Apocrypha e Vangelo di Didimo Toma: brevi note introduttive

Lawrence Sudbury

Nato a Londra nel 1968 ma italiano di adozione, si laurea a 22 anni con il massimo dei voti in Lettere Moderne presso l'UCSC di Milano con una tesi sui rapporti tra cultura cabbalistica ebraica e cinematografia espressionista tedesca premiata in Senato dal Presidente Spadolini. Successivamente si occupa di cinema presso l'Istituto di Scienze dello Spettacolo dell'UCSC, pubblicando alcuni saggi ed articoli, si dedica all'insegnamento storico, ottiene un Master in Marketing a pieni voti e si specializza in pubblicità. Dal 2003 si interessa di storia e simbologia religiosa: nel 2006 pubblica Il Graal è dentro di noi, nel 2007 Non per mano d'uomo? e nel 2009 L’anima e la svastica. Nel 2008 ottiene, negli USA, "magna cum laude", un dottorato in Studi Religiosi a cui seguono un master in Studi Biblici e un Ph.D in Storia della Chiesa, con pubblicazione universitaria della tesi dottorale dal titolo Nicea: what it was, what it was not (2009). Collabora con riviste cartacee e telematiche (Hera, InStoria, Archeomedia) e portali tematici, è curatore della rubrica "BarBar" su www.storiamedievale.org e della rubrica "Viaggiatori del Sacro” su www.edicolaweb.net. Sito internet: http://www.lawrence.altervista.org.

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2 Risposte

  1. Musashi ha detto:

    cito: "Resta, comunque, il fatto che questo è l’unico Vangelo apocrifo per cui, con buona pace di saggisti e, soprattutto, romanzieri vari, abbia un senso poter parlare di esclusione almeno parzialmente arbitraria dal Canone"
    …………
    Non sono d'accordo.C'è dell'altro, e si sa da almeno gli anni settanta.
    non sono un romanziere ma un filologo.

    Vi sono molti misteri, sulle manipolazioni a cui sono stati sottoposti i vangeli, così come sul perchè (anzi sul come) alcuni siano stati espunti dal canone.

    Ricordo la vicenda del" Vangelo segreto di Marco" che ha suscitato giustamente un vespaio enorme, fuorchè nella cattolica italia, dove la cosa è passata stranamente (?) in sordina. Esso, sarebbe un'espansione del canonico di Marco, o secondo altri la sua versione segreta.
    In effetti secondo San Clemente d'Alessandria, che ne darebbe ragguaglio al suo discepolo Teodoro, esso sarebbe un Vangelo "più perfezionato", "più spirituale" ad uso degli introdotti ai misteri cristiani, Marco lo avrebbe composto di ritorno da Roma verso Alessandria, dopo il martirio di Pietro. Tuttavia, dice sempre Clemente, in esso sono solo accennati gli aspetti segreti dei misteri cristiani: "egli (Marco) non ha divulgato ciò che non deve essere pronunciato, né ha scritto della ierofania dell'insegnamento del Signore…". Queste realtà, di cui Marco avrebbe solo accennato l'esistenza, condurrebbero l'ascoltatore – dice san Clemente- nel "santuario più intimo della verità nascosta dai sette veli".
    la composizione di Marco, sarebbe rimasta alla Chiesa di Alessandria, secondo questa testimonianza clementina.
    Tuttavia Clemente si lamenta del fatto che una setta gnostica degenerata, i Carpocraziani, avessero sottratto il testo segreto di marco, in cui la jerofania è solo accennata, manipolandone il testo e pervertendone il contenuto. Infatti sembra che quella corrente carpocraziana, manipolando il testo ne avesse preso il pretesto per avallare delle pratiche perverse, se non addirittura omosessuali, ovviamente travisando il senso simbolico di alcuni particolari. Clemente, dà anche ragguagli su come i carpocraziani fossero riusciti a trafugare questo testo segreto in possesso della Chiesa di Alessandria.

