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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Andrea Lombardi</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Il Panzerjaeger della Kriegsmarine: lo schwere Kreuzer Prinz Eugen</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 17:14:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lombardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Breve storia di tutte le operazioni condotte dall'incrociatore Prinz Eugen durante il corso della seconda guerra mondiale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-panzerjaeger-della-kriegsmarine-lo-schwere-kreuzer-prinz-eugen.html' addthis:title='Il Panzerjaeger della Kriegsmarine: lo schwere Kreuzer Prinz Eugen '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storiacontemporanea48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Storia contemporanea" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-6982" style="margin: 10px;" title="prinz-eugen-dipinto" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/prinz-eugen-dipinto-300x173.jpg" alt="" width="300" height="173" />Gli Accordi Navali anglo-tedeschi del 18 giugno 1935 sancirono, tra l’altro, che la potenza navale tedesca non potesse superare il 35% di quella britannica, considerando separatamente le varie classi di navi. Quindi, poiché gli incrociatori inglesi davano una base di 146.800 tonnellate, la Kriegsmarine poteva possedere fino a 5 incrociatori, per un totale di 51.380 tonnellate, con armamento limitato a cannoni da 203 mm. Da notare che tali accordi furono rivisti dagli inglesi nel 1937, concedendo ai tedeschi di poter costruire altre navi, date le intenzioni russe di dotare la propria Marina di almeno sette incrociatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 9 luglio 1935 furono impostati gli incrociatori Blücher ed Admiral Hipper, varati nel 1937, mentre nel 1936 fu impostato lo Schwerer Kreuzer “J”, varato il 22 agosto 1938 da Magda von Horthy, moglie del Reggente ungherese Nikolaus Horthy. Per battezzare la nave si era scelto, inizialmente, il nome di von Teghettoff, il vincitore della battaglia di Lissa; per non offendere la sensibilità dell’Italia fu invece scelto il nome del grande condottiero delle armate asburgiche Principe Eugenio di Savoia, Prinz Eugen, per l’appunto. Nel 1939 si considerò l’idea di vendere alla Russia tre incrociatori pesanti ancora incompleti, tra i quali il Prinz Eugen, ma effettivamente fu venduto solo il Lützow.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel luglio 1940 il Prinz Eugen, non ancora operativo, era colpito da bombardieri della RAF in due separate occasioni mentre era all’attracco a Kiel, dove, il primo agosto 1940, fu infine commissionato. Iniziò quindi l’addestramento dell’equipaggio, che proseguì senza incidenti fino al 22 aprile 1941, quando il Prinz Eugen fu danneggiato da una mina magnetica, che causava avarie alle ottiche dei dispositivi telemetrici e di puntamento. Dopo veloci riparazioni, il 18 maggio 1941, il Prinz Eugen salpa da Gotenhafen al comando del Capitano Helmuth Brinkmann, accompagnando la <em>Schlachtschiff </em>Bismarck nel suo viaggio fatale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 23 maggio 1941, alle 0822 gli incrociatori inglesi Suffolk e Norfolk scorgono le due navi tedesche nello stretto di Danimarca, ed iniziano a seguirle. Dopo un breve scambio di colpi tra la Bismarck ed il Norfolk, le navi inglesi perdono il contatto Radar; poco dopo il Radar della Bismarck ha un’avaria ed il Prinz Eugen prenderà la posizione di capofila. Il 24 maggio, alle ore 0347, il Suffolk riprende il contatto Radar con la Bismarck ed il Prinz Eugen, ed alcune ore dopo l’incrociatore da battaglia Hood e la nave da battaglia Prince of Wales, al comando del Viceammiraglio Holland, prendono contatto con le unità pesanti tedesche.</p>
<p style="text-align: justify;">In un primo momento Holland confonderà la Prinz Eugen con la Bismarck, concentrando il tiro delle sue due unità contro la prima; ad ulteriore svantaggio per le navi inglesi le unità tedesche stavano “tagliando il T” di quelle inglesi, potendo così indirizzare il tiro di tutta l’artiglieria principale sulle navi avversarie, mentre Holland non poteva far valere quindi la sua superiore potenza di fuoco, potendo sparare solo con le torri prodiere della sua squadra. Inoltre, data la forte somiglianza del profilo delle due navi tedesche, e che il Prinz Eugen era davanti alla Bismarck, a causa di una avaria al Radar di quest’ultima nave, Holland concentrò il tiro sullo <em>schwere Kreuzer</em>, per poi, avvedutosi dell’errore, spostare il tiro sulla Bismarck, perdendo così minuti preziosi, dovendo riaggiustare il tiro. Gli inglesi apirono quindi il fuoco già dalla distanza di 24 chilometri, e mentre salva dopo salva cadeva nel mare a breve distanza dalle navi tedesche, a bordo della Bismarck e della Prinz Eugen, gli Ufficiali e i cannonieri aspettavano con ansia crescente l’ordine di aprire il fuoco, mentre la distanza decresceva di minuto in minuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo le prime salve inglesi, l’Ammiraglio Lutjens, dalla Bismarck, darà l’ordine di aprire il fuoco quando la distanza tra le quattro navi fu pari a 20 chilometri, concentrando il fuoco sul Hood; la prima salva a colpire l’incrociatore inglese fu sparata dalla Prinz Eugen, i successivi colpi a segno furono invece i 38cm della Bismarck, i quali causarono danni catastrofici alla Hood, facendola affondare in pochi istanti.</p>
<p style="text-align: justify;">La Prince of Wales registrò a bordo l’impatto di quattro proiettili da 38cm della Bismarck e tre da 20.3cm della Prinz Eugen, costringendo il comandante della nave inglese superstite a rompere il contatto.</p>
<p style="text-align: justify;">I cannoni del Prinz Eugen avevano tirato nel breve scontro 179 proiettili da 20.3cm e 66 da 10.5cm.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle 18:14 le due unità si separarono, la Bismarck andando incontro al suo destino, il Prinz Eugen riuscendo a tornare a Brest il primo giugno 1941.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mese seguente il Prinz Eugen fu danneggiato da un bombardamento notturno della RAF, 60 i morti, tra i quali il Primo Ufficiale Otto Stoos.</p>
<p style="text-align: justify;">L’undici febbraio 1942 il Prinz Eugen fu una delle navi partecipanti all’operazione Cerberus-Donnerkeil, l’attraversamento della Manica, onde condurre le navi maggiori tedesche dai porti francesi a quelli tedeschi ed in Norvegia. L’operazione, molto rischiosa, coinvolgeva le navi Gneisenau, Scharnorst e Prinz Eugen, scortate da cacciatorpediniere e <em>Torpedoboote</em>, procedenti in corridoi aperti da dragamine, mentre dall’aria caccia diurni e notturni, oltre a Junkers Ju 52 da disturbo Radar, attendevano la reazione inglese.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-6983" style="margin: 10px;" title="prinz-eugen" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/prinz-eugen-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" />Dopo lunghe ore di navigazione a 30 nodi di velocità, gli inglesi finalmente reagirono, lanciando contro la Squadra tedesca, guidata dal Viceammiraglio Otto Ciliax, decine d’aerosiluranti e bombardieri scortati da caccia, oltre a siluranti e cacciatorpediniere. L’artiglieria del Prinz Eugen inquadrò i cacciatorpediniere HMS Mackay e HMS Whitshed, costringendoli ad allontanarsi, e colpì il caccia HMS Worster, il quale, seppur incendiato, riuscì a riparare in porto. Il Prinz Eugen, che aveva sparato nello scontro decine di colpi dell’artiglieria principale e secondaria, e ben 5.000 colpi di mitragliere da 2 cm e 3.7 cm, raggiungeva l’ancoraggio designato, Brunsbüttel, il mattino del 13.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 21 febbraio partirà da Kiel, insieme all’Admiral Scheer, verso la Norvegia, quando sarà silurata, vicino a Trondheim, il 23 febbraio, dal sommergibile RN SS Trident.</p>
<p style="text-align: justify;">Gravi danni sono causati alla poppa, soggetta ad un cedimento strutturale, dovendo poi essere rimossa a Kiel, dove il Prinz Eugen subirà, il 18 maggio, l’ennesimo attacco aereo della RAF: 27 aereosiluranti e 19 bombardieri attaccarono, senza però causare danni: la nave riuscirà ad evitare con la manovra ben 22 siluri!</p>
