" width="296" height="446" align="right" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Trentacinque anni sono già passati dalla prematura scomparsa di <a title="Adriano Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Adriano Romualdi</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensatore scomodo e contro corrente &#8211; ma anche militante e uomo d&#8217;azione &#8211; seppe sintetizzare le sue doti intellettuali alla sua naturale capacità di organizzare ed informare la realtà che lo circondava. Un uomo convinto delle proprie idee, che seppe coniugare dunque la militanza politica con una severa e lucida preparazione culturale. Per questo rappresentò, e rappresenta tutt&#8217;ora, l&#8217;ideale di studioso che non si chiude in una torre d&#8217;avorio, avulso da ciò che lo circonda, ma che al contrario mette in pratica nell&#8217;esperienza di tutti i giorni le indicazioni d&#8217;una <em>&#8220;kultur&#8221; </em>che già fu dei nostri migliori antenati. L&#8217;opera e l&#8217;azione di <a title="Adriano Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Adriano Romualdi</a> furono dunque sempre su di un piano che potremmo definire meta-politico, secondo gli insegnamenti di quell&#8217;<a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> a cui fu molto legato, anche umanamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo esser figlio di Pino Romualdi, presidente del MSI, non gli impedì d&#8217;essere un <em>rivoluzionario</em>, nel senso più fecondo del termine. Intuì, infatti il cambiamento del mondo &#8211; bruscamente anestetizzato dopo il 1945 &#8211; e di conseguenza dell&#8217;uomo, sempre più colonizzato da un&#8217;invadente consumismo. La morale del gregge che si esercita nella società moderna lo disgusta, per questo il suo antiegualitarismo, più che la negazione di un&#8217;aberrante parodia, fu la lucida affermazione di valori gerarchici e metastorici.</p>
<p style="text-align: justify;">Critico della democrazia e dei suoi dogmi &#8220;laici&#8221;, sin da giovanissimo ruppe con gli stereotipi di quella cultura decadente che aveva caratterizzato l&#8217;ambiente intellettuale d&#8217;una certa destra. E proprio per questo la sua azione culturale cominciò partendo da destra, proprio per risvegliare l&#8217;amore per l&#8217;identità e l&#8217;eredità dei padri, cioè per la Tradizione. Tradizione per <a title="Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Romualdi</a> è <em>t<em>radere</em></em>, cioè passare il testimone, attuare insomma una sorta di &#8220;ri-voluzione permanente&#8221; che resti ben salda sui valori essenziali della propria Civiltà.</p>
<p style="text-align: justify;">I suoi studi &#8211; da Drieu La Rochelle fino a Nietzsche, passando per <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> e <a title="Hans Friedrich Karl Guenther" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/hans-f.-k.-guenther/">Günther</a> &#8211; non furono mai nostalgici, né faziosi o retorici, ma sempre chiari e filtrati dal rigore culturale di chi è in grado di produrre un&#8217;azione politica altrettanto incisiva e tagliente. Per questo la politica per <a title="Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Romualdi</a> fu sempre una &#8220;palestra dello spirito&#8221;, ovvero uno strumento affinché l&#8217;uomo potesse nobilitarsi, nel piano esistenziale-sociale come in quello personale-spirituale. Il suo stile impersonale e la sua vena artistica sono il segno tangibile d&#8217;una tensione interiore vissuta intensamente, sulla base di quella visione del mondo che si riconosce nell&#8217;ordine, nella disciplina, ma anche nella semplicità e nella chiarezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Adriano Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Adriano Romualdi</a> seppe così vincere il dolore e le difficoltà di chi nacque orfano d&#8217;una patria &#8211; sconfitta e derisa &#8211; e d&#8217;una Tradizione cancellata dalla società dei consumi. Da quella sconfitta, tragica ma mai totale, poté richiamare l&#8217;attenzione sui valori eterni ed incorruttibili della nostra memoria storica e della nostra identità culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo impegno, la sua vocazione e qualificazione sono un esempio da seguire, specie per quei giovani sempre più vittime delle sirene del <em>&#8220;mondo moderno&#8221;</em> e di un&#8217;esistenza accelerata che non permette cedimenti, soprattutto nel carattere. Adriano questo lo sapeva, e lo aveva perciò indicato con una sconvolgente lucidità nei suoi libri e più in generale con la sua opera, fatta di pensiero ed azione.</p>
<p style="text-align: justify;">A trentacinque anni di distanza da quel tragico incidente stradale, l&#8217;<em>esempio</em> di <a title="Adriano Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Adriano Romualdi</a> è quanto di più grande costui possa averci donato, più d&#8217;ogni suo scritto o d&#8217;ogni sua opera.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Gli Dei amano chi muore giovane, diceva l&#8217;antica saggezza: gli Dei amarono Adriano Romualdi, recidendone il filo rosso della vita terrena nel fiore degli anni, della virilità, dell&#8217;impegno intellettuale e politico»<a name="_ftnref1" href="#_ftn1">[1]</a></em>.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Note</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> C. Terracciano, <em><a href="http://www.centrostudilaruna.it/generazionechenonsiarrese.html">La generazione che non si arrese. Trent&#8217;anni senza Adriano Romualdi</a></em></p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Il Borghese</em>, Giugno 2008.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/adriano-romualdi-testimone-ideale.html' addthis:title='Adriano Romualdi testimone ideale ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Drieu La Rochelle. Il mito dell’Europa</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 10:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Strummiello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recensione del primo saggio italiano sull'opera di Pierre Drieu La Rochelle, curato da Romualdi, Prisco e Giannettini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/drieu-la-rochelle-mito-europa.html' addthis:title='Drieu La Rochelle. Il mito dell’Europa '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><div id="attachment_1858" class="wp-caption alignleft" style="width: 371px"><img class="size-medium wp-image-1858" title="drieu" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/drieu.jpg" alt="Pierre Drieu La Rochelle (Parigi, 3 gennaio 1893 – Parigi, 15 marzo 1945) " width="361" height="300" /><p class="wp-caption-text">Pierre Drieu La Rochelle (Parigi, 3 gennaio 1893 – Parigi, 15 marzo 1945) </p></div>
