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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Alfonso Piscitelli</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Massimo Scaligero, medico del pensiero</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 15:32:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Piscitelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Massimo Scaligero insegna che il pensiero liberato agisce nell'uomo come nella pianta agisce quella misteriosa forza che trasforma la zolla bruna in verde linfa vitale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/massimo-scaligero-medico-del-pensiero.html' addthis:title='Massimo Scaligero, medico del pensiero '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/centrostudilaruna48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Centro Studi La Runa online" /><br/><div id="attachment_4544" class="wp-caption alignright" style="width: 218px"><img class="size-medium wp-image-4544" title="massimo-scaligero" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/massimo-scaligero-208x300.jpg" alt="" width="208" height="300" /><p class="wp-caption-text">Massimo Scaligero (Veroli, 17 settembre 1906 – Roma, 26 gennaio 1980)</p></div>
<p style="text-align: justify;">In una splendida giornata di primavera, immaginiamo di avventurarci in aperta campagna: in lontananza, i profili dei monti si innalzano fino al cielo, immersi in un mare di luce.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovunque un calore vitale si riversa dall&#8217;alto verso il basso.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiniamo il nostro sguardo per contemplare il verde manto vegetale: teneri boccioli si aprono ai raggi del Sole, robusti alberi affondano le loro radici nella terra per strapparne gli umori e trasformarli &#8211; in virtù di una segreta alchimia &#8211; in linfa vitale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;erba, piccole creature si muovono e riposano. La lucertola orienta la sua testa con rapidi scatti; i suoi sensi sono fini e sempre vigili, perchè troppi esseri sono in agguato in un luogo che solo sulle tele dei pittori può sembrae idilliaco.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando al tramonto abbandoniamo questo paesaggio che abbiamo evocato con l&#8217;immaginazione e ci ritroviamo sulle strade asfaltate della nostra città, che ne è di tale mondo meraviglioso?</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno potrebbe dire che esso è ormai &#8220;dietro&#8221; di noi, qualcun altro forse più saggio potrebbe osservare che è &#8220;dentro&#8221; di noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche in una stanza buia, chiusi tra quattro mura, noi portiamo la &#8220;natura&#8221; dentro di noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ognuno tocchi con l&#8217;indice e il pollice il proprio polso: sentiremo la durezza dell&#8217;osso &#8211; è la durezza di un minerale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella durezza e nella freddezza del nostro scheletro noi portiamo il regno minerale, quello che non ancora conosce la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma di una ragazza graziosa, di una bionda ragazza che con la sua bellezza rallegri la vista si dice: &#8220;è una ragazza in fiore&#8221;, è un fiore di ragazza.</p>
<p style="text-align: justify;">Giustamente. Perchè le forze eteriche che &#8220;fuori&#8221; fanno germogliare i fiori e fruttificare gli alberi, sono le stesse forze che fanno crescere e maturare gli esseri umani. &#8220;E&#8217; bella come un fiore&#8221;, &#8220;E&#8217; robusto come una quercia&#8221;: la floridezza di un corpo umano sano istintivamente evoca il confronto con il regno vegetale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per descrivere il carattere di un individuo ci rivolgeremo però ad un altro mondo per trarre ispirazione. Un mondo che alla &#8220;vita&#8221; aggiunge &#8220;l&#8217;anima&#8221;: il regno animale.</p>
<p style="text-align: justify;">Di una persona coraggiosa si potrà affermare che ha un &#8220;cuor di leone&#8221;, di un&#8217;altra più pavida che è un &#8220;coniglio&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Di un uomo dall&#8217;intelligenza acuta, facilmente si noterà lo sguardo e il profilo aquilino. Come gli animali, anche l&#8217;uomo ha brame, impulsi interiori e una particolare sensibilità al piacere e al dolore.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi è però nell&#8217;uomo un nucleo interiore che non trova riscontri nella natura manifesta. L&#8217;uomo parla, pensa. E non vi è altro essere che in natura sia capace di articolare pensieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie alla forza creatrice del pensare gli uomini della nostra civiltà hanno costruito computer, satelliti artificiali, aerei.</p>
<p style="text-align: justify;">Osservare le creazioni della moderna civiltà tecnologica riempie i nostri cuori di legittimo orgoglio: vedere un aereo che si innalza verso il cielo, col suo ventre metallico costellato di luci ad intermittenza, suscita anche un senso di bellezza: evoca quella bellezza metallica che il <a title="Novecento" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-contemporanea">Novecento</a> ha saputo produrre e che già i Futuristi cantavano all&#8217;inizio del secolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/la-luce-introduzione-allimmaginazione-creatrice/764" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-4486" style="margin: 10px;" title="la-luce-scaligero" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/la-luce-scaligero.jpg" alt="" width="200" height="279" /></a>E tuttavia cos&#8217;è un aereo dinanzi al più gracile degli uccelli, a un colibrì? Nulla in quanto a complessità, a scioltezza, a grazia, ad efficacia nel volo. Un aereo sta ad un volatile come lo scarabocchio di un bambino sta alla Cappella Sistina.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Dietro&#8221; un aereo sta, dietro qualsivoglia invenzione vi è l&#8217;intuizione delle menti più geniali del nostro tempo, cos&#8217;è infatti un aereo se non un &#8220;pensiero&#8221; impresso nel metallo?</p>
<p style="text-align: justify;">Ma dietro un essere vivente vi è un pensiero superiore, il progetto di una intelligenza superiore; ecco perchè il confronto tra creazioni tecnologiche e realtà viventi è improponibile.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uccello che vola, il fiore che sboccia sono i &#8220;pensieri pensati dagli dei&#8221;, si potrebbe dire usando una espressione &#8220;poetica&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pensiero umano è una scintilla di quella immensa intelligenza che dietro ogni forma della natura continuamente tesse e crea.</p>
<p style="text-align: justify;">La ragione &#8211; il &#8220;logos&#8221; &#8211; che nell&#8217;interiorità dell&#8217;uomo è identica, consustanziale all&#8217;intelligenza cosmica che è la dimensione interiore (la &#8220;prima dimensione&#8221;) di tutta la realtà visibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma se ogni uomo custodisce questa scintilla del Divino come è possibile che molti conducano una esistenza sotto tono ed alcuni addirittura si abbandonino alla disperazione?</p>
<p style="text-align: justify;">Vi è chi, pensando male, giunge alla infelicità esistenziale. Vi è chi si ammala, a causa di un uso sbagliato del pensiero.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nodo della questione è proprio qui, l&#8217;uomo ha ricevuto in dono una mente consapevole ed un pensiero lucido; perchè egli è ben desto sulla terra, a seconda dell&#8217;uso che fa del proprio pensiero egli determina il proprio destino, fausto o infausto.</p>
<p style="text-align: justify;">In un epoca che ha corrotto in una maniera del tutto singolare la forza del pensare, <a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/massimo-scaligero/">Massimo Scaligero</a> è venuto come un medico, come un terapeuta per guarire l&#8217;uomo, guardandone il pensiero malato.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il nostro pensiero non fosse malato, se esso non necessitasse di quella purificazione che per gli antichi medici greci era la premessa di ogni guarigione, cadrebbe fin d&#8217;adesso il velo che oscura l&#8217;identità del nostro spirito con lo spirito universale.</p>
<p style="text-align: justify;">Scaligero ha voluto affidare il messaggio del suo Yoga del Pensiero Puro a libri che possiedono una chiarezza geometrica.</p>
<p style="text-align: justify;">Si legga il primo capitolo del &#8220;Manuale pratico della meditazione&#8221;, sembrerà quasi di leggere le prime pagine degli Elementi di Euclide.</p>
<p style="text-align: justify;">Il più grave fraintendimento dell&#8217;opera di Scaligero consiste nel considerarla fredda, intellettualistica, proprio perchè incentrata sulla necessità di coltivare il pensiero.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà Massimo insegna che il pensiero liberato agisce nell&#8217;uomo come nella pianta agisce quella misteriosa forza che trasforma la zolla bruna in verde linfa vitale.</p>
<p style="text-align: justify;">Scaligero ha mostrato che tra un uomo che pensa e un fiore che sboccia vi è uno stretto legame. E ancor più stretto è il legame tra la mente dell&#8217;uomo e il pensiero universale che tesse negli spazi cosmici.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo si riferiva Giovanni quando nel prologo del suo <em>Vangelo </em>parlava del &#8220;Logos&#8221; che è in Principio. Ma ad esso si riferiva anche Eraclito quando diceva: &#8220;Per quanto tu vada e per quanto tu cerchi, mai giungerai ai confini dell&#8217;anima&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">A tal punto è profondo il suo &#8220;Logos&#8221;.</p>
