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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Andrea Occhino</title>
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		<title>La strada del ritorno. Labyrinth (1986) di Jim Henson</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 19:25:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Occhino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E' evidente la similitudine fra i classici della letteratura fantastica e la trama del film Labyrinth, a essi chiaramente ispirato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/occhino11.html' addthis:title='La strada del ritorno. Labyrinth (1986) di Jim Henson '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/algiz.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Algiza" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/centrostudilaruna48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Centro Studi La Runa online" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/drago48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Fantastico" /><br/><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/labyrinth/9747" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-8125" style="margin: 10px;" title="labyrinth" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/labyrinth.jpg" alt="" width="200" height="279" /></a>Il tema della ricerca è frequentemente utilizzato nel genere <em>fantasy</em>, sia letterario che cinematografico, con risultati alterni. Non è infatti semplice sviluppare in modo interessante e profondo un viaggio, spesso finalizzato alla ricerca di un particolare oggetto dai poteri speciali, che coincida con il percorso iniziatico del protagonista.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei modelli del cammino alla scoperta del Sè è quello che accosta il mondo &#8220;reale&#8221; (inteso come <em>quotidiano</em>) a uno &#8220;fantastico&#8221; (inteso non come &#8220;irreale&#8221;, in quanto la realtà può essere soggettiva, ma piuttosto <em>alternativo</em> a essa). In campo letterario, gli esempî più conosciuti di questo modello sono indubbiamente <a title="Il Mago di Oz" href="http://www.libriefilm.com/il-mago-di-oz/9748" target="_blank"><em>Il Mago di Oz</em></a> di L. Baum e <em><a title="Alice nel paese delle meraviglie" href="http://www.libriefilm.com/alice-nel-paese-delle-meraviglie/6216" target="_blank">Alice nel paese delle meraviglie</a> </em>di L. Carroll: in entrambi la protagonista attraversa una serie di riti di passaggio, scoprendo sè stessa e alcune verità del cammino esistenziale tramite il mondo fantastico nel quale viene temporaneamente a trovarsi. È dunque evidente la similitudine fra questi classici della <a title="fantastico" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/fantastico/" target="_blank">letteratura fantastica</a> e la trama di <a title="Labyrinth" href="http://www.libriefilm.com/labyrinth/9747" target="_blank"><em>Labyrinth</em></a>, a essi chiaramente ispirato, che sviluppa e arricchisce temi analoghi.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scopo di Sarah, ragazza in bilico fra infanzia e adolescenza, è quello di attraversare il Labirinto per ritrovare il fratellino rapito da Jareth, Re dei Goblin; un’ardua impresa, dato che il Labirinto è un regno in continua trasformazione, colmo di sorprese, e la coraggiosa ragazza dovrà superare non poche prove. Raggiungere il centro del Labirinto significherà anche conquistare una nuova consapevolezza di sè stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il labirinto è un <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> universale, particolarmente complesso e dai molteplici significati, che ben si presta a questa interpretazione: &#8220;il <a title="simbolismo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/" target="_blank">simbolismo</a> del labirinto è variamente interpretato come il ritorno al Centro (&#8230;), il conseguimento della comprensione dopo prove di crescente difficoltà (&#8230;), il viaggio della vita attraverso le difficoltà e le illusioni del mondo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/alice-attraverso-lo-schermo/9749" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-8126" style="margin: 10px;" title="alice-attraverso-lo-schermo" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/alice-attraverso-lo-schermo.jpg" alt="" width="200" height="279" /></a>Il complicato percorso del Labirinto, dove &#8220;non tutto è come sembra&#8221;, è difatti in perenne mutamento, proprio come la vita. All&#8217;inizio (nell&#8217;infanzia) il cammino è apparentemente diretto, semplice e privo di curve, anche se in realtà pieno di passaggî e aperture visibili soltanto a uno stadio successivo: per scoprirne i segreti è necessario crescere, con occhi (e mente) aperti, evitando di dare alcunché per scontato. Il viaggio di Sarah è dunque all’insegna dell’apprendimento, per essere in grado di <em>vedere</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il percorso della crescita e della conoscenza non è ovviamente indenne da profondi mutamenti interiori. Nella sala da ballo all&#8217;interno della sfera, Sarah si trova faccia a faccia con le proprie nascenti pulsioni sessuali: le inquietanti visioni che la circondano sono il riflesso dei suoi desiderî, di sogni romantici distorti da timori e dubbî.</p>
