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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Alberto Lodi</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Charles Maurras e la denuncia della decadenza</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 18:19:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Lodi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Charles Maurras fu forse, più di ogni altro, un affascinante concentrato di tutte le passioni, fobie ed ossessioni della tradizione controrivoluzionaria; memorabile resta la sua soluzione, ideata per risolvere il cruciale problema che tormentava la società della sua e della nostra epoca: “Esiste un solo mezzo per migliorare la democrazia: distruggerla”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/charles-maurras-e-la-denuncia-della-decadenza.html' addthis:title='Charles Maurras e la denuncia della decadenza '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/teiwaz.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Teiwaz" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-9367" style="margin: 10px;" title="charles-maurras" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/charles-maurras-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" />Esiste una corrente del pensiero, radicata in un sentimento del mondo, che corre lungo tutta la storia umana; corre in avanti, perché vi è obbligata, ma con lo sguardo costantemente rivolto all’indietro, verso un eterno passato: è la reazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Teognide, poeta greco vissuto tra il il VI e il V secolo a.C., è uno dei primi esponenti di tale ordine di idee a noi noti. La sua invettiva aristocratica nei confronti della decadenza è archetipo di ogni forma di sentimento reazionario posteriore: <em>“Ma ora ciò che agli occhi dei nobili è male si cangia in bene per i plebei: di leggi strane esultano. Ogni senso di rispetto è morto, impudenza e tracotanza hanno sopraffatto la giustizia e dominano per tutta la contrada”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Charles Maurras raccolse quest’eredità sul finire del XIX secolo; trovò la sua missione nella difesa della “Dea Francia”, “meraviglia di tutte le meraviglie”, una Francia idealizzata, quella dell’Ancien Régime, perennemente minacciata dalla sovversione. E come fosse stato un Nietzsche prestato alla politica, scelse di combattere. Proprio come accadde a Nietzsche, in gioventù odiò la Comune di Parigi del 1871 per l’autentico terrore che suscitò in lui l’idea che i comunardi avessero potuto distruggere il Louvre. Come Nietzsche considerava la bellezza qualcosa di estremamente fragile; la bellezza artistica come quella sociale, la suprema “civiltà” di cui per Maurras era espressione per eccellenza la Francia di un tempo. Il pensare che essa fosse potuta scomparire con il declino di una casta che vedeva la propria vita imperniata sulle idee di “<em>otium et bellum</em>”, era un’idea inaccettabile. “Ogni passo in avanti non fa che complicare, creare divari, differenziare”. Se tutto questo fosse finito, sarebbe stata la vittoria dell’oscuro “caos originario” del mondo, da cui l’uomo (in particolare il francese) era faticosamente emerso nel corso dei secoli. La bellezza che ancora conferiva senso al mondo era in pericolo. “Tutto questo pianeta [...] di giorno in giorno si raffredda, imbruttisce e imbarbarisce”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/la-democrazia-contro-la-realta-il-pensiero-politico-di-charles-maurras/10237" target="_blank"><img class="size-full wp-image-9368 alignleft" style="margin: 10px;" title="la-democrazia-contro-la-realta" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/la-democrazia-contro-la-realta.jpg" alt="" width="163" height="240" /></a>Maurras fu un “ateo devoto” <em>ante litteram</em>: propugnò un cattolicesimo intransigente, difendendo persino il famigerato “Sillabo”, documento con cui la Chiesa dichiarò guerra alla modernità, e lo difese in maniera esclusivamente strumentale (e proprio per questo fu poi scomunicato), intendendo il cattolicesimo come elemento d’ordine e pilastro dell’identità francese. La sua dottrina politica era costituita da un nazionalismo monarchico, nemico mortale della rivoluzione francese e di ogni forma di democrazia, liberalismo e socialismo, idee che riteneva strettamente imparentate; e ognuna di queste non era che un passo in avanti verso il baratro dell’anarchia. “Tre o quattro basse idee