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		<title>L&#8217;Occidente e la meditazione</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 17:10:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Piscitelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il diffondersi dell'interesse per la meditazione in ambienti che a prima vista sembrerebbero prosaici testimonia la nostalgia che l’Occidente ha per il Sacro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/occidente-meditazione.html' addthis:title='L&#8217;Occidente e la meditazione '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;">Farlo alla occidentale è più comodo… Il corpo non deve simulare figure bizzarre e le articolazioni possono starsene rilassate. Il barone <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a>, che in questa esercizio eccelleva, raccomandava la posizione degli Egizi, con lo sguardo rivolto alle lontananze, adagiati regalmente su uno scranno. Ovviamente ci riferiamo all’esercizio della concentrazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/yoga-saggio-sulle-origini-della-mistica-indiana/4918" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-4488" style="margin: 10px;" title="yoga" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/yoga.jpg" alt="" width="200" height="294" /></a>Per molti europei il fascino dell’Oriente è così grande che essi non concepiscono altre forme di meditazione se non quelle dettate da Patanjali (con le sue posizioni Yoga) o dai Lama tibetani. Ma sono anche tanti gli Occidentali alla ricerca di forme meno esotiche di spiritualità. “Meditare alla occidentale” è possibile. L’Occidente non è solo un grande macchina che produce beni materiali, ma ha anche una sua Tradizione sapienziale. Ad essa <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/elemire-zolla" target="_blank">Elémire Zolla</a></span> dedicò ampi studi. Sapendo scavare nelle vene di questa tradizione si possono trovare esercizi, indicazioni pratiche di una tecnica che non è rivolta al mondo esteriore, ma è finalizzata alla “formazione di sé”.</p>
<p style="text-align: justify;">In principio, del resto, la stessa filosofia era tecnica di concentrazione. I Platonici si concentravano sugli oggetti del mondo sensibile fino a scoprire l’archetipo ovvero il progetto ideale, il modello perfetto che ne è alla base. I Pitagorici, innamorati della precisione matematica, utilizzavano la geometria per unirsi misticamente al disegno divino che intesse la trama del mondo. Ancora oggi, ostinati o lungimiranti, a seconda dei punti di vista, piccoli gruppi di pagani seguono la via antica.</p>
<p style="text-align: justify;">Sandro Consolato dirige a Messina la rivista <em>La Cittadella</em>, consacrata alla perpetuazione delle forme della sapienza antica mediterranea. L’ultimo numero della <em>Cittadella </em>ha un taglio monografico ed è dedicato all’Ellade; può gustarne gli scritti anche chi non si sognerebbe mai di pronunciare il nome di Dio al plurale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/la-luce-introduzione-allimmaginazione-creatrice/764" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-4486" style="margin: 10px;" title="la-luce-scaligero" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/la-luce-scaligero.jpg" alt="" width="200" height="279" /></a>Ovviamente anche sull’altro versante religioso d’Occidente le indicazioni per chi voglia seguire un cammino di meditazione abbondano. Dopo il Vaticano II sono diminuiti i sacerdoti versati nell’arte degli “esercizi spirituali”, ma non per questo essi sono scomparsi. Una piccola casa editrice di Rimini, “Il cerchio”, che per anni ha pubblicato la rivista <em>I Quaderni di Avallon</em>, si è impegnata a riscoprire le forme di meditazione cristiana-occidentale. Oggi anche nei corsi di manager si valorizzano le virtù della “Regola” benedettina e il <a title="Il Codice da Vinci" href="http://www.libriefilm.com/il-codice-da-vinci/718"><em>Codice da Vinci</em></a> sia pur in maniera fumettistica ha svelato ai più una verità celata: esistono ancora ordini, come l’Opus Dei, con regole codificate di meditazione e di ascesi. Ovviamente Dan Brown tende a confondere questo patrimonio di gesti dell’anima con l’armamentario di fruste e catene dei club sadomaso…</p>
<p style="text-align: justify;">Sull’incerto confine tra gnosi cristiana e neo-paganesimo si collocano quegli autori come <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/rudolf-steiner" target="_blank">Rudolf Steiner</a></span> o <a title="Massimo Scaligero" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/massimo-scaligero/">Massimo Scaligero</a> che hanno proposto ai loro discepoli un percorso articolato di esercizi interiori. Non si contano le ristampe del volume fondamentale di Steiner,<em> L’Iniziazione</em> (recentemente riedito dalle Mediterranee). Una diffusione più limitata hanno invece gli scritti di <a title="Massimo Scaligero" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/massimo-scaligero/">Massimo Scaligero</a>, che fu steineriano a Roma. Libri come il <em>Manuale pratico della meditazione</em> e <em>Tecniche della Concentrazione Interiore</em> hanno tuttavia pochi eguali per chiarezza ed equilibrio di metodo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/occidente-segreto-introduzione-alle-dottrine-esoteriche/147" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-4487" style="margin: 10px;" title="occidente-segreto" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/occidente-segreto.jpg" alt="" width="200" height="294" /></a>Nei decenni di egemonia culturale dell’hegelismo e poi del marxismo erano pochi spiriti bizzarri a dedicarsi all’anima intesa come qualcosa di diverso da un crogiuolo di libidini ed interessi materiali. Con Jung le cose cambiarono: la psicologia scoprì il valore delle antiche tradizioni sapienziali, e si accorse che le profondità della psiche non potevano essere comprese con gli esperimenti canini di Pavlov. Nel dopoguerra lo psicologo ebreo-americano Abram Maslow ha mandato in soffitta i vecchi Marx e Freud sostenendo che la psiche dell’uomo non è contenta fino a quando non ha raggiunto la sua “autorealizzazione”. A sua volta James Hillman ha proseguito il lavoro di Jung scavando nelle dimensioni profonde dell’uomo e ritrovando quelle forze che già vivevano come figure divine nei miti pre-logici. Del resto basta leggere un bel libro a cura del direttore della rivista americana <em>Gnosis</em> Jay Kinney, <a title="Occidente segreto" href="http://www.libriefilm.com/occidente-segreto-introduzione-alle-dottrine-esoteriche/147"><em>Occidente segreto</em></a>, pubblicato da Fazi, per rendersi conto come questa parte di mondo sia piena fino all’orlo di spiritualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi non è un mistero che in certi settori delle forze armate o dell’industria si sondino le “potenzialità nascoste” dell’uomo. I complottisti dicono che lo stesso Charles Manson, la bestia satanica che fece stragi nella Hollywood fine anni Sessanta, fosse il frutto di un esperimento di ipnosi malriuscito (o troppo ben riuscito). Congetture, leggende metropolitane. Sta di fatto che il diffondersi di questi interessi per la meditazione in ambienti che a prima vista sembrerebbero prosaici testimonia una nostalgia: la nostalgia che l’Occidente ha per il Sacro. E testimonia una volontà: la volontà dell’Occidente di rimanere sé stesso, di non alienarsi in una forma esotica di <a title="religiosità" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religiosità</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>L&#8217;Indipendente</em> del 12 agosto 2007.</p>
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		<title>L&#8217;Apocalisse di Giuliano da Toledo</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 15:56:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Piscitelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il vescovo Giuliano da Toledo fu autore di un interessante ed enigmatico Prognosticon Futuri Saeculi, una riflessione sull'Apocalisse ora tradotta in italiano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/apocalisse-di-giuliano-da-toledo.html' addthis:title='L&#8217;Apocalisse di Giuliano da Toledo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/carlomagno48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Medioevo" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;">Europa, 642 dopo Cristo. Il Regno Longobardo d&#8217;Italia si consolida assimilando il diritto romano per mezzo dell&#8217;Editto di Rotari. In Francia inizia l&#8217;ascesa dei maestri di palazzo che segna il passaggio dall&#8217;età merovingia a quella carolingia. A Levante l&#8217;Impero Bizantino si sbarazza dei suo avversari storici ( i Persiani) e ancora riesce a fronteggiare le incursioni degli Arabi. L&#8217;Islam già dilaga nel Medio Oriente e in Nord Africa, ma prima che lo stretto di Gibilterra sia varcato dalle armate del profeta, in Spagna fiorisce il regno romano- germanico dei Visigoti. La Spagna visigota manifesta una insospettata diffusione di cultura in tutte le sue classi dirigenti. I laici intervengono nelle dispute letterarie e teologiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Siviglia, Toledo, Saragozza sono le città culturalmente più vivaci e ad esse si aggiungono i centri di irradiazione rappresentati dalle scuole monastiche: lì rinascono la liturgia, l&#8217;agiografia, la teologia. E la fedele trascrizione degli inni sacri alimenta il gusto della poesia, della musica. In particolare a Toledo i re visigoti convertiti al cattolicesimo danno prova di mecenatismo incentivando la vita letteraria e creando biblioteche cittadine famose in tutta la cristianità.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_3627" class="wp-caption alignright" style="width: 237px"><a href="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/giuliano-di-toledo.jpg"><img class="size-full wp-image-3627" title="giuliano-di-toledo" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/giuliano-di-toledo.jpg" alt="" width="227" height="362" /></a><p class="wp-caption-text">Giuliano di Toledo. Cattedrale di Toledo, Sala Capitolare.</p></div>