<p style="text-align: justify;">Rimasto in acque tedesche per il resto del 1942, il Prinz Eugen, assieme alla Scharnhorst, tenterà di superare lo stretto del Kattegat, essendo però scoperto dalla ricognizione aerea inglese ed interrompendo il tentativo. Dal maggio 1943 al giugno 1944 il Prinz Eugen sarà usato come nave d’addestramento, stante le restrizioni pesantissime date da Hitler alle operazioni del naviglio maggiore della <em>Kriegsmarine</em>. La condotta della guerra sui mari, in questo periodo, è interamente consegnata agli U-Boote ed al naviglio minore, dagli Zerstörer alle Schnellboote. Ma, dopo un anno di forzata inattività delle unità maggiori, la più grande sfida affrontata dalla <em>Kriegsmarine </em>si profila ad est: rendere possibile l’evacuazione dei profughi dalle province orientali della Germania ed appoggiare le unità della <em>Heer </em>e delle <em>Waffen-SS </em>nei disperati combattimenti contro l’esercito russo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le unità navali tedesche, dagli incrociatori ai cacciatorpediniere, fino ad arrivare alle navi pattuglia, ai pescherecci armati, alle motozattere, continueranno a prendere il mare dai porti tedeschi, seppelliti di bombe dai raid inglesi ed americani, sfidando l’aviazione ed i sommergibili russi, per caricare migliaia di profughi dalle città costiere della Prussia, i cui approdi finivano spesso nel raggio dell’artiglieria campale russa, e talvolta addirittura anche dal tiro diretto dei cannoni controcarro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 7 giugno 1944 il Prinz Eugen era schierato per tre settimane al largo di Uto, e il 4 settembre la Finlandia concludeva un armistizio con la Russia, il Prinz Eugen interveniva, assieme a <em>Zerstörer </em>e <em>Torpedoboote</em>, per garantire l’evacuazione delle unità della <em>Heer </em>in Lapponia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel luglio è formato il <em>Kampfgruppe 2</em>, al comando del Viceammiraglio Thiele, composto dal Prinz Eugen, dagli <em>Zerstörer </em>Z25, Z28, Z35 e Z36, e dalle <em>Torpedoboote </em>T23 e T33. Nell’agosto del 1944 la nave è impiegata in azioni di supporto alle truppe di terra nel Golfo di Riga ed al largo di Tukum, permettendo di ristabilire il contatto con le forze di terra tedesche in Curlandia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’ottobre del 1944 il Prinz Eugen ritorna in azione: dal 10 al 15 dello stesso mese i grossi calibri dell’incrociatore pesante scagliano decine di fiancate contro i reparti dell’Armata Rossa vicino a Memel e Sworbe, nonostante i numerosi attacchi dell’aviazione russa. L’artiglieria principale del Prinz Eugen tirerà 663 proiettili da 20.3 cm nei giorni 11 e 12, seguiti da 246 colpi il 14 e 368 il 15.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 10 ottobre l’Oberwachtmeister Dammert, addetto alle comunicazioni radio nella direzione tiro del Prinz Eugen, comandata dal Fregattenkapitän Schmalenbach, prendeva contatto con un Osservatore Avanzato dell’artiglieria (VB) a terra, iniziando a dirigere il tiro dei 20.3 cm, quando bombardieri sovietici attaccarono la nave, che, grazie ad una serie di brusche manovre, specialità del comandante Kapitän zur See Reinicke, riuscì ad evitare di essere colpita. La nave era chiamata la SS Blu dai russi, mentre per i Landser, quella nave che disperdeva un gruppo di corazzati sovietici dopo l’altro con le sue bordate, aiutandoli nella loro lotta disperata, divenne il <em>Panzerjäger </em>della <em>Kriegsmarine</em>. Le operazioni di supporto continuarono sino al 28 ottobre, con la partecipazione del Prinz Eugen e degli incrociatori pesanti Lützow ed Admiral Scheer, con le loro torri triple da 28 cm, capaci della gittata di 35 chilometri. I primi bersagli delle navi erano posti a 15 chilometri ad est di Memel, e furono battuti per tutto il giorno dai 28 cm, dai 20.3 cm, e occasionalmente dai 15 cm e 10.5 cm delle navi tedesche, che durante la notte provvedevano ad ancorarsi a Gotenhafen. Più di 28 missioni di supporto di fuoco furono eseguite dal Prinz Eugen dal 10 al 15 ottobre nella zona di Memel.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante i combattimenti ad Osel, nella penisola di Sworbe, Willy Meier, portaordini nel Panzerjäger-Abteilung della 218. Infanterie-Division, scrisse:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“Le navi da guerra ci aiutavano con i loro grossi calibri al meglio della loro abilità. I russi attaccavano con i carri armati, ed erano respinti dai pesanti cannoni navali, diretti da osservatori a terra. Noi vedevamo le sagome delle navi al largo, e potevamo osservare le loro salve ed i colpi singoli, che ci apparivano come delle cortine rossastre o delle palle di fuoco. Credo che non ce l’avremmo mai fatta senza di loro”.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il 15 ottobre il Prinz Eugen sperona, nella nebbia, l’incrociatore leggero Leipzig, le due navi saranno liberate solo dopo quattordici ore di complesse manovre.<br />
<a href="http://www.libreriamilitare.com/prodotto.php?id_prod=44055&amp;id_cat"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libreriamilitare.com/prodotto.php?id_prod=44055&amp;id_cat" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-6984" style="margin: 10px;" title="libro-prinz-eugen" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/libro-prinz-eugen.jpg" alt="" width="150" height="221" /></a>Il 19 novembre il Kampfgruppe 2 &#8211; Thiele, dal nome del suo comandante, imbarcato sul Prinz Eugen, ed il Kampfgruppe 1 &#8211; Rogge, comandato dall’Ammiraglio Rogge, sul Lützow, fanno rotta verso Osel, scortati dalla 6. Zerstörer-Flotille e dalla 3. Torpedoboot-Flotille.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 18 novembre l’Ottava Armata sovietica aveva lanciato il suo attacco nella penisola di Sworbe, e le unità navali tedesche intervennero sia a dare supporto di fuoco sia ad evacuare i soldati feriti, ben 4.491 solo il 22-23 novembre. Il Prinz Eugen si distinse per la precisione della sua artiglieria, bombardando concentramenti di mezzi e fanterie e colpendo i corazzati russi avanzanti con un totale di 514 colpi da 20.3 cm</p>
<p style="text-align: justify;">Date le gravi perdite subite dall’artiglieria navale tedesca, i russi sospesero gli attacchi, facendo intervenire l’aviazione: il primo attacco respinto dalla Flak del Prinz Eugen consistette in circa quaranta aerei, dei quali uno fu abbattuto. Anche una batteria da 172 mm russa cercò di colpire le navi tedesche, ma fu distrutta dal Prinz Eugen dopo poche salve.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 20 novembre, mentre a bordo del Prinz Eugen, finita l’ultima missione di fuoco, gli artiglieri mettevano in sicurezza i pezzi e il loro munizionamento, il comandante locale, il Generalleutnant Schirmer, mandava il seguente radiogramma al Kampfgruppe 2:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“La guarnigione della Festung Sworbe ringrazia per l’efficace supporto. Il nemico ha subito gravi perdite come risultato del fuoco ben guidato. Sarei riconoscente se le truppe duramente provate potessero avere ulteriore supporto di fuoco dalle 07:30 di domani”.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Dalle 07:10 alle 15:00 del 21 novembre, il Prinz Eugen con la sua scorta prendeva una nuova posizione di tiro, colpendo bersagli nella penisola di Sworbe presso Turju.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ultima azione del Prinz Eugen contro le posizioni russe a Sworbe si svolse il 23 novembre, con l’artiglieria secondaria che colpiva diverse Batterie d’artiglieria campale sovietica, mentre l’artiglieria principale colpiva altri bersagli segnalati dai VB a terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle 08:10 è registrato un primo attacco di quattro aerei d’attacco al suolo Ilushin IL 2, scortati da due caccia, contro una <em>Torpedoboot </em>della scorta, con l’abbattimento di un IL2.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle 08:20 arrivano quattro caccia del 3./Jagdgeschwader 54, che abbattono un altro IL2 da un gruppo di otto.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle 09:07 altri otto IL2, approfittando delle nubi, portano un attacco in picchiata contro il <em>Kampfgruppe</em>, ma colpiscono solo la schiuma lasciata dai propulsori delle navi, impegnate in manovre evasive.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle 09:58 otto bombardieri bimotori attaccano da quota media, sganciando diverse bombe alle 10:01: il Prinz Eugen, lanciato a 22 nodi, le evita con una secca accostata.</p>
<p style="text-align: justify;">Poco dopo tre aerosiluranti arrivano a bassa quota: il Prinz Eugen accosta verso gli attaccanti per presentare un bersaglio minore, e mentre l’artiglieria principale e secondaria continua a tirare verso gli obiettivi terrestri designati, la contraerea della nave e delle scorte respinge l’attacco aereo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro attacco di otto IL2 contro una <em>Torpedoboot </em>di scorta non ha successo, come un altro attacco aereo alle 10:35.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiaramente la successione di attacchi aerei era indicativa della considerazione dei russi verso la potenza di fuoco delle navi tedesche; verso le 11:00 iniziava infatti il primo attacco in grande scala delle truppe russe: l’artiglieria del Prinz Eugen entrò subito in azione, seguendo le direzioni degli Osservatori Avanzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Soggette ad ulteriori attacchi, il Prinz Eugen e lo Scheer riuscirono a coprire comunque la completa evacuazione della <em>Festung </em>Sworbe, mentre un messaggio radio dal Comando Mare Baltico Orientale riportava: ”La vostra persistenza a dispetto della mancanza di copertura aerea ha dato un notevole vantaggio a Sworbe. Il fuoco di supporto era preciso sul bersaglio”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel dicembre 1944 vengono finalmente riallineati i cannoni, e l’armamento antiaereo migliorato con l’installazione di diverse armi da 4 cm: i lavori saranno terminati nella prima settimana del gennaio 1945. Il Prinz Eugen opererà quindi a Samland alla fine di gennaio, sparando, in un drammatico crescendo, 855 colpi dell’artiglieria maggiore, sospendendo infine le operazioni di supporto per mancanza di munizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel marzo 1945 il Prinz Eugen ritornerà in azione, sostenendo gli ultimi combattenti della <em>Wehrmacht </em>a Gothenafen, Danzica e Tiegenhoff.