sistematizzate da imbecilli sono riuscite, in buona misura, a vanificare, da un secolo a questa parte, mille anni di storia francese”. Osservava con orrore e ripugnanza i “barbari del profondo”, nemici interni pronti a scagliarsi contro ciò che restava delle “belle ineguaglianze” che produssero la civiltà, e distruggerle in nome dei princìpi della rivoluzione. Infatti, la Francia idealizzata che aveva in mente Maurras non coincideva con il popolo francese: “il disordine rivoluzionario, fondato su una filosofia individualistica” per lo scrittore provenzale poteva contare su “altrettanti complici di quanti siano, in Francia, i mediocri, gli invidiosi, gli imbecilli e gli straccioni”, che a suo dire erano molti. Come Donoso Cortés vedeva venire il tempo “delle negazioni assolute e delle affermazioni sovrane”, e riteneva la democrazia non una forma di governo, bensì una forma di anarchia, una “congiura permanente contro il bene pubblico”.</p>
<p style="text-align: justify;">Charles Maurras fu forse, più di ogni altro, un affascinante concentrato di tutte le passioni, fobie ed ossessioni della tradizione controrivoluzionaria; memorabile resta la sua soluzione, ideata per risolvere il cruciale problema che tormentava la società della sua e della nostra epoca: “Esiste un solo mezzo per migliorare la democrazia: distruggerla”.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/charles-maurras-e-la-denuncia-della-decadenza.html' addthis:title='Charles Maurras e la denuncia della decadenza ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Tempo e illusione nelle dottrine indù</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 17:09:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Lodi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/tempo-e-illusione-nelle-dottrine-indu.html' addthis:title='Tempo e illusione nelle dottrine indù '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;">Pirrone, poi fondatore dello scetticismo, arrivò in India al seguito della spedizione di Alessandro: là fu fortemente impressionato dall’impassibilità con cui il brahmano Calano si diede la morte immolandosi su una pira.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ una testimonianza di quanto l’India, almeno nei suoi aspetti “esoterici”, fosse protesa verso la negazione del mondo fenomenico e l’annientamento della propria personalità (illusoria e contingente) nell’Assoluto. E’ infatti noto che secondo la dottrina delle <em>Upanishad</em>, l’io individuale fosse da estinguere in favore della realizzazione dell’<em>Atman</em>, parola sanscrita che significa sia “Sé” che “respiro”, “soffio vitale”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845909948/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845909948" rel="nofollow" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-9226" title="miti-e-simboli-dell-india" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/miti-e-simboli-dell-india.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>Per il grande orientalista Giuseppe Tucci “la scienza parte dal presupposto che il mondo sia reale, ma per l’India il mondo è un sogno, anche per quei sistemi, come quelli tantrici, che lo consideravano come la veste o il velo o il gioco di Dio; perché è sempre un miraggio che bisogna raggiungere”, mentre Heinrich Zimmer, nel suo libro <a title="Miti e simboli dell'India" href="http://www.amazon.it/gp/product/8845909948/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845909948" target="_blank"><em>Miti e simboli dell’India </em></a>scrisse che “ogni gioia, anche quella celestiale, è fragile come come un sogno e non fa che interferire con la concentrazione della nostra fede in Lui, il Supremo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Kali Yuga, l’epoca che ci troviamo a vivere, secondo i testi indù avrebbe una durata di 432.000 anni. Corrisponde all’età del ferro esiodea, un’epoca oscura, in cui il <em>dharma</em> si nasconde sempre più e il mondo si fa illusorio e sprofonda nell’ignoranza, l’<em>avidya</em>; ed in virtù di quest’assenza di <em>dharma</em> la sua durata è breve.</p>
<p style="text-align: justify;">L’epoca precedente, lo Dvapara Yuga o età del bronzo, doppiamente illuminata dal <em>dharma</em>, ha una durata anch’essa doppia rispetto alla prima: 864.000 anni. L’età dell’argento, Treta Yuga, copre invece un periodo di 1.296.000 anni; infine l’età dell’oro, o Satya Yuga, dura 1.728.000 anni. Il totale consta di 4.320.000 anni, dieci volte il Kali Yuga. L’intero ciclo è detto “Mahayuga”, il Grande Yuga.</p>