<p style="text-align: justify;">La vivacità del dibattito culturale risente della necessità avvertita dal clero ispanico di portare fino in fondo la conversione delle <em>élite </em>germaniche, approdate al cattolicesimo da posizioni di cristianesimo ariano. La chiesa visigota tenta di dare alla Spagna una coesione religiosa attorno al cattolicesimo, ma anche una coesione giuridica per mezzo di quindici concili tenuti a Toledo, che raccolgono l&#8217;alto clero e vedono la partecipazione attiva di laici. Proprio a Toledo nasce nel 642 Giuliano che sarà vescovo della città e protagonista della vita politico-religiosa del regno nella seconda metà del VII secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Francesco Piazza, ordinario di teologia dogmatica presso la pontificia facoltà teologica di Napoli, ha tradotto di recente il <em>Prognosticon Futuri Saeculi</em>, il testo del vescovo Giuliano che inaugura la riflessione sistematica sulla tematica dell&#8217;Apocalisse: su quelle che la Chiesa chiama le &#8220;realtà ultime&#8221;. <a title="Conoscere le ultime realtà" href="http://www.libriefilm.com/conoscere-le-ultime-realta/6560"><em>Conoscere le ultime realtà</em></a> è il titolo del libro pubblicato dalle edizioni L&#8217;Epos di Palermo, contenente la traduzione e l&#8217;ampio saggio introduttivo di don Franco Piazza. Il testo alto-medievale sorprende il lettore per la sua capacità di confutare tanti pregiudizi che ancora girano riguardo al carattere superstizioso e sgomento del pensiero medievale. In verità, Giuliano è ben lontano dalle paure millenaristiche: il suo commento dell&#8217;<em>Apocalisse </em>rifugge dalle immagini spaventose di distruzione imminente, come pure evita la tentazione di interpretare in chiave storico-politica gli eventi spirituali rivelati dal Libro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ai fanatici che presumono di sapere l&#8217;ora della fine del mondo, il teologo ricorda l&#8217;esplicita volontà di Dio di non rivelare tale &#8220;particolare&#8221;. La rozzezza delle interpretazioni letterali non sfiora neppure il suo studio, quando l&#8217;autore deve chiarire il significato della &#8220;valle di Josafat&#8221; (laddove Cristo radunerà l&#8217;umanità per giudicarla nel suo insieme) dice chiaramente che si tratta di un luogo metafisico. È evidente: Giuliano è uomo di profonda cultura filosofica, non solo cristiana. Quando argomenta i motivi per cui il cristiano non deve temere la morte, sembra quasi che tra le righe emerga la figura di Socrate accanto a quella di Cristo. E, ancora, colpisce della trattazione di Giuliano la passione con la quale il teologo pregusta i frutti della resurrezione della carne. I corpi risorti, dice Giuliano, avranno l&#8217;immortalità, l&#8217;incorruttibilità, conserveranno la distinzione dei sessi, perfezioneranno le qualità naturali tipo l&#8217;agilità, la snellezza. Risorgeranno anche i capelli. I corpi dei beati torneranno alla loro età più prestante; le imperfezioni saranno eliminate ed una metafisica nudità sarà tollerata dallo sguardo dei puri senza suscitare scandalo e senza morbosità. I movimenti dei corpi saranno agili e aerei, essi si sposteranno con una levità mercuriale. La volontà non più mortificata dalla gravità del peccato diventerà più forte; il divino sarà premio ed eterna soddisfazione per chi lo ha cercato già in terra.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo dotto del <a title="Medioevo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/medioevo">Medio Evo</a> la morte appare come un increscioso incidente di percorso della umanità, scaraventata al di fuori della sua età dell&#8217;oro per effetto della &#8220;caduta&#8221;. Ma la promessa di redenzione cristiana viene chiaramente indirizzata non solo alle anime (che già adesso hanno la possibilità di contemplare Dio nell&#8217;aldilà), ma agli stessi corpi per effetto della trasmutazione dei tempi finali. Questo per Giuliano è il senso più intimo dell&#8217;<em>Apocalisse</em>. Il &#8220;corpo della resurrezione&#8221; così tratteggiato appare allo storico delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> strettamente imparentato con il &#8220;corpo di gloria&#8221; delle tradizioni egizio-ellenistiche o anche con il &#8220;corpo di diamantefolgore&#8221; del buddhismo <em>mahajana</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>L&#8217;Indipendente</em> del 17 gennaio 2006 (ivi originariamente pubblicato col titolo <em>Che cos&#8217;è l&#8217;Apocalisse</em>).</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/apocalisse-di-giuliano-da-toledo.html' addthis:title='L&#8217;Apocalisse di Giuliano da Toledo ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Quel treno chiamato desiderio magnetico</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 16:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Piscitelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prospettive geopolitiche sul futuro dei treni ultrarapidi Maglev a repulsione magnetica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/quel-treno-chiamato-desiderio-magnetico.html' addthis:title='Quel treno chiamato desiderio magnetico '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/teiwaz.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Teiwaz" /><br/><div id="attachment_1791" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1791" title="Il treno ultrarapido Maglev alla fermata della stazione Longyang Road di Shangai" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/maglev-300x225.jpg" alt="Il treno ultrarapido Maglev alla fermata della stazione Longyang Road di Shangai" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Il treno ultrarapido Maglev alla fermata della stazione Longyang Road di Shangai</p></div>
<p style="text-align: justify;">Viaggia sospeso in aria sfruttando il principio della repulsione magnetica. Viaggia così veloce da non lasciare ad un verde-ambientalista neppure il tempo di indignarsi e protestare. È il treno a levitazione magnetica, una delle grandi innovazioni tecnologiche degli ultimi venti anni. Se il mondo delle comunicazioni fosse più razionale nella scelta delle sue priorità, se fosse meno drogato da notizie effervescenti, ma vacue come bollicine d&#8217;acqua frizzante, allora si parlerebbe meno di Pacs, di calciatori e veline e molto più di argomenti legati alla rivoluzione tecnologica del nostro tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Parliamone allora, e diciamo sul treno magnetico due cose che non stupiranno il lettore: primo, lo hanno inventato i tedeschi. Secondo, i cinesi lo vogliono copiare. A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso varie potenze industriali erano impegnate nella realizzazione di trasporti &#8220;terra-aria&#8221;, tuttavia i tedeschi (e in parte i giapponesi) sono quelli che maggiormente si sono impegnati in una ricerca che prometteva risultati favolosi, ma presentava anche ardui ostacoli ingegneristici. La potenziale instabilità di vettori che scorrono velocissimi senza sfiorare materialmente il binario, l&#8217;impatto di un campo magnetico così forte e avvolgente sull&#8217;organismo dei viaggiatori e soprattutto i costi stratosferici per le infrastrutture erano i tre freni che per anni hanno rischiato di stoppare al capolinea il treno magnetico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad ogni modo i tedeschi hanno continuato a credere con ostinazione a questa possibilità di sviluppo e quando altre nazioni abbandonavano la ricerca sulla levitazione magnetica, loro si sono impegnati a risolvere uno a uno i problemi tecnici ritenuti insormontabili. Per questo oggi il brevetto &#8220;Maglev&#8221; del treno magnetico, così come certi televisori e certi elettrodomestici a lunga garanzia, ha un libretto di istruzioni scritto in tedesco.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad Emsland, nel territorio della <em>Bundesrepublik</em> dal 1984 c&#8217;è un tratto sperimentale di 34 chilometri sul quale i treni magnetici hanno già coperto un totale di 550mila chilometri, a velocità impensabili per i treni tradizionali e senza incidenti o danni collaterali alla salute. Sempre alla metà degli anni Ottanta a Berlino Ovest la società M-Bahn costruiva un &#8220;Maglev&#8221; su un percorso di un chilometro e mezzo che collegava tre stazioni della metropolitana. Il test con traffico di passeggeri fu sperimentato pochi mesi prima della caduta del Muro e il servizio regolare fu inaugurato nel giugno del 1991, ma paradossalmente la fine della divisione della città danneggiò questa innovazione: dal momento che il traffico di passeggeri veniva a modificarsi radicalmente dopo la riunificazione di Berlino la linea del treno urbano a levitazione magnetica venne dismessa e sostituita con una nuova linea metropolitana di tipo tradizionale. In compenso, a Monaco dì Baviera è andato avanti negli anni successivi il progetto di un sistema a levitazione magnetica che colleghi la stazione centrale (perno di interconnessione delle reti di metropolitane e di vari trasporti locali) e l&#8217;aeroporto. Qualora il treno magnetico cominciasse ad accarezzare l&#8217;aria della Baviera il viaggio dall&#8217;aeroporto alla stazione centrale della capitale della birra si ridurrebbe da 40 a 10 minuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli esempi citati evidenziano quali sono i punti di forza e i limiti strutturali della tecnologia a levitazione magnetica, allo stato attuale dell&#8217;arte. Il vantaggio evidente è la straordinaria riduzione dei tempi: essendo sospeso in aria, il treno magnetico non ha punti di contatto materiale con la rotaia e pertanto l&#8217;unica forza che si oppone al suo moto è quella dovuta all&#8217;attrito con l&#8217;aria. Di conseguenza, il modello &#8220;Maglev&#8221; è in grado di viaggiare a velocità elevatissime come un consumo di energia contenuto e con un livello di rumore ridotto. Alcuni treni magnetici arrivano fino ai 650 km/h, vale a dire rasentano la velocità del trasporto aereo. Tuttavia le infrastrutture di supporto all&#8217;espressione di questa potenza rappresentano il punto dolente: i loro costi sarebbero proibitivi sulle lunghe distanze; per questo le dimensioni dei percorsi a levitazione magnetica rimangono per oggi limitate ai brevi tratti di raccordo tra stazioni e aeroporti o tra fermate metropolitane.</p>