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-6995" style="margin: 10px;" title="prinz-eugen" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/prinz-eugen-300x239.gif" alt="" width="300" height="239" />Il primo aprile subisce l’ennesimo attacco aereo sovietico: un razzo lanciato da un Ilushin IL 2 colpisce l’incrociatore, uccidendo nove uomini e ferendone 14 tra il personale ai pezzi contraerei. A questa data nelle riservette delle torri binate rimangono solo quaranta colpi da 20.3 cm, che saranno esauriti il 4 aprile 1945, nell’ultima azione di supporto a terra; da marzo agli inizi di aprile gli artiglieri dell’incrociatore avevano sparato ben 4.871 colpi da 20.3 cm e 2.500 da 10.5 cm. Il 20 aprile 1945, dopo aver superato indenne un’altra incursione della RAF, il Prinz Eugen raggiunge Copenhagen, dove resterà ormeggiato sino a fine guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 21 aprile il comandante Reinicke è insignito della Ritterkreuz der Eisernes Kreuz, meritato riconoscimento alla Nave per gli sforzi compiuti in diversi mesi d’ininterrotte operazioni, effettuate in condizioni operative drammatiche: basti immaginare ai pesanti bombardamenti Alleati dei porti dove la nave ormeggiava, la continua vista delle migliaia di profughi in fuga, la consapevolezza dei Marinai delle proprie esigue speranze di salvarsi, nelle fredde acque del Baltico, in caso di incendio o affondamento, e la loro ansietà per i propri cari a terra, stretti tra l’avanzata nemica e i bombardamenti, i continui attacchi sovietici alla nave quando essa era impegnata nel tiro controcosta in appoggio ai propri commilitoni, minacciati dalla superiorità numerica nemica ormai soverchiante.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nove maggio 1945, il Prinz Eugen, ultima nave da guerra maggiore della Kriegsmarine, è posto sotto il comando britannico dopo la capitolazione. Il 13 gennaio 1946, dopo essere stato assegnato agli USA, salpa per Boston, da dove partirà per il suo ultimo viaggio: il Prinz Eugen, il primo ed il 25 luglio 1946 è tra le navi ancorate al largo di Bikini, e sopporterà, senza apprezzabili danni, due esplosioni di bombe nucleari, la prima delle quali ad appena 1.000 metri di distanza (test Able e Baker).</p>
<p style="text-align: justify;">Il 22 novembre 1946, il Prinz Eugen si rovescia ed affonda ad Enubuh; nel 1978, dietro l’iniziativa dei membri dell’equipaggio, una delle eliche, pesante 12 tonnellate, è rimossa, portata in Germania, e posta come monumento a Kiel.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto, con il gentile consenso dell&#8217;Autore, dal sito <a title="Uomini e armi" href="http://uominiearmi.blogspot.com/">Uomini e armi</a>.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-panzerjaeger-della-kriegsmarine-lo-schwere-kreuzer-prinz-eugen.html' addthis:title='Il Panzerjaeger della Kriegsmarine: lo schwere Kreuzer Prinz Eugen ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>La Leibstandarte a Kharkov e Kursk</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 08:52:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lombardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Breve storia dell'impiego della divisione SS Leibstandarte Adof Hitler nelle battaglie di Kharkov e Kursk]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/leibstandarte-a-kharkov-e-kursk.html' addthis:title='La Leibstandarte a Kharkov e Kursk '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storiacontemporanea48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Storia contemporanea" /><br/><p style="text-align: justify;"><strong><em>Kharkov</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ibs.it/libro+inglese/69-95/platz-der-leibstandarte-a--a--saugatuck-yd-on-ncy-on-m-ystems-ng-rpenetrationimitationdevotioncircumstancesvariablestruct-n/9780965758420.html?shop=2317" target="_blank"><img class="size-full wp-image-4657 alignright" style="margin: 10px;" title="platz-der-leibstandarte" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/platz-der-leibstandarte.jpg" alt="" width="200" height="259" /></a>Dopo i combattimenti invernali la LSSAH sarà impiegata ancora nei combattimenti difensivi sul Donets fino al luglio 1942, quando verrà trasferita in Francia per essere riorganizzata come <em>SS-Panzergrenadiere Division</em>, ufficialmente denominata <em>SS-Pz.Grenadier Division &#8220;Leibstandarte Adolf Hitler&#8221; </em>il 10 dicembre 1942.</p>
<p style="text-align: justify;">La Divisione sarà quindi trasferita in treno nella zona di Kharkov, minacciata dall&#8217;offensiva invernale russa: la LSSAH combatte in seno del <em>SS-Panzer Korps </em>(<em>4. Pz. Armee</em>), comprendente la LSSAH, la <em>Das Reich </em>e la <em>Totenkopf</em>. Dopo la caduta di Stalingrado e il conseguente sfaldarsi delle unità romene, ungheresi e italo-tedesche sul fronte del Chir e del Don si aprì, nelle linee dell&#8217;asse, un varco di 500 chilometri, nel quale, inizialmente, solo alcune unità tedesche riuscirono a rallentare l&#8217;avanzata russa. Le armate tedesche nel Caucaso, in pericolo di essere isolate, furono forzate a ritirarsi. Unità mobili, come la <em>1. Pz. Armee</em>, furono impiegate nel Donets, in modo di rinforzare l&#8217;ala sud del Gruppo d&#8217;Armate Don. A nord, la <em>2. Armee</em> era costretta ad abbandonare Voronezh e il fronte del Don, ripiegando ancor di più verso ovest. Due terzi dell&#8217;intero <em>Ostfront </em>erano minacciati di sfondamento, e tre Armate russe, convergenti su Kharkov, catturarono quest&#8217;importante nodo industriale e di comunicazioni, dopo che le unità tedesche in difesa lo avevano abbandonato, trasgredendo l&#8217;ordine diretto del <em>Führer </em>di tenere ad ogni costo la città: per Hitler la disobbedienza era tanto più cocente visto che il &#8220;trasgressore&#8221; era Paul Hausser stesso, comandante l&#8217;<em>SS-Panzer Korps</em>, alla sua prima prova come grande unità, formato dalle 3 migliori Divisioni SS!</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_4656" class="wp-caption alignleft" style="width: 286px"><img class="size-full wp-image-4656 " title="lssah-kharkov" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/lssah-kharkov.jpg" alt="" width="276" height="276" /><p class="wp-caption-text">SS della LSSAH</p></div>
<p>I russi diressero la loro avanzata quindi verso Poltava, non raggiungendola per difficoltà logistiche (erano avanzati per centinaia di chilometri in qualche settimana) e a causa della resistenza d&#8217;unità tedesche di rinforzo, inviate &#8211; seppur rischiosamente &#8211; dalla Francia direttamente al fronte, via treno. Adesso i russi concentrarono le loro aspettative sulla Prima Armata corazzata, forte di 145 T-34 e altri 267 carri in riserva, comandata dall&#8217;abile Generale Popov, uno dei migliori esperti russi dell&#8217;impiego di formazioni corazzate. L&#8217;intenzione della STAVKA era di arrivare con le forze assegnate a Popov al fiume Dnieper, in modo di tagliare la ritirata delle forze tedesche. Ma le forze russe iniziavano a perdere mordente, mentre il GFM von Manstein riusciva, pur affrontando un rischio calcolato, a ottenere riserve anche sguarnendo zone del fronte sotto attacco, riserve che, insieme alle forze mobili giunte dalla Francia, sarebbero state utilizzate a breve con terribile efficacia contro le unità russe, che iniziavano inoltre a risentire dei consueti problemi di comando e controllo. Per esempio, lo schieramento offensivo delle unità corazzate tedesche non sfuggì alla ricognizione russa, ma i mezzi corazzati e meccanizzati tedeschi che stavano dispiegandosi per l&#8217;assalto furono &#8220;interpretati&#8221; dalla STAVKA come &#8220;colonne fasciste in ritirata&#8221;, mentre i continui avvisi del generale Popov, relativi alla crescente penuria di carburante e munizioni delle sue unità erano sistematicamente ignorati.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ibs.it/libro+inglese/80-00/leibstandarte-volume-2--nds-005lt--ive-ha--tions-ting-weathering-oi-edener-einheimischer-otioncircumstancesvariablestruct-n/9782840482321.html?shop=2317" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-4658" style="margin: 10px;" title="leibstandarte" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/leibstandarte-204x300.jpg" alt="" width="204" height="300" /></a>Avendo disatteso le reiterate ingerenze di Hitler, von Manstein poteva concentrarsi nell&#8217;attuare la sua controffensiva: partendo da una manovra a tenaglia contro l&#8217;Armata corazzata di Popov e la 6ª Armata Sovietica, eseguita impiegando le unità corazzate prese dal fronte del Mius, nonostante 6 Armate sovietiche stessero attaccando i 5 Corpi d&#8217;Armata del Generale Hollidt. Il 19 febbraio 1943 il <em>XL Panzer Korps</em>, assieme alla <em>SS-Wiking</em>, muoveva contro le unità corazzate di Popov, mentre il Colonnello-Generale Hoth attaccava la 1ª Armata corazzata e la 6ª Armata delle Guardie con il <em>XLVIII Panzer Korps </em>del Generale von Knobelsdorff, il <em>LVII Panzer Korps </em>del Generale Kirchner e con il <em>SS-Panzer Korps</em>, comprendente la <em>Leibstandarte</em>, al comando del Generale Hausser. La Divisione <em>SS Das Reich </em>attaccò il fianco della 6ª Armata, appoggiata dalle unità d&#8217;attacco al suolo del Feldmaresciallo von Richtofen, causando gravi perdite al IV Corpo delle Guardie e il XV Corpo Fucilieri, mentre il <em>XLVIII Panzer Korps </em>raggiungeva Pavlograd il 23 febbraio, intercettando la punta avanzata del XXV Corpo corazzato sovietico. Le due operazioni offensive tedesche, contro il Gruppo corazzato Popov e la 6ª Armata, proseguirono con l&#8217;avanzata del <em>XL Panzerkorps</em> verso il Donets, presso Izyum, raggiunta il 28 febbraio dalla <em>7. Panzer Division</em>, eliminando le ultime sacche di resistenza del Gruppo Popov, che perse 251 corazzati, quasi tutti T-34 e T-70, 125 anticarro e più di 3.000 uomini. Le unità della 6ª Armata Sovietica ebbero similmente pesanti perdite: 615 carri armati, 600 anticarro e 400 pezzi d&#8217;artiglieria, oltre a 23.000 morti nei sei Corpi Corazzati e dieci Divisioni di fanteria colpite dalla controffensiva tedesca. Adesso a Hausser si prospettava il compito di riconquistare Kharkov con il suo <em>SS-Panzerkorps</em>, mentre la STAVKA inviava due Corpi corazzati e tre Divisioni di fucilieri a tagliare l&#8217;asse d&#8217;avanzata delle Divisioni SS. Usando la LSSAH come incudine, Hausser riuscì ad avvolgere le unità russe attaccanti con la <em>Das Reich </em>e la <em>Totenkopf</em>, sconfiggendole.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_4659" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/lssahkharkovivanwss5gy.jpg"><img class="size-medium wp-image-4659" title="lssahkharkovivanwss5gy" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/lssahkharkovivanwss5gy-300x232.jpg" alt="" width="300" height="232" /></a><p class="wp-caption-text">LSSAH a Kharkov</p></div>