<p style="text-align: justify;">Mille Mahayuga, corrispondenti a 4.320.000.000 anni degli esseri umani, costituiscono un singolo giorno di Brahma, detto “kalpa”. Una vita di Brahma dura cento anni di Brahma, e secondo quanto scrisse Zimmer: “Ogni battito di ciglia di Vishnu segna l’estinzione di un Brahma”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/hinduismo-antico-vol-1-dalle-origini-vediche-ai-purana/7549" rel="nofollow" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-9227" style="margin: 10px;" title="hinduismo-antico" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/hinduismo-antico1-188x300.jpg" alt="" width="188" height="300" /></a>Si tratta ovviamente di una distanza temporale incalcolabile, che suscita inevitabile impressione in una mente umana: fornisce un’idea di cosa siano questo mondo, questa società e i suoi torbidi affari.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/platone">Platone</a></span>, ne <em>La Repubblica</em>, esponeva un punto di vista del tutto simile: “Ma a quella mente che possieda magnanimità e capacità di contemplare l’intero ambito del tempo e della realtà essenziale, pensi forse possa apparire cosa assai importante la vita umana?”. E ancora: “La cosa migliore è conservare il più possibile la calma nelle disgrazie e non venirne eccessivamente eccitati, perché non è chiaro quanto vi sia di bene e di male in simili circostanze, né alcun vantaggio attende chi le sopporta male, e inoltre nessuna delle cose umane è degna di venir presa molto sul serio”.</p>
<p style="text-align: justify;">La pretesa “realtà” a cui l’uomo dà tanta importanza, agitandosi per ottenere ciò che irrazionalmente “vuole” non è che un nulla nell’immensità dell’universo, al cui confronto anche un filo d’erba è colossale ed imperituro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dio Vishnu sbatte le ciglia, e non solo l’umanità con le sue gioie, le sue sofferenze, i suoi amori, rancori e problemi, ma persino tutto l’universo scompaiono. Essi non sono più niente; ci sarà un nuovo ciclo.</p>
<p style="text-align: justify;">D’altra parte l’India considera il mondo fenomenico illusorio a un livello tale che ha potuto produrre un testo come la celebre <em>Bhagavadgita</em>, ossia la parte centrale del poema epico sanscrito <em>Mahabharata</em>: essa racconta della battaglia di Kurukshetra, che dovette combattere, suo malgrado, il guerriero Arjuna, il quale si trovò a fronteggiare i suoi parenti ed amici. Preso dallo sconforto, egli rifiutò di combattere, allorché l’auriga Krishna – che nel testo rappresenta l’<em>Atman</em>, il Sé universale, laddove Arjuna è l’illusorio <em>jivatman</em>, l’io individuale – gli ingiunse di adempiere al suo dovere e gettarsi in battaglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Krishna, il “Signore Beato”, così si rivolse ad Arjuna:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“Hai pianto per coloro che non sono degni del tuo dolore! Tuttavia hai pronunciato parole d’amore. I veri saggi però non s’affliggono né per i vivi né per i morti.</p>
<p style="text-align: justify;">[…]</p>
<p style="text-align: justify;">Figlio di Kunti, le idee di caldo e freddo, di dolore e piacere, sono prodotte dal contatto dei sensi con i loro oggetti. Queste idee sono limitate da un inizio e da una fine, e sono di natura transitoria. Sopportale con pazienza, o Discendente di Bharata.</p>
<p style="text-align: justify;">Fiore tra gli Uomini, colui che non può essere turbato da queste cose, chi rimane calmo ed equanime nel dolore e nel piacere, lui solo è degno di ottenere l’immortalità.</p>
<p style="text-align: justify;">[...]</p>
<p style="text-align: justify;">L’Uno che pervade tutte le cose è imperituro. Nessuno ha potere di distruggere lo Spirito Immutabile.</p>
<p style="text-align: justify;">[…]</p>
<p style="text-align: justify;">Chi considera il Sé come l’uccisore, e chi pensa che Esso possa venire ucciso, nessuno di questi conosce la verità. Perché il Sé non uccide né può essere ucciso.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo Sé non è mai nato né perisce. Né essendo venuto in esistenza cesserà mai di essere. Esso è senza nascita, eterno, immutabile, sempre sé stesso. E non viene ucciso con l’uccisione del corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">[…]</p>
<p style="text-align: justify;">L’anima non può essere ferita dalle armi; non può essere bruciata dal fuoco; non può essere bagnata dall’acqua; non può essere seccata dal vento.</p>