<p style="text-align: justify;">A concepire il progetto titanico di un&#8217;estensione delle reti magnetiche alle grandi distanze è stata ultimamente la Cina. L&#8217;impero cinese sta valutando la possibilità di utilizzare i Maglev per collegare le sue principali città: è un&#8217;ipotesi dai costi proibitivi e soprattutto richiede altissima competenza tecnologica. Per soddisfare questa seconda esigenza i cinesi si sono rivolti alla Transrapid, la compagnia tedesca che già aveva messo a punto la tratta magnetica di Emsland e che nel 2002 ha esaudito i desideri di Pechino collegando l&#8217;aeroporto internazionale di Shanghai con la città di Pudong. La linea è lunga solo 30 chilometri, ma la velocità massima di percorrenza giunge a superare di un soffio i 500 chilometri orari. Affascinati dal gigantismo industriale i cinesi hanno chiesto ora ai tedeschi di impegnarsi in un&#8217;altra impresa faustiana: la realizzazione di una rete di trasporti magnetici lunga 200 chilometri tra Shangai e Hangzhou; un affare da 3,4 miliardi di euro. Stavolta però i tedeschi hanno nicchiato. La Transrapid International (che è poi un consorzio tra le due pesantissime industrie della Siemens e della Thyssen-Krupp) si è dichiarata indisponibile alla collaborazione, per una motivazione &#8220;intellettuale&#8221;. In cambio del succoso affare i cinesi volevano la condivisione della tecnologia della levitazione magnetica. Volevano insomma leggere nel libretto di istruzioni del meccanismo e a quel punto il consorzio germanico ha risposto: «copiatemi tutto, ma non<br />
il mio treno».</p>
<p style="text-align: justify;">Non sono solo i cinesi ad impegnarsi per trasformare la levitazione magnetica in qualcosa di più grande che non un &#8220;teletrasporto&#8221; tra aeroporti e stazioni centrali. La Nasa ed altre agenzie spaziali stanno effettuando ricerche sui Maglev per sviluppare dei lanciatori spaziali più economici e nel contempo efficienti. Ma forse il tentativo di applicazione più ambizioso non ha a che fare con lo spazio ma con la terra, anzi con il &#8220;sotto-terra&#8221;. In Svizzera si sta perseguendo il progetto di una linea ferroviaria a levitazione magnetica: un treno magnetico che corre in un tunnel in cui è stato fatto il vuoto dovrebbe raggiungere i massimi effetti aerodinamici. Per ora gli svizzeri pensano alla realizzazione di un asse ferroviario est-ovest che colleghi Ginevra e San Gallo e un asse nord-sud da Basilea a Bellinzona. La combinazione della levitazione magnetica con i tunnel sotterranei potrebbe davvero rappresentare l&#8217;uovo di Colombo per cogliere tutti i vantaggi della velocità &#8220;magnetica&#8221; e ridurre i costi delle infrastrutture di complemento. Se l&#8217;accoppiata dei due elementi dovesse riscuotere il successo pratico che i sostenitori gli pronosticano allora il futuro dei trasporti magnetici sarebbe aperto ed esaltante: un futuro fatto di linee scavate anche sotto i mari e gli oceani, percorse da treni che in assenza di attriti terrestri supererebbero i 5000 chilometri all&#8217;ora. Ma adesso chi glielo dice a quegli ecologisti di stampo luddista e arcaicizzante che dovranno andare sott&#8217;acqua per ostacolare anche questo treno?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>L&#8217;Indipendente</em> del 25 giugno 2006.</p>
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		<title>La Europa arqueofuturista de Adriano Romualdi</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 10:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Piscitelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La idea de Europa y el intento de elaborar un nuevo mito del nacionalismo-europeo para Adriano Romualdi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-europa-arqueofuturista-de-adriano-romualdi.html' addthis:title='La Europa arqueofuturista de Adriano Romualdi '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/romualdi48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Adriano Romualdi" /><br/><p style="text-align: justify;"><em>El carro de batalla y el rayo láser</em></p>
<p><a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/romualdi.jpg" border="0" alt="Adriano Romualdi" width="296" height="446" align="right" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Los treinta años de la muerte de <a title="Adriano Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Adriano Romualdi</a> caen en un momento de discusión – quizá también de confusión – con respecto a la identidad cultural de Europa. A la civilización del Viejo Continente, <a title="Adriano" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Adriano</a> dedicó densas páginas llenas de entusiasmo y de rigor cultural; hoy su intelecto – alcanzada  la edad de la plena maduración cultural – habría supuesto un aporte determinate y una enorme contribución a la definición de un concepto de Europa que fuera una sístesis de tradición y modernidad. Una contribución decididamente superior a la de los políticos que asumiendo, la función improvisada de “padres constituyentes”, durante semanas se han deleitado a añadir y quitar renglones al soneto del “Preámbulo” de la Constitución europera. Obviamente, no tiene sentido imaginar qué podría haber sucedido si la más valiosa promesa de la cultura de Destra (¿sólo de Destra?) de la postguerra italiana no se hubiera extinguido en una autopista en agosto. Mayor sentido tiene constatar cómo una parte de la obra de Adriano haya sido en el fondo olvidada con el paso de los años, y cuántas intuiciones expresadas con un lenguaje todavía juvenil puedan hoy reaparecer en nuestro contexto.</p>
<p style="text-align: justify;">Para <a title="Adriano Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Romualdi</a> la idea de Europa y el intento de elaborar un nuevo mito del nacionalismo-europeo representaron la vía de escape del callejón sin salida en que se habían metido los movimientos patriotas (también los más revolucionarios) a través de las peripecias de dos guerras mundiales. Como historiador partía del presupuesto de que el año 1945 había supuesto una derrota para todas las nacionalidades europeas. No sólo los húngaros, también los polacos restituidos al más brutal de sus tradicionales opresores. No sólo los alemanes, también los rusos, que veían consolidado un régimen que en el fondo estaba ya moribundo en 1939 y destinado a una natural implosión. No sólo los italianos, también los franceses y los ingleses privados de sus imperios, reducidos al rango de potencias medianas, sinó nada menos que a Dominio. Todos los pueblos europeos habían sido sustancialmente humillados y miraban por primera vez a la cara el abismo de su abnegación cultural. Al gran mal, <a title="Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Romualdi</a> contrapuso el extremo remedio de un retorno a la fuente primordial: la vanguardia política y cultural de Europa habría debido reconocer que las patrias con sus especifidades procedían de un origen, claramente distinto en su fisonomía desde la alta Prehistoria. En este sentido, las raíces debían estudiarse bajo un visión más profunda que la del racionalismo moderno o la del cristianismo medieval. Tarea de la antropología, de la lingüística, de la arqueología, de la historia en un sentido amplio, debería ser la de reconstruir el rostro de la tradición europea, mediante los más abanzados instrumentos de investigación científica.</p>