<p style="text-align: justify;">Le unità divisionali della LSSAH, combatterono sfruttando appieno la loro mobilità, spesso separate per ore o giorni dalla Divisione, ma grazie all&#8217;abilità dei loro comandanti e all&#8217;appoggio tattico della Luftwaffe riuscirono a prevalere su forze numericamente superiori. La determinazione delle truppe SS fu notevole: basti ricordare che durante i combattimenti intorno a Jeremejewka, il 21 febbraio, l&#8217;<em>Aufklärungsabteilung</em>, avanzante con il supporto d&#8217;alcuni <em>Panzer</em>, scoprì una lunga colonna di fanteria russa, dotata di cannoni anticarro da 76.2 mm e il cui fianco era stato evidentemente protetto da una cintura di mine. Vista la superiorità numerica russa, la velocità e la sorpresa sarebbero state decisive per la risoluzione dello scontro e quindi il campo minato non poteva essere ridotto dai reparti sminatori, oppure aggirato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788889089071/alfiero-massimiliano/crociata-contro-bolscevismo.html?shop=2317" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-4660" style="margin: 10px;" title="crociata-contro-il-bolscevismo" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/crociata-contro-il-bolscevismo-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Mentre Meyer, comandante l&#8217;unità, stendeva il suo piano assieme ai comandanti di Compagnia e a Max Wünsche, comandante il <em>Panzerabteilung</em>, gli uomini di un gruppo di <em>Schwimmwagen </em>si offrirono di guidare l&#8217;attacco. I <em>Panzer </em>attaccarono, avanzando ai lati dell&#8217;<em>Aufklärungsabteilung</em>, mentre nello stesso tempo il gruppo di <em>Schwimmwagen </em>avanzò allo scoperto, avvicinandosi velocemente alla cintura minata, fatte segno dall&#8217;intensa reazione russa fino a quando il veicolo di testa saltò in aria per l&#8217;esplosione di una mina anticarro. Senza alcun&#8217;esitazione il secondo veicolo superò la carcassa del primo, per finire squarciato da un&#8217;altra mina l&#8217;istante seguente. La barriera di mine, grazie al sacrificio degli equipaggi delle due <em>Schwimmwagen </em>che vi avevano aperto un varco, era superata, permettendo al resto della <em>Kompanie </em>di ingaggiare il Battaglione nemico sul fianco, disperdendolo e causandogli gravi perdite in uomini e materiale. Il <em>SS-Panzerkorps</em>, dopo aver sconfitto la Terza Armata corazzata sovietica, iniziò un largo movimento aggirante, arrivando l&#8217;otto marzo alla periferia occidentale di Kharkov. Il 9 marzo fu comunicato, via radio, a Hausser un ordine diretto della <em>4. Panzer Armee</em>: isolare Kharkov da ovest a nord, osservare la situazione delle difese della città stessa e, ravvisandone la possibilità, conquistarla rapidamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giorno successivo unità d&#8217;assalto della LSSAH e della <em>Totenkopf </em>aggirarono a nord Kharkov mentre l&#8217;undici marzo il <em>III/ Panzergrenadier Regiment 2 LSSAH</em>, comandato da Max Hansen, penetrava, con il supporto di <em>Panzer</em>, <em>StuG</em>, e del fuoco diretto dell&#8217;artiglieria divisionale, nel centro della città, contrastato dalla 19ª Divisione Fucilieri Sovietica e dalla 179ª Brigata Corazzata. Intanto la <em>Das Reich</em>, che si apprestava ad attraversare la parte sud della città, per prendere il nemico alle spalle, fu richiamata da Hoth e inviata a nord e poi ad est, così come la <em>Totenkopf</em>, che respingendo gli attacchi provenienti da nord, proseguiva nell&#8217;aggiramento della città, arrivando a minacciare Rogan e Chuguyev, ad est di Kharkov.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 15 marzo la sacca era chiusa, Kharkov era stata riconquistata e, per la prima volta dall&#8217;inizio del conflitto, tre Divisioni delle <em>Waffen-SS </em>avevano costituito un Corpo Corazzato, svolgendo un ruolo essenziale in un contesto non prettamente tattico, come in precedenza, quando singoli Reggimenti o Divisioni SS erano poste alle dipendenze di comandi divisionali o di Corpo della <em>Heer</em>. Le perdite sovietiche erano state gravissime: 52 Divisioni e Brigate, incluse 25 Brigate corazzate, erano state distrutte; da parte tedesca il momento poteva sembrare propizio per un proseguimento della controffensiva, ma a causa della <em>Rasputitsa </em>(il disgelo rendeva le strade russe, non asfaltate, difficilmente transitabili a causa del fango) e di una valutazione forse eccessivamente prudente della situazione, l&#8217;<em>OKH </em>decise di non proseguire nell&#8217;offensiva se non dopo aver rinforzato le unità impegnate in precedenza, particolarmente le unità corazzate della <em>Heer </em>e delle <em>Waffen-SS</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Kursk</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ibs.it/libro+inglese/69-95/leibstandarte-archivess-in--005lt--ive-ha--tions-ting-weathering-oi-edener-einheimischer-otioncircumstancesvariablestruct-n/9782840482550.html?shop=2317" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-4661" style="margin: 10px;" title="leibstandarte-archives" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/leibstandarte-archives-205x300.jpg" alt="" width="205" height="300" /></a>L&#8217;Alto Comando tedesco, resosi conto che un&#8217;offensiva estiva verso Mosca doveva comportare la distruzione del saliente russo tra Orel e Bielgorod, chiamato convenzionalmente saliente di Kursk, pianificò un&#8217;offensiva su un fronte limitato dei due lati del saliente, mirante ad intrappolare le truppe russe intorno a Kursk.</p>
<p style="text-align: justify;">I russi, resisi rapidamente conto delle intenzioni tedesche, organizzarono una difesa in profondità nell&#8217;area compresa tra Orel e Bielgorod e concentrarono inoltre, ai lati del saliente, riserve corazzate per una controffensiva mirante alla distruzione delle unità tedesche indebolitesi nell&#8217;attacco.</p>
<p style="text-align: justify;">I russi predisposero una difesa imponente. La zona di resistenza, che in alcuni settori raggiungeva i 170 Km di profondità, comprendeva cannoni anticarro, carri interrati, posizioni d&#8217;armi di squadra e d&#8217;appoggio e fortificazioni campali, mentre ampie zone minate (fino a 1.200 mine anticarro e 1.300 antiuomo per chilometro di fronte), coperte da anticarro defilati e registrate dall&#8217;artiglieria media e da lanciarazzi multipli, attendevano le unità corazzate tedesche. Dietro questo apparato difensivo 3.300 carri armati e semoventi russi, 20.220 pezzi d&#8217;artiglieria e 1.337.000 uomini attendevano le Armate del Feldmarschall von Manstein, sotto il cui comando era posto anche il <em>SS-Panzerkorps</em>, e del <em>Generaloberst </em>Model.</p>
<div id="attachment_4662" class="wp-caption alignleft" style="width: 286px"><img class="size-full wp-image-4662 " title="lssah-kursk" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/lssah-kursk.jpg" alt="" width="276" height="276" /><p class="wp-caption-text">LSSAH a Kursk</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il 5 luglio, nell&#8217;area dell&#8217;<em>Heeresgruppe Süd</em>, von Manstein diede l&#8217;ordine d&#8217;attacco: la <em>4. Panzerarmee </em>del Colonnello Generale Hermann Hoth e l&#8217;<em>Armee Abteilung </em>Kempf, comandato dal <em>General der Panzertruppe</em> Kempf mossero contro le linee russe. La <em>4. Panzerarmee</em> comprendeva il <em>XLVIII. Panzerkorps </em>(General von Knobelsdorf), con 460 carri armati, in maggioranza <em>Pz.Kf.Wg. III </em>e <em>IV</em>, oltre ad una brigata dei nuovi <em>Pz.Kf.Wg. V Panther </em>e la <em>Panzergrenadier Division Grossdeutschland</em>, con subordinata la <em>10. Panzer Brigade</em>, composta di <em>Panther</em>. Questo ultimo, purtroppo, era stato messo in servizio senza una completa ricerca d&#8217;eventuali difetti progettuali. In pochi giorni circa il 60% dei carri risultarono fuori uso per guasti non imputabili ad azione nemica. Un inizio scoraggiante per un mezzo che, dopo la soluzione dei suoi &#8220;problemi di dentizione&#8221;, sarà considerato il miglior carro medio della seconda guerra mondiale. Il <em>SS-Panzerkorps </em>(LSSAH, <em>Das Reich </em>e <em>Totenkopf</em>) schierava invece, il 4 luglio, 327 carri operativi, 25 <em>Befehlspanzer </em>(carri comando) e 95 cannoni d&#8217;assalto.</p>