  2. Musashi ha detto:

    Da quel poco che sappiamo dei due brani citati nella lettera, purtroppo discussa di mar Saba, io credo che si tratti effettivamente di un vangelo autenticamente "marciano" poichè il secondo brano colmerebbe una lacuna in Mc 10, 46. Per cui il testo "segreto di Marco" sarebbe più antico e quello canonico deriverebbe da una "limatura". Coloro che affermano che il testo sarebbe invece successivo e frutto di "interpolazioni"" non spiegano quale sarebbe la fonte.
    In realtà il mondo accademico è molto diviso. io credo comunque che, se riteniamo autentica l'attribuzione della lettera di Mar Saba a Clemente dovremmo affidarci a lui: o quanto meno tenere conto della sua testimonianza, la lectio più antica. In effetti sembra che Marco- a suo dire- compilò due versioni del suo Vangelo: uno (quello oggi noto) composto per primo, quando risiedeva a Roma e Pietro era vivo:
    "un resoconto dei fatti del Signore, non però, dichiarandoli tutti, e neppure accennando a ciò che doveva rimanere segreto, ma selezionando quanto ha pensato più utile per aumentare la fede di coloro che dovevano essere istruiti", dice Clemente. Dunque un vangelo incompleto.
    Quello "più spirituale", in cui comunque la parte "segreta", concernente il reale rito misterico cristiano, sarebbe solo accennata, lo avrebbe composto dopo il martirio di Pietro " portando i suoi appunti e quelli di Pietro, dal quale ha attinto e adattato ogni cosa per il progredire verso la conoscenza."
    Non è, a mio avviso importante stabilire una priorità cronologica, quanto rendersi conto del fatto che i compilatori dei vangeli sapevano più di quanto dichiarassero, e forse nessuno degli apostoli deteneva la completezza dell'insegnamento (visto il fatto che ci fu una integrazione fra il materiale di Pietro e quello di Marco). .

    Importante sarebbe la conclusione: un padre della Chiesa d'Oriente ci informerebbe che vi erano due versioni di uno stesso vangelo, che comunque anche la versione più "spirituale" teneva nascosto la parte interna della jerofania, che doveva essere all'epoca trasmessa oralmente. La parte segreta, che alcuni profanarono o travisarono, doveva però essere la Gnosi segreta di Cristo, e si deduce che vi fossero dottrine cristiane trasmesse in segreto e solo in forma orale!

    Le versioni "segrete" dei vangeli che ne accennerebbero (senza ovviamente riportare i dettagli dei rituali)
    sono dunque state fatte sparire, magari anche solo "limando" il vangelo, almeno quello di marco, nei brani ove esso faceva di questi riferimenti.
    In effetti molti studiosi sanno da sempre che i racconti presentati dai canonici mostrano delle "lacune" e delle incongruenze", come se una parte del testo fosse stata cancellata, interrompendo in modo brusco la narrazione.

    Ora se la lettera di Mar saba fosse un falso (comunque ben costruito), come vogliono alcuni, mi domando come mai – e per fortuna abbiamo due registri fotografici del testo- come mai essa è stata 1)staccata dal libro che la conteneva per ordine della commissione ortodossa, 2) archiviata separatamente per volere del Patriarcato di Gerusalemme 3) perchè un documento così prezioso, e degno di essere studiato, sia misteriosamente "sparito".
    Perchè gli ortodossi che ne hanno preso in consegna il testo lo hanno "improvvisamente" e "inavvertitamente" "smarrito"?
    E' bene che la gente sappia con che razza di giochi di spionaggio abbiamo a che fare. la posta in gioco è grande.
    Se la lettera di San Clemente è falsa perchè farla sparire? non sarebbe stato meglio fare le dovute analisi sull'inchiostro e sul papiro?
    Eppure sarebbe bastato questo a dimostrare che il testo era un falso moderno dovuto al suo ritrovatore, il prof. Morton Smith…se di falso si trattava.
    Ma forse l'originale era autentico e le Chiese di oggi non hanno voluto che quelle analisi DIRIMENTI venissero condotte….
    Lascio che ognuno si dia la risposta a queste domande…..

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