<p style="text-align: justify;">En este punto llegamos a un segundo aspecto fundamental de la obra romualdiana. Adriano intuyó la necesidad estratégica de apoderarse del lenguaje, de los instrumentos, incluso de las conclusiones de la ciencia moderna occidental. De su relación con <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> extrajo su amor por el elemento arcaico, por todo aquello que en un pasado remoto era testigo de la pureza de un modo de ser todavía incorrupto. Sin embargo reaccionó enérgicamente a la sombra “guenoniana” del pensamiento tradicionalista: un comportamiento anticuado e incluso un poco lunático que en nombre de dogmas inmutables inducía a despreciar todo aquello que había cambiado en la historia de los últimos diez siglos, a despreciar las grandes creaciones del genio europeo moderno. De esta manera, mientras los guenonianos se perdian tras “metafísicas arabizantes” (la simpática definición es de Massimo Scaligero) y alimentaban interminables polémicas sobre la “regularidad iniciática” o sobre la “supremacía de los brahmanes”, <a title="Adriano Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Adriano Romualdi</a> quiso dar una nueva definición del concepto de Tradición. La Tradición europea, como la entendió <a title="Adriano Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Romualdi</a>, era algo dimánico: en ésta encuentran su lugar el mos maiorum (el patrimonio de los valores eternos), pero también la innovaciones tecnológicas. En el fondo, los antiguos <a title="indoeuropeos" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">indoeuropeos</a> irrumpieron en la escena del mundo en carros de batalla, una extraordinaria invención de la época. Desde el principio los <a title="indoeuropeos" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">indoeuropeos</a> se caracterizaron por  sus innovaciones técnicas; y su concepción espiritual del mundo es tal de atribuir un significado superior a las mismas creaciones materiales. En India las ruedas del carro de batalla (los <em>chakras</em>) devienen el <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">símbolo</a> de los centros de energía vertiginosa que el yogini activa en su interioridad. En Grecia, el herrero, que forja las armas y otros objetos de hierro, deviene imagen del dios-ordenador del cosmos según la concepción platónica del demiurgos. En las modernas hazañas espaciales, en la audacia investigativa de la ciencia moderna, en el límpido estilo de las creaciones tecnológicas, <a title="Adriano Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Romualdi</a> vislumbraba por lo tanto los frutos más maduros del genio europeo. Digamos la verdad, cuando nuestros amigos franceses de la Nouvelle Droite han empezado a valorar los estudios de sociobiología, la etología de <a title="Konrad Lorenz" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/konrad-lorenz">Konrad Lorenz</a> y los más heterodoxos estudios de psicología, no han hecho otra cosa que desarrollar un impulso ya dado por <a title="Adriano Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Adriano Romualdi</a>. Y todavía más, cuando Faye ha lanzado la brillante provocación del Arqueofuturismo proponiendo reconciliar <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> y Marinetti, o dicho de otra forma las raíces más profundas de Europa y sus modernas capacidades científico-tecnológicas, en el fondo ha retomado un conocido tema de <a title="Adriano Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Romualdi</a>. Quien haya leído <em>El fascismo como fenómeno europeo</em> recordará que <a title="Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Romualdi</a> en el mismo caso de los fascismos distinguía el tentativo de defender los aspectos más elevados de la tradición con los instrumentos mas audaces de la modernidad. Mirando al futuro venidero que se anunciaba en los ambiguos años de la contestación, <a title="Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Romualdi</a> advertía del riesgo que los europeos sucumbieran en la debilidad del bienestar, callendo como frutos demasiado maduros en el saco de los pueblos menos civilizados y más vitales (leer el prefacio a <em>Corrientes políticas y culturales de la Destra alemana</em>). Sin embargo no despreció nunca los aspectos positivos de la modernidad europea y de la misma sociedad de bienestar construida en Occidente. Hoy probablemente se habría burlado de los intelectuales que dentro de la Destra han tentado de abrazar toscas utopias talibanas. Romualdi quería una Europa ancorada a su arké, y al mismo tiempo moderna, innovadora, a la vanguardia de la tecnología. Una Europa cuyos hombres sepan dialogar idealmente con Séneca y Marco Aurelio mientras conducen automóviles veloces, utilizan instrumentos de comunicación satelital, y hacen operaciones quirúrjicas con el láser. Esta imagen de Europa – esbozada en pocos años por <a title="Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Romualdi</a> – queda hoy como el mejor “preámbulo” para un continente viejísimo y sin embargo todavía con orgullo.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Publicado en la revista italiana <em>Area</em> nº 82, julio-agosto 2003.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-europa-arqueofuturista-de-adriano-romualdi.html' addthis:title='La Europa arqueofuturista de Adriano Romualdi ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>A Europa arqueofuturista de Adriano Romualdi</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 15:48:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Piscitelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Adriano Romualdi intui a necessidade estratégica de dominar a linguagem, os instrumentos, até as conclusões das ciências modernas ocidentais]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/a-europa-arqueofuturista-de-adriano-romualdi.html' addthis:title='A Europa arqueofuturista de Adriano Romualdi '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/romualdi48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Adriano Romualdi" /><br/><p style="text-align: justify;">Os trinta anos da morte de <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Adriano Romualdi</a> surgem num momento de discussão – talvez até de confusão – a respeito da identidade cultural da Europa. À civilização do Velho Continente Adriano dedicou densas páginas de entusiasmo e de rigor; hoje o seu intelecto – na idade de completa maturação cultural – saberia dar um contributo enorme à definição de um conceito de Europa que fosse síntese de tradição e modernidade. Um contributo certamente superior àquele dos políticos que, improvisados “pais da Constituição”, durante semanas se dedicaram a acrescentar ou retirar linhas ao soneto do “Preâmbulo” da Constituição europeia.</p>
<p><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/romualdi.jpg" border="0" alt="Adriano Romualdi" width="296" height="446" align="right" /></p>
<p style="text-align: justify;">Evidentemente é escusado imaginar o que poderia ter acontecido se a mais válida promessa da cultura de direita (só de direita?) dopós-guerra italiano não tivesse sido violentamente tolhida numa auto-estrada de Agosto. Menos escusado, porém, é pensar quanto da obra de <a title="Adriano Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Romualdi</a> foi negligenciado com o passar dos anos e quantas intuições expressas com uma linguagem ainda juvenil podem hoje reflorescer no nosso contexto. Para Adriano a ideia de Europa e a tentativa de elaborar um novo mito de nacionalismo-europeu representarão a via de saída dos becos estreitos nos quais se haviam fechado os movimentos patrióticos (mesmo os mais revolucionários) através das peripécias de duas guerras mundiais.</p>
<p style="text-align: justify;">Partia do pressuposto que em 1945 haviam sido derrotadas todas as nacionalidades europeias. Não só os húngaros mas também os polacos, rendidos ao mais brutal dos seus opressores tradicionais. Não apenas os alemães mas também os russos, que viam consolidado um regime que no fundo já estava moribundo em 39 e destinado a uma natural implosão. Não apenas os italianos mas também os franceses e os ingleses, privados dos seus impérios, reduzidos ao estatuto de médias potências. Todos os povos europeus haviam sido substancialmente humilhados e olhavam nos olhos pela primeira vez o abismo do seu aniquilamento cultural. Ao mal extremo <a title="Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Romualdi</a> contrapõe o remédio extremo de um retorno à fonte primordial: As vanguardas políticas e culturais da Europa deveriam reconhecer que as suas pátrias particulares tinham origem num tronco comum, bem distinto na sua fisionomia depois da alta pré-história. As raízes da Europa eram, nesse sentido, procuradas num estrato mais profundo do que o caracterizado pelo racionalismo moderno ou cristianismo medieval. Através da antropologia, da linguística, da arqueologia, da História, em sentido lato, dever-se-ia reconstruir o rosto da tradição europeia, mediante os mais avançados instrumentos de pesquisa científica.</p>
<p style="text-align: justify;">Chegamos aqui a um segundo aspecto fundamental da obra de <a title="Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Romualdi</a>. Adriano intui a necessidade estratégica de dominar a linguagem, os instrumentos, até as conclusões das ciências modernas ocidentais. Do convívio com <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> adquirirá o amor pelo elemento arcaico, por aquilo que num longínquo passado assinalava a pureza de um modo de ser ainda incorrupto. Todavia <a title="Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Romualdi</a> reage energicamente à corrente “guenoniana” do pensamento tradicionalista: a essa abordagem antiquária e até um pouco lunática que em nome de dogmas imutáveis levava ao desprezo de tudo quanto se havia alterado na história dos últimos dez séculos, a desprezar as grandes criações do génio europeu moderno. Assim, enquanto os “guenonianos” se perdiam em metafísicas árabes e alimentavam polémicas intermináveis sobre a “regularidade iniciática” ou sobre o “primado dos Brahman”, <a title="Adriano Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Adriano Romualdi</a> quer dar uma nova definição do conceito de Tradição.</p>