<p style="text-align: justify;">A nord, dopo un&#8217;avanzata di 18 chilometri, la <em>9. Armee</em> di Model, a causa delle gravi perdite subite contro le estese difese russe, e colpita da una massiccia controffensiva del Fronte Sovietico di Bryansk e Ovest, sospendeva le operazioni offensive, mentre l&#8217;ala sud dell&#8217;operazione <em>Zitadelle</em>, pur con difficoltà, penetrava fin dai primi giorni nel dispositivo difensivo russo; in particolare le unità corazzate del <em>XLVIII. Panzerkorps</em> e del <em>SS-Panzerkorps </em>puntarono con decisione verso Oboyan ed il fiume Psel, causando una situazione di crisi per la <em>STAVKA</em>. I russi, nel disperato tentativo di bloccare le Divisioni di Hoth, impiegarono la 6ª Armata delle Guardie e la 1ª Armata corazzata, mentre altri Corpi corazzati russi si muovevano per bloccare l&#8217;avanzata del <em>SS-Panzerkorps </em>verso Prochorovka. Il 10 luglio, la 5ª Armata delle Guardie si avvicinava a Prochorovka, insieme al 2º Corpo corazzato e al 2º Corpo corazzato delle Guardie, ingaggiando e frenando l&#8217;avanzata del <em>III. Panzerkorps </em>di Kempf. La mattina del 12 luglio la <em>Das Reich </em>e la LSSAH erano in vista di Prochorovka, mentre la <em>Totenkopf</em>, conquistata una testa di ponte sul fiume Psel, teneva le sue posizioni. Da lì a poco le unità corazzate delle <em>Waffen-SS </em>e della 5ª Armata corazzata delle Guardie, agli ordini del generale Rotmistrov, avrebbero dato luogo al maggiore scontro di corazzati dell&#8217;intero conflitto.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli storici, solitamente, presentano Prochorovka come uno scontro frontale tra le divisioni SS che avanzano fianco a fianco e le unità corazzate russe che, ingaggiando coraggiosamente il nemico a distanza ravvicinata, negano ai tedeschi il vantaggio della pesante corazza delle loro decine di <em>Panther </em>e <em>Tiger</em>. Dopo ore di combattimento i tedeschi, avendo perso circa lo stesso numero di carri dei russi, si ritirano lasciando i russi padroni del campo.</p>
<p style="text-align: justify;">Autori come Erickson, Jukes, Clark e Bruce Quarrie valutano la forza in carri armati del <em>SS-Panzerkorps </em>tra i 600 e i 700 carri (un centinaio dei quali <em>Tiger</em>, oltre ai <em>Panther </em>che sarebbero stati assegnati alle divisioni SS) contro 800-850 carri russi. La realtà è ben diversa: dal diario di guerra del <em>SS-Panzerkorps </em>risulta, in data 4 luglio 1943, il giorno prima dell&#8217;inizio della battaglia di Kursk, una forza di 327 carri armati, tra i quali solo 35 <em>Tiger</em>, l&#8217;undici luglio, poi, i carri disponibili erano 236: 196 <em>Pz.Kf.Wg. III</em>, <em>IV </em>e <em>T-34</em> catturati, 25 tra carri comando e <em>Pz.Kf.Wg II </em>e 15 <em>Pz.Kf.Wg. VI Tiger</em>, dei quali solo 5 a disposizione della LSSAH e <em>Das Reich</em>. Nessun <em>Panther </em>era assegnato ancora alle divisioni SS, che sarebbero state dotate di questo mezzo solo nei mesi successivi. La LSSAH riceverà i suoi primi <em>Panther </em>solo nell&#8217;agosto 1943. Gli autori citati non sono in malafede quando parlano di &#8220;un centinaio di <em>Tiger</em>&#8221; in azione, a fronte di 5-7 <em>Tiger </em>effettivamente presenti a Prochorovka (ricordiamo che i <em>Tiger </em>della <em>Totenkopf </em>erano impegnati oltre il fiume Psel), o dei &#8220;600-700 carri SS &#8220;, mentre, anche considerando i carri riparati tra l&#8217;undici ed il dodici luglio potevano essere impiegati dalle tre Divisioni SS, al massimo, 250 carri, si limitano a riportare, acriticamente, le testimonianze russe edite negli anni &#8217;60, che &#8220;rivedevano&#8221;, esaltandole, le memorie e i resoconti, scritti sotto la paterna direzione di Nikita Kruschev, già Commissario Politico del Fronte Sud Ucraina nel 1943, dai Generali russi protagonisti dello scontro. Esaminando la forza in carri del <em>SS-Panzerkorps </em>al 13 luglio 1943 possiamo inoltre desumere che le perdite subite dall&#8217;intero <em>SS-Panzerkorps </em>consistettero in circa 70-80 corazzati, contro i 400 carri <em>SS </em>distrutti secondo le fonti russe, riprese poi dagli storici citati senza essere confrontate con i documenti dell&#8217;epoca. La tattica di Rotmistrov, di far avanzare i carri <em>T-34/43</em> in una carica frontale contro i <em>Panzer SS</em>, risulta, dall&#8217;analisi dei risultati dello scontro, fallimentare, stante anche la superiorità numerica russa (350-400 carri russi contro i 56 carri della <em>Leibstandarte</em>, in maggioranza <em>Pz.Kf.Wg. III </em>e <em>IV</em>).</p>
<p style="text-align: justify;">La vittoria tattica a Prochorovka della LSSAH e della <em>Das Reich</em>, che portò alla distruzione di 600 T-34/43 e T-70 della 5ª Armata Corazzata delle Guardie, è determinata da diversi fattori: il superiore addestramento dei carristi tedeschi nell&#8217;uso dei loro sistemi d&#8217;arma, la grande autonomia decisionale presente &#8211; ed incoraggiata &#8211; a livello di sottufficiali e truppa, la fiducia nei propri comandanti, la presenza dei <em>Tiger </em>che, seppur pochi, poterono ingaggiare i corazzati nemici sin da 1.500-1.800 metri di distanza, scompaginandone la formazione, distruggendo i carri comando russi, generalmente gli unici dotati di radio nella formazione attaccante e, non ultimo, la conduzione dell&#8217;attacco russo, eseguito senza coordinamento fra fuoco e movimento e senza sfruttare la superiore mobilità del <em>T-34/43</em>. Nei giorni seguenti, a causa del fallimento dell&#8217;offensiva a nord e degli sbarchi alleati in Sicilia, l&#8217;offensiva fu sospesa per ordine di Hitler, nonostante le proteste di von Manstein, che avrebbe voluto continuare ad alimentare, a sud, l&#8217;azione delle unità a lui subordinate.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Brani tratti, con il gentile consenso dell&#8217;Autore, dal libro<em> La 1. SS Panzer Division Leibstandarte Adolf Hitler</em>, Effepi  edizioni, Genova 2002.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/leibstandarte-a-kharkov-e-kursk.html' addthis:title='La Leibstandarte a Kharkov e Kursk ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Céline contro Sartre</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 11:44:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lombardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Breve storia della nota querelle Sartre-Céline, l'opposizione tra il censore moralista e lo scrittore maledetto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/celine-contro-sartre.html' addthis:title='Céline contro Sartre '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3382" style="margin: 10px;" title="contro-sartre" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/contro-sartre.jpg" alt="contro-sartre" width="281" height="385" />Nel 1947 Louis Ferdinand <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span>, dopo aver appreso dallo scrittore Albert Paraz che Jean-Paul Sartre, nel suo <em>Portrait d’un antisémite</em> (apparso su <em>Les Temps Modernes </em>nel dicembre 1945, e nell’ottobre 1947 ripreso da Gallimard nel volume <em>Rèflexions sur la Question juive</em>), aveva scritto: “Se <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span> ha potuto sostenere le tesi socialiste dei nazisti, è perché era pagato”, scriverà in risposta <em>À l’agité du bocal</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pamphlet sarà prima inviato a Jean Paulhan, che non lo pubblicherà, e quindi a Paraz, che lo riprodurrà in appendice al suo libro <em>Le Gala des Vaches</em> (L’Elan, 1948).</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre nel 1948 ne fu tirata, a cura di alcuni amici di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span>, una edizione di duecento esemplari (<em>À l’agité du bocal</em>, Lanauve de Tartas, Parigi, s.d.).</p>
<p style="text-align: justify;">Riportiamo le considerazioni di Pierre Monnier riguardo a <em>Le Gala de Vaches </em>e su <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span>, pubblicate sul n°217 di <em>Europe-Amérique</em> dell’11 agosto 1949:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“Alla fine del ’48 uscì un libro straordinario, <em>Le Gala des Vaches </em>di Albert Paraz, che prendeva le difese di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span> con un coraggio senza precedenti. Per misurare il terreno percorso, occorre che la storia quotidiana dia conto di questo: otto grandi settimanali francesi rifiutarono la pubblicità (a pagamento) per <em>Gala</em>. Alcuni critici letterari osarono parlare di provocazione.<br />
Un’amica d’infanzia di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span>, la grande Arletty, fu né più né meno minacciata di morte perché aveva accettato di vendere <em>Le Gala des Vaches</em>, che raccoglieva quaranta lettere di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span>, una delle quali contro l’aborto Sartre, “<em>L’agité du bocal</em>”!<br />
Le librerie che avevano messo in vetrina quel libro vennero devastate. E da chi? Ecco il punto. Dagli ebrei? No! Molti ebrei sono fervidi ammiratori di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span>: Milton Hindus in America, Paul Lévy, direttore di <em>Aux écoutes </em>a Parigi.<br />