<p style="text-align: justify;">L’anima non può essere tagliata né bruciata, né bagnata né seccata. L’anima è immortale, onnipervadente, sempre la stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">L’anima è inconcepibile, non manifesta e immutabile. Perciò, conoscendola come tale, non devi affliggerti”.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il testo, utilizzando come espediente metaforico l’etica della guerra, cioè un ambito precisamente “kshatriya” (il nome della casta guerriera indù), spiega come non ci si debba affliggere né per il proprio dolore né per quello altrui, e come in ultima istanza sia lecito compiere qualsiasi azione, purché dentro di sé sia totalmente assente il turbamento, e l’anima resti limpida e chiara, salda come la roccia, padrona di sé stessa. Solo in questo modo potrà conseguire l’immortalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Non esistono dunque azioni “immorali”, come non esiste una morale in termini generali. Esiste solo la differenza tra un’anima limpida ed una torbida, una protesa verso la liberazione (<em>moksha</em>) e la distruzione dei vincoli che rendono schiavi di questo mondo e l’altra condannata ad un ulteriore e più grave ottundimento, ad una forma ancora più dura di schiavitù e di ignoranza; il doloroso destino dei <em>pashu</em> (esseri costretti dai vincoli) è di tornare ad essere inseriti nel ciclo delle rinascite, nuovamente soggiogati dal samsara, illusi da <em>maya</em>.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/tempo-e-illusione-nelle-dottrine-indu.html' addthis:title='Tempo e illusione nelle dottrine indù ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Quella strana sintesi tra comunismo e nazione</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 15:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Lodi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/quella-strana-sintesi-tra-comunismo-e-nazione.html' addthis:title='Quella strana sintesi tra comunismo e nazione '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/rivoluzione-conservatrice.PNG" width="48" height="48" alt="" title="Rivoluzione conservatrice" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storiacontemporanea48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Storia contemporanea" /><br/><div id="attachment_9169" class="wp-caption alignright" style="width: 226px"><img class="size-medium wp-image-9169" title="Ernst Niekisch (25 maggio 1889 - 23 maggio 1967)." src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/niekisch-216x300.jpg" alt="Ernst Niekisch (25 maggio 1889 - 23 maggio 1967)." width="216" height="300" /><p class="wp-caption-text">Ernst Niekisch (25 maggio 1889 - 23 maggio 1967).</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ci sono zone d’ombra, nella storia, che non vengono usualmente raccontate; forse per via della difficoltà di etichettarle, di inserirle in schemi preconcetti che facilitino, per i fruitori di tale codice (le masse), la comprensione della realtà come mito: la realtà della lotta metafisica del ventesimo secolo, la lotta del Bene (antifascismo nelle sue varie forme, anche se i comunisti, e specialmente gli stalinisti, erano parzialmente deprecabili) contro il Male (sulfureo nazismo con zoccoli, coda e forcone in mano).</p>
<p style="text-align: justify;">Coloro che, per un motivo o per l’altro, sono usciti dalla seconda guerra mondiale facendo parte dello schieramento dei vincitori, più di ogni altra cosa hanno demonizzato la “questione nazionale”: insomma, va bene intonare l’inno per darsi una spolverata di patriottismo, ma senza esagerare. La libera circolazione di merci e persone, che poi sempre di merci si tratta, non può essere ostacolata.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i vincitori, specialmente le sinistre avversano oggi più che mai le idee di patria e nazione in ogni loro forma. E non è una novità, a dire il vero. Eppure c’è stato un tempo, nel ribollente calderone ideologico e rivoluzionario della Repubblica di Weimar, in cui qualcuno tentò l’ardita impresa di coniugare seriamente comunismo e nazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro di recente uscita – <em>Nazionalbolscevismo – Uomini, Storie, Idee</em> di Marco Bagozzi, Noctua Edizioni – racconta questo eretico percorso sconosciuto ai più. Dalle ipotesi degli intellettuali “rivoluzionari conservatori” sulla natura “nazionale” della rivoluzione bolscevica, agli autori di punta dell’anzidetta corrente ideologica: specialmente Ernst Niekisch ed i fratelli Ernst e Friedrich Georg <a title="Jünger" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/ernst-junger/">Jünger</a>, che collaborarono assiduamente alla rivista “Wiederstand” (Resistenza) dello stesso Niekisch. Quest’ultimo nacque politicamente come socialista; fu affascinato dalla rivoluzione russa, lesse Marx e ben presto si iscrisse all’SPD (Partito Socialdemocratico Tedesco).