<p style="text-align: justify;">A Tradição Europeia, como a entende <a title="Adriano Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Romualdi</a>, é algo de dinâmico: nela encontram lugar o Mos Maiorum, o património dos valores eternos, mas também a inovação tecnológica. No fundo, os antigos <a title="indo-europeus" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">indo-europeus</a> irromperam na cena do mundo em carros de combate – uma extraordinária invenção para a época. Desde o princípio o <a title="indo-europeu" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">indo-europeu</a> caracteriza-se por uma grande capacidade de inovação técnica e a sua concepção espiritual do mundo leva à atribuição de um significado superior às próprias criações materiais. Na índia as rodas dos carros de combate (<em>Chakras</em>) tornam-se <a title="simbolos" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">símbolos</a> dos centros de energia vital que o Ioga procura na interioridade. Na Grécia, o martelo, que forja as armas e outras ferragens, torna-se imagem do deus ordenador do Cosmos segundo a concepção platónica do “demiurgo”. Nas modernas missões espaciais, na audácia investigadora das ciências modernas, no límpido estilo das criações tecnológicas <a title="Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Romualdi</a> destrinçava, portanto, os frutos mais maduros do génio europeu. Digamos a verdade, quando a Nova Direita francesa começou a valorizar os estudos de sociobiologia, a etologia de Lorenz e as mais heterodoxas pesquisas de psicologia não fizeram mais que desenvolver um impulso já dado por <a title="Adriano Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Adriano Romualdi</a>. E ainda, quando Faye lançou a brilhante provocação do Arqueofuturismo propondo conciliar “<a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a> e Marinetti”ou as raízes profundas da Europa e a sua moderna capacidade científico-tecnológica retomou, no fundo, um tema notório de <a title="Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Romualdi</a>. O leitor de <em>O fascismo como fenómeno europeu</em> recordará que <a title="Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Romualdi</a>, no mesmo movimento histórico dos fascismos, reconhecia a tentativa de defender os aspectos mais altos da tradição com os instrumentos mais audazes da modernidade. Olhando o futuro próximo que se adivinhava nos anos da Contestação, <a title="Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Romualdi</a> via o risco dos europeus se desvigorarem no bem-estar, caindo como frutos demasiado maduros na bolsa de povos menos civilizados e vitais (leia-se o prefácio a <em>Correnti politiche e culturali della destra tedesca</em>). Todavia não desprezou nunca os aspectos mais positivos da modernidade europeia e dessa mesma sociedade do bem-estar construída no Ocidente. Hoje haveria provavelmente de satirizar aqueles intelectuais que, à direita, são tentados a abraçar grosseiras utopias islamitas. <a title="Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Romualdi</a> queria uma Europa ancorada no seu próprio “Arkè”, e ao mesmo tempo moderna, inovadora, na vanguarda da tecnologia. Uma Europa em que os homens sabem idealmente dialogar com Séneca e Marco Aurélio ao mesmo tempo que conduzem automóveis velozes, utilizam os instrumentos da comunicação por satélite, operam com lasers. Esta imagem da Europa, esboçada em poucos anos por <a title="Romualdi" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/adriano-romualdi">Romualdi</a>, permanece hoje o melhor “preâmbulo” para um continente velhíssimo e no entanto ainda audacioso.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Area</em> nº 82, Julho-Agosto de 2003.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/a-europa-arqueofuturista-de-adriano-romualdi.html' addthis:title='A Europa arqueofuturista de Adriano Romualdi ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Se la lotta al pregiudizio diventa conformismo</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 08:59:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Piscitelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La furibonda lotta ai pregiudizi conduce invariabilmente alla creazione di nuovi pregiudizi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/se-la-lotta-al-pregiudizio-diventa-conformismo.html' addthis:title='Se la lotta al pregiudizio diventa conformismo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/teiwaz.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Teiwaz" /><br/><p style="text-align: justify;">Pregiudizi. Per Bacone erano “<em>idola</em>”: quasi divinità malvage, nemiche dello spirito umano. Per l’illuminismo erano il retaggio di un oscuro passato. Per alcuni legislatori contemporanei i pregiudizi si configurano addirittura come reati, da perseguire penalmente.</p>
<div id="attachment_1051" class="wp-caption alignright" style="width: 191px"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788860810861" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1051" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="laprostituzione" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/laprostituzione-181x300.jpg" alt="Malika Nor - Thibault Galtier, La prostituzione" width="181" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Malika Nor - Thibault Galtier, La prostituzione</p></div>
<p style="text-align: justify;">La casa editrice Armando ha dedicato di recente una collana ai “luoghi comuni”, agli stereotipi più abusati. E se il pregiudizio è un albero, molti sono i rami da sradicare. I primi volumi della collana affrontano quattro temi caldi, ad alto rischio di “luogocomunismo”: l’Islam (autore Paul Balta), gli omosessuali (Malika Nor), la prostituzione (Goanzague de Larocque), i bebè (Milène Hubin-Gayte). Il tono della trattazione è brillante, lo stile è rapido. Vi è anche una buona dose di piacere nel capovolgere frasi ricorrenti e capisaldi del senso comune.</p>
<p style="text-align: justify;">“Il bambino è naturalmente buono”. Contro questa affermazione insorge Melene Hubin-Gayte con piglio rivoluzionario. Ma in realtà, con buona pace del vecchio Rousseau, già da cento anni Freud e la psicoanalisi avevano offerto un ritratto dei bambini che non corrisponde più a quello degli angioletti… La confutazione del pregiudizio arriva in questo caso con un secolo di ritardo. E oggi semmai bisognerebbe capovolgere certi luoghi comuni della psicoanalisi.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli opuscoli pubblicati dalla Armando alternano rilevazioni statistiche interessanti a considerazioni che rischiano di essere opinabili tanto quanto i pregiudizi che si intende combattere. Non sempre il contrario di un pregiudizio rappresenta la verità. Qualche volta il contrario del pregiudizio è solo un pregiudizio all’incontrario… Cifre alla mano, Malika Nor nega che vi sia una stretta correlazione tra prostituzione e estrazione sociale povera. Evidentemente (ma forse questo è solo un altro luogo comune!) la propensione verso un certo mestiere prescinde dalle condizioni economiche. Ugualmente, l’autrice nega che la prostituzione sia solo un fenomeno femminile. In effetti, di maschietti che si vendono a vari livelli, sono piene le strade (e i parlamenti). Tuttavia ci riesce difficile comprendere il carattere di &#8220;pregiudizio&#8221; – dunque di falsità – della affermarmazione che «le persone che si prostituiscono trasmettono le malattie sessuali e l’Aids». In questo caso, l’ansia di smascherare un pregiudizio lascia trapelare il desiderio di preservare da critiche uno stile lo vita “liberal”.</p>
<p style="text-align: justify;">A proposito di Aids. Un altro luogo comune contestato è che “l’Aids è la malattia degli omosessuali”. Non è vero, protesta de Larocque. E infatti la diffusione di malattie sessuali prescinde dal gusto e dalle posizioni, mentre ha a che fare con le “modalità” e le frequenze. Neppure è vero che l’ “omosessualità sia un vizio proibito dalle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a>”. I greci avevano parecchi Dei dalla sessualità ambivalente. Il rifiuto della omosessualità è esplicito e inequivocabile principalmente nei testi sacri delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> abramitiche. Poi de Larocque passa ad analizzare pregiudizi che ahinoi sentiamo di condividere. Sarebbe solo un pregiudizio il credere che «i figli hanno bisogno di un papà e di una mamma per svilupparsi». Certo, nessuno nega che Dolce e Gabbana potrebbero essere genitori perfetti… tuttavia è ancora consentito affermare che un bambino ha bisogno della figura paterna maschile e di quella materna per crescere con completezza? Oppure è ineluttabile che tale affermazione debba essere respinta <em>a priori</em>, senza una reale argomentazione: debba essere insultata più che confutata?</p>
<div id="attachment_1050" class="wp-caption alignleft" style="width: 191px"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788860810915"><img class="size-medium wp-image-1050" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="paulbalta" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/paulbalta-181x300.jpg" alt="Paul Balta, L'Islam" width="181" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Paul Balta, L&#39;Islam</p></div>