Coloro che si oppongono a <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span> sono semplicemente degli scalmanati comunisti o altri che rappresentano solo se stessi, che non hanno mai letto una sola riga dei suoi libri, che non sanno niente del suo caso. Sbraitano a più non posso perché <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span> ha fatto le prime rivelazioni su ciò che accade in Russia con <em>Mea Culpa </em>e <em>Bagattelle</em>. Molto prima di Koestler, Gide e Kravčenko. Costoro, però, non vengono bistrattati come <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span>. Perché? Perché lui ha genio!”</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">La pirotecnica reazione di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span> alla infamante &#8211; e falsa &#8211; accusa rivoltagli da Sartre, va collocata, per essere compresa a fondo, nel contesto storico delle epurazioni dei “Collaborazionisti” in Francia nel 1944-1949. Circa 40.000 francesi, che a vario titolo avevano avuto rapporti o con lo Stato di Vichy o con l’Amministrazione tedesca, svolgendo funzioni burocratiche, amministrative e intellettuali, oppure avevano militato in raggruppamenti politici o in unità militari, paramilitari o di Polizia furono condannati a pene detentive e privati dei diritti civili. Furono inoltre eseguite ben 7.037 condanne a morte, che colpirono anche gli intellettuali ritenuti rei di “collaborazione con il nemico”, come Robert Brasillach, Jean Luchaire e molti altri, mentre 10.000 francesi caddero vittima di esecuzioni sommarie. Ancora nel 1952, 2.400 francesi si trovavano in prigione con l’accusa di collaborazionismo.</p>
<p style="text-align: justify;">L’epurazione degli scrittori “Collaborazionisti” sarà compito del <em>Conseil national des écrivains </em>(CNE), che stenderà, democraticamente, degli elenchi di libri e di autori “impubblicabili”. Anche uno scrittore pacifista come <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/jean-giono" target="_blank">Jean Giono</a></span>, che durante l’Occupazione scelse l’”emigrazione interiore”, fu messo all’indice e incarcerato.</p>
<p style="text-align: justify;">Si capisce facilmente quindi che l’accusa di Sartre, uno dei più irremovibili persecutori degli intellettuali <em>Collabos</em>, poteva risultare molto pericolosa per <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span>, vista la fine fatta dal ricordato <a title="Robert Brasillach" href="http://www.centrostudilaruna.it/cento-anni-robert-brasillach.html">Robert Brasillach</a>, giustiziato tramite fucilazione il 6 febbraio 1945 nonostante una richiesta di grazia indirizzata a De Gaulle firmata, tra gli altri, da Mauriac, Claudel, Valéry, Duhamel, Paulhan, Cocteau, Colette…</p>
<p style="text-align: justify;">In aggiunta a questo, il 19 aprile 1945 un Tribunale francese aveva spiccato un mandato di cattura per “Tradimento” contro <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span>, riparato in Danimarca, e, dal dicembre 1945 al febbraio 1947, Louis Ferdinand Destouches sarà incarcerato a Vestre Faengsel, passando diversi mesi in cella di isolamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando alla <em>querelle </em>Sartre-<span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span>, notiamo che, durante l’Occupazione, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span> sarà uno tra gli intellettuali che meno contribuiranno, tramite articoli o altri contributi, alle conferenze ed alle riviste collaborazioniste come <em>Je suis partout</em>, <em>Au pilori </em>e <em>La Gerbe </em>su temi quali l’alleanza tra Francia e Germania, la lotta contro il Bolscevismo ed il Capitalismo, l’antisemitismo…</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, escludendo i suoi <em>pamphlet</em>, visto che sono stati scritti quasi tutti prima del 1940 (<em>Mea Culpa</em>, 1936, <em>Bagatelles pour un massacre</em>, 1937,<em> L’Ecole des cadavres</em>, 1938 e <em>Les Beaux Draps</em>, 1941), <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span>, durante il 1941-1944, pubblicherà appena un solo articolo, venticinque lettere e tre interviste. Da notare poi come la diffusione di alcuni dei suoi libri sarà in più occasioni ostacolata tanto dalle autorità di Vichy (come nel caso de <em>Les Beaux Draps</em>) quanto dai tedeschi (anche se <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span> avrà degli alleati in Karl Epting, direttore dell’Istituto tedesco di Parigi, e nell’ambasciatore Otto Abetz), mentre, paradossalmente, come ricorda anche <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span> nell’<em>Agité du bocal</em>, il “Resistente” Sartre metterà in scena il suo dramma teatrale <em>Les Mouches</em>, allegoria dell’Occupazione nazista… nel giugno 1943, in piena Occupazione, al Théâtre de la Cité!</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto, con il gentile consenso dell&#8217;Autore, dall&#8217;<em>Introduzione </em>a L.F. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span>, <a title="Contro Sartre" href="http://lf-celine.blogspot.com/2008/01/contro-sartre.html"><em>Contro Sartre. A&#8217; l&#8217;agitè du bocal. Seguito dalle lettere di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/louis-ferdinand-celine" target="_blank">Céline</a></span> al &#8220;Je suis partout&#8221; e dallo scritto Viva l&#8217;amnistia, Signore!</em></a>, Edizioni Effepi, Genova 2007.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/celine-contro-sartre.html' addthis:title='Céline contro Sartre ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Concezione e Organizzazione della Sturmartillerie &#8211; 1</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 20:55:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lombardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[1939-1945]]></category>
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		<category><![CDATA[Storia contemporanea]]></category>
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		<description><![CDATA[La Sturmartillerie tedesca (StuG) durante la Seconda Guerra Mondiale in un documentato saggio di Andrea Lombardi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/sturmartillerie.html' addthis:title='Concezione e Organizzazione della Sturmartillerie &#8211; 1 '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storiacontemporanea48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Storia contemporanea" /><br/><p style="text-align: justify;"><em><strong>Prima Parte</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Artiglieria d&#8217;assalto, i cui ranghi erano composti quasi totalmente da volontari, fu considerata già all&#8217;inizio del secondo conflitto mondiale come un&#8217;arma d&#8217;<em>élite</em>. La <em>Sturmartillerie </em>giustificò in pieno il proprio <em>status</em>: nel corso della seconda guerra mondiale le Brigate, i Gruppi e le Batterie di <em>Sturmgeschütz </em>(costruiti in circa 11.000 esemplari) furono responsabili della distruzione di più di 30.000 mezzi corazzati nemici.</p>
<p style="text-align: justify;">Le origini della <em>Sturmartillerie </em>risalgono alla prima guerra mondiale, quando i comandanti tedeschi si resero conto dell&#8217;esigenza della fanteria di avere un fuoco di supporto preciso ed efficace nel momento dello sfondamento della prima linea avversaria e nella penetrazione successiva. I sistemi di comunicazione disponibili e la scarsa mobilità dell&#8217;Artiglieria ippotrainata rendevano difficoltoso battere bersagli e centri di resistenza non considerati nel piano di fuoco iniziale, e la cui soppressione era richiesta dalle proprie truppe avanzanti in profondità oltre la prima linea nemica.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei primi a porsi il problema di come ingaggiare i centri di fuoco avversari (nidi di mitragliatrici, cannoni campali sparanti a tiro diretto, etc.) fu l&#8217;<em>Oberstleutnant </em>Max Bauer, un brillante Ufficiale di Stato Maggiore, per il quale la soluzione era di dotare la fanteria di una propria artiglieria. Bauer si rivolse alla Krupp, la quale aveva recentemente sviluppato un cannone leggero da 3.7 cm, e fu rapidamente formata un&#8217;unità sperimentale dotata del pezzo in questione, secondo un&#8217;antica tradizione dell&#8217;Esercito tedesco di far mettere alla prova nuove armi ed equipaggiamenti dalle proprie truppe sul campo in condizioni operative, piuttosto che farle sperimentare da commissioni specifiche in situazioni non rappresentanti le effettive condizioni d&#8217;impiego. Inoltre Bauer non intendeva limitarsi a fornire alle truppe tedesche una nuova arma, ma formare unità di rottura (<em>Bahnbrechende</em>) che potessero ridare mobilità al campo di battaglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 2 marzo 1915 il Ministero della Guerra ordinò all&#8217;<em>8. Armee Korps </em>di formare uno <em>Sturmabteilung </em>di Pionieri, consistente in un Comando, due Compagnie di Pionieri e di venti dei nuovi cannoni Krupp. I Pionieri si addestrarono a lungo all&#8217;uso offensivo del loro <em>Sturmkanone</em>, come il pezzo da 3.7 cm fu ribattezzato, ma purtroppo le loro capacità non furono messe mai alla prova, visto che nel giugno del 1915 la Batteria fu schierata in difesa di una parte delle linee tedesche in Francia, in un ruolo dove i piccoli cannoni Krupp non erano evidentemente adatti.</p>
<p style="text-align: justify;">A causa dell&#8217;impiego improprio l&#8217;unità subì gravi perdite e fu ritirata dal fronte non riuscendo a divenire, secondo la visione dell&#8217;<em>Oberstleutnant </em>Bauer, un laboratorio di nuove tecniche e una scuola nella quale insegnarle. Le teorie di Bauer furono però raccolte dall&#8217;<em>Hauptmann </em>Rohr, un Ufficiale di carriera, comandante di Compagnia nel <em>161. Infanterie Regiment </em>e poi nel Battaglione Fucilieri della Guardia (<em>Garde-Schützen</em>). L&#8217;<em>Hauptmann </em>Rohr era stato incaricato dal <em>General </em>Gaede, comandante dell&#8217;omonimo <em>Armee Abteilung</em>, di formare con la grande discrezionalità caratteristica dell&#8217;<em>Auftragstaktik </em>prussiana un reparto d&#8217;assalto, potendo contare anche su di un Plotone di mitragliatrici, un Plotone mortai da trincea e un Plotone di lanciafiamme assegnati alla sua unità.</p>