<p style="text-align: justify;">Questo libro, edito nel lontano 1965, poi ristampato nel 1981, ed ormai reperibile nel migliore dei casi in sbiadite fotocopie, rivelò al distratto pubblico italiano la figura di Pierre Drieu La Rochelle. A questa lacuna, aveva in parte rimediato un libro di Paul Serant (<em>Romanticismo fascista</em>) uscito qualche anno prima, ma fu solo con questo piccolo saggio che esplose la passione per questo &#8220;poeta maledetto&#8221; del <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-contemporanea">Novecento</a>. Contemporaneamente alla scoperta in Italia della figura del &#8220;collaborazionista&#8221; La Rochelle, in Francia cominciavano ad essere ristampati i suoi testi, come in una timida, comune, primavera del pensiero anticonformista brutalmente azzittito con la sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">La Rochelle è sicuramente una personalità forte, uno scrittore dal temperamento d’acciaio, ma anche un polemista dalle grandi capacità di romanziere. Questa sua grande sensibilità fu probabilmente dovuta all’esperienza tragica nella Prima Guerra Mondiale (in cui fu ferito tre volte), e all’estrazione borghese della sua famiglia, rovinata da crisi economiche e sentimentali.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente Drieu sapeva che non si potevano servire due &#8220;padroni&#8221;, la verità e la notorietà, scegliendo così di essere compreso bene, ma da pochi. Non a caso gli autori del libro, sottolineano la figura di questo poeta come quella del miglior Nietzsche: un&#8217;inattuale appunto, che ha lasciato fosse il fluire del tempo a dispiegare tutta la sua attualità e profeticità.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;analisi del pensiero di La Rochelle segue così per ognuno dei tre autori una prospettiva differente: se <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Romualdi</a> ne analizza la personalissima <em>Weltanschauung</em>, il suo esempio, identificato come <em>militia</em> per l’Europa, è il contributo di Giannettini, mentre Prisco si sofferma sulla storia &#8220;personale&#8221; di questo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la crisi del &#8217;29, mentre tutti i suoi amici d’infanzia scelgono di abbracciare le sorti dell&#8217;Internazionale comunista, Drieu fa una scelta impopolare: egli comincia a proclamarsi apertamente fascista. Il suo fascismo è però quello di chi non può fare a meno di denunciare i mali della decadenza, di elaborare una personale rivolta contro quel “tramonto dell’occidente” già raccontato da Spengler, e dagli autori tedeschi della <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/rivoluzioneconservatrice">Rivoluzione Conservatrice</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8877106182" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/drieuraccontosegreto.bmp" border="0" alt="Pierre Drieu La Rochelle, Racconto segreto. Diario 1944-1945. Esordio" width="95" height="167" /></a>Per questo, Drieu non fu solo un &#8220;intellettuale fascista&#8221;, come qualcuno ha voluto etichettarlo un po&#8217; troppo semplicisticamente. Fu uno scrittore che credette di trovare una risposta alle sue domande e alle sue speranze nel fascismo o, meglio, in una certa immagine del fascismo che si era creato. Particolare fondamentale, poiché se non si tiene conto di ciò, si rischia di non capire la sua critica e lucida analisi dei regimi di Mussolini e di Hitler, e quell&#8217;atteggiamento anticonformista (appunto &#8220;maledetto&#8221;) che gli attirò le antipatie sia delle destre che delle sinistre dell&#8217;epoca.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua Europa non è un&#8217;Europa &#8220;neutra&#8221;: aborto esangue ed intellettuale dei federalisti di Strasburgo o d&#8217;altri democratici <em>tout court</em>. La sua Europa è invece quella volontà unica e formidabile, già narrata da Nietzsche, che nel sacrificio e nella stirpe, trova la sua ragion dessere. Non aveva allora torto Drieu La Rochelle, a scrivere poco prima di morire che le generazioni future si sarebbero chinate, incuriosite, sui suoi libri per cogliere un suono diverso da quello solito.</p>
<p style="text-align: justify;">Drieu, però, a differenza di molti altri &#8220;redenti&#8221; o fascisti &#8220;pentiti&#8221;, volle pagare sino in fondo, dimostrando che ancora oggi le parole possono essere scritte «con il sangue e non solo con l’inchiostro». Avrebbe potuto fuggire come molti, starsene tranquillo per un po&#8217; e ritornare in patria dopo qualche anno. No. Sarebbe stato troppo facile, troppo moderno per lui. Drieu La Rochelle moriva perciò suicida, il 15 Marzo 1945 nel momento della &#8220;liberazione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A. Romualdi, M. Prisco, G. Giannettini, <em>Drieu La Rochelle. Il mito dell’Europa</em>, Edizioni del Solstizio, 1965.</p>
<p style="text-align: justify;">[Tratto da “il Borghese”, n.8, Agosto 2008]</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/drieu-la-rochelle-mito-europa.html' addthis:title='Drieu La Rochelle. Il mito dell’Europa ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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