<p style="text-align: justify;"><em>Dulcis in fundo</em>, l’Islam. È un pregiudizio credere che l’Islam sia intollerante. L’autore del volumetto pro-islamico estrae le sue dotte citazioni dal <em>Corano</em> per dimostrare che l&#8217;Islam è una <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> tollerante. Tuttavia estrapolare un versetto espone sempre al rischio che il fautore della tesi opposta chiami a testimoniare uno o più versetti di suono ben diverso. Ma più in generale è il metodo della citazione teorica che mostra i suoi limiti: è come se uno storico volendo descrivere le dinamiche di una nazione e la sua “vita quotidiana” citasse gli articoli della costituzione. Una <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> è una realtà storico-culturale, non solo una dichiarazione di intenti: non basta citare un versetto, bisogna comprendere tutto il contesto e le conseguenze pratiche che ne derivano. Anche il filo-islamico più audace deve riconoscere che il principio di “tolleranza” (che nell’Europa antica si legava alla mentalità “politeistica” e nell’Europa moderna si lega al sentimento della “laicità”) non era certo una priorità nella agenda del Profeta. È ovviamente falso pensare che tutti i musulmani sino legati a un concezione aprioristica e inconfutabile della verità. Però in questo caso il pregiudizio e il suo capovolgimento assoluto risultano entrambi falsi… spesso chi capovolge un pregiudizio finisce col creare un pregiudizio all’incontrario.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esito paradossale della cultura europea moderna è che dopo aver combattuto tutti i propri pregiudizi come “tradizioni” nocive da estirpare, oggi in nome del multiculturalismo tende a dare riconoscimento giuridico a pregiudizi ben più gravi solo perché vengono da oltremare. E così nelle mense dei poveri e delle scuole “multietniche” non si serve la carne di maiale. E così in alcune regioni psicologi “progressisti” hanno proposto di effettuare simboliche infibulazioni di bambine africane per assecondare senza danno la nobile “tradizione” equatoriale. Chissà perché contro queste iniziative ci sorge qualche pregiudizio.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>L&#8217;Indipendente</em> del 18 marzo 2007.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/se-la-lotta-al-pregiudizio-diventa-conformismo.html' addthis:title='Se la lotta al pregiudizio diventa conformismo ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il crack demografico</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 16:13:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Piscitelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli andamenti demografici attuali e le loro correlazioni sociali ed economiche]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-crack-demografico.html' addthis:title='Il crack demografico '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/teiwaz.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Teiwaz" /><br/><p style="text-align: justify;">Per spiegare le cause del calo demografico si fa riferimento a parametri economici o a imponderabili fattori psicologici come lo stress metropolitano. Ma è pur vero che nonostante la crisi in borsa il nostro tenore di vita rimane più alto di quello dell’Ottocento e che lo stress di una metropoli contemporanea sarà grande, ma vivere in un comune del basso <a title="Medio evo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/medioevo">medio evo</a>, allietato da epidemie ricorrenti, guerre civili sanguinose e possibili invasioni, non significava certo vivere nella fattoria del mulino bianco.</p>
<p style="text-align: justify;">A un certo punto nella storia sopraggiunge la crisi demografica. Si accompagna di solito ad una stanchezza di vivere, ad una crisi che scuote i fondamenti stessi della civiltà. In epoca moderna, alcuni antropologi hanno cercato di studiare le dinamiche che reggono la demografia, ricorrendo a spiegazioni complesse (etiche, economiche, gestionali) per spiegare il motivo per cui i contadini tendono alla fecondità spensierata, mentre i borghesi si compattano in famiglie “nucleari”. Tra gli altri l’antropologo tedesco Arnold Gehlen ha mostrato come il tasso di riproduzione tenda a diminuire mano a mano che si sale lungo la scala della istruzione o della buona remunerazione economica. Per questo, quando Mussolini lanciò in Italia la campagna demografica ad affollarsi di figli furono soprattutto i bassi napoletani, più che le case della buona borghesia ligia a parole alle direttive del regime.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo contemporaneo presenta oggi tutta la varietà delle dinamiche demografiche. Cina e India uniscono una tumultuosa crescita economica ad un’altrettanto imponente crescita demografica: i loro governi giungono al punto di imporre leggi draconiane per frenare il più naturale degli impulsi. L’Africa appare invischiata in una tragica forma di darwinismo pratico: molte nascite, per bilanciare le troppe morti per fame. Tuttavia gli studiosi di estrazione cattolica fanno notare come proprio nelle zone dove il cattolicesimo si è esteso, portando istruzione e una certa disciplina del lavoro, le nascite si siano stabilizzate su livelli più equilibrati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Giappone invecchia così come l’Europa, ma preferisce affidarsi ai robot domestici piuttosto che aprire le porte di casa a colf e “badanti” provenienti dai paesi più poveri. Nell’Europa dell’Est la tragica stagnazione del comunismo ha portato con sé anche un collasso demografico. Tuttavia due esempi di società occidentali indicano una controtendenza rispetto alla tendenza demografica negativa delle popolazioni di origine europea: la piccola Irlanda e gli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Irlanda si mantiene ”giovane” e feconda: una fecondità che non è più sintomo di arretratezza, ma che si accompagna ad una vivace dinamica economica. Le famiglie statunitensi, soprattutto quelle fortemente ispirate da valori religiosi, mantengono un tasso alto di fecondità: siano esse bianche o nere. Laddove si conserva uno spirito attivo, intonato a un fresco idealismo morale o a una ispirazione religiosa del vivere, la fecondità si mantiene nei suoi standard ottimali. Dove invece prevalgono il vivere alla giornata, il materialismo instillato da mille cattivi maestri, l’illusione di una adolescenza protratta fino alle soglie dei quaranta anni la demografia langue, e forse &#8211; per misteriose sincronicità &#8211; la sterilità aumenta.</p>
<p style="text-align: justify;">Padoa-Schioppa scriveva qualche tempo fa sul Corriere della Sera che «la recessione non ha solo cause economiche ma anche culturali» e identificava proprio una di queste cause nell’invecchiamento della popolazione: «Invecchiamento significa meno idee nuove, minore gusto per l’avventura, tendenza a privilegiare la rendita e la sicurezza… ed anche in definitiva meno futuro e più solitudine». A sua volta il demografo Dumont, invitato a parlare a Roma dalla Fondazione Rebecchini, contesta che il declino demografico sia una fatalità biologica. Il demografo francese punta il dito contro le responsabilità dei politici: «Oggi siamo in un Europa che non assicura la giustizia – leggiamo negli Atti del seminario sulla crisi demografica organizzato dalla Fondazione Rebecchini. Se una coppia fa ricorso all’aborto, in molti paesi d’Europa l’aborto è pagato da fondi pubblici. In compenso se un’altra coppia vuole un figlio, le politiche familiari sono spesso insufficienti».</p>
<p style="text-align: justify;">Il dato interessante è che quando politiche familiari efficienti vengono messe in atto, l’indice demografico in poco tempo risale a livelli accettabili. E per politiche familiari si intendono non solo gli aiuti fiscali ma anche la creazione di asili nido, strutture, servizi. Oggi Islanda, Irlanda, Francia, Norvegia, Finlandia, Danimarca e Svezia sono ai primi posti nella classifica di fecondità europea: vicini al traguardo minimo del pareggio demografico tra nascite e morti. La Francia che per prima aveva conosciuto la depressione demografica ha reimparato ad amare i bambini. I Paesi scandinavi sembrano aver compreso che la felicità di una famiglia feconda è superiore a qualsiasi traguardo di “liberazione sessuale”. L’Italia e la Spagna zapateriana rimangono invece fanalini di coda.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Liberal</em> del 18 ottobre 2008.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-crack-demografico.html' addthis:title='Il crack demografico ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il rischio di superare il limite</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 16:45:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Piscitelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il delirio di onnipotenza delle scienze applicate e i pericoli che questa attitudine sfrenata comporta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-rischio-di-superare-il-limite.html' addthis:title='Il rischio di superare il limite '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/centrostudilaruna48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Centro Studi La Runa online" /><br/><p style="text-align: justify;">Da sempre l’uomo interviene sulla natura e la modifica. Le più grandi “modificazioni genetiche” sugli animali risalgono alla preistoria, quando i nostri antenati – a torto dipinti come bruti da certa divulgazione pseudo-scientifica – trasformarono una sottospecie di lupi nel cane, fedele compagno e custode di greggi; smorzarono la potenza selvaggia del toro, producendo il bue; ricondussero ad una dimensione domestica oche, ovini, bovini. Ma la capacità di introdurre variazioni trova sempre il proprio limite: la saggezza consiste nel comprendere il “<em>non plus ultra</em>”, il limite da non oltrepassare.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi il concetto di limite è generalmente ignorato, perché rimanda ad un concetto più elevato: quello di “forma”, non considerato dalla mente di molti nostri contemporanei. L’errore che compiono certi apprendisti stregoni della scienza è lo stesso compiuto dagli ingenui che allevano cuccioli di tigre e di leone pensando di dissolvere in nome dell’affetto un istinto aggressivo di milioni di anni. Ovviamente il<br />
cucciolo di predatore cresce, sviluppa l’artiglio e la zanna, finisce per divorare il braccio di chi gli offriva cibo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ai nostri giorni, una certa percentuale di scienziati vuol mettere in pratica una sorta di “fanta-darwinismo” che ignora ogni limite: con le chimere metà uomo metà animale il limite che separa la nostra specie dalle altre è già stato superato. Ma quali saranno gli effetti? Quale giovamento porteranno questi ibridi? E quali danni produrranno, non solo a livello medico, ma anche nelle relazioni sociali e nella percezione che l’uomo ha di sé stesso?</p>
