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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Andrea Rognoni</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>J.R.R. Tolkien, la storia infinita</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 20:10:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Rognoni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensioni di libri e film di genere fantastico]]></category>

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		<description><![CDATA[Andrea Rognoni recensisce due libri su J.R.R. Tolkien]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/drago48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Fantastico" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978884529266"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/dizionariotolkien.bmp" border="0" alt="Dizionario dell'Universo di J.R.R. Tolkien" align="right" /></a> Sono usciti recentemente due libri importanti su J.R.R. Tolkien e <em>Il Signore degli Anelli</em>: il primo è a cura di Gianfranco de Turris, tra i massimi esperti di esoterismo in Italia, il secondo a firma dei due enfant-prodige del libertarismo padano, Carlo Stagnaro e Alberto Mingardi (che si abbeverano alle “ulmiche” acque natali, l’uno del Tigullio e l’altro del Lario), due lettori entusiasti dello scrittore inglese fin dalla pubertà. Non solo l’approccio dei volumi è molto diverso ma in certi casi l’interpretazione di Tolkien risulta decisamente antitetica. <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8888583084"><em>“Albero” di Tolkien</em></a> proposto da Gianfranco De Turris (edizioni Larcher) raccoglie contributi di vario genere che si concentrano soprattutto sul simbolismo usato dal Nostro ma, specie nella seconda parte, cercano di fare il punto anche sul rapporto tra Tolkien e le arti, dalla musica, al fumetto e al cinema (da segnalare tra l’altro il bell’intervento di Marco Respinti, redattore del <em>Domenicale</em>, sulle vere fonti letterarie dello scrittore inglese). Preziosissime, sulla base dell’esperienza specifica, le prospettive proposte nei loro contributi da Paolo Paron e Adolfo Morganti, protagonisti della Società Tolkeniana, rispettivamente impegnati a chiarire i concetti di Viaggio e di Regalità Sacra.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8888583084"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/alberoditolkien.bmp" border="0" alt="Gianfranco de Turris (cur.), 'Albero' di Tolkien" align="left" /></a> E’ lo stesso studioso ausonico a sottolineare l’aspetto più importante della mitologia tolkeniana, sia nell’introduzione che nel contributo intitolato “Tra tradizione e modernità”. La Terra di mezzo sarebbe soprattutto un mondo alternativo alla dilagante tecnocrazia del Ventesimo secolo, colla volontà di contrapporre a quest’ultima un Mito, inteso come <em>summa </em>di miti nordici adattato alla modernità. L’Inghilterra stessa era priva di miti e aveva bisogno di miti in chiave di narrativa moderna. La guerra dell’anello diventa così l’epopea del contrasto tra potere e Divinità. Non è possibile peraltro secondo De Turris dare un’interpretazione politica alla saga, ma solo metapolitica: ogni presunto riferimento all’attualità dei totalitarismi contemporanei è da respingersi con risolutezza. Si tratta invece di un inno al riscatto della Natura rispetto alla Scienza. Uno dei quesiti che di solito il lettore si pone riguarda anche quale tipo di <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosità</a> avesse in mente il Nostro. A questo proposito è Alberto Lombardo, giovane acculturatissimo e brillante studioso di tradizione e <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbologia</a> a darci una dritta: l’<em>humus </em>secondo lui è nettamente politeistico, va quindi rigettata l’ipotesi del monoteismo cattolico che emergerebbe da <em>Il Signore degli Anelli</em>, la cui figura corrisponderebbe secondo taluni allo stesso Satana, da combattere decisamente in chiave cristiana. In realtà, spiega Lombardo, l’intera opera tolkieniana trasuda di paganesimo celtogermanico, con riferimenti all’origine degli dei e del mondo e soprattutto al cosmo inteso come insieme di vari “livelli di creazione”, dagli animali agli elfi, dai nani ai semidei&#8230; sono infine assenti il sentimento del peccato e della colpa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8880730843"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/paganesimoecristianesimointolkien.bmp" border="0" alt="Errico Passaro - Marco Respinti, Paganesimo e cristianesimo in Tolkien. Le due tesi a confronto" align="right" /></a> Di orientamento esegetico completamente opposto lo sforzo di Carlo Stagnaro in <em>La verità su Tolkien</em> (edizioni Liberal), a partire dalla appassionata introduzione dei due vulcanici libertari: «E’ un cattolico tutto d’un pezzo&#8230; metteva l’uomo al centro del mondo, in virtù del privilegio&#8230; essere creato a immagine e somiglianza di Dio. Ma il merito maggiore del lavoro dei due sta nell’aver dimostrato che Tolkien poco ha a che fare con la destra estrema. Non è facile far dimenticare i campi “Hobbit” dei neofascisti e tuttora la sinistra ha buon gioco a far passare il tolkienismo negativo come figlio del satana dotato di manganello e quello positivo ecologista <em>ante litteram</em>. Capitoli come <em>Il Medio Evo della Terra di mezzo </em>e <em>Un’epica cristiana </em>chiariscono invece la vera natura dell’impegno letterario del padre degli Hobbit.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le osservazioni più interessanti di Mingardi e Stagnaro la scoperta dell’analogia tra <em>Il Signore degli Anelli</em> ed <em>I Promessi Sposi</em> (pag. 127). Da segnalare infine la ricchissima bibliografia alla fine del libro. La vera opzione cultural-politica di Tolkien sarebbe secondo gli autori quella del libertarismo; prova ne risulterebbe il panorama offerto dalla stessa Terra di mezzo: «unita nella storia, vicina nel destino, eppure splendidamente divisa in stirpi e realtà diverse, cui sarebbe impensabile l’imposizione di un’unica legge».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>La Padania</em> del 14 settembre 2004.</p>