<p style="text-align: justify;">Rohr iniziò subito a sperimentare nuovi metodi per aumentare la capacità offensiva del suo reparto: uno di questi fu di provare un certo numero di pezzi campali leggeri per sostituire il non riuscito pezzo Krupp da 3.7 cm. Il miglior pezzo in grado di fornire fuoco diretto a breve raggio risultò essere il cannone campale russo da 76.2 mm Obr. 1902, del quale ne era stato catturato un gran numero in Polonia e Ucraina nel 1915.</p>
<p style="text-align: justify;">Rohr fece modificare un certo numero di questi pezzi caratterizzati da una traiettoria di tiro molto tesa per migliorarne la mobilità, alleggerendoli accorciandone le canne da 228 cm a 125 cm e rimuovendo gli apparati di mira a lungo raggio, superflui per un pezzo che doveva ingaggiare prevalentemente bersagli a meno di mille metri di distanza, sostituendoli con altri tarati alla distanza massima di 1.800 metri. La maggior parte dei pezzi fu ricalibrata da 7.62 cm a 7.7 cm, tirando un proiettile di produzione tedesca dal peso di 5.9 kg. L&#8217;affusto fu infine alleggerito mantenendone però la scudatura e le ruote sostituite con altre di minore diametro (110 cm). Il pezzo risultante, designato dai tedeschi <em>7.62cm Infanterie-Geschütz</em>, si dimostrò in grado di appoggiare le truppe tedesche sino a ridosso (10-20 metri) dalle linee nemiche e di ingaggiare bersagli di punto come i nidi di mitragliatrice, in stretto coordinamento con la propria fanteria e muovendosi in avanti con essa, pur con i limiti di essere mosso a mano sul campo di battaglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche l&#8217;<em>Oberstleutnant der Artillerie </em>Georg Bruchmüller, specialista nel supporto di fuoco alle truppe avanzanti, sviluppò nuove tattiche d&#8217;impiego dell&#8217;Artiglieria, come la costituzione di Batterie di <em>Infanterie-Geschütz</em>, da assegnare a singole unità di fanteria.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/inglesi/scheda/ea978186227280" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/menofsteel.jpg" border="0" alt="Michael Reynolds, Men of Steel. 1st SS Panzer Corps, 1944-45 - The Ardennes and Eastern Front" width="130" height="200" align="left" /></a> Infatti nel 1917 sul fronte Occidentale combattevano 50 Batterie di cannoni da fanteria e ogni <em>Sturmbataillon </em>ne aveva una in dotazione, costituita dai 4 ai 6 pezzi. Durante il 1917 inoltre le Batterie di <em>Infanterie-Geschütz </em>furono affiancate da 50 <em>Nahkampf-Batterie </em>(Batterie per combattimento ravvicinato), ognuna con 4 cannoni campali da 7.7 cm scudati e su affusti ribassati in modo tale da offrire un bersaglio minore all&#8217;offesa avversaria. Da notare che più avanti nel conflitto i cannoni da fanteria e i pezzi leggeri campali, sparanti a tiro diretto, furono tra i mezzi più idonei per contrastare le offensive dei primi mezzi corazzati inglesi e francesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la fine della prima guerra mondiale, l&#8217;idea di unire le potenzialità dei pezzi d&#8217;accompagnamento con la mobilità dei nuovi mezzi blindati spinse nel 1935 l&#8217;allora <em>Oberst </em>Erich von Manstein a proporre al Capo di Stato Maggiore <em>General der Artillerie </em>Ludwig Beck la sperimentazione di un mezzo corazzato specificatamente progettato per fornire il supporto diretto alle unità di fanteria, sulla base dell&#8217;esperienza delle <em>Nahkampf-Batterie </em>della prima guerra mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel memorandum inviato a Beck, von Manstein gettava le basi dell&#8217;impiego tattico della nuova arma:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;L&#8217;Artiglieria d&#8217;assalto opera come artiglieria d&#8217;appoggio in seno alla Fanteria.  Non attacca come il </em>Panzer<em>, non esegue sfondamento in profondità e inseguimento del nemico, ma accompagna l&#8217;attacco della fanteria eliminando gli obiettivi più pericolosi con il suo fuoco diretto.<br />
Il cannone d&#8217;assalto non combatte concentrato in grandi numeri come le unità </em>Panzer<em>, ma ne è invece normalmente impiegato un Plotone.<br />
Il Plotone, o anche il singolo pezzo, colpisce di sorpresa e rapidamente svanisce prima di diventare un bersaglio per l&#8217;artiglieria avversaria.<br />
Il cannone d&#8217;assalto deve essere in grado di mettere fuori combattimento le postazioni di mitragliatrice nemiche con pochi colpi.<br />
Deve anche poter distruggere i carri armati avversari, paragonati a loro il pezzo ha corazzatura minore ma una superiore abilità di osservare e quindi di colpire per primo&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Questi mezzi dovevano essere armati di un cannone montato su di uno scafo cingolato e dovevano accompagnare la fanteria nell&#8217;assalto, attaccando capisaldi, fortificazioni campali, nidi di mitragliatrice, cannoni anticarro e altri ostacoli all&#8217;avanzata delle proprie truppe. La neonata <em>Panzertuppe </em>non dimostrò grande interesse verso il progetto, viste le differenze tecniche e delle tattiche d&#8217;impiego dei propri corazzati e temendo una dispersione di risorse, mentre gli Alti Ufficiali della <em>Infanterie </em>ritennero di non poter implementare la necessaria struttura tecnica e logistica per l&#8217;utilizzo sul campo della nuova arma. Così il nuovo mezzo d&#8217;accompagnamento rientrò nella sfera di competenza dell&#8217;Artiglieria: nasceva la <em>Sturmartillerie</em>. Il 15 giugno 1936 furono date disposizioni alla Daimler-Benz AG di sviluppare e produrre un veicolo di supporto della fanteria armato con un cannone da 7.5 cm montato nello scafo e un vano di combattimento in grado di fornire protezione totale all&#8217;equipaggio. Il cannone doveva avere un brandeggio di almeno 25 gradi ed essere capace di fornire un tiro di supporto efficace fino a 6 chilometri di distanza, inoltre il veicolo non doveva essere alto più dell&#8217;altezza media di un uomo. La Daimler-Benz, già impegnata nello sviluppo e costruzione del <em>Panzerkampfwagen III</em>, decise di usarne lo scafo. La serie sperimentale di cinque mezzi, designati <em>Pz.Sfl.III </em>(<em>s.Pak</em>), prodotta dalla Daimler-Benz nel 1937, fu ricavata dagli scafi di cinque <em>Pz.Kf.Wg. III Ausf. B </em>di pre produzione (numeri di scafo 90216-90220), sui quali fu assemblata una sovrastruttura d&#8217;acciaio comune, dotata di un cannone da 7.5 cm, progettata e prodotta dalla Krupp.</p>
<p style="text-align: justify;">I mezzi furono sottoposti a prove estensive in vari centri di collaudo armi, come Kummersdorf, Doberitz e Jüterbog e durante le prove iniziali di tiro gli equipaggi degli <em>StuG</em>, formati da artiglieri, ebbero migliori risultati rispetto agli equipaggi dei <em>Panzer</em>, inquadrando i bersagli più rapidamente e usando meno colpi del cannone principale per colpirli efficacemente. I prototipi citati furono poi utilizzati come veicoli d&#8217;addestramento sino al 1942. I primi 30 veicoli di preserie, prodotti dalla Daimler-Benz, furono basati su scafi e componenti di <em>Panzerkampfwagen III Ausf. F </em>ed entrarono in produzione nel mese di febbraio del 1940.  Il cannone della Krupp, denominato <em>7.5cm StuK 37 L/24 </em>era montato sfalsato sul lato destro, protetto da una sovrastruttura inclinata, formata da piastre di corazzatura montate sullo scafo saldato. Nel luglio 1940 il contratto di produzione fu firmato, prevedendo di produrre 50 veicoli il mese dal settembre 1940. La Alkett (<em>Altmärkische Kettenfabrik GmbH</em>) iniziò la produzione degli <em>Sturmgeschütz </em>proprio dal 1940, producendo i suoi primi 30 <em>Sturmgeschütz III Ausf. A </em>nel gennaio-maggio dello stesso anno, mentre la MIAG (<em>Muehlenbau-und-Industrie AG</em>) li produsse dal febbraio del 1943 al marzo del 1945 e la Daimler-Benz dal 1943. Le ditte Brandenburgische Eisenwerke di Brandenburg, Harkort-Eicken di Hagen, Deutsche Edelstahlwerke AG di Hannover e Bismarckhütte della Slesia Superiore fornirono le piastre di corazzatura per le varie linee di produzione, la Friedrich Krupp AG e su licenza la Wittenauer Maschinenfabrik AG fornirono i pezzi da 7.5 cm, la Maybach Motorenbau GmbH e su licenza la Nordbau i motori, la Zahnradfabrik Friedrichshafen produsse su licenza il cambio, la Hans Windhoff il sistema di raffreddamento del blocco propulsore mentre la Leitz forniva le ottiche di puntamento.</p>