<p style="text-align: justify;">Su questi interrogativi le comunità nazionali devono esprimersi, e nessuna magistratura ha il diritto di “boicottare” la volontà espressa attraverso i parlamenti e le consultazioni referendarie. I nostri giudici hanno boicottato la legge sulla fecondazione permettendo ciò che non sarebbe consentito, come nei mesi passati hanno pesantemente boicottato la legge Bossi-Fini sull’immigrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">“La scienza deve progredire”: questo motto è buono per tutte le stagioni e non saremo noi a metterlo in discussione. Ma la scienza moderna, ottima nel fornire nuovi strumenti di intervento, stenta a individuare i fini. La finalità della ricerca non può rimanere un arbitrio di apprendisti stregoni, deve essere un valore condiviso e coincidere con la dignità dell’uomo. In nome di tale dignità difficilmente si può accettare che l’embrione di uomo venga concepito come un tessuto “trattabile” e che il suo dna venga shakerato in un cocktail di macabro gusto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>L&#8217;Indipendente</em> del 30 settembre 2007.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-rischio-di-superare-il-limite.html' addthis:title='Il rischio di superare il limite ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Elemire Zolla, il conoscitore di segreti</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 21:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Piscitelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[psicologia tradizionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Recensione della biografia di Elemire Zolla a cura di Grazia Marchianò]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/zollapiscitelli.html' addthis:title='Elemire Zolla, il conoscitore di segreti '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8817010367"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/ilconoscitoredisegreti.bmp" border="0" alt="Grazia Marchianò, Elémire Zolla, Il conoscitore di segreti" width="95" height="153" align="right" /></a> La psicologia tradizionale dell’India, scaturita dalle fonti metafisiche dei <em>Veda</em> e delle <em>Upanishad</em>, distingue quattro stati di coscienza relativi alla condizione umana: lo stato di veglia, e oltre questo gli stati di sogno, sonno profondo e catalessi. In base a tale articolazione il sogno non viene concepito come una “<em>diminutio</em>” rispetto all’attenzione vigile, ma come una dimensione parallela, anzi più profonda che l’asceta riesce a conquistare attraverso il lavoro su sé stesso. Ora, di Elemire Zolla si potrebbero dire tante cose ma sicuramente è appropriato dire che egli fu un uomo che visse nella dimensione del sogno. Non nelle illusioni oniriche della società plebea di massa, e neppure ovviamente negli incubi delle ideologie militarizzate del <a href="http://www.centrostudilaruna.it/storiacontemporanea.html">Novecento</a>, ma proprio nella sfera genuina del sogno: in quella degli archetipi, dei miti, degli impulsi profondi della coscienza. Oggi che la professoressa Grazia Marchianò, compagna di Elemire Zolla fino agli ultimi giorni, ha composto per le edizioni Rizzoli una “biografia intellettuale” dell’autore, i suoi sogni si squadernano e prendono posto in un panorama complessivo proprio come si dice che accada nell’istante ultimo della vita, quando le immagini della esistenza trascorsa si squadernano in contemporanea. <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8817010367"><em>Elemire Zolla, il conoscitore di segreti</em></a> raccoglie svariate pagine della produzione letteraria dell’autore: si va dagli scritti giovanili polemici nei confronti della società di massa e dei suoi modelli di divulgazione culturale, a resoconti di viaggi, addirittura a profili astrologici che egli compose sotto lo pseudonimo di Bernardo Trevisano.</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente le vesti del viaggiatore erano quelle che più si addicevano al professor Zolla. Il viaggio e la fecondità letteraria sono due elementi che si miscelano in forme diverse. L’Italia ha conosciuto autori come <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/emilio-salgari" target="_blank">Salgari</a></span> che viaggiavano innanzitutto con la fantasia, ed altri come Moravia che pur visitando parecchi luoghi trascinavano con sé invariabilmente gli stessi concetti, gli stessi schemi mentali, le medesime limitazioni intellettuali. Zolla invece unì la capacità di una mente multiforme di ampliare continuamente le proprie conoscenze alla vocazione al “pellegrinaggio”, al nomadismo spirituale. Per tale motivo il libro che esprime meglio l’<em>animus </em>dell’autore è forse <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8831761730"><em>Aure</em></a>: quando Zolla descrive le rovine di Persepoli e gli ultimi devoti di quella nobilissima <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religione</a> che fu il Mazdeismo il lettore vede, immagina, in certi tratti addirittura si illumina.</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto Zolla fu sempre un pesce fuor d’acqua in Italia. Non ebbe mai la volgarità dei professori che per qualche contingenza politica minacciano di auto-esiliarsi, ma era chiaro che l’Italia nella quale avrebbe potuto trovarsi a suo agio era scomparsa insieme alle corti dell’<em>ancien regime</em>. Da bambino avvertì come plumbeo il clima del regime fascista e quando nel dopoguerra le università furono occupate dai marxisti sembrò chiedersi: “dov’è la differenza?”. Per qualche tempo sembrò allinearsi al tono di contestazione dei teorici di Francoforte, ma in realtà Zolla aveva ben chiaro che la “contestazione globale” dei vari Marcuse, Adorno era essenzialmente un esercizio di acrimonia; dal momento che alle latitudini culturali dei semi-marxisti di Francoforte mancava lo spessore culturale per proporre una alternativa a ciò che aspramente si criticava (la società del frigorifero, del televisore, del <em>Reader’s Digest</em>). Zolla cercò, trovò l’alternativa in luoghi dell’anima che mai gli epigoni dell’hegelismo di sinistra avrebbero sospettato esistere. Nei <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8845912604"><em>Mistici dell’Occidente</em></a> indagò le esperienze interiori, singolarmente concordanti, di veggenti, santi ed eretici senza cedere alla facile moda di ridurle a malattie, a proiezione della libidine. Ne <em>I letterati e lo sciamano</em> mostrò il patrimonio delle pellerossa americani: scrisse questo volume nello stesso anno in cui Carlos Castaneda incontrava don Juan, lo sciamano.</p>
<p style="text-align: justify;">I volumi della vecchiaia sembrarono manifestare una sorta di impulso circolare connaturato alla esistenza di Zolla: l’anziano professore, “conoscitore di segreti”, tentava di ricongiungersi alle radici della vita, alla ebbrezza adolescenziale, allo stupore della prima infanzia. Da questo anelito nascono le opere sullo <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8845910288"><em>Stupore infantile</em></a>, o quelle che inneggiano al dionisiaco come <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8806143085"><em>Il dio dell’ebbrezza</em></a>. Nel suo vagabondare tra le tradizioni, tra le seduzioni dell’anima non si negò sconfinamenti nelle regioni più umbratili. Esaltò le esperienze con gli allucinogeni, celebrò le sregolatezze sessuali, si innamorò di quel macchinoso videogioco che agli inizi degli anni Novanta sembrò – a detta di alcuni – essere in procinto di modificare tutta la nostra percezione: la “realtà virtuale”. “Zolla scambia l’estetica per l’estatica” scrisse allora un arguto polemista cattolico: ovvero confonde l’<em>Aistesis </em>(l’ebrezza delle sensazioni)  con l’<em>Estasis </em>(la vertigine spirituale dell’anima che penetra in una dimensione trascendente). Era una stilettata ben piazzata; ma liberandola dalla carica polemica era un buon modo per cogliere l’essenza del suo “<em>daimon</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’opera di Zolla si avverte infatti tutta la ricchezza di quella che <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/rudolf-steiner" target="_blank">Rudolf Steiner</a></span> chiamava l’“Anima Senziente”, ovvero il carattere di quel genere di persone profondamente pagane che colgono il divino nei colori, nei suoni del mondo; che tendono ad abbattere la barriera tra la dimensione prosaica, materiale e la dimensione del sogno. Ovviamente questo genere di persone oscilla di continuo tra la profonda comprensione delle dinamiche universali e la superstizione, ovvero la sopravvalutazione di ciò che manifesta lati d’ombra difficilmente giustificabili. Zolla mai si atteggiò a maestro, e in effetti non ebbe discepoli. Ebbe numerosi lettori, che attraverso lo splendore barocco della sua pagina, goderono il privilegio di partecipare a un suo viaggio, a un suo sogno. Poco tempo prima di morire scrisse un libro sulla “Discesa all’Ade”: dionisiacamente disse di sì alla vita, anche quando essa si affrettava a condurlo verso la morte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8817010367">Grazia Marchianò, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/elemire-zolla" target="_blank">Elémire Zolla</a></span>, <em>Il conoscitore di segreti</em> (IBS)</a> <a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978881701036.html">(BOL)</a> <a rel="nofollow" href="http://www.libreriauniversitaria.it/BIT/8817010367/ASI/395521">(LU)</a></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/zollapiscitelli.html' addthis:title='Elemire Zolla, il conoscitore di segreti ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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