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		<title>Ogam, il linguaggio della natura</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 19:25:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Rognoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia e storia antica]]></category>
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		<description><![CDATA[L'alfabeto ogam dei Celti nello studio di Elena Percivaldi: una breve recensione del libro, pubblicato dalle Edizioni Keltia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/croce-celtica_thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Celti" /><br/><p style="text-align: justify;">Non era ancora uscito in lingua italiana un testo sufficientemente erudito sul tema affascinante dell’alfabeto Ogam. Ci ha pensato <a title="Elena Percivaldi" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/elena-percivaldi/">Elena Percivaldi</a>, da tempo attenta studiosa del mondo celtico oltre che di <a href="http://www.centrostudilaruna.it/medioevo.html">storia medievale</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788873920199" target="_blank"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/gli-ogam.bmp" border="0" alt="Elena Percivaldi, Gli Ogam. Antico alfabeto dei Celti" width="93" height="142" align="right" /></a> <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788873920199"><em>Gli Ogam</em></a> (ed. Keltia, 15 euro) rappresenta infatti l’ultima sua fatica, dopo i fortunati <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8809044355"><em>Celti</em></a> per le edizioni Giunti. Le origini dell’Ogam sono legate al dio celtico dell’eloquenza, quell’Ogma o Ogmios di cui parlano anche i maggiori scrittori latini. Alfabeto sacro, quindi, modulato su segni particolari, ciascuno dei quali, nella versione classica dell’Ogam, corrisponde ad una pianta, dalla betulla al sorbo, dal giunco al sambuco. Un inno insomma al mondo vegetale, tanto caro all’antico popolo europeo insediatosi nelle isole britanniche, perché ritenuto in diretto contatto con la sfera trascendente, la quale appunto, come è evidente anche in altre <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religioni</a>, non si può esprimere col comune linguaggio degli uomini ma in un codice profondo e misterioso, in grado di spiegare i segreti dell’universo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880903140"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/Percivaldi.jpg" border="0" alt="Elena Percivaldi, I Celti. Una civiltà europea" width="120" height="148" align="left" /></a> Le lettere dell’alfabeto sono infatti notate per mezzo di linee, incise “in numero da uno a cinque, sullo spigolo di una pietra o a ridosso di una linea verticale”. Si tratta di significanti intimamente legati alle caratteristiche delle lingue celtiche, divisibili in continentali (lepontico, gallico, galata, celtiberico e lusitano) ed insulari (gaelico, gallese, cornico, manx e britannico). Un patrimonio di straordinaria ricchezza che ancora oggi si conserva in alcune plaghe del Nordovest europeo come l’affascinante penisola della Bretagna.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il vero tesoro nascosto va cercato nell’isola irlandese, dove, nel primo millennio dopo Cristo, si manifestarono gli esempi epigrafici più importanti dell’ogam (in prevalenza iscrizioni su cippi tombali o pietre di confine) in alternativa all’insegnamento dei monaci cristiani o in certi casi in un singolare impasto tra paganesimo e cristianesimo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/i-celti-un-popolo-e-una-civilta-deuropa/6277" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/iceltiunpopolo.bmp" border="0" alt="Elena Percivaldi, I celti. Un popolo e una civiltà d'Europa" width="95" height="95" align="right" /></a> L’autrice si sofferma esemplarmente sul ruolo particolare dell’ogam nella letteratura irlandese e nell’ultima parte del libro analizza il rapporto con gli altri alfabeti “sacri”, come quello runico. Interessanti anche i collegamenti con l’alfabeto greco e quello latino.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla domanda “Enigma senza soluzione?” la Percivaldi, nel capitolo finale, sembra rispondere con un’ipotesi davvero affascinante: all’inizio l’ogam era forse legato a complesse conoscenze astronomiche, utili all’erezione ottimale di monumenti come Stonehenge. Saremmo quindi in possesso della chiave di lettura di uno dei più grandi misteri della <a href="http://www.centrostudilaruna.it/storiaantica.html">civiltà antica</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>La Padania </em>del 15 giugno 2007.</p>
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