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/la-profezia-del-terzo-regno-dalla-rivoluzione-conservatrice-al-nazionalsocialismo/9960" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-8633" style="margin: 10px;" title="la-profezia-del-terzo-regno" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/la-profezia-del-terzo-regno.jpg" alt="" width="200" height="281" /></a>Scrive Bagozzi che “Niekisch ammirava dell’Unione Sovietica tutto ciò che gli intellettuali marxisti aborrivano: la volontà di produrre e difendere la Patria, la fortificazione eroica dello Stato, l’atteggiamento guerriero e aristocratico delle classi dirigenti”. Tema fondamentale nella sua produzione intellettuale è anche la polemica anti-occidentale ed anti-latina (in realtà singolarmente simile a quella “latina” controriformistica ed avversa all’Europa liberale e “moderna” di Curzio Malaparte), in nome della quale auspicherà sempre un’alleanza con l’“asiatica” e “barbara” Unione Sovietica; grazie ad essa la Germania avrebbe dovuto ritrovare le proprie radici, nel segno di un “bolscevismo prussiano”, e realizzare un blocco geopolitico radicalmente contrapposto al mondo occidentale, capitalista, liberale e borghese-individualista.</p>
<p style="text-align: justify;">Per aver scritto il <em>pamphlet</em> anti-hitleriano <em>Hitler, una fatalità tedesca</em> e per la sua attività politica nel 1939 fu condannato all’ergastolo, e liberato solo alla fine della guerra; in seguitò aderì alla DDR, distaccandosene successivamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Interessanti sono anche gli stralci dei fratelli <a title="Jünger" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/ernst-junger/">Jünger</a> riportati dalla rivista di Niekisch.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/loperaio/301" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-6652" style="margin: 10px;" title="operaio" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/operaio-185x300.jpg" alt="" width="185" height="300" /></a>Friedrich Georg teorizzò, sulle pagine di “Wiederstand”, uno Stato che doveva essere “la quintessenza del potere massimo, assoluto e trasformato in un organismo, la cui crescita e il cui rafforzamento giustificano qualunque criterio, anche il più violento, il più crudele”. Sosteneva inoltre la necessità di “distruggere ogni forma politica di capitalismo” ed edificare il “socialismo tedesco”, “spezzando il potere del denaro”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il più celebre fratello Ernst, dal canto suo, così descriveva il futuro Stato: “Nazionale. Sociale. Militare. E sarà articolato in forma autoritaria”. Egli vide i “nuovi nazionalisti” come rivoluzionari “sani, veri e spietati nemici dei borghesi”. Da ricordare, in questo contesto, è inoltre la sua famosa frase: “Dinanzi alla figura dell’operaio non c’è posto per il borghese”, dall’importante testo del 1932 intitolato proprio <a title="L'operaio" href="http://www.libriefilm.com/loperaio/301" target="_blank"><em>L’operaio</em></a>, il quale fa il paio con il breve scritto <em>La mobilitazione totale</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">In <em>Nazionalbolscevismo – Uomini, Storie, Idee</em> sono tracciate inoltre le storie di altri intellettuali minori della corrente in questione: Paetel, Winning, Lass, Boysen; e raccontate le esperienze “nazionalbolsceviche” delle fazioni comunista e nazista tedesche, quali i nazional-comunisti amburghesi Wolffheim e Laufenberg, i fratelli Strasser e le SA. Un libro consigliato a chi vuole esplorare le possibilità recondite della storia, e le sue “zona d’ombra”.