<p style="text-align: justify;">I primi 24 <em>StuG III Ausf. A </em>dei 30 prodotti andarono alle <em>Sturmartillerie-Batterie 640</em>, <em>659</em>, <em>660 </em>e <em>665</em>, e furono impiegati nella Campagna di Francia. Ogni Batteria (<em>Batterie</em>) aveva, secondo uno schema organizzativo del novembre 1939, sei cannoni d&#8217;assalto ripartiti in tre Plotoni (<em>Zug</em>) da due cannoni d&#8217;assalto ciascuno. La <em>Sturmartillerie-Batterie 640 </em>divenne organica all&#8217;<em>Infanterie-Regiment Grossdeutschland</em>, mentre gli ultimi sei <em>StuG </em>formarono la <em>SS-Sturmartillerie-Batterie </em>della <em>Leibstandarte SS Adolf Hitler</em>. Altre due Batterie furono formate nel 1940, le <em>Sturmartillerie-Batterie 666 </em>e <em>667</em>, ma non furono utilizzate in Francia. Nell&#8217;agosto del 1940 le unità della <em>Sturmartillerie </em>furono riorganizzate in <em>Abteilung</em>, con 18 cannoni d&#8217;assalto suddivisi in tre Batterie, ognuna formata da sei <em>StuG</em>. Agli inizi del 1941 queste unità furono rinominate <em>Sturmgeschütz-Abteilung </em>e <em>Sturmgeschütz-Batterie</em>, e nel marzo-aprile dello stesso anno il numero di cannoni d&#8217;assalto fu portato a sette <em>StuG </em>per <em>Batterie</em>. Nel 1942, con l&#8217;introduzione degli <em>Sturmgeschütz III Ausf. F </em>con cannone prolungato <em>7.5cm StuK 40 L/43 </em>e <em>L/48 </em>le unità furono nuovamente riorganizzate, con il numero di cannoni d&#8217;assalto portato a 28 in ogni <em>Sturmgeschütz-Abteilung</em>, sempre su tre <em>Batterie</em>. Nel novembre 1942 l&#8217;organigramma degli <em>Sturmgeschütz-Abteilung </em>fu modificato ancora, aumentando il numero di <em>StuG </em>a 31, con tre <em>StuG </em>ulteriori per i comandanti delle <em>Batterie</em>. Le unità così organizzate erano talvolta rinominate <em>Sturmgeschütz-Brigade</em>, termine usato sino alla fine del conflitto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">(<a href="http://www.centrostudilaruna.it/sturmartillerie2.html">continua</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">Il presente scritto, cortesemente inviatoci dall&#8217;Autore, costituisce il primo capitolo del libro <em>Cannoni d&#8217;assalto avanti! Storia, uomini, uniformi e tattiche della Sturmartillerie 1935-1945</em>, Effepi Edizioni, Genova. Il libro conta 450 pagine e oltre 360 foto in b/n, 8 tavole a colori, 10 disegni al tratto ed è in formato 17&#215;24. Informazioni: Effepi Edizioni, Genova, telcell 338 9195220.</p>
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		<title>Concezione e Organizzazione della Sturmartillerie &#8211; 2</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 20:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Lombardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Sturmartillerie tedesca (StuG) durante la Seconda Guerra Mondiale in un documentato saggio di Andrea Lombardi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/sturmartillerie2.html' addthis:title='Concezione e Organizzazione della Sturmartillerie &#8211; 2 '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storiacontemporanea48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Storia contemporanea" /><br/><p style="text-align: justify;"><em><strong>Seconda Parte</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Il 9 marzo 1943, durante la sua prima conferenza come <em>Generalinspekteur der Panzertruppe</em>, il <em>Generaloberst </em>Heinz Guderian chiese che l&#8217;intera Arma dell&#8217;Artiglieria d&#8217;assalto fosse posta sotto il controllo della <em>Panzertruppe</em>, visto anche il progetto di dotare il <em>Panzer-Abteilung </em>delle nuove <em>Panzer-Grenadier-Division </em>e il <em>Panzerjäger-Abteilung </em>delle <em>Infanterie-Division </em>di <em>Sturmgeschütz</em>, progetto poi portato a termine solo parzialmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel punto 6 del <em>memorandum </em>della sua relazione Guderian inoltre scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La difesa anticarro (<em>Panzerabwehr</em>) si baserà sempre di più sui Cannoni d&#8217;assalto, visto che tutte le nostre armi anticarro stanno diventando sempre meno efficaci contro i nuovi mezzi nemici (…). Tutte le Divisioni impiegate sui fronti di battaglia principali (<em>Hauptkampffronten</em>) dovranno essere dotate di un certo numero di queste armi (…). In modo da economizzare personale e mezzi, una graduale amalgamazione tra <em>Sturmgeschütz- </em>e <em>Panzerjäger-Abteilung </em>è necessaria. I nuovi <em>Sturmgeschütz </em>pesanti (<em>Ferdinand </em>e <em>Jagdpanther</em>, N.d.A.) saranno impiegati solo sui fronti di battaglia principali o per compiti speciali (<em>Sonderaufgaben</em>). Essi sono primariamente dei <em>Panzerjäger</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato fu un vero vespaio di proteste visto che, Albert Speer a parte, tutti i presenti e in particolare gli Ufficiali dell&#8217;Artiglieria furono decisamente contrari all&#8217;idea del <em>Generalinspekteur der Panzertruppe</em>. Guderian racconta nelle sue memorie come lo <em>Chef der Adjutantur </em>di Hitler affermò che la sua richiesta non poteva essere accolta visto che la <em>Sturmartillerie </em>era l&#8217;unica specialità nella quale un artigliere potesse guadagnarsi la <em>Ritterkreuz</em>. Aneddoto a parte, sono facilmente comprensibili le reticenze degli Alti Ufficiali della <em>Artillerie </em>a cedere il controllo di una specialità, oltretutto così efficiente, della propria Arma alla <em>Panzertruppe</em>. Adolf Hitler, constatando l&#8217;opposizione alla proposta di Guderian inizialmente la respinse, ma 9 mesi dopo si persuase invece ad accettarla in larga parte. Questo ritardo, d&#8217;altra parte, fece sì che solo alcune Divisioni di Fanteria nel 1944-1945 furono dotate di <em>Sturmgeschütz </em>e <em>Jagdpanzer </em>in sostituzione dei loro pezzi anticarro <em>PAK </em>trainati o su affusti semoventi scarsamente protetti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/inglesi/scheda/ea978076030538" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/sshellontheeasternfront.jpg" border="0" alt="Christopher Ailsby, SS. Hell on the Eastern Front - The Waffen-SS in Russia 1941-1945" width="130" height="166" align="right" /></a> Nel giugno 1944 un nuovo schema organizzativo fu introdotto: la <em>Sturmgeschütz-Brigade </em>con 45 <em>Sturmgeschütz</em>, tra i quali 33 <em>StuG III </em>oppure <em>StuG IV </em>(ambedue con <em>7.5cm StuK 40 L/48</em>) e 12 obici d&#8217;assalto <em>Sturmhaubitze StuH 42 </em>(<em>10.5cm StuH 42 L/28</em>). La <em>Sturmgeschütz-Brigade </em>era formata da uno <em>Stab </em>della Brigata su 3 <em>StuG</em>, oltre a 2 <em>StuG </em>per ogni Plotone Comando di Batteria, mentre ogni <em>Batterie </em>aveva due Plotoni composti da 4 <em>StuG </em>e un Plotone di 4 <em>StuH 42</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa tabella rappresenta gli effettivi in uomini e mezzi di una <em>Sturmgeschütz-Brigade</em>, con 1 <em>StuG </em>allo <em>Stab </em>e 10 <em>StuG </em>per ogni <em>Zug</em>, la seconda colonna indica l&#8217;effettivo in uomini a seconda dell&#8217;organizzazione a 31 <em>StuG </em>(22 <em>StuG </em>e 9 <em>StuH</em>) o 45 <em>StuG </em>(33 <em>StuG </em>e 12 <em>StuH</em>). La terza colonna indica gli automezzi (<em>LKw.</em>) e i trattori semicingolati (<em>Zg.Kw.</em>) assegnati all&#8217;unità.</p>
<p style="text-align: justify;">In molte Sturmgeschütz-Brigade fu inoltre assegnata un&#8217;unità di fanteria d&#8217;accompagnamento, motorizzata o montata sugli <em>StuG </em>stessi. L&#8217;unità di fanteria d&#8217;accompagnamento, forte di 198 <em>Grenadiere</em>, era denominata <em>4. Grenadier-Begleit-Batterie </em>oppure <em>Begleit-Kompanie</em>, mentre l&#8217;unità <em>StuG </em>stessa era rinominata <em>Sturm-Artillerie-Brigade</em>.  Alcune Brigate ricevettero nel 1944 anche una Batteria di carri armati leggeri <em>Pz.Kf.Wg. II</em>, carri ormai obsoleti e utilizzabili soltanto come mezzi da ricognizione o <em>Pz.Kf.Wg. II Ausf. L</em>. Quest&#8217;impostazione fu usata per la restante parte della guerra, ma in molti casi non fu possibile raggiungere questo schema teorico nella formazione delle unità. Verso la fine della guerra i cannoni d&#8217;assalto furono anche utilizzati nei <em>Panzer-Abteilung </em>delle <em>Panzer-Grenadier-Division </em>e come rimpiazzi ad unità <em>Panzerjäger </em>(cacciacarri) e <em>Panzer</em>. Infatti, dal 1944 gli <em>StuG </em>furono usati nei <em>Panzer-Regiment</em>, formando parte del <em>2. Abteilung</em>, solitamente formato da Pz.Kf.Wg. IV Ausf. H e <em>J</em>.  I risultati dei cosiddetti <em>Panzer-StuG-Abteilung </em>nelle <em>Panzer-Division </em>non furono dei migliori, vista la differenza di tattiche delle rispettive armi, ma la mancanza di <em>Panzer </em>non lasciava altra scelta.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante la guerra, gli <em>Sturmgeschütz </em>furono assegnati a <em>Sturmartillerie-Batterie</em>, <em>Sturmgeschütz-Abteilung</em>, <em>Sturmgeschütz-Brigade</em>, <em>Sturmartillerie-Brigade</em>, <em>Ersatz-Abteilung </em>e <em>Funklenk-Kompanie</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Analizzando i rapporti di molte unità nel 1944-1945 notiamo come rimpiazzi, al posto degli <em>StuG</em>, cacciacarri come i <em>Panzerjäger 38 (t)</em>, <em>Jagdpanzer IV L/70 (V) </em>e <em>Jagdpanzer IV L/70 (A)</em>, principalmente a causa dell&#8217;amalgamazione tra unità <em>StuG </em>e <em>Panzerjäger </em>a livello di dottrina d&#8217;impiego tattico e di equipaggiamenti e secondariamente per difficoltà logistiche. Osserviamo inoltre che nel 1943 molti <em>StuG </em>e equipaggi destinati a unità in costituzione sono invece versati come rimpiazzi a unità <em>StuG </em>già esistenti a causa delle perdite subite dalla <em>Heer </em>nell&#8217;inverno 1942-1943, similmente nel 1944-1945, dove assistiamo anche alla formazione di unità d&#8217;emergenza partendo dagli <em>Ersatz und Ausbildung Abteilung </em>e dalle Scuole stesse dell&#8217;Artiglieria d&#8217;assalto: la <em>Letzte Angebot</em>, l&#8217;ultima offerta della una volta possente <em>Sturmartillerie </em>al <em>Reich </em>morente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il presente scritto, cortesemente inviatoci dall&#8217;Autore, costituisce il primo capitolo del libro <em>Cannoni d&#8217;assalto avanti! Storia, uomini, uniformi e tattiche della Sturmartillerie 1935-1945</em>, Effepi Edizioni, Genova. Il libro conta 450 pagine e oltre 360 foto in b/n, 8 tavole a colori, 10 disegni al tratto ed è in formato 17&#215;24. Informazioni: Effepi Edizioni, Genova, telcell 338 9195220.</p>
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