<p style="text-align: justify;">Davanti a ogni ostacolo Sarah grida sempre &#8220;non è giusto!&#8221;, ma capirà che talvolta giusto e sbagliato possono essere punti di vista. Imparerà a fare delle scelte e pagarne le conseguenze (cercando di risolvere il quesito delle porte che conducono alla segreta), oppure a perdere una cosa per ottenerne un’altra (cedendo i gioielli a Hoggle in cambio del suo aiuto). Scoprirà l’importanza e il potere delle parole e la capacità di non farsi influenzare dal volere degli altri: sarà infatti in grado di sconfiggere Jareth solo ricordando (e <em>comprendendo</em>) la frase letta in un libro che fino ad allora non era mai riuscita a memorizzare: &#8220;Tu non hai alcun potere su di me&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Come Alice e Dorothy, anche Sarah conosce lungo il viaggio un incredibile gruppo di personaggî, veri e proprî echi del mondo &#8220;reale&#8221;. Nella sua camera si trovano diversi volumi (fra cui i romanzi citati di Baum e Carroll), <em>peluches</em>, oggetti e immagini sulla cui base si fonda ciò che ella troverà lungo il cammino.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-grande-cinema-fantasy/8640" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-8127" style="margin: 10px;" title="cinema-fantasy" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/cinema-fantasy.jpg" alt="" width="178" height="240" /></a>Molte delle creature che Sarah incontra sono rappresentazioni metaforiche di modelli comportamentali: i Fireys, le eccentriche creature capaci di staccarsi gli arti a piacere, sono coloro che prendono la vita alla leggera, spassandosela senza accettarne i lati serî e impegnativi, a volte gravi, e illudendosi così di evitarli; Hoggle è uno di quelli che ingannano gli altri e se stessi, finendo per conformarsi e perdere il coraggio individuale; le Porte sono coloro che vogliono far credere una cosa per un’altra. Jareth, fatuo e fondamentalmente privo di carattere, domina grazie all’uso di menzogne e raggiri, conservando la sua posizione solo con la forza di altri inganni e illusioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Talvolta dalle illusioni ci si lascia irretire: l’incontro con la vecchia curva sotto il peso degli oggetti accumulati nel passato, la quale tenta di fare della ragazza una sua simile, porta Sarah a rigettare tutto ciò che fino a poco prima aveva amato (giocattoli, ricordi, sogni&#8230;). Ella arriva a pensare che crescere significhi rompere ogni legame con il proprio passato, ma scoprirà che si diventa vittime del rimpianto solo perdendosi in esso, senza guardare <em>contemporaneamente</em> avanti e indietro. &#8220;A volte la strada dell’&#8217;andata è la strada del ritorno&#8221;: una rivelazione fondamentale, offerta in modo un po’ confuso dal saggio con l’uccello copricapo. Eppure non sempre le verità della vita vengono rivelate con chiarezza da persone apparentemente affidabili: è un motivo classico, &#8220;l&#8217;incontro con personaggî simbolicamente detti pazzi, le cui assurdità apparenti celano, aldilà delle ristrettezze empiriche della razionalità, un’autentica saggezza&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Jareth è inoltre un <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> del Male e, per essere efficace, il Male non usa la coercizione ma la tentazione. Egli dunque seduce Sarah, le offre ciò che desidera e obbedisce ai suoi comandi, cercando contemporanemente di raggiungere il proprio scopo: farla sua diventando <em>parte di lei</em>. Soltanto così potrà possederla. L’offerta del Re dei Goblin è volutamente ambigua: &#8220;Dovrai solo fare ciò che ti chiedo e sarò il tuo schiavo&#8221;. Infatti non si può sfruttare e utilizzare il Male a proprio piacimento senza pagarne prima o poi le conseguenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarah rinuncia all’offerta corruttrice, rifiutando di abbandonare il fratellino (<a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> d’innocenza) e le creature che le sono diventate amiche (l’innocenza da conservare in sè). È questo il messaggio del film, semplice ma potente: confrontarsi con le amarezze e le ambiguità della crescita è inevitabile, ma per riuscirvi non si è costretti ad abbandonare il passato. Bisogna piuttosto imparare ad accettare e sviluppare la crescita interiore senza rinnegare l’innocenza originaria, altrimenti si rischia la degenerazione dell’anima. Dopotutto, <em><a title="Labyrinth" href="http://www.libriefilm.com/labyrinth/9747" target="_blank">Labyrinth</a> </em>è una fiaba moderna e &#8220;le favole insegnano che le difficoltà della vita esistono, non possiamo negarcele, e vince solo chi le affronta e non le fugge. Esse ci suggeriscono che molto spesso queste difficoltà provengono da noi stessi, dalle nostre idee preconcette e dal non saperne riconoscere il limite&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornare indietro per andar avanti, dunque, accettando la presenza (negli angoli dello specchio e di se stessi) dei vecchî amici (fantasia, sogni, speranze) pronti a &#8220;tornare nel momento del bisogno&#8221;. Spesso, al momento di compiere una scelta, Sarah guarda in uno specchio: quando evoca inizialmente i folletti, quando rigetta il proprio passato, quando si risveglia dalla confusione emotiva e distrugge la sala da ballo e, infine, quando raggiunge la comprensione al termine del viaggio, in camera sua.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardare<em> </em>nello specchio (in sè stessi) è in certi momenti l’unico modo per trovare le risposte. E quindi attraversare lo specchio e proseguire alla scoperta del fantastico mondo <em>alternativo</em>, verso altre rivelazioni. Proprio come Alice.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Da <a title="Algiza" href="http://www.centrostudilaruna.it/algiza/"><em>Algiza</em></a> 11 (1998), pp. 17-19.</p>
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