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/quella-strana-sintesi-tra-comunismo-e-nazione.html' addthis:title='Quella strana sintesi tra comunismo e nazione ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;indistruttibile realtà del sogno</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 10:41:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Lodi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutto ciò che è normale è volgare: e in qualche modo bisognerà trovare una via d'uscita, che sia nel cavalcare la tigre o nel decifrare finalmente il linguaggio segreto dell'Essere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lindistruttibile-realta-del-sogno.html' addthis:title='L&#8217;indistruttibile realtà del sogno '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/teiwaz.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Teiwaz" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-8989" style="margin: 10px;" title="chateau" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/chateau.jpeg" alt="" width="189" height="266" />&#8220;&#8230;E di tutto il sogno tu sei la sola cosa concreta che mi resta&#8221; dice Corto Maltese a un merlo, al termine di una sua avventura onirica. &#8220;La vita è un sogno, o i sogni aiutano a vivere meglio?&#8221; chiedeva invece il leggendario Marzullo. E la domanda è meno stupida di quanto si pensi: la vita è un sogno? Lo credevano gli uomini di altre civiltà e di altri tempi, non ancora legati in maniera esasperata alla materia, che questo mondo con le sue intricate vicende fosse solo l&#8217;immenso sogno di un sognatore eterno. I sogni aiutano a vivere meglio? Probabilmente, tanto che a questi sogni alcuni uomini si sono dedicati così tanto da sacrificare tutta la propria vita per farli propri. È dunque questa vita terrena l&#8217;illusione da cui è necessario affrancarsi attraverso una disciplina durissima o forse ciò che è oltre l&#8217;immediato dei sensi non è altro che cibo per menti febbrili e portate ad estraniarsi dalla realtà, per sfuggire a una vita non abbastanza appagante (foss&#8217;anche la vita di un principe di razza guerriera, come quella di colui che diventò il Buddha)?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8877468378/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8877468378" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-8986" style="margin: 10px;" title="ludi-africani" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/ludi-africani.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>L&#8217;incipit di <a title="Ludi africani" href="http://www.amazon.it/gp/product/8877468378/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8877468378" target="_blank"><em>Ludi africani</em></a> di <a title="Ernst Jünger" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/ernst-junger/">Ernst Jünger</a> è significativo, a riguardo: &#8220;Alla fine, soltanto l&#8217;immaginazione ci pare l&#8217;unica realtà e la vita di tutti i giorni un sogno, nel quale ci muoviamo svogliati, come un attore turbato dal suo ruolo. È allora il momento in cui il crescente disgusto fa appello alla ragione e le pone il compito di cercare una via d&#8217;uscita&#8221;; e la via d&#8217;uscita può trovarsi nella fuga giovanile di uno spirito irrequieto verso l&#8217;Africa, passando attraverso l&#8217;arruolamento nella Legione straniera per puro gusto di avventura e scoperta, come, per coloro che momentaneamente si rassegnano alla normale vita borghese, alla lettura di un libro come quello.</p>
<p style="text-align: justify;">O forse il sogno lo si può cercare nella solitudine, e un periglioso viaggio lo si può affrontare su un piano diverso da quello materiale: così fece il creatore della teosofia orientale (una sintesi di Islam sciita, platonismo e mazdeismo) Sohrawardi, il quale descrisse accuratamente le sue peregrinazioni che, dal riportare coordinate precise dei luoghi che stava attraversando, cominciarono a confondersi come in una tempesta di sabbia e sconfinare nel regno metafisico che l&#8217;orientalista francese Henry Corbin chiamò <em>mundus imaginalis</em>: un mondo concreto, ma fatto di spirito, al quale si sarebbe potuti (o si potrebbe) accedere risvegliando le facoltà &#8220;immaginali&#8221; dell&#8217;essere umano; non l&#8217;immaginazione come fantasia, così come concepita dall&#8217;uomo moderno, ma una capacità di &#8220;immaginare&#8221; infinitamente più potente e concreta. Immaginare ciò che esiste realmente su un altro piano dell&#8217;Essere.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-vagabondo-delle-stelle/4522" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-8987" style="margin: 10px;" title="il-vagabondo-delle-stelle" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-vagabondo-delle-stelle-191x300.jpg" alt="" width="191" height="300" /></a>E così anche l&#8217;asceta buddhista Milarepa, che pur di realizzare la sua vera essenza spezzando i vincoli che lo tenevano legato a questo mondo si isolò in una grotta tra le montagne dell&#8217;Himalaya, in solitudine e astinenza da qualsiasi forma di piacere o turbamento. Davvero Milarepa fu solo un pazzo? Davvero distrusse la sua stessa vita quando avrebbe potuto darsi alla baldoria, o forse la baldoria è effimera e volgare e la vita vera l&#8217;ha invece conquistata?</p>
<p style="text-align: justify;">Un caso moderno (e letterario) è infine quello di Darrell Standing, il protagonista del bellissimo romanzo <a title="Il vagabondo delle stelle" href="http://www.libriefilm.com/il-vagabondo-delle-stelle/4522" target="_blank"><em>Il vagabondo delle stelle</em></a>&#8221; di Jack London: un uomo che, rinchiuso in un carcere, finito in un isolamento durissimo e sottoposto per innumerevoli volte alla tortura della camicia di forza che avrebbe condotto chiunque altro alla pazzia, trova una via per sfuggire a quella terribile condizione di prigionia, dolore e sudiciume. Assumendo il totale controllo del suo corpo fino a farlo temporaneamente morire riesce e a rivivere le sue vite passate, e quelle lunghissime ore nella camicia di forza saranno per lui secoli di incredibili avventure riportate alla luce, nell&#8217;oscurità, anche morale, di un carcere. Un po&#8217; come la casa dorata di Samarcanda, la prigione in cui fu rinchiuso Rasputin, il compagno di avventure di Corto Maltese: il nome deriva dal fatto che &#8220;l&#8217;unica maniera di evadere da quella sono i sogni dorati provocati dall&#8217;hashish&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/avvicinamenti-droghe-ed-ebbrezza/293" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-8988" style="margin: 10px;" title="avvicinamenti" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/avvicinamenti-191x300.jpg" alt="" width="191" height="300" /></a>Voglia di una vita (fisica o metafisica che sia) più intensa? malsana alienazione? fantasie per gente poco &#8220;pratica&#8221;? dovremmo pensare solo al nostro interesse &#8220;qui e ora&#8221;? Forse, azzardando una citazione, viene in nostro aiuto Mussolini: &#8220;E&#8217; la fede che muove le montagne, perché dà l&#8217;illusione che le montagne si muovano: l&#8217;illusione, questa è forse l&#8217;unica realtà della vita&#8221;. Già, l&#8217;illusione è l&#8217;unica realtà della vita. Difficile catturare il senso di quest&#8217;espressione profonda ma sfuggente; tuttavia lascia intravedere qualcosa, come un oscuro senso di verità. Ma per entrare in una visione più tradizionalistica, riprendiamo una frase di Baader (citata da <a title="Jünger" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/ernst-junger/" target="_blank">Jünger</a> in <a title="Avvicinamenti" href="http://www.libriefilm.com/avvicinamenti-droghe-ed-ebbrezza/293" target="_blank"><em>Avvicinamenti</em></a>): &#8220;Nessuno tra i grandi naturalisti ha negato che sia vero che ogni tratto spirituale abbia il suo <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/" target="_blank">simbolo</a> quaggiù e che quindi l&#8217;intera natura stia davanti ai nostri occhi come un geroglifico&#8221;. Come dire che qualcosa sta dietro il tutto, e che squarciato il velo quel mistero si mostra nudo alla nostra vista; ma ai nostri occhi ancora troppo umani tutto è un <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/" target="_blank">simbolo</a>, o un simbolo di un simbolo, ed è un dono raro saperlo mostrare come tale: è la storia degli spiriti più profondi, da Dante a Blake a Pound. Da parte nostra possiamo dire che tutto ciò che è &#8220;normale&#8221; è volgare, e in qualche modo, come il giovane <a title="Junger" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/ernst-junger/" target="_blank">Jünger</a>, bisognerà trovare una via d&#8217;uscita. Che sia nel cavalcare la tigre della libertà e nell&#8217;asprezza sotto un torrido sole dei tropici o nel decifrare finalmente il linguaggio segreto dell&#8217;Essere.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto, con il gentile consenso dell&#8217;Autore, da <em>Rinascita</em> del 6 dicembre 2011.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lindistruttibile-realta-del-sogno.html' addthis:title='L&#8217;indistruttibile